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lunedì 15 giugno 2015

Prepensionamento e penalizzazioni: Boeri, non è uno scherzo

Pensioni precoci ed esodati, prepensionamento e penalizzazioni: Boeri, non è uno scherzoUltime pensioni precoci ed esodati: Boeri ripropone il contributivo, Damiano incalza il governo Renzi.
MASSIMO CALAMUNERI - Esperto di Lavoro
'La flessibilità nell'ambito del sistema contributivo èsostenibile e se si può garantire maggiore possibilità di scelta ai lavoratori perché non farlo?': sicuro e certo di aver tracciato la giusta via, il presidente INPS Tito Boeri è tornato a ribadire l'importanza di configurare l'adozione del sistema contributivo per tutti i lavoratori anche se solo su base volontaristica. La misura potrebbe dunque abbracciare più vertenze, in primis il caso pensioni lavoratori precoci, ma l'impressione è che il noto economista parli di questo tipo di manovra con eccessiva 'leggerezza': al centro di provvedimenti così delicati da un punto di vista sociale c'è la possibilità per migliaia e migliaia di lavoratori di avere davanti un futuro post lavoro sereno e dignitoso. Da questo punto di vista non sarebbe certo uno scherzo bilanciare delle uscite anticipate con la ricezione di assegni che in media saranno più bassi del 30% specie per un paese dove le pensioni minime non esistono più. Il prepensionamento andrebbe costruito su basi più solide e più orientate al socialesenza prevedere necessariamente delle penalizzazioni che 'finanzino' la manovra. Di capitoli di spesa non toccati o non considerati dal governo ce ne sono infatti tantissimi: lo stesso Boeri, a margine del proprio insediamento, annunciò che avrebbe lavorato per eliminare 'le enormi sperequazioni' presenti nel nostro sistema previdenziale, ma sino a questo momento ogni provvedimento ipotizzato prevede una forma di finanziamento indiretta da parte dei lavoratori stessi. E' tornato a parlare di previdenza ed esodati anche Cesare Damiano, sempre più certo di come il proprio ddl sia il migliore possibile.


Novità pensioni precoci ed esodati, basta al prepensionamento autofinanziato: Damiano pressa il premier Renzi, Boeri sponsorizza il contributivo

'Le pensioni di chi decidesse di anticipare la propria uscita dal lavoro devono essere più basse, altrimenti significherebbe trasferire il costo dell'operazione sullegenerazioni future' ha dichiarato la scorsa settimana il presidente Boeri a margine dell'ultima audizione tenuta in Commissione Lavoro. L'intento di non voler trasferire l'onere dei nuovi provvedimenti in tema di prepensionamento sulle spalle delle generazioni a venire appare condivisibile, d'altro canto però non è neanche pensabile che ogni manovra si possa basare su rinunce e sacrifici da doversi imporre a quelle presenti. Si perché il contributivo questo prevedrebbe, con conseguenze incalcolabili da un punto di vista sociale ma anche economico. Parlando di pensioni lavoratori precoci continuano a latitareproposte ad hoc, ecco che la possibilità di uscita dal lavoro a fronte dell'ok al sistema contributivo potrebbe divenire più di un'ipotesi: perché però ci chiediamo noi, i lavoratori precoci dovrebbero accettare di andare in pensione dopo più di 40 anni di lavoro a condizioni economiche poco vantaggiose?

E' tornato a parlare di previdenza anche il presidente della Commissione LavoroDamiano, che esulando dai soli lavoratori precoci ha tracciato la via del processo di riforma: 'Il tema della flessibilità del sistema pensionistico da noi sollevato sta diventando centrale nel dibattito politico. Abbiamo presentato anche un ddl che consentirebbe di andare in pensione a partire dai 62 anni d'età purchè si siano maturati 35 anni di contributi e si accetti una penalizzazione massima dell'8 %'. Un provvedimento che secondo Damiano guarda 'al futuro e che non pensa solo agli attuali over 60. L'idea è quella di non creare nuovi poveri e di favorire l'ingresso dei giovani nel lavoro attraverso lo sblocco del turnover'. Damiano ha recentemente interpellato Boeri anche sul caso esodati sentendosi rispondere che presto si arriverà alla settima salvaguardia con una platea di beneficiari che sarà 'la più ampia possibile'.

