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martedì 5 aprile 2016

Settima salvaguardia in chiusura, ottava entro l’estate?

Settima salvaguardia esodati in chiusura, ottava entro l’estate?
Esodati, per l'Ufficio parlamentare di bilancio le salvaguardie sono eccessive
L’Inps ha reso noto che nelle prossime settimane diverse migliaia di lavoratori che hanno fatto richiesta per accedere alla settima salvaguardia riceveranno la certificazione da parte dell’istituto previdenziale. Dovrebbe in questo modo terminare l’odissea di una parte di esodati che spera di poter finalmente andare in pensione con le regole precedenti alla Legge Fornero.
In questi giorni si sono concluse le operazioni di verifica dei requisiti di accesso alla salvaguardia. Si attendono le notifiche entro fine Aprile. L’Inps fa sapere che queste comunicazioni riguardano soprattutto i lavoratori autorizzati ai volontari, i cessati dal servizio a seguito di accordi individuali, collettivi di incentivo all’esodo o con risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro (licenziati o dimessi), e i lavoratori a tempo determinato.
Devono ancora attendere i lavoratori in “mobilità“, che hanno usufruito dell’indennità di mobilità ordinaria o dello speciale trattamento edile dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Invece i lavoratori che hanno assistito parenti con disabilità hanno ormai completato la ricezione delle lettere di certificazione della sesta salvaguardia. Sono anche pronte le certificazioni per la settima. Niente da fare per i lavoratori che hanno fruito dei permessi di cui alla legge 104/92.
Queste le categorie tutelate
a) 6.300 lavoratori in mobilità, con inclusione dei lavoratori edili che avevano stipulato accordi governativi o non governativi entro il 31 dicembre 2011, cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2014 che maturano un diritto a pensione, con le vecchie regole, entro la data di scadenza della mobilità (o entro l’anno successivo se cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2012);
b) 9mila lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011;
c) 6 mila lavoratori cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2012 a seguito di stipulazione di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo, a condizione che, in tale ultimo caso, gli accordi siano stati siglati entro il 31 dicembre 2011; lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro in via unilaterale (es. dimessi o licenziati) tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011 ;
d)2 mila lavoratori che nel 2011 fruivano del congedo per assistere figli con disabilità gravi (sono stati esclusi i lavoratori che hanno fruito dei permessi retribuiti della legge 104/1992); e) 3 mila lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato o in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato con esclusione comunque dei lavoratori agricoli e stagionali.
E l’ottava salvaguardia? La Commissione Lavoro della Camera nei giorni scorsi ha spiegato che c’è disponibilità a procedere all’ottavo provvedimento di salvaguardia subito dopo la chiusura delle procedure della settima, dunque all’incirca all inizio dell’estate. La speranza è approvare l’Ottava salvaguardia anche prima dell’estate, compatibilmente con il sì del governo.
leggi anche le ultime notizie sulle pensioni
Sull’argomento abbiamo chiesto il parere di Francesco Flore, portavoce della “Rete dei Comitati degli Esodati”: “Gli esodati han già detto basta a questo stillicidio che dura da 4 anni perchè ci sono tutti i presupposti affinchè l’ottava salvaguardia sia approvata subito e ben prima dell’estate. E’ inaccettabile che l’INPS impieghi mesi a chiudere la settima salvaguardia. Abbiamo già chiesto al Ministro Poletti un suo intervento per sollecitare l’INPS a chiudere urgentemente la settima salvaguardia e fornire i dati aggiornati indispensabili alla Commissione Lavoro ma anche al Governo per approvare immediatamente l’ottava. Siamo certi che i risparmi conseguiti nelle 7 salvaguardie saranno sufficienti per le coperture finanziarie di una ottava per tutti i 24.000 esclusi. Il Governo non ha più alibi e deve dimostrare di avere la volontà politica di farlo come sta dimostrando la Commissione Lavoro della Camera”.
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Renzi mantenga gli impegni

Riforma pensioni uomini e donne, ultime notizie, Gnecchi: 'Renzi mantenga gli impegni'
Ultime notizie al 4/4 sulle riforma delle pensioni, intervista esclusiva a Maria Luisa Gnecchi (Pd): 'Renzi mantenga gli impegni presi'.

