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mercoledì 24 settembre 2014

Ultim'ora sulla VI Salvaguardia


Esodati, dal Senato pronto il via libera al sesto decreto
 
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Il ddl consentirà ad ulteriori 32.100 lavoratori di mantenere le regole di pensionamento previgenti all'entrata in vigore della Riforma Fornero.
Il conto complessivo supererà gli 11,5 miliardi di euro. E' questa la spsa complessiva prevista in nove anni per salvaguardare gli esodati, i lavoratori che dopo la riforma Fornero rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione. Soldi che vanno scalati dagli 80 miliardi di risparmi previsti dalla stessa legge Fornero. A ritoccare di poco verso l'alto la somma è il sesto intervento sugli esodati, che potrebbe essere approvato già oggi dalla commissione Lavoro del Senato.
Il ddl 1558 sposta di un anno, dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016, il termine entro cui deve aprirsi la finestra mobile per accedere alla pensione secondo le vecchie regole pensionistiche e per la prima volta riguarda anche i lavoratori a tempo indeterminato. Sono circa 32.100 mila le persone coinvolte (di cui tuttavia 24 mila ripescate dalle precedenti tutele ed 8.100 nuove posizioni finanziate), che porteranno a 170 mila il totale dei salvaguardati. sesta salvaguardia pensionioggi.it
Il provvedimento riapre praticamente quasi tutti i profili di tutela che sino ad oggi erano stati oggetto di intervento: dai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 ai cessati dal servizio (con o senza accordo con il datore di lavoro), dai lavoratori che nel 2011 hanno fruito dei permessi o dei congedi per assistere un parente disabile ai percettori dell'indennità di mobilità.
 

Ddl esodati: Mauro (Pi), ok commissione Lavoro Senato a sede deliberante
"Tutti hanno riconosciuto che lo Stato
ha commesso errori"
Roma, 24 set - "La commissione Lavoro del Senato ha approvato su proposta del relatore la richiesta della sede deliberante per il disegno di legge sugli esodati". Lo ha annunciato il senatore del partito 'Per
l'Italia', Mario Mauro, spiegando che "tutti hanno riconosciuto che lo Stato ha commesso degli errori e che e' giusto fermarsi solo quando il problema degli esodati sara' risolto per intero". Il Regolamento del Senato prevede ora che la richiesta del passaggio dalla sede referente alla sede deliberante (ossia il via libera al provvedimento della Commissione senza il successivo passaggio in Aula) avanzata dalla Commissione sia accolta dal presidente del Senato.

Fedriga (LN): Renzi gioca su pelle famiglie


Fedriga, Renzi gioca su pelle famiglie, vergogna
(ANSA) - ROMA, 24 SET - "E' vergognoso il respingimento dell'ordine del giorno della Lega Nord al Senato con cui  chiedevamo al governo di rispettare la promessa di risolvere in modo strutturale e definitivo la questione esodati. Si tratta dell'ennesima promessa non mantenuta del presidente del Consiglio".
Lo scrive in una nota il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga.
"Il venditore di fumo fiorentino sta giocando sulla pelle di famiglie che a causa della riforma Fornero, voluta e votata dal Pd, rimangono abbandonate senza più reddito né da lavoro né da pensione. Che vergogna, che schifo".

