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mercoledì 23 ottobre 2013

Un appello a Cuneo


CUNEO/ Appello a tutti gli “esodati” contributori volontari all’Inps non salvaguardati dagli effetti Monti-Fornero
RICEVIAMO DAL COMITATO NAZIONALE E PUBBLICHIAMO. “Informiamo tutti i disoccupati, versatori dei contributi volontari all’INPS, che il Comitato Nazionale Contributori Volontari si è reso promotore di numerose iniziative a sostegno e supporto dei disoccupati al 31.12.2011, autorizzati dall’INPS al versamento dei contributi volontari precedente al 4.12.2011. Il Comitato, oltre a svolgere una intesa attività di informazione ed aggiornamento delle norme e dei provvedimenti, utili al raggiungimento del diritto alla pensione negato, si è reso promotore di una denuncia per danni al Ministero del Lavoro e sta allestendo un programma di ricorsi individuali al giudice del lavoro di tutte le province italiane. Ricorsi  tendenti al riconoscimento del diritto alla pensione dei cosiddetti “esodati” rimasti esclusi dalla salvaguardia dalle norme della riforma. Invitiamo tutti i disoccupati con le caratteristiche di cui sopra a mettersi sollecitamente in contatto con il Comitato (nessun adempimento e nessuna quota da pagare) contattando i responsabili allo 0784-203888 ed accedendo al gruppo Facebook: http://www.facebook.com/groups/302566823165025/   oppure inviando una mail all’indirizzo: contributore@tiscali.it. Lo scrivente Comitato è una associazione di volontari che si sta’ battendo per il diritto alla pensione dei cosi detti “esodati” e contributori volontari molti dei quali non raggiungibili su internet e lasciati soli alla vera e propria disperazione in quanto trattasi di disoccupati ai quali viene negato il diritto alla pensione. Disoccupati che sono costretti dalla legge Fornero a restare fino a 7 anni senza alcun reddito e senza pensione”.
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martedì 22 ottobre 2013

Una soluzione definitiva in modifica Legge Stabilità. Due ipotesi

Esodati: una soluzione definitiva in modifica Legge Stabilità. Le due ipotesi possibili
Come risolvere l’urgenza esodati: le possibilità
Ancora aperta la questione esodati, nonostante le ‘dispozioni’ della nuova Legge di Stabilità, intervento definito troppo generico per salvaguardare quelle quasi 300mila persone che rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione a causa delle nuove norme dell’attuale legge Fornero.
Errori, dunque, di formulazione dell’attuale sistema pensionistico per cui è ancora necessario trovare una soluzione definitiva. Dopo gli interventi di tutela, definiti dai tre decreti dell’ex governo Monti, e l’ampliamento della platea definita dal nuovo governo Letta, si pensa a due possibili strade da percorrere: la prima è quella del cosiddetto prestito statali, proposto dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, qualche tempo fa, sostegno economico destinato ai lavoratori con 35 anni di contributi e 62 anni; mentre la seconda è quella del reddito minimo destinato a chi ha perso lavoro e si trova senza lavoro.
Questa forma di reddito minimo potrebbe essere attivato almeno inizialmente anche solo per gli over 50, quindi i nuovi potenziali esodati.  Il reddito minimo, non è una forma di reddito di cittadinanza ma un patto tra cittadini in difficoltà economica e lo Stato, erogato a condizione che l’eventuale beneficiario si impegni a obiettivi concreti di inclusione sociale e lavorativa, e si riceverà solo a condizione che ci si attivi seriamente per cercare lavoro, che si faccia frequentare ai propri figli la scuola e che li si porti regolarmente alle visite di controllo medico.
Il reddito minimo potrà essere rivolto a tutti i cittadini, inclusi gli immigrati legalmente residenti o quelli stabilmente residenti secondo le direttive comunitarie, che si trovano ad affrontare un periodo di crisi economica.
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Esodati al Pd: ''Letta non ha rispettato il patto, si è scordato di noi''

22 ottobre 2013
Esodati davanti alla sede Pd: ''Letta non ha rispettato il patto, si è scordato di noi''