Le ultime notizie sulle pensioni precoci giungono da Maria Luisa Gnecchi (Pd), che non solo ha partecipato attivamente il 2 aprile alla manifestazione unitaria indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, ma ci ha gentilmente concesso questa intervista per ribadire il suo pieno appoggio a tutti i lavoratori . La Legge Fornero non fu, dice, una riforma delle pensioni, è stata fatta in un momento tragico ed occorreva salvare il Paese, ora si correggano gli errori palesi di quella manovra.
Manifestazione del 2 aprile, Gnecchi: ho partecipato convintamente
-Che cosa ne pensa della manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil tenutasi il 2 aprile in varie piazze italiane, che aveva come obiettivo quello di chiedere al Governo di cambiare la Legge Fornero e concedere la quiescenza a quanti hanno già versato 41 anni di contributi?
Ho partecipato convintamente, si devono assolutamente correggere gli errori della manovra Fornero. Errore riconosciuto ormai da tutti è la totale mancanza di gradualità, abolire le quote ha comportato immediatamente un aumento di 6 anni di attesa per la pensione, l'innalzamento dell'età per la pensione di vecchiaia delle donne pure.
Era un momento tragico, si è trattato di salvare l'Italia, così si è chiamata la manovra Fornero, non è stata una riforma delle pensioni!
Le risorse risparmiate sono andate a copertura del debito pubblico, adesso il sistema previdenziale è in credito, si deve intervenire con correzioni, ne hanno bisogno lavoratori e lavoratrici e aziende.
Gnecchi contro i modi di Salvini, ma a Renzi: 'mantenga gli impegni'
-Se dovesse utilizzare un aggettivo per definire la ‘marcia pacifica’ fatta da Salvini, il 1 aprile scorso nel paese nativo della Fornero, quale utilizzerebbe? A suo avviso una protesta di questo tipo può aiutare i lavoratori nella lotta alla rottamazione della Legge Fornero?
Salvini usa ogni strumento utile per la sua campagna elettorale. Ha ragione Cazzola quando ricorda a Salvini che nel governo Berlusconi che ha alzato l'età per la pensione di vecchiaia delle donne nel pubblico impiego nel 2009 la Lega c'era, con la L122/2010 che si è ritardato di un anno il pensionamento anche di chi era senza lavoro e di 1 anni e mezzo per gli autonomi, quella stessa legge ha reso le ricongiunzioni onerose per tutti smontando un pilastro del sistema previdenziale, la Lega era al Governo, il primo a creare uno scalone di 6 anni era stato Maroni nel 2004, corretto poi da Damiano con la 247/2007, purtroppo quindi Salvini riesce a far campagna elettorale solo con chi non ricorda i fatti veri.
Non condivido né le scelte, né i modi di Salvini, quindi anche in questa occasione credo che si debba agire diversamente.
- I lavoratori, specie i precoci, sostengono da tempo il Ddl 857 di Damiano che comprende altresì la quota 41. Poletti, pur dicendosi concorde alla flessibilità, ha recentemente detto che si augura si riesca a trovare una soluzione, sostenibile finanziariamente, nel 2017. La flessibilità in uscita, dunque, si domandano adirati i lavoratori, rischia l’ennesimo rinvio anche quest’anno? Che fine hanno fatto le promesse di Renzi?
Torno alla prima domanda: la manifestazione dei sindacati è in linea con le nostre proposte in commissione. Noi vogliamo che la discussione prosegua in commissione e arrivare ad una soluzione prima della legge di stabilità. Chiediamo a Renzi di mantenere gli impegni.
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Le certificazioni della 7^ salvaguardia

