Indirizzo mail

Puoi contattarci scrivendo a: cumpustela@gmail.com

giovedì 22 gennaio 2015

Poletti e pensioni: "Cambiare Fornero o problema sociale"

Poletti lancia l'allarme pensioni: "Cambiare Fornero o problema sociale"

Per il ministro del Lavoro è necessario introdurre nella normativa previdenziale uno "strumento flessibile" che consenta a chi è vicino alla pensione e ha perso o rischia di perdere il lavoro di andare in pensione
MILANO - ll governo scende in campo sulla riforma delle pensioni dopo il no della Corte costituzionale al referendum abrogativo proposto dalla Lega Nord. Sul tema è quindi intervenuto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti secondo cui è necessario introdurre nella normativa previdenziale uno "strumento flessibile" che consenta a chi è vicino alla pensione e ha perso o rischia di perdere il lavoro di andare in pensione. Secondo il ministro in assenza di interventi sulla riforma Fornero rischiamo di avere "un problema sociale".Sulla riforma della legge Fornero sulla previdenza - ha detto Poletti a margine di un convegno alla Luiss - "il tema è posto. Noi sappiamo che esiste un problema che riguarda in particolare quelle persone che sono vicine alla pensione e che nella situazione attuale di difficoltà hanno perso o possono perdere il posto di lavoro e non hanno la copertura di ammortizzatori sociali sufficiente fino a maturare la pensione. Credo che qui uno strumento flessibile che aiuti queste persone a raggiungere i requisiti bisognerà sicuramente produrlo perché diversamente avremo un problema sociale".
Poletti non ha anticipato quali potrebbero essere gli interventi del governo, ma alla domanda se l'ipotesi possa riguardare il prestito previdenziale, ovvero la possibilità di andare in pensione in anticipo avendo un piccolo taglio sulla pensione, ha detto che è una delle molte ipotesi allo studio. Proprio martedì scorso la Corte Costituzionale aveva dichiarato inammissibile il referendum per l'abrogazione della legge Fornero in materia di pensioni: il quesito era stata proposto dalla Lega Nord. Il governo, comunque, interverrà per modificare la riforma Fornero sulle pensioni solo dopo aver approvato i decreti di attuazione del Jobs Act.

(Leggi)
Leggi anche: Reuters

Tra gli scontenti di Renzi

Ghisleri (Euromedia): «Gli scontenti di Renzi? Soprattutto pensionati, esodati e partite Iva»Ghisleri (Euromedia): «Gli scontenti di Renzi? Soprattutto pensionati, esodati e partite Iva»
21/01/2015 - di

La direttrice di Euromedia Research spiega a Giornalettismo come si muove il consenso del premier e del suo partito 

Il linguaggio chiaro di Matteo Renzi e la sua abitudine a «calendarizzare le promesse» con una scadenza certa ha creato intorno al governo un’aspettativa molto forte. Un’aspettativa però attualmente disattesa perché molti italiani non vedono ancora realizzate le promesse. Questo spiega il calo nel tasso di fiducia del premier e nelle intenzioni di voto al Pd, che tuttavia restano ancora su un «livello buono» e che, una volta superata la fase di stallo, potrebbero anche risalire.

GHISLERI (EUROMEDIA): «SU RENZI ASPETTATIVE DISATTESE» – È questa l’analisi sul consenso del presidente del Consiglio fornita da Alessandra Ghisleri, direttrice dell’istituto demoscopico Euromedia Research,  uno dei sondaggisti più noti d’Italia, ed esperta di rilevazioni su intenzioni di voto e popolarità di partiti e leader politici. «Il presidente del Consiglio – ci ha spiegato  telefonicamente – ha sempre utilizzato un linguaggio molto chiaro nei confronti delle persone, si è fatto capire molto bene. Questo ha generato un’attesa comprensibile e molto alta. Ma siccome è già passato un anno dall’insediamento a Palazzo Chigi, i cittadini chiedono ora che vengano rispettati i tempi. Renzi ha provveduto a calendarizzare ogni promessa. Questa calendarizzazione ha reso le promesse attese reali, concrete, che però ora stanno annaspando, perché non s’intravede la conclusione dell’iter, la realizzazione».

