di Massimo Franchi11 giugno 2012Gli esodati sono 390mila. Non 65mila. A certificarlo è una relazione che l’Inps ha mandato al ministero del governo nella quale definisce voce per voce i numeri dei “dannati” della riforma Fornero. Ma la 'guerra' fra istituto previdenziale e ministero è confermata dal tesissimo incontro in serata che si è concluso con il ministro che ha accusato i vertici dell'Inps per la fuga di notizie e di aver creato “confusione”.
Gli esodati? Oltre 300mila
l'Unità lo scriveva il 16 aprile: LEGGI
di Massimo Franchi
La quota di 390mila esodati comprende tutti coloro che hanno fatto un accordo per l’uscita dal lavoro e ora sono a rischio di restare senza occupazione e senza pensione per l’aumento dell’età pensionabile prevista dalla riforma Fornero. Coloro che nei prossimi anni avrebbero raggiunto i vecchi requisiti per andare in pensione. Il documento è stato protocollato in uscita dall’Inps il 22 maggio. Ed era quindi a conoscenza di Elsa Fornero alla firma del decreto interministeriale sui 65mila che è stato emanato dalla ministra il 23 maggio e da più di una settimana quando arrivò la firma e il via libera definitivo di Mario Monti.
La stessa Elsa Fornero per mesi ha negato che esistesse una stima precisa del numero degli esodati. La stessa Fornero ha “piegato” i paletti del suo decreto interministeriale per «salvaguardare» solo 65milia persone per i prossimi due anni, escludendo migliaia e migliaia di esodati. Ad esempio coloro che non erano ancora in “mobilità” al 31 dicembre 2011 anche se erano già in cassa integrazione. Evidente dunque l’imbarazzo e la rabbia provocata dalla pubblicazione del documento.
La relazione è firmata dal direttore generale dell’Inps, Mauro Nori. E difatti in serata Elsa Fornero ha convocato i vertici dell'Inps, il presidente Antonio Mastrapasqua e lo stesso Nori. Al termine di un confronto teso, il ministero ha fatto uscire una nota in cui accusa i vertici Inps ma non può smentire il contenuto della Relazione.
IL COMUNICATO DEL MINISTERO DEL LAVOROFornero, si legge nella nota “ha manifestato ai vertici dell’INPS la propria disapprovazione e deplorato la parziale e non ufficiale diffusione di informazioni che ha provocato disagio sociale”. “il Ministro ribadisce la correttezza di quanto contenuto nel decreto, già firmato dal Ministro del Lavoro e dal Ministro dell’Economia, sui “Salvaguardati” che, sulla base delle risorse finanziarie già stanziate, definisce il loro numero in 65mila persone”.
Il governo infine ribadisce di essere “consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti – non prima del 2014 -, a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali”. E conferma “l’impegno per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili”.
Dopo il balletto di cifre sugli esodati il ministro del Lavoro Elsa Fornero convoca i vertici dell'Inps, il presidente Antonio Mastrapasqua e il direttore generale Mauro Nori. Una relazione inviata al dicastero prima della firma del decreto che li fissa a 65mila parla di 390.200 persone, poi i vertici dell'istituto provano a correggere e a smentire. Ma la cifra conferma quanto tanti hanno detto fin dall'inizio e quanto scritto da l'Unità: non sono solo 65mila. Sulla cifra c'è stata un'autentica battaglia politica, visto che si parla della vita di quasi 340 mila persone.
I lavoratori esodati che potrebbero avere diritto ad andare in pensione sulla base delle vecchie regole secondo il decreto Salva Italia e il Milleproroghe sono 390.200. E' quanto emerge dalla Relazione Inps al ministero del Lavoro inviata prima della firma del decreto che fissa a 65.000 la quota dei salvaguardati.
Relazione che però viene smentita dallo stesso direttore generale dell'Inps, Mauro Nori. L'Inps «non ha fornito stime diverse e ulteriori rispetto al tema dei salvaguardati», dice lo stesso Nori. L'Istituto conferma dunque che i salvaguardati sono 65.000 per i prossimi 24 mesi allo stato dell'arte.