Riceviamo e volentieri diffondiamo una comunicazione di A. Perna

MASSIMA ATTENZIONE:
AGGIORNAMENTO CERTIFICAZIONI DELLA SETTIMA SALVAGUARDIA.
Siamo finalmente riusciti a sentire il Dr. Antonello CRUDO della Direzione Generale dell'INPS che ci aggiorna sulle procedure come segue:
CONTRIBUTORI VOLONTARI: SONO IN PARTENZA CIRCA 3.000 CERTIFICAZIONI CHE ARRIVERANNO A GIORNI AGLI INTERESSATI; le altre seguiranno nei prossimo giorni;
CESSATI E LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO: STANNO PER PARTIRE LE CERTIFICAZIONI ANCHE PER LORO;
MOBILITATI: si registra un leggero ritardo rispetto alle altre categorie per problemini tecnici in via di soluzione e le loro certificazioni inizieranno a partire la prossima settimana.
LEGGE 104 DELLA 6': SONO TUTTE PARTITE LE CERTIFICAZIONI e stanno predisponendo quelle della 7'-
CONTANO DI CONCLUDERE LE OPERAZIONI DI CERTIFICAZIONE ENTRO IL MESE DI APRILE E PREDISPORRE UN REPORT CONSOLIDATO SUI NUMERI ENTRO LA PRIMA SETTIMANA DI MAGGIO.
Ricordo che la lettera di certificazione conterrà l'ufficiale accoglimento o meno dell'istanza di salvaguardia e l'indicazione della data di decorrenza della pensione.
Ci aggiorneremo con il disponibilissimo Dr. Crudo settimanalmente qualora si registrassero problemi esclusivamente relativi ai ritardi che si stanno registrando nelle risposte delle DTL territoriali che DOVETE TUTTI sollecitare.

Stringete i denti per qualche giorno ancora e poi potrete tirare quel sognato e meritato (da 4 anni) sospiro di sollievo.
In bocca al lupo a tutti i beneficiari mentre stiamo intensificando le pressioni affinchè si presenti sollecitamente la proposta di legge dell'Ottava che ci hanno promesso in tempi brevi in attesa del Report dell'INPS sui numeri delle sette salvaguardie che mi danno in gestazione da parte dell'INPS. Un sentito ringraziamento al Dr. Crudo per la sua preziosa collaborazione.

lunedì 4 aprile 2016

Gli esodati Romani, oggi, presso la direzione del PD.

Gli esodati Romani, oggi, presso la direzione del PD.Anche Lucci - delle iene - tra gli sodati.
    