LEGGI ANCHE: Sondaggi elettorali: inizio 2015 con Pd stabile al 37%, M5S al 19 e Fi al 14

GHISLERI (EUROMEDIA): «TRA GLI SCONTENTI DI RENZI SOPRATTUTTO ESODATI, PENSIONATI E PARTITE IVA» – Secondo la direttrice di Euromedia il tasso di fiducia del capo del governo oscilla oggi intorno al 40/41%, in calo di quasi 10 punti rispetto all’inizio di ottobre, ovvero da quando è cominciato il trend negativo. L’andamento degli ultimi tre mesi e mezzo non sarebbe comunque legato alla fine di una presunta luna di miele tra Renzi e il Paese (legata allo straordinario successo delle Europee di maggio), piuttosto a questioni che hanno a che fare con la vita dei cittadini di tutti i giorni e a quelle risposte attese che tardano ad arrivare. Secondo Ghisleri dire che i dati sono «preoccupanti» probabilmente non è corretto. «Dipende – dice – da cosa s’intende per ‘preoccupante’». «’Preoccupante’ – ribadisce Ghisleri – è l’aumento della distanza tra l’azione di Renzi e dei suoi cittadini», i quali «si trovano di fronte le difficoltà del quotidiano, come impoverimento e crisi generale», e nello stesso tempo a «richieste che non vengono esaudite». Ad abbandonare con più faciltà il premier sarebbero, dunque, le categorie di scontenti, quelli ad esempio «che non hanno usufruito del bonus degli 80 euro, le partite Iva, gli esodati, coloro che hanno a che fare con gli studi di settore». «L’italiano – spiega Ghisleri tracciando il ritratto degli elettori – diventa severo (e pensa, nda): se sei stato abile nel presentare e comunicare, perché non realizzi?».
GHISLERI (EUROMEDIA): «PD PUÒ RECUPERARE » – Un discorso leggermente diverso va fatto per il voto al partito del premier. Ghisleri considera sia la percentuale di consenso sui votanti (al netto ovviamente della quota di astenuti) che il numero assoluto di preferenze ottenute. La flessione sarebbe molto più contenuta nel primo caso . «Il 36/37% rimane sempre un buon dato, e il Pd, tolto quello dell’astensione, rimane primo partito del Paese: è comunque un livello buono», dice la direttrice. Per quanto riguarda il consenso in valori assoluti, invece, il calo del Pd risulta leggermente più ampio, perché influenzato anche dal basso livello di persone intenzionate a votare (affluenza al 55/58%). A pesare sul calo di voti sarebbero anche le «nicchie», le «divisioni» all’interno del partito, che generano un’«insicurezza» e un’«incertezza» e che causano a loro volta fratture, come nel caso di Cofferati e Civati. Si tratta di «vicende – ha spiegato Ghisleri – che generano una separazione all’interno, vanno ad ingrassare le fila di partiti intorno». Guai però a parlare di ‘tradimento‘ da parte dell’elettorato. Quel termine resta inappropriato. Più plausibile – lascia intendere la direttrice – l’ipotesi di un rifugio nell’astensionismo. «Per gli elettori è più facile rifugiarsi nel ‘non so cosa rispondere’. Non penso che sia un tradimento. Non c’è un cambio di bandiera», afferma Ghisleri. Dunque, non è affatto escluso che il consenso possa «rientrare», in attesa ovviamente delle adeguate risposte alle aspettative. «È una situazione in evoluzione». E gli avversari restano ancora parecchio attardati. Renzi, insomma, ha ancora tempo per rimediare.
(Leggi)

 

mercoledì 21 gennaio 2015

La Consulta salva la riforma Fornero sulle pensioni


Lavoro
il manifesto - quotidiano comunistaLa Consulta salva la riforma Fornero sulle pensioni


