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lunedì 17 agosto 2020

Gli esodati scrivono alla Ministro Catalfo

 Riforma pensioni 2020, ultime: gli esclusi scrivono a Nunzia Catalfo 

Il tavolo di confronto tra Governo e sindacato e ripreso ed é iniziato, come ci hanno detto Roberto Ghiselli, segretario confederale della CGIL, E Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, con ‘il piede giusto’. Ora si spera che si riesca a proseguire nei prossimi tavoli di Governo, già fissati per l’8 settembre ed il 16 settembre nel modo migliore, al fine di poter risolvere i nodi più urgenti e pianificare quella che dovrà essere la prossima Riforma delle pensioni. Ormai é certo che quota 100 verrà portata a naturale scadenza, come più volte ha annunciato anche il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha assicurato altresì che porra attenzione agli ultimi esodati rimasti, al fine di riuscire a quantificarne il numero preciso. Al riguardo abbiamo ricevuto una lettera, con preghiera di diffusione, che Claudio Ardizio, coordinatore degli Esodati, ha scritto alla stessa Catalfo al fine di esplicitare alcune precisazioni. Eccovi le sue parole.

Riforma pensioni 2020, la lettera a Nunzia Catalfo da parte degli esodati

L’email che vi riproponiamo é stata, ci spiega Ardizio, inoltrata all’attenzione del Ministro del Lavoro Sen. Nunzia Catalfo , ai sottosegretari e dirigenti MdL , al presidente dell’INPS Pasquale Tridico per conoscenza al Ministero MEF , a dirigenti INPS , ai 3 Sindacati, a parlamentari

Siamo grati al Ministro Sen. Nunzia Catalfo che ha annunciato una verifica tecnica all’Inps sul numero di esodati esclusi e nel caso ci sia ancora una platea di esodati non tutelata, provvederà a dare soluzioni. Una platea di esodati ancora NON tutelati , cioè esclusi da ottava salvaguardia, esiste di certo. Basta guardare alla risposta del sottosegretario On. Cassano con dati dell’INPS, a interrogazione di Rizzetto del 2017, in cui si dichiarava esistevano 3.406 esclusi : tra cui 1.774 mobilitati = lettera a), 1.359 donne escluse nate dopo il 31/7/1956 e 273 esclusi per adeguamento aspettativa di vita. Mancavano nella risposta del sottosegretario Cassano i numeri degli esclusi delle tipologie da lettera b) c) d) e) f) .

Riforma pensioni, agli esodati non sono bastano quota 100, OD, e neppure Ape sociale

TUTTI i 3.406 ( o i circa 6.000 , se si contano anche le tipologie da lettera b) a f) e coloro che non hanno fatto domanda in ottava ) non possono aver trovato soluzioni con quota 100 , OD e neppure con APE sociale ( servono 38, 35, 30 anni di contributi per le 3 misure) .

Le 1.359 donne escluse nate dopo il 31/7/1956 , puntavano alla pensione di vecchiaia ove non era richiesto il requisito contributivo. La pensione di vecchiaia si raggiungeva in 8^ salvaguardia a 61 anni e 5 mesi ( con adeguamenti AdV e di Genere). Quindi bisogna salvare le escluse con la riapertura della ottava al 31.12.2021 con blocco AdV e blocco di incremento di genere. Ma anche in tal caso ci sarebbero poche centinaia di donne escluse che non si salverebbero al 2021 .
A queste donne servirebbe una salvaguardia illimitata o APE sociale STRUTTURALE RIDUCENDO da 30 a 20 anni i contributi richiesti ( da nostre analisi oltre 80 % delle donne escluse non raggiunge i 30 anni di contributi . ) e eliminando in APE 2 vincoli ( 3 mesi di disoccupazione e 18 mesi di lavoro a TD Tempo Determinato) .

Pensioni 2020, cosa serve agli esclusi per poter risolvere il loro dramma?

In sintesi servono i 2 testi predisposti da Sen. Nannicini per emendamenti a LdB 2020 , con poche ulteriori modifiche migliorative su APE sociale e per mobilitati in 8^ .

