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domenica 12 luglio 2015

Opzione Donna e esodati: l'INPS che fa?

Pensione Opzione Donna e esodati, ultime notizie: l'INPS che fa?
Aggiornamenti sulla proroga dell'Opzione Donna e sulla settima salvaguardia esodati: Tito Boeri dice e non dice.
Tra le notizie di oggi 11 luglio sulle pensioni, spiccano aggiornamenti su Opzione Donna e settima salvaguardia esodati, due importantissimi elementi che sia il governo Renzi sia l'INPS ed il suo presidente Tito Boeri dovranno affrontare nell'ambito della riforma pensioni 2015, seppur non come novità assolute ma per risolvere problemi risalenti agli precedenti. Diciamo subito che se per le donne lavoratrici che vogliono ancora accedere all'Opzione Donna (o Opzione Contributivo visto che si tratta della possibilità di accedere alla pensione anticipata con ricalcolo col contributivo) sembra possibile una proroga per la maturazione dei contributi e l'invio della domanda, invece per gli esodati non ci sono ancora sostanziali novità positive visto che la settima salvaguardia è ancora in alto mare.

Opzione Donna: Boeri e INPS per la proroga al 31 dicembre 2015 ?

Giorni di fuoco per Tito Boeri il quale, dopo aver presentato la sua proposta per la flessibilità in uscita per la pensione anticipata che sta facendo discutere tantissimo per via dell'introduzione del ricalcolo col contributivo alquanto penalizzante per chi volesse la pensione anticipata, deve ora affrontare le richieste di chiarimenti su vari elementi che gli giungono un po' da tutte le parti.
Proprio su una proroga per l'Opzione Donna, Tito Boeri ha risposto alla domanda dell'on. Maria Luisa Gnecchi, postagli durante l'incontro con la Commissione Lavoro della Camera del 10 luglio, affermando che l'INPS è in attesa di chiarimenti e pareri dal Ministero dell'Economia, diretto da Pier Carlo Padoan.
Tito Boeri ha comunque affermato che l'INPS sarebbe in realtà favorevole alla proroga al 31 dicembre 2015 per la maturazione dei requisiti per l'Opzione Contributivo e l'invio della domanda di accesso da parte delle lavoratrici pensionande, proroga che in realtà sarebbe un ritorno ai termini originali previsti inizialmente dalla riforma pensioni di Maroni (2004), poi portati indietro di un anno proprio dall'INPS per via dell'aumento dell'aspettiva di vita e per una discutibile interpretazione dell'applicazione della finestra mobile (nel 2012, quando Tito Boeri non era presidente dell'istituto previdenziale).

Settima salvaguardia esodati, tutto fermo

In qualità di presidente INPS, Tito Boeri deve affrontare un'altra questione che non ha nulla a che fare con la riforma pensioni 2015 ma con quella del 2012 attuata con la Legge Fornero: le salvaguardie per gli esodati, categoria di lavoratori lasciati senza lavoro a pochi anni dalla pensione perchè ritenuti in esubero o poco produttivi, cosa resa possibile appunto dalla riforma pensioni del governo Monti.
Le ultime notizie sulla settima salvaguardia esodati indicano un blocco dei lavori della Commissione Lavoro: l'INPS ancora non ha reso noto i dati ufficiali delle precedenti salvaguardie, non ha ancora fornito i numeri ufficiali anche se il report di fine maggio indica in 57mila i posti non assegnati su 170mila disponibili.
In concreto non si sa ancora con precisione quante risorse siano "avanzate" e quindi utilizzabili per la settima salvaguardia esodati; ma anche non si sa nulla, perchè Boeri e l'INPS restano sul vago pur dichiarando disponibilità a trovare soluzioni, se ci siano ulteriori posti da aggiungere ai troppo pochi delle precedenti salvaguardie esodati per i destinatari della Legge 104 del settore scuola.
Insomma, gli esodati sono una rogna che quasi si ha fastidio ad affrontare...
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Grazie al M5S tornerà la ricongiunzione non onerosa

