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martedì 7 luglio 2015

Domani le proposte di Boeri

Pensioni lavoratori precoci novità: domani 8/7 inizia il grande show
Tutto quello che devi sapere sulle ultime novità delle pensioni dei lavoratori precoci: domani il grande show di Boeri.
FEDERICO PISANU - Esperto di Sport
Inizia il Tito Boeri show. Domani 8 luglio si attendono importanti novità sulle pensioni dei lavoratori precoci e più in generale sulla nuova riforma pensioni 2015, con il presidente dell'Inps che presenterà pubblicamente il suo piano per introdurre nuovi strumenti di flessibilità che possano modificare l'istituto della pensione anticipata. Riflettori accesi sull'opzione donna estesa anche agli uomini e sul ricalcolo degli assegni con il sistema contributivo, mentre dovrebbero essere abbandonate sia quota 97 che quota 41, per buona pace di Damiano e precoci. 

Lavoratori precoci, ultime notizie oggi 7 luglio: Boeri inizia la partita

Parlare di pensione anticipata dei lavoratori precoci è di per sé un controsenso, sopratutto se si pensa che, qualora non dovesse andare in porto quota 41 dell'onorevole Cesare Damiano resterebbe valido il testo della legge Fornero, con i precoci che andrebbe in pensione indipendentemente dall'età anagrafica dopo 42 anni e 6 mesi di contributi (un anno in meno invece per le donne). Quello che si giocherà domani sarà il primo tempo della personalissima partita di Tito Boeri, che comunque rischia di perdere ancora prima di scendere in campo. La vigilia del match infatti è stata caratterizzata dai test atletici insieme a Renzi e l'accoppiata Padoan-Poletti, quelli che dovrebbero essere, se venissero rispettati i ruoli, i tre arbitri dell'incontro. Va da sé che, se l'indiscrezione de Il Giornale fosse confermata nelle prossime settimane, Boeri inizierebbe la partita di domani avendo sulle spalle già una squalifica pesante, quella comminatagli dal premier, che vedendo gli ultimi sondaggi  ha scelto di interrompere sul nascere il tentativo del professore della Bocconi. A questo punto non ci resta che aspettare il fischio di inizio della gara, con la consapevolezza che quello di domani sarà - forse - soltanto un semplice esercizio di stile.
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Sulla flessibilità anticipata per precoci e pensionandi

Pensioni 2015, ultime news al 6/07 sulla flessibilità anticipata per precoci e pensionandi
Palazzo Chigi dubbioso verso le nuove pensioni anticipate contributive, ma resta il nodo delle coperture per le quote.
"Sulla flessibilità noi abbiamo idee abbastanza chiare: vogliamo concedere la pensione a partire dai 62 anni di età con 35 di contributi e con un un massimo di penalizzazione dell'8%: oppure con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età, sia per gli uomini  che per le donne" spiega il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, ribadendo che "siamo invece contrari al ricalcolo dell'assegno con il sistema contributivo" visto che questo passaggio significherebbe affliggere i futuri pensionati con un taglio troppo elevato sulla mensilità erogata. Una conseguenza che in futuro potrebbe obbligare di nuovo lo Stato ad intervenire con altri strumenti di sostegno al welfare, che di fatto vanificherebbero i risparmi generatisi con l'abbandono del meccanismo di pensionamento di stampo retributivo. Ma se il Parlamento esprime le proprie preferenze per dei meccanismi che prevedano il sistema delle quote con penalizzazione contenute, dall'Inps si fa sapere che il costo immediato per implementare delle simili misure potrebbe risultare troppo elevato (circa 8,5 miliardi di euro per la quota 97 secondo le ultime stime).

