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venerdì 3 ottobre 2014

Sacconi: indagine conoscitiva sugli esclusi

Esodati, Sacconi: Indagine conoscitiva su chi è rimasto escluso

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"Opportuna che la Commissione Lavoro avvii l'indagine conoscitiva sugli esodati rimasti esclusi dalle tutele". Possibile ulteriori limature per "casi residui di persone private del posto di lavoro in forza di accordi di incentivazione all'esodo stipulati prima della riforma pensionistica".
"Sarà assai opportuna quella indagine relativa ai casi meritevoli di salvaguardia che l'ordine del giorno approvato in Commissione Lavoro, a firma del senatore Ichino, affida alla Commissione lavoro". E' quanto ha precisato l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (Ncd) ieri a margine dell'approvazione del testo relativo al sesto provvedimento di salvaguardia rispetto agli attuali requisiti previdenziali.
L'ordine del giorno approvato dichiara infatti sostanzialmente chiuso il capitolo relativo alle salvaguardie e chiede al governo di impegnarsi per individuare soluzioni alternative, come forme di active ageing e di flessibilizzazione dell'età pensionabile, per la gestione degli ultracinquantenni che abbiano perso il posto di lavoro. Ma il documento apre ai "casi residui di persone private del posto di lavoro in forza di accordi di incentivazione all'esodo stipulati prima della riforma pensionistica, che all'esito di una approfondita indagine della Commissione Lavoro risultino meritevoli di salvaguardia". Sacconi ricorda infatti che è possibile che siano rimasti fuori dalle tutele alcuni lavoratori esodati in gran parte da aziende "riconducibili all'area dei vecchi monopolisti pubblici, che hanno realizzato le loro ristrutturazioni caricando sul bilancio dello Stato le rispettive insufficienze".
Sacconi apre inoltre ad una revisione della Riforma Fornero per smussare i punti più critici: "occorrerà inoltre esaminare la rigidità del sistema previdenziale, individuando modalità più duttili anche per il recupero del periodo di laurea ed esaminando in profondità, quanto alla flessibilità per età, i meccanismi di penalizzazione in passato ipotizzati dal Governo" ha indicato l'ex ministro del Lavoro.
Nell'Odg approvato si sottolinea comunque come il lavoro svolto dal Parlamento in questi due anni abbia sostanzialmente offerto una scialuppa di salvataggio a tutti coloro che, "avendo perso involontariamente l'occupazione nel periodo immediatamente precedente o immediatamente successivo alla riforma stessa, si attendevano il pensionamento entro il quadriennio successivo (2012-2015), nonché tutti i lavoratori in carico da prima della riforma a "fondi di solidarietà" istituiti in funzione della soluzione di crisi occupazionali aziendali o di settore".
"Con gli stessi provvedimenti di salvaguardia - si legge nell'odg - è stata inoltre assicurata l'applicazione della disciplina previgente del pensionamento per coloro che fossero stati autorizzati alla prosecuzione volontaria prima della riforma, in attesa di maturare i requisiti per il pensionamento entro il quadriennio successivo (2012-2015)".
 