Tutte queste indicazioni sono state fornite dai comitati esodati nell’incontro con MdL del 9 ottobre 2019 e nell’incontro INPS del 4 novembre 2019

In attesa della verifica tecnica all’Inps sul numero di esodati esclusi e delle soluzioni che Catalfo proporrà ai 3 sindacati l’8 settembre vi auguriamo Buon Lavoro. Cordiali saluti .Claudio Ardizio Coordinatore Comitati Esodati”.

venerdì 15 maggio 2020

Damiano: legittima larichiesta di salvaguardia dei 6.000 esodati

Pensioni, ultime su esodati, quota 41 e decreto rilancio: intervista a Damiano

  • Abbiamo il piacere di ospitare sul nostro sito Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e dirigente del partito democratico, che si é gentilmente confrontato con noi, in questa intervista in esclusiva, su temi che stanno particolarmente a cuore ai cittadini in attesa da giorni del decreto rilancio, finalmente approvato, e della ripartenza degli incontri tra Governo e sindacati al fine di riaprire il capitolo previdenziale.
    L’onorevole Damiano non ha mancato di sottolineare come nell’attuale decreto rilancio vi sia insito il fine di tutelare i più deboli, i maggiormente colpiti da questa pandemia: lavoratori, imprese e famiglie. Per questa ragione, se lo scopo è non ‘lasciare indietro nessuno’, ritiene doveroso rilanciare la richiesta del Comitato Esodati in quanto il Governo non può e non deve dimenticare gli ultimi 6.000 cittadini rimasti fuori da ogni tutala e dalle precedenti otto salvaguardie. Inoltre sarebbe bene, alla riapertura del capitolo previdenziale, ampliare la platea dei lavori maggiormente gravosi o pericolosi, includendo, ora ad esempio, quelli più esposti al virus; ha altresì ribadito con forza come sia fondamentale permettere al lavoratore di poter uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, già a partire dai 62 anni d’età a fronte, per taluni, di una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo o con 41 anni di contributi.  Eccovi l’interessante intervista che ne é emersa
    Decreto rilancio e pensioni, gli esodati non possono restare esclusi
    Gentilissimo onorevole Damiano, é stato finalmente approvato il ‘Decreto Rilancio’che prevede uno stanziamento considerevole per far fronte agli effetti determinati dalla pandemia su famiglie, imprese e lavoratori. Si parla di circa 55 miliardi, a tal proposito, ieri la rappresentante del Comitato 6.000 esodati esclusi ha lanciato un appello a Misiani ed all’intero Governo segnalando come ci si stia nuovamente dimenticando di una categoria esausta non solo a causa del Covid 19 ma da 8 anni di attesa di giustizia previdenziale, stiamo parlando degli esodati. La Stojan ha esplicitamente chiesto tutela per queste 6.000 persone e la riapertura dell’ottava salvaguardia. Come reputa tale richiesta?
    Il Governo ha approvato il “Decreto Rilancio” che prevede uno stanziamento di 55 miliardi a favore di imprese, lavoratori e famiglie, al fine di far fronte agli effetti della pandemia. Noi abbiamo sempre insistito su alcuni criteri: la velocità delle erogazioni, dai bonus alla Cassa Integrazione; l’inclusione di tutti, soprattutto dei soggetti più deboli; la durata degli interventi, almeno per tutto il 2020; la destinazione di risorse a fondo perduto per la riapertura delle aziende, in particolare di quelle piccole e micro. In questa logica, troviamo del tutto legittima e fondata la richiesta del Coordinamento dei lavoratori esodati di risolvere conclusivamente la loro situazione.
    Si tratta di circa 6.000 persone che non hanno nè stipendio nè pensione perché non sono rientrate nelle 8 salvaguardie previdenziali. Si tratta delle ultime vittime della legge Monti-Fornero: ricordo che con le salvaguardie circa 150mila lavoratori sono stati mandati in pensione, con uno stanziamento complessivo di 11 miliardi di euro. Adesso si tratterebbe di compiere l’ultimo passo. Se il Governo trascura questa situazione commette un errore e non tutela tutti i più deboli.
    Riforma pensioni, il Covid 19 quanto ha inciso e cosa cambierà?
    A suo avviso per quanto concerne la questione previdenziale, al momento in standby, cos’ha messo in luce questa pandemia e quanto di quello che involontariamente questo virus ci ‘ha insegnato’ potrebbe trovare posto nella stesura della prossima riforma delle pensioni?