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Piano Poletti: esodati e opzione donna

Quota 100 e pensione anticipata, piano Poletti: esodati e opzione donna, governo al muro
News Quota 100 e pensione anticipata: esodati, opzione donna e piano Poletti, governo Renzi al muro.
Massimo Calamuneri - Esperto di Lavoro
'Dobbiamo trovare un equilibrio tra la maggiore flessibilità e la compatibilità di finanza pubblica. Non vogliamo scaricare altri pesi sulle future generazioni e non possiamo costruire altro debito': queste le dichiarazioni rilasciate dal Ministro del lavoro Giuliano Poletti a margine della conferenza indetta dalla Covip per presentare i dati annuali riguardanti la previdenza integrativa. Chiaro il messaggio di Poletti, che ormai da mesi tiene a ribadire come i cordoni della borsa italiana siano più che serrati. L'UE non autorizza stanziamenti ingenti e considerata anche la recente sentenza della Consulta i fondi da impiegare nel comparto previdenza sono limitatissimi. Bocciata la troppo onerosa Quota 100, la riforma della pensione anticipata deve abbracciare altre vie con una serie di misure che andranno cucite addosso ad ogni singola vertenza: sul versante esodati, Poletti ha assicurato che i criteri di accesso alla settima salvaguardia verranno ampliati per incrementare la platea di beneficiari. Un problema sociale gravissimo quello degli esodati che il governo Renzi si trascina dietro ormai da 5 anni. Discorso diverso per l'opzione donna, in merito alla quale le contraddizioni dell'esecutivo crescono di giorno in giorno. In un mare di provvedimenti da ratificare e di problemi da risolvere continua infine a destare sgomento l'atteggiamento di Tito Boeri, che pare aver accentrato un potere maggiore di quello destinato ad un ministro.
SEMENT

Ultime news Quota 100 e pensione anticipata, Poletti su esodati e opzione donna: Boeri leader della riforma, Renzi con le spalle al muro

Considerati gli ultimi sviluppi sul fronte previdenziale non si può non tornare a quanto dichiarato dal ministro Poletti ad inizio giugno: 'Il problema è che la norma con cui ci andiamo a rapportare è molto rigida e non lascia spazi di manovra adeguati. Lo schema di partenza non è flessibile e non dà la possibilità di potersi adeguare: per il resto l'intenzione di agire è chiara ed è stata palesata con grande fermezza anche dal presidente del Consiglio Renzi, dobbiamo solo capire come fare'. Come fosse cosa da poco ci verrebbe da dire (chiunque voglia rivedere l'intervento condotto da Poletti in Commissione Lavoro ad inizio giugno può rifarsi a questo link: https://www.facebook.com/YouDem.Tv/videos/10153293258950211/). Con una Quota 100 ormai tramontata ed una pensione anticipata comunque da riformare, resta il dubbio che il governo brancoli nel buio con pochissime certezze e una valanga di dubbi. Se a tutto questo si aggiunge l'atteggiamento di Boeri il quadro è chiaro. Gli esodati da una parte attendono qualcosa in più di una semplice salvaguardia ma il governo Renzi, in oltre 4 anni, non è stato in grado di produrre un intervento strutturale. Il problema dunque rimane con buona pace di centinaia di migliaia di lavoratori senza reddito né lavoro. Fa quasi sorridere infine l'atteggiamento del sottosegretario Baretta, che di concerto con il presidente Damiano va studiando manovre che peserebbero oltre 10 miliardi di euro quando per opzione donna basterebbe molto meno. Per non parlare dei lauti risparmi cui andrebbe incontro lo stato sul lungo periodo dicendo si all'istituto.

Una miopia clamorosa che non è sfuggita ai sindacati: 'Sta nascendo una campagna che desta sconcerto e preoccupazione. La Cgil - ha dichiarato il membro del sindacato di Camusso Vera Lamonica - ribadisce l'urgenza e la necessità di un confronto con il governo […] La riforma Fornero va cambiata, perché è iniqua, penalizza i giovani e le donne e irrigidisce oltre misura il mercato del lavoro […] Si tratta di porre riparo a una delle leggi più ingiuste e sbagliate che si ricordino, e ciò si può fare attraverso l'uso di una parte delle immense risorse da essa sottratte alla previdenza: 300 miliardi entro il 2060'. Renzi, quando comparirà la classica luce infondo al tunnel?
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sabato 13 giugno 2015

Instancabili anche a Lodi



Ora è il momento di restituire qualcosa ai pensionati. Lettera

Pensioni, Ora è il momento di restituire qualcosa ai pensionati. Lettera
Egregio Direttore, in questi giorni si parla tanto del ricalcolo delle pensioni dal retributivo al contributivo anche per quelle in essere. Allora io non capisco una cosa ,ma i diritti acquisiti vengono acquisiti in base ad una legge che vale per tutti i cittadini,oppure in base a leggi ad personam o a leggi ad categoriam?
 