Cresce il Pressing per l'ottava salvaguardia

Pensioni, Cresce il Pressing per l'ottava salvaguardia
Lunedì, 04 Aprile 2016
La Rete dei Comitati chiede al Ministro un intervento urgente sull’INPS affinché chiuda sollecitamente il monitoraggio della settima salvaguardia.Con la flessibilità in uscita non si dimentichi l'ottava salvaguardia. Lo ribadisce la Rete dei Comitati degli esodati in risposta al recente question time al Senato da parte del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti in ordine ad un possibile intervento sulla legge fornero entro la fine del 2016. Sconcerto, dichiara la Rete, per la mancanza di una chiara indicazione del Governo sul tema degli ultimi 24mila lavoratori rimasti fuori dal perimetro delle salvaguardie. La “Vertenza Esodati” poteva essere chiusa già l’autunno scorso - ricordano dalla Rete - quando il Governo aveva preso formale impegno in Parlamento per tale volontà ed obiettivo con la Legge di Stabilità 2016. Infatti: 1) sussisteva la certezza del loro numero: 49.500 certificati dal Ministero del Lavoro al Parlamento in risposta ad una interrogazione; 2) sussistevano le risorse per le coperture finanziarie rinvenienti dai residui accantonati nel Fondo Esodati così come previsto da una legge dello Stato, la n.228 del 2012; 3) sussisteva la volontà politica del Parlamento, che si era già pronunciato unitariamente, a partire dalla intera Commissione Lavoro della Camera che aveva elaborato una prima ipotesi di 7’ salvaguardia, e dello stesso Renzi che aveva dato personali assicurazioni per tutti i 49.500 in una intervista televisiva.
Purtroppo i fatti si sono rivelati ben diversi: con la Legge di Stabilità 2016 si è salvaguardata soltanto la metà di quei 49.500, abbandonando nella disperazione e ad un futuro di indigenza oltre 24.000 “esodati” e, circostanza ancor più grave, si sono utilizzati ben 941 milioni del Fondo Esodati (Legge 208/2015 Art. 1, c. 273, c. 281e c. 289 oltre alla L.9/2016, “Misure urgenti per interventi nel territorio”Art. 13 ed Art. 17, lett. m) per ben altri e diversi fini dalla salvaguardia degli “esodati”, come invece sancisce la legge!!
La Rete chiede quindi al Ministro un intervento urgente sull’INPS affinché chiuda sollecitamente il monitoraggio delle salvaguardie aperte (sesta e settima); un fermo sollecito al Ministero delle Finanze per l’immediato reintegro delle risorse distratte dal Fondo Esodati e per la rapida approvazione di un ottavo provvedimento di salvaguardia per tutti gli oltre 24.000 esclusi. Poletti, del resto, la scorsa settimana ha indicato la volontà del Governo di avviare una revisione della Legge Fornero sulle pensioni in occasione della prossima legge di stabilita'. Non si tratterà di uno stravolgimento delle regole attuali ma in quella sede si cercherà di rivedere l'età di uscita per le situazioni più gravi come disoccupati senior e donne mettendo così probabilmente la parola fine al tema delle salvaguardie. Questi strumenti anche se opportuni hanno, infatti, creato una ulteriore disparità di trattamento tra coloro che hanno perso il lavoro entro il 2011, tutelati entro determinati limiti numerici (e che la Rete punta ad estendere ulteriormente), o dopo il 2011 che non hanno potuto usufruire delle salvaguardie rimanendo quindi intrappolati nelle maglie della Legge Fornero.
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Esodati in piazza anche a Modena

Modena in piazza: «Pensioni, è questa la riforma che serve»
A Modena centinaia di persone coi sindacati chiedono al Governo di cambiare la legge e garantire un futuro ai giovani

MODENA. Uno sciopero generale unitario contro la legge Fornero. È la proposta lanciata ieri in piazza Matteotti. Nel cuore di Modena si erano riunite oltre duecento persone per una giornata di mobilitazione svoltasi in tutta Italia.

«Se dal governo non dovesse arrivare alcuna svolta concreta - ha esordito con determinazione Luigi Tollari, segretario Uil di Modena e Reggio - siamo dell’idea di organizzare uno sciopero generale contro la politica di questo governo». La proposta ha già avuto il sostegno della Cgil.
«Il governo non ci ascolta - ha rimarcato Tania Scacchetti, segretaria provinciale della Confederazione - e non c’è confronto sul tema. Boeri(presidente dell’Inps) e Poletti (ministro del Lavoro) hanno fatto battute sulla previdenza: il tema non può essere affrontato così».
William Ballotta, segretario provinciale Cisl, ha ravvisato segnali positivi. Il rappresentante ha garantito che sono allo studio proposte da sottoporre all’esecutivo. Se non dovessero essere accolte cosa accadrebbe? «Valuteremo anche per quanto riguarda la Cisl», ha replicato Ballotta. La decisione, tuttavia, dovrebbe partire prima dalla sede nazionale di Roma. Tanti i problemi sollevati dai sindacalisti e dalle persone presenti: le pensioni, gli “esodi” dei lavoratori, i voucher… «Boeri a Modena ha detto che il problema in Italia sono le pensioni - ha ripreso Tollari - ma non è così. Sono le evasioni fiscali, le grandi ricchezze: non bisogna tassare la povera gente». Tuttavia, anche il primo tema va affrontato. «È inaccettabile andare in pensione a 69 anni e 11 mesi», ha rimarcato il segretario Uil di Modena e Reggio. Senza dimenticare che c’è «il problema storico degli esodati», come sottolineato da Ballotta. Il termine riguarda chi è rimasto senza stipendio ed è senza pensione. «Ce ne sono duemila tra Modena e Reggio», ha quantificato Tollari.
Il segretario della Uil ha ricordato cifre a livello nazionale. «Erano 350mila fino a poco tempo fa - ha spiegato Tollari - adesso sono 40mila». «Le cifre modenesi sono difficili da dare - ha risposto invece Scacchetti - ma il problema degli esodati non è più grande di altri». Oltre al confronto con il governo, è stata richiesta comunione d’intenti tra sigle. «Non c’è bisogno di farci male tra noi», ha esortato con convinzione Tollari.
Unitari sono anche alcuni punti presentati a livello regionale. Cosa prevedono? Innanzitutto, il ripristino dell’età pensionabile (flessibile) a partire dai 62 anni. C’è il diritto di smettere di lavorare con 41 anni di contributi, a prescindere dalla carta d’identità. Ancora, contribuzione figurativa e riconoscimento dei lavori usuranti.
Per i pensionati, due le richieste: perequazione e meno tasse per i pensionati. È stata chiesta una salvaguardia strutturale per gli esodati; per i giovani che devono entrare nel mondo del lavoro i sindacati hanno domandato uscite flessibili e pensionamenti anticipati di chi ha già un’occupazione.
Per i primi è stato proposto di rivedere il sistema contributivo al fine di garantire una pensione dignitosa. Infine, è stata richiesta una più ampia diffusione della previdenza complementare.
Punti sulla carta che i sindacati sperano possano diventare realtà… e anche presto. Altrimenti, si dicono pronti a fermare tutto pur di fermare gli effetti della «manovra» Fornero.

