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giovedì 10 marzo 2016

Aggiornamento del 9-3-16 su istanze dalla 7^ salvaguardia

AGGIORNAMENTO del 9.3.16 SULLA ISTRUTTORIA DELLE ISTANZE A VALERE SULLA 7' SALVAGUARDIA
Confermo che l'istruttoria delle istanze sta procedendo con tempistiche diversificate per sedi INPS e DTL. E' INDISPENSABILE che TUTTI gli interessati provvedano a puntuali (ed asfissianti direi !!) solleciti delle sedi di appartenenza qualora non vi abbiano provveduto.
Confermo la ipotesi che le certificazioni finali ( successive all'istruttoria delle sedi locali) non arriveranno da Ro...ma prima del mese di aprile (parole del Presidente dell'INPS Boeri !) e quindi ci si armi di pazienza anche se confermo che TUTTI i numeri previsti in legge per le varie platee sono ben capienti per tutti i beneficiari interessati che non devono aver timore di restare fuori dalla certificazione per tale motivazione.
Ribadisco l'appello affinchè chi ha decorrenza di pensione nei prossimi mesi inoltri almeno 30 giorni prima domanda di pensione all'INPS. Confermo inoltre che per chi ha inoltrato domanda di pensione nei mesi scorsi (anche con mesi di anticipo rispetto alla propria decorrenza) tale domanda (per legge e come chiaramente previsto nella circolare n.1/2016 dell'INPS) resterà in giacenza e NON DOVRA' ESSERE IN ALCUN MODO RESPINTA DALL'INPS se non nel momento in cui verrà esaminata e definita l'istanza di salvaguardia. Chi verifica comportamenti delle sedi INPS difformi a tale norma è gentilmente pregato di informarcene sollecitamente alla mail retecomitatiesodati@tiscali.it.

(dal post di F. Flore su FB)

Esodati; se ne parla a "Dalla vostra parte"

Questa sera si parlerà di Esodati alla trasmissione TV "Dalla Vostra Parte" condotta da Del Debbio su Rete 4 - ore 20:30
Sarà presente in studio anche Bruno Fuschi, esodato mobilitato.
Continua il pressing per l'OTTAVA SALVAGUARDIA che riguarda 24.000 esodati.

Incredibile Elsa Fornero: “Ho salvaguardato gli esodati”

Incredibile Elsa Fornero: “Ho salvaguardato gli esodati”
ArticoloTreElsa Fornero non rinnega niente. 
Da ministro del Welfare ha scritto una riforma delle pensioni che ha penalizzato, impoverito e lasciato senza uno stipendio a fine mese migliaia di persone.
Seduta al fianco dell'allora premier Mario Monti, ha pugnalato l'Italia. Eppure, a margine di un incontro su Genere e diversità a Nomisma, dice di aver "salvaguardato gli esodati""Il problema adesso lo possiamo chiamare in molti modi – insiste – ma se si allude a persone che non hanno un lavoro, allora si tratta di persone senza lavoro che non c'entrano più con la categoria degli esodati".
"Le cose cambiano perchè cambiano l'ambiente e le circostanze – spiega il ministro del Welfare – bisogna vedere se uno si trovasse nelle esatte circostanze di allora, con gli stessi vincoli, non so immaginare una situazione nella quale potessimo fare di più".
Secondo la Fornero, con il passare del tempo le situazioni cambiano: "L'urgenza finanziaria di allora non c'è più, non siamo in una situazione di crisi finanziaria, lo spread è molto più basso anche grazie a quella riforma".
Quindi, spiega che adesso si tratta di rivedere, "forse", qualcosa. Bisognerebbe, dice, "fare un censimento delle situazioni più difficili e magari cominciare a risolvere quelle". Allora, ribadisce tuttavia, "non c'erano le risorse, quella che ora si chiama flessibilità non era possibile. Bisognava dimostrare che la spesa scendeva che si faceva una riforma che non andava in vigore dopo vent'anni, ma subito".
Fortunatamente, la Fornero si limita a rivendicare il proprio lavoro. Non ha alcuna intenzione di tornare in politica. "Ho già dato – dice – sono tornata con grande soddisfazione al mio lavoro di docente che gli studenti mostrano di apprezzare".
Rimarrà, dunque, in cattedra all'università di Torino. "Credo che costruire cittadinanza, i cittadini di domani, perchè questo è il compito di un professore universitario, sia la cosa più difficile", conclude rilanciando agli studenti la capacità di "distinguere tra la cattiva politica e il tentativo sincero di analizzare i problemi".
(Leggi)