Quota 96 ed esodati

Quota 96: pensione nel 2015? Ma in Parlamento gli esodati ottengono la sesta salvaguardia
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Due pesi due misure. Scatta la protesta dei Quota 96 che dovranno aspettare almeno fino al 2015 per ottenere la pensione
Non accenna a placarsi la polemica sullo stato dei cosiddetti lavoratori disagiati: l'ultimo capitolo riguarda l'evidente dicotomia tra il trattamento riservato agli esodati e quello che stanno avendo i quota 96. Purtroppo le notizie per quest'ultimi sembrano poco positive su diversi fronti. Il primo è quello della manifestazione organizzata nella giornata di ieri davanti al Miur, per sensibilizzare il Governo Renzi e in particolare il Ministro dell'Istruzione verso la grave ingiustizia subita dai cosiddetti "esodati della scuola".
Come ha sottolineato un esponente dei Cobas scuola presente durante il presidio: "il Miur non ha alcuna intenzione di incontrarci, senza una pressione diretta e precisa della politica. L'inps scarica sui ritardi del Miur la comunicazione del pensionamento [...] tutte le risorse sono dedicate a <<la buona scuola>> e solo se Renzi lo concederà forse potremo andare in pensione nel 2015, se i soldi basteranno".
Genova: due insegnanti Quota 96 si incatenano al Provveditorato della Liguria
Stante la situazione, continuano le iniziative di protesta dei Quota 96. A Genova due insegnanti hanno scelto di mettere in atto una protesta eclatante, tanto che si incateneranno davanti al Provveditorato della Regione Liguria. Si tratta di due docenti ultrasessantenni dichiaratisi "vittime di una discriminazione rispetto ad altri lavoratori, riguardo al diritto di andare in pensione". D'altra parte, è anche ai quota 96 che ha fatto riferimento il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, quando ha cheisto al Governo Renzi di trovare al più presto una soluzione per tutti i lavoratori disagiati; una sanatoria che possa essere inserita già nella prossima legge di stabilità 2015. 
In Senato via libera alla sesta salvaguardia dei lavoratori esodati. I quota 96 dovranno aspettare il 2015?
Nel frattempo sul fronte legislativo, e più in particolare al Senato della Repubblica, è scattato il via libera alla sesta salvaguardia dei lavoratori esodati, mirante a risolvere la situazione di quei lavoratori che sono rimasti senza redditi da lavoro e che al contempo non hanno maturato i requisiti necessari per accedere alla pensione secondo la legge Fornero. Il Governo Renzi aveva indicato più volte come la scelta di destinare le poche risorse disponibili dovesse avere come priorità quello che considera come l'anello più debole della catena, ma d'altra parte così facendo si commette l'ingiustizia di ignorare la situazione dei docenti e dei lavoratori ATA che avevano già maturato il diritto di accedere all'Inps e che sono rimasti incastrati sul lavoro a causa di una pura svista nella riforma previdenziale. Purtroppo le ultime parole al riguardo restano quelle pronunciate dal Presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia: "la vertenza troverà soluzione entro settembre 2015". Parole che per i quota 96 potrebbero significare come minimo un altro anno di lavoro, prima di poter vedere l'agognato assegno pensionistico. E voi cosa pensate al riguardo? La legge di stabilità 2015 offrirà la sanatoria tanto attesa o rappresenterà l'ennesimo rimando a data da destinarsi?
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... e si parla di un nuovo presidio


Ci scrive Michele per rilanciare un appello...
APPELLO A TUTTI GLI ESODATI "NON SALVAGUARDATI"!!!
Naturalmente esteso anche ai già pensionati e salvaguardati
 Dopo aver chiesto gentilmente un incontro al MEF entro il 7-8-9 ottobre  per chiedere una settima salvaguardia definitiva  e l'eliminazione di vincoli legislativi che bloccano nelle precedenti 6 salvaguardie centinaia di esodati, non avendo avuta fino ad oggi nessuna risposta di disponibilità per un incontro, non ci resta che indire un presidio per il 14, 15, o 16 ottobre davanti al MEF affinché ci sia data udienza (martedì 14 è preferibile per anticipare il Governo che presenta la legge di stabilità il 16 ottobre  o la settimana successiva).
Qualora, nel frattempo, ci venisse proposto un incontro con una nostra delegazione anche in una data diversa da quella del presidio, il presidio stesso potrebbe essere spostato di data davanti al MEF e poi dopo davanti al Ministero del Lavoro o a Montecitorio.
Con questa lettera vi chiediamo di darci risposta entro lunedi 6 ottobre della vostra disponibilità a partecipare al presidio del 14, 15 o 16 ottobre se necessario, comunicandoci la data migliore per voi  a  de.pasqui@tin.it  mgpasg@gmail.com  PATTIFALC@libero.it  claudio.ardizio@libero.it  per chiedere i permessi alla Questura e organizzare Pullman
Per la nostra organizzazione degli spostamenti (pullman, treni , ecc ) sono necessari n° cellulare, e-mail e luogo di partenza di ogni partecipante.
Cari saluti, 
per i Comitati Esodati NON SALVAGUARDATI o BLOCCATI DA VINCOLI LEGISLATIVI o da INCLUDERE

