Esodati, guerra di cifre o di potere?
Martedì, 12 giugno 2012 - 11:10:00
Quella degli esodati (e, come ha ricordato di recente ad Affaritaliani.it Cesare Damiano, anche quella degli esodandi) più che una guerra di cifre sembra essere diventata una guerra di potere. O, almeno, ne sta assumendo tutte le sembianze.
Il ministro Fornero dice 65.000; anzi pare che abbia inciso la cifra nella pietra. Molte le voci che si levano contro e/o a commento: ma siamo sicuri che il decreto salvaesodati li salvi davvero tutti? I dubbi c’erano ed erano elevati e fondatissimi. Il presidente dell’Inps, Mastrapasqua, a fine maggio aveva affermato, riferendosi al decreto sui 65 mila, che il Governo avrebbe dovuto “trovare una soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente".
Ieri, 11 giugno, il clou. Gli esodati sono 390 mila, secondo un documento ufficiale dell’Istituto inviato al ministero del Lavoro il 22 maggio, e quindi prima della pubblicazione dell’ormai famoso decreto. Verrebbe da commentare, semplicisticamente, “ma stiamo (anzi stanno) dando i numeri?”. Assolutamente sì, nel senso che si stanno comunicando cifre che si rettificano, si smentiscono, si modificano, apparentemente senza fondamento. Ma, quel che è peggio, la sensazione dilagante e prevalente è che, in tema di pensioni, sulle salvaguardie e sulle deroghe si sia veramente proceduto a caso (anche il ministro Fornero ha dovuto proferire, a denti stretti, un sofferto “ci siamo sbagliati”).
E, ancora peggio, aggravando la situazione e peggiorando i requisiti nel decreto appena emesso. Ad esempio per gli autorizzati alla volontaria che, con l’attuale testo, risulterebbero doppiamente cornuti e mazziati (ci si passi la metafora…).
Certo il 4 dicembre bisognava pur presentare un riforma delle pensioni che... "mettesse al riparo la spesa previdenziale per i decenni a venire, assicurasse la corresponsione degli assegni, tutelasse i più giovani ecc ecc". Belle parole che abbiamo sentito più volte in questi mesi ma che, lette alla luce di quanto avvenuto con gli esodati, non richiamano i concetti né di equità né di equilibrio. E sul primo potrebbe essere chiamata a pronunciarsi la Consulta perché un rinvio appare probabile laddove si discrimina tra cittadini con eguali requisiti. Ci riflettano tutti e trovino una soluzione, questa volta sì equilibrata e ragionevole, che non istituzionalizzi “figli” e figliastri”. Alcuni aspetti della riforma pensioni, purtroppo, sono stati come la gattina frettolosa… Qui però non si ha a che fare con micetti irreversibilmente ciechi ma con migliaia di persone in seria difficoltà a cui si sono cambiate le regole del gioco ad accordi conclusi e sottoscritti.
Pacta servanda sunt! Senatore Monti, lo spieghi Lei ai suoi ministri e collaboratori…anche a quelli non brillantissimi in latino.
Giovanna Guzzetti
(Leggi)
Il ministro Fornero dice 65.000; anzi pare che abbia inciso la cifra nella pietra. Molte le voci che si levano contro e/o a commento: ma siamo sicuri che il decreto salvaesodati li salvi davvero tutti? I dubbi c’erano ed erano elevati e fondatissimi. Il presidente dell’Inps, Mastrapasqua, a fine maggio aveva affermato, riferendosi al decreto sui 65 mila, che il Governo avrebbe dovuto “trovare una soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente".
Ieri, 11 giugno, il clou. Gli esodati sono 390 mila, secondo un documento ufficiale dell’Istituto inviato al ministero del Lavoro il 22 maggio, e quindi prima della pubblicazione dell’ormai famoso decreto. Verrebbe da commentare, semplicisticamente, “ma stiamo (anzi stanno) dando i numeri?”. Assolutamente sì, nel senso che si stanno comunicando cifre che si rettificano, si smentiscono, si modificano, apparentemente senza fondamento. Ma, quel che è peggio, la sensazione dilagante e prevalente è che, in tema di pensioni, sulle salvaguardie e sulle deroghe si sia veramente proceduto a caso (anche il ministro Fornero ha dovuto proferire, a denti stretti, un sofferto “ci siamo sbagliati”).E, ancora peggio, aggravando la situazione e peggiorando i requisiti nel decreto appena emesso. Ad esempio per gli autorizzati alla volontaria che, con l’attuale testo, risulterebbero doppiamente cornuti e mazziati (ci si passi la metafora…).