martedì 8 marzo 2016

Esposto-denuncia alla Corte dei Conti da tre comitati

Esposto-denuncia alla Corte dei Conti per mancanza di trasparenza e danno erariale

Comunicato dei Comitati Esodati
a cura di Claudio Ardizio, Pasquale De Pasquale, Giuseppe Scialla
7 marzo 2016
Oggi, 7 marzo 2016, abbiamo inviato alla Procura Generale e alla Procura Regionale del Lazio della Corte dei Conti un esposto-denuncia (1) per la mancata pubblicazione degli atti della Conferenza dei Servizi e per la mancata consegna degli atti richiesti dai comitati Esodati (2) (3) e per il tardivo diniego all'accesso al verbale dei suddetti atti da parte della dottoressa Concetta Ferrari della Direzione Generale Previdenza del Ministero del Lavoro e P.S. (9) (10)
Da oltre 6 mesi abbiamo richiesto la documentazione relativa alle salvaguardie e da più di 3 mesi gli atti della Conferenza dei Servizi (2) sia a MDL e a MEF , RGS che alla DG INPS per verificare i risparmi delle 6 salvaguardie e la veridicità degli importi inseriti in Legge di Stabilità 208/2015 art 1 sui commi da 263 a 272

Per la legge 241/1990, la mancata pubblicazione degli atti della conferenza dei servizi comporta l'illegittimità' degli atti successivamente assunti:
"Nessun atto comportante spesa ai sensi dei precedenti periodi può ricevere attuazione se non siano stati previamente resi noti gli atti della conferenza dei servizi da parte del Governo e comunicati al Parlamento" (legge 241 /1990).
Di conseguenza sono da rivedere gli importi dei risparmi afferiti al Fondo Esodati e poi usati in LdS Legge 208/2015.

Sempre secondo la legge, in caso di violazione, i ministeri sono tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l'ammontare delle somme illegittimamente trascritte.

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ESPOSTO-DENUNCIA
(consegnata con posta certificata)

Ecc. ma PROCURA DELLA CORTE DEI CONTI
alla Procura Generale e alla Procura Regionale del Lazio della Corte dei Conti
e cc Avvocatura dello Stato
e cc Ministro Giuliano Poletti , Dott. sa Concetta Ferrari e dirigenti MdL
dgprevidenza.div3@pec.lavoro.gov.it
e cc ministro Pier Carlo Padoan e dirigenti MEF 

