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domenica 5 ottobre 2014

Esodati, domande entro 60 giorni per la sesta salvaguardia

Esodati, domande entro 60 giorni per la sesta salvaguardia
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I lavoratori avranno 60 giorni di tempo dalla data di pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale per presentare le istanze di accesso ai benefici della sesta salvaguardia. Il testo del provvedimento in anteprima.
Manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge in materia di deroghe alla Riforma Fornero (disegno di legge 1558) prima che parta il conto alla rovescia per la presentazione delle istanze di accesso ai benefici. I lavoratori avranno 60 giorni di tempo per presentare le istanze di accesso attraverso modalità che saranno individuate con una Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ma in ogni caso un dato è certo. L'ombrello dello stato tutelerà altri 32.100 esodati. Il provvedimento è importante, il sesto a in meno di tre anni, perchè porta globalmente a 170 mila unità i tutelati, intrappolati nel «limbo» della mancanza di retribuzione e pensione dopo l'entrata in vigore della riforma dell'ex ministro Elsa Fornero.
Com'è noto, con il provvedimento il governo ha ulteriormente esteso il periodo utile alla maturazione dei parametri per accedere alle prestazioni previdenziali di 12 mesi, dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016 (in tutto il balzo va da 36 a 48 mesi, rispetto a quanto precedentemente stabilito).
Nel perimetro ci sono cinque profili di tutela: lavoratori in mobilità, autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, cessati dal servizio (con accordi con il datore o licenziati in via unilaterale); lavoratori in congedo per assistere soggetti con disabilità; nonchè (ed è la vera novità della sesta salvaguardia) lavoratori cessati dal servizio per la scadenza naturale di un contratto a tempo determinato.

 Qui il testo della sesta salvaguardia approvata in via definitiva dal Senato.
La partita, tuttavia, non è completamente chiusa, dato che la Commissione ha dato parere favorevole a un ordine del giorno, a prima firma di Pietro Ichino (Sc), affinché scatti un'indagine conoscitiva per accertare ulteriori casi meritevoli di tutela nell'ambito tuttavia dei soli lavoratori che abbiano stipulato accordi di incentivazione all'esodo entro il 2011. E, nel contempo, preme perché si faciliti il reinserimento nel mercato dei lavoratori «adulti».
(Leggi)

Ricapitolando... Cosa dice la VI salvaguardia?