Welfare. Bocciata la proposta di referendum della lega contro la riforma dell’ex ministra. Nei quesiti respinti l’abolizione dello scandalo esodati e innalzamento età pensionabile
A parte l’ira sgua­iata di Mat­teo Sal­vini e le pos­si­bili con­se­guenze sulla par­tita Qui­ri­nale – i papa­bili Giu­liano Amato e Ser­gio Mat­ta­rella si pre­sume abbiano votato per l’incostituzionalità – la boc­cia­tura del que­sito refe­ren­da­rio che di fatto abro­gava la riforma delle pen­sioni For­nero un merito lo ha avuto. I sin­da­cati e buona parte delle forze poli­ti­che tor­nano a chie­dere con forza un sistema più fles­si­bile e meno rigido, indi­vi­duando nell’innalzamento repen­tino dell’età pen­sio­na­bile una delle cause prin­ci­pali del man­cato turn over lavo­ra­tivo e dun­que dell’insostenibile tasso di disoc­cu­pa­zione giovanile.
Il que­sito su cui la Lega aveva rac­colto molto più delle cano­ni­che 500mila firme e che è stato uno degli stru­menti popu­li­stici che ha rilan­ciato il movi­mento e la figura di Mat­teo Sal­vini, chie­deva l’abrogazione dell’articolo 24 del decreto salva-Italia che fece pian­gere Elsa For­nero men­tre spie­gava che cosa sarebbe suc­cesso agli anziani ita­liani: blocco della riva­lu­ta­zione e innal­za­mento dell’età pen­sio­na­bile di almeno cin­que anni con sostan­ziale abo­li­zione delle pen­sioni di anzia­nità. In più da quel giorno il sistema di cal­colo dell’assegno è diven­tato con­tri­bu­tivo, pro­du­cendo un calo gene­ra­liz­zato con punte inso­ste­ni­bili per le gio­vani gene­ra­zioni precarie.
La sen­tenza, che sarà depo­si­tata nei pros­simi giorni, quasi cer­ta­mente pog­gerà sulla con­sta­ta­zione che quella riforma faceva parte di una mano­vra eco­no­mica ed è quindi assi­mi­la­bile a norme tri­bu­ta­rie – la riforma ha pro­dotto risparmi per 80 miliardi tutti andati ad abbat­tere il debito pub­blico negli anni a venire — per cui la Costi­tu­zione vieta la pos­si­bi­lità di refe­ren­dum abrogativo.
Appreso del ver­detto della con­sulta, la stessa For­nero ha unito alla defi­ni­zione di «deci­sione giu­sta per il paese» l’apertura a modi­fi­che: «Il Par­la­mento se vuole esa­mini la riforma con paca­tezza e lun­gi­mi­ranza». Dimen­ti­can­dosi però di par­lare della ver­go­gnosa vicenda degli eso­dati – le per­sone che con l’innalzamento dell’età sono rima­ste senza lavoro, senza pen­sione e senza ammor­tiz­za­tori sociali – che la stessa For­nero non è mai riu­scita a risol­vere e che si tra­scina a tre anni di distanza. Ancora oggi nes­suno è in grado di dire quanti sono stati e sono gli eso­dati – una stima fu chie­sta da For­nero all’Inps che cer­ti­ficò 400mila eso­dati poten­ziali, pro­vo­cando l’ira del mini­stro che si riman­giò la richie­sta – men­tre i sei prov­ve­di­menti legi­sla­tivi ad hoc lungo tre anni hanno «sal­va­guar­dato» 162mila persone.
Se il governo ha sem­pre soste­nuto che il capi­tolo «pen­sioni» non era una prio­rità, i sin­da­cati invece – nel loro ultimo atto uni­ta­rio che emendò le sole tre ore di scio­pero gene­rale fatte all’epoca – a set­tem­bre ave­vano lan­ciato una piat­ta­forma uni­ta­ria per modi­fi­care com­ple­ta­mente la riforma. E ieri sono tor­nati alla carica.
«Il sin­da­cato, tutto e uni­ta­ria­mente, deve mobi­li­tarsi per por­tare il Par­la­mento a cam­biare nel pro­fondo la riforma della pen­sioni della For­nero che così tanti danni ha creato in que­sti anni — ha dichia­rato il segre­ta­rio gene­rale dello Spi Cgil, Carla Can­tone — serve una mobi­li­ta­zione più forte per­ché si sta impe­dendo ad una intera gene­ra­zione di andare in pen­sione chiu­dendo lo spa­zio per nuovi posti di lavoro, per­ché esi­stono ancora gli eso­dati e per­ché i gio­vani non hanno alcuna cer­tezza sul loro futuro previdenziale».
«L’inammissibilità del que­sito refe­ren­da­rio non vani­fica la neces­sità di rive­dere le regole del sistema pen­sio­ni­stico», ha soste­nuto il segre­ta­rio gene­rale della Cisl, Anna­ma­ria Fur­lan, chie­dendo al governo di aprire il con­fronto con le parti sociali sulla mate­ria.
«Era pre­ve­di­bile che la Con­sulta dichia­rasse inam­mis­si­bile il refe­ren­dum sulla legge For­nero ma ora la bat­ta­glia diventa sin­da­cale e poli­tica, per­ché quel prov­ve­di­mento va comun­que cam­biato», ha dichia­rato il segre­ta­rio gene­rale della Uil, Car­melo Bar­ba­gallo aggiun­gendo che la Uil avvierà con Cgil e Cisl una discus­sione sulle «ini­zia­tive per otte­nere le modi­fi­che pos­si­bili e neces­sa­rie a que­sto provvedimento».
La pro­po­sta di legge che potrebbe met­tere tutti d’accordo giace in par­la­mento da due anni. L’ha pre­sen­tata l’ex mini­stro Cesare Damiano e pro­pone di ren­dere fles­si­bile l’età di pen­sio­na­mento dai 62 anni con una pena­liz­za­zione del 2 per cento l’anno sull’assegno che si andrà a per­ce­pire. Da Monti in poi, nes­sun governo l’ha presa in con­si­de­ra­zione. Chissà che il momento non sia final­mente arrivato.
(Leggi)

