PENSIONI/ Gli esodati: cara Fornero, con l’Aspi rischi di toglierci altri soldimercoledì 11 aprile 2012
PENSIONI - L'ASPI ANCHE GLI ESODATI? IL PARERE DI UNO DI LORO Una questione di soldi, copertura, esigenze di bilancio; o, semplicemente, basse ragioni d’orgoglio, che impediscono di fare dietro-front, ammettere la svista clamorosa e porvi rimedio. Quali che siano i motivi che hanno proiettato migliaia di lavoratori in circostanze insostenibili, la situazione è drammatica. Stare senza salario e senza pensione equivale all’indigenza; almeno una volta che l’indennizzo erogato con la promessa di accedere al trattamento pensionistico nell’arco di pochi anni si sarà esaurito. Perché quella promessa non è più valida. Le regole sono cambiate a patti avvenuti e i pochi anni di attesa sono, in certi casi, più che raddoppiati. Per non lasciare la vicenda in sospeso in eterno, si sta facendo strada l’ipotesi di permettere anche agli esodati di fruire dell’Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego). 1.119 euro al mese, per tre anni: Meglio che niente. O, forse, è meglio niente? Interpellato da ilSussidiario.net Alessandro Costa, ex dirigente Telecom e referente di migliaia di esodati, propende per la seconda ipotesi.
«Ci sono due aspetti che non accettiamo. Anzitutto, lo stipendio di un dirigente o di un quadro, è ben superiore all’indennità. Sarebbe ingiusto che chi ha versato nella propria vita lavorativa fior di contributi, ricevesse il medesimo trattamento economico di chi ne ha versati molti di meno. Andrebbe, quindi, anzitutto, diversificata sullo stipendio». Non solo. «Nel calcolo della pensione di chi ha un contratto telefonico, l’ultimo anno di retribuzione ha un’incidenza particolare. Occorre, quindi, capire se l’Aspi, se si intendesse applicarla anche agli esodati, potrebbe essere contemplata per il computo della pensione e, di conseguenza, inficiarne l’entità». Proprio ieri, il gruppo rappresentato da Costa, ha mosso una proposta comune a gran parte degli attori dell’attuale dibattito: «Abbiamo chiesto di mantenere le regole precedenti alla riforma della Fornero; non vediamo altre soluzioni possibili, di fronte a una situazione in cui sono stati cambiate a posteriori le regole che sottendevano ad un patto ben preciso». Anche il presidente della Commissione lavoro, Silvano Moffa, chiedeva su queste pagine una deroga per tutti i lavoratori esodati, la cui entità verrà forse comunicata oggi stesso al ministro Fornero. A tal proposito, Costa ci tiene a fare una precisazione: «I “veri” esodati sono 7mila, 5mila dei quali sono postali. Gli altri hanno preso il nome di esodati, ma si tratta di persone che erano in mobilità. La differenza consiste nel fatto che il lavoratore in mobilità continua ad accumulare l’anzianità perché formalmente è in servizio. Il lavoratore esodato, invece, non ha più niente, deve pagarsi i contributi volontari».
Sta di fatto che, nel numero "ufficiale", rientrano anche coloro che avevano sottoscritto un accordo singolare con la propria azienda privo dei crismi dell’ufficialità, quali il coinvolgimento dei sindacati nazionali e del ministero del Lavoro. In ogni caso, per capire cosa queste persone concretamente stiano passando, Costa rivela la sua personale esperienza: «Io sono del ’53, ho 58 anni, 38 anni e mezzo di contributi e sarei dovuto andare in pensione l’1 febbraio del 2016. L’incentivo dell’azienda copre 49 mesi, circa 4 anni. Con la riforma della Fornero, potrò andare in pensione solo l’1 dicembre del 2020. Ho avuto un inasprimento di 4 anni a 9 mesi in più». In questi 4 anni e 9 mesi, Alessandro Costa non avrà un salario, non avrà la pensione e avrà, probabilmente, esaurito l’indennizzo.
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A gennaio 2015 mi finiscono i soldi dell'incentivo,avrò la pensione nel 2019,io non voglio 1119 euro di Aspi,io e non solo io vogliamo quello pattuito al momento della firma.Non si cambiano le regole in corsa,e non è giusto quello che dice il Ministro che ogni cambiamento inevitabilmente lascia delle vittime.Non sia così fatalista ci metta una pezza e ammetta l'errore fatto,non siete dei padreterni sbagliate pure voi.
RispondiEliminaEsodato poste
O le vecchie regole o sotto i ponti oppure signori del SALVA RICCHI dovete tassarvi anche voi pero' in proporzione cosi' le regole saranno giuste.raffaele c. e la sua povera famiglia.
RispondiEliminaMa che sorrido durbans che ha...evidentemente non pensa a cosa stiamo provando noi...
RispondiEliminaIo invece sono dell'idea che l'Aspi, sia meglio che niente,a meno che voi tutti siate quadri e allora 1119,00 vi sembrano poca cosa.Per me che dovrei andare con la vecchiaia, sono di molto superiori al mio rateo di pensione. Resto comunque dell'idea che tutti noi che abbiamo firmato in buona fede, dovremmo andare in pensione con le vecchie regole. Paola
RispondiEliminaCaro Anonimo l'importo dell'Aspi è lordo...fai un po' i tuoi conti, circa 600 euro e poi per quanti mesi? al massimo 18. E gli altri 6 anni che dobbiamo aspettare fino al 2020? O ci danno la nostra pensione in base alle regole antecedenti la firma, o altrimenti sarà guerra a questi imbecilli che vedono solo noi come costo per l'Italia. Vogliamo parlare dei rimborsi ai partiti? Vogliamo parlare delle Auto Blu? vogliamo parlare dei senatori a vita? pagare fino alla morte persone che hanno già una loro bella pensione? riduciamo i veri sprechi e privilegi e diamo la pensione a tutti gli esodati. Niente di più niente di meno!!!!
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