PENSIONIScontro sugli esodati
Fornero: «Sono 65 mila».
Ma sindacati e Pd insorgono
La diffusione del numero degli esodati italiani da parte del ministero del Lavoro ha subito suscitato polemiche, forti del clima di tensione che la tematica si porta sulle spalle.
Il dato ufficiale, attestatosi intorno alle 65 mila persone, è stato negato dai sindacati, in particolare dalla Cgil che ha infatti attaccato con forza il numero di Elsa Fornero sostenendo: «I dati sono sbagliati. Il governo scherza con il fuoco». E anche dalla Cisl, Maurizio Petriccioli ha affermato: «Le persone coinvolte sono purtroppo più numerose. Minimizzare questo problema che assilla tantissime persone è sbagliato e crea rischi seri per la coesione sociale».
Anche dal mondo politico le reazioni non sono state docili. Lucia Codurelli del Pd ha infatti dichiarato: «Non si può scherzare col fuoco».
SOLO CHI MATURA REQUISITI ENTRO 24 MESI. Immediata la replica del ministero che ha diffuso una precisazione tecnica secondo cui i circa 65 mila esodati sarebbero soltanto coloro che devono maturare i requisiti per la pensione con le vecchie regole entro i prossimi 24 mesi. Di conseguenza le risorse già previste con la riforma delle pensioni sono sufficienti ad evitare che «i lavoratori in prossimità del pensionamento si trovino senza reddito e senza pensione» per gli effetti della riforma varata con il decreto Salva-Italia. Il ministero ha chiesto quindi fiducia: «la soluzione arriverà nelle prossime settimane» con l'emanazione del decreto ministeriale già previsto.
Lo stesso Raffaele Bonanni, leader della Cisl, ha poi riconosciuto che il numero fornito dal ministero del Lavoro «è credibile solo secondo i criteri usati dal governo» ovvero «se si riconoscono i due anni stabiliti dal millepropoghe».
Ministero del lavoro: «Controllo di dati scrupoloso»
La polemica ha colpito fortemente il governo, anche perché nella nota che ha diffuso Elsa Fornero il 12 aprile è stata rivendicata la precisione dei dati diffusi: «Proprio per rispetto verso queste persone il ministro ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un'analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione».DA VALUTARE LE SPECIFICHE SITUAZIONI. La precisazione del ministero si è riferita proprio al fatto che i 65 mila esodati sono quelli che possono maturare i requisiti per la pensione entro i prossimi due anni. Mentre, hanno poi aggiunto, «per specifiche situazioni e con criteri analoghi» il ministro sta valutando «l'ipotesi di un intervento normativo» per consentire l'applicazione delle vecchie regole per il pensionamento di «lavoratori interessati da accordi collettivi stipulati in sede governativa entro il 2011, comunque beneficiari di ammortizzatori sociali finalizzati all'accompagnamento verso la pensione».
IL CASO PECULIARE DI TERMINI IMERSE. Sarebbe questo il caso, per esempio, degli ex lavoratori Fiat di Termini Imerese, esclusi dai 65 mila ma per i quali si sta aspettando un provvedimento ad hoc.
Il primo dicembre é stato infatti firmato l'accordo per l'accompagnamento alla pensione di 640 lavoratori, con due anni di cassa integrazione straordinaria e quattro anni di mobilità. Nel comunicato il ministero del lavoro ha quindi indicato che si sta valutando «per specifiche situazioni e con criteri analoghi, l'ipotesi di un intervento normativo per trovare soluzioni che consentano a lavoratori interessati da accordi collettivi stipulati in sede governativa entro il 2011» coloro che sono dunque «comunque beneficiari di ammortizzatori sociali finalizzati all'accompagnamento verso la pensione, di accedervi secondo le previgenti regole».
I sindacati e il Pd invitano al chiarimento
Anche a fronte delle precisazioni del ministero, la reazione dei sindacati e del Partito Democratico è stata tutt'altro che comprensiva. Raffaele Bonanni dalla Cisl ha esteso subito lo sguardo agli esodati oltre i due anni, sostenendo che se si guarda a 48 mesi, come ha chiesto il sindacato, gli esodati sono «decine di migliaia in più».
LAMONICA: «PER L'INPS ERANO 130 MILA PERSONE». Forti dubbi sono arrivati anche dalla Cgil, soprattutto a fronte dei dati che sono stati diffusi l'11 aprile dall'Inps in commissione parlamentare e che davano gli esodati ammontanti a 130 mila. Lo ha ricordato il segretario confederale Vera Lamonica: «È anche ben strano che proprio ieri l'Inps, in sede di commissione parlamentare, abbia dato una cifra molto diversa. Il dubbio, dunque, è che con queste cifre si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e in sostanza non si voglia risolvere il problema». Lamonica ha anche aggiunto: «E forse non si vuole risolvere il problema perché si dovrebbe ammettere di aver fatto una riforma delle pensioni sbagliata e superficiale».
PD, CODURELLI: «NON SCHERZARE COL FUOCO». La perplessità in merito a questo ultimo punto è stata espressa anche da alcuni membri del Partito Democratico, in particolare da Lucia Codurelli della commissione Lavoro alla Camera: «Le dichiarazioni del ministro Fornero sul numero degli esodati mi lasciano alquanto perplessa, ma se fossero veri, ci si chiede perché si è drammatizzato sino ad ora».
Codurelli ha anche chiesto che il ministero chiarisca subito le perplessità: «Diversamente, ci sono tutte le ragioni di pensare che queste comunicazioni siano state fatte solo perché domani c'é una manifestazione di Cgil, Cisl, Uil ed esodati, questo sarebbe veramente inaccettabile e poco responsabile».
La forza delle reazioni è stata infatti indubbiamente incentivata dall'attesa della grande protesta nazionale unitaria del 13 aprile, il cui slogan è sempre «Basta promesse». I sindacati hanno infatti l'obiettivo di ottenere, insieme «soluzioni immediate per chi è rimasto senza lavoro, senza reddito, senza pensione. Ma anche percancellare l'ingiustizia delle ricongiunzioni onerose» oltre che per ricostruire la carriera pensionistica, conseguenza delle leggi finanziarie del precedente governo.
Giovedì, 12 Aprile 2012
(Leggi)
Occorre non perdere di vista la differenza fra Esodati e Mobilitati: i primi devono pagare da soli gli anni in più di contributi (da 40 a 42 e più...)mentre i mobilitati sono considerati in servizio e quindi non devono fare fronte a questo balzello in più!!! Inoltre, se la Fornero parla di 65.000 è perchè non tiene conto di quegli esodati che escono fuori dal DL milleproroghe che prevede 2 anni compreso la famosa finestra di 1 anno per rientrare nella vecchia normativa dei 40 anni.
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