domenica 3 aprile 2016

Appello al Ministro Poletti

Appello al Ministro Poletti

Illustrissimo Sig. Ministro Giuliano Poletti.
dopo aver ascoltato, durante il question-time al Senato di avantieri, il Suo intervento sulle ipotesi e richieste di modifica al sistema previdenziale, sollecitate da numerosi parlamentari, riteniamo doveroso e necessario richiamare la Sua attenzione  sulla questione, da Lei solamente citata, degli “esodati, per ricordarLe, che, ad oltre 4 anni dalla loro “nascita”,  restano senza alcun reddito e senza pensione ancora 24.000 ex lavoratori “esodati”.
Ripetutamente Lei ed il Presidente Renzi ci avete assicurato che in Legge di Stabilità (prima 2015) 2016 avreste risolto il nostro dramma definitivamente.
Con le Sue parole di ieri si assiste inequivocabilmente ad un ulteriore rinvio della soluzione complessiva dell'ingiustizia presumibilmente nella Legge di Stabilità 2017!!!
I 24.000 “esodati” non salvaguardati che rappresentiamo reagiscono alle Sue dichiarazioni dicendo BASTA !!!
La “Vertenza Esodati” poteva essere chiusa già l’autunno scorso quando Lei ed il Ministro Padoan avevate preso formale impegno in Parlamento per tale volontà ed obiettivo con la Legge di Stabilità 2016.
Infatti:
-   sussisteva la certezza del loro numero: 49.500 certificati dal Suo Ministero al Parlamento in risposta ad una interrogazione;
-  sussistevano le risorse per le coperture finanziarie rinvenienti dai residui accantonati nel Fondo Esodati così come previsto da una legge dello Stato, la n.228 del 2012;
-  sussisteva la volontà politica del Parlamento, che si era già pronunciato unitariamente, a partire dalla intera Commissione Lavoro della Camera che aveva elaborato una prima ipotesi di 7’ salvaguardia, e dello stesso Renzi che aveva dato personali assicurazioni per tutti i 49.500 in una intervista televisiva.