esodatiEsodati, è legge la sesta salvaguardia
E' legge la sesta salvaguardia per gli esodati non tutelati dalle precedenti operazioni di garanzia. La Commissione Lavoro del Senato ha approvato  definitivamente  la proposta già varata a fine luglio alla Camera.
Per evitare «navette» tra i due rami del Parlamento, con inevitabili rinvii e allungamenti di tempi, il pacchetto definito due mesi fa su iniziativa del governo non è stato modificato nel passaggio a Palazzo Madama. E, anzi, per fare più in fretta sarà licenziato direttamente in commissione, senza il voto dell’aula.
Ricapitoliamo, dunque, i termini della nuova salvaguardia che riguarderà ben 32.100 lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione in questi ultimi anni per effetto della stretta della riforma Fornero. Diciamo meglio: la sesta salvaguardia contempla, in realtà, 8.100 nuovi posti, con la riassegnazione di 24 mila posizioni avanzate nell'ambito della seconda e della quarta salvaguardia. La somma, come accennato, fa 32.100.
I lavoratori potenzialmente interessati alla nuova protezione, che permette di andare in pensione con i requisiti pre-riforma, appartengono alle seguenti categorie:
  1. a) lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  2. b) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del Codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  3. c) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del Codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  4. d) lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  5. e) lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni;
  6. f) lavoratori con  contratto di  lavoro a  tempo determinato  cessati  dal   lavoro tra  il  1° gennaio 2007   e  il  31  dicembre 2011,  non rioccupati a  tempo indeterminato;
  7. g) lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorché al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  8. h) lavoratori collocati in  mobilità ordinaria a seguito  di   accordi  governativi o  non  governativi, stipulati  entro  il 31   dicembre 2011,  cessati dal  rapporto di  lavoro entro il  30  settembre 2012 e  che perfezionano, entro il periodo di  fruizione dell’indennità di  mobilità, ovvero, anche  mediante  il  versamento  di contributi  volontari,  entro  dodici  mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31.12.2011.
I lavoratori indicati fino alla lettera g) potranno ottenere il pensionamento secondo le vecchie regole a condizione che la data di decorrenza del loro trattamento previdenziale cada entro il 6 gennaio 2016.
Per i lavoratori individuati alla lettera h) la condizione richiesta è diversa: i precedenti requisiti previdenziali devono essere maturati entro la data di scadenza dell'indennità di mobilità. Anzi, il lavoratore potrà, attraverso il versamento dei contributi volontari, perfezionare il diritto a pensione anche entro i 12 mesi successivi alla scadenza dell'indennità stessa.
Chiarite le regole della sesta salvaguardia, si può osservare che tre sono le linee lungo le quali opera il nuovo intervento.
In primo luogo si stabilisce che sarà possibile maturare la decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2016 per alcune tipologie di lavoratori individuate dalle precedenti operazioni (lavoratori in congedo per assistere i figli disabili, lavoratori autorizzati ai contributi volontari e lavoratori cessati dal servizio con accordi o con risoluzione unilaterale).
In secondo luogo, si introduce per la prima volta una nuova categoria: quella dei lavoratori che hanno concluso un contratto a tempo determinato tra il 2007 e il 2011 e che non abbiano più trovato un’occupazione a tempo indeterminato.
In terzo luogo, si prevede la tutela anche di altri lavoratori collocati in mobilità ordinaria a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità ovvero, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i precedenti requisiti di pensionamento. E in questo caso si estende, per la prima volta, la possibilità di tutela anche a coloro che non sono riusciti a maturare il diritto entro gli stretti tempi della mobilità.
Vediamo ora i nuovi posti disponibili assegnati alle diverse categorie: 1.800 per i lavoratori in congedo per assistere parenti disabili; 12mila per i prosecutori volontari; 4mila per i lavoratori con contratto a tempo determinato; 8.800 per i cessati con risoluzione o accordo con il datore; 5.500 per lavoratori collocati in mobilità ordinaria.
Quanto alle posizioni eliminate e riassegnate, vengono eliminati 20mila dei 40mila posti che la seconda salvaguardia aveva previsto per i lavoratori destinati alla mobilità a seguito di accordi siglati in sede governativa entro il 2011: si stabilisce che la tutela è attivabile in favore dei lavoratori percettori di cassa integrazione guadagni che cessano dall'attività entro il 31 dicembre 2016 e di coloro che cessano entro il 31 dicembre 2014 i cui nominativi siano comunicati al Ministero del Lavoro entro il 31 dicembre prossimo. Fermo restando la condizione che tali soggetti maturino i requisiti per il pensionamento entro la fruizione dell'indennità di mobilità. 
Altri 4.000 posti vengono recuperati dal 6.500 indicati nella quarta salvaguardia 
per i lavoratori licenziati o dimessisi a seguito di accordi.
Per la copertura degli oneri il provvedimento attinge, in buona misura, alle risorse stanziate per le precedenti salvaguardie e in parte non utilizzate (in quanto le effettive richieste di pensionamento si sono rivelate inferiori alle attese), con conseguente riduzione, come abbiamo visto, delle platee ivi previste.
A conti fatti, il numero dei lavoratori complessivamente salvaguardati sale a 170.100 (a fronte dei 162.000 previsti a legislazione vigente).
Raffaele Marmo
(Leggi)
 

Tre minuti per Susanna

Coffee Break del 4-10-2014
Clicca qui per rivedere la trasmissione.
L'intervista a Susanna la trovi nel frame
da 26:00 a 29:00