Un gruppo di esodati manifesta a Roma di fronte alla sede del Partito democratico, il partito del premier: ''Siamo qui perché Letta aveva fatto una promessa che non ha rispettato. Ieri parlando del patto di Stabilità si è scordato di noi. Ma noi non abbiamo risorse per campare''.
(VIDEO)

Giuliano Colaci ha scritto:
L'incontro con Epifani c'è stato, purtroppo come temevamo è stato molto insoddisfacente, in quanto si ritorna sempre sul problema delle risorse e per questo motivo siamo stati momentaneamente esclusi dalla legge di stabilità. E' inutile che vi racconti quali siano state le proteste dei presenti, anche perché ve lo potete immaginare .Abbiamo chiesto che durante il dibattimento per le correzioni sulla legge di stabilità sia proposto il nostro problema come problema di primaria importanza come promesso dal premier il giorno del suo insediamento, gli abbiamo anche ricordato che i soldi li possono prendere dai circa 90 miliardi che la legge Fornero produce fino al 2022. Presente all'incontro ci stava la dottoressa Carmassi, responsabile lavoro e pensioni del PD, dove ci rassicurava della continuazione del fondo, in quanto tale fondo non decadrà e che sarà sempre fonte di nuove risorse economiche per la salvaguardia di nuovi esodati, gli ho ribattuto che tale fondo funzionerà solo il momento in cui faranno sparire il paletto dei 36 mesi, che è uno dei paletti maggiormente penalizzante, sembrerebbe che abbia ben recepito tale problema e che ne avrebbe parlato quanto prima con Damiano e la Gnecchi. Inoltre sia la Gnecchi che la Polverini stanno preparando un emendamento unitario correttivo che presenteranno durante la discussione della legge di stabilità, per ora non se ne sanno ancora i contenuti. Epifani si è preso l'impegno di chiedere per vie istituzionali un incontro a palazzo Chigi, fra una delegazione di esodati e il premier Letta. Inoltre si è sempre preso l'impegno di comunicare alle commissioni lavoro dell'incontro avuto oggi, affinché sia fonte di una seria discussione da portare in parlamento durante le dovute correzioni, ci siamo lasciati con l'impegno da entrambi le parti di rivederci fra una decina di giorni per fare il punto della situazione dopo che le commissioni si sono espresse sia alla camera che al senato. Per quanto riguarda l'incontro parti sociali con il ministro del lavoro, non siamo riusciti ad avere notizie, pertanto il presidio in via veneto è saltato.
buona serata a tutti

Altro VIDEO di Repubblica
22 ottobre 2013
Epifani agli esodati: ''Letta si era impegnato, ma... ''
Lo attendevano davanti alla sede del Pd dalla mattina. Il segretario è arrivato verso l'ora di pranzo, li ha ascoltati e ci ha discusso a lungo. Era un gruppo di esodati, che non sono stati inclusi nemmeno nella platea dei seimila salvaguardati nell'ultima legge di stabilità. Epifani svela un retroscena: Letta gli aveva assicurato un intervento più ampio per gli esodati, che poi non c'è stato. "È una manovra che va corretta sul fronte sociale", ammette senza mezzi termini Epifani

