Inca Cgil, 'esodati' creano reti per scambio informazioni via webultimo aggiornamento: 13 giugno, ore 19:40
E al patronato le richieste di 'aiuto' sono aumentate negli ultimi tempi.
Roma, 13 giu. (Labitalia) - "I lavoratori che sono troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per lavorare sono veramente tanti e che fossero molti di più rispetto ai 65mila previsti nel decreto era una consapevolezza diffusa fin dall'indomani della riforma delle pensioni. Sono tanti gli 'esodati' e hanno già costituito delle reti tra loro per comunicare e tenersi aggiornati: si tengono in contatto attraverso le nuove tecnologie, con la posta elettronica creando delle mailing list e anche attraverso Facebook". Così Luigina De Santis, componente del collegio di presidenza con delega alla previdenza dell'Inca Cgil, parla con LABITALIA della 'questione esodati', alla luce dell'esperienza del patronato.C'è quindi, tra i lavoratori esodati, un protagonismo diretto - spiega - e questo 'attivismo' ha spinto i sindacati ad agire insieme. E', infatti, una sorta di movimento che poi fa capo comunque al sindacato come punto di riferimento e che nasce dalla consapevolezza e dalla preoccupazione per una situazione drammatica, che crea ansia. Così, nei messaggi, si scambiano informazioni su iniziative organizzate a livello locale, come raccolte di firme, o su dichiarazioni o altri aggiornamenti".
E al patronato le richieste di 'aiuto' sono aumentate negli ultimi tempi: "Questi lavoratori - dice De Santis - si rivolgono quotidianamente a noi, e sono sempre più numerosi. Del resto, mentre inizialmente sembrava che vi fossero spiragli per trovare una soluzione per gli esodati, a distanza di cinque mesi non succede nulla e si litiga sui numeri. Basti pensare che il decreto ancora non è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Questo contribuisce ad aumentare l'ansia di chi sta in sospeso".
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