    La pandemia da Coronavirus ha fatto balzare in evidenza la questione della prevenzione e dell’impatto dell’emergenza sanitaria sulla salute dei lavoratori. In questa ottica la questione di una riforma della previdenza, momentaneamente accantonata e della quale sarebbe necessario occuparsi nuovamente, va concepita in una logica nuova e non più separata dalla definizione di uno standard di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, resa ancora più evidente dall’attuale pandemia.
    Non si tratta, quindi, di produrre un aggiustamento, al costo più basso possibile, delle storture dell’attuale modello previdenziale, ma di proporre la riscrittura del profilo delle tutele sociali del nostro Paese in grado di prevenire anche le situazioni di emergenza come l’attuale, mettendo al riparo soprattutto i soggetti che si sono rivelati più fragili. Passare da un sistema rigido (Monti-Fornero) a uno flessibile che privilegi l’uscita anticipata dal lavoro, soprattuto di chi svolge non solo i lavori usuranti e gravosi, ma anche di chi è maggiormente esposti al contagio, è anche il modo con il quale diminuire l’esposizione al rischio di chi supera una certa soglia di età ed è più fragile di altri, come ci rileva l’attuale pandemia.
    Pensioni 2020: ok quota 41 e uscita dai 62 con penalizzazione ma non per tutti
    Quindi quali dovrebbero essere, a suo avviso, gli argomenti fondamentali di discussione da cui ripartire nel prossimo tavolo di confronto col Governo? I sindacati hanno proposto come punti cardine negli incontri pre covid 19: la flessibilità in uscita dai 62 anni, la quota 41 per i lavoratori precoci indipendentemente dall’età e un occhio di riguardo ai giovani, che rischiano di non poter avere pensioni dignitose a causa dei lavori precari e intermittenti che svolgono. Si trova concorde con tali richieste?
    Gli argomenti fondamentali di discussione, quando si parla di pensioni, ruotano attorno a un criterio di flessibilità che consenta l’uscita anticipata dal lavoro. Inoltre, questo argomento non può essere disgiunto da quello dei giovani, ai quali assicurare un risultato previdenziale dignitoso nonostante l’attuale discontinuità che caratterizza il mercato del lavoro delle giovani generazioni. Sul primo punto, come ha evidenziato lei, i sindacati hanno avanzato molte richieste; tra queste, la fissazione di 41 anni di contributi come misura sufficiente ad andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica. Si tratta dei cosiddetti lavoratori precoci, cioè di coloro che hanno cominciato a lavorare tra i 15 e i 20 anni. In secondo luogo un’uscita flessibile a partire dai 62 di età.
    A questo proposito la nostra opinione è molto semplice: nel caso delle normali attività l’anticipo pensionistico può essere collegato a una penalizzazione (ad esempio il 2% per ogni anno anticipato). Nel caso di lavori usuranti o gravosi o esposti a rischi di contagio non ci dovrebbe essere penalizzazione. Questa misura, a differenza di quello che è avvenuto con Quota 100, dovrebbe diventare strutturale. Per noi si impone un tema: rivedere e ampliare l’elenco delle attività gravose e usuranti.
    Riforma pensioni: fondamentale ampliare elenco attività gravose e usuranti
    Cosa dovrebbe tenere conto l’elenco delle attività gravose e usuranti che lei ha in mente, quali dovrebbero rientrarvi ‘di diritto’?
    Penso non solo all’inclusione di categorie precedentemente escluse (come il caso dell’edilizia), ma anche a nuovi inserimenti di attività lavorative che, nella pandemia, sono apparse come particolarmente esposte.
    A questo proposito è opportuno segnalare il fatto che l’U.S. Department of Labor, Employment and Training Administration, ha individuato le categorie di lavoratori maggiormente a rischio: dagli igienisti dentali ai cassieri, per fare un esempio. È dunque evidente che nella riscrittura delle mansioni meritevoli di un anticipo pensionistico, occorrerà intrecciare le attività usuranti e gravose con quelle esposte a rischio contagio.
    La prevenzione si può dunque esercitare attraverso buone pratiche, ad esempio quelle definite dalle parti sociali per la ripresa produttiva-Fase 2, e con l’accesso anticipato alla pensione attraverso un collegamento tra l’esposizione al rischio e l’età del lavoratore.

