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venerdì 1 giugno 2012

Esodati, sindacati alla Camera
welfare
I leader di Cgil, Susanna Camusso, e di Cisl, Raffaele Bonanni, e il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, hanno incontrato i rappresentanti della commissione Lavoro della Camera in vista di un tavolo tecnico che possa vedere riconosciuti i diritti di tutti gli esodati e non solo di quelli individuati dal Governo (65mila).
Il confronto con il presidente della commissione di Montecitorio, Silvano Moffa, e i capigruppo ha l'obiettivo di trovare una soluzione complessiva per tutti i lavoratori
che hanno siglato accordi per l'uscita dal lavoro prima dell'entrata in vigore dalla nuova normativa sulle pensioni.
La commissione ha da tempo all'ordine del giorno una proposta di legge del Pd, primo
firmatario Cesare Damiano, sul punto, ma si attende anche il decreto ministeriale sugli esodati che va adottato entro il 30 giugno. Su questo, spiega ai cronisti il presidente Moffa insieme ai sindacati e a Damiano, "abbiamo aperto un confronto estremamente importante tra il Parlamento e i rappresentanti sindacali, un tavolo che si impegna a trovare una soluzione complessiva a un problema di iniquità". L'obiettivo, spiegano, è quello di trovare una soluzione per tutti i lavoratori coinvolti puntando più sull'individuazione delle tipologie interessate che sui numeri.
"Tutti coloro che hanno firmato accordi entro il 31 dicembre - sottolinea Bonanni - dovranno essere tutelati. L'impatto lo verificheremo in sede tecnica".
"Stiamo aspettando il decreto ministeriale - sottolinea Damiano - e per ora abbiamo un testo non ufficiale. Speriamo che quello ufficiale non sia peggiorativo di quello che abbiamo che è restrittivo nelle norme e nei numeri, individuando 65mila esodati". La commissione, spiega l'ex ministro del Lavoro, ha incontrato i sindacati mentre si discute anche la proposta di legge in materia, "vorremmo perfezionarla - sottolinea - e per raggiungere questo obiettivo abbiamo istituito un tavolo tecnico. Vorremmo lavorare celermente anche per individuare le risorse necessarie".
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Bonanni: sbagliare è umano, perseverare è diabolico'


Pensioni: Bonanni, risorse per esodati ci sono. Da riforma 140 mld
31 Maggio 2012 - 16:11
(ASCA) - Roma, 31 mag - ''Le risorse ci sono. Con la riforma delle pensioni, che permette alla Fornero di aver raggiunto il guinness della riforma piu' drastica d'Europa e che mette nelle casse previdenziali 140 miliardi in 10 anni di risparmio, si puo' estrapolare un piccola quota per sostenere i diritti di coloro che hanno agito, con le imprese, utilizzando le leggi della Repubblica''. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ospite di ''24 Mattino'' su Radio 24 ribadisce che per i cosiddetti esodati le risorse ci sono.
''Se il ministro Fornero ha fatto una riforma senza calcolare l'impatto e senza calcolare il requisito della transizione - aggiunge Bonanni -, questo e' un arbitrio.
Certo, le leggi non lo fanno diventare un arbitrio ma la sostanza e' che e' arbitrio, si cambiano le regole in corsa.
Capisco che chi ha fatto un errore cosi' madornale voglia difenderlo ma sbagliare e' umano, perseverare e' diabolico''.
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Tutti sbagliamo

Esodati, Fornero ammette l'errore
Di Pietro: "Non faccia il coccodrillo"

