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mercoledì 31 ottobre 2018

Il Governo non parla di SALVAGUARDIA per i 6.000 esodati

Riforma Pensioni 2019/ Quota 100, Castelli replica a Fornero. 
L’allarme di Fratoianni
La riforma delle pensioni 2019 con Quota 100 diventa terreno di scontro e di confronto anche nei talk televisivi. La preoccupazione di Nicola Fratoianni

31.10.2018
 - Lorenzo Torrisi
Lapresse
La riforma delle pensioni 2019 è uno dei temi che viene affrontato dai talk politici in queste settimane e ieri a diMartedì se n’è parlato anche con Elsa Fornero, che però è stata criticata da Laura Castelli. Il sottosegretario all’Economia ha infatti ricordato all’ex ministra che “se lei e il suo Governo non aveste scritto quella norma scellerata non saremmo qui a parlare di questo problema. Stiamo parlando di una norma che ha fatto ammalare gli italiani. L’Italia si è ammalata con le cure del suo Governo”. Quota 100, oltre che da Elsa Fornero, è stata criticata anche da Nicola Fratoianni, non però in televisione. Secondo il Segretario nazionale di Sinistra italiana, definisce “carognata vera” la possibilità che ci sia “la sterilizzazione di quota 100: cioè in pensione ci vai, ma rinunciando a 5 anni di contributi e vietando la possibilità di continuare a svolgere lavoro per cumulare ciò che perdi. Sarebbe l’ennesima presa per i fondelli per i lavoratori”. Fratoianni ha chiesto quindi al Governo di rendere quanto prima disponibile il testo definitivo della manovra. Quota 100 diventerà realtà con la riforma delle pensioni 2019, ma c’è già chi può andare in quiescenza persino con Quota 99 o Quota 98. Il Sole 24 Ore ricorda infatti che ci sono diverse casse previdenziali dei professionisti che hanno sistemi che consentono l’ingresso in pensione anticipata, con un sistema di quote. Per esempio, i commercialisti possono andarci a 61 anni con un’anzianità contributiva di 38 anni, mentre i consulenti del lavoro già a 60 anni, sempre con 38 anni di contributi. Inoltre, “commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro possono andare in pensione prima senza doversi cancellare dall’albo. E possono quindi continuare a lavorare, peraltro cumulando pensione e reddito senza alcun ‘tetto’”. Per i commercialisti esiste anche una sorta di Quota 40, con la possibilità quindi di accedere alle pensione, indipendentemente dall’età anagrafica, al raggiungimento di un’anzianità contributiva di almeno 40 anni. Gli avvocati, invece, possono andare in pensione a 61 anni, con 39 di contributi, ma devono poi cancellarsi dall’albo.
LE PAROLE DI RIZZETTO SUGLI ESODATIContinua la messa a punto, insieme alla manovra, della riforma delle pensioni 2019 con Quota 100. A parte l’interessamento promesso da Luigi Di Maio, non si sa invece nulla circa la nona salvaguardia per i circa 6.000 esodati rimasti esclusi dai precedenti otto provvedimenti che si sono succeduti dal 2012. Walter Rizzetto, in un post su Facebook, commenta il testo della risoluzione che la maggioranza vuol votare in commissione Lavoro della Camera. “Non si capisce nulla, già una risoluzione non impegna formalmente il Governo, ma dà una indicazione e questi nel dispositivo scrivono ‘a valutare…’ senza mai citare il termine ‘esodati’ e ‘salvaguardia’. Oltre un mese per partorire questa cosa stupendamente geniale. Peggio mi sento quando nel documento della legge di stabilità non c’è nulla su Quota 100 e Opzione donna”, scrive il deputato di Fratelli d’Italia, ricordando che per la nona salvaguardia ci vorrebbero circa 320 milioni di euro, “poca roba, se consideriamo i miliardi per altre misure ed il fatto che abbiamo (hanno) oggi votato un condono sugli abusi edilizi”. Oltre che con Quota 100, il Governo intende intervenire in ambito di riforma delle pensioni con un taglio degli assegni più alti. L’ipotesi più accreditata sembra quella di un contributo di solidarietà. “Quello che trapela in merito alla nuova versione del contributo di solidarietà, con la possibilità che possa essere addirittura applicato all’intero ammontare del reddito da pensione, anziché sulla quota eccedente i 90mila euro lordi annui, già di per sé grave, fa rabbrividire: saremmo di fronte a un vero e proprio esproprio o meglio ancora a uno scippo”, è il commento di Giorgio Ambrogioni, Presidente della Cida. che evidenzia come oltretutto tale contributo resterebbe in vigore per ben 5 anni, forse persino accompagnato “da un ulteriore blocco, totale o parziale, della rivalutazione delle pensioni all’inflazione, un altro meccanismo, iniquo e punitivo, di cui siamo stati ripetutamente vittime”. “Da parte nostra, metteremo in campo tutte le energie di cui disponiamo per opporci a tale tentativo vessatorio: ancora una volta, ci appelliamo al governo e alle forze politiche perché si avvii un confronto serio, capace di superare l’attuale inaccettabile situazione”, aggiunge il numero uno della Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità.
