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sabato 14 aprile 2012

Alcuni video sulla manifestazione del 13-04-2012

Sindacati in piazza contro le "misure inique" (RAI news)

Esodati: i sindacati in piazza (TG1)

Esodati: il governo scherza col fuoco (TG3)

TG LA7 (Frame fino a 3:38)
ore 13:30 del 13-04-12



Il testo del nostro intervento dal palco. Non è stato letto tutto per questione di tempi ma l'essenziale è stato detto.
Eccoci: Rosler, Miki53, Ernesto52, Poste52, Leon, Marisuccia… siamo “usciti” dalle migliaia di pagine dei nostri Forum, di Facebook, dei Blog, dai cinguettii su Twitter per venire a manifestare a Roma insieme al sindacato unitario.
Esodati, questo è il nome con il quale siamo conosciuti dai milioni di cittadini che ci hanno visto in televisione e letto sui giornali. Lavoratrici e lavoratori espulsi dalle aziende per ristrutturazioni, ridimensionamento, crisi e condannati ad un futuro senza stipendio, senza lavoro e senza pensione da una riforma iniqua.
Siamo a Roma per dimostrare che questa riforma pensionistica, sbandierata in tutta Europa come il fiore all’occhiello dell’operato del governo, è – invece – il suo errore più clamoroso per non dire la sua grande vergogna.
Una riforma dannosa, fatta solo per fare cassa e che, con un tratto di penna, produce centinaia di migliaia di cittadini senza reddito non può essere il vanto dell’operato di un governo. Non siamo i primi in Europa con questa riforma, siamo gli ultimi! Nessun paese europeo di quelli portati ad esempio dal governo e dai media ha fatto una riforma pensionistica che lascia per legge 350.000 cittadini senza lavoro e senza pensione.
Il Ministro, ha istituito un tavolo tecnico per “risolvere il problema”, che le doveva fornire i numeri. Oggi dice “gli esodati sono 65000 le risorse bastano”. Non considera chi pur avendo firmato accordi prima del 4 dicembre 2011 è uscito ed uscirà dalle aziende nel 2012, non considera chi, nelle piccole e piccolissime aziende, in vista della pensione è stato licenziato ed attende una pensione che si è allontanata di 3, 4, 5 o più anni per effetto della sua riforma. Non considera tutti quei mobilitati e cassa integrati che devono coprire il periodo di vuoto dall’ammortizzatore sociale alla pensione con i contributi.
Il ministro da i numeri e se li inventa dimensionandoli sulle risorse già stanziate, non cerca soluzioni, cerca giustificazioni al suo incredibile errore!
Non le fa onore, ministro, non fa onore al governo di emeriti professori questo trucchetto da liceale impreparato per imbrogliare le carte il giorno prima di questa manifestazione.

Signora Ministro, il nostro problema ha una sola soluzione:

RICONOSCERE A TUTTI NOI IL DIRITTO ALLA PENSIONE
CON LE NORME ANTECEDENTI LA SUA RIFORMA!

E questa è una cosa che può fare: se dice che le risorse stanziate bastano allora nel decreto “ad hoc” che ha promesso di emanare per noi scriva semplicemente “tutti gli accordi chiusi con le aziende nel 2011 sono esclusi dalle nuove regole pensionistiche”.
Ma il ministro sa che i numeri resi pubblici ieri non sono veri, sono meno di un quarto dei numeri reali. E sa pure che questa situazione è stata creata da una riforma pensionistica scritta in fretta senza considerare il suo impatto sociale. È una riforma scritta a partire dalla sua cattedra universitaria e dalle sue “belle idee”, ministro fornero, rifiutando il confronto con il sindacato che non avrà le sue stimmate universitarie da mostrare ma sicuramente ne sa più di lei in fatto di lavoro e lavoratori.
Il ministro non vuole o non è capace di fare un semplice passo. Lo faccia, ministro, scenda dal suo piedistallo, faccia torto alla sua arroganza e, con grande umiltà, dichiari che in quella riforma pensionistica ha commesso almeno un errore.
Usi una parte dei grandi risparmi pensionistici per rimediare a questo errore, oppure guardi almeno una volta dove né lei né il governo di cui fa parte avete mai guardato. Ai top manager di Poste Italiane di ENEL, di IBM. Ai top manager del mondo finanziario che hanno visto i loro guadagni aumentare fino a diventare 400-500-600 volte il salario di un operaio o di un impiegato; a quella speculazione finanziaria che, nella crisi, si è arricchita; ai grandi patrimoni; faccia pagare l’IMU alle Fondazioni bancarie che, come lei sa, non sono benemerite e benefiche istituzioni. Guardi agli sprechi legati al sistema della burocrazia e dei partiti italiani. Tagli le spese inutili ed i privilegi!
Si rivolga a quel 10/15% di cittadini italiani ricchissimi che, al suo attento sguardo di professoressa, sono fino ad oggi sfuggiti.
A noi restituisca il maltolto!

Roma, 13/04/2012
Le lavoratrici ed i lavoratori “esodati”

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