Milioni di pensionati prendono il loro " SUSSIDIO" con il sistema retributivo, dopo che nel 1968 fu fatta la riforma delle pensioni, passando dal già esistente contributivo al retributivo, in quanto i pensionati con quel sistema erano alla fame.  Dopo tutte le controriforme pensionistiche di Dini, Sacconi  e compagnia bella ,dopo la catastrofica manovra economica della Fornero  ( di cui tanto si vanta),dettata dalla bce a scapito delle pensioni, dal 1/1/2015 si è passati nuovamente per i nuovi assunti al contributivo netto ,togliendo e negando di fatto la pensione ai futuri lavoratori, a meno che ,non si faranno una pensione integrativa( questo è il punto, tutto calcolato, le banche hanno bisogno di liquidità).

Ecco il miracolo, dopo 47 anni  è arrivato il terzo messia Bocconiano, il Prof. Boeri parente stretto di Monti e Fornero, che propone il ricalcolo anche per le pensioni in essere, pensioni con il sistema retributivo frutto di quella riforma del 68, di quella LEGGE. Allora io chiedo al grande economista di mettersi d'accordo con Renzi e con il governo prima di proporre qualcosa. Renzi ha dato 80 euro ai lavoratori ,affinchè diano una spinta all'economia( mossa vincente per vincere le elezioni), adesso Boeri con il suo terrorismo mediatico vuole togliere il 30% di pensione a persone che già prendono una pensione al limite della sopravvivenza e che proprio con quel 30% stanno facendo muovere l'economia, ci stanno persone che magari si stanno pagando un mutuo con quel 30%.
Perciò ci troviamo che Renzi con gli 80 euro  prova a smuovere l'economia ,mentre il Bocconiano con la sua proposta l'ha già di fatto bloccata, in quanto, nessuno dei pensionati in attesa di vedere come andranno a finire le cose, spenderà più un centesimo,  o per comprarsi una lavatrice o un elettrodomestico in generale. Sempre il Prof. sta  cercando di togliere alle pensioni più deboli( perchè qui si parla di pensioni di 1200/1500 euro) 300/400 euro al mese, portando famiglie intere  nella povertà più assoluta. Che ne pensa?

di Giuliano Colaci
La risposta del Direttore. Il presidente dell'Inps ha fornito delle cifre riguardanti i vari progetti di legge su cui si sta concentrando l'attenzione del Parlamento e del Governo. Ora spetta alla politica decidere come intervenire. A mio avviso si è fatta la scoperta dell'acqua calda. Il progetto sui pensionamenti flessibili di Damiano, pur prevedendo una penalità, comunque risulta essere vantaggioso per il pensionando e meno per lo Stato. Quello sulla quota 100 in sostanza è il ritorno alla pensione di anzianità. Il costo è di 10 miliardi, sono cifre alte ma non altissime considerando che quest'ultima somma è meno di quanto è stato speso per le sei salvaguardie e che la Rifoma del 2011 produce risparmi per centinaia di miliardi di euro. 
E' ovvio che il contributivo è il piu' sostenibile per lo Stato ma il prezzo da pagare sarebbe molto alto: andiamo su penalizzazioni intorno al 20-30 per cento dell'assegno (i giovani però prenderanno queste cifre dunque l'iniquità è insita nel sistema). La decisione alla fine è tutta politica e si riduce a comprendere se si vuole mettere qualche denaro nel cantiere previdenza o no considerando comunque che si tratta di un comparto che ha già dato molto in questi anni.  
Ultima modifica ilGiovedì, 11 Giugno 2015 18:04


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Appello della Rete dei Comitati degli Esodati