Leggi altri articoli: Libero; il sussidiario; LeggiOggi 


Fornero: tutelare esodati e lavoro per under 65

Riforma pensioni 2015, nuove proposte Fornero: tutelare esodati e lavoro per under 65
L'ex ministro del Lavoro autrice della riforma previdenziale del 2011 commenta il no della consulta sul referendum.
"Capisco lo sconforto delle persone che speravano di poter cancellare la legge, ma ora quelle persone non le dobbiamo lasciarle sole, dobbiamo aiutarle a risolvere i problemi creati da quella riforma". Così l'ex ministro del lavoro, Elsa Fornero, ha commentato lo stop della Consulta al referendum contro la sua riforma pensioni proposto dalla Lega Nord guidata da Matteo Salvini. 

Pensioni 2015, parla la Fornero dopo il no della Consulta al referendum contro la sua riforma
"Le situazioni più difficili - ha detto - deve risolverle il Parlamento. Il problema - ha aggiunto la Fornero in un'intervista a Radio Montecarlo - non sia solo l'età del pensionamento, ma soprattutto il lavoro. Bisogna fare ogni sforzo - ha detto l'economista esperta di sistemi previdenziali, per chi ha perso il posto in età anziana. Governo e Parlamento - secondo l'ex ministro del Lavoro dell'esecutivo guidato dal premier Mario Monti - devono creare occupazione per tutti gli under 65 in buona salute".
L'ex ministro Fornero riconosce, e non è la prima volta che lo fa, i diversi errori commessi dal Governo Monti nella riforma pensioni del 2011, a partire dalla questione esodati. "E' vero, abbiamo fatto qualche errore, ma abbiamo risolto molti problemi", ha sottolineato l'economista riferendosi ai conti pubblici. "Se mi avessero messo al corrente del numero enorme dei possibili esodati - ha sottolineato Elsa Fornero - le cose sarebbero andate diversamente e comunque - rivendica l'ex ministro del Lavoro - ne ho direttamente salvaguardato circa 140.000". 