    Ringraziamo l’onorevole Cesare Damiano per il tempo dedicatoci e per la lunga intervista che ci ha concesso, ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.
    (Leggi)

    venerdì 1 maggio 2020

    Ciò che serve è la Salvaguardia per i restanti 6.000 esodati

    Riforma pensioni, ultime notizie
    Il ‘piano Fornero’ per il contributo di solidarietà 

    Logo_IlsussidiarioRiforma pensioni, il “piano Fornero” per il contributo di solidarietà e la vera proposta dell’ex Ministra per uscire dalla crisi
    PIANO FORNERO PER TAGLIO PENSIONI 
    Dopo l’intervento a DiMartedì dell’ex Ministra Elsa Fornero, ha fatto discutere e non poco la potenziale proposta di taglio pensioni attuata dalla titolare dell’ultima imponente riforma pensionistica dell’età recente in Italia: «Se vogliamo essere proprio realistici possiamo pensare che alle pensioni molto alte possano essere richieste di un nuovo contributo di solidarietà» spiegava la Fornero per allontanare il rischio di ogni taglio previdenziale agli assegni medio-basi. Secondo la stessa ex Ministra del Governo Monti anche il contributo in realtà sarebbe alquanto improbabile visto che tante volte negli ultimi anni si è assistito ad un taglio delle pensioni alte, ma non per questo elimina la possibilità: «Lavorare e produrre» questa la soluzione per la crisi secondo la Fornero che dunque esclude aumento tasse o «intervenire tagliando le entrate su cui oggi contano gli italiani, poiché solo così si può mantenere occupazione, redditi e anche le pensioni». (agg. di Niccolò Magnani)

    RIFORMA PENSIONI, L’ISTANZA DEGLI ESODATI ESCLUSI
    Durante la trasmissione Tg3 Fuori Tg andata in onda martedì scorso, con ospite Alessia Morani, sottosegretaria allo Sviluppo economico, si è tornati a parlare del problema dei circa 6.000 esodati ancora privi di una salvaguardia, nonostante gli interventi di riforma pensioni che si sono susseguiti negli anni. La deputata del Pd ha ricordato che con il decreto aprile verrà varato un reddito di emergenza che servirà anche a garantire delle risorse a quanti sono senza lavoro e ammortizzatori sociali come gli esodati. Parole che non sono piaciute al Comitato 6.000 esodati esclusi.
    LE PAROLE DI GABRIELLA STOJAN
    L’amministratrice Gabriella Stojan, sulla pagina Facebook del Comitato stesso, ha infatti scritto che il “Governo non può avere il coraggio di pensare di rifilare agli ultimi Esodati – cittadini ex lavoratori onesti, abbondantemente over 60 che sono già stati derubati chi di 1, chi di 2, chi di 3 anni di pensione, una miseria una tantum di 500-600 euro mentre nel frattempo stanzia carrettate di decine di miliardi per le platee più disparate. Quella che ci spetta non è una miserabile elemosina, ma la nostra dovuta pensione!”. Parole dure, che vengono usate anche nel dire: “Questo governo cosa intende aspettare ancora? Che il Covid19 seppellisca gli ultimi 6.000 esodati vergognosamente abbandonati anche in questa situazione di pandemia?”. La richiesta resta quindi sempre la stessa: la riapertura dell’ottava salvaguardia, tra l’altro già promesso al termine della scorsa legislatura, ma mai approvata, nonostante i cambi di governo.

    martedì 7 aprile 2020

    Nel "Cura Italia" mancano solo gli esodati

    Il dramma degli esodati: “Nel Cura Italia vengono salvate tutte le categorie tranne la nostra”