presentato da  3 comitati esodati, in persona dei 3 coordinatori
CLAUDIO ARDIZIO, nato a Bellinzago Novarese (NO) il 09 settembre 1953
PASQUALE DE PASQUALE, nato a Serre (SA) il 26  giugno 1954
GIUSEPPE  SCIALLA, nato aPistoia (PT) il 05 luglio 1956
con sedi indicate in calce.
PREMESSO CHE
Da oltre 3 mesi dall'entrata in vigore della legge finanziaria 2016, legge 208/2015 il Ministero del Lavoro non ha risposto in modo positivo (9) (10) alle nostre ripetute richieste (2) (3), nè ha tutt'ora reso noto sul proprio sito web (4) alcuna indicazione sugli atti della Conferenza dei servizi tenutasi tra settembre e novembre 2015.
Sulla pagina web del Ministero del Lavoro http://www.lavoro.gov.it/PerSaperneDiPiu/LavoratoriSalvaguardati/Pages/default.aspx sono riportati dati inesatti sulla settima salvaguardia legge 208/2015 art 1 commi da 265 a 272. Vedi allegato (4)
SI OSSERVA IN DIRITTO
che la Legge, n. 241 /1990 (8), prevede e regola le Competenze delle amministrazioni pubbliche per attuare conferenze dei servizi - i cui atti sono pubblici.
che la Legge, n. 241 /1990 (8) prevede che ... Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici.
DENUNCIAMO CHE
Non vengono resi pubblici gli atti della conferenza dei servizi COME DA NOI RICHIESTI ed in particolare non sono note le ripartizioni dei 146.166 posti totali rideterminati delle prime 6 salvaguardie su ognuna delle sei. (5) (6)
Il totale dei 146.166 posti è ridondante in eccesso per oltre 25.000 posti e i relativi risparmi devono essere destinati al fondo esodati in base all'articolo 1, comma 235, quarto periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni.
In particolare la seconda salvaguardia non viene chiusa con la scusa che per art 1B della sesta salvaguardia che pone posti e costi dei cassaintegrati in CIG dei grandi gruppi con ACCORDI GOVERNATIVI sulla seconda salvaguardia; a oggi sono accolte istanze di 7.564 mobilitati su 20.000 posti disponibili (dato al 10.9.2015 reportistica INPS) (5), ma non si possono tenere di riserva 12.500 posti per lavoratori che devono essere in CIG dal 21 novembre 2014 per poi andare in mobilità al 31.12.2016 affermando di non conoscerne ancora la numerosità quando invece l'INPS paga a questi lavoratori la CIG.
Tale numero si può avere con certezza da INPS poiché il Dott Sapio - dirigente del MdL divisione VIII ha già ricevuto per 3 anni elenchi in formato Excel dalle Grandi Aziende, che ha inoltrato ogni anno a DG INPS (a Dott Luciano Busacca - ora capo segreteria di Boeri) per anno 2012, 2013, 2014 - dopo aver certificato che esiste un ACCORDO GOVERNATIVO per quella azienda - per erogare indennità di mobilità a quei 7.564 mobilitati (dato al 10.9.2015 reportistica INPS) - (5).
Sono quindi note le grandi aziende (meno di 20 = Eni, Telecom, Alenia Aermacchi, Ansaldo Breda ecc) che hanno codici contributivi INPS facilmente rintracciabili, che hanno ACCORDI GOVERNATIVI, che possono avere messo dei lavoratori in CIG entro il 21 novembre 2014, per poter metterli in mobilità entro il 31.12.2016 - a cui INPS eroga indennità di CIG dal 21 novembre 2014. ESSI SONO NOTI !!!!
Da nostre stime vi sono meno di 5.000 lavoratori in CIG e non 12.500 e quindi, lasciando di riserva 5.000 posti, restano 7.500 posti liberi.
E sulla seconda ci sono altri 4.000 posti LIBERI non utilizzati per le altre 3 tipologie - come ci sono 8.000 posti non utilizzati sulla sesta cioè quasi 20.000 posti LIBERI non utilizzati sulla 2^ e 6^; più circa 10.000 dalla terza; più altri posti dalle altre salvaguardie.
CONSIDERATO
Che sono rimasti fuori dalle salvaguardie circa 23.200 lavoratori, liberando le risorse che sono tenute bloccate, affinando il numero dei posti non coperti nelle prime 6, si potrebbe pensare di chiudere SUBITO il capitolo esodati con un intervento definitivo senza aspettare una conferenza di servizi a settembre 2016. Un intervento definitivo avrebbe dovuto essere già fatto con la conferenza di servizi 2015.
E CONSIDERATO
Che l'articolo 1, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (in Suppl. ordinario n. 285 alla Gazz. Uff., 28 dicembre, n. 300), "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (legge finanziaria 2008), recita ...in caso di violazione, l'amministratore ... sono tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l'ammontare eccedente la cifra conteggiata "Per la legge quindi sussiste un danno erariale quando gli atti non vengono utilizzati senza la preventiva pubblicazione sul sito dell'amministrazione. Dunque, qualsiasi uso i cui estremi non siano stati pubblicizzati è illegittima. In questi casi, il danno erariale è pari all'intero importo tenuto illecitamente di riserva, in quanto illegalmente conteggiati.
Tale previsione trova la sua ratio nella volontà del legislatore di rendere immediatamente accessibili alla cittadinanza come agli organi di controllo i dati relativi agli atti della conferenza dei servizi.
Il maggior danno erariale prodotto dall'interpretazione di riserva è di tutta evidenza.
Ogni altra interpretazione della norma (compresa quella 'governativa' che pretende di sostituirsi al Parlamento nel ruolo di interpretazione autentica della legge stessa) contrasterebbe altresì con la Costituzione italiana che pone a fondamento dell'organizzazione della pubblica amministrazione il suo buon andamento, nonché contrasterebbe con un intero corpus normativo amministrativo che si fonda sulla trasparenza dell'attività della P.A.
SI CHIEDE
Alla luce delle osservazioni qui formulate di accertare i fatti descritti in premessa, se i Ministri ed i dirigenti dei 2 Ministeri e di DG INPS si siano resi responsabili di danno erariale per non aver previamente pubblicato sul proprio sito web gli atti della conferenza dei servizi 2015 con i risparmi conteggiati con altre pubbliche amministrazioni statali e per averli usati in legge di stabilità 208/2015 in modo infedele al vero, sottraendo 1,5 miliardi per altri capitoli di spesa e tenendo inopportunamente di riserva 1,3 miliardi che TENTANO di derubare in futuro 25.000 posti per 1,3 miliardi come ALTRE economie dalle risorse destinate ESCUSIVAMENTE al fondo ESODATI comma 235 legge 218/2013 per ulteriori interventi di savaguardia.
Hanno già distolto 1,5miliardi - da restituire al fondo Esodati comma 235 legge 218/2013 (160 di euro per Giubileo, 209 milioni per opzione donna, 124 per sostegno al reddito, 76 no tax area, 400 milioni per ammortizzatori sociali e restituire 485 milioni derubricati come economie 2013 2014)

