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giovedì 12 aprile 2012

Dice 65.000: e gli altri?

Economia
12/04/2012 - LAVORO- IL CASO
Il governo: "Gli esodati sono 65mila"
L'ira dei sindacati: scherzate col fuoco

Il ministero del Lavoro: sufficenti i fondi stabiliti nel dl Salva-Italia.
Fornero: «Allarmi ingiustificati».
La Cgil: «I numeri sono sballati»

Roma - Il governo annuncia il numero degli esodati: circa 65.000 e c’è la copertura adeguata, presto arriverà un provvedimento. È stata data così risposta a una situazione di «comprensibile ansia per migliaia di persone, fugando un ingiustificato allarmismo», assicura il ministero del Lavoro. Ma i sindacati non sono soddisfatti: si tratta di numeri parziali. Non basta: gli esodati, stima il leader Cisl Raffaele Bonanni, sarebbero molti più di 65.000. «Il numero si amplia o si restringe - dice - se il ministro fa diventare piccolo il perimetro, il perimetro diventa una piccola cifra».
I dati, tanto attesi, arrivano in serata: «Il ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero - si legge in una nota - ha ricevuto oggi i risultati dell’analisi compiuta dal tavolo tecnico istituito per le problematiche relative ai cosiddetti “salvaguardati”. Il lavoro dei tecnici è stato guidato dall’obiettivo di evitare che lavoratori in prossimità del pensionamento si trovino senza reddito e senza pensione, nonchè ispirato dai criteri della trasparenza e dell’equità, al fine di evitare disparità di trattamento fra situazioni analoghe. Il tavolo ha consentito di accertare che il numero di persone complessivamente interessate è di circa 65mila e pertanto l’importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia, è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive. Tale importo era il frutto di stime prudenziali che hanno reso possibile includere anche quanti, successivamente introdotti da emendamenti parlamentari al decreto Milleproroghe, non erano compresi nella platea originariamente prevista».
Proprio per rispetto verso queste persone, prosegue la nota, «il Ministro Fornero ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un’analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione. Si è data così risposta a una situazione di comprensibile ansia per migliaia di persone, fugando un ingiustificato allarmismo. Sulla base di tutto ciò, si procederà nelle prossime settimane all’emanazione del previsto decreto ministeriale. Il Ministro sta altresì valutando, per specifiche situazioni e con criteri analoghi, l’ipotesi di un intervento normativo per trovare soluzioni che consentano a lavoratori interessati da accordi collettivi stipulati in sede governativa entro il 2011, comunque beneficiari di ammortizzatori sociali finalizzati all’accompagnamento verso la pensione, di accedervi secondo le previgenti regole».
Per la Uil il ministero fa il «gioco dell’oca: viene infatti riproposta la quantificazione già ipotizzata in occasione del Decreto del 6 dicembre scorso e palesemente riferita a solo una parte delle tipologie di lavoratori da salvaguardare», afferma Domenico Proietti. Secondo Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, «ovviamente i numeri veri non sono questi e il governo continua a giocare sulla pelle di lavoratori che hanno faticato per una vita e che adesso non possono andare in pensione, né possono sperare di avere un lavoro tantomeno un ammortizzatore sociale, “grazie” alle norme contenute nell’ultima riforma previdenziale varata dall’esecutivo tecnico».
Per la Cgil, sugli esodati «il governo scherza con il fuoco», i numeri diffusi questa sera «sono sballati»: «Si confermano infatti i dati che erano contenuti in manovra che, come sa bene lo stesso governo, si riferiscono - afferma in un comunicato di Corso d’Italia Vera Lamonica - ad una sola delle tipologie di lavoratori senza stipendio e senza pensione. La Cgil conferma la sua posizione: va trovata una soluzione per tutti coloro che sono senza pensione e senza reddito e la lotta continuerà fino a questo risultato. La manifestazione di domani sarà una prima grande risposta».


1 commento:

  1. Occorre non perdere di vista la differenza fra Esodati e Mobilitati: i primi devono pagare da soli gli anni in più di contributi (da 40 a 42 e più...)mentre i mobilitati sono considerati in servizio e quindi non devono fare fronte a questo balzello in più!!! Inoltre, se la Fornero parla di 65.000 è perchè non tiene conto di quegli esodati che escono fuori dal DL milleproroghe che prevede 2 anni compreso la famosa finestra di 1 anno per rientrare nella vecchia normativa dei 40 anni.

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