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giovedì 16 luglio 2015

Comunicato stampa delle Rete dei comitati degli esodati

Comunicato stampa 
Roma 15 Luglio 2015

La Rete dei Comitati degli Esodati
convoca a Roma gli “esodati” per un
doppio presidio il 21 luglio

SETTIMA SALVAGUARDIA SUBITO
PER I 49.500 ESODATI !!!
 
La Rete dei Comitati degli Esodati mobilita gli “esodati” ad un doppio presidio a Roma per il 21 luglio davanti al Ministero del Lavoro ed a Monte Citorio per denunciare il perdurare dell'ingiustizia degli "esodati" e la condizione di stallo in cui versa il progetto di un settimo provvedimento di salvaguardia, presentato in Commissione Lavoro della Camera sotto forma di due proposte di legge.

L'iter di tale importante, indispensabile, ed urgente iniziativa parlamentare è di fatto bloccato a causa dell'ostruzionismo dei vertici INPS che omettendo, con colpevole ritardo, di fornire l’ammontare   dei risparmi relativi alle 6 precedenti misure di salvaguardia, dato indispensabile al Parlamento per incardinare la nuova proposta di legge, I parlamentari proponenti intendono infatti far fronte alle coperture finanziarie del  provvedimento non con nuove risorse ma unicamente con le disponibilità del "fondo esodati", strumento istituito con la legge 228/2012. La settima salvaguardia non graverebbe, pertanto, sulle casse dello Stato.
Dopo oltre 43 mesi di lotta, la Rete dei Comitati degli Esodati scende di  nuovo in piazza per il 18° presidio a Roma, perché esistono ancora almeno 49.500 "esodati non salvaguardati", (dato calcolato dall'INPS e certificato poi dal Ministero del Lavoro al Parlamento nell'ottobre del 2014) ai quali deve essere restituito il diritto alla pensione ed alla loro sopravvivenza !

49.500 persone in carne ed ossa, senza stipendio e senza pensione, per le quali urge un settimo provvedimento di salvaguardia che ripristini  quel  Patto da loro sottoscritto che lo Stato arbitrariamente ha rotto con la iniqua manovra Fornero.

L'ingiustizia e l'errore perpetrato con quella infame manovra finanziaria, a danno del diritto pensionistico di questi ex lavoratori ed ex lavoratrici, sono stati riconosciuti, a parole, da TUTTI (compresa la stessa autrice di quella manovra), ma purtroppo i fatti non ne danno conferma.

La Rete dei Comitati è decisa ad impedire che la Politica faccia cadere l'oblio sul destino dei 49.500 cittadini "esodati non salvaguardati" e loro famiglie, e con determinazione rivendica la necessità di emanare in tempi rapidi il settimo provvedimento di salvaguardia.

Il dramma "esodati" è una vergogna italiana e non sono più accettabili ulteriori rinvii per una sua soluzione definitiva La Rete dei Comitati degli Esodati metterà in campo tutte le possibili azioni affinché SI RESTITUISCA IL DIRITTO ALLA PENSIONE AI 49.500   ENTRO L’ESTATE !!!

Per la Rete dei Comitati di Esodati 
Francesco Flore Tel.:  0784 203888  -  3389976878                                    
Mail: retecomitatiesodati@tiscali.it

mercoledì 15 luglio 2015

All'Ortigia Film Festival il dramma degli esodati

All'Ortigia Film Festival il dramma degli esodatiMonica Straniero
14 Jul 2015
La regista napoletana, Antonietta De Lillo, presenta al pubblico dell'Ortgia Film Festival, Let's go, un film documentario che, attraverso la storia di Luca Musella, noto fotografo caduto progressivamente in uno stato di povertà, racconta il dramma degli esodati italiani. “La società attuale- dice l'autrice- è fragile, isolata e quando si cade, il mondo intorno non riesce a sorreggerti”

Luca Musella, fotografo di importanti agenzie fotogiornalistiche è uno dei cosiddetti lavoratori esodati, nome terribile che la stampa ha ormai scelto per descrivere la vicenda di tutti quei lavoratori che, a seguito della riforma Fornero, si sono ritrovati all’angolo avendo già preso accordi per il traghettamento alla pensione, senza che questo potesse arrivare in ragione del cambio di requisiti operato dalla riforma. L’età pensionabile viene infatti alzata a 66/67 anni, e così vengono sconvolti tutti i conteggi e gli “esodati” si sono trovati senza stipendio, ammortizzatore e pensione.
E quello di Luca è il viaggio degli esodati che sembra la versione post moderna dell’Esodo degli Ebrei. Qui non si tratta però della lunga traversata nel deserto, attraverso il quale il popolo delle tribù di Israele si libera dalla schiavitù d'Egitto verso la libertà della terra, quanto piuttosto di una tragedia italiana.