Patrizia Falcone                      oltre la sesta 
Pasquale de Pasquale             bloccato da paletto

giovedì 2 ottobre 2014

Cgil: bene salvaguardia, ora soluzione per tutti

 Esodati: Cgil, bene salvaguardia, ora soluzione per tutti
Il sindacato commenta il via libera definito al ddl esodati: "Sono oltre 170mila i lavoratori e le lavoratrici che, con la loro mobilitazione, sono riusciti ad affermare il loro diritto alla pensione. Ma la partita non è finita"
“Salutiamo positivamente il via libera definitivo al ddl esodati, che prevede l'estensione della salvaguardia ad altre 32mila persone. Sono oltre 170mila i lavoratori e le lavoratrici che, con la loro mobilitazione, sono riusciti ad affermare il loro diritto alla pensione, ma la partita non è finita". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, commenta l'approvazione definitiva del disegno di legge sugli esodati da parte della Commissione Lavoro del Senato, riunita in sede deliberante.
“Il risultato ottenuto oggi in Parlamento non pone infatti la parola fine a questo triste capitolo: è necessario individuare con certezza coloro che sono rimasti tagliati fuori dalla salvaguardia a causa dei paletti e dei limiti previsti nei diversi decreti, e trovare una soluzione per tutti", continua Lamonica. "Rimuovendo questi vincoli si potrà superare l'assurda situazione per cui, a fronte di migliaia di persone ancora nel limbo, su alcuni dei precedenti decreti la spesa effettiva risulta inferiore a quella prevista".
"È arrivato il momento di superare definitivamente questa vicenda. Anche perchè sul fronte della previdenza - sostiene la dirigente sindacale - è necessario riaccendere i riflettori. Le pensioni devono tornare nell'agenda del governo: è doveroso correggere profondamente la legge Fornero, cominciando dall'introduzione della flessibilità in uscita e senza penalizzazioni". Una strada, questa, che per Lamonica "può dare risposte al problema sempre più drammatico dell'occupazione dei giovani, in un mondo del lavoro che ne lascia a casa il 44,2%". "Anche per questi motivi - conclude - la Cgil sarà in Piazza San Giovanni il prossimo 25 ottobre".
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mercoledì 1 ottobre 2014

