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domenica 3 giugno 2012

Terremoto: ancora una scossa di 5,1 Richter alle 21:21

03 GIUGNO 2012-ORE 21.21
EMILIA-CONFINE LOMBARDIA - TERREMOTO M.5,1
PROFONDITA' IPOCENTRO: 9,2 KM
EPICENTRO TRA NOVI E CONCORDIA (MO)
SCOSSA AVVERTITA IN TUTTO IL NORD ITALIA, TOSCANA,UMBRIA E MARCHE

In Emilia Romagna da decenni si estraggono petrolio e gas naturale. Dopo le liberalizzazioni del 1998 e 2001 , non c’è più solo l’Eni , ma è diventata terra di conquista da parte di tutte le compagnie. Dal 20 maggio però l’Emilia Romagna si è scoperta una regione a rischio sismico in pochi giorni oltre 400 scosse. Da diversi giorni si è formato un dubbio tra la popolazione.
Esiste un collegamento tra le attività di estrazione degli idrocarburi e i terremoti?
Per chi ha facebook

Siamo vicini agli esodati emiliani e Lombardi

Lavorovivo


Salvatore Cannavò
1 giugno 2012: nasce Lavorovivo
Questi i suoi primi articoli
1 giugno Lavoro vivo, il lavoro in diretta
3 giugno La proposta degli esodati
La segnaliamo ai lettori:
vale la pena tenerla d'occhio.

Esodati: Cgil, problema rimane intatto, soluzioni per tutti

Comunicato stampa
Esodati: Cgil, problema rimane intatto, soluzioni per tutti
Roma, 1 giugno - “Il problema rimane intatto” e serve “dare soluzioni a chi resta fuori, presto e senza ricominciare a dividere e fomentare guerre tra i poveri”. Così il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, in merito alla firma del decreto sui 65 mila esodati.
“E' importante riconoscere i propri errori ma è ancor più importante volerli riparare”, afferma la dirigente sindacale sottolineando che “l'emanazione del decreto per soli 65.000 lavoratori lascia intatto il problema e, malgrado le rassicurazioni verbali, aggiunge ulteriore ansia a decine di migliaia di persone che sanno di essere escluse; così come produce incertezza e sconcerto in coloro che teoricamente sarebbero coperti ma che, per i criteri e le forzature adottate, si apprestano a partecipare ad una lotteria”.
Il governo, ricorda Lamonica, “afferma di voler dare soluzione a chi resta fuori: bene, lo faccia. Ma presto e senza ricominciare a dividere per tipologie ed a fomentare guerre tra poveri. Lo ribadiamo: la soluzione va trovata per tutti e se magari il ministro volesse passare dalle parole generiche ai fatti, potrebbe convocare il sindacato e ricominciare la discussione da dove è stata troncata, cioè dalla definizione di tutti gli aventi diritto. Noi intanto - conclude - continueremo il confronto, proficuamente iniziato, nella sede parlamentare”.
(Leggi)

Vogliamo un osservatorio

Esodati a Fornero: “Vogliamo un Osservatorio”
È stato firmato ieri dal Premier Monti e il Ministro Fornero il decreto per tutelare gli esodati, coloro che sono rimasti senza pensione per via della riforma. Purtroppo il decreto riguarda solo 65.000 esodati, quelli inizialmente contemplati dal Governo, mentre per le rimanenti migliaia (l’Inps non ha ancora capito quanti siano, per Cgil e Pd sono 350.000) si dovrà attendere una soluzione. L’Inps aveva sbagliato i conti, e la Fornero confessa che: “Abbiamo sbagliato”.
Capita a tutti. Però agli errori si può riparare, si deve se si ricopre un incarico pubblico, se si gioca con la vita delle persone. Altrimenti si fa il rigore sulla pelle degli altri. Avanziamo al Ministro e al Governo la proposta del movimento Esodati – di cui il gruppo postale il più forte – che ci invia il documento sotto per Governo e partiti: “Cara Isola, poiché i partiti non danno segni di attività sul nostro problema, tranne un ddl che allarga la platea del mille proroghe ma non risolve, dopo avere bussato a tutte le porte, presentiamo una nostra proposta. La porteremo ai partiti e sindacati, cercheremo di renderla pubblica”.
- AIUTACI A DIFFONDERE L’APPELLO DEGLI ESODATI! -