CI RIPROVIAMO !! e vediamo se ora ci sosterranno....
APPELLO DELLA RETE DEI COMITATI DEGLI ESODATI AI SEGRETARI DI CGIL, CISL E UIL.
INCONTRO DEL 15 GIUGNO TRA LE OO.SS. E IL MINISTRO POLETTI
La Rete dei Comitati degli Esodati è lieta di apprendere che il Ministro del Lavoro Poletti ha finalmente dato disponibilità ad incontrare le parti sociali il prossimo 15 giugno per discutere congiuntamente sul fondamentale tema della previdenza, questione gravemente e maldestramente manomessa dalla violenza della riforma-manovra Fornero.
Il Salva-Italia del 6 dicembre 2011 ha prodotto problematiche previdenziali varie, ognuna meritoria di correzione ma è inegabile che, tra tutte le ingiustizie, gli effetti più nefasti e drammatici si sono verificati con la questione "esodati", in quanto subiti da ex lavoratori e lavoratrici che al momento della riforma erano già espulsi dal mondo lavorativo e , pur prossimi alla pensione in un ragionevole lasso di tempo, ne hanno subito gli effetti retroattivi.
Nonostante dal 2012 ad oggi siano stati emanati sei provvedimenti di salvaguardia, impostati su numeri approssimativi e quindi non in grado di risolvere strutturalmente il problema, gli esclusi dal recupero del loro diritto alla pensione con le regole previgenti la riforma Fornero sono ancora almeno 49.500, come attesta ufficialmente il dato INPS certificato dal Ministero del Lavoro lo scorso ottobre in risposta all'Interrogazione Parlamentare n. 5-03439 dell'on. Gnecchi.
Pertanto gli "esodati non salvaguardati" esistono, sebbene certa parte della politica e della stampa tentino di confutare questa realtà, e il loro dramma perdura da oltre 41 mesi.
La Rete dei Comitati ha apprezzato ogni intervento finora compiuto dalle forze sindacali a favore della vicenda "esodati", come nel caso della manifestazione dello scorso autunno, quindi in occasione dell'incontro del 15 giugno si permette di chiedere che le forze sindacali si facciano promotrici di un forte e determinato appello al Ministro perché dia pieno sostegno al progetto della settima salvaguardia, che si sta predisponendo ora in Commissione Lavoro della Camera.
Il patto rotto dallo Stato con gli ancora almeno 49.500 "esodati non salvaguardati" deve essere ripristinato urgentemente, vista la loro condizione di cittadini privi sia di stipendio che di pensione.
In Commissione Lavoro della Camera sono state depositate due proposte di legge, rispettivamente da parte dell'On. Gnecchi e da parte della Lega, con le quali il consueto pretesto delle coperture non sussiste, trovando le risorse nei risparmi derivanti dalle precedenti sei salvaguardie e che in base alla L 128/2012 devono essere riversati nello specifico "fondo esodati", per essere poi impiegati esclusivamente per nuovi interventi a favore degli "esodati non salvaguardati". A bloccare il prosieguo dell'iter della settima salvaguardia è ad oggi il ritardo dell'INPS e del Ministero nel rendicontare tali risparmi.
In considerazione di fatti recenti come la sentenza della Consulta, di iniziative con evidenti scopi strumentali, come l'auto-indagine conoscitiva avviata dalla sottocommissione "esodati" del Senato, e di dichiarazioni sulla flessibilità in uscita anche dello stesso Presidente del Consiglio, i 49.500 "esodati non salvaguardati" rischiano ancor più di essere messi ai margini delle priorità o perfino vergognosamente dimenticati. Pertanto la Rete dei Comitati ribadisce che per costoro non è ammissibile soluzione che differisca dal ripristino del loro diritto ad andare in pensione con le regole previgenti la riforma Fornero, altrimenti verrebbe a crearsi una discriminazione violenta rispetto ai "colleghi" esodati finora salvaguardati.
Gli "esodati" hanno una loro specificità che non puo' essere confusa né con gli esodandi né con i lavaroratori diversamente penalizzati: gli "esodati" avevano sottoscritto un patto con lo Stato prima del varo della riforma, patto che lo Stato ha rotto e che deve essere ripristinato al fine di rispettare il principio della “garanzia della sicurezza sociale”, che è di carattere Costituzionale (art. 38), e il principio di “giustizia sociale”, come affermato nella sentenza della Corte Costituzionale n. 822/1988, nella quale si afferma che “…non possono effettuarsi riforme o conseguire risultati a danno di categorie di lavoratori in genere, ed in specie di quelli che sono prossimi alla pensione o sono già in pensione”.
La Rete dei Comitati chiede con determinazione a tutte le forze sindacali che la questione "esodati non ancora salvaguardati" venga trattata come una priorità nell'incontro del 15 giugno e che ci sia un forte sollecito alla politica per l'approvazione della settima salvaguardia prima della prossima legge di stabilità.
Nel ringraziarvi per la vostra attenzione e disponibilità nel farvi portavoce di questo dramma, porgiamo distinti saluti.