lunedì 22 settembre 2014

Pensioni, zero tracce nel Jobs Act




Welfare 19 settembre 2014, 11:06 
pensioniPensioni, zero tracce nel Jobs Act.
Nuove promesse ai Quota 96
Approvate le novità nel welfare, ma i requisiti non cambiano
Mentre si discute di tutele dei lavoratori e dell’articolo 18, che potrebbe essere congelato nel Jobs Act per i primi tre anni di contratto, rimane in sospesa la questione delle pensioni. Al suo interno, non solo il tema dei requisiti sempre più ardui da raggiungere, ma anche l’irrisolto nodo dei Quota 96 e gli esodati ancora in attesa di salvaguardia.
Nonostante la parte attualmente in discussione del Jobs Act si concentri in particolare sul welfare, così come programmato già in primavera, sembra che il tema delle pensioni sia stato ancora rinviato a data  da destinarsi. Il disegno di legge attualmente in discussione in Senato, infatti, prevede deleghe importanti per il governo in fatto di ammortizzatori sociali e misure per il contrasto alle marginalità, ma non si parla di ridurre l’età pensionabile, né di rivedere ik requisiti attualmente in vigore.
Del resto, lo aveva confermato nelle settimane scorse il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, affermando che nessuna revisione della legge Fornero sulle pensioni sarebbe in programma nel breve periodo. Restano, però, due incognite. Da una parte, infatti, lo stesso successore di Enrico Giovannini aveva confermato come la materia pensionistica sarebbe stata al centro dell’azione di governo nella seconda parte dell’anno; dall’altra, la vertenza aperta dei Quota 96, i quali erano arrivati a un passo dal pensionamento in deroga alla riforma entrata in vigore a inizio 2012.
Quota 96 rassegnati?
Mentre sono ricominciate le scuole, i docenti Quota 96, nel frattempo diventati Quota 101 o 103, hanno ripreso le lezioni, per l’ennesimo anno di lavoro in aula, dopo un’estate di vane speranze alimentate dall’emendamento in riforma della Pubblica amministrazione che avrebbe dovuto assicurare a 4mila insegnanti e dipendenti Ata il ritiro dal primo settembre.
Ora ad alimentare nuove speranze in seno ai Quota 96 è la senatrice del Partito democratico Laura Puppato che riconosce come “La pagina dei Quota 96 sia molto brutta nella storia dei rapporti governo-Parlamento. Onestamente non so quando lo risolveremo, vorrei dire presto ma pensavamo allo stesso modo di farcela questa estate e non è stato possibile”.
Il dilemma, come noto, è sempre quello delle coperture: per mandare in pensione i Quota 96 servono 400 milioni di euro in 4 anni che, però, dal prossimo anno potrebbero scendere sensibilmente: forse, allora, la previsione dell’addio alla cattedra arriverà in legge di stabilità 2015? La risposta non tarderà ad arrivare, anche se i Quota 96 hanno ormai esaurito le speranze.
(Leggi)
 

INPS chiarisca su pagamento Buonuscita esodati

Esodati, Inps chiarisca il termine di pagamento della buonuscita
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L'Inps sta inviando le lettere che autorizzano il pensionamento con i requisiti ante 2012 nei confronti di quei lavoratori che nel corso del 2011 hanno fruito della legge 104/1992Ancora non risulta chiaro il termine di pagamento della buonuscita per i lavoratori del pubblico impiego beneficiari delle disposizioni di salvaguardia di cui al decreto legge 102/2013. Il provvedimento, come si ricorderà, ha ampliato di 2.500 unità la platea dei lavoratori salvaguardati dalle nuove regole in favore di coloro che risultavano in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del Dlgs 151/2001 (noto anche come congedo straordinario biennale) o fruitori di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge 104/1992 nel corso del 2011. Ulteriore condizione riguarda la decorrenza della pensione che deve collocarsi entro il 6 gennaio 2015.
Ad oggi circa 1500 posizioni sono state certificate e gli interessati stanno ricevendo la comunicazione ufficiale che gli consentirà di accedere alla pensione con le previgenti regole pensionistiche.

Molti lettori di Pensioni Oggi lamentano tuttavia l'impossibilità di conoscere con precisione la data entro cui sarà posta in pagamento l'indennità di buonuscita. Le regole in realtà dovrebbero essere quelle indicate nella Circolare Inps 73/2014. E cioè nei casi di dimissioni volontarie il pagamento avverrà non prima di 24 mesi mentre nei casi di risoluzione da parte della pubblica amministrazione per raggiungimento del limite ordinamentale (65 anni) o dei requisiti per la pensione anticipata i termini vengono accorciati a 12 mesi. Scaduti questi termini, l’istituto ha l'onere di porre in pagamento la prestazione entro 3 mesi (quindi il termine di pagamento è pari a 27 o 15 mesi) pena il pagamento degli interessi.
Per importi superiori a 50mila euro ma inferiori a 100mila euro il pagamento sarà frazionato secondo quanto previsto dalla legge 147/2013. L'erogazione avverrà in due rate di cui la prima erogata con i termini sopra citati e la seconda trascorsi ulteriori 12 mesi. Se la prestazione dovesse risultare superiore a 100mila euro, l'erogazione avverrà in tre rate con l'ultima rata pagata dopo ulteriori 12 mesi dalla seconda erogazione.
Si ritiene, peraltro, che i dipendenti che grazie alla salvaguardia riescano a conseguire un diritto a pensione entro il 2013 i frazionamenti di 50mila e 100mila siano portati rispettivamente a 90mila e 150mila euro. Una precisazione sul punto da parte dell'Istituto nazionale di Previdenza sarebbe tuttavia utile a chiarire la vicenda.