    Sulla situazione degli esodati

    Radio Cusano Campus.jpg“La nostra categoria è rimasta tagliata fuori dal 2017, dall’ottava salvaguardia -ha affermato Stojan-. Io dal 2010 sono senza lavoro e senza pensione. Stiamo chiedendo una sanatoria di questa salvaguardia da 3 anni. I soldi sono avanzati da questa famosa ottava salvaguardia, sono 700 milioni e per salvaguardare noi ne basterebbero 400. Inoltre in questa situazione si sta dimostrando che i soldi se si vuole si trovano. E’ inconcepibile che nel Cura Italia si salvino tutte le categorie dei cittadini tranne gli esodati. Ci avevano promesso di inserire la salvaguardia nella legge di bilancio del 2019, poi in quella del 2020, e invece non l’hanno inserita in nessuna delle due. Tutti gli emendamenti sono stati bocciati. E’ inutile che il presidente Conte si commuova in tv e dica che siamo tutti figli dell’Italia, noi siamo figli di un Dio minore. Forse siamo meno cittadini degli altri? Noi esodati siamo ultra 70 enni, chiusi in casa, senza lavoro e senza pensione. La ministra Catalfo, che ci ha sempre ignorati, ha detto che ci sarà un reddito di emergenza, con 3 miliardi per 3 milioni di cittadini. Noi chiediamo di entrare in questo decreto di aprile. Cosa aspetta questo governo che il Coronavirus ci porti via?”.

    martedì 11 febbraio 2020

    Incontri Governo Sindacati su Esodati

    Esodati non salvaguardati: incontro tra Governo e sindacati

    Il punto sulla questione esodatiContinua il confronto tra Governo e sindacati sul tema della previdenza. Oggi si è tenuto un tavolo tecnico sulla flessibilità in uscita.

    Il mese di febbraio è caratterizzato da una fitta serie di incontri tra Governo e sindacati sul tema delle previdenza. L’obiettivo è quello “dare al Paese una riforma pensionistica strutturale e decennale”, come ha dichiarato il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, nel commentare l’avvenuta firma del decreto istitutivo del Tavolo tecnico di studio sulle tematiche previdenziali, che ha lo scopo di definire linee guida ed interventi di riforma del sistema previdenziale.
    L’Esecutivo e le organizzazioni sindacali si stanno confrontando per giungere a soluzioni condivise che consentano di superare la legge Fornero. Gli esodati rimasti esclusi dalle otto salvaguardie pensionistiche varate nel corso degli anni, eredità proprio di quella legge, precisano che: “Non avrà senso alcuno parlare di “revisione della Fornero”, finché la questione degli ultimi “6.000 Esodati esclusi” non sarà stata risolta”.

    Incontro Governo sindacati sugli esodati non salvaguardati

    Gabriella Stojan, coordinatrice del Comitato 6.000 Esodati esclusi, ha reso noto che il 12 febbraio 2020  si terrà una riunione al Ministero del Lavoro con rappresentanti del Governo, dell’Inps e dei sindacati, per discutere della questione degli esodati rimasti esclusi dalle salvaguardie pensionistiche. “Il dramma irrisolto degli ultimi 6.000 Esodati ancora non salvaguardati sarà finalmente oggetto di un tavolo apposito aperto per il prossimo 12 febbraio tra Ministero del Lavoro, Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL e INPS. Quest’ultima ridotta platea di Esodati raccoglie i lavoratori rimasti a suo tempo esclusi dall’ultima Ottava Salvaguardia, incompleta in quanto conteneva delle ingiuste quanto assurde discriminazioni tra diverse categorie di lavoratori e che quindi non ha ricompreso tutti gli aventi diritto, lasciando fuori Esodati che avevano esattamente la stessa situazione previdenziale degli Esodati salvaguardati“, ha dichiarato Stojan in una nota.

