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mercoledì 3 settembre 2014

L'appello di Michele

L'appello di Michele a tutti i postali ed ex postali
Ciao a tutti,
in occasione del Presidio a Roma del 9 settembre ESORTO TUTTI gli Esodati Postali a parteciparvi, questa occasione non è solo rivolta a chi rientra nella VI Salvaguardia, affinché venga approvata al più presto, ma bensì a tutti coloro i quali ne sono ancora esclusi, nonché a quelli che per Solidarietà ritengono sia giusto e onesto Parteciparvi.
Da più parti istituzionali (Sen. On. etc.) ritengono che non si debba più procedere con le Salvaguardie, perché a loro dire l'"Esodato" è una SPECIE IN VIA DI ESTINZIONE.
Mentre noi Tutti sappiamo, che questa "SPECIE" ha bisogno ancora di "ESSERE PROTETTA" come i suoi Simili Precedenti.
E come dimostrarlo, se non con la "Nostra Presenza"??!!
Pertanto, invito tutti i miei ex Colleghi, ad attivarsi per partecipare con qualsiasi mezzo, da qualsiasi posto d'Italia,  cercate di contattare altri Esodati, e se siete un gruppo di almeno 6-7 persone è anche conveniente noleggiare un pulmino.
Inoltre, se qualcuno mantiene ancora contatti con il suo Sindacato, può rivolgersi a loro, chiedendo di mettervi in contatto tra di voi, per mia esperienza personale, grazie alla SLC-CGIL di Bari, sin dal Gennaio del 2012, sono riuscito a mettere insieme (inizialmente) un gruppo di 43 Esodati-Postali-Pugliesi, e comunque potete provare anche voi, rivolgendovi al vostro Delegato Sindacale con il quale siete andati a firmare il Verbale di Conciliazione o Accordo all'Esodo.
Coinvolgete anche i vostri figli (progetto Mix) affinché premano su SLP-CISL, UIL-POST, UGL-COMUNICAZIONI, FAILP-CONFSAL, SAILP.
Il momento è delicato, in quanto, i Media pare abbiano steso un "Velo di Pietà" nei nostri riguardi, e l'unica ormai opportunità che ci rimane per "Renderci Ancora Visibili" è quella di "Scendere in Piazza", e gridare "Vogliamo il Nostro Diritto" 

Focus sulla sesta salvaguardia

SenatoEsodati: focus sulla sesta salvaguardia
Atteso per settembre il via libera del Senato alla sesta salvaguardia, che tutela 32mila esodati: iter della legge e aggiornamento sulle pensioni.
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Settembre 2014 è destinato a segnare un passo avanti in materia di tutela di lavoratori esodati, con la sesta salvaguardia. Il disegno di legge approvato in luglio dalla Camera dovrebbe iniziare il suo iter in Senato: nei prossimi giorni sarà più chiaro il calendario delle commissioni prima e dell’aula poi, nella speranza di arrivare al via libero entro fine mese. Successivamente, con la Legge di Stabilità 2015, il Governo auspica di risolvere strutturalmente il problema esodati con una serie di norme che da una parte assorbano definitivamente gli esodati attuali (che si sono trovati senza stipendio e senza pensione dopo l’entrata in vigore della riforma Fornero di fine 2011) e dall’altra individuino meccanismi che evitino il ripetersi di nuovi casi (ad esempio, con forme di prepensionamento pagate dall’azienda o in parte anche dal lavoratore).