QUOTA 100, LE PAROLE DI ELSA FORNEROMentre con la Quota 100 il Governo promette di superare la riforma delle pensioni che porta il suo nome, Elsa Fornero prosegue nel tour delle presentazioni del suo libro “Chi ha paura delle riforme”. In un’intervista a ilbolive dell’Università di Padova ha spiegato che il costo dell’intervento che l’esecutivo intende varare dipenderà “dalla risposta che ci sarà, perché è ovvio che se c’è la possibilità di un pensionamento anticipato e però anche vero che nessuno è costretto a farlo, quindi ci saranno sicuramente delle persone che penseranno che possa valere la pena di lavorare qualche anno in più”. L’ex ministra del Lavoro sottolinea, rispetto all’idea che Quota 100 possa aiutare l’assunzione di giovani al posto degli anziani che andrebbero in pensione, che “è il mercato del lavoro che determina l’occupazione, e se questo funziona ha spazio sia per gli anziani che per i giovani, e anche per le donne. Anche se, stando a questo contratto di governo, mi pare che la logica sia soprattutto quella di spingere le donne a rientrare nelle loro case”. La riforma delle pensioni 2019 potrebbe portare a una differenziazione, tramite Quota 100, tra dipendenti pubblici e lavoratori del settore privato. Per evitare che ci siano molte uscite nel settore pubblico, infatti, pare che ci vorrà un preavviso di almeno tre mesi prima di poter presentare domanda: tempo che si aggiungerebbe a quello di attesa per raggiungere la finestra trimestrale di effettivo ingresso in quiescenza. La Funzione Pubblica Cgil chiede però al Governo di stanziare risorse nella manovra per il rinnovo dei contratti in diversi settori. “Insieme Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl abbiamo lanciato una petizione unitaria, undici proposte per una Pa migliore, sulla quale aspettiamo ancora la convocazione che il ministro della Pubblica amministrazione Bongiorno ha annunciato ma senza alcun seguito. Abbiamo proposte specifiche, che vanno dal rinnovo dei contratti al bisogno del varo di un piano straordinario di assunzioni, dal tema pensioni alle questioni relative alla valorizzazione del lavoro pubblico, sulle quali stiamo consultando i lavoratori. Su queste e su tutte le vertenze aperte è necessario che il confronto con governo e regioni arrivi in tempi celeri”, fa sapere la Fp Cgil.
RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DURIGONClaudio Durigon ci tiene a precisare che Quota 100, che sia direttamente nella Legge di bilancio oppure in un ddl collegato, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019. L’obiettivo fondamentale della riforma delle pensioni che il Governo intende attuare resta comunque quello di “rilanciare il mercato del lavoro, che è stato ‘ingessato’ dall’oggi al domani nel 2011 dalla legge Fornero”. Per quel che concerne le risorse necessarie all’intervento, il sottosegretario al Lavoro, intervistato da Labitalia, spiega che probabilmente ci sarà “una spesa minore nel primo anno, e le risorse ‘risparmiate’ verranno spese sempre su quota 100 negli anni successivi. Credo che abbiamo trovato un’armonia di azione che prevede anche negli altri anni una soluzione adeguata a quella che sarà una riforma strutturale”. Per quanto riguarda il pensionamento dei dipendenti pubblici, Durigon evidenzia che si sta “ragionando su un’esigenza importante che ci ha evidenziato il ministro Bongiorno, per evitare che alcuni uffici possano soffrire di carenze eccessive”. Questo vuol dire che, come si era ipotizzato nei giorni scorsi, “per poter andare in pensione con Quota 100 sarà necessario un preavviso di tre mesi” per quanto riguarda i lavoratori statali. Quanto alla richiesta di un incontro arrivata dai sindacati già da diverso tempo sul tavolo del ministro Di Maio, il sottosegretario garantisce che “una volta che la manovra prende corpo faremo tutti gli incontri specifici, in tutti i settori”, “io mi sono ripromesso che non solo sul settore delle pensioni ma su tutti i settori, anche la sicurezza sul lavoro, avremo un confronto: la volontà di parlare e dialogare c’è, ma in modo costruttivo e positivo”.