Sugli esodati il ministro Elsa Fornero ammette l'errore: "Forse mi hanno dato cifre sbagliate, ma la gente dimentica che abbiamo agito in 20 giorni". Immediata la replica di Di Pietro: "Il ministro non faccia come il coccodrillo".
Esodati, Fornero ammette l'errore Di Pietro: "Non faccia il coccodrillo""Tutti sbagliamo. Quando abbiamo fatto la riforma delle pensioni, l'abbiamo fatta in 20 giorni perché il Paese era sull'orlo del baratro finanziario. Questo la gente se l'è già dimenticato. Non abbiamo avuto il lusso della riflessione perché i governi precedenti si erano presi il lusso di gradualismi eccessivi". Lo ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero, parlando a Radio 24 del caso esodati ed ammettendo che "in corso d'opera" il governo ha capito che "il numero era più alto di quanto preventivato".
Fornero ha parlato di cifre "anche stravaganti" uscite sul numero degli esodati e ha risposto "forse sì" alla domanda se anche l'Inps non fosse stata un po' improvvida nel diffondere le prime stime. "Diverse tipologie di persone rientrano in questo termine diciamo giornalistico. Sono persone che noi intendiamo salvaguardare rispetto all'inasprimento dei requisiti per andare in pensione", ha detto. Il numero di questi soggetti era stato "stimato dall'Inps e validato dalla Ragioneria dello Stato" e le risorse erano state accantonate basandosi su questi numeri. Poi "in effetti il Parlamento ha aumentato la platea". Alla fine, "abbiamo capito che il numero era più alto di quello inizialmente preventivato. Faremo una stima anche se non è così facile a farsi. Sarebbe sempre bene evitare cifre fino a che non si hanno con sicurezza".
DI PIETRO - "Fornero si sta comportando come il coccodrillo che prima mangia i figli e poi ci piange sopra. Lo sapeva benissimo, glielo abbiamo detto in tutte le salse che non doveva prendere soldi dagli esodati ma dagli scudati fiscali. Ora l'ha capito: abbiamo a che fare con una persona che ha confessato. Diamole le attenuanti generiche ma mandiamola a casa". Lo dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, intervistato alla Camera.


ONOREVOLI E SINDACATI SCAVALCANO LA FORNERO



DAL TAVOLO CAMERA-SINDACATI SOLUZIONE PER TUTTI GLI”ESODATI”


ESODATI, I DEPUTATI CHIAMANO CGIL, CISL E UIL

Lo dice a radio 24

INTERVISTA A RADIO 24
Pensioni, l'ammissione del ministro Fornero:
«È vero sugli esodati abbiamo sbagliato»

«Mi hanno dato cifre sbagliate? Forse. Ma abbiamo fatto la riforma in 20 giorni perchè il Paese era sull'orlo del baratro»
INTERVISTA A RADIO 24
Pensioni, l'ammissione del ministro Fornero:
«È vero sugli esodati abbiamo sbagliato»
«Mi hanno dato cifre sbagliate? Forse. Ma abbiamo fatto la riforma in 20 giorni perchè il Paese era sull'orlo del baratro»
Fornero (Ansa)Fornero (Ansa)
MILANO - I conti non tornano. E dopo mesi di polemiche con i sindacati, arriva l'ammissione di Elsa Fornero. «Sugli esodati abbiamo sbagliato» ha detto il ministro del Lavoro a Focus Economia su Radio 24. «Non ho mai pensato che i professori non sbagliano mai. Ma per me sarebbe difficile non essere 'professorale' visto che lo sono stata per trent'anni e più. Questa è la mia natura, la mia professione e la cosa che amo» ha aggiunto.  TUTTI SBAGLIANO -«È vero con gli esodati abbiamo sbagliato, tutti sbagliamo. Ma una cosa che vorrei ricordare- ha precisato- è che quando abbiamo fatto la riforma delle pensioni, l'abbiamo fatta in 20 giorni perchè il paese era sull'orlo di un baratro finanziario. Questo la gente l'ha già dimenticato. Non abbiamo avuto il lusso di un tempo di riflessione più lungo perchè altri governi in precedenza si erano presi il lusso di tempi di gradualismo eccessivi e molto molto lunghi. E noi abbiamo dovuto agire in fretta».
CIFRE SBAGLIATE - «Mi hanno dato una cifra sbagliata? Non so, forse. Ma non mi metto subito ad imputare -ha concluso il ministro Fornero - Dico che è compito del governo risolvere il problema di quelli che sono più prossimi alla pensione e prendere l'impegno di cercare modalità eque per risolvere il problema di quelli che non sono compresi in questi primi 65.000».
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VECCHIA NORMATIVA PER CHI HA FIRMATO ACCORDI

ECONOMIA
Esodati, tavolo tecnico tra sindacati e Camera
In attesa del decreto l'obiettivo è «trovare una soluzione per tutti».