=> Esodati e Pensioni: nuova riforma nella Legge di Stabilità

Nell’attesa di queste norme, ricordiamo quali sono le caratteristiche principali della sesta salvaguardia, che copre in tutto 32.100 lavoratori, in buona parte utilizzando i finanziamenti stanziati e non utilizzati. Ecco chi sono:
  • 5.500 collocati in mobilità ordinaria con accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012, che perfezionano i requisiti per la pensione in base ia criteri pre riforma entro la fine della mobilità oppure, versando i contributi volontari, entro i dodici mesi successivi.
  • 12.000 autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi (dalle lettere a, f del comma 194 dell’articolo unico della legge di Stabilità per il 2014, legge 147/2013), che perfezionano il requisto per andare in pensione con le vecchie regole entro il 6 gennaio 2016. Si tratta di lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi prima del 4 dicembre 2011, con almeno un contributo accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011, anche se successivamente hanno svolto altre attività lavrative (non da dipendenti a tempo indeterminato). Oppure, autorizzati alla prosecuzione volontaria sempre entro il 4 dicembre 2011, ma che al successivo 6 dicembre 2011, pur non avendo contributi accreditati o accreditabili, abbiano almeno un contributo derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre  2013, e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato.
  • 8.800 licenziati o cessati per accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo (compresi nelle lettere b, c, d, dello stesso comma 194 della legge 147/2013), che perfezionano i requisiti pensionistici con le vecchie regole entro il 6 gennaio 2016. Si tratta di lavoratori cessati entro il 30 giugno 2012 per accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 (anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno  2012,  qualsiasi attività non di lavoro dipendente a tempo indeterminato). Oppure cessati dopo il 30 giugno 2012 ma entro il successivo 31 dicembre 2012, per accordi individuali o collettivi di incentivi all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 (anche qui, possono aver lavorato successivamente ma non con contratto dipendente a tempo indeterminato). Infine, lavoratori il cui rapporto è cessato per risoluzione unilaterale, fra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se in seguito hanno lavorat0 (non con contratto dipendente a tempo indeterminato).
  • 1.800 in congedo nel 2001, che perfezionino il requisito per andare in pensione entro il 6 gennaio 2016.
  • 4.000 a tempo determinato cessati fra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, che raggiungono il diritto alla pensione entro il 6 gennaio 2016.
In pratica,  9.900 nuove salvaguardie (relative alle posizioni previste dal primo e dall’ultimo dei punti sopra esposti) riguardano mobilità e contratti a termine, mentre tutte le altre posizioni rappresentano un allungamento dei termini, al gennaio 2016, di quanto previsto dal precedenti provvedimenti di salvaguardia.
Per tutti questi salvaguardati, il trattamento pensionistico non potrà avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della legge, i cui tempi diventano quindi importanti per percepire l’assegno previdenziale.

=> Esodati: gli ultimi dati INPS sulle pensioni erogate

Ricordiamo infine che l’INPS svolge periodicamente un monitoraggio sull’andamento delle salvaguardie: l’ultimo report, dello scorso 2 luglio, presenta quasi 90mila situazioni certificate (su una platea totale di 162.130 salvaguardati dai diversi provvedimenti) e circa 46.500 pensioni liquidate.

Le possibili riforme in arrivo

Pensione anticipata: Piano A e B del GovernoPensione anticipata e flessibile tra le possibili riforme del Governo in arrivo con l’autunno: ecco i probabili scenari.
Il tema delle pensioni resta uno di punti più discussi negli ultimi mesi, soprattutto perché da un lato la platea d'interessati alle possibili misure è davvero molto elevata, mentre dall'altro toccare in modo erroneo i conti dell'Inps significherebbe affossare il bilancio pubblico in un momento di grave recessione. Ecco allora che il Governo Renzi ha proceduto finora con i piedi di piombo, talvolta con aperture e repentini dietrofront, oppure con l'inserimento di provvedimenti sanatori ad hoc per alcune parti sociali (si pensi ai Quota 96 della scuola) e la successiva cancellazione. Insomma, la prudenza fin qui utilizzata in molti casi ha esasperato gli animi dei lavoratori disagiati, creando una situazione di nervosismo latente che purtroppo tarda a risolversi.