Riforma della previdenza, Boeri punta su sistema contributivo per garantire sostenibilità del sistema
Stante la situazione, nella giornata di oggi è previsto l'incontro tra il Presidente dell'Inps Tito Boeri e il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, mentre per il prossimo giovedì 9 luglio è stata programmata una nuova riunione tra i vertici dell'istituto di previdenza e i rappresentanti delle principali sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Al centro del dibattito vi sarà ovviamente la discussione sull'introduzione di nuovi meccanismi di flessibilità per pensionandi e lavoratori precoci. I tempi tecnici prevedono l'invio della bozza della legge di stabilità a Bruxelles entro il mese di ottobre, pertanto considerando anche la pausa estiva non c'è ancora molto tempo per lavorare sulle proposte di flessibilità. Vi è poi da ricordare che oltre al tema dei pensionandi, il welfare previdenziale dovrà portare avanti anche dei provvedimenti per i cosiddetti ultra cinquantenni, ovvero per coloro che hanno perso il lavoro in età avanzata e al contempo risultano ancora troppo lontani dai requisiti di pensionamento previsti dalla legge Fornero. Per questi motivi, le decisioni prese nelle prossime settimane potranno avere un impatto determinante sul destino di moltissimi lavoratori e pensionandi, che a quattro anni dalla legge Fornero attendono ancora una misura correttiva strutturale per far fronte alla situazione di disagio nella quale sono finiti con l'irrigidimento nei requisiti di accesso alla pensione pubblica avvenuto nel 2011.
Come da nostra abitudine, restiamo in attesa di conoscere il vostro riscontro sui fatti che vi abbiamo riportato tramite l'aggiunta di un commento in calce alla pagina, mentre per restare aggiornati sulle prossime novità riguardanti la previdenza vi ricordiamo di utilizzare il comodo tasto "segui" che trovate in alto, vicino al titolo dell'articolo.
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lunedì 6 luglio 2015

Sinistra Pd al governo: ddl opzione donna ed esodati

Riforma pensioni e flessibilità, sinistra Pd al governo: ddl opzione donna ed esodati

Nuovo intervento di Cesare Damiano in attesa della proposta di riforma pensioni di Tito Boeri.
Anche oggi, nella prima domenica di luglio, la minoranza dem ricorda al governo le proposte per la riforma delle pensioni in vista della presentazione del piano del presidente dell'Inps che dovrebbe essere illustrato il prossimo 8 luglio, salvo ulteriori rinvii. L'obiettivo di una delle correnti del Pd è quello di evitare che a imporsi sia la linea del professore della Bocconi di Milano chiamato a Roma da Palazzo Chigi a guidare l'Istituto della previdenza sociale italiana, in particolare per evitare il ricalcolo delle pensioni in essere col sistema retributivo sopra i tremila euro con il calcolo contributivo.
ISEMENT

Riforma previdenziale, le proposte della minoranza dem

Ma a prescindere dalle diverse modalità che verranno individuate in sede di confronto politico e parlamentare, sindacale ed economico, le "correzioni" al sistema previdenziale sono necessarie per "renderlo più flessibile", ha ribadito oggi il parlamentare della sinistra dem Cesare Damiano, che presiede la commissione Lavoro di Montecitorio dove ormai da tempo giacciono diversi ddl per la pensione anticipata che però non sono viste di buon occhio dal presidente dell'Inps. Damiano ha ricordato oggi, proprio in vista dell'attesa presentazione della proposta di Tito Boeri di cui circolano da giorni diverse ipotesi e indiscrezioni, anche il premier Matteo Renzi e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti "sono convinti" che occorre andare in direzione di nuovi meccanismi di flessibilità in uscita per l'accesso alla pensione anticipata. Oltre a rilanciare le diverse ipotesi di prepensionamento discusse in questi mesi, Damiano pone all'attenzione dell'esecutivo due problemi di natura previdenziale da affrontare subito.

Opzione Donna e questione esodati, parla Cesare Damiano (Sèc)

Quello della proroga dell'Opzione contributivo donne per cui ci sarebbero già la coperture finanziarie, e il secondo intervento sollecitato dal parlamentare di "Sinistra è cambiamento" è quello relativo alla settima salvaguardia per gli esodati, i lavoratori pensionandi che più di altri sono stati penalizzati dalla legge Fornero che il Governo Renzi si appresta a modificare con la prossima manovra economica e finanziaria. Il presidente della commissione Lavoro chiede in particolare al governo di sostenere un ddl presentato dal gruppo parlamentare della Pd alla Camera che prevede che con i risparmi del Fondo esodati si possa trovare soluzioni per altri lavoratori oltre ai già 170.000 salvaguardati.
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sabato 4 luglio 2015

C'era una volta il lavoro, e ci siamo noi...

Dal blog del comitato esodati di Lodi
mercoledì 1 luglio 2015

C'era una volta il lavoro, e ci siamo noi...




