domenica 21 settembre 2014

Opzione donna. C'è un comitato

Ci è stato chiesto di far conoscere questo comitato. 
Pensione anticipata,opzione donna: news 2015?Lo facciamo volentieri anche perché questo argomento in passato è stato oggetto di discussioni da parte dei lettori del nostro Blog.
Buongiorno
Vi pregherei di pubblicare, se possibile urgentemente, la seguente ns.
Trattasi di una richiesta di PREADESIONE PER RICORSO COLLETTIVO avverso le Circolari INPS 35 e 37 del marzo 2012 che impediscono a molte donne, lavoratrici dipendenti e/o lavoratrici autonome e/o disoccupate senza possibilità di trovare nuova occupazione,  di poter accedere alla pensione con la cosidetta OPZIONE DONNA - pensione che viene calcolata interamente con il sistema contributivo.
E' stato pertanto costituito il COMITATO OPZIONE DONNA, si trova su Facebook. Al momento le preadesioni ammontano a 103 Donne, ma siamo sicure che stante i  numeri INPS che parlano di 6000 Donne "fuori" causa loro Circolari, potremmo essere di più nel Ricorso.
Grazie per la collaborazione.
Cordiali saluti
A nome del COMITATO OPZIONE DONNA - Znasi Adria

PREADESIONE RICORSO COLLETTIVO
da COMITATO OPZIONE DONNA  (SU FACEBOOK)
Care amiche, come vi avevo anticipato, possiamo attivare un ricorso collettivo avverso le circolari INPS n 35 e 37 del marzo 2012, per eliminare le parti che introducono la aspettativa di vita ( 3 mesi ) e la finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le lavoratrici autonome, con ciò escludendo chi , pur maturando i requisiti stabiliti dalla legge entro il 31.12.2015, causa l’una o l’altra circolare, si trova esclusa .
Quindi il ricorso riguarda questo aspetto trasversale che interessa tutte e può essere collettivo . Non è necessario avere già una risposta negativa dell’INPS ( molte di noi, oggi,   non hanno ancora maturato i requisiti previsti dalla legge o di età o di contributi ) MA  noi abbiamo comunque un interesse a che la questione si risolva per poter accedere a questa tipologia di pensionamento prevista dall’art .1 comma 9 della legge 243 /2004 salvata dalla riforma Fornero.
IPOTESI RICORSO COLLETTIVO :
- presenza di un cospicuo numero di ricorrenti , quindi almeno 50 rappresentano una base minima per poter procedere; (al momento abbiamo già raggiunto le 103 adesioni)
- interesse comune e ugale per tutte,
- due studi legali : uno amministrativista ed uno giuslavorista per coprire i diversi aspetti della problematica ;
- spesa indicativa 100/300 euro in relazione alle adesioni, ma ovviamente più siamo meno si spende;
- si parte subito con diffida all’INPS ,
- pubblicità e diffusione del ricorso collettivo a livello nazionale.
A questo punto si vede cosa decide l’INPS che ha 90 giorni per rispondere . Nella migliore delle ipotesi ci dà ragione e siamo a posto in caso contrario , se a livello legislativo non hanno ancora fatto niente, decidiamo il da farsi.
CHI DI VOI E’ INTERESSATA A PROCEDERE ,DEVE COMPILARE LA SCHEDA DI PREADESIONE , ALLEGANDO SOLO EVENTUALI ISTANZE GIA’ PRODOTTE NEI CONFRONTI INPS. NON ALLEGARE NULL'ALTRO.
LA SCHEDA DI PREADESIONE SI TROVA AL "COMITATO OPZIONE DONNA" SU "FACEBOOK"   VA POI INVIATA, senza allegati se non istante pregresse fatte singolarmente nei confronti a: comitato.opzione.donna@gmail.com ENTRO MARTEDI’ 23 p.v 

Leggi anche: Blasting News

VI salvaguardia: voglia di fare presto

Ultime notizie esodati della sesta salvaguardia: l'iter di legge mette il turbo
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Niente emendamenti al Ddl Esodati per la sesta salvaguardia per approvarlo entro settembre. 
Gli esodati sotto tutela della sesta salvaguardia sono in attesa dell'inizio dell'iter parlamentare per la legge che riguarderà i 5500 collocati in mobilità, i 12.000 autorizzati a continuare i versamenti volontari dei contributi, gli 8800 fra licenziati e cessati, quelli in congedo dal 2001 che toccano le 1800 unità e altri 4000 a tempo determinato nel periodo 2007/2011. Per tutti questi esodati la Legge di Stabilità 2015 dovrà risolvere in modo strutturale i loro problemi. Anticipazioni provenienti da fonti governative garantiscono che si farà presto.