martedì 23 ottobre 2018

Ci sarà anche la nona salvaguardia?

Esodati: nona salvaguardia in Legge di Bilancio?
di Redazione PMI.It
scritto il 22 ottobre 2018


In vista del passaggio parlamentare della Legge di Bilancio i tecnici del Ministero ipotizzano una nona salvaguardia esodati: sul tavolo lo stop alle aspettative di vita per i precoci.

La Riforma pensioni che finirà in Legge di Stabilità potrebbe contenere una nuova salvaguardia esodati. Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha incontrato nei giorni scorsi le associazioni dei lavoratori esodati e ha poi comunicato di aver dato mandato ai tecnici di studiare una soluzione da inserire in manovra.

PrecociStesso discorso per i lavoratori precoci, che possono andare in pensione con 41 anni di contributi: per questi lavoratori dal 2019 scatteranno i cinque mesi di allungamento aspettative di vita e dopo l’incontro con i rappresentanti delle categorie interessate il ministro ha dato mandato ai tecnici per studiare soluzioni, che potrebbero anche comportare la sterilizzazione dello scalino. In questo caso, i lavoratori precoci potrebbe continuare ad andare in pensione con la quota 41 fino al 2021.
Nona salvaguardiaSi tratta, evidentemente, di ipotesi di lavoro in vista del passaggio parlamentare della manovra, che è stata approvata dal Governo lo scorso 15 ottobre (e di cui, al momento, non si conosce il testo, che in realtà era atteso in parlamento entro il 20 ottobre). Fra le misure di Riforma pensioni già inserite, la pensione anticipata con la quota 100 e la proroga dell’Opzione Donna. In generale, il Ministero è impegnato in questi giorni in una serie di incontri con tutte le categorie che sono state danneggiate dalla Riforma pensioni di fine 2011. Agli incontri partecipano, oltre al ministro Di Maio, le parlamentari della Commissione Lavoro della Camera. L’eventuale provvedimento di salvaguardia sarebbe il nono e dovrebbe essere conclusivo, ovvero coprire tutti i lavoratori che dopo la Riforma Fornero sono rimasti senza stipendio e senza pensione e che ancora non sono compresi in nessuno degli otto provvedimenti precedenti.

domenica 21 ottobre 2018

La nona salvaguardia nella legge di bilancio?

Il Governo apre alla nona salvaguardia pensionisticaSabato, 20 Ottobre 2018 13:34
Scritto da Franco Rossini