Purtroppo i fatti si sono rivelati ben diversi: con la Legge di Stabilità 2016 si è salvaguardata soltanto la metà di quei 49.500,  abbandonando nella disperazione e ad un futuro di indigenza oltre 24.000 “esodati” e, circostanza ancor più grave, si sono utilizzati ben 941 milioni del Fondo Esodati (Legge 208/2015 Art. 1, c. 273, c. 281e c. 289 oltre alla L.9/2016, “Misure urgenti per interventi nel territorio”Art. 13 ed Art. 17, lett. m) per ben altri e diversi fini  dalla salvaguardia degli “esodati”, come invece sancisce la legge!!
Ieri, Lei ha confermato il nostro timore dell’immotivato  rinvio di un altro anno della soluzione del dramma dei 24.000 esclusi .
Ulteriore rinvio che riteniamo INACCETTABILE !!!
Lo riteniamo inaccettabile perché sussistono tutte le precondizioni per approvare immediatamente (e ben prima dell’estate !) un Ottavo e definitivo provvedimento di salvaguardia per TUTTI i 24.000 immotivatamente esclusi.
Le chiediamo un urgente incontro con una nostra delegazione per esternarLe le nostre richieste: 
1) un intervento urgente sull’INPS affinché chiuda sollecitamente il monitoraggio delle salvaguardie aperte (sesta e settima);
2 un fermo sollecito al Ministero delle Finanze per l’immediato reintegro delle risorse distratte dal Fondo Esodati e per la rapida approvazione di un ottavo provvedimento di salvaguardia per tutti gli oltre 24.000 esclusi.
Sig. Ministro, 24.000 famiglie italiane vivono da oltre 4 anni nell’angoscia e nella disperazione per il loro incerto futuro ed a rischio di indigenza, situazione in cui versano già tantissime di loro; 24.000 famiglie che NON POSSONO PIU’ aspettare ed alle quali deve essere restituito il loro diritto al futuro.
Fiduciosi nel suo sollecito accoglimento delle nostre richiesteLa salutiamo cordialmente                                                                                                                              Roma 2 APRILE 2016

Francesco Flore a nome dei Comitati qui di seguito elencati.


Rete dei Comitati degli Esodati
Portavoce: Francesco Flore Tel.0784 203888 – 3389976878

A) COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
Francesco Flore 3389976878 contributore@tiscali.it
B) COORDINAMENTO ESODATI ROMANI
Emilio De Martino 3661570104 demartino-emilio@virgilio.it
C) COMITATO ESODATI LIGURI
D) COMITATO DIRIGENTI ESODATI
Daniele Martella 3484520007 daniele716@alice.it
E) COMITATO MOBILITATI MILANO
Maurizio Vitale 3287639173 tedesco40@libero.it
F) COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI
G) COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO
Antonio Perna 3356842999 perna.antonio@fastwebnet.it
H) COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI
I) COMITATO ESODATI PARMA
Claudio Bernardini 3487319914 cbernardini4@gmail.com

CDE – Comitati per i Diritti degli Esodati
A) Comitato Fondi di settore Ferrovie
Coordinatore: Marcello Luca 338 3182 418
B) Comitato Mobilitati Roma Napoli
C) Comitato Licenziati e Cessati senza Tutele
Coordinatrice: Elide Alboni
D) Comitato degli Esodati Bancari
B) Comitato Esodati Mobilitati di Reggio Emilia

2 aprile 2016: giornata di lotta anche per gli esodati

Milano
2 APRILE 2016 GIORNATA DI LOTTA ANCHE DEGLI ESODATI !!!
Nutrita presenza degli Esodati a tutte le manifestazioni territoriali del sindacato. Particolari e qualificate presenze a Milano, Venezia, Genova, Bologna, Torino, Lodi, Modena, Cagliari, Reggio Emilia, Ancona e Palermo.
Lodi
In gran parte delle città è stato letto, dai nostri rappresentati, il documento della Rete dei Comitati degli Esodati che ricopio sotto.
Un GRAZIE di cuore a tutti coloro che si sono mobilitati e partecipato attivamente alle manifestazioni!
AVANTI TUTTA VERSO L'OTTAVA E VERSO IL PROSSIMO PRESIDIO DEGLI ESODATI A ROMA, ENTRO E NON OLTRE IL 20 APRILE, PER CONTINUARE LA LOTTA PER RIVENDICARE UN’ OTTAVA SALVAGUARDIA PER TUTTI I 24.000 ESCLUSI !!
Ancona
Continueremo già da lunedì a farci sentire a Roma con una specifica iniziativa della quale vi daremo conto nei prossimi giorni.