Il 30 maggio si è tenuto un tavolo tecnico tra sindacati e commissione Lavoro della Camera sugli esodati.
Il tema è caldo, soprattutto dopo l'invito da parte del presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua di arrivare a una soluzione in tempi rapidi che vada oltre i 65 mila lavoratori fino a ora 'salvaguardati' dal governo.
All'incontro hanno partecipato anche i segretari di Cgil Susanna Camusso e della Cisl Raffaele Bonanni.
IN ATTESA DEL DECRETO MINISTERIALE. La commissione ha da tempo all'ordine del giorno una proposta di legge del Pd, primo firmatario Cesare Damiano ma si attende anche il decreto ministeriale sugli esodati che va adottato entro il 30 giugno.
Su questo, ha spiegato ai cronisti il presidente della commissione Lavoro Silvano Moffa insieme ai sindacati e a Damiano, «abbiamo aperto un confronto estremamente importante tra il Parlamento e i rappresentanti sindacali, un tavolo che si impegna a trovare una soluzione complessiva a un problema di iniquità».
OBIETTIVO: UNA SOLUZIONE PER TUTTI. L'obiettivo è proprio di trovare una soluzione per tutti i lavoratori coinvolti puntando più sull'individuazione delle tipologie interessate che sui numeri, soprattutto considerando che il 52% degli italiani ha pensioni di meno di mille euro.
Susanna Camusso ha aggiunto che fondamentale «è il mantenimento per queste tipologie di lavoratori della legge in vigore, prima della mannaia» della riforma.
La parola d'ordine è dunque quella di un accordo per salvare tutti.
«VECCHIA NORMATIVA PER CHI HA FIRMATO ACCORDI». «Coloro che hanno firmato accordi entro il 31 dicembre» ha sottolineato Bonanni «dovranno essere tutelati. L'impatto lo verificheremo in sede tecnica».
«Il percorso individuato» ha poi aggiunto il segretario confederale della Uil Domenico Proietti «é quello per cui chi ha sottoscritto accordi ha diritto a vedersi applicata la vecchia normativa».
Si è in attesa, dunque del decreto ministeriale di cui non c'è ancora un testo ufficiale.
«Speriamo che non sia peggiore di quello che abbiamo che é già restrittivo nelle norme e nei numeri, individuando solo 65mila esodati» ha concluso Damiano.
Mercoledì, 30 Maggio 2012
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Ancora sul presidio del 30 maggio

 Esodati, tavolo tecnico tra sindacati e Camera.      
Esodati, tavolo tecnico tra sindacati e Camera. IL VIDEO, LE FOTO
ROMA - Questa mattina alle ore 9 era previsto un presidio organizzato dai lavoratori-esodati delle Poste Italiane, in occasione del tavolo tecnico tra sindacati e Commissione Lavoro della camera sul problema degli stessi.
Al presidio erano presenti lavoratori esodati, cassaintegrati, in mobilità, in contribuzione volontaria etc etc, appartenenti a varie realtà lavorative quali: Poste Italiane, Alitalia, Ibm, Monte dei Paschi, Bnl, Almaviva, Hewlett Packard, Galbani, Honda, Unilever. Circa 100-150 ex lavoratori hanno affollato la piazzetta in attesa di conoscere gli esiti dell’incontro.
All'incontro hanno partecipato anche i segretari di Cgil Susanna Camusso e della Cisl Raffaele Bonanni.
L’onorevole Gnecchi Maria Luisa, parlamentare del PD, ci ha riferito che la proposta Damiano, potrebbe essere il veicolo con il quale si potrebbero apportare quelle modifiche al testo di legge, in grado di poter raggiungere l’obiettivo di una soluzione per tutti quei lavoratori coinvolti puntando sull’individuazione delle tipologie interessate e non sui numeri. Trovare le risorse necessarie, sarà consequenziale, dopo aver sviluppato una mappatura completa di tutti i lavoratori cionvolti.