Tutto ciò premesso
SI CHIEDE ALL'AUTORITÀ CONTABILE IN INDIRIZZO
Di accertare:
1. Le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti, dei Ministri e dei Dirigenti che sono stati incaricati e coinvolti nel procedimento e se hanno prodotto danni erariali in legge di stabilità 208/2015.
2 Voglia l’Eccellentissima Corte altresì verificare, in tale ipotesi, in che modo i Ministeri abbia sottratto risorse al Fondo esodati comma 235 legge 218/2013, in quanto le somme destinate a ulteriori interventi di salvaguardia sono veramente cospicue e con esse si poteva già chiudere già nel 2015 DEFINITIVAMENTE la dolorosa vicenda degli esodati, nel dramma da oltre 4 anni.
3. Quali siano, in caso di accertamento per colpa e/o dolo anche in considerazione dei principi di efficienza, efficacia ed economicità costituzionalmente imposti, le misure ritenute più opportune nei confronti dei soggetti eventualmente responsabili del danno erariale cagionato oltre che dell’eventuale danno alle Persone, nonché verso i responsabili di tali violazioni alla Norme ed ai regolamenti dello Stato Italiano e delle Direttive Comunitarie in materia.
Inoltre
SI CHIEDE
A norma degli artt. 90 e 408 c.p.p. di essere sentiti di persona dal Procuratore procedente per fornire elementi di prova, precisazioni e riscontri, qualora Codesta Onorevole Procura lo ritenesse opportuno, nonché di essere informati dell’eventuale archiviazione della presente istanza.
Gli esponenti si riservano, inoltre, di impugnare e denunciare gli atti e i fatti suindicati, per eventuali profili amministrativi e penali, ai competenti Organi Giurisdizionali.