Documento della Rete dei Comitati letto dai nostri rappresentanti nelle varie manifestazioni territoriali di stamattina
La manovra finanziaria del Governo Monti-Fornero del 2011 ha provocato due gravissimi problemi per i lavoratori italiani:
1) Il gravissimo DISAGIO SOCIALE dei cosiddetti condannati AL LAVORO FORZATO con l’allungamento del requisiti pensionistici di oltre 6 anni (per le donne anche oltre e fino a 10 anni) bloccando di fatto il turn-over nei posti di lavoro e gravi problematiche in particolare alle donne fortemente penalizzate ed ai i lavoratori precoci ai quali oltre all’infanzia viene rubata anche una serena vecchiaia.

2) La gravissima EMERGENZA SOCIALE degli ESODATI. Lavoratori che ben prima dell’approvazione di quella nefasta manovra avevano perso il posto di lavoro o avevano firmato accordi che lo prevedevano anche successivamente. Lavoratori ai quali son state cambiate le regole durante la partita e sono stati abbandonati senza alcun reddito e senza la pensione spostata di oltre 6 anni. Diritto alla pensione del quale si son visti derubati in una infausta notte del dicembre 2011 e non son bastati 7 toppe per riparare il gravissimo errore di quella legge: ANCORA OGGI CI SONO 24.000 ESODATI SENZA ALCUN REDDITO E SENZA PENSIONE!!!
La vertenza Esodati era già chiusa dall’ottobre del 2015.
Avevamo i numeri: 49.500 esodati esclusi dalle salvaguardie certificati dal Governo al Parlamento su dati INPS già dall’ottobre 2014;
Avevamo le risorse di oltre 3,6 miliardi accantonate nel Fondo Esodati previsto dalla Legge 228 del 2012 e frutto dei risparmi rinvenienti dalle 6 salvaguardie precedenti;
Avevamo la volontà politica manifestata dal Parlamento nella Commissione Lavoro della Camera che aveva elaborato una prima unitaria ipotesi di 7’ salvaguardia;
Avevamo l’impegno formale del Presidente Renzi che nel corso di una sua intervista televisiva dichiarava che per i 50.000 “esodati” ci sarebbe stata la settima salvaguardia nella Legge di Stabilità 2016. 
I fatti si sono rivelati, ancora una volta, ben diversi: ad oggi, di quei 49.500, oltre 24.000 “esodati” restano ancora non salvaguardati, esclusi da ogni possibilità di deroga. 
Si rende pertanto indispensabile un urgente ottavo provvedimento di salvaguardia che porti a giustizia TUTTI gli oltre 24.000 esclusi dalle deroghe;
I fatti: le risorse del fondo istituto con la legge 228/2012 sono state distratte per il finanziamento della “no tax area”, per interventi infrastrutturali per il Giubileo, per interventi sulle aree Ex-Expo e per finanziare in parte il provvedimento di ripristino delle norme che regolano la cosiddetta “Opzione Donna”. 
Ben 941 milioni di euro illegittimamente sottratti al Fondo Esodati per ben altri fini !!
Il Governo Renzi non ha stanziato ulteriori fondi per risolvere la questione “esodati”, infatti sia la sesta che la settima salvaguardia sono state finanziate con i risparmi dei precedenti provvedimenti di deroga, ma ha consentito però che il Fondo a loro specificamente destinato venisse usato come un bancomat, per cui una sola è la richiesta forte e determinata che oggi viene da parte nostra: 
1) la restituzione immediata delle economie del Fondo Esodati usate per scopi ben diversi dalle salvaguardie, pertanto, in maniera incontestabile, non legittimamente utilizzati secondo la legge.
2) L’immediata approvazione di un Ottavo e definitivo provvedimento di salvaguardia per tutti i 24.000 esodati esclusi dalle precedenti sette.