Il decreto ministeriale non essendo sottoposto all’approvazione del parlamento, vivrà di luce propria, e probabilmente il decreto definitivo sarà ancora più restrittivo di quello Fornero. La proposta Damiano, inoltre, presuppone il ritorno alle “quote” e di spostare la data della legge dal 4 al 31 dicembre, in quanto molti lavoratori hanno stipulato accordi entro il 31 dicembre (vedi Termini Imerese).
Di seguito, hanno parlato con i lavoratori presenti, la segretaria confederale Cgil Vera La Monica e la segretaria generale Cgil Susanna Camusso, le quali sottolineano che l’obiettivo principale è quello di far rientrare nell’accordo anche quei lavoratori che hanno firmato accordi prima del 4 dicembre, siano essi cassaintegrati, esodati, in mobilità etc, in quanto vogliono prima stabilire la mappatura completa di tutti i lavoratori coinvolti non escludendo nessuno, facendo un accurato censimento della popolazione e poi cercare le risorse necessarie in modo da non lasciare nessuno fuori. Un collega Alitalia, chiede se sono a conoscenza del fatto che i lavoratori Alitalia posti in cigs formalmente non appartengono alla tipologia degli esodati. Viene risposto che il termine esodati viene usato per semplificare l’argomento e che loro considerano nella categoria tutti i lavoratori che pur avendo avuto un accordo non rientrano nella tipologia.
E che la situazione dei lavoratori in cig Alitalia, viene presa come esempio dato che Alitalia è considerato come “il caso” per antonomasia, insieme a quello degli esodati delle Poste Italiane.
Susanna Camusso ha aggiunto che fondamentale «è il mantenimento per queste tipologie di lavoratori della legge in vigore, prima della mannaia» della riforma.
La parola d'ordine è dunque quella di un accordo per salvare tutti.

Il percorso individuato é quello per cui chi ha sottoscritto accordi ha diritto a vedersi applicata la vecchia normativa. I capigruppo della maggioranza parlamentare (udc, pd, pdl) sono d’accordo ad istituire i criteri ed un testo di legge conseguente per salvaguardare chi non rientra nei 65.000. lo studio del testo di legge ha tempi lunghi e per questo vogliono usare la proposta Damiano per dare più velocità alle disposizioni, in modo da non lasciare nessuno fuori nell’immediato. Si può prevedere a questo proposito un forte confronto tra governo e parlamento.
Presenti al presidio anche i giornalisti di PrismaNews, della trasmissione “ultima parola” di Rai2 che hanno intervistato i lavoratori presenti.

PD incontra il sindacato


Pensioni, Pd incontra Cgil, Cisl e Uil per risolvere nodo esodati
Pensioni, Pd incontra Cgil, Cisl e Uil per risolvere nodo esodati30 Maggio 2012 - 19:55
(ASCA) - Roma, 30 mag - Si e' svolto questo pomeriggio alla Camera un incontro tra una delegazione del Pd (formata da Pierluigi Bersani, Anna Finocchiaro, Dario Franceschini, Michele Ventura, Cesare Damiano e Giorgio Roilo) e una delegazione di Cgil, Cisl e Uil.
Al centro della discussione il tema delle pensioni, in particolare la questione dei lavoratori cosiddetti esodati che, a seguito della riforma, potranno trovarsi nella condizione di non avere, per lunghi anni, ne' retribuzione ne' pensione.
Nella delegazione sindacale era presente Susanna Camusso, segretaria Generale della Cgil. Il Pd e le organizzazioni sindacali hanno convenuto sulla necessita' di intervenire tempestivamente per affrontare e risolvere questo problema, a partire dalla proposta di legge in discussione nella commissione Lavoro della Camera, condivisa da tutti i partiti che sostengono il governo Monti.
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