Il decreto Fornero



Il testo integale del decreto Fornero


Un primo commento dell'On. Gnecchi (PD)
(...) bisognerà far presente a tutti gli interessati l'art 4, fare la domanda in base alla propria tipologia, tener conto dei 120 giorni dalla pubblicazione del decreto per coloro per i quali è previsto il termine.
1 ) Per quanto riguarda la prosecuzione volontaria : la norma prevede l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria entro il 4.12.11, il Dm pone la condizione di non aver più lavorato dopo l'autorizzazione, questa condizione è assolutamente illegittima, bisognerà che qualcuno (noi ovviamente lo faremo) spieghi alla Ministra che l'autorizzazione si chiede una volta nella vita e rimane valida per tutta la vita ! ci possono essere migliaia di lavoratori che hanno versato volontariamente i contributi e poi hanno lavorato ecc... è inutile che pensi a spot pubblicitari per invitare tutti a versare i contributi se non considera che questo era proprio lo scopo della legge istitutiva della prosecuzione volontaria, anche la richiesta che un contributo sia stato versato prima del 4.12.11 è illegittima e non prevista dalla legge, basterebbe che si facesse dire da un impiegato dell'inps come funziona nella realtà : se un cittadino o una cittadina ex lavoratore/trice ha bisogno di settimane di contribuzione volontaria per perfezionare il requisito le versa poco prima di andare in pensione (esempio chiaro: se ho bisogno di 26 settimane le verso sei mesi prima della pensione, non anni prima, visto che l'importo cui sono stato autorizzato rimane fisso e io li verso l'ultimo momento utile ! non anni prima, anche perchè magari trovo un contrattino a tempo determinato e non ne ho più bisogno ! questo è il mondo reale, non quello in cui probabilmente ha studiato i sistemi pensionistici e previdenziali la ministra Fornero)
2) far perdere il diritto ai requisiti previgenti se dopo la risoluzione del rapporto di lavoro si è lavorato a qualunque titolo è una perfidia, tutti i lavoratori che hanno aperto partita iva sperando di guadagnare qualcosa almeno in questo modo sono da penalizzare? lo sa la ministra che sono sempre stati ambiti separati i lavori autonomi e quelli dipendenti? se uno ha versato nella gestione separata, magari perchè amministratore del suo condominio o per una collaborazione a progetto va penalizzato ? i contratti a tempo determinato come verranno considerati? si rende conto del contenzioso che si aprirà per le interpretazioni soggettive dei singoli impiegati?

Prendo atto delle dichiarazioni di intenti di cercare ulteriori soluzioni, noi vogliamo giustizia, e ci appelleremo alle dichiarazioni di Monti e dei comunicati sia di Fornero che di Monti, deve essere però chiaro che il DM ha interpretato in modo inaccettabile e restrittivo anche ciò che faticosamente abbiamo conquistato e questo non va assolutamente!
saluti a tutti Luisa Gnecchi

Il decreto e i contributi volontari

Decreto esodati: il dubbio sulla legittimità dei nuovi paletti
premetto che ho firmato un accordo individuale per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in data 31/12/2010 ma ho successivamente lavorato 6 mesi con un contratto a termine sino al 31/7/2011):
a) vedi articolo 2 punto 1g (… senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa); questa riga aggiunta al decreto originale mi esclude a priori dalla salvaguardia?
b) è regolare che si aggiunga una modifica così sostanziale rispetto al decreto originario?
c) ci sono dal suo punto di vista i presupposti per un ricorso e comunque per aprire un contenzioso legale?
la ringrazio anticipatamente

Purtroppo la bozza salvaguarda un numero pari a 6.890 lavoratori cessati dal servizio ai sensi dell'articolo 6, comma 2-ter, del Dl 216/2011 a condizione, tra gli altri requisiti, che non ci sia stata rioccupazione di qualsiasi genere. Dunque risulterebbe escluso.
 A titolo personale ritengo che ci siano estremi per contenziosi legali i cui esisti sono tuttavia incerti. Lo scrivente non è un costituzionalista ma è evidente che la pratica di emanare un decreto ministeriale (atto regolamentare non soggetto ad approvazione parlamentare), che modifica norme di rango primario senza una apposita "autorizzazione" contenuta nella legge stessa (la cd. "delegificazione") non è né equa, né giuridicamente accettabile. In definitiva queste norme integrative stanno andando sostanzialmente oltre il testo della legge e dunque le modifiche dovrebbero in realtà subire un passaggio parlamentare.
Se alcuni punti sono in dubbio, il contrasto appare nettissimo soprattutto nel caso degli autorizzati ai volontari. Qui verrebbe imposto il termine temporale del 6 Dicembre 2013 (come decorrenza del trattamento pensionistico) al fine di essere inclusi tra i salvaguardati. Di tale termine nel Dl 201/2011 non esiste traccia. Ad un attento osservatore non sfugge poi che si tratta dello stesso termine fissato per i cessati dal servizio a sensi dell'articolo 6, comma 2-ter, del Dl 216/2011, e potrebbe essere perfettamente logico estederlo simmetricamente anche ai prosecutori volontari. Ma qui l'estensione viene fatta con un DM mentre nel caso dei cessati dal servizio la condizione è stata opportunamente inserita nel Milleproroghe (che è un decreto legge e che come tale è stato sottoposto ad approvazione delle Assemblee Parlamentari).
Il sospetto di un "giochetto politico" è dietro l'angolo: laddove ci si doveva assumere i meriti di un allargamento delle "maglie" includendo tra i salvaguardati anche i cessati dal servizio che originariamente non erano previsti del Dl 201/2011, il passaggio è stato parlamentare con strenua difesa dei diritti degli interessati; per la restrizione relativa ai prosecutori invece il Parlamento non sembra volerci mettere la faccia lasciando la "patata bollente" all'esecutivo.
Dunque di elementi da addurre in sede di contenzionso con i TAR ce ne sarebbero eccome.
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sabato 2 giugno 2012