Il ddl che salvaguarda 32.100 persone è legge


Esodati, è legge il ddl per la sesta salvaguardia a 32.100 persone
Esodati, è legge il ddl per la sesta salvaguardia a 32.100 persone
È legge il ddl esodati contenente la sesta salvaguardia del governo. La commissione Lavoro al Senato ha approvato all’unanimità in sede deliberante (senza il passaggio in aula) il provvedimento, già approvato dalla Camera, senza apportare modifiche in modo da evitare un nuovo passaggio alla Camera. La norma riguarda la salvaguardia di 32.100 persone. “In questo modo si è evitato che per alcuni esodati scattasero i termini per non poter andare in pensione dall’anno prossimo, ma avrebbero dovuto aspettare un altro anno”, ha spiegato Mario Mauro (PI), relatore del testo. La commissione ha anche approvato un ordine del giorno che impegna il governo a definire esattamente il numero di esodati per risolvere definitivamente il problema “a margine della legge di Stabilità“. Il voto a favore del provvedimento da parte delle opposizioni, ha aggiunto Mauro, non è stato di appoggio al governo ma solo nell’interesse della tutela delle persone coinvolte.
Il testo è frutto di un emendamento del governo, depositato a fine giugno in commissione Lavoro alla Camera dallo stesso ministro Giuliano Poletti, che ha sostituito per intero il testo unico concordato fra tutte le forze politiche in commissione, che non aveva però ricevuto l’ok dalla Ragioneria dello Stato. La cosiddetta sesta salvaguardia del governo, come aveva spiegato lo stesso Poletti in occasione della presentazione dell’emendamento, prolunga di dodici mesi le misure di salvaguardia già previste estendendole al 31 dicembre 2016. Gli ex lavoratori e lavoratrici che rientreranno in quest’ultima salvaguardia saranno 32.100.
Le coperture individuate derivano da fondi risultanti dalla riduzione delle platee della seconda e della quarta salvaguardia e – per la parte residuale – dalle risorse del ministero del Lavoro per la cassa integrazione in deroga. La salvaguardia riguarda lavoratori in mobilità ordinaria, lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi, lavoratori cessati, familiari di disabili, lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Per Poletti la soluzione individuata era – come si legge dai resoconti di fine giugno in commissione Lavoro alla Camera – “la migliore possibile per affrontare d’urgenza le questioni più spinose, considerati anche i ristretti vincoli di bilancio“.
In merito alle risorse provenienti dalla cassa integrazione in deroga Poletti aveva spiegato che la “riduzione del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione non avrà luogo prima dell’anno 2015″ e che le risorse verranno ripristinate “già nella prossima legge di Stabilità”. “Qualsiasi altra misura strutturale, che il Governo intende realizzare – aveva spiegato Poletti la settimana scorsa depositando l’emendamento in commissione Lavoro – sarà assunta nell’ambito della prossima legge di Stabilità, all’interno un piano di intervento più complessivo, per la realizzazione del quale sono già in corso verifiche di natura tecnica”.
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VIDEO Ansa tramite QN

VI salvaguardia. Adesso la parte burocratica


Esodati, sesta salvaguardia: 60 giorni di tempo per le domande

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Secondo il disegno di legge i lavoratori dovranno presentare domanda di ammissione ai benefici entro 60 giorni dalla pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.
Il ddl sulla sesta salvaguardia viaggia verso il via libera definitivo del Senato. Nella giornata di domani la Commissione Lavoro di Palazzo Madama potrebbe infatti già dare il disco verde alla proposta di legge che tutela 32.100 lavoratori. I prossimi passi? Il testo dovrà arrivare in Gazzetta Ufficiale e quindi i lavoratori avranno 60 giorni di tempo dalla sua entrata in vigore, presumibilmente sino ai primi di Dicembre, per presentare apposita istanza di accesso.
Insomma gli interessati non dovranno attendere la pubblicazione di un nuovo decreto ministeriale (il sesto) come è accaduto in passato ma potranno presentare subito le istanze di accesso alla DTL o all'Inps, non appena avverrà la pubblicazione in GU della legge, sulla base di quanto già previsto dalla precedente tornata.
L'articolo 2, comma 4 del progetto di legge recita infatti che "ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia (...) da ultimo stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014". In pratica i lavoratori dovranno presentare istanza o alla DTL o all'Inps secondo quanto era previsto dalla quinta salvaguardia
Ad ogni modo sarà oppportuno attendere la pubblicazione (praticamente inevitabile) di una Circolare del Ministero del Lavoro che avrà modo di fissare puntualmente l'iter da seguire per la presentazione delle istanze di accesso al regime derogatorio.
Presentate le domande l'Istituto nazionale della previdenza sociale Inps provvederà al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro.
L'Inps sarà inoltre tenuta a pubblicare nel proprio sito internet, in forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccolti a seguito dell'attività di monitoraggio, avendo cura di evidenziare le domande accolte, quelle respinte e le relative motivazioni. Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione previsto per la salvaguardia in oggetto l'Inps non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefìci.
Sulla base dei dati del monitoraggio effettuato dall'INPS, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro il 30 giugno di ogni anno, trasmetterà inoltre alle Camere una relazione in ordine all'attuazione delle disposizioni di salvaguardia, con particolare riferimento al numero di lavoratori salvaguardati e alle risorse finanziarie utilizzate.