Il Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, ha dato mandato ai tecnici di individuare una soluzione per gli ultimi lavoratori esclusi da inserire nella Legge di bilancio per il 2019.
Il Governo apre alla nona salvaguardia pensionistica. Il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha ascoltato le istanze degli “esodati” dando mandato ai suoi tecnici di lavorare ad una soluzione da portare in Legge di Bilancio. Lo si legge in un comunicato stampa diffuso ieri dal Dicastero di Via Veneto. Dopo sette anni e ben otto provvedimenti, l'ultimo risalente a due anni fa, si potrebbe quindi concretizzare a breve un nuovo e definitivo intervento legislativo in favore degli ultimi lavoratori lasciati senza tutele previdenziali dalla legge Fornero. Secondo alcune stime sarebbero 6mila, soprattutto donne del settore privato, ma sul numero manca l'ufficialità.
Tre le richieste formulate nel corso dell'incontro che si è tenuto presso il Ministero del Lavoro il 18 Ottobre. Prima di tutto la certezza che si tratti di un intervento conclusivo. Pertanto le domande di chi rispetta le condizioni oggettive per l'ammissione in salvaguardia (vale a dire la cessazione del rapporto di lavoro prima dell'approvazione della Legge Fornero) dovrebbero essere sempre accolte a prescindere dalla data di pensionamento e ancorchè il numero delle istanze superasse il plafond di 6mila posti. Sul quale, si ripete, non c'è contezza.
In tal caso i Comitati chiedono che le istanze siano comunque accolte e tenute in stand-by, gestite negli anni successivi con decreti ministeriali MEF e MdL per finanziare i relativi costi. Un meccanismo simile a quanto avvenuto con l'articolo 12, co. 5 bis del decreto legge 78/2010 convertito con legge 122/2010 che, come noto, dispose la proroga del sostegno al reddito per i titolari di ammortizzatori sociali rimasti impigliati nelle nuove (all'epoca) finestre mobili attraverso decreti interministeriali annualmente rinnovati (l'ultimo è stato pubblicato ad inizio anno). L'eliminazione del vincolo temporale cancellerebbe anche il privilegio dei mobilitati che sino ad oggi hanno avuto accesso alla salvaguardia facendo leva sulla data di maturazione del diritto a pensione e non sulla sua decorrenza che, invece, è rimasta il parametro per l'ammissione per le altre categorie (es. cessati dal servizio, autorizzati ai volontari).
E' stata formulata anche la richiesta che si utilizzi per tutte le categorie il criterio della maturazione del requisito del diritto a pensione (non la decorrenza pensione, che terrebbe conto della finestra mobile) come parametro per scorrere la graduatoria fino a raggiungere i 6.000 posti in platea per i vari profili di tutela. Da segnalare, infine, altre due proposte: che si consenta il cumulo gratuito dei contributi ai fini del raggiungimento del requisito contributivo per la pensione di anzianita' (35/36 o 40 anni di contributi a seconda dei casi), circostanza che consentirebbe, ad esempio, di valorizzare anche la contribuzione presente nella gestione separata (altrimenti inutilizzabile), ed il blocco sia degli adeguamenti alla speranza di vita previsti dalla Legge Fornero sia degli incrementi di cui alla legge 111/2011 per le donne del settore privato, variabili incriminate di dilatare eccessivamente la data di pensionamento. Ora la parola spetta al Governo che dovrà decidere compatibilmente con le risorse disponibili.
(Leggi)

venerdì 19 ottobre 2018

Di Maio ha incontrato gli esodati

Notizie RadiocorNOTIZIE RADIOCOR - PRIMA PAGINA

LEGGE BILANCIO: DI MAIO AGLI ESODATI, LAVORO PER TROVARE SOLUZIONE

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 18 ott - Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, ha incontrato oggi le associazioni che rappresentano i lavoratori lasciati senza tutele dalla riforma Fornero
Di Maio, accompagnato dalle parlamentari della commissione Lavoro, Maria Assunta Matrisciano, Enrica Segneri, Barbara Guidolin e Jessica Costanzo, ha ascoltato le istanze degli esodati e "ha dato mandato ai suoi tecnici di lavorare ad una soluzione da portare in legge di bilancio".
Com-Dif
(RADIOCOR) 18-10-18 19:28:12 (0676) 3 NNNN

venerdì 12 ottobre 2018

Presidio confermato

A sostegno definizione nona salvaguardia


Piazza Montecitorio
giovedì 18 ottobre
dalle 9:30 alle 13



Una nutrita presenza potrebbe essere decisiva per le sorti di questa nona salvaguardia che, se non venisse inserita in Legge di Bilancio o approvata con altro decreto urgente del Ministro, difficilmente troverebbe le condizioni per essere riproposta in tempi successivi. La salvaguardia va decisa ora e per questo serve la massima partecipazione dei diretti interessati come di chi esodato lo è stato in passato. Ora è veramente indispensabile partecipare senza più delegare o pensare che “uno in più o in meno non cambia nulla”.