Per 6.000 contributori volontari

Welfare 22 ottobre 2013, 12:22 
Esodati, la legge di stabilità 2014 ne salva altri 6mila: ecco chi sono
Ok ad altri seimila che l’Inps dovrà prendere in carico: maturazione dei requisiti entro 2015
Da mesi attendevano novità sulla loro situazione, ormai abbandonata a se stessa da un governo che si è attardato tra Imu, improvvise crisi di maggioranza e altre priorità. Per gli esodati, il governo Letta non si è dimostrato, nei primi sei mesi, particolarmente sensibile. O, meglio, negli intenti iniziali, aveva proclamato di volersi fare carico del dramma, ma poi alle parole non erano seguiti i fatti.
Ora, infine, ecco arrivare la legge di stabilità che, come ogni anno, racchiude tutti gli interventi in materia economica, in particolare quelli rinviati, lasciati incompleti o snobbati dall’azione di governo nei mesi precedenti. E questo è stato proprio il caso degli esodati, i quali, ben lungi dal vedere risolta la propria situazione post lavorativa, si erano ormai rasseganti a vedersi relegati come bassa priorità del governo Letta. E invece, con la legge di stabilità 2014, finalmente anche per loro si è trovato spazio: un intervento quasi in sordina, che, per, allarga dopo molti mesi la platea dei salvaguardati e questo, già di per sé, è certamente un punto di novità importante.
Sono dunque seimila i nuovi esodati che la legge di stabilità oggi all’arrivo in Parlamento di prospetta di trarre in salvo, dopo che i precedenti interventi del governo Monti ne avevano riportati dentro il recinto del welfare circa 130mila.
In realtà, i numeri sono ancora molto più bassi se si guarda a coloro che effettivamente la pensione l’hanno incassata a partire dall’entrata in vigore della legge Fornero. Quel che qui conta, però, è la previsione legislativa e finanziaria del rientro di altri seimila sprovvisti di tutela. La norma è contenuta nell’articolo 7 comma 2 della legge di stabilità e riguarda essenzialmente quegli esodati che abbiano ricevuto l’ok alla contribuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011 e in grado di completare i requisiti entro il gennaio 2015.
Si tratta, dunque, di una frangia marginale dell’esercito dei non salvaguardati, che in realtà si è rivelata più nutrita del previsto. Basti pensare che, nei provvedimenti anteriori, erano appena 1500 coloro che rientravano in questa fascia di reintegrati, mentre, adesso, si allarga la platea di seimila unità “esclusive”.
I requisiti sono quelli già previsti nelle indicazioni 2012, con la facoltà di aver svolto lavoro dopo la data fatidica ma non di tipo dipendente, né a tempo indeterminato e non aver maturato un reddito oltre i 7mila e 500 euro annui.
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22/10/2013




SALVAGUARDIA ANCORA PIU' AMPIA

INPS - Messaggio 21 ottobre 2013, n. 16830

22/10/2013Fiscale
INPS - Messaggio 21 ottobre 2013, n. 16830
Precisazioni sulle attività da svolgere nell’ambito della c.d. terza salvaguardia (n. 10.130).
Si fa seguito ai messaggi n. 8824 del 30/05/2013, n. 12577 del 02/08/2013, n. 12998 del 12/08/2013 (Gestione Dipendenti pubblici) e n. 14804 del 19/09/2013, al fine di fornire ulteriori istruzioni operative circa le operazioni da effettuare in via prioritaria nell’ambito della salvaguardia "10.130".
Premessa
Come già precisato con il citato messaggio n. 8824, i lavoratori appartenenti alle seguenti categorie:
1. lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 (articolo 1, comma 231, lett. b) legge n. 228/2012);
2. lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla predetta data (articolo 1, comma 231, lett. d) legge n. 228/2012),
dovevano presentare entro il 25 settembre 2013 istanza di accesso alla Salvaguardia in modalità on line. Con il suindicato messaggio erano state fornite le relative istruzioni operative.
I lavoratori appartenenti alle seguenti categorie:
3. Lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011. (articolo 1, comma 231, lett. a) legge n. 228/2012);
4. Lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012:
- in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile;
- in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale (articolo 1, comma 231, lett. c) legge n. 228/2012),
dovevano presentare le istanze di accesso alla salvaguardia, alla Direzione territoriale del lavoro (DTL) competente entro la medesima data del 25 settembre 2013.
Attività propedeutica alla certificazione per la salvaguardia "10.130".
Si fa presente che è di prossimo rilascio la procedura che consentirà la gestione delle certificazioni della salvaguardia in argomento.
Con il presente messaggio si forniscono alcune indicazioni operative sugli adempimenti istruttori propedeutici a tali certificazioni, da effettuare con tempestività considerati i tempi ristretti previsti per le successive fasi e tenuto conto del consistente numero dei potenziali beneficiari, nonché dei molti soggetti con decorrenza del proprio trattamento pensionistico nel corso del 2013.
E’ necessario che le Sedi provvedano quanto prima:
1) alla sistemazione dei conti assicurativi interessati all’operazione;
2) nell’ipotesi in cui vi siano stati casi di presentazione all’INPS di istanze di accesso alla salvaguardia "10.130" in modalità cartacea, all’acquisizione manuale delle stesse in WebDom per la successiva lavorazione sulla procedura Unicarpe.
Posizioni da tenere in evidenza
In attesa del rilascio della suindicata procedura vanno tenute in apposita evidenza, al fine di consentirne la successiva rapida definizione, le seguenti posizioni:
5. soggetti di cui alle lettere b) e c) del richiamato art.1, comma 231, della legge n. 228/2012, già in sede di presentazione dell’istanza hanno dichiarato di aver svolto, rispettivamente dopo il 4 dicembre 2011 e dopo il 30 giugno 2012, attività lavorativa con un reddito superiore a euro 7.500,00 annui lordi;
6. soggetti per i quali risulta già inviata la lettera generica che certifica il diritto a pensione nelle salvaguardie "65.000" o "55.000".
Priorità nelle lavorazioni
Gli adempimenti dovranno essere effettuati con riferimento alle categorie di lavoratori interessati con il seguente ordine di priorità:
G. lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
H. Lavoratori cessati dal rapporto di lavoro e collocati in mobilità ordinaria o in deroga;
I. Lavoratori cessati in applicazione di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo;
J. lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione e collocati in mobilità ordinaria.
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CGIL CISL UIL contro legge di stabilità 4 ore di sciopero