Via libera definitivo alla sesta salvaguardia per 32mila persone

Esodati, via libera definitivo alla sesta salvaguardia per 32mila persone
Via libera definitivo del Senato, all'unanimità, al Ddl contenente la sesta salvaguardia per i lavoratori esodati, ossia rimasti senza stipendio né pensione dopo la legge Fornero. La misura di tutela riguarda 32mila persone. Lo ha riferito il relatore, Mario Mauro (Pi). Il disco verde è stato dato dalla commissione Lavoro riunita in sede deliberante, dunque senza necessità di passaggio del provvedimento in Aula. Approvato all'unanimità anche un Ordine del giorno che impegna il Governo a definire esattamente la platea degli esodati e a «chiudere la partita - ha detto Mauro - a margine della legge di Stabilità». L'ok dell'opposizione, ha riferito ancora il relatore, non è stato espresso come voto a favore del Governo ma nell'interesse della tutela delle persone coinvolte. Il testo licenziato oggi in via definitiva è stato approvato nella versione arrivata da Montecitorio.
La sesta salvaguardia per le 32mila persone mette sul tavolo nuove risorse per 8mila unità e recupera risorse per altre 24mila persone dalle somme che non sono state utilizzate nelle precedenti salvaguardie. Le posizioni tutelate raggiungono ora le 170mila unita' per 13 miliardi di euro complessivi.
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Approvata la VI salvaguardia