Un incontro con la CGIL Nazionale

Una delegazione della Rete esodati ha incontrato la CGIL Nazionale
Comuncato
"Questa mattina 3 ottobre 2014 a Roma, nella sede centrale della CGIL, una rappresentanza della Rete dei Comitati ( Marta Pirozzi, Stefania Scaglia, Marcello Luca, Moreno Morettoni ) ha incontrato Vera Lamonica, Nicola Marongiu e Rita Cavaterra.
Il resoconto dell'incontro, che riteniamo proficuo avendo riscontrato analogia di visione e disponibilità operativa, verrà diffuso non appena condiviso con gli interlocutori.
Abbiamo avuto successivamente anche l'opportunità di un colloquio non breve con la Segretaria Susanna Camusso, che ha assicurato l'impegno della CGIL per la definitiva soluzione della vicenda esodati
"

sabato 4 ottobre 2014

Nuovo libro su Esodati


Cultura - Rivarolo Canavese - 04/10/2014
“Esodati”, il nuovo libro Antonio Rinaldis di Francesca Dighera
Un tema di attualità trattato con grande maestria. Si intitola “Esodati” il nuovo libro di Antonio Rinaldis, docente di filosofia del Liceo “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese, che giovedì 9, alle 21.15, presso la sala consiliare della città lo presenterà al pubblico.
Con la prefazione di Susanna Camusso, Segretario Generale Cgil, il saggio è edito da Imprimatur (Reggio Emilia) e narra storie vere di un’economia distratta.
Insieme all’autore, si confronteranno con le tematiche della pubblicazione Costanza Conta Canova, Assessore alla Cultura della città di Rivarolo Canavese; Edoardo Gaetano, Vicesindaco; Alfredo Ghella, sindacalista.
Modererà la discussione Elso Merlo, direttore di Rete Canavese. L’ingresso è libero.
(Leggi)

venerdì 3 ottobre 2014

Coffèè Break parla di esodati

Domani sabato a coffee break si parlera' di esodati, intervista a Susanna Rauber.

Coffee break, LA7. Dalle 9:45

Proposte Pd, Ncd, M5s a Renzi

Riforma pensioni, ultime notizie Quota 96 scuola: nuove proposte Pd, Ncd, M5s a Renzi
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Riforma pensioni scuola, Quota 96: nuova proposta di Laura Puppato del Pd sottoscritta da alfaniani e grillini
"Sugli esodati Renzi sta fregando italiani", sostiene Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle, mentre Laura Puppato riunisce parlamentari del Pd, di Ncd e di M5s per una nuova proposta per la pensione degli insegnanti Quota 96 scuola: ecco come procede il dibattito sulla riforma pensioni 2014 mentre i sindacati e i partiti continuano a incalzare il Governo Renzi con nuove proposte di pensione anticipata.
Riforma pensioni 2014, Di Maio (Movimento 5 stelle): su esodati Renzi sta fregando italiani
"Quando il premier Matteo Renzi vuole fregare gli italiani, fa un disegno di legge in Consiglio dei ministri, lo impantana nelle Camere per mesi e dice alle tv di aver risolto il problema. Oggi è toccato agli esodati". Lo ha dichiarato ieri sulla sua pagina Facebook il vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio, del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, intervenendo sulla riforma pensioni 2014 e commentando l'approvazione in commissione Lavoro e Previdenza sociale del Senato del Repubblica del provvedimento per la sesta salvaguardia dei lavoratori esodati. "Ci sono decine di disegni di legge del Governo Renzi - ha aggiunto il parlamentare M5s commentando il ddl esodati - che giacciono fermi alle Camere dall'inizio della legislatura. Il problema - ha sottolineato il Lugidi Di Maio - si può risolvere in Legge di Stabilità tra poche settimane. E per gli insegnanti della quota 96 scuola - ha concluso su Facebook il deputato grillino - si poteva risolvere un mese fa nel Decreto Franceschini, quando hanno bocciato l'emendamento presentato dal Movimento 5 stelle".
Riforma pensioni, Quota 96 scuola, Puppato (Pd) e altri parlamentari Ncd e M5s: modificare la riforma pensioni Fornero
"Correggere subito l'errore della cosiddetta Quota 96 scuola utilizzando i proventi del nuovo metodo internazionale di calcolo del Pil". E' questa la proposta lanciata nel dibattito sulla riforma pensioni dalla senatrice del Partito democratico Laura Puppato. Sulle pensioni degli insegnanti della cosiddetta Quota 96 scuola la parlamentare del Pd ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Economia e delle Finanza Pier Carlo Padoan sottoscritta anche dai colleghi Josefa Idem, Stefania Pezzopane, Maria Spilabotte, Sergio Lo Giudice, Roberto Ruta, Donatella Albano, Water Tocci, Giorgio Pagliari, Silvana Amati (del Partito democratico di Matteo Renzi), Franco Conte (del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano), Ivana Simeoni (del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo), Fabiola Anitori, Francesco Campanella, Luis Alberto Orellana e Fabrizio Bocchino (del gruppo parlamentare Misto di Palazzo Madama). "La riforma delle pensioni varata dal governo tecnico- ha spiegato la senatrice del Pd Laura Puppato facendo riferimento alla riforma pensioni Fornero - contiene un 'errore tecnico' ammesso dallo stesso estensore della riforma (l'ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del Governo Monti Elsa Fornero). Sulla questione Quota 96 scuola hanno più volte assunto posizione - ha ricordato la parlamentare del Partito democratico - sia il Governo Renzi che numerosi parlamentari, con l'impegno di arrivare ad un rapida soluzione che a tutt'oggi però non è ancora pervenuta. Le risorse necessarie per garantire questo diritto ammontano a 400 milioni di euro, chiediamo al ministro dell'Economia - è la proposta di Laura Puppato sottoscritta da diversi parlamentari del Pd, di Ncd, M5s e gruppo Misto - di utilizzare parte dei proventi del ricalcolo dei Pil secondo il modello Sec2010".
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Petriccioli (CISL): OK a nuove salvaguardie