Gli scenari allo studio con la legge di stabilità 2015 e il patto inter-generazionale

È chiaro che nelle valutazioni dell'esecutivo, alle problematiche di tipo economico appena elencate si aggiungono anche quelle relative al costo politico delle eventuali misure da mettere in campo. Perché se è vero che l'impianto della Riforma Fornero 2011 non può essere toccato, è altrettanto vero che nuovo debito non si può fare; non resta quindi che tagliare risorse a qualcuno, possibilmente laddove tali risorse risultino impiegate in modo poco competitivo. Oltre a ciò, il mancato pensionamento di molti lavoratori sta di fatto bloccando il ricambio generazionale, creando situazioni di stallo che non solo mettono a disagio i lavoratori, ma che alla lunga danneggiano anche l'economia. Si pensi al caso emblematico dei lavoratori precari della scuola, che non possono usufruire di contratti a tempo indeterminato a causa del blocco del turn over determinato anche dalle migliaia di insegnanti e lavoratori ATA Quota 96 bloccati sul luogo di lavoro. Per non parlare dei lavoratori precoci o di chi ha svolto attività usuranti, o degli esodati considerati troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per poter essere reimpiegati.

Il Piano A e il Piano B allo studio dal Governo Renzi

Dalle informazioni emerse nel dibattito pubblico fino ad ora, le due strade più probabili sembrano essere le seguenti:
  1. piano A: pensionamento anticipato flessibile
  2. piano B: prestito pensionistico
Nel primo caso lo scenario prevede di rendere accessibili le porte del pensionamento anche a coloro che hanno raggiunto i 62 anni di età, seppure con almeno 35 anni di contribuzione. Nel secondo caso si parla di un prestito da parte dell'Inps, utile a colmare il gap previdenziale rispetto ai requisiti odierni e da restituire con rate prelevate dalle singole mensilità. In entrambi i casi potrebbe essere previsto un costo per la collettività, al momento individuabili in alcune riduzioni delle detrazioni irpef per i privati e delle agevolazioni fiscali per le imprese. Infine, il patto di stabilità 2015 potrebbe essere il banco di prova per la scelta di uno di questi due provvedimenti, oppure per il dosaggio di entrambi.

martedì 2 settembre 2014

Riforma Pensioni: nel mille giorni nemmeno un cenno

Riforma Pensioni: nel mille giorni nemmeno un cenno
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Renzi lancia il sito Passo dopo Passo per consentire il monitoraggio da parte dei cittadini del programma di governo. Sino al 2017 riforme ambiziose ma nessun cenno ad una modifica della Riforma Fornero.
Il Presidente del Consiglio ha lanciato oggi il programma delle Riforme del Governo in mille giorni. «Abbiamo fatto tanto ma non ci basta. Abbiamo fame di riforme. Oggi è la partenza dei mille giorni. La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di ‘annuncite’, malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l’elenco di date a cui siamo auto-costretti». Il sito ad hoc è passodopopasso.italia.it e nasce per evidenziare, mese dopo mese, i progressi dell’azione di governo e il rispetto degli impegni assunti.
Ma nel progetto di Renzi non c’è alcun cenno ad uno dei principali temi che interessa milioni di persone. Quello relativo alle pensioni. Troppo costoso probabilmente un impegno in tal senso. Per ora il sito riporta infatti solo i (magri) interventi contenuti in materia con il Dl 90/2014  In particolare la possibilità per la Pa di mandare a casa i dipendenti con i requisiti per la pensione anticipata che abbiano raggiunto i 62 anni di età ed il divieto di incarichi di consulenza nelle Pa ai pensionati. Stop.
Ci sono tanti altri capitoli ben arricchiti da infografiche (Riforma della giustizia, Riforma della Scuola, Riforma Costituzionale e bonus degli 80 euro) su cui il governo ci sta mettendo la faccia ma non c’è alcun cenno su un ipotetico intervento sul dossier previdenza. Nessun impegno preciso in favore dei quota 96, degli esodati e dei precoci con i quali Renzi ha aperto una ferita profonda dopo il brusco dietrofront delle misure in loro favore nel Dl 90/2014. Per la verità nel sito manca proprio un crono-programma utile per vedere quali siano le intenzioni dell’esecutivo da qui al 2017.
Anzi. E’ sempre piu’ in bilico anche l’estensione del bonus degli 80 euro ai pensionati. «Non torniamo indietro sugli 80 euro: cercheremo di allargare il bonus», senza però creare «false aspettative», ha detto il Premier.  E ha aggiunto: «gli 80 euro non sono una mancia elettorale, sono una scommessa politica che può piacere o meno, ma sono la più grande riduzione di tasse mai fatta e di aiuto al ceto medio. Si potevano dare ad altri? noi riteniamo che si debbano dare al ceto medio per aiutare i salari dei lavoratori».
Fonte: Pensionioggi
 

Cosa si sta facendo? Ne parlano a Lodi il 3 settembre 2014

A Lodi Alla Festa dell'Unità
Mercoledì 3 settembre – ore 21.15
RIFORMA DEL LAVORO E ESODATI: COSA SI STA FACENDO?