Il DDL 1558 (VI salvaguardia) è diventato legge
Pubblichiamo lo stralcio dell resoconto della seduta di oggi in Commissione Lavoro del Senato che, "in sede deliberante" circa 4 ore fa  ha approvato il DDL.
Adesso vigiliamo affinché non si faccia melina con la pubbliazione sulla Gazzetta Ufficiale e sull'emanazione dei successivi decreti attuativi
(...)
Il PRESIDENTE ricorda che l'esame del disegno di legge n. 1558 e connessi si è già concluso in sede referente. Propone pertanto di dare per acquisite le fasi procedurali già svolte, ivi inclusa l'acquisizione dei pareri, di assumere come testo base il disegno di legge n. 1558, già assunto in sede referente, nonché di rinunciare alla fissazione di un termine per la presentazione di emendamenti.
La Commissione unanime concorda.
Presente il prescritto numero di senatori, la Commissione con distinte e successive votazioni approva quindi all'unanimità i singoli articoli del disegno di legge n. 1558.
Si passa alle dichiarazioni di voto finali.
Il senatore ICHINO (SCpI) si riporta ai contenuti dell'ordine del giorno G/1558/1/11 (testo 2), già accolto dal Governo nel corso dell'esame in sede referente, che impegna il Governo ad aprire finalmente la stagione delle misure finalizzate a promuovere l'invecchiamento attivo. Dichiara conclusivamente il voto favorevole del suo Gruppo.
Anche la senatrice CATALFO (M5S) esprime voto favorevole, nell'auspicio che le finalità dell'ordine del giorno vengano tradotte in pratica quanto prima, consentendo un immediato censimento del comparto degli esodati.
Il voto a favore del Gruppo Lega Nord è annunciato dalla senatrice MUNERATO (LN-Aut), che auspica una efficace soluzione complessiva della problematica. La sua parte è al fianco di questi lavoratori, vittime della legge Fornero, e si batterà perché tutti ottengano il giusto sostegno e riconoscimento.
Il senatore SERAFINI (FI-PdL XVII) ribadisce il voto favorevole del suo Gruppo, conformemente a quanto già dichiarato nel corso dell'esame in sede referente.
La senatrice PARENTE (PD) esprime soddisfazione per la tempestività dell'iter e per il clima di reciproca collaborazione tra i Gruppi, testimoniato dalla rinuncia anche in questa fase alla facoltà emendativa. Ci si trova di fronte alla sesta salvaguardia; è dunque auspicabile che il Governo tenga conto delle questioni rimaste ancora in sospeso e che, al contempo, la Commissione lavoro possa farsi garante di un'efficace risposta ai soggetti interessati. Dichiara conclusivamente il voto favorevole del suo Gruppo.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) annuncia voto favorevole, da intendersi non come un consenso al Governo, bensì come un rispettoso sostegno ai lavoratori esodati. Era stato infatti stipulato un patto tra lo Stato e i cittadini, a cui è stato lo Stato medesimo a contravvenire.
Il senatore PAGANO (NCD) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo, sottolineando che la Commissione ha operato in un clima di assoluta concordia, animata unanimemente dall'intento di raccogliere e soddisfare le istanze dei lavoratori interessati.
La senatrice BENCINI (Misto-ILC) coglie l'occasione per esprimere compiacimento per la felice conclusione della vicenda in esame, auspicando tuttavia che il Governo voglia farsi carico anche degli altri lavoratori che ancora si trovano in condizioni analoghe, individuando, attraverso una lotta doverosa all'evasione e alla corruzione, le risorse finanziarie necessarie.
Anche il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) annuncia il proprio voto favorevole, sottolineando che il disegno di legge viene incontro ad una forte attesa, consentendo così di correggere i disastri creati dalla legge 92 sul mercato del lavoro.
Il relatore Mario MAURO (PI) prende la parola per annunciare il voto favorevole del proprio Gruppo, ma altresì per ringraziare in modo non formale i Gruppi politici presenti in Commissione e il Governo: l'intesa che oggi si registra avviene infatti al di là del punto di vista di ciascuno e lo spirito che ha caratterizzato quell'intesa non è trascurabile. Senz'altro lo Stato ha commesso degli errori, che vanno corretti. In questo caso il Parlamento ha fatto dunque un lavoro di elevatissima qualità, riuscendo a concepirsi al servizio dei bisogni delle persone.
La sottosegretaria BELLANOVA ringrazia la Commissione per aver colto l'importanza e la delicatezza della questione, fornendo così un luminoso esempio di buona politica.
Il presidente SACCONI esprime un doveroso ringraziamento al relatore, che per primo ha sollecitato il rapido percorso parlamentare del disegno di legge, e a tutti i Gruppi che hanno a ciò contribuito. Il provvedimento che la Commissione si accinge ad approvare definitivamente conferma il grave limite della cosiddetta riforma Fornero, insito nel non aver previsto alcuna forma di transizione. La vicenda rappresenta dunque una sorta di vendetta della realtà. In questo senso sarà assai opportuna quella indagine relativa ai casi meritevoli di salvaguardia che l'ordine del giorno G/1558/1/11 (testo 2), precedentemente citato dal senatore Ichino, affida alla Commissione lavoro. Ricorda tuttavia che la questione degli esodati riguarda in gran parte aziende riconducibili all'area dei vecchi monopolisti pubblici, che hanno realizzato le loro ristrutturazioni caricando sul bilancio dello Stato le rispettive insufficienze. Occorrerà inoltre esaminare la rigidità del sistema previdenziale, individuando modalità più duttili anche per il recupero del periodo di laurea ed esaminando in profondità, quanto alla flessibilità per età, i meccanismi di penalizzazione in passato ipotizzati dal Governo.
Nessun altro chiedendo la parola, il presidente SACCONI mette quindi in votazione il disegno di legge n. 1558 nel suo complesso, che è approvato all'unanimità. Restano pertanto assorbiti i disegni di legge n. 217 e 1169.