Gli esodati sono quelli che come Luca hanno perso tutto e che si alzano la mattina con la speranza che qualche divinità benigna gli restituisca quello che gli spettava. Per Luca è un viaggio in treno, da Napoli, sua città natale, fino a Milano, luogo dove è costretto a reinventarsi per non fermarsi, per non sentirsi inutile.
“Luca è un mio amico, lo conosco da anni e abbiamo lavorato anche insieme. Un giorno mi ha rivelato che voleva raccontare la mia vita ma gli ho risposto che sarebbe stato più interessante girare un documentario sulla sua storia. Così ha scritto un testo lettera e si è fatto portavoce di una condizione universale, specchio di un’Italia in crisi”, rivela Antonietta De Lillo al pubblico dell’Ortigia Film Festival, la kermesse cinematografica in scena nel cuore di Siracusa fino al prossimo 16 Luglio.
Con Let’s go la regista napoletana è, infatti, salita su quel treno e ha ascoltato la voce di Luca, mentre le immagini restituiscono la stessa forza e l’intensità delle parole di chi si vede costantemente chiudere le porte in faccia ma affronta la nuova esistenza con dignità, senza rabbia e senza piangersi addosso.
“La povertà vuol dire anche libertà e oggi mi accorgo che forse nella mia vita precedente ho indossato delle maschere pur di adattarmi all’ambiente borghese che mi circondava”, racconta Luca nel documentario. Non la pensa così l'economista di origini indiane, Amartya Sen quando dice che "un lavoro dignitoso, la copertura sanitaria, eccetera, hanno a che fare con la libertà economica. L'idea di libertà è correlata alla nostra libertà di decidere cosa vogliamo scegliere. Non basta il permesso di farlo, occorre essere nella capacità di farlo”.

Antonietta De Lillo

Dopo La pazza della porta accanto su Alda Merini, la regista torna ad indagare vite ai margini. “La società attuale è fragile, isolata e quando si cade, il mondo intorno non riesce a sorreggerti”. Siamo fragili a causa di una crisi che viene da un deficit politico e dall’indifferenza generale che nel prossimo futuro potrebbero rivelarsi germi di tensione sociale e di conflitto a causa dell’aumento delle diseguaglianze.
Il film evita di parlare degli esodati come se si trattasse di una specie animale o una categoria sociologica, ma propone una maggiore partecipazione civica al loro disagio per squarciare il velo di dimenticanza che si è creato dopo che sei decreti governativi hanno provato a sistemarli. Oggi gli esodati esistono ancora, rimasti da soli e con i loro problemi irrisolti.
E se si chiede alla regista: Non hai sentito il dovere di fare qualcosa? “Ho provato più che altro ad essere l’anello di congiunzione tra il vecchio mondo di Luca, moglie, figli e parenti e il suo nuovo mondo fatto di persone che ogni giorno come lui si rimboccano le mani per sbarcare il lunario. Tra questi, gli immigrati che gli hanno mostrato una grande solidarietà, mentre gli amici borghesi e il suo passato lo hanno dimenticato in fretta. E poi Luca ha ancora capacità artistiche notevoli che gli consentiranno di risalire”.

Gli esodati scendono in piazza

Riforma pensioni 2015, novità 15-07: scontro di dati sul contributivo, esodati in piazza

Gli esodati scendono in piazza ed è scontro Boeri-CGIL sul contributivo: ultime notizie 15-07 riforma pensioni 2015
15 luglio 2015 FITZWILLIAM DARCY - Esperto di Tv e Gossip
La figura di Tito Boeri e il suo ruolo politico stanno creando un nugolo di polemiche soprattutto intorno alla proposta diriforma pensioni 2015 che il presidente dell'Inps ha presentato al governo Renzi e che prevede come punto forte il passaggio al contributivo. Le ultime notizie rivelano come sia in atto una guerra di numeri tra Tito Boeri e la CGILsull'entità dei tagli cui andrebbero incontro le pensioni se passasse il contributivo pieno. La Camusso, infatti, è intervenuta a sottolineare che, in determinati casi, si arriverebbe addirittura ad un 35%, mentre per Tito Boeri non si supererebbe mai il 3,5% di decurtazione. Lo scontro è sempre più radicale, mentre da parte del governo Renzi e del premier nessuna comunicazione decisiva: un dato è certo, le proposte di Cesare Damiano stanno passando in secondo piano, troppo "costose" per le casse dello Stato e poco amate dall'Unione Europea che ha deciso per il pugno di ferro contro chi trasgredisce le regole (basti vedere quanto sta accadendo nella questione greca).