Ci siamo ritrovati con la forza che ormai sappiamo essere nostra, e soltanto nostra: la quarta edizione di C'era una volta il lavoro, nella bellissima cornice del chiostro del liceo Verri di Lodi, ha visto scorrere un'impressionante flusso di testimonianze, idee, musiche, partecipazione. Il punto di partenza è stato Non siamo qui per le caramelle perché quel libro, raccontando l'odissea degli esodati e in particolare del comitato esodati di Lodi è diventato nel giro di pochissimo tempo un manuale di "resistenza alla crudeltà". Tanto è vero che subito dopo l'estate, Non siamo qui per le caramelle andrà in ristampa, a riprova dell'attenzione che ha saputo suscitare. Da lì in poi vogliamo ringraziare e ricordare chi è intervenuto, dal vicesindaco di Lodi, Simonetta Pozzoli, che ha acconsentito a inserire C'era una volta il lavoro nel contesto dei programmi di Lodi al sole a Francesco Cisarri, segretario generale della FILCTEM di Lodi, e soprattutto amico, che una volta di più ha sottolineato le asperità quotidiane che deve affrontare chi vive del proprio lavoro. Siamo stati felicissimi, e onorati, di condividere il palco di C'era una volta il lavoro con Massimo Merlo e idealmente tutti gli operai della Innse di Milano, con cui abbiamo collaborato anche all'organizzazione della proiezione del loro straordinario film, Dell'arte della guerra al cinema Fanfulla. Ci siamo ritrovati a confrontarci, con storie diverse e distanti, ma con lo stesso spirito, con l'assoluta certezza che stiamo dalla stessa parte. Con loro è arrivato Daniele Tenca che si è prestato con rara sensibilità e si è trovato subito a casa: con la sua piccola ed economica chitarra (perché blue collar lo si è fin nei dettagli) ci ha regalato i brividi per la versione della canzone dedicata proprio agli operai dell'Innse e con la bella, pertinente e toccante versione di Factory di Bruce Springsteen, canzone che, nella sua traduzione, chiude Non siamo qui per le caramelle. Se Daniele Tenca aveva cominciato con Bruce Springsteen, Luca Milani ha concluso nello stesso modo, sfoderando la sua magnetica versione di No Surrender al termine di un breve set in cui ha incantato con le sue ballate aspre, asciutte, taglienti e con una voce ipnotica. Splendidi anche gli interventi fuori programma: Mario Gilardoni ha saputo strappare un sorriso, per quanto amaro, nella sua veste di clown,  sfoderando una verve irresistibile, mentre Nagaila Calori, una delle più belle voci del panorama musicale italiano, non soltanto si è prestata per leggere pagine di Non siamo qui per le caramelle, ma ha anche incantato con una performance speciale. Chiusura (ma aveva avuto anche il compito di inaugurare la serata) per Evasio Muraro: il percorso di Scontro tempo, il suo ultimo album, si è intrecciato in modo inesorabile con questi anni importanti del comitato esodati di Lodi e concludendo la quarta edizione di C'era una volta in lavoro ha voluto celebrarlo, partendo con l'inno degli esodati, Puzzo di fame, per passare attraverso Infinito viaggio, Il mondo dimentica e la stessa Scontro tempo. Accompagnato da Fabio Cerbone alla chitarra, Marco Denti al basso, Cesare Bernasconi alla batteria e Fidel Fogaroli al pianoforte, Evasio Muraro ha ricordato uno per uno tutti gli esodati prima di chiamarli sul palco, con un altro ospite a sorpresa, Emanuele De Francesco, per cantare e ballare insieme Andare camminare lavorare, una canzone del cantautore livornese Piero Ciampi che, prima o poi, era destinata diventare la sigla di C'era una volta il lavoro. Ringraziamo anche i ragazzi del pub The Bridge per l'ospitalità e per le birre nonché Gli orti del Pellicano per le verdure e per averci dato la possibilità di raccontare di raccontare una proposta di difesa del lavoro e della qualità della vita (e del cibo, va da sé) che ha molto da raccontare e che siamo felicissimi di aver condiviso fin dall'inizio. Un particolare ringraziamento, infine, a Marco Grechi per il reportage fotografico.

