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venerdì 13 aprile 2012

Ci convochi per LA soluzione


Esodati, Camusso: se i conti non tornano il presidente dell'Inps si dimetta
(Lapresse)Verso un braccio di ferro tra Governo e sindacati sui nodi delle pensioni. «Il governo ci convochi e dia una soluzione previdenziale a tutte le persone che hanno lasciato il lavoro. Se non lo farà sappia che noi continueremo ad essere nelle piazze e continueremo la nostra mobilitazione. Vorremmo sapere quando si aprirà un confronto e ci verranno dati i numeri veri e non falsi, nel tentativo maldestro di far fallire le manifestazioni». Così Susanna Camusso, leader della Cgil, ha concluso il suo intervento in Piazza Santi Apostoli alla fine della manifestazione organizzata con Cisl e Uil per chiedere una soluzione al problema degli esodati. «Se il Governo confermasse la cifra di 65mila, la stessa calcolata nella discussione sul Milleproroghe - ha attaccato - a noi non resterebbe che una strada: chiedere le dimissioni del presidente dell'Inps (Antonio Mastrapasqua, ndr) perchè incapace di governare i contributi delle persone». L'Inps chiarisce: nessuna contraddizione tra i dati resi noti dal ministero del Lavoro e quelli forniti dal direttore generale dell'ente di previdenza Mauro Nori (130mila) nel corso dell'audizione presso la Commissione Lavoro della Camera.
La Cisl: basta nascondere la testa nella sabbia
«Fornero - ha affermato il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni, parlando alla manifestazione - tolga la testa dalla sabbia, incontri i sindacati stabilisca i criteri» per disciplinare le sorti di coloro che sono usciti dal lavoro nel quadro di leggi vigenti. Il segretario generale della Ugl Giovanni Centrella ha parlato di «Governo dei banchieri».
La Cgil: tutelare i lavoratori, non chi porta capitali all'estero
«Il Governo ha fatto una riforma delle pensioni "sbagliata" e deve avere il coraggio di «fare un passo indietro» ha spiegato Camusso nel suo intervento. Al presidente del Consiglio Monti e al ministro Fornero la Cgil ha lanciato un messaggio: «se non si salva il paese, non si salvano gli italiani. E gli italiani sono i lavoratori, non chi ha portato i capitali all'estero o chi ha smesso di investire nelle imprese per investire nella finanza».
Angeletti (Uil): andrà sempre peggio
«Con la cassa integrazione, le aziende in crisi e i posti di lavoro in meno andrà sempre peggio. Questo è il film dei prossimi mesi». A lanciare l'allarme è stato il segretario generale Luigi Angeletti , che ha individuato una priorità: «Se vogliamo far uscire questo Paese dalla crisi - ha spiegato - non possiamo far continuare a peggiorare le condizioni di vita delle persone. In un rapporto normale tra Stato e cittadini si fanno valere i diritti acquisiti prima dell'entrata in vigore di una legge. Neanche in una tribù - ha poi concluso Angeletti - accadrebbe una cosa del genere».
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