Nella Relazione si definiscono le categorie interessate alla salvaguardia rispetto alle nuove regole di accesso alla pensione sulla base delle impostazioni normative e interpretative della Ragioneria generale (la frase che esplicita questa definizione della platea in soli 65.000 soggetti è stata poi eliminata dalla versione definitiva della Relazione).
In pratica, secondo la Relazione, la platea complessiva dei lavoratori esodati sulla base del decreto Salva Italia e del Milleproroghe è di 390.200 persone, platea ridotta a 65.000 lavoratori salvaguardati (e che quindi potranno andare in pensione con le vecchie regole) sulla base di criteri restrittivi nell'interpretazione delle norme messi a punto dai ministero del Lavoro e dell'Economia.
Le platee che fanno lievitare il numero degli esodati sono quelle della prosecuzione volontaria (133.000 persone autorizzate ai versamenti volontari nati dopo il 1946 e con un ultimo versamento contributivo antecedente il 6 dicembre 2011) e i cosiddetti «cessati», ovvero quelli che sono usciti dal lavoro per dimissioni, licenziamento o altre cause tra il 2009 e il 2011 che hanno più di 53 anni e che non si sono rioccupati (180.000 secondo l'Inps). Per queste due categorie il decreto del Governo prevedeva rispettivamente 10.250 e 6.890 salvaguardati.
Il Governo infatti sottolinea nel decreto in via di emanazione che potranno andare in pensione con le vecchie regole per queste due categorie solo coloro che maturano la decorrenza della pensione entro 24 mesi dall'entrata in vigore del Salva Italia (6 dicembre 2011) e quindi di fatto che, considerata la finestra mobile, maturano i requisiti entro maggio 2012 se autonomi e entro novembre 2012 se dipendenti.
Ma platee più consistenti, secondo l'Inps, non ci sono solo per cessati e prosecutori volontari ma anche per la mobilità (45.000 persone tra mobilità ordinaria e quella lunga a fronte dei 29.050 salvaguardati dal decreto), per i fondi di solidarietà (26.200 a fronte dei 17.710 previsti dal decreto) e beneficiari del congedo straordinario per l'assistenza ai figli gravemente disabili (3.330 a fronte dei 150 previsti dal decreto in via di emanazione).
Sulla mobilità la differenza la fa il fissare nel 4 dicembre 2011 la data entro la quale il lavoratore che potrà andare in pensione con le vecchie regole dovrà essere già uscito dal lavoro e essere in mobilità (e quindi non la data entro la quale è stato fatto l'accordo collettivo con l'azienda).
(Leggi)
Buongiorno, ho letto con interesse e molta attenzione questo articolo, mi è sorto un dubbio sulle date che l'articolo riporta specialmente in riferimento alla finestra mobile.
RispondiElimina".., considerata la finestra mobile, maturano i requisiti entro maggio 2012 se autonomi e entro novembre 2012 se dipendenti"
Cortesemente sono confermate le date da voi citate? i 24 mesi sono compresi della finestra?
grazie per la cortese attenzione.
MCarmine55
Sembra proprio di sì.
EliminaAs pettiamo la pubblicazione sulla GU, ma sembra proprio così. Anche per i contributori volontari ante decreto Monti varrebbe il principio dei 24 mesi entro i quali godere della prima rata di ensione, se non sono esclusi.
Nel tg di sky hanno detto che l'on cesare damiano hà proposto una raccolta di firme da parte di tutti i partiti a favore degli esodati e bocciare il decreto della frofessoressa in quanto dimostratasi incapace.Voglio vedere se tutti i politici di tutte le correnti politiche avranno il coraggio di delegittimare questa persona incompetente e che da sei mesi a indotto al suicidio molte persone. Ministro fornero "SI VERGOGNI". Salvo
RispondiEliminaIl teatrino continua....
RispondiEliminaSperiamo solo che si concluda bene...
egoser52
Sig. Ministro e' lei che dovrebbe essere bacchettata sulle mani, come si faceva a scuola quando si era terribili. Ed e' ancora troppo poco per cio' che ha combinato.Paola
RispondiEliminaChi sbaglia paga ! ma per la Fornero questo non è valido! Lei sbaglia e gli altri devono pagare! ma cosa deve farci ancora per convincere i partiti a chiedere le sue dimissioni! Oltre le lacrime non ho piu parola.
RispondiEliminaUna fregata dalla fornero!