venerdì 3 luglio 2015

La salvaguardia slitta in caso di contribuzione mista

Pensioni / Esodati, la salvaguardia slitta in caso di contribuzione mista
Scritto da  Franco Rossini
Buongiorno, sono rientrata nella sesta salvaguardia e l'inps mi ha liquidato le prime rate di pensione da 05/2015. Dal conteggio ho notato che l'inps non ha tenuto conto degli anni (ben 15) di contributi che avevo accumulato come lavoratore autonomo con una differenza di importo notevole. Mi sono recata all'inps e li mi hanno detto che effettivamente i contributi da autonoma per errore non sono stati considerati e che se voglio fare il ricalcolo anche la decorrenza della pensione slitta ad ottobre 2015. Il patronato mi suggerisce chiedere la riapertura della pratica di salvaguardia e chiedere il ricalcolo, restituire quanto l'istituto mi ha già liquidato e aspettare ottobre quando mi verrà liquidata la pensione corretta... io sono molto spaventata a far tutto questo perché ho paura che riaprire la pratica possa per qualche motivo farmi perdere la salvaguardia! è un timore giustificato oppure no? grazie mille per l'aiuto   La linea indicata dal patronato sembra corretta a condizione che l'eventuale nuova decorrenza della prestazione risulti comunque ricompresa entro i termini per la sesta salvaguardia (6 gennaio 2016). Ai sensi della legge 613/1966 i contributi misti AGO-Inps/gestioni speciali dei lavoratori autonomi vengono cumulati infatti gratuitamente in sede di liquidazione della pensione.
Qualora la lettrice non voglia procedere al ricalcolo dell'assegno si ravvisa anche l'ipotesi di chiedere un supplemento ai sensi dell'articolo 26 della legge 613/1966. Tale norma consente ai lavoratori titolari di una pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria di ottenere un supplemento di pensione sui contributi versati nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. La lettrice, in tal caso, tuttavia dovrà attendere 2 anni dalla liquidazione della prestazione principale e dovrà aver compiuto l'età di vecchiaia prevista dal fondo in cui liquida il supplemento.
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Gnecchi (PD): Il decreto pensioni va nella giusta direzione

Gnecchi (PD) Il decreto pensioni va nella giusta direzioneGnecchi (PD): Il decreto pensioni va nella giusta direzione
“Il decreto sulle pensioni va nella giusta direzione anche se non prevede tutti gli interventi che avremmo voluto”. Così Maria Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“La legge Fornero è stata una manovra per salvare l’Italia dalla bancarotta e non una riforma delle pensioni. Abbiamo previsto sei salvaguardie per gli esodati e possiamo dire ai colleghi delle opposizioni, che ci accusano di aver votato quella manovra, che abbiamo la coscienza a posto per le correzioni fatte fin da subito alla legge Fornero”.
“Dobbiamo andare avanti pensando anche alle pensioni dei giovani. Già nel decreto è previsto che la rivalutazione del montante contributivo, quindi dei propri contributi versati nell’arco di tutta la vita lavorativa, debba sempre essere positivo, almeno l’1% indipendentemente dall’eventuale pil negativo”.
“Dobbiamo tutti insieme Camera, Senato e governo correggere le attuali distorsioni del sistema che, senza nessun intervento, permetterebbe a quasi tutte le donne di andare in pensione solo a 70 anni, perchè la manovra prevede che per andare prima si debba avere un calcolo di pensione superiore a 600 euro mensili”.
“La sentenza della Consulta che ha reso necessario questo decreto deve essere letta tutta e non presa a pezzi; in essa c’è un invito chiaro a tenere presente i più poveri. Invece durante la discussione del decreto sono stati presentati emendamenti per restituire la indicizzazione anche alle pensioni più alte, alle famigerate pensioni d’oro”, ha concluso.
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Cosa ci si deve aspettare dalla Legge di Stabilità 2016 in agenda a settembre?

Pensioni, cosa ci si deve aspettare dalla Legge di Stabilità 2016 in agenda a settembre
 - Esperto di Tasse
2 luglio 2015
La presentazione della nuova finanziaria del 2016 è in programma a settembre per poi essere approvata a fine anno.
Subito dopo l'estate il Governo Renzi presenterà la nuova Legge di Stabilità che è attualmente allo studio. Si tratta della finanziaria per il 2016, che dovrebbe essere approvata dai due rami del Parlamento entro la fine del 2015. Tralasciando il capitolo tagli e nuovi provvedimenti fiscali, molto importante sarà il capitolo pensioni che sarà inserito nella Legge di Stabilità. Infatti per tutte le novità relative a tasse, tagli alle detrazioni, tagli alla spesa pubblica, ecc., l'orizzonte è piuttosto buio e il nostro Governo deve rispettare i patti e i diktat provenienti dalla UE. La riforma delle pensioni, al contrario, è un capitolo molto importante perché ormai sono passati tre anni dal varo dell'ultima riforma delle pensioni, quella della Fornero, ed è opportuno modificarla. I primi dettagli sui cambiamentiti allo studio li ha elencati Renzi già all'indomani della conferenza stampa con cui ha spiegato il decreto rimborsi dopo la sentenza della Consulta. Ecco come il Premier ed il suo esecutivo pensano di intervenire come spiegato da Renzi stesso e quali sono i punti più sensibili dove metteranno le mani.