Dati contributivo: ultime news riforma pensioni 2015 di RenziLa guerra sui numeri è piuttosto complessa: la riforma pensioni 2015 basata sul passaggio al contributivo pieno prevede sicuramente delle decurtazioni, ma i calcoli dell'Inps e della CGIL sono assolutamente differenti. Un dato è certo: se si trattasse, come sostiene Tito Boeri, di un taglio del 3,5% si tratterebbe di una proposta molto più favorevole di quella di Cesare Damiano che prevede un taglio massimo dell'8% e quindi andrebbe accolta immediatamente. Ma il balletto dei numeri è ben più complesso. Prendiamo, ad esempio, l'opzione donna: coloro che dal 2011 hanno accettato questa opzione, che prevedeva il passaggio al contributivo pieno, hanno dovuto subire tagli anche del 25%, per cui i dati di Tito Boeri, secondo la CGIL, sarebbero assolutamente fantasiosi. Sicuramente, se si alzasse l'asticella dell'uscita anticipata dai 57 anni dell'opzione donna ai 60 anni della proposta Boeri, allora il taglio potrebbe essere leggermente inferiore, ma difficilmente potrebbe scendere al 3,5%. Secondo la CGIL, si tratta soltanto di una "cabala" sui numeri: se si leggono con attenzione le cifre, il 3,5% annunciato da Boeri potrebbe riguardare la decurtazione per ogni anno di anticipo sull'età pensionistica e non la decurtazione totale.

Esodati in piazza: ultime news riforma pensioni Renzi 2015Intanto, le polemiche riguardano anche altre questioni "mancate" della riforma pensioni 2015 di Renzi: su tutte, la vertenza degli esodati per la settima salvaguardia. I comitati hanno fatto sapere che scenderanno nuovamente in piazza il 21 luglio dinanzi la Camera dei Deputati per chiedere l'approvazione della settima salvaguardia che dovrebbe coprire completamente le circa 50mila posizioni restate ancora scoperte. Si tratta di uno dei nodi più iniqui della riforma pensioni Fornero e l'accusa è al governo Renzi il quale, nonostante le promesse in tema previdenziale, non ha mai affrontato fino in fondo il problema. I comitati sottolineano come alla Camera giacciano inascoltate due proposte di legge, una firmata dai dem e l'altra dalla Lega Nord: il silenzio assordante di Renzi diviene sempre più preoccupante.
È tutto con le ultime notizie sulla riforma pensioni 2015 di Renzi e sulla questioneesodati.
(Leggi)


Esodati: in pensione metà salvaguardati

Esodati: in pensione metà salvaguardati
Su 170mila esodati coperti dalle sei salvaguardie solo 78mila sono già in pensione e quasi 50mila domande sono state scartate: il monitoraggio INPS aggiornato al 13 luglio.
Barbara Weisz - 14 luglio 2015
Gli esodati rientranti nelle sei salvaguardie e con domanda accolta stanno ricevendo lapensione solo nel 46% dei casi: è quanto emerge dagli ultimi dati sulle operazioni di salvaguardia (al 13 luglio 2015). Su una platea di 170.230 lavoratori, sono 114.317 le posizioni certificate dall’INPS e 78.334 le pensioni liquidateDal novero, risultano circa 50mila domande non accolte e oltre 7mila ancora giacenti. In pratica, l’istituto ha quasi ultimato il lavoro di certificazione istanze (il procedimento con il quale decide se ammettere o meno gli esodati alla salvaguardia). Vediamo i dati nel dettaglio.

