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giovedì 12 aprile 2012

Esodati: il numero di Enna

Cisl Enna: 150 gli “esodati” in tutta la provincia
Enna. Il segretario provinciale della Cisl, con delega al mercato del lavoro, Tommaso Guarino (nella foto), con una nota comunica che diversi lavoratori “esodati” della provincia di Enna aderiranno alla mobilitazione unitaria promossa da Cgil, Cisl e Uil di venerdì 13 aprile a Roma per protestare e chiedere al Governo Monti un provvedimento urgente che dia una risposta ai lavoratori cosiddetti esodati con un prolungamento dell’intervento di tutela del reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento delle nuove decorrenze del trattamento pensionistico. “Sono circa 150 i lavoratori ennesi -dichiara Guarino- che si trovano nella drammatica situazione di questa emergenza sociale, generata dall’allungamento dei termini per la maturazione della pensione, di rimanere senza ammortizzatori sociali, senza reddito, senza pensione e con scarsissime possibilità, data l’età e la crisi, di ritrovarsi un lavoro.” I lavoratori interessati provengono in particolare dalle Poste Italiane, Enel, Telecom, Banche, Aziende tessili e chimiche. “Il provvedimento “Milleproroghe” –commenta Guarino- ha risolto solo parzialmente, ed in misura insufficiente, i problemi di carattere previdenziale segnalati nei mesi scorsi dai sindacati. In particolare, destano preoccupazione le situazioni relative alle deroghe e alle esenzioni dall’applicazione dei nuovi requisiti. Rimane ancora oggi una profonda incertezza sui lavoratori espulsi dai sistemi produttivi sia in esodo volontario incentivato che in mobilità. Finora dal Governo non sono giunte che generiche rassicurazioni che non tranquillizzano affatto, Cgil, Cisl e Uil riprendono dunque l’iniziativa per far modificare l’intervento del Governo sulle pensioni utilizzate ancora una volta per fare cassa. La riforma delle pensioni -aggiunge il segretario Guarino- ha incontrato il giudizio negativo di tutti i sindacati che unitariamente chiedono a gran voce al Governo e al Parlamento di intervenire per modificarla e renderla più “equa sul piano sociale” garantendo così a tutti i lavoratori e le lavoratrici il diritto alla pensione. Anche perchè –conclude Guarino- queste lavoratrici e lavoratori sono andati in esodo in base ad un quadro legislativo certo. Respingiamo quindi come una forma di vera e propria barbarie legislativa l’abitudine, iniziata con il governo precedente e proseguita da quello attuale, di adottare interventi retroattivi sulle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti”.
Pietro Lisacchi
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