Il Sindacato...

 

Pensioni: Cisl, su esodati governo sia realmente disponibile a dialogo
01 Giugno 2012 - 19:21
(ASCA) - Roma, 1 giu - ''Il governo dice di voler trovare soluzioni al problema degli esodati, ma il confronto e' continuato solo in sede tecnica dove le organizzazioni sindacali non hanno potuto fare altro che denunciare insufficienza delle risorse e degli strumenti individuati nel Decreto interministeriale attuativo della riforma''. Lo dichiara, in una nota, il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando la firma da parte del Premier, Mario Monti e del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, del decreto sugli esodati.
''Di fronte all'intransigenza di una riforma iniqua e sprovvista delle necessarie gradualita' - aggiunge Petriccioli -, il sindacato ha iniziato un percorso politico con i Capigruppo in Commissione Lavoro della Camera e con partiti per migliorare l'impianto legislativo esistente ed individuare soluzioni adeguate per le questioni piu' urgenti sul piano sociale con riferimento ai lavoratori ed alle lavoratrici coinvolti nei processi di crisi aziendali, agli esodati ed a coloro che avendo gia' maturato l'anzianita' contributiva minima di 15 anni richiesta nel '92 per il diritto di pensionamento di vecchiaia, si vedono ora minacciati da una interpretazione della norma che riguarda anche tutti coloro a cui viene ingiustamente chiesto di farsi carico di oneri eccessivi per la ricongiunzione dei contributi versati presso enti o casse diversi senza alcuna correlazione con un futuro beneficio pensionistico''.
Per il sindacalista ''ora auspichiamo che alla dichiarazione di un rinnovato impegno da parte dell' esecutivo, segua anche una reale disponibilita' di ascolto e di interlocuzione in un quadro di collaborazione tra governo, parlamento ed organizzazioni sindacali''.
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Pensioni: Cgil, problema esodati rimane intatto. Soluzioni per tutti
01 Giugno 2012 - 20:24
(ASCA) - Roma, 1 giu - ''Il problema rimane intatto'' e serve ''dare soluzioni a chi resta fuori, presto e senza ricominciare a dividere e fomentare guerre tra i poveri''.

Cosi' il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, in merito alla firma del decreto sui 65 mila esodati.

''E' importante riconoscere i propri errori ma e' ancor piu' importante volerli riparare - afferma la dirigente sindacale sottolineando che - l'emanazione del decreto per soli 65.000 lavoratori lascia intatto il problema e, malgrado le rassicurazioni verbali, aggiunge ulteriore ansia a decine di migliaia di persone che sanno di essere escluse; cosi' come produce incertezza e sconcerto in coloro che teoricamente sarebbero coperti ma che, per i criteri e le forzature adottate, si apprestano a partecipare ad una lotteria''.

Il governo, ricorda Lamonica, ''afferma di voler dare soluzione a chi resta fuori: bene, lo faccia. Ma presto e senza ricominciare a dividere per tipologie ed a fomentare guerre tra poveri. Lo ribadiamo: la soluzione va trovata per tutti e se magari il ministro volesse passare dalle parole generiche ai fatti, potrebbe convocare il sindacato e ricominciare la discussione da dove e' stata troncata, cioe' dalla definizione di tutti gli aventi diritto. Noi intanto - conclude - continueremo il confronto, proficuamente iniziato, nella sede parlamentare''.
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Troveremo una soluzione per tutti

Esodati, firmato il decreto per 65mila
«Troveremo una soluzione per tutti»


Il governo si dice «consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia
Fornero e MontiROMA - Mario Monti e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero hanno firmato «il decreto interministeriale a tutela dei lavoratori salvaguardati». Lo rende noto un comunicato di palazzo Chigi.
«Il decreto, composto da 8 articoli, si applica a 65mila lavoratori e disciplina le modalità di attuazione del Salva Italia del 6 dicembre 2011 individuando la ripartizione dei soggetti interessati ai fini della concessione dei benefici». «Il governo - prosegue la nota - è consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti, a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali. Il governo si impegna per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili».
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