Legge Stabilità, CGIL CISL UIL proclamano 4 ore di sciopero nazionale articolate a livello territoriale
Il segretario generale Camusso: "La legge cambi segno, così perde il paese. Subito risposte su esodati e cig. Ridurre il peso fiscale su lavoratori e pensionati"
22-10-2013
Quattro ore di sciopero nazionale di tutte le categorie che saranno articolate a livello territoriale da domani fino alla metà di novembre. Questa la decisione assunta oggi dai segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, nel corso di una riunione promossa per valutare l´avvio di un percorso di mobilitazione per cambiare il segno della legge di Stabilità.
Una legge, ha detto Camusso al termine della riunione nel corso di una conferenza stampa, che “non determina il cambiamento necessario: il Paese rischia di perdere un´altra volta. Continuiamo ad essere il solo paese in recessione e, soprattutto, continuiamo a perdere il lavoro”. Il segretario generale della CGIL ha ribadito così la necessità di una riduzione fiscale per i lavoratori e per i pensionati, una misura possibile anche a saldi invariati recuperando risorse da una revisione della tassazione sulle rendite finanziarie, e operare per questa via un´operazione di redistribuzione fiscale.
Per questo i sindacati confederali, ha annunciato Camusso, hanno proclamato “quattro ore di sciopero da gestire nei territori e nelle regioni per cambiare segno alla legge di Stabilità e dare le risposte necessarie per far ripartire il Paese”. Parallelamente CGIL, CISL, UIL saranno in campo e faranno pressione sul Parlamento e sulle forze politiche perché vengano introdotte quelle modifiche necessarie durante l´iter parlamentare della ex legge Finanziaria. Una strategia che prevede, hanno fatto sapere i tre leader sindacali, una prima verifica a metà novembre quando le tre confederazioni riuniranno i loro organismi unitari per valutare i risultati ottenuti.
Il tema, come ha precisato Camusso, “non è distinguere tra vincitori e vinti ma come far vincere il Paese. E´ chiaro che, se dopo annunci e promesse, la legge di Stabilità è stata confezionata in questo modo, non c´è sufficiente consapevolezza da parte del governo che bisogna cambiare passo”, a partire dal cambiare i termini della politica economica. “Sono cinque anni che si ripetono finanziarie che non danno risposte al Paese”, con il rischio di mantenerlo “in uno stato recessivo. Bisogna avere il coraggio di spostare i pesi. Bisogna fare una scelta politica e decidere da dove far ripartire il Paese”.
Una scelta che, secondo CGIL, CISL, UIL, non può che essere quella di avviare una decisa operazione di redistribuzione del reddito in favore di lavoratori e pensionati. 
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lunedì 21 ottobre 2013