    Le richieste degli esodati non salvaguardati

    Il Comitato dei 6.000 Esodati Esclusi ribadisce che l’unica sanatoria possibile per l’ingiustizia subita dagli ultimi 6.000 Esodati è l’immediata riapertura dei termini dell’Ottava Salvaguardia per gli Esodati che maturano il requisito previdenziale entro il 31/12/2021. “Nessuna altra soluzione si volesse ipotizzare può rispondere ai principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, in quanto anche agli ultimi Esodati spetta per equità lo stesso trattamento riservato agli altri già salvaguardati in precedenza”, ha precisato Stojan.

    venerdì 1 novembre 2019

    Comunicato stampa del Comitato 6.000 Esodati Esclusi

    Comunicato stampa
    RIAPERTURA OTTAVA SALVAGUARDIA PER I 6.000 ESODATI IN LEGGE DI BILANCIO 2020!!!
    Mediterranews

    31 ottobre 2019
    Ad un anno e mezzo dall’inizio di questa Legislatura, nonostante le numerose promesse e rassicurazioni ricevute, ma non mantenute, da TUTTI i partiti delle maggioranze governative, gli ultimi 6.000 Esodati ancora non hanno visto loro riconosciuta la GIUSTIZIA SOCIALE dovuta dalle Istituzioni alle PRIMISSIME VITTIME DELLA LEGGE FORNERO.

    A 2 mesi dall’insediamento del nuovo Governo Conte e del nuovo Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, al quale il Comitato 6.000 Esodati Esclusi – unico rappresentante degli ultimi 6.000 Esodati vittime di questa discriminazione – ha ripetutamente presentato la propria istanza e chiesto udienza affinché desse seguito alla richiesta di giustizia che ben conosce dai suoi precedenti incarichi, non siamo stati né consultati né ricevuti né abbiamo avuto alcuna risposta in merito alla presa in carico della nostra giusta rivendicazione

    In Commissione Lavoro della Camera giace, dallo scorso 9 settembre, l’interrogazione nr. 5/02702 presentata dall’On. Walter Rizzetto e indirizzata al Ministro del Lavoro in cui si solleva la questione dei 6.000 Esodati e si chiedono urgenti notizie sul provvedimento da emanare per la loro Salvaguardia definitiva.
    Interrogazione alla quale finora il Ministro – mentre l’iter della Legge di Bilancio corre verso la sua conclusione – non ha tuttora dato alcuna risposta!

    Il Ministro del Lavoro Catalfo ha il potere e il dovere di far sanare questa PALESE INGIUSTIZIA che abbiamo subito come CITTADINI e come LAVORATORI!

    Sono passati ormai 3 ANNI, 3 Governi e 3 Leggi di Bilancio e dobbiamo purtroppo rilevare con esasperazione che anche nella stesura della Legge di Bilancio 2020 la Salvaguardia degli ultimi 6.000 Esodati è ASSENTE!

    Tutto ciò nonostante la solenne promessa del Ministro Di Maio, più di 1 ANNO FA, di inserirla ancora nella Legge di Bilancio 2019. Formale impegno e promessa poi tradita da quel Governo come dal precedente.

    Infatti il 15 ottobre scorso, alla trasmissione televisiva Omnibus, il Ministro Di Maio ha ammesso in merito alla Legge di Bilancio 2020: “non abbiamo ancora finito di affrontare il tema degli esodati della legge Fornero”.
    Noi gli rispondiamo:
    “Signor Ministro affronti i tema dei 6.000 Esodati e lo risolva una volte per tutte in questa Legge di Bilancio!”

    Va considerato anche che i Sindacati CGIL CISL UIL, su nostra sollecitazione, hanno confermato di avere inserito nella piattaforma in discussione con il Governo la nostra istanza, senza però dettagliare se quanto proposto rispecchi i contorni della Salvaguardia da noi richiesta.

    E’ sconcertante che questo Governo si preoccupi di “non creare altri esodati con la quota 100” mentre contemporaneamente non ha ancora sanato la TRAGEDIA degli Esodati ante Fornero: 6.000 CITTADINI e le loro famiglie lasciati senza reddito e senza pensione nella terra di nessuno dal 2011!