Incontro con CESARE DAMIANO, Deputato PD in Commissione Lavoro
intervistato da:
Federico Moro, responsabile Lavoro e Economia del PD provinciale

Partecipano:
Comitato Esodati del Lodigiano
Domenico Campagnoli – Segretario Provinciale CGIL Lodi
Mario Uccellini – Segretario Provinciale CISL Lodi
Santo Bolognesi – Segretario Provinciale UIL Lodi

Esodati, anticipata e opzione donne nella Legge di Stabilità?

Riforma pensioni Renzi: esodati, anticipata e opzione donne nella Legge di Stabilità?
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Riforma pensioni Renzi: grande attesa per la Legge di Stabilità su esodati, pensione anticipata e opzione donne.
Come abbiamo già accennato in altri articoli, la riforma delle pensioni Renzi resterà probabilmente al palo fino a che non verrà promulgata la Legge di Stabilità (la vecchia legge finanziaria). Il motivo è sempre lo stesso, la copertura economica, e, probabilmente, occorrerà attendere il 15 ottobre. Intanto, ogni questione che è stata oggetto di dibattito in questi lunghi mesi resta sospesa: la questione degli esodati (al di là della sesta salvaguardia - il problema di come evitare "nuovi" esodati), il temperamento della riforma delle pensioni Fornero e dunque tutte le questioni connesse alla pensione anticipata, infine la proroga dell'opzione donne. In questo articolo faremo il punto della situazione e cercheremo di capire cosa è lecito attendersi, per quanto riguarda la riforma delle pensioni Renzi, nella Legge di Stabilità.

Riforma pensioni Renzi: la questione degli esodati
Il problema degli esodati è, dal punto di vista di una riforma delle pensioni Renzi, uno dei nodi centrali. Di sicuro c'è soltanto il DDL che sancisce la sesta salvaguardia. Tale provvedimento dovrebbe approdare al Senato durante questo mese di settembre, permettendo così a circa 32mila lavoratori esodati di poter accedere alla pensione con i requisiti precedenti alla Legge Fornero. La misura, sicuramente necessaria, non risolve, però, il problema alla radice e dunque si attende con la Legge di Stabilità la risoluzione definitiva della questione. È chiaro, comunque, che il problema degli esodati incrocia tutto il senso della riforma Fornero e dunque anche e soprattutto la questione delle pensioni anticipate.

Riforma pensioni Renzi: pensione anticipata tra flessibilità e strumenti differenziati
Anche per quanto riguarda la cosiddetta pensione anticipata, c'è grande attesa di provvedimenti correttivi che determinerebbero realmente una riforma delle pensioni targata Renzi. Le proposte che sono state lanciate negli ultimi mesi sono parecchie. Il ministro Poletti, ad esempio, ha proposto la possibilità dell'inserimento di strumenti differenziati e coerenti con le differenti situazioni lavorative, senza però entrare in particolari o affrontare il nodo 'penalizzazioni'. Un'altra ipotesi che potrebbe rientrare nella discussione è quella formulata da Baretta e Damiano, i cosiddetti 'pensionamenti flessibili': permetter il pensionamento all'età di 62 anni e con 35 anni di contributi attraverso un sistema di penalizzazioni progressive. Il problema riguarda però la copertura economica. Dal momento che sembra accantonata l'idea di un contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro, è chiaro che il 'tesoretto' da investire in provvedimenti del genere sia piuttosto esiguo.