Riforma delle pensioni, la legge ForneroCon l'ultima riforma delle pensioni è stato varato il passaggio del calcolo delle pensioni dal sistema retributivo a quello contributivo. Sono stati, inoltre, elevati i requisiti di età anagrafica e quelli di anzianità contributiva.

La riforma del Governo Monti su esodati   La riforma del Governo Monti ha previsto criteri di salvaguardia per i c.d. esodati, ovvero coloro che si sono trovati senza lavoro e senza pensione a causa della riforma. Infatti molti lavoratori che avevano raggiunto i requisiti pensionistici con le norme precedenti alla riforma Fornero, a causa di quest'ultima si sono visti posticipare il giorno in cui andare in pensione, nonostante avessero già lasciato il posto di lavoro. Il Governo ha, allora, emanato una serie di provvedimenti normativi atti a tutelare i circa 170 mila esodati. Oggi la vicenda non è del tutto chiusa, anche se parlare di esodati non è più corretto come per la cosiddetta quota 96 dei lavoratori settore scuola.
Per la prossima finanziaria si parla di anticipo di pensione o "prestito pensionistico", bonus da concedere a chi si trova a meno di 3 anni dal raggiungimento dei requisiti per la pensione. Si tratterebbe di anticipare la pensione a questi soggetti che poi, una volta diventati pensionati, dovrebbero restituire l'anticipo con piccole trattenute mensili sulla pensione.

L'estratto conto previdenziale : la busta arancione   Si parla da un ventennio di questo provvedimento, che permetterebbe al futuro pensionato di capire quanto prenderà di pensione e di poter quindi calcolare la via più conveniente per lasciare il lavoro o per proseguirlo magari cambiando forma (part-time, cambio mansione ecc.). Nessuno ha mai ricevuto la famosa busta e si pensa di creare un PIN per i servizi telematici INPS, per mettere i dati che dovevano essere inseriti nella busta direttamente on line.
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Nessuna penalizzazione per il cambio di salvaguardia

Pensioni / Esodati, nessuna penalizzazione per il cambio di salvaguardia
Scritto da  Franco Rossini

Nel dicembre 2011 sono stato posto in Cigs (tre anni) e mobilita (4 anni) dall'Azienda Alenia (assunto 1/1/78) sono nato il 2/4/55, Ho inoltre 15 mesi di contributi da militare. In base ad accordo sindacale l'azienda ha richiesto per me inclusione nella seconda salvaguardia sia nel 2012 che nel 2013 e tale istanza risultava sempre in trattazione di prima istanza e senza esito. A novembre 2014 uscita la sesta salvaguardia ho fatto personalmente domanda di inclusione nella sesta salvaguardia e a febbraio 2015 ho ricevuto certificato di accoglienza da parte del ministero del lavoro per la sesta salvaguardia. Il 10 giugno mi sono recato presso INPS a chiedere informazioni sulla data di pensionamento ed invece allo sportello mi hanno: - rigettato la certificazione della sesta salvaguardia asserendo che io avrei avuto la seconda salvaguardia. - dal 10 giugno ad oggi mi hanno incluso nella seconda, rigettato la sesta ed inviatomi la data di decorrenza pensione per effetto della seconda salvaguardia. Quesito: seconda o sesta salvaguardia modificano la data di pensionamento? se si ci sono gli estremi per un ricorso verso una condizione più favorevole per me?
Ritengo che il lettore possa stare tranquillo. Non ci sono differenze tra le due salvaguardie: lo scopo di entrambi i provvedimenti è quello di ripristinare le vecchie regole di pensionamento vigenti sino al 2011, garantendo l'ultrattività delle stesse oltre il 2012. Pertanto non c'è alcuna dilatazione della data di pensionamento per via del "cambio di salvaguardia" perchè questa resta regolata dalle norme previgenti alla normativa Fornero. L'importante è che abbia ricevuto conferma da parte dell'Inps di poter accedere ad una delle salvaguardie.
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