Nessun emendamento

Il tempo stringe per approvare la Legge di Stabilità nei mille giorni del Governo Renzi e pertanto i deputati hanno deciso di agevolare la velocità di esecuzione della legge che riguarda gli esodati astenendosi dal presentare emendamenti di sorta. La volontà è quella di far presto e cessare con la stantia abitudine della decretazione d'urgenza, approvando la legge che mandi finalmente in pensione questa categoria particolare di lavoratori.

La discussione in Commissione

Durante la seduta in Commissione è stato predisposto un ordine del giorno che nei fatti conclude il capitolo esodati senza provvedimenti ulteriori di salvaguardia. L'ultimo provvedimento relativo assicura che venga rispettata la disciplina esistente circa il pensionamento per tutti coloro che, avendo perso il lavoro in modo involontario nel periodo precedente o anche successivo alla riforma, si aspettavano di essere mandati in pensione entro il successivo quadriennio (2012-2015), includendo anche tutti gli ex occupati esistenti in carico provenienti da altre situazioni di crisi aziendali e/o occupazionali.
Analizzando nel dettaglio le varie proposte emerge in particolare l'idea di istituire incentivi per la permanenza o il reinserimento dei 50-60enni, una miscela di lavori a tempo ridotto con pensionamento parziale, specifiche forme di flessibilità circa il pensionamento, costituzione di incentivi alle imprese che privilegiano l'esperienza per favorire il reinserimento degli over 50, adozione di misure di sostegno al reddito, assistenza mirata alla ricerca e l'adozione di un contributo di natura economica per reinserire gli over 60 rimasti senza lavoro e non hanno ancora i requisiti per la pensione.
(Leggi)

A Milano incontro con Susanna Camusso.

Breve relazione sull'incontro col segretario generale della CGIL Susanna Camusso.
Milano, 19/9/14 c/o Nuova Sede Regionale CGIL Lombardia

      per la CGIL:

Susanna Camusso
Elena Lattuada - Segretaria Generale CGIL - Lombardia
Campagnoli - Segretario Generale CGIL - Lodi

     per gli esodati:

Vincenzo Gnasso
Angelo Moiraghi
Antonio Perna
Fabio Orlando
Franca Carichino
Igor Momente
Antonio Fatuzzo


Vista la necessità di contenere al massimo la durata dell'incontro, si è lasciato a Vincenzo il compito di sintetizzare le diverse esigenze in un unico intervento.
Di seguito i principali punti accennati/trattati:

1 - La 6a salvaguardia è all'esame in Senato. L'unico ostacolo attuale è rappresentato dall'ordine del giorno di Ichino. Si chiede a Camusso, per quanto possibile, di fare pressione con i suoi interlocutori per superare l'ostacolo.

2 - Successivamente alla 6a salvaguardia, per il futuro dei non salvaguardati, si prende atto della piattaforma CGIL che auspica una soluzione strutturale della vicenda esodati.

3 - Si è accennato alle vicende legate ad interpretazioni restrittive da parte INPS relativamente all'opzione donna e Contributori Volontari ante 2007. Si ritiene che possa essere individuato un percorso "amministrativo". Si è accennato anche a casistiche di esodati che sono stati completamente e ingiustamente tagliati fuori dalla precedenti salvaguardie come i mobilitati senza accordo (perché messi in mobilità direttamente dal curatore fallimentare, e come coloro che hanno firmato accordi in sede territoriale. Al riguardo è stato consegnato il documento “domande a Camusso” (allegato). Al proposito si è richiesta la possibile collaborazioni degli Uffici Legali CGIL per valutare eventuali ricorsi. La risposta di Camusso è stata affermativa. Si può proseguire con una verifica più operativa con Rita Cavaterra e Vera La Monica.