Riforma pensioni Renzi: proroga dell'opzione contributivo donne
Un'ultima questione che sarà affrontata, probabilmente, all'interno della Legge di Stabilità riguarda un altro punto chiave della possibile riforma delle pensioni Renzi: la proroga dell'opzione contributivo donne. L'esecutivo è stato protagonista di un clamoroso dietrofront a luglio, quando la proroga sembrava già fatta, a causa del pressing del Mef. Si tratterebbe di una misura che permetterebbe fino al 2018 pensionamenti anticipati con l'unica penalizzazione del calcolo dell'assegno solamente contributivo. Insomma, tanti i nodi e tante le questioni. Questo mese di settembre, che traghetterà il governo verso la presentazione della Legge di Stabilità, sarà sicuramente decisivo per quanto riguarda la riforma delle pensioni Renzi.
(Leggi)

lunedì 1 settembre 2014

Il 9-9-2014 non ci sarà solo perché...

Chi lo vuole sostituire?

"Cari ‘colleghi’ di sventura,
con dispiacere, n
on sarò con voi il 9. Non posso interrompere la terapia antitumorale… non voglio che abbia gioco facile il mio avversario attuale.
Chiedo però a voi di esserci, determinati ed agguerriti anche per quelli che proprio non possono, come me.
Non fate l’errore di pensare che il vostro contributo non serva e non aspettatevi di vincere una partita se non la giocate.
Vale per tutti: non diamo ‘gioco facile’ ai nostri avversari!"
M.

Il pullman del NORD ha già 23 persone Prenotate.
Se ne aspettano altre.

Soluzione flessibile per tutti?

Governo Renzi pensa a flessibilità pensionamentoPensione anticipata, precoci, esodati, Quota96, Governo: soluzione flessibile per tutti
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Il Governo al lavoro per costruire il passepartout per soluzione del comparto pensioni: si riflette su anticipata.
Il settore delle pensioni sollecita sempre più attenzioni da parte del Governo, soprattutto perché la Riforma Fornero avvenuta nell'ormai lontano 2011 ha rimesso in carreggiata i conti pubblici, ma ha anche creato numerosi storture e situazioni di disagio. Le voci che si sollevano in vista di una sanatoria sono per questo sempre più numerose; esodati, lavoratori ATA e docenti quota 96, disoccupati in procinto di terminare le salvaguardie offerte dal welfare, lavoratori precoci e in genere tutti coloro che hanno problemi a mantenersi sul posto di lavoro con un'età troppo elevata per cambiare occupazione e troppo bassa per accedere al pensionamento.
Cesare Damiano torna a proporre soluzione flessibile per tutti
Viste le numerose richieste di intervento da parte di lavoratori in condizioni anche molto diverse tra di loro, potrebbe avere senso cercare di risolvere tutto attraverso un unico provvedimento di flessibilizzazione dell'uscita dal lavoro. Negli scorsi giorni Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, avrebbe nuovamente chiesto al Governo Renzi di valutare una nuova forma di pensionamento con due requisiti più facili da raggiungere:
- 62 anni di età anagrafica;
- 35 anni di contribuzione presso l'Inps.
A tal proposito, lo stesso Damiano avrebbe sottolineato che "finché i padri saranno costretti a lavorare fino a 67 anni, i figli e i nipoti resteranno fuori dai cancelli delle fabbriche". Nella pratica, il blocco inter-generazionale avrebbe creato più problemi di quanti si sarebbero finora risolti attraverso il risparmio previdenziale generato.
Correggere il sistema pensionistico potrebbe aiutare anche i giovani
È in questo senso che andrebbe fatta una seconda importante valutazione; correggere l'attuale sistema pensionistico potrebbe aiutare non solo i lavoratori rimasti bloccati all'interno di situazioni di disagio, ma anche i tanti giovani che faticano a trovare un impiego nel Bel Paese (si consideri a tal proposito l'enorme crescita del tasso di disoccupazione giovanile avvenuta nell'ultimo quinquennio). Certo, una simile soluzione potrebbe richiedere nuovi sacrifici e piccole penalizzazioni tutti, perché flessibilizzare la previdenza in un momento di recessione e di grave crisi economica è molto più faticoso che farlo durante una fase di crescita. Ma paradossalmente, potrebbe essere proprio una delle mosse migliori per ricominciare a vedere il segno più associato alle statistiche economiche del nostro Paese.