Cuperlo da Fazio: «Chiudiamo vergogna esodati»

gianni cuperlo box LPCuperlo da Fazio:
«Chiudiamo vergogna esodati»
19 ottobre 2013
Gianni Cuperlo stasera è a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio su Rai3. Nell'intervista, registrata un po' prima dell'orario della messa, il candidato a segretario del Pd giudica la legge di stabilità un passo avanti ma il Parlamento deve correggerla. E approva il messaggio del presidente Napolitano su amnistia e indulto.
CUPERLO (PD): CHIUDIAMO VERGOGNA DEGLI ESODATI
«Dobbiamo chiudere una volta per tutte la vergogna degli esodati»,  ha detto Cuperlo intervisto a "Che tempo che fa".
 CUPERLO: MANOVRA PASSO AVANTI MA VA MODIFICATA
La legge di stabilità appena varata dal governo, secondo Gianni Cuperlo, intervistato da Fabio Fazio, «è un passo avanti rispetto agli anni precedenti però non basta. La manovra va corretta, migliorata dal Parlamento». Per Cuperlo bisogna ragionare intorno a due principi fondamentali per modificare la legge di stabilità: «Innanzitutto la questione delle pensioni, non si possono più chiedere sacrifici e sempre alle stesse categorie». "Il secondo principio è quello di chiudere definitivamente la vergogna degli esodati". Cuperlo ha voluto sottolineare come nella legge di stabilità ci sia un principio "di equità e di ridistribuzione. Cambiare la manovra rendendola più vicina ai bisogni dei cittadini".
CUPERLO, CRISI HA RADDOPPIATO INDICATORI POVERTÀ
«La crisi ha raddoppiato gli indicatori di povertà in Italia. La priorità assoluta deve essere ripartire dalla centralità della persona, dalla dignità di ogni essere umano».
CUPERLO: BENE NAPOLITANO SULL'AMNISTIA E L'INDULTO
«Il capo dello Stato ha fatto bene a inviare quel messaggio sui provvedimenti di amnistia e indulto», ha osservato il candidato alla segreteria. «Renzi ha fatto bene a dire che la legalità è un valore della sinistra. È un valore scolpito in un articolo della Costituzione che dice che i detenuti vanno trattati con senso di umanità. Le carceri, invece, sono culle di disumanità, di violenza. Non garantiscono la sicurezza di chi sta fuori perché sono palestre di illegalità». 
Per Cuperlo, tuttavia, prima di discutere dei provvedimenti di amnistia e indulto occorre «cambiare quelle leggi così da poter decongestionare la carceri, come la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi. Alla fine discuteremo anche di quei provvedimenti».
PD, CUPERLO: NON SI PUO' FARE INSIEME SEGRETARIO E SINDACO
«Non si può fare insieme il segretario di un grande partito e il sindaco di una grande città», afferma Cuperlo. E aggiunge: «Ognuno deve fare il suo mestiere».
CUPERLO: SBAGLIATO USARE VICENDE GIUDIZIARIE DI BERLUSCONI
«Quello di Berlusconi è un problema soggettivo». Gianni Cuperlo candidato alla segreteria del Pd, intervistato da Fabio Fazio, esclude che gli eventuali provvedimenti di amnistia e indulto possano riguardare anche l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «La parabola di Berlusconi - ha detto Cuperlo - ha avuto la sua evoluzione. Commetteremmo un gravissimo errore se pensassimo di usare le sue vicende giudiziarie per risolvere politicamente quella questione».
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domenica 20 ottobre 2013

Lettera Aperta al Presidente del Consiglio 18 ottobre 2013

Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Donne Esodate Mobilitate Licenziate (ESMOL), “Quindicenni”, Esonerati, Fondi di Settore e Licenziati.