Calcolatrice-6-Imc.jpgGrande sollievo per i contribuenti: grazie al M5S tornerà la ricongiunzione non onerosa
In Commissione lavoro al Senato, grazie a un ordine del giorno presentato dai senatori Catalfo, Paglini, Puglia e Cioffi, abbiamo ottenuto l'impegno del governo a reintrodurre la cosiddetta ricongiunzione non onerosa. Reintroduzione, quest'ultima, che chiediamo da oltre 2 anni.
In pratica, grazie alla proposta del M5S, i lavoratori che, nel corso della propria carriera lavorativa, hanno versato contributi a più di una gestione previdenziale potranno, attraverso l'istituto della ricongiunzione, riunire le diverse gestioni previdenziali all'interno della gestione generale, senza oneri aggiuntivi, contrariamente a quanto accadeva sino ad ora.
Si tratta di un importante passo in avanti per rendere omogeneo il trattamento previdenziale, che consente di usufruire della possibilità di cumulo in favore di tutti quei lavoratori che hanno rischiato, ingiustamente, di veder dispersi molti anni di contributi, pur avendoli regolarmente versati e di dover ricorrere a ricongiunzioni molto gravose oltre che economicamente onerose.
Nonostante l'impegno assunto oggi dal governo, il M5S non molla la presa ed è già al lavoro per depositare un disegno di legge ad hoc, per ristabilire definitivamente tale istituto.
Il M5S dimostra ogni giorno di essere vicino ai cittadini e, con la ricongiunzione proposta, tutte le categorie di lavoratori che si sono viste penalizzate (circa 2.800 lavoratori per il solo anno 2015), avranno finalmente diritto ad un equo trattamento contributivo.
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venerdì 10 luglio 2015

Presidio di tutti gli esodati per la settima salvaguardia

Presidio di tutti gli esodati a Roma 
Monte Citorio davanti alla
Camera dei Deputati
IL 21 LUGLIO 2015 ORE 9

 Stante l'allarmante situazione in cui versano le varie proposte di legge, per un settimo provvedimento di salvaguardia, bloccate da mesi in Commissione Lavoro alla Camera;
stante l’ambiguo comportamento dell’INPS che non fornisce il legittimo monitoraggio dei residui accantonati dalle 6 precedenti salvaguardie con i quali Il Ministero del Lavoro e la Commissione La...voro della Camera intenderebbero finanziare l’esaminanda proposta di legge ferma da mesi alla Camera;
La Rete dei Comitati ha deliberato di indire un presidio (regolarmente autorizzato dalla forze dell'ordine) per il 21 c.m. dalle ore 9 alle ore 13 davanti alla Camera dei Deputati, ed in seguito davanti al Ministero del Lavoro, per sollecitare GOVERNO E PARLAMENTO alla immediata approvazione del 7° provvedimento di salvaguardia che ricomprenda almeno TUTTI i 49.500 soggetti certificati dal Governo al Parlamento su dati INPS.
TUTTI GLI ADERENTI AI COMITATI ESODATI (IN RETE E NON) SONO INVITATI A PARTECIPARE ATTIVAMENTE !!!
Sono in atto richieste di incontro con tutte le altre istituzioni interessate all'esame ed approvazione di questo 7° provvedimento di salvaguardia che si sollecita venga approvato entro l'estate.
Nelle delegazioni, per eventuali incontri richiesti, si cercherà di assicurare la presenza di TUTTI i Comitati partecipanti alla manifestazione.
INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A METTERE IN AGENDA LA DATA ED ATTREZZARSI PER ASSICURARE LA LORO PRESENZA.!!!
 
Pretendiamo la presenza di almeno l’1% degli ineressati…
Attiviamoci tutti per raggiungere questo risultato nell'interessa dei 50.000 non salvaguardati 

Per la Rete dei Comitati
Francesco FLORE
 

Boeri: Dati messaggi distorti, il contributivo non è la via

Riforma Pensioni 2015 e novità Boeri: 'Dati messaggi distorti, contributivo non è la via'
Tito Boeri spiega meglio le sue parole sulla Riforma Pensioni, dichiarazioni clamorose.
Potremmo dire che tutto è iniziato con un Tweet. Ieri sera infatti, dopo aver presentato la sua proposta sulla riforma Pensioni 2015, il Presidente dell'INPS Tito Boeri ha scritto sul social network un tweet piuttosto criptico che anticipava quanto spiegato oggi 9 luglio durante l'audizione informale alla Commissione Lavoro. Le novità sono molte, ma andiamo per ordine: ieri dopo la presentazione della sua proposta si è scatenata la discussione sulla possibilità di anticipare l'uscita dal mondo del lavoro in cambio di un ricalcolo contributivo dell'assegno pensionistico. L'idea non piace ai sindacati, a gran parte del mondo politico e ovviamente ai pensionandi che non vogliono avere tagli. Nella serata Boeri ha scritto su Twitter: "Nostra proposta equivocata. Flessibilità sostenibile non significa per forza ricalcolo pensione col contributivo". Un fulmine a ciel sereno, tutto equivocato quindi? O forse una marcia indietro del Presidente?
 
