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ESODATI. Cisl Sicilia punta i riflettori sul dramma di chi si ritrova senza stipendio, senza pensione. E senza la tutela di ammortizzatori sociali
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Tre casi. E Bernava: “È una vergogna, il sindacato si mobilita”. Manifestazione nazionale a Roma il 13 con i leader confederali
Salvatore Chillemi è uno dei 400 esodati siciliani delle Poste. “Quattrocento, dicasi 400, non la metà come è stato erroneamente detto in questi giorni”, afferma Giuseppe Lanzafame, segretario regionale della Cisl Poste (Slp). Chillemi, 59 anni e 37 di servizio prestato a Palermo, vive, al momento, “nel limbo di coloro che, per effetto della riforma previdenziale di dicembre, non hanno stipendio, né pensione. E neanche la tutela di ammortizzatori sociali”. E c’è persino chi è messo peggio, segnala in una nota la Cisl. Così Salvatore Abbate, 40 anni di servizio sempre alle Poste. “Con la vecchia legge, dal primo maggio sarebbe già pensionato”. Invece brancola nel buio. Esattamente come Giuseppe La Bua, 35 anni nell’ormai defunto stabilimento Fiat di Termini Imerese. “Sono uno dei 640 senza futuro”, sussurra con un filo di voce. “Per un accordo antecedente alla nascita del governo Monti – spiega - avremmo dovuto godere del trattamento di mobilità che, però, non parte. La conseguenza è che dal primo gennaio, via la Fiat, siamo senza stipendio; senza pensione. E senza neppure l’indennità di mobilità”. “È una vergogna”, tuona Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, che annuncia la mobilitazione della Cisl nell’Isola per la partecipazione a Roma, il 13 aprile, alla manifestazione nazionale dei confederali, sulla questione proprio degli esodati: “Una delle più grandi ingiustizie di Stato mai consumate a danno di migliaia di lavoratori. Alcune migliaia, in Sicilia”, dichiara puntando il dito contro “certa aristocrazia tecnocratica lontana da bisogni e attese delle persone in carne e ossa”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Daniela De Luca, della segreteria regionale del sindacato, che alla vicenda degli esodati ha dedicato, oggi, parte del suo intervento di chiusura dell’esecutivo regionale della Slp Cisl, svoltosi a Palermo. “È un paradosso che un governo di autorevoli tecnici non abbia previsto una così pesante ricaduta sociale”, rileva. E aggiunge: “La Sicilia è immersa nella palude di una grave crisi, non può sopportare l’ennesima emergenza”. Da qui, la mobilitazione per la manifestazione nazionale del 13. Il concentramento, informa la Cisl, è previsto per le 9 in piazza della Repubblica, nella Capitale. Il corteo si porterà quindi in piazza Santissimi Apostoli dove si terranno i comizi dei tre leader. Saranno Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), a chiudere la manifestazione. Umberto Ginestra
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