Lettera Aperta al Presidente del Consiglio 18 ottobre 2013
Signor Presidente del Consiglio on. Enrico Letta,
La Rete dei Comitati di Esodati con estrema preoccupazione e con forte indignazione è costretta a condannare il vergognoso comportamento del Governo da Ella presieduto in merito alla questione degli “esodati”.
Infatti abbiamo rilevato che Ella:
  • o Ha affermato chiaramente ed incontestabilmente nel discorso programmatico di insediamento alle Camere, il 29 aprile 2013, “In particolare con i lavoratori "Esodati" la comunità ha rotto un patto, e la soluzione strutturale di questo problema e' un impegno prioritario di questo governo!”;
  • Ha ribadito ancora con forza, appena il 30 agosto 2013 alla Reuter, “affronteremo il problema terribile degli esodati, perché lo Stato non ha rispettato un accordo preso con loro e occorre ristabilire un clima di fiducia nel Paese";
  • insieme al suo Governo, ha finora solo tentato di rabbonire la pubblica opinione, così come ha fatto con il cosiddetto “decreto IMU” del 31 agosto 2013, inserendo il “brodino caldo” di una salvaguardia per soli 6.500 soggetti “esodati”;
  • Improvvisamente e repentinamente ha “invertito la rotta” tacendo, nel suo discorso alle Camere del 2 ottobre 2013, sul problema degli esodati, facendoli di fatto sparire dall’agenda politica del suo Governo, dopo soltanto un mese dall’ultima forte e determinata dichiarazione pubblica in merito;
  • tramite il suo Ministro del Lavoro, come già fatto dal Governo precedente, sta contrastando, con ogni mezzo ed in maniera subdola e nascosta, ogni tentativo parlamentare di soluzione “strutturale” del problema esodati;
  • continua a nascondere ostinatamente, insieme al suo Ministro del Lavoro e come il Governo precedente, al Parlamento ed al Popolo Italiano le reali dimensioni del dramma creato dalla riforma Fornero, decine di migliaia di famiglie derubate dallo Stato che resteranno per numerosi anni senza alcun reddito e senza pensione (per l’INPS ancora oltre 260.000)!
  • insieme al suo Governo, ha ribadito con la Legge di Stabilità del 15 ottobre u.s. il totale disinteresse, suo e dei Partiti che compongono la sua maggioranza, per il dramma degli esodati, ancora ridicolmente agendo su numeri irrisori di esodati e rifiutando una soluzione strutturale.
La Rete dei Comitati afferma da tempo che la “soluzione strutturale” della “rottura di un patto” o è il ripristino immediato di quel patto oppure non è una soluzione!! Terzium non datur!!
Perciò denuncia che la correzione di una così palese violazione dei diritti di cittadini italiani deve essere una priorità e deve venire operata da subito, già a partire dalla conversione in Legge del Decreto di Stabilità!
Pertanto chiediamo che sia inserita dall’immediato una “clausola definitiva” che affermi i diritto a pensione di tutti coloro che “Non erano più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure che avevano entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale hanno previsto il futuro licenziamento, purché maturino il requisito pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018”. Le coperture saranno gestite annualmente tramite il “fondo esodati” previsto dalla L. 228/2012!
DEVE ESSERE SANCITO IL PRINCIPIO E RIPRISTINATO IL DIRITTO!
Chiediamo quindi un incontro urgente per una verifica seria di un problema che rappresenta una vera emergenza socialmente esplosiva, di cui il suo Governo si sta rendendo unico Responsabile!
La Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Donne Esodate Mobilitate Licenziate (ESMOL), “Quindicenni”, Esonerati, Fondi di Settore e Licenziati.
I Comitati in Rete:
COMITATO MOBILITATI ROMA E NAPOLI
COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO
COMITATO MOBILITATI MILANO
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI
COMITATO DIRIGENTI ESODATI
COMITATO ESODATI BANCARI
COMITATO “I QUINDICENNI”
COMITATO ESODATI PARMA
GRUPPO DONNE ESMOL (ESODATE MOBILITATE LICENZIATE)
COMITATO LICENZIATI E CESSATI SENZA TUTELE
COMITATO FONDI DI SOLIDARIETA' di SETTORE FERROVIERI
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LIVORNO
COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI
COORDINAMENTO ESODATI ROMANI