Roma 8 Giugno 2015
Per la Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Esonerati della P.A. e Licenziati senza tutele
Flore Francesco Tel.: 0784 203888 - 3389976878
Mail: retecomitatiesodati@tiscali.it

Pensioni lavoratori precoci e esodati: l’Inps fa chiarezza sulle proposte

Pensioni lavoratori precoci e esodati: l’Inps fa chiarezza, ultime notizie sulle proposte
Aciclico Magazine11 giugno 2015 13:21
La recente audizione del numero uno dell’Inps, Tito Boeri, dinanzi alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha permesso di fare chiarezza una volta per tutte sulla questione dei lavoratori precoci e su quella, non meno importante, degli esodati. Le argomentazioni di Boeri sono da prendere molto seriamente in quanto riflettono quella che è la posizione ufficiale dell’Inps in tema di precoci ed esodati.
L’aspetto che è subito balzato all’occhio delle dichiarazioni del presidente della Previdenza Sociale è l’assenza di qualsiasi specifico riferimento alla questione dei lavoratori precoci che sono stati citati solo per ricordare che l’Inps è favorevole ad una soluzione organica della questione. Soluzione organica significa essenzialmente che un caso specifico sui precoci non esiste e che essi andranno  rientrare nel discorso più ampio relativo alla pensione anticipata, questa si sul tavolo di governo e Inps. La Previdenza Sociale, quindi, è orientata a non creare situazioni di differenziazione ma a procedere in modo uniforme. Tutto questo significa semplicemente che per l’Inps la questione della quota 41 non è neppure sul tavolo delle ipotesi.
Boeri, quindi, anche se non ha aggiunto nulla di nuovo alla posizione dell’Inps in tema di pensioni dei lavoratori precoci ha in realtà affermato un concetto importante: i tecnici dell’Inps la pensano come il governo (a parte alcuni spezzoni che invece guardano alla quota 41) e soluzioni specifiche per i precoci sono quasi impensabili. La questione di chi ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni e ha anche un solo anno di contributi prima dei 19 anni (secondo la legislazione vigente) non troverà quindi alcuna soluzione che non sia inserita nel più ampio discorso sul pensionamento anticipato.
Per quanto concerne invece gli esodati, frutto degli errori presenti nella Riforma Fornero, Boeri ha dichiarato che l’Inps guarda con favore alla possibile introduzione di un sostegno per chi non ha ne pensione e ne lavoro e ha più di 55 anni. Un aiuto che dovrebbe comunque avere il via libera del governo per cercare di far uscire gli esodati dalla situazione assurda in cui sono stati posti dalla Legge Fornero. Insomma si parla ancora di salvaguardie, ammortizzamenti senza soluzioni organiche evidentemente per gli esodati non valgono.
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giovedì 11 giugno 2015

Grillo vs Damiano, priorità esodati, poi i tagli

Pensione anticipata 2015 e dl rimborsi: Grillo vs Damiano, priorità esodati, poi i tagli
News pensione anticipata 2015 e dl Renzi, Grillo vs Damiano: prima gli esodati poi il taglio degli assegni.
Massimo Calamuneri - Esperto di Lavoro
10 giugno 2015
Non accenna ad esaurirsi il clima di forte ostilità che si respira ormai da mesi lato pensioni e previdenza. Le novità più rilevanti si concentrano su un doppio binario, da una parte il decreto legge sui rimborsi prodotto dal governo Renzi che presto verrà convertito in legge, dall'altra la polemica che sta vedendo protagonisti indiretti Grillo del M5S e Damiano del PD, il cui programma di prepensionamenti flessibili è stato aspramente criticato dal leader dei pentastellati. Il progetto che seguirà il governo retto da Renzi ad oggi pare tracciato: prima si cercherà di risolvere il nodo esodati ancora in attesa della settima salvaguardia, dopo si lavorerà sulla pensione anticipata 2015 che si cercherà di rendere più flessibile e meno rigida. Le maggiore flessibilità passerà quasi certamente da una riduzione degli assegni, con buona pace di quanti avevano auspicato soluzioni alternative. A dare una spiegazione in termini economici è stato Reichlin, docente di economia politica alla Luiss.