Con osservanza.         In fede

Roma, 7 marzo 2016.

CLAUDIO ARDIZIO
coordinatore nazionale COMITATO ESODATI E PRECOCI D’ITALIA claudio.ardizio@libero.it
residente in via Paolo Ardizio, 9 - 28043 Bellinzago Novarese (NO) - Carta d'identità AN 5607114
PASQUALE DE PASQUALE
coordinatore COMITATO NON SALVAGUARDATI e BLOCCATI de.pasqui@tin.it
residente in via Madrid, 13 -  43044 Collecchio - Carta d'identità AV 3926983
GIUSEPPE SCIALLA
COMITATO ESODATI MOBILITATI di Reggio Emilia g.scialla@hotmail.it
Residente in via Socini, 3 - 42122 Reggio Emilia - Carta d'identità AX 7337592

ALLEGATI
(1) Testo integrale dell'esposto-denuncia
(2) mail richieste dei comitati Esodati a MDL
(3) CRONOLOGIA POSTA CERTIFICATA MDL
(4)  pagina WEB MdL
(5) reportistica INPS al 10.09.2015
(6) tabella riassuntiva MdL
(7) Legge 208/2015
(8) Legge 7 agosto 1990 n. 241
(9) Lettera MdL prot. 36-0002976
(10) Email risposta a prot. 36-0002976

Estratto Legge 7 agosto 1990, n. 241
Art. 9 (Intervento nel procedimento)
1. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento.
Art. 10 (Diritti dei partecipanti al procedimento)
1. I soggetti di cui all’articolo 7 e quelli intervenuti ai sensi dell’articolo 9 hanno diritto:
a) di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dall’articolo 24;

b) di presentare memorie scritte e documenti, che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti.


lunedì 7 marzo 2016

Radio popolare: in 24 mila ancora nel limbo

LEGGE FORNERO
Lunedì 07 marzo 2016
E’ lo Stato che deve riparare ai suoi errori. Una storia che si trascina dal 22 dicembre 2011 quando a 200 mila persone arrivò un pessimo regalo di Natale: la legge Fornero che li avrebbe trasformati in esodati. Un neologismo entrato nel linguaggio comune e nella vita di migliaia di persone. L’esodato è chi ha interrotto il proprio rapporto di lavoro a causa di accordi di ristrutturazione aziendali o crisi aziendali, ma che non ha avuto diritto alla pensione per via dell’innalzamento dell’età pensionabile o della modifica dei requisiti per accedere alla pensione. Persone che non sono potute tornare al lavoro e non hanno potuto accedere alla pensione, nuovi disoccupati perlopiù over 50 diventati effetti collaterali della legge Fornero-Monti che ha cambiato il sistema pensionistico italiano.
In questi quattro anni ci sono stati sette provvedimenti del governo, chiamati salvaguardie, che hanno sanato la posizione di 172 mila persone. Oggi, secondo i dati forniti dall’Inps, ne restano fuori poco più di 24 mila, ancora bloccate nel limbo. Il presidente del consiglioMatteo Renzi aveva promesso una ottava salvaguardia nell’ultima legge di stabilità, che però non è arrivata. “E così ci ritroviamo per il quinto anno consecutivo senza lavoro e senza pensione” ci racconta Michele Sangiorgio, uno di questi 24 mila esodati che attendono che lo Stato ripari all’errore fatto. “Ancora oggi non so se verrò salvaguardato o meno, se potrò andare in pensione e quando”.
Michele fa parte di uno dei comitati di esodati nati per far valere le proprie ragioni. Lanciano un’accusa pesante al governo Renzi: “una parte dei soldi del fondo per gli esodati sono stati usati per fare altro, ad esempio il Giubileo”.
Michele Sangiorgio è stato ospite di Localmente Mosso insieme a Francesco Flore, uno dei portavoce nazionale degli esodati, e a Cesare Damiano, deputato PD e presidente della commissione lavoro della Camera. Per Damiano l’ottava salvaguardia si può fare, anche non sarà facile. “Tutto dipende dal governo”.
Leggi e ascolta il confronto a tre ai microfoni di Radio Popolare:



I quattro anni del comitato si Reggio Emilia

I quattro anni del comitato si Reggio Emilia
La scorsa settimana il ns Comitato Esodati Reggio Emilia, ha compiuto ben 4 anni !!!
La ns. Onlus "Associazione pro Esodati". . ha compiuti 2 anni..
Quindi possiamo ringraziare per primo il ns. Pres. Pietro Braglia, per la totale dedizione e l'impegno profuso per portare avanti questi 4 anni di lotte a favore di tutte le vittime causate dalla infame riforma Fornero e per sensibilizzare tutte le istituzioni in merito ai vari drammi ed ingiustizie subite dagli Esodati. 
Dopo di lui vanno ringraziati tutti gli altri componenti del Comitato che hanno sofferto... partecipato alle lotte e condiviso insieme ad altri il proprio dramma personale. .. aiutando in tal modo.. i piu deboli e fragili. ..a fare gruppo e trovare forza e qualche sostegno. .. concreto. ..
Comitato Esodati Reggio Emilia
Il primo per data di formazione e l'unico in Italia con un percorso quotidiano svolto nel sociale tra la sofferenza reale delle persone..
Il ns. impegno continua..
Ora occorre una 8° salvaguardia.
Grazie a tutti per essere arrivati fino ad oggi e buon proseguimento
Ricordatevi di noi col 5 per mille nella prossima dichiarazione dei redditi ..
Grazie

domenica 6 marzo 2016

La7 parla degli esodati piacentini

L'incontro degli esodati La7 parla degli esodati piacentini. Bergonzi (Pd) "Portavoce loro istanze"
04 marzo 2016
Gli esodati piacentini protagonisti di un servizio de "L'aria che tira", trasmissione condotta da Myrta Merlino su La7. Si tratta di un gruppo di una ventina di persone, rimaste escluse dalle ultime salvaguardie introdotte per aiutare chi, in seguito all'innalzamento dell'età pensionabile introdotta dalla riforma Fornero, non ha avuto accesso alla pensione. 
In segno di protesta contro questa condizione di limbo, il piccolo drappello nei giorni scorsi si è recato nella sede del Pd di Piacenza in via Roma con cartelli e striscioni di protesta, con l'intenzione di occupare i locali. 
"In realtà - spiega il parlamentare Pd Marco Bergonzi - io avevo fissato un appuntamento con il loro rappresentante Angelo Croci, dopo aver letto sul quotidiano locale le sue lamentele nei confronti del disinteresse dimostrato dai parlamentari nei confronti delle istanze degli esodati. In programma quindi c'era un appuntamento e non una manifestazione. Ho accompagnato tutti i partecipanti in un bar vicino alla sede del nostro partito e abbiamo parlato insieme. Si tratta purtroppo di lavoratori rimasti esclusi dalle salvaguardie introdotte: in attesa di capire se possano rientrare in un'ultima forma di tutela. Condizione condivisa da 24mila persone in tutta Italia. Ho loro assicurato che parlerò della loro situazione a una collega esperta in questo specifico settore, la parlamentare Pd Maria Luisa Gnecchi, membro della commissione lavoro. Quindi avrò modo di seguire da vicino la questione: capisco la esasperazione di queste persone, e essere loro vicino mi sembra il minimo".
(Leggi)