Riforma pensioni, partiti e sindacati chiedono al Governo Renzi modifiche alla legge Fornero
E non solo i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono adesso al Governo Renzi di procedere con rapidità sulla riforma pensioni con nuove forme di flessibilità in uscita per la pensione anticipata. A sollecitare interventi sia partiti di opposizione che di maggioranza oltre che la minoranza del Pd con in testa il presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati che ha rilanciato le proposte su Quota 100 e pensionamento anticipata a partire dai 62 anni anche per i lavoratori privati e non solo per gli impiegati pubblici che potranno usufruire del prepensionamento statali previsto dalla riforma Pa. "La legge Fornero sulle pensioni va modificata quanto prima", ha dichiarato la deputata del Nuovo centrodestra Barbara Saltamartini. "Il referendum - secondo la parlamentare Ncd - avrebbe potuto essere un valido strumento attraverso il quale consultare i cittadini su una materia che li riguarda da vicino. Adesso - ha aggiunto - non si perda questa occasione per sollecitare un intervento ormai ineludibile sulla legge, che non avevo votato in sede di approvazione durante il Governo Monti - ha sottolineato l'esponente del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano - comprendendone tutte le criticità nei confronti dei lavoratori, pensionati e anche delle giovani generazioni". "La bocciatura, da parte della Consulta, del referendum abrogativo della legge Fornero è un colpo mancino per la democrazia", ha commentato in una nota stampa la parlamentare di Forza Italia, Renata Polverini. I cittadini hanno diritto - ha aggiunto la vice presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati sollecitando modifiche alla legge Fornero - di decidere sul proprio futuro soprattutto - ha sottolineato la Polverini - se si parla di una legge che tanti danni ha fatto alle famiglie e al lavoro italiano".
(Leggi)
 

?

ANSA 
Prima pagina: Ansa.itLavoro: Bruxelles, esodati fra destinatari Fondo sociale Ue
Thyssen a pentastellati, POR Veneto 2014-2020 li nomina
19 gennaio
BRUXELLES - Gli esodati possono usufruire di misure nell'ambito del Fondo sociale europeo (FSE), non a caso il programma operativo della Regione Veneto per il periodo 2014-2020 li nomina esplicitamente. E' quanto spiega il commissario Ue al Lavoro e alle Politiche sociali, Marianne Thyssen, rispondendo ad un'interrogazione degli eurodeputati del M5S Marco Zanni, Laura Agea, Daniela Aiuto, Marco Valli, Tiziana Beghin. Gli eurodeputati hanno chiesto se risorse del Fondo sociale europeo (FSE) possano essere impiegate per "decine di migliaia di persone, rimaste senza lavoro e senza reddito e ancora lontane dalla soglia necessaria per ottenere l'assegno previdenziale pensionistico" scrivono gli eurodeputati del M5S.
Thyssen fa l'esempio della Regione Veneto, che li cita "nell'ambito della priorità di investimento per l'invecchiamento attivo e in buona salute, con azioni volte a ridurre il cosiddetto 'rischio-esodati' e a incoraggiare la partecipazione dei lavoratori più anziani alla formazione permanente". Le azioni del Veneto "comprendono iniziative di gestione del fattore età - riferisce il commissario Ue al Lavoro - e una 'staffetta intergenerazionale' per favorire il ricambio generazionale, nonché misure per valorizzare e trasferire le competenze e l'esperienza ai lavoratori più giovani". Il regolamento del Fondo sociale europeo (FSE) per il periodo 2014-2020, ricorda Thyssen, "include priorità di investimento per l'assistenza sociale e l'accesso alla formazione permanente", quindi "i cosiddetti 'esodati' possono beneficiare di azioni nell'ambito di tali priorità così come nell'ambito di altre priorità, indipendentemente dal fatto che siano esplicitamente menzionati nei programmi operativi".
(Leggi)

Esodati lodigiani in TV a Cremona


Ore 12, TV di Cremona, il comitato esodati di Lodi in TV
(Leggi)