domenica 30 settembre 2018

Incrociato Di Maio

Abbiamo incontrato Di Maio Fuori dal Campidoglio Dove siamo andati dopo manifestazione a Montecitorio, ben riuscita , 300 presenti

Sentite il video alla fine del video per Nona salvaguardia 

Siamo invitati al ministero Da Di Maio Settimana prossima

Ci hanno preso nome e cellulare le segretarie 
1 per quota 41
1 per OD
1 per Esodati per Nona

Incrociamo le dita



APPELLO ESODATI A M5S

Dopo l’approvazione della Nota di aggiornamento del Def, si è parlato molto delle ipotesi di intervento di riforma delle pensioni che potrebbero entrare nella manovra con un deficit/Pil al 2,4%. Sembra che ci sarà Quota 100, forse Quota 41 e un blocco dell’aspettativa di vita, ma oltre al destino di Opzione donna non si sa cosa accadrà agli esodati ante-Fornero ancora in attesa di una salvaguardia. Per questo Elide Alboni, dal Comitato esodati licenziati e cessati, si rivolge ad alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedendo un rapido intervento. “Gent.mi Claudio Cominardi, Enrica Segneri, Nunzia Catalfo: voi per il ministro Di Maio dopo l'esultanza del Def, date risposte concrete a queste persone che dopo 7 anni non ne possono più di subire tanta ansia e iniqua diseguaglianza!”, sono le sue parole in un post sulla Facebook del Comitato.
(Leggi su Il Sussidiario)

mercoledì 22 agosto 2018

Al ribasso

Pensioni 2018/19, il punto ad oggi 21/8 su esodati, Quota 41/100 e opzione donna
Autore dell'articolo: Erica Venditti
21/8/2018Continua a far discutere la futura riforma delle pensioni anche oggi 21 agosto 2018, la legge di bilancio 2019 si avvicina ed in tanti inizino davvero a chiedersi quanto delle parole pronunciate in campagna elettorale e in piazza dai due leader del M5S e della Lega dopo la formazione del Governo, si tramuterà in fatti concreti per i pensionandi. Che da tempo sono in attesa, e molti per questa ragione hanno votato per il cambiamento, di una controriforma Fornero che permetta loro di uscire anticipatamente dal lavoro e dalla rigidità dell’attuale sistema previdenziale.

Le ultime considerazioni oggettive provengono dagli amministratori Elide Alboni, del Comitato Esodati licenziati e cessati, e da Orietta Armiliato, Comitato Opzione Donna social, a seguito di un lungo post fatto da Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni, e da loro condiviso ed approvato, in cui si evidenzia il detto ma il non fatto dall’attuale Governo. Il punto su esodati, pensione anticipata con quota 100, che a suo dire, dato i paletti sarà un flop, e la scomparsa della quota 41, e donne.
Riforma pensioni 2018, la sintesi su quanto fatto ad oggi dal Governo

Le parole di D’Achille: “Cari amici, dopo questa pausa che avrebbe voluto essere ferragostana ma che invece è diventata luttuosa per i noti fatti di Genova, torno a fare una breve considerazione su quello che è lo stato attuale delle cose e, basandomi su queste, una previsione su quelle future.
Nessuna novità da parte del ministero del lavoro, con Di Maio che in questi giorni si è sostituito al ministro delle infrastrutture, On. Toninelli.
Salvini tra una cena e una nave della nostra Marina militare da respingere, tra un selfie in chiesa durante i funerali delle vittime di Genova e un tweet su come non tutto andasse male essendo riuscito a respingere Aquarios, ha detto anche che quello di smontare la Fornero è un “sacro” impegno che ha preso e lo manterrà.
Nel frattempo sono state depositate due proposte di legge, una dai due capigruppo di movimento e lega, ed un’altra dalla Lega da sola: entrambe sono finalizzate non a migliorare la Fornero ma a diminuire l’importo delle pensioni già in essere,per poter così portare le pensioni più basse a 780€.
Peccato per loro che i pensionati quella pensione non l’hanno rubata, quale che sia l’importo, visto che fu calcolato a norma di legge vigente al momento.
Dal radar è scomparsa quota 41, forse e chissà quando, diverrà quota 42 e quindi con uno sconto risibile (tre soli mesi) per le donne, come al solito penalizzate oltre misura invece che premiate come erano con ape social.
la famosa quota cento è talmente cosparsa di paletti che, probabilmente, sarà un flop viste le penalizzazioni”