Certo il 4 dicembre bisognava pur presentare un riforma delle pensioni che... "mettesse al riparo la spesa previdenziale per i decenni a venire, assicurasse la corresponsione degli assegni, tutelasse i più giovani ecc ecc". Belle parole che abbiamo sentito più volte in questi mesi ma che, lette alla luce di quanto avvenuto con gli esodati, non richiamano i concetti né di equità né di equilibrio. E sul primo potrebbe essere chiamata a pronunciarsi la Consulta perché un rinvio appare probabile laddove si discrimina tra cittadini con eguali requisiti. Ci riflettano tutti e trovino una soluzione, questa volta sì equilibrata e ragionevole, che non istituzionalizzi “figli” e figliastri”. Alcuni aspetti della riforma pensioni, purtroppo, sono stati come la gattina frettolosa… Qui però non si ha a che fare con micetti irreversibilmente ciechi ma con migliaia di persone in seria difficoltà a cui si sono cambiate le regole del gioco ad accordi conclusi e sottoscritti.
Pacta servanda sunt! Senatore Monti, lo spieghi Lei ai suoi ministri e collaboratori…anche a quelli non brillantissimi in latino.
Giovanna Guzzetti
(Leggi)
IL MINISTRO FORNERO DEVE SMETTERLA DI PRENDERE IN GIRO GLI ITALIANI. SI SAPEVA GIA' DA TEMPO CHE IL SUO ATTEGIAMENTO ERA FINALIZZATO A SEPPELLIRE PIAN PIANO 400 000 ESODATI ABBANDONANDOLI AL PROPRIO DESTINO. SE ESISTE UNA GIUSTIZIA DIVINA IL MINISTRO DOVRA' PAGARE A CARO PREZZO IL SUO CONPORTAMENTO DISCRININATORIO. GLI ESODATI NON POSSONO ESSERE 65.000, COME LEI SA' E FA FINTA DI NON SAPERE CHE CON LA SUA ARROGANZA CERCA DI CONVINCERE L'OPINIONE PUBBLICA IL DATO STIMATO.
RispondiEliminaGLI ESODATI O SONO TUTTI O NESSUNO E NON DICA LA PAROLA ESODANDE CHE NON C'ENTRA NIENTE NEL CONTESTO. NON SI PUO' GIOCARE CON LE PAROLE QUANDO SI VIVONO DRAMMI PERSONALI.L'INPS PENSO CHE E' ANCORA UN ISTITUZIONE AL GIORNO D'OGGI E QUANDO E' USCITO IL DATO DEI 390.200 AVRA' FATTO BENE I CONTI.QUINDI MINISTRO FORNEO RIPARA ALL'ERRORE E POI SI DIMETTA SE HA ANCORA UN PO' DI DIGNITA'.
perche nn ve ne andate con il contributivo
RispondiEliminatorna da dove sei venuto.
EliminaANONIMO E TU DA DOVE SPUNTI FUORI CON QUESTA C.........COLOSSALE? FORSE SEI UNO CHE IN VITA TUA NON HA ANCORA APPROCCIATO AL MONDO DEL LAVORO PER POTER CAPIRE COSA VUOL DIRE INIZIARE A LAVORARE A SOLI 15 ANNI, QUANDO ANCORA HAI (COME SI DICE DALLE MIE PARTI) " IL GUSCIO D'UOVO ATTACCATO AL SEDERE". E DA COME SCRIVI, NON SEI NEANCHE UNO CHE HA FREQUENTATO MOLTO LA SCUOLA . COSA NE SAI TU DI NOI???? DEI CONTRIBUTI CHE ABBIAMO, DEL TIPO DI LAVORO, E DELLE CONDIZIONI IN CUI L'ABBIAMO SVOLTO? FORSE HAI SEMPRE VISSUTO A SBAFO E PENSI CHE NOI VOGLIAMO TOGLIERTI QUALCOSA CHE NON TI APPARTIENE!!!!! PENSA A QUANTI ABBIAMO DATO DA MANGIARE CON I NOSTRI SOLDI VERSATI IN QUEL GRAN CALDERONE DOVE TUTTI ATTINGONO E DISCONOSCONO LA PAROLA LAVORO. VIVONO DI ESPEDIENTI E SFRUTTANO LE LEGGI VIGENTI E NOI CHE ABBIAMO SGOBBATO CI SIAMO RIDOTTI A ELEMOSINARE CI0' CHE E' NOSTRO. RIFLETTI...
RispondiEliminaSONO D'ACCORDO MA PENSO CHE UN SOGGETTO DEL GENERE ABBIA DIFFICOLTA' A RIFLETTERE.
EliminaEvitiamo le meschine guerre tra poveri.La guerra dobbiamo farla alla FORNERO che con le sue parole e con le inique riforme ci angoscia da circa 7 mesi.luca
RispondiEliminadopo 38 anni di lavoro questo mi parla di contributivo ma da dove escono questi? se l'avessi nelle mani...
RispondiEliminaoltre al danno anche la beffa, la fornero deve essere punita per il male che ha fatto.