Cassano: Fondi Europei non utilizzabili per ottava salvaguardia

Esodati, Cassano: i Fondi Europei non possono essere utilizzati per una ottava salvaguardia
Venerdì, 04 Marzo 2016
Scritto da Bruno Franzoni
Lo ha detto il Sottosegretario al Welfare Massimo Cassano in risposta ad una interrogazione parlamentare sollevata dal Movimento Cinque Stelle alla Camera.
I denari del Fondo Sociale Europeo non possono essere utilizzati per tutelare i lavoratori esodati. Lo ha sottolineato ieri il Sottosegretario al welfare Massimo Cassano in risposta ad un interrogazione a risposta scritta in commissione Lavoro alla Camera presentata dai Cinque Stelle. La selezione degli interventi da finanziare mediante il Fondo sociale europeo - ha detto Cassano - viene effettuata dagli Stati membri dell'Unione europea sulla base dell'accordo di partenariato e dei programmi operativi convenuti con la Commissione europea. Tali Programmi prevedono – in coerenza con le finalità proprie delFondo sociale europeo – interventi di politica attiva del lavoro finalizzati all'inserimento, ovvero al reinserimento, di determinati soggetti nel mercato del lavoro. Nello specifico, il PON Iniziativa Occupazione giovani individua quale target di riferimento i giovani NEET di età compresa tra i 15 ed i 29 anni, mentre il PON Sistemi di politiche attive per l'occupazione ha come destinatari, tra l'altro, i disoccupati di lunga durata, i giovani fino ai 35 anni di età, le donne, gli immigrati.
Pertanto, - prosegue Cassano - tra i destinatari degli interventi di politica attiva previsti dai due Programmi operati nazionali non rientrano i cosiddetti esodati intendendosi per tali quei lavoratori che, prossimi al raggiungimento dei requisiti pensionistici, hanno lasciato il mondo del lavoro in forza di specifici accordi tra le Parti sociali che prevedevano l'accompagnamento alla pensione sulla base della normativa previgente la cosiddetta «Riforma Fornero». Tali soggetti infatti, per le loro peculiari caratteristiche, si prestano invece ad essere destinatari di interventi di politica passiva del lavoro che, com’è noto, mirano a contrastare la disoccupazione e i disagi ad essa connessi attraverso misure di supporto come il sostegno al reddito. Cassano ha sottolineato comunque come il Governo – sin dal suo insediamento – ha dimostrato particolare sensibilità alle problematiche degli esodati attraverso interventi di salvaguardia. Da ultimo, infatti, la legge di stabilità per il 2016 ha previsto un ulteriore intervento (il settimo) in favore di tali soggetti, garantendo l'accesso al trattamento previdenziale con i vecchi requisiti ad ulteriori 26.300 soggetti, sia individuando nuove categorie di soggetti beneficiari, sia incrementando i contingenti di categorie già oggetto di precedenti salvaguardie.
Con riferimento, invece, al problema dei lavori usuranti, sui quali alcuni deputati PD hanno chiesto al Ministero la possibilità di rivedere l'adeguamento all'aspettativa di vita dell'età di pensionamento degli addetti all'assistenza di base di anziani e disabili e la richiesta di qualificazione di tale attività lavorativa tra quelle cosiddette usuranti, Cassano ha segnalato che la legge di stabilità per il 2016 ha già previsto la destinazione di parte delle risorse finanziarie disponibili sul cosiddetto «fondo usuranti» ad altre finalità (esempio concorso alla copertura delle minori entrate derivante dalle misure di riduzione della pressione fiscale a favore dei pensionati). "Pertanto, ad oggi, le risorse finanziare disponibili sul citato fondo risultano sufficienti a garantire solo la programmazione dell'erogazione dei benefici in favore degli addetti alle lavorazioni usuranti attualmente individuate dalla normativa vigente". L'estensione della normativa di vantaggio ad ulteriori categorie di lavori dovrà, pertanto, recare una adeguata provvista finanziaria. Cassano, comunque, sottolinea la disponibilità dell'INPS e del Ministero del Lavoro per l'avvio di tavoli tecnici volti ad esaminare le problematiche connesse alla revisione dell'aspettativa di vita in funzione di una diversa qualificazione e individuazione dei lavori usuranti.
(Leggi)