petriccioliESODATI: PETRICCIOLI (CISL), OK A NUOVE SALVAGUARDIE, ORA RIPRISTINARE FLESSIBILITA’
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(AGENPARL) – Roma, 01 ott-  “Le nuove salvaguardie consentono di far fronte alla situazione di emergenza in cui si trovano molti esodati e tutti coloro che rischiano di ritrovarsi senza lavoro e senza pensione, a seguito dell’innalzamento repentino dei requisiti pensionistici e dell’imminente scadenza delle salvaguardie previste dalla legge Fornero”. Lo ha dichiarato il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando il via libera in Commissione lavoro del Senato del provvedimento che prevede la salvaguardia di 32.000 nuovi esodati.
“Era indispensabile prorogare le attuali deroghe che scadranno nel prossimo mese di gennaio – ha sottolineato – anche se va trovata una soluzione strutturale che risolva, in via definitiva, la situazione di incertezza creatasi con l’affastellamento dei diversi e parziali interventi normativi.  Ora bisogna anche farsi carico del problema dei lavoratori esodandi, specie nelle aziende coinvolte da processi di crisi e ristrutturazione aziendale. I lavoratori, infatti, potrebbero essere sicuramente interessati ad uscire qualche anno prima  rispetto ai requisiti attuali, perché c’è una platea di lavoratori e di lavoratrici che possono ancora disporre di una quota della pensione calcolata con il sistema retributivo. Le imprese devono sobbarcarsi un costo del lavoro più elevato che incide sui lavoratori e le lavoratrici più anziane e possono disporre di minori margini di flessibilità nei processi di ristrutturazione dell’organizzazione del lavoro e dei sistemi produttivi”.
“Lo Stato, infine – ha concluso Petriccioli  – già è chiamato ad intervenire con  ammortizzatori sociali e  diversi strumenti di sostegno al reddito, per far fronte alle esigenze derivanti  dagli esuberi aziendali. Ecco perché è urgente affrontare il tema del ripristino di forme di flessibilità nell’accesso al pensionamento”.
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