=> Esodati: proposta la settima salvaguardia

  • Prima salvaguardia (articolo 24, commi 14 e 15, legge 214/2011): i lavori sono praticamente conclusi, su 65mila salvaguardie previste ne sono state accolte 64mila 374, e sono 49mila 137 le pensioni liquidate;
  • seconda salvaguardia (articolo 22, comma 1, dl 95/2012, convertito con la legge 135/2012): platea poetnziale di 35mila esodati, le certificazione inviate dall’INPS sono 17mila 566, le pensioni liquidate 10mila 684;
  • terza salvaguardia (articolo 1, commi 231 e seguenti, legge 228/2012): salvaguardie previste 16mila 130, certificazione inviate 7mila 344, pensioni liquidate 6mila 487;
  • quarta salvaguardia (articoli 11 e 11-bis, Dl 102/2013 convertito con modificazioni dalla legge 124/2013): platea di esodati tutelati 5mila, certificazioni accolte 3mila 504, pensioni liquidate 3149;
  • quinta salvaguardia (articolo 1, comma 194 e seguenti, legge 147/2013): platea potenziale 17mila esodati, certificazioni inviate 3mila 465, pensionai liquidate 3mila 385;
  • sesta salvaguardia (articolo 2, legge 147/2014): totale esodati previsti 32mila 100, certificazione accolte 18mila 64, di cui 12mila 920 già inviate agli interessati, pensioni liquidate 5mila492.

=> Esodati, sesta salvaguardia: certificazioni INPS

Qualche dato generale: la maggioranza delle domande non accolte riguarda la sesta salvaguardia (circa 12mila), seguita dalla prima (circa 11mila). Le domande giacente sono concentrate nella sesta salvaguardia (circa 5mila), ma ce ne sono anche un miliardo relative alla seconda salvaguardia.
Fonte: Report INPS salvaguardie

Furlan (CISL): Legge Fornero, la peggiore in Europa è ora di cambiarla

Pensioni, Legge Fornero, Esodati: novità ad oggi 14 luglio 2015Pensioni, Legge Fornero, Esodati: ultime novità al 14 luglio 2015
 
PENSIONI, LEGGE FORNERO – Restano divisioni tra Cgil, Cisl e Uil sul tema della contrattazione. La riunione delle segreterie unitarie, durata oltre cinque ore, è stata l’inizio di una riflessione che per il momento non ha però prodotto una sintesi condivisa. Si continuerà a discutere, ma questo non dovrà pregiudicare la stagione dei rinnovi contrattuali. Sulle pensioni, invece, le tre confederazioni aumenteranno il pressing sul governo per aprire un tavolo di confronto con l’obiettivo di modificare radicalmente la legge Fornero. Opinioni comuni anche sul tema dell’Europa, che secondo i sindacati deve aprire una nuova fase orientata alla crescita e allo sviluppo dopo un periodo di austerity che non ha prodotto buoni risultati.
Il numero uno della Uil, Carmelo Barbagalloha sottolineato che la legge Fornero sulle pensioni “va cambiata. Fornero ha pianto, ma ha fatto piangere molti.
Prenderemo iniziative per far riaprire rapidamente il tavolo di confronto da pare del governo. Sui contratti siamo perchè si riesca a portare avanti i rinnovi. Sul modello contrattuale abbiamo una posizione da sintetizzare”.
Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha ribadito che “abbiamo trovato una buona sintesi sui temi dell’Europa”, mentre sulla legge Fornero “è stata la peggiore legge pensionistica europea. Ha creato il problema degli esodati e tanti problemi alle imprese. E’ ora di cambiarla. Ne sentiamo di tutti i colori, in particolare il presidente dell’Inps ha molti progetti di riforma. Ma è ora che Poletti convochi il sindacato confederale”. Poi ci sono “altre questioni su cui abbiamo bisogno di riflettere”, ha concluso Furlan riferendosi al modello contrattuale. “Non esiste una posizione unitaria – ha confermato – ma la volontà di continuare il confronto e il lavoro comune. Però le cose devono essere vere, quando una proposta unitaria non c’è bisogna dirlo. Quello che importante è il rinnovo dei contratti. La contrattazione continua e deve andare avanti”.(Leggi askanews)