Boeri e la Riforma Pensioni 2015: marcia indietro sul contributivo?
Oggi in commissione lavoro Boeri è entrato nel dettaglio delle parole twittate ieri, spiegando meglio il suo concetto. Il Presidente ha detto che gli organi di stampa e non solo hanno scritto inesattezze e travisato la sua proposta: " Approfitto per chiarire alcuni messaggi che sono stati dati distorti. Si è parlato di riduzione delle pensioni del 30-35% anche per le più basse, cosa che non è mai assolutamente prevista". Boeri non si ferma qui, e spiega anche che non ha nessuna intenzione di fare una riforma delle pensioni che si basi sul contributivo: "Anche l'idea che vada fatto un ricalcolo sul contributivo non ci appartiene. Abbiamo semplicemente detto che le uscite verso le pensioni anticipate devono esser sostenibili e non devono avvenire ai danni delle generazioni prossime".

Pensioni, novità da Boeri, 'Ci sono altri modi, non serve il ricalcolo contributivo'
Boeri continua poi con novità clamorose sulle pensioni: "Questo non significa doversi allineare al contributivo, ci sono altri modi per garantire che il montante sia spalmato su più anni per non gravare. L'unico messaggio che va dato è che il regime contributivo è sostenibile e nelle nostre proposte tuteliamo chi è sotto quel regime. Non vuol dire che chi non è in quel regime debba allinearsi per forza, queste riduzioni del 30% sono opere di fantasia pura di chi vuole screditare le nostre proposte".
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Ascolta cosa è stato detto

giovedì 9 luglio 2015

Simonetti (LN): il governo noi sia prono ai suoi nominati

PENSIONI: SIMONETTI (LN), GOVERNO NON SIA PRONO A SUOI NOMINATI08/07/2015
ROMA (AGG) - “La riforma delle pensioni è compito esclusivo del parlamento. Il governo non può e non deve ridursi a inseguire un suo nominato. La priorità è solo una: cancellare la legge Fornero e garantire risposte definitive agli esodati”. Così il deputato leghista Roberto Simonetti sulla proposta di Tito Boeri di riforma della previdenza e dell`assistenza dell`Inps. Simonetti ha oggi presentato un question time al ministro Poletti sul tema pensioni, spronando il governo a porre all`ordine del giorno il dibattito sulla proposta Lega Nord di una settima salvaguardia, come strumento di tutela definitiva per gli esodati. “Il governo è ancora in alto mare e, a quattro anni dalla sciagurata riforma Fornero, si è dovuto affidare a un`indagine conoscitiva su base volontaria delegata – prosegue - a una sottocommissione del Senato per quantificare il problema. Servono risposte definitive, affidate al parlamento, non alle volontà non richieste del presidente Inps, né alle imposizioni numeriche di una legge di Stabilità, chiamata invece ad adeguarsi agli indirizzi politici espressi da Camera e Senato. La Lega Nord ha al protocollo una proposta di quota 100 – conclude - che avrebbe già garantito il superamento della legge Fornero. La melina del governo è un secondo tradimento a danno degli esodati”.
 

