Indirizzo mail

Puoi contattarci scrivendo a: cumpustela@gmail.com

venerdì 16 marzo 2012

Esodati di Varese e Como

I lavoratori "esodati" protestano davanti alla Prefettura
In Lombardia sono 20 mila, almeno 2000 in provincia di Varese, tutte persone che rischiano di trovarsi senza ammortizzatori sociali a causa della riforma previdenziale. Cgil , Cisl e Uil hanno organizzato un presidio davanti alla prefettura per protestare contro questa situazione
Li chiamano "esodati", sono quei lavoratori che hanno un percorso di accompagnamento alla pensione già concordato. In Lombardia sono 20 mila, almeno 2000 in provincia di Varese, tutte persone che rischiano di trovarsi senza ammortizzatori sociali a causa della riforma previdenziale. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio davanti alla prefettura per protestare contro questa situazione che Carmela Tascone, segretario provinciale della Cisl, non esita a definire «un dramma». Questi lavoratori, che hanno fatto affidamento su un accompagnamento alla pensione concordato tra le parti sociali, rischiano seriamente di trovarsi in mezzo a una strada, tra l'altro nel momento peggiore per l'economia del Paese. «Proprio perché ci sono stati degli accordi fatti prima con le controparti - continua la sindacalista - non si può non prevedere una deroga, perché queste persone non avranno di che campare per anni. E' una situazione inaccettabile».

In gioco ci sono, dunque, i destini di migliaia di famiglie che rischiano di rimanere senza reddito. «Stiamo parlando di persone la cui esistenza è messa in discussione - aggiunge Marinella Magnoni della Cgil - perché rimarranno senza mobilità e senza cassa integrazione per anni, dopo che c'è stato un accordo che gli garantiva un percorso per il raggiungimento della pensione».

C'è molta preoccupazione nel sindacato, perché si avverte il pericolo che, a fronte dell'azzeramento del reddito per un lungo periodo, possa venir meno la coesione sociale. «È necessario - conclude Antonio Albrizio segretario provinciale della Uil (foto a lato)- che venga introdotta una deroga. Non c'è altra via quando ci sono in gioco le esistenze di migliaia di famiglie. Fino ad oggi non c'è ancora nulla, ma questa situazione drammatica va sbloccata senza tentennamenti».
 
 
In cassa e pronti alla pensione
«Ora Monti ci fa perdere tutto»
Video del presidio alla prefettura di Como
COMO Li chiamano esodati. Protestano perché si sentono sprofondare a metà del guado, invischiati in quella terra di mezzo che si estende tra gli ammortizzatori sociali ormai sul finire e l'ottenimento della tanto agognata pensione che rischia di scivolare sempre più avanti a seguito delle recenti normative in materia pensionistica.
Per 20mila lavoratori lombardi («Un migliaio solo in provincia di Como», afferma il segretario provinciale Cgil, Alessandro Tarpini) le ultime settimane sono state vissute all'insegna dell'estrema precarietà del futuro che si para loro di fronte.
Chi pensava di aver ormai imboccato la strada verso la pensione al termine della mobilità, infatti, si è ritrovato a dover confrontarsi con un quadro tutt'altro che roseo, modificato a tal punto da non dare certezza circa il passaggio al sussidio pensionistico al compimento del terzo anno di ammortizzatore sociale. Anzi, per molti lavoratori esiste il rischio di dover lavorare ancora alcuni anni alla scadenza naturale della mobilità, nonostante nella stragrande maggioranza dei casi la stessa scelta di seguire il percorso ora agli sgoccioli fosse motivato dalla possibilità, oggi negata, di passare direttamente alla riscossione della pensione.
Un fatto preoccupante, che ha indotto Cgil, Cisl e Uil, a organizzare una manifestazione di protesta per rimarcare la necessità di un intervento concreto a favore di quanti, in assenza di una revisione d'insieme, si ritroverebbero senza un lavoro e con poche chance di ricollocazione.
Ieri, a partire dalle 10, davanti alla prefettura di Como una cinquantina di lavoratori hanno dato vita a un presidio di sensibilizzazione, mentre i tre segretari provinciali (oltre a Tarpini, Cgil, Gerardo Larghi, Cisl, e Michele Barresi, Uil) entravano nel palazzo del governo per incontrare il prefetto, Michele Tortora. «Si tratta - dice Tarpini - di una situazione da affrontare con serietà. È giusto che i lavoratori abbiano certezze sul loro futuro pensionistico».

Nessun commento:

Posta un commento