Pensioni 2018, per il welfare solo briciolePoi D’Achille procede nella sua lucida analisi aggiungendo dettagli relativi alla problematica delle risorse che sono ovviamente legate alla possibilità di fare eventuali riforma in campo pensionistico come in altri settori: “A queste considerazioni se ne può tranquillamente aggiungere un’altra: i fondi per qualunque provvedimento di modifica della Fornero dovranno essere non in quota Inps bensì, essendo welfare, a carico della fiscalità generale. Finora gli ultimi due governi hanno beneficiato del quantitative easing per l’acquisto dei titoli di stato da parte della BCE, con lo spread assestato stabilmente a 100 e quindi un costo per il rifinanziamento relativamente basso.

Con il prossimo anno la legge finanziaria dovrà tener conto che i titoli di Stato avranno un peggioramento di tale costo dovuto alla maggiorazione dello spread, causato dalla sfiducia dei mercati nei confronti del nostro Governo (questa non è una mia ipotesi ma un dato reale), quindi i miliardi a disposizione del bilancio diminuiranno non poco: dando per assodato che il costo di tutto l’apparato statale difficilmente sarà inferiore, anzi, visti i rinnovi contrattuali del pubblico impiego che erano congelati da nove anni, sarà sicuramente maggiore degli scorsi anni, se ne deduce che per il welfare resteranno poche briciole. Spero di essere pessimista, oggi, e che mi stia sbagliando. Ma motivi di essere ottimista, oggi proprio non ne vedo.”

A queste considerazioni hanno fatto eco quelle di Elide Alboni e Orietta Armiliato che vi riproponiamo, data l’importanza delle richieste a cui ambiscono le due amministratrici nei rispettivi comitati, la prima si batte da tempo per una nona e definitiva salvaguardia degli esodati rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardie, la seconda punta al riconoscimento del lavoro di cura per le donne, che troppo spesso per aiutare le proprie famiglie e sostituirsi ad un welfare poco presente hanno accumulato buchi contributivi e avendo carriere discontinue faticano ad accedere alla pensione.
Pensioni 2018: a che punto la nona salvaguardia ?

Alboni riproponendo il post di Mauro d’Achille scrive: “Sintesi tutta da leggere perché comprende totalmente la situazione previdenziale ed economica ad oggi 20 agosto . “Per quello che riguarda il nostro specifico tema della nona salvaguardia , sapete che tanto sta “cuocendo” per settembre ( i tanti incontri istituzionali tutti rassicuranti ma poi le decisioni messe in standby causa il protrarsi del decreto dignità, l’ approvazione del sindacato a non continuare con il leitmotiv di amalgamare la nona salvaguardia per gli esodati rimasti esclusi in legge di bilancio ma di perseguire un decreto ministeriale il prima possibile, ecc) ci vede già pronti a riprendere le note azioni di sensibilizzazione perché almeno questo grave vulnus abbia , (almeno lui, viste le risorse già presenti e solo accantonate ) una pronta definizione alla riapertura delle Camere “.
Quando l’incontro con i sindacati?

Così Orietta Armiliato: “Condivido l’ottima ed esaustiva sintesi elaborata dall’amico Mauro D’Achille amministratore del gruppo FB”Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni”, che fotografa perfettamente la situazione al momento; aggiungo solo che ad oggi non ci risulta che alcuna risposta sia pervenuta alle organizzazioni sindacali, a seguito della richiesta di incontro dagli stessi inviata lo scorso fine luglio al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.”