Boeri: un contributo sulle pensioni elevate per finanziare la flessibilità

tito_boeri
Boeri: un contributo sulle pensioni elevate per finanziare la flessibilità
di Raffaele Marmo
Pensioni flessibili basate sul calcolo contributivo e finanziate in parte almeno anche con un contributo di solidarietà sui trattamenti più elevati. Assegno di protezione per gli ultracinquantacinquenni senza lavoro e senza pensione. Pensione unificata senza ricongiunzioni onerose. Armonizzazione dei tassi di rendimento dei contributi nelle diverse gestioni. Versamenti contributivi oltre il lavoro su base volontaria o aziendale. E' un corposo pacchetto di proposte quello messo a punto e presentato dal Presidente dell'Inps Tito Boeri in occasione della presentazione del Rapporto annuale 2014 dell'Istituto di via Ciro il Grande.
“Abbiamo predisposto una bozza di riforma e l’abbiamo sottoposta all’attenzione dell’esecutivo”, ha annil professore bocconiano.
Sono cinque i cardini della proposta formulata “non per esigenze di cassa, ma ricercando maggiore equità, tanto fra le generazioni diverse che all’interno di ciascuna generazione”.
 Primo punto: “Una rete di protezione sociale dai 55 anni in su”. Per il presidente Boeri si tratta del primo passo “verso l’introduzione di quella rete di base, di quel reddito minimo garantito che oggi manca nel nostro Paese”. Questo porterà a distinguere assistenza e previdenza anche a livello contabile. Per questa via si “potrà superare un vizio d’origine del sistema contributivo”, cioè quello “di non prevedere prestazioni minime per chi non ha altri redditi e ha accumulato un montante contributivo troppo basso per garantirsi una pensione al di sopra della soglia di povertà”.
Secondo: “Unificazione” delle posizioni assicurative. E quindi fine delle ricongiunzioni onerose. In particolare, sostiene Boeri: “La modifica normativa che abbiamo proposto consente agli individui di unificare la pensione tra regimi diversi, compresa la cosiddetta gestione separata. Senza oneri aggiuntivi”.
Terzo: “Armonizzazione” dei tassi di rendimento garantiti ai contributi. Le forti asimmetrie nei trattamenti previdenziali nascono dalla perdurante differenza di condizione applicata alla rivalutazione dei contributi versati. Questo vale per i fondi amministrati dall’Inps, come è stato documentato da marzo nella sezione del sito “Inps a porte aperte”, ma Boeri lo chiede a tutti, anche ai parlamentari, per i loro vitalizi, che non ricadono nell’Inps: “Auspicabile che Camera e Senato rendano al più presto pubbliche le regole che storicamente sono state alla base della concessione di questi vitalizi. Servirà per valutare i tassi di rendimento implicitamente offerti a deputati e senatori, comparandoli col trattamento riservato agli altri lavoratori”.
Quarto: “Flessibilità sostenibile”. Il sistema contributivo consente questa flessibilità in uscita. Basta spalmare il montante accumulato nel corso della vita lavorativa in relazione all’età di uscita e alla speranza di vita residua: “Chi va in pensione prima deve spalmare questa cifra su molti più mesi di chi va in pensione più tardi”, quindi l’assegno previdenziale sarà più basso per chi lo incassa prima. “Posto che le pensioni siano sufficienti a garantire una vita dignitosa, senza comportare l’intervento dell’assistenza sociale, questa è una flessibilità sostenibile”.
Quinto: “Non si va in pensione, ma si prende la pensione”. Visto che il rapporto tra contribuenti e pensionati è destinato a peggiorare “vogliamo offrire nuove opportunità di versare contributi, che poi diventeranno un supplemento alla pensione, per chi sta già percependo un trattamento previdenziale”. Dovrebbe essere quindi possibile il versamento di contributi aggiuntivi – oltre ai quelli obbligatori – da parte dei datori di lavoro ai loro dipendenti.
Nella formulazione di queste proposte, ha ribadito Boeri, replicando in maniera indiretta a qualche opinione registrata nei giorni scorsi, non c’è “alcuna violazione di procedure e ancor meno vulnus della nostra democrazia”, l’Inps non fa che mettere “a frutto il capitale umano e le banche dati di cui dispone”.
La Relazione del presidente Boeri si conclude con una “sfida” ai Paesi europei: “Documentate, come da oggi farà l’Inps, che il vostro sistema pensionistico è sostenibile, come in Italia”. Con l’operazione “la mia pensione” l’Italia, tramite l’Inps, mostra “non solo le proiezioni della spesa pensionistica fra 20, 30 o 50 anni, ma anche l’intera distribuzione delle pensioni per l’importo in quelle date future. La sostenibilità sociale di un sistema pensionistico conta non meno di quella finanziaria”.
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Leggi anche: Blasting news