Pensioni precoci ed esodati, Quota 41 e 97: le ultime notizie e le richieste

Pensioni precoci ed esodati, Quota 41 e 97: le ultime notizie e le richieste
Pubblicato il:14 luglio 2015
ERICA VENDITTI
Pensioni lavoratori precoci ed esodati, ultime novità: sindacati insistono su Quota 41 e 97, la spunteranno?Le ultime notizie sul fronte previdenziale si stanno susseguendo in modo molto veloce, ed il caos previdenziale è chiaramente in aumento, le speranze per i lavoratori precoci ed esodati potrebbero riaprirsi nei prossimi giorni quando vi sarà l'incontro tra i Sindacati e Poletti. Sul sito PensioniOggi è possibile leggere le richieste che Cigl, Cisl e Uil hanno intenzione di fare al Governo Renzi e queste riguardano in sintesi: misure a sostegno per le pensioni minime, la Quota 41 senza penalizzazione per i precoci, la possibilità di poter uscire a 62 anni senza eccessive penalizzazioni, soluzione della vicenda degli esodati e misure 'assistenziali' per quanti sono rimasti privi di reddito e lavoro.

Riforma pensioni, sindacati: si risolva nodo precoci ed esodati e si conceda Quota 41 e 97Finalmente dopo le richieste dei lavoratori che più volte sui vari social network hanno chiesto espressamente il supporto di Cgil, Cisl e Uil, come il gruppo Facebook'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', i Sindacati hanno deciso di 'unirsi' per arrivare ad un pacchetto di richieste comune da presentare al ministro Poletti. Le idee sul fronte previdenziale sono ormai piuttosto chiare, le tre maggiori sigle sindacali richiedono al Governo di superare la Riforma Fornero e di concedere la flessibilità in uscita già a partire dai 62 anni d'età, associata alla concessione della Quota 41 senza penalizzazione per i lavoratori precoci.
Le richieste dei lavoratori e dei sindacati si sono fatte più pressanti dopo la presentazione del Piano Boeri alle Camere che ha creato non pochi dissapori per quanto concerne la possibilità che l'uscita anticipata sia possibile solo attraverso il ricalcolo dell'assegno interamente contributivo. La Cgil ha parlato di un taglio inammissibile che oscillerebbe tra il 30-35%, mentre Boeri (fonte Pensioni Oggi) ha voluto subito rassicurare parlando di un taglio contenuto nell'ordine del 3-3.5%.
Ai lavoratori, specie a quelli precoci, questa spiegazione ha convinto poco in quanto se il taglio fosse solo del 3.5% non si spiegherebbero le ritrosie del Presidente Inps nei confronti della proposta di Damiano, ddl 857 che consentirebbe di concedere la Quota 97 con una penalizzazione al più dell'8% e la Quota 41 per i precocisenza decurtazione alcuna. Ricordiamo infatti che Tito Boeri ha 'bocciato' il ddl 857 e le altre proposte come la Quota 100 perché troppo onerose e insostenibili per i conti pubblici, il rebus sulle penalizzazioni pare dunque più che evidente.
Si attende chiarezza da parte del Governo, nella speranza che dal confronto richiesto dai Sindacati col Ministro Poletti emergano dei punti comuni atti a riformare la famigerata Legge Fornero. Proposte che permettano dunque la risoluzione dei nodi critici quali: esodati e precoci in primis. Si potrebbe tornare a sperare nell'approvazione della Quota 41 e 97?
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Pensioni, Governo pronto a dire addio alle ricongiunzioni onerose

