Non lavoreranno e non percepiranno pensione, questo é certo. Un dramma assoluto sul quale il governo fa spallucce da mesi. A tratti grottesco il rimpallo di numeri e dati incongruenti tra il Ministero del Lavoro e l’INPS. Una diatriba quasi surreale a tinte di pericolosità estrema in un paese che sugli esodati gioca una delle sue partite più delicate. Il decreto firmato Fornero cita risorse a copertura di 65mila persone espulse dal mercato del lavoro, mentre l’INPS- già a maggio - come ricorda il Segretario della Cgil, Susanna Camusso - parlava di 390.000 esodati.
La schermaglia che ora il Ministro ingaggia contro i vertici dell’Istituto, convocandoli con urgenza, tradisce in primis l’improvvisazione con cui la professoressa del Lavoro si accinge a metter mano alla crisi profonda del mercato del lavoro e, in aggiunta, quel tratto di cinismo e di disprezzo per i lavoratori che contraddistingue il comportamento di tutto questo governo. In serata, la Fornero dichiara che "i dati diffusi danneggiano il governo" e c'é da chiedersi se non sia invece proprio lei, con la sua approssimazione dilettantesca, a danneggiare prima gli esodati e poi il governo.
I numeri citati nel decreto Salva Italia e Milleproroghe nascerebbero da un’interpretazione restrittiva della relazione Inps e il Ministero, anche attraverso il comunicato di replica del 5 giugno u.s., non si è precipitato, a dirla tutta, in grandi smentite. I soldi disponibili sono solo per i 65mila e per gli altri il Ministro promette in un secondo momento soluzioni eque e di sostegno.
Una sorta di confessione di inadempienza per tutti coloro che o sono stati licenziati o si sono dimessi senza trovare nuova occupazione - i cosiddetti “cessati”- o per quanti hanno scelto la prosecuzione volontaria. Di queste due categorie il Governo prevede l’andata in pensione con le vecchie regole solo per coloro che maturano i requisiti entro 2 anni dal Salva Italia, quindi entro novembre 2012 se dipendenti. A queste due classi di ex lavoratori l’INPS aggiunge anche quanti sono in mobilità, i destinatari dei fondi di solidarietà e i beneficiari di congedo straordinario.
Cambiare la legge in corsa per quanti avevano siglato accordi sulla base delle vecchie normative rappresenta un vero raggiro ai danni dei cittadini e questo significa che da qualche parte le risorse andranno trovate, anche ricorrendo a misure emergenziali. E’ prima di tutto una questione di legalità e di giustizia. Magari da una patrimoniale, dato che si parla a vuoto finora di equità e di tutela per le famiglie che pagano il prezzo più alto della crisi, o dai capitali scudati condotti nei paradisi fiscali.Il paese non ha memoria di un ministro del lavoro così incompetente ed arrogante, indifferente ai dati ed al rispetto dei patti tra cittadini e governo e le sue immediate dimissioni per manifesta incapacità sarebbero il minimo dovuto. Ma difficilmente arriveranno. Del resto, il governo dei professori - quella degli esodati è solo l’ultima delle conferme - ha scelto di far quadrare i conti in tutta fretta per far bella mostra all’Europa anche a costo di terrorizzare la popolazione con la mitologia dello spread: una creatura economica di nuova generazione di cui nessuno ha capito fino in fondo nulla e che solo ora improvvisamente condiziona l’economia reale dei paesi. Spread peraltro tornato a crescere vertiginosamente come agli antichi fulgori, addebitando i costi di paura e povertà sulle sole spalle di chi era già in seria difficoltà.
Il ceto medio, i disoccupati, i precari, i dipendenti, tutti coloro su cui è facile e garantito il successo di ogni misura vessatoria. Parallelamente a questi cittadini sono stati ridotti se non azzerati i servizi fondamentali: istruzione, salute, casa.
La sospensione della democrazia che vive l’Italia ha forse raggiunto il suo livello massimo. Se era goliardica ai tempi del Cavaliere, ora è solo più elegante nelle forme. Più milanese e più bocconiana. Disposizioni così pesanti nella vita dei cittadini senza nemmeno il disturbo di un mandato elettorale e il vincolo anche morale della sua revoca svelano tutta la vera missione dei professori: portare a termine il berlusconismo senza Berlusconi.
(Leggi)
Siamo esodati , ma non scemi. Che questi Signori, ci stessero prendendo in giro l'abbiamo capito subito. Come puo' un Ministro, lasciare i suoi cittadini senza la speranza del domani? Vuol dire che noi per lei non contiamo nulla e che nulla sara' fatto per toglierci da questa situazione alquanto drammatica.Paola
RispondiEliminaabc PDL,PD,UDC,ALfano,Bersani e Casini servi dello stato ,non state facendo nulla in nostro favore appoggiando il ministro ammazzafamiglie.Gia in rete c'e una raccolta firme per far cadere questa pazza.votate tutti a favore dell'IDV e della Lega che hanno avuto il coraggio di votare una mozione di sfiducia al mostro.
RispondiElimina