Novità pensione anticipata 2015 e dl Renzi sui rimborsi: Grillo attacca Damiano sulla flessibilità in uscita, nodo esodati prioritario  
'Sul tema delle pensioni abbiamo apprezzato il fatto che Renzi abbia aperto sulla flessibilità, che affronteremo con una nostra proposta nella legge di Stabilità, ma vorremmo migliorare da subito il decreto sull'indicizzazione delle pensioni e riaprire il capitolo degli esodati': così ha parlato Cesare Damiano aprendo più fronti di discussione. Il decreto sull'indicizzazione delle pensioni, il cosiddetto dl Renzi sui rimborsi, verrà presto convertito in Legge, ma l'iter di conversione non si preannuncia per nulla semplice. Il punto chiave sta nei beneficiari dei rimborsi stanziati dal governo: 'pochi selezionati' stando al disegno dell'Esecutivo, laddove invece Grillo e altri membri dell'universo politico ritengono di fondamentale importanza rimborsare tutti gli italiani frodati dalla Legge Fornero. Proprio Grillo nelle ultime ore si è scagliato contro il programma di revisione della pensione anticipata 2015 portato avanti dal governo e da Damiano: 'I pensionati si preparino alla Legge di Stabilità di ottobre, perché nella pentola del Governo bolle più di una sorpresa. L'ultima è aumentare la flessibilità in uscita tagliando l'assegno pensionistico fino all'8% del suo valore. Considerando che le pensioni medie sono già molto basse, si tratta di un nuovo giro di vite contro una categoria stravolta dalla Legge Fornero' si legge sul blog del comico genovese. Secondo Grillo Renzi ricatta gli italiani intimandogli di accettare uscite anticipate in cambio di assegni più bassi. In caso contrario si resta nel circuito Fornero.
Al di là di scontri e posizioni politiche un importante chiarimento 'economico' sulla riforma della previdenza è arrivato dal professor Reichlin, intervistato da pensioni blog: 'Introdurre una certa flessibilità nel sistema pensionistico sull'uscita dal lavoro può essere una cosa giusta, ma va fatta tenendo ben presente due fattori: il primo è non determinare oneri nel lungo periodo e dunque che sia una cosa equa da un punto di vista attuariale, il secondo è che bisogna sapere che, mandando in pensione prima le persone, non si risolve il problema della disoccupazione giovanile'. 'Più che un problema di staffetta - ha proseguito il professore della Luiss - si pone un problema di un uso più flessibile della manodopera, occorre avere strumenti contrattuali adatti, ma se qualcuno vuole andare in pensione prima bisogna che perda un pezzetto della propria rendita'. A nostro avviso è proprio l'ultimo il passaggio chiave: per costruire un sistema più flessibile è indispensabile un meccanismo di compensazione per il quale se si aggiunge da una parte bisogna togliere dall'altra. Peccato che in questi meccanismi vitalizi e stipendi d'oro non vengano considerati.
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lunedì 8 giugno 2015

Carrescia (Pd): vasi comunicanti per ampliare la VI salvaguardia

Esodati, Carrescia (Pd) chiede l'attivazione dei vasi comunicanti per ampliare la sesta salvaguardia

Domenica, 07 Giugno 2015 13:30
Scritto da Federico Pica
Depositata un'interpellanza al Ministero del Lavoro, Giuliano Poletti, che chiede l'attivazione dei vasi comunicanti per salvaguardare i lavoratori destinatari della 104.

