Comunicato del 4 Febbraio
04/02/2012Pensioni: CGIL, il Senato deve intervenire per cambiare le norme Migliaia i lavoratori che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione. La CGIL rilancia l’allarme: ecco un primo elenco delle aziende coinvolte
“Si deve trovare subito una soluzione per tutti i lavoratori in mobilità, per tutti gli esodi, per tutti gli accordi individuali e collettivi, insomma per tutti quei lavoratori che per diversi motivi rischiano di rimanere senza lavoro, quindi senza stipendio, ma anche senza pensione”. L’allarme viene lanciato da Vera Lamonica, Segretaria confederale della CGIL con delega ai problemi previdenziali e del welfare.Secondo la CGIL, non è dato sapere quanti siano effettivamente i lavoratori coinvolti perché le fattispecie interessate sono tantissime (accordi collettivi, accordi individuali, piccole e piccolissime aziende, uscite senza ammortizzatori, ecc.). “Comunque si tratta di un numero molto superiore a quello che il Governo lascia intendere e di quel bacino coperto dalle risorse stanziate finora – spiega Lamonica – ma in questo momento è sicuro che vengono rimessi in discussione anche accordi di aziende grandi e importanti, o perché sono stati sottoscritti nel lasso di tempo tra il 4 e il 31 dicembre 2011, o perché prevedono la risoluzione effettiva del rapporto di lavoro successivamente al dicembre 2011”.
La drammaticità della situazione per migliaia di lavoratori e lavoratrici è resa evidente dai primi elenchi parziali delle aziende interessate.
Per il settore metalmeccanico, Agile/Eutelia (386 esuberi), Alenia (747), Fiat Irisbus (653), FIAT Termini Imerese (640), Fincantieri (1240), Selex Elsag (230), Wirpool (495). Per il settore edile: Rdb (137), Unical (50). Per il farmaceutico, Sanofi (460), Sigma Tau (569). Nel settore dei servizi: Poste italiane (2000), Defendini (400), Telepost (125). Per il trasporto aereo: Alitalia/Meridiana e altre (5000, 4 anni di CIG più 3 di mobilità dal 2008). Poi ci sono tante altre procedure ancora aperte, tanto per citarne una, l’Alcoa con 1000 lavoratori coinvolti.
“Ma tutti questi casi – spiega Vera Lamonica – sono purtroppo solo la punta di un iceberg molto consistente. Si tratta di un drammatico limbo, di migliaia di storie individuali di persone a cui non si dà ancora nessuna risposta certa”.
“Abbiamo conquistato il risultato che la Camera riaprisse la discussione – dice ancora Lamonica – ma le modifiche apportate non sono sufficienti. Bisogna garantire a tutte le fattispecie interessate la data del 31 dicembre. Bisogna aumentare le risorse previste, non bisogna fare riferimento alla data effettiva di risoluzione del rapporto di lavoro, bensì a quella di sottoscrizione degli accordi”.
“Come è evidente – conclude la dirigente della Cgil – i guasti provocati al mercato del lavoro da una riforma violenta quanto immotivata, sono molto pesanti e vanno immediatamente affrontati e risolti. E ora il Senato può farlo”.
sono un esodato poste al quale mancavano pochi mesi a raggiungere il requisito alla pensione , pensavo di non essere toccato e per questo che ho accettato l'esodo , poiche' da quel che mi ricordo io in nessuna riforma che si e' fatta sono stati toccati quelli in procinto di andare in pensione , ma questa non e' una riforma e' una strage sociale...scusate ribadisco l'ultimo giorno di lavoro e' stato il 31/12/2011 e quella parola antecedente non mi fa dormire di notte ...
RispondiEliminaHo letto la lodevole proposta CGIL "di garantire a tutte le fattispecie interessate la data del 31 dicembre. Non bisogna fare riferimento alla data di effettiva risoluzione del rapporto di lavoro,bensì a quello di sottoscrizione degli accordi".
RispondiEliminaSi tratta della rivendicazione di cui si parla molto negli ultimi giorni.
Vorrei però sottolineare che tale proposta dovrebbe essere inserita nell'ampliamento dei 24 mesi e delle risorse.
Potrebbe infatti accadere che gli stessi esodati che si salverebbero con il riferimento alla data dell'accordo restino poi esclusi in quanto non rientrebbero nei 24 mesi.
Per salvare tutti la proposta potrebbe essere più semplice e diretta, senza "bizantinismi" direbbe Fornero, ma mi rendo conto che proprio la mancanza di risorse impedisce di "non lasciare fuori alcuno senza stipendio e senza pensione".
Caro collega esodato e futuro clochard, gli esodati vanno salvati tutti senza se e senza ma!!!!!!!!!! Le coperture finanziarie sono facilmente reperibili: eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti; revoca all'acquisto dei caccia bombardieri; ritiro di tutti i militari in giro per il mondo per inutili missioni. Così si salverebbe l'Italia e, soprattutto gli Italiani che hanno fatto l'Italia produttiva con onestà e che non si meritano certo l'incubo in cui la grigia piemontese ci ha precipitato.
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