4 - Si è espressa viva preoccupazione per i 200.000 esclusi dalle attuali salvaguardie, si auspica il riconoscimento degli accordi pregressi ante legge Fornero e la gradualità di intervento sino al 2018, come peraltro indicato nella legge stessa.

5 - Si è ribadito il rischio mediatico di banalizzare e di dichiarare definitivamente conclusa la vicenda esodati. In questo senso si considerano pericolosissimi i reiterati messaggi lanciati da Ichino e altri.

6 - Si è richiesta la disponibilità di Camusso per un incontro specifico con i nostri coordinatori nazionali. La disponibilità di Camusso è stata confermata, compatibilmente con un agenda di attività molto intensa da qui a fine anno.

7 - Perna ha apprezzato la disponibilità di CGIL che ospita presso la sua sede di Milano lo Sportello Esodati. Ha ricordato l'utilità del supporto informativo e a volta anche psicologico offerto ai molti che in questi anni si sono rivolti allo sportello. Il bagaglio di esperienze acquisite è un valore oggettivo che si suggerisce di mantenere e rendere disponibile anche in futuro.

8 - Si è lasciato una copia del Dossier Esodati e del documento “Questioni aperte” (allegato) sia a Camusso che a Campagnoli.

giovedì 18 settembre 2014

Flessibilizzazione anche per esodati?

Esodati, stop a nuove salvaguardie. Piu' flessibilità per la pensione
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Le Forze Politiche presentano in Commissione Lavoro del Senato un ordine del giorno in cui chiedono lo stop a nuove salvaguardie. Serve maggiore flessibilità in uscita e forme attive di invecchiamento.
Non ci sarà una settima salvaguardia. Il governo dovrà piuttosto cercare forme di invecchiamento attivo per i lavoratori "anziani" che abbiano perso il lavoro senza avere ancora i requisiti per il pensionamento. E' quanto si legge nell'ordine del giorno presentato ieri, in Commissione Lavoro al Senato da diversi esponenti della maggioranza tra cui Pietro Ichino (Sc), Hans Berger (Svp), Giuseppe Pagano (Ncd) e Annamaria Parente (Pd).
"Salvi alcuni casi - si legge nel documento - numericamente assai limitati, che soltanto per circostanze particolari e peculiari non rientrano tra quelli salvaguardati e ai quali dovrà essere dedicata la necessaria attenzione in funzione di soluzioni ad essi rigorosamente circoscritte, con quest'ultimo provvedimento di salvaguardia deve considerarsi conclusa la fase degli interventi legislativi volti a risolvere problemi transitori di applicazione della riforma con l'esenzione dalla nuova disciplina pensionistica in favore di persone interessate da accordi di scioglimento dei rapporti di lavoro in prossimità del pensionamento".
In altri termini il documento chiude le porte all'approvazione di ulteriori provvedimenti che derogano alla Riforma Pensionistica del 2011. Nel documento si sottolinea piuttosto che è "necessario, per altro verso, evitare che l'attesa di provvedimenti ulteriori di salvaguardia induca una parte dei potenziali interessati ad astenersi da possibili opportunità di occupazione".
Le forze politiche chiedono quindi al governo di sviluppare - anche sulla scorta delle migliori esperienze straniere di politiche di active ageing - un insieme organico di interventi volti a incentivare e facilitare la permanenza e/o il reinserimento dei cinquantenni e dei sessantenni nel tessuto produttivo, con forme di flessibilizzazione dell'età del pensionamento, di combinazione del lavoro a tempo parziale con pensionamento parziale, di incentivo economico alle iniziative delle imprese volte a ridisegnare le posizioni di lavoro in funzione della migliore valorizzazione delle doti di esperienza, equilibrio e affidabilità delle persone nell'ultima fase della loro vita attiva.
Inoltre, laddove nessuna delle anzidette misure di promozione dell'invecchiamento attivo possa essere adottata, ad affrontare il problema degli ultrasessantenni che abbiano perduto l'occupazione senza avere ancora i requisiti per il pensionamento e che si trovino in difficoltà nella ricerca di una nuova occupazione, attivando strumenti di sostegno del reddito, di assistenza intensiva nella ricerca e di contributo economico per l'assunzione, mirati a incentivare il loro reinserimento nel tessuto produttivo e non la loro uscita dal mercato del lavoro.
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