Al momento se si escludono le ultime frasi di Salvini in cui ribadisce l’intento di smontare la Fornero pezzo a pezzo, senza però che il Governo abbia ancora specificato chiaramente come, nulla di definitivo è stato detto sulla proroga dell’ opzione donna, misure promessa in campagna elettorale e che molte si aspettano di veder mantenuta, sulla quota 41 senza se e ma, a cui ambiscono precoci ed quarantunisti , sulla quota 100 , avrà i paletti come scritto ormai in ogni dove ed annunciati da Brambilla, esperto previdenziale della Lega, o resteranno ‘sulle piste da sci’ come detto da Salvini? Si arriverà prima della Ldb alla risoluzione del dramma degli esodati attraverso un decreto ministeriale ? Quel che è certo è che volente o nolente il Governo a breve sarà costretto a scoprire le proprie carte, la Ldb è effettivamente alle porte, solo allora Mauro D’Achille e tanti altri potranno comprendere se saranno stati eccessivamente pessimisti, ce lo auguriamo tutti, specie i pensionandi, o se ci avevano visto lungo.

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venerdì 10 agosto 2018

8^ salvaguardia: in arrivo le lettere INPS

Esodati, arrivano le certificazioni per il biennio 2020-2021Giovedì, 09 Agosto 2018
Scritto da Bruno Franzoni
L'Inps sta concludendo l'invio delle lettere di certificazione del diritto a pensione per i beneficiari dell'ottava salvaguardia nel profilo "mobilità".Si sblocca l'ultimo gruppo di certificazioni del diritto a pensione nell'ambito dell'ottava salvaguardia. Dopo una lunga attesa molti lavoratori stanno ricevendo dalla fine di luglio la comunicazione da parte dell'Inps in cui viene loro certificata la possibilità di fruire del beneficio del mantenimento delle regole di pensionamento ante-fornero.
Si tratta prevalentemente di lavoratori che hanno fruito dello scivolo della mobilità dopo la cessazione del rapporto di lavoro e che con le vecchie regole avrebbero maturato la decorrenza della pensione nel biennio 2020-2021. La loro data di uscita era, infatti, influenzata dal prossimo adeguamento alla speranza di vita Istat che scatterà il prossimo 1° gennaio 2019 (pari a cinque mesi) e, pertanto, la certificazione non è stata inviata subito. Nella lettera, come di consueto, l'Inps indica anche la prima data di decorrenza utile e formula l'invito a presentare la domanda di pensione entro il mese antecedente la data di decorrenza.

Lavoratori in mobilitàCome si ricorderà l'articolo 1, co. 212 e ss della legge 232/2016, istitutiva dell'ottava salvaguardia pensionistica, ha indicato che per i lavoratori in mobilità il termine per maturare il diritto a pensione, con le vecchie regole pensionistiche risulta pari a 36 mesi dopo la scadenza dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile. Per accedere alla tutela il rapporto di lavoro deve essere cessato entro il 31 dicembre 2014 a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 2011. Nel caso dei lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale l'accordo entro il 2011 non è necessario ma il lavoratore deve esibire la documentazione attestante la data di avvio della procedura concorsuale. A tutti gli interessati è stata concessa la possibilità di maturare il diritto a pensione anche attraverso il versamento dei contributi volontari ma solo con riferimento ai 36 mesi successivi al termine della fruizione dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile. La domanda di salvaguardia doveva essere presentata, a pena di decadenza, entro lo scorso 2 marzo 2017.
Rapporti con l'ape socialeAppare utile ricordare che se è stata fatta domanda di Ape sociale (spesso i lavoratori in mobilità soddisfano i requisiti per l'ammissione anche a questo trattamento) e l'Inps ha accertato la sussistenza dei relativi requisiti il lavoratore dovrà scegliere per quale trattamento optare. La questione interessa quei soggetti che sono risultati beneficiari sia della salvaguardia pensionistica sia dell'ape sociale e avrebbero voluto teoricamente optare per l'ape sociale ove la decorrenza della pensione in regime di salvaguardia pensionistica fosse risultata successiva alla prima decorrenza dell'ape sociale. L'Istituto ha precisato con il messaggio numero 1481/2018 che non è possibile cumulare i due strumenti ma occorre operare una scelta.
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