Pensioni, Governo pronto a dire addio alle ricongiunzioni onerose
Scritto da  Franco Rossini
Dal 1° gennaio 2016 si potranno valorizzare gratuitamente tutti i contributi accreditati nelle diverse gestioni dell'Inps, compresa la gestione separata tradizionalmente penalizzata. 
Il Governo lavora per superare la ricongiunzione onerosa dei contributi. Dal 1° gennaio 2016 i lavoratori che hanno spezzoni contributivi in piu' gestioni previdenziali gestite dall'inps (compresa la gestione separata) potranno verosimilmente sommare tali contributi senza vincoli, oneri o penalizzazioni sul sistema di calcolo dell'assegno al fine di maturare i requisiti contributivi sia per la pensione di vecchiaia che per la pensione anticipata. L'obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso una modifica, in senso estensivo, dell'articolo 1, commi 238 e ss. della legge di stabilità 2013 (legge 228/2012).
Questo strumento, infatti, consente dal 1° gennaio 2013 di cumulare gratuitamente la contribuzione presente in tutte le gestioni previdenziali dell'Inps, (Ago, Ex-Inpdap Ex-Enpals, compresa la gestione separata) al fine di perfezionare i requisiti contributivi per la pensione di vecchiaia (vale a dire i 20 anni di contributi). La proposta all'esame di Palazzo Chigi consisterebbe nell'utilizzo di questo meccanismo anche per raggiungere i requisiti contributivi utili per il conseguimento della pensione anticipata rendendo di fatto superflua tanto la ricongiunzione dei contributi che la totalizzazione nazionale, due istituti che attualmente penalizzano i lavoratori. Il primo perchè chiede il versamento di un onere e perchè esclude la gestione separata, il secondo, pur essendo gratuito, prevede una penalità sull'assegno frutto del ricalcolo con il contributivo.
Il programma di intervento è stato confermato anche nel Piano Boeri che il presidente dell'Inps ha illustrato nel corso della presentazione annuale dell'istituto la scorsa settimana alle Camere. E non dovrebbe trovare particolari ostacoli sul piano politico dato che tutti gli esponenti politici, sia di maggioranza che di opposizione, sono da tempo favorevoli al superamento dell'attuale sistema. Proprio ieri, d'altro canto, in Commissione lavoro al Senato, è passato un ordine del giorno dei pentastellati che impegna il governo ad eliminare le ricongiunzioni onerose.
Un istituto che a ben vedere non ha piu' ragion d'esistere. La ricongiunzione onerosa fu infatti istituita nel 2010 per impedire soprattutto alle lavoratrici del pubblico impiego la possibilità di migrare nella gestione dipendenti e prendersi una pensione con un anticipo di almeno 5 anni rispetto al fondo nel quale erano iscritte. Ora però che i requisiti tendono sempre piu' ad essere omogenei in tutte le gestioni (lo saranno entro il 2018) far pagare tali oneri risulta non piu' giustificato. 
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domenica 12 luglio 2015

Di nuovo in piazza per la settima salvaguardia

Pensioni / Esodati di nuovo in piazza per la settima salvaguardia
Scritto da  Eleonora Accorsi
I Comitati degli Esodati hanno indetto un presidio a Montecitorio il 21 Luglio per chiedere lo sblocco dei lavori parlamentari sulla settima salvaguardia.
Esodati di nuovo in piazza il prossimo 21 luglio per chiedere la calendarizzazione della proposta di legge sulla settima salvaguardia prima della fine dell'estate. La Rete dei Comitati, si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Rete, ha deliberato un presidio dalle ore 9 alle ore 13 davanti alla Camera dei Deputati, ed in seguito davanti al Ministero del Lavoro, per sollecitare Governo e Parlamento alla immediata approvazione del 7° provvedimento di salvaguardia che ricomprenda almeno tutti i 49.500 soggetti certificati dal Governo al Parlamento lo scorso 15 Ottobre. Sono in atto richieste di incontro con tutte le altre istituzioni interessate all'esame ed approvazione di questo 7° provvedimento di salvaguardia che si sollecita venga approvato entro l'estate.
I lavori sulla settima salvaguardia sono del resto in una fase di stallo da mesi. In Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati giacciono due proposte di legge, una dei dem, l'altra della Lega Nord, che dovrebbero essere discusse dalla Commissione e poi unificate in un disegno di legge da sottoporre all'Assemblea. Ma i lavori procedono a rilento soprattutto a causa dei ritardi da parte dell'Inps nel certificare i risparmi conseguiti nelle sei salvaguardie che il Governo ha indicato di voler impiegare per coprire la settima salvaguardia. Lo slittamento a dopo l'estate, stante la complicità della pausa estiva dei lavori parlamentari, appare quindi inevitabile.
Proprio questa settimana il deputato leghista Simonetti durante il question time alla Camera ha spronato il governo a porre all'ordine del giorno il dibattito sulla proposta Lega Nord di una settima salvaguardia, come strumento di tutela definitiva per gli esodati. “Il governo è ancora in alto mare e, a quattro anni dalla sciagurata riforma Fornero, si è dovuto affidare a un`indagine conoscitiva su base volontaria delegata – prosegue - a una sottocommissione del Senato per quantificare il problema. Servono risposte definitive, affidate al parlamento, non alle volontà non richieste del presidente Inps, né alle imposizioni numeriche di una legge di Stabilità, chiamata invece ad adeguarsi agli indirizzi politici espressi da Camera e Senato. La Lega Nord ha al protocollo una proposta di quota 100 – conclude - che avrebbe già garantito il superamento della legge Fornero. La melina del governo è un secondo tradimento a danno degli esodati.
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