L'INTERVISTA1/«Senza ammortizzatori non è vera riforma»
Lunedì 12 Marzo 2012 - 08:53«La mia impressione risponde il vice presidente Pdl della commissione Lavoro è che una fase si sia conclusa e che il rinvio della discussione sia stato dettato prevalentemente da motivazioni politiche, per non fare bruciare dalla manifestazione dei metalmeccanici le proposte che il ministro Fornero avanzerà. Passato questo appuntamento, può essere che ora la trattativa riparta».
La questione delle risorse rimane centrale. Soprattutto se si vuole mettere mano all’articolo 18.«Soldi non me ne aspetto tanti. Anche perché se si trovano delle risorse finiranno per ricadere sulla riforma delle pensioni».
La riforma previdenziale? Perché?«Perché il decreto Milleproroghe, all’articolo6-bis, ha introdotto una clausola di salvaguardia che carica l’onere per gli esodati sulla spesa per la mobilità. Se si dovesse verificare un problema di copertura, bisognerà aumentare le aliquote contributive sugli ammortizzatori sociali, a cominciare dai contributi per la disoccupazione».
La clausola non è automatica, lascia al governo la valutazione di come intervenire.«Tuttavia è difficile fare una riforma del lavoro che punta anche a migliorare le prestazioni se si fa riferimento agli ammortizzatori sociali per coprire i maggiori oneri derivanti dall’altra riforma, quella sulle pensioni. Dove si prendono i soldi per entrambi? Mi pare contraddittorio».
Cos’altro?«Oggi il mercato del lavoro è quello che è. La flessibilità è caricata sulle nuove generazioni. E forse è eccessiva la mobilità in entrata ma serve a eludere il nodo della mobilità in uscita. E’ un modello iniquo quanto si vuole, dualistico, ma le aziende si sono adattate a garantirsi così una certa sopravvivenza».
E’ un sistema che non regge più.«Il pericolo è che se mettiamo delle briglie all’entrata senza toccare l’articolo 18, ci ritroveremo con un mercato del lavoro più rigido. E quindi con una soluzione che non aiuta la crescita».
Mi sembra pessimista.«Dei margini di cambiamento ci sono ma il governo sa benissimo che lo scalpo dell’articolo 18, come l’ha definito Susanna Camusso, dobbiamo esibirlo. Solo così all’estero la riforma sarà salutata come un cambiamento vero». B.C.
(Leggi)
E' demenziale fare tutto questo SOLO per convincere i mercati (quelli che stanno guadagnando sulle disgrazie della gente) dei buoni politici e governanti devono prima di tutto tenere conto delle condizioni di vita della gente e operare di conseguenza, solo cosi' si puo' migliorare. Chi e' convinto che portando migliaia di famiglie alla fame serva al paese, non ha capito molto, se e' questo che insegnano alla Bocconi e' meglio andare altrove. Esodata di poste del 53 che fra un po' andra' a pranzo a casa di qualche politico
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