Si riaccendono le speranze per i lavoratori che nel 2011 hanno fruito dei permessi e dei congedi per assistere familiari disabili la cui domanda per la sesta salvaguardia non potrà essere accolta per via dell'esaurimento del plafond dei 1800 posti messo in palio dallalegge 147/2014 per questa categoria di lavoratori. L'Onorevole PierGiorgio Carrescia (Pd) ha depositato un'interrogazione a risposta scritta in Commissione Lavoro alla Camera al titolare del Dicastero del lavoro per chiedere l'attivazione dei vasi comunicanti, ovvero quello speciale meccanismo che consentirebbe di trasferire i risparmi prodotti dal sottoutilizzo delle altre salvaguardie per tutelare  i lavoratori in questione.
Infatti anche se l'Inps non ha ancora comunicato ufficialmente l'esaurimento del plafond loro destinato, appare ormai chiaro che solo una parte di coloro che hanno fatto domanda in questo profilo potranno effettivamente beneficiare del pre-pensionamento: si pensi che nell'ultimo report Inps del 5 Aprile le domande certificate per questo profilo sono state ben 3.908 a fronte di una capienza complessiva di 1800 posti. Il deficit sarebbe di oltre 2mila posti ai quali bisogna aggiungere però gli esclusi dalla IV salvaguardia (il cui plafond si è esaurito il 31.10.2012) che ammonterebbero ad almeno altre 2mila unità. Il totale complessivo dei lavoratori che rischiano di rimanere fuori dalla tutela, pertanto, sarebbe di almeno 4-5mila lavoratori.
Il testo dell'interpellanzaIl sottoscritto chiede di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:
esistono numerosi casi in cui le Commissioni istituite presso la direzione territoriale del lavoro hanno accolto le istanze di lavoratori che si trovano nelle «condizioni di cui alla lettera d) dell'articolo 2, comma 1, della legge n. 147 del 2014;
l'INPS, a cui sono state inviate le pratiche per verifica dei requisiti di propria competenza, hanno appellato il diritto dei richiedenti alla pensione di vecchiaia con salvaguardia legge n. 147 del 2014 con decorrenza finestra 1o aprile 2015, cosiddetta VI salvaguardia;
a tutt'oggi i richiedenti non stanno ancora godendo del trattamento di quiescenza, a quanto ne consta, per una mancata conclusione dei procedimenti amministrativi;
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell'economia e delle finanze non hanno ancora adottato il decreto interministeriale per il trasferimento delle necessarie risorse, nonostante esse siano disponibili, poiché l'Istituto nazionale di previdenza sociale non ha provveduto a comunicare ai Ministeri competenti la rendicontazione dei contingenti non solo relativi alla 6a salvaguardia ma addirittura anche a quelle precedenti;
è circostanza nota che i contingenti siano esauriti;
pertanto, allo stato, non è ravvisabile alcuna valida ragione perché i procedimenti de quo non siano già stati conclusi;
l'immotivato ritardo nella conclusione del procedimento può configurare una responsabilità risarcitoria da ritardo in capo agli enti pubblici interessati, atteso che, a seguito dell'articolo 2-bis della legge n. 241 del 1990, il fatto che l'amministrazione non adempia al dovere di concludere il procedimento entro un termine di 30 giorni (e, comunque, non superiore a 180 giorni) è «idoneo ad integrare oltre la responsabilità amministrativo-contabile per danno erariale in relazione al pagamento delle spese del ... giudizio, la responsabilità penale per il reato di cui all'articolo 328 del codice penale» (ex multis, Cassazione penale 2 aprile 2009 Sent. n. 14466); inoltre «quanto meno a partire dall'entrata in vigore della legge 18 giugno 2009 n. 69, soccorre la eventuale responsabilità risarcitoria per il danno da ritardo in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, per la quale vi è giurisdizione del G.A.» (TAR Puglia, Bari, II, n. 02100/2009);
qualora il procedimento non si concluda in tempi strettissimi molti richiedenti si troverebbero costretti a rientrare al lavoro, abbandonando il disabile che assistono e privandolo così dell'indispensabile assistenza; in altri casi che riguardano personale docente, i richiedenti si troverebbero a dover protrarre l'attività lavorativa di un altro anno scolastico;
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nel corso dell'audizione in Commissione lavoro il 3 giugno 2015 ha espresso la disponibilità ad attivare i cosiddetti «vasi comunicanti» (procedura che dovrebbe interessare in particolare i lavoratori che hanno fruito della legge n. 104 del 1992 il cui plafond loro riservato nella «VI Salvaguardia» si è esaurito prematuramente) –:
se il Ministro interpellato intenda intervenire presso l'INPS affinché i procedimenti in corso siano conclusi in tempi rapidi al fine di dare il dovuto riconoscimento di legge a chi assiste familiari disabili anche al fine di evitare costosi contenziosi con grave danno per la finanza pubblica ed entro quando intende comunque attivare i cosiddetti «vasi comunicanti»
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