Boeri: lo stop alle ricongiunzioni onerose

Riforma Pensioni, i 5 Punti di Boeri: lo stop alle ricongiunzioni onerose
Scritto da  redazione
Al secondo punto del programma presentato dal Presidente dell'Inps si prevede la possibilità di utilizzare, cumulandoli, tutti i contributi presenti nelle gestioni previdenziali gestite dall'Inps.
Con il pagamento di tutte le pensioni al primo del mese (dice il Presidente dell'Inps) , abbiamo fatto un primo passo importante nella direzione dell’unificazione dei trattamenti pensionistici. Da giugno esiste il giorno delle pensioni e questo, come si è detto, semplifica grandemente la pianificazione famigliare (oltre a quella dell’Inps). Ma molto ancora rimane da fare sulla strada dell’unificazione e della semplificazione. L’Inps eroga 21 milioni di prestazioni pensionistiche a circa 15 milioni di pensionati. Per ogni tre pensionati vengono messe in pagamento mediamente 4 pensioni.
La modifica normativa che abbiamo proposto consente agli individui di unificare la pensione tra regimi diversi, compresa la cosiddetta gestione separata, senza oneri aggiuntivi. Non rende più necessarie le ricongiunzioni onerose che hanno penalizzato i lavoratori più mobili e quelli con vincoli di liquidità. Anche in questo caso si vuole porre rimedio ad una forma di iniquità che ha colpito alcune categorie di lavoratori, quelli che magari avevano la sfortuna di avere contribuito “un giorno di troppo” per poter beneficiare del regime di cumulo delle prestazioni. Al tempo stesso, si vuole promuovere una maggiore efficienza nell’allocazione del nostro capitale umano. Le ricongiunzioni onerose penalizzavano proprio i lavoratori più mobili, quelli che presumibilmente avevano cambiato impiego cercando di mettere a frutto i propri talenti e le proprie vocazioni.
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mercoledì 8 luglio 2015

Pressing sindacati per uscite flessibili precoci e pensionandi

Pensioni info al 7 luglio: pressing sindacati per uscite flessibili precoci e pensionandi

Le parti sociali tornano a farsi sentire sul tema della flessibilità previdenziale, mentre il Governo è davanti al bivio
Il Governo si sbrighi a convocarci e ad iniziare un confronto serio, che riguarda milioni di persone. Noi vorremmo sentire la riforma delle pensioni targata Governo" spiega la leader del sindacato Cisl Annamaria Furlan, intervenendo così con un nuovo richiamo all'esecutivo per l'attuazione di un intervento che possa dirsi davvero strutturale nel campo previdenziale. D'altra parte, molti lavoratori attendono ormai dal 2011 che si possa finalmente sbloccare la situazione, ovvero da quando i conti pubblici sono stati messi in sicurezza al prezzo di un pesante irrigidimento dei requisiti di accesso all'Inps. Nonostante sei salvaguardie parlamentari per i lavoratori esodati e alcuni provvedimenti ad hoc per i precoci, c'è ancora una vasta area di disagio che resta in attesa di risposte. Si pensi ad esempio alla situazione dei precoci rimasti senza pensione nonostante decenni di versamenti sulle spalle, oppure a chi è rimasto disoccupati in età avanzata ma risulta troppo giovane per la pensione e troppo vecchio per reinserirsi nel mondo produttivo. Infine, anche i giovani stanno soffrendo la mancanza cronica di lavoro, a causa del blocco verificatosi nel naturale processo di turn over.

Sindacati contro legge Fornero, serve un cambiamento di rotta per rendere il sistema nuovamente flessibileNon è la prima volta che i sindacati si scagliano contro gli effetti della legge Fornero, ma nelle ultime settimane sembra che il tema della previdenza e del turn over sia tornato al centro delle rivendicazioni portate avanti dalle parti sociali. "È evidente che il sistema pensionistico della Fornero è il peggiore d'Europa" prosegue Annamaria Furlan, puntando ad una controriforma che sia in grado digarantire nuovamente flessibilità pensionistica senza per questo penalizzare ulteriormente lavoratori e pensionandi. Tra le linee rosse da non superare, tutte le principali sigle indicano proprio la realizzazione di meccanismi penalizzanti, i cui costi possano essere fatti ricadere ancora una volta sulle spalle dei pensionati: è il caso ad esempio del ricalcolo contributivo, che potrebbe portare a tagli anche elevati sulle future mensilità rispetto ai metodi di calcolo attualmente in essere.
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