    E’ altrettanto preoccupante che si impegni a prevedere tutte le forme di prepensionamento possibili che interessano lavoratori nati ormai all’inizio degli anni ’60, quando gli ultimi Esodati – nati ancora negli anni ’50! – sono dimenticati e accantonati come un “danno collaterale” della Fornero: vittime sulle quali è stata messa una pietra tombale, sepolti vivi in quanto evidentemente a loro parere non ancora sufficientemente vecchi per andare in pensione!

    A tutto questo si deve aggiungere che i fondi stanziati residuati dalle precedenti Salvaguardie – che dovevano essere utilizzati per legge esclusivamente per concludere le salvaguardie degli Esodati – sono stati ampiamente saccheggiati negli anni e l’ultimo saldo positivo di circa 776 Milioni è stato fatto confluire nel FOSF, in cui si sono perse le tracce. Oltre al danno la beffa!

    Sottolineiamo, tra le poche voci a nostro sostegno, il Senatore Tommaso Nannicini che ha affermato pochi giorni fa: “ le risorse si possono trovare, date le risorse circoscritte necessarie a quest’ultima platea stimata in 6.000 Esodati, una platea del tutto riassorbibile all’interno del fondo previdenza che adesso dobbiamo gestire”.

    I 6.000 Esodati chiedono quindi con fermezza al Governo, ed al Parlamento tutto, che a questa grave ingiustizia venga definitivamente posto immediatamente rimedio inserendo CON LA MASSIMA PRIORITA’ nella Legge di Bilancio 2020 a sanatoria della grave DISCRIMINAZIONE contenuta nell’Ottava Salvaguardia il provvedimento di riapertura dei termini di quella Salvaguardia per TUTTE le categorie di Esodati in essa incluse (e non solo per una) che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021!
    Ai 6.000 Esodati Esclusi SPETTA esclusivamente riconoscere il medesimo trattamento previdenziale assicurato agli altri 144.000 Esodati: la SALVAGUARDIA previdenziale che restituisca loro il diritto alla pensione!
    Molti degli Esodati Esclusi hanno nel frattempo già perso quasi 2 anni di pensione !

    Agli Esodati non sono applicabili Quota 100, APE Social, Opzione Donna né altre eventuali misure per carenza di requisiti essendo la loro contribuzione rimasta bloccata ante la Legge Fornero.
    Non si tratta di escogitare improbabili e irrealizzabili “soluzioni” previdenziali, ma solo di applicare anche a loro gli stessi diritti riconosciuti agli altri esodati riaprendo nei dovuti termini l’ultima Salvaguardia, come prevede l’art. 3 della Costituzione che tutela l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
    Non siamo il caso pietoso di persone che chiedono l’elemosina allo Stato, ma CITTADINI che rivendicano un diritto leso!

    E’ fuorviante inventarsi ipotetiche categorie di esodati in quanto sono già tutte comprese nel testo di legge dell’Ottava Salvaguardia e con tali definizioni, che sono già state ripetutamente precisate al Ministero del Lavoro, l’INPS è in grado di circoscrivere esattamente la platea rimasta esclusa e di conseguenza anche lo stanziamento necessario per il provvedimento richiesto di sanatoria.

    E’ inaccettabile che ai nostri ripetuti appelli degli ultimi mesi NESSUN ESPONENTE DI QUESTO GOVERNO si sia degnato di rispondere né accettare la nostra richiesta di incontro con i nostri rappresentanti!!!
    E’ inconcepibile che il riconoscimento del nostro diritto previdenziale possa essere nuovamente messo da parte.

    Siamo cittadini traditi dai passati Governi, allo stremo, ostaggi di questa assurda situazione e stiamo pagando un prezzo inaccettabile trovandoci senza reddito né pensione da oltre 8 ANNI! Non intendiamo attendere oltre!
    QUELLA DEGLI ULTIMI 6.000 ESODATI E’ UNA VERA EMERGENZA SOCIALE ALLA QUALE QUESTO GOVERNO DEVE SOLLECITAMENTE DARE RISPOSTE!

    Un Governo che è nato con l’obiettivo di “ operare nell’interesse e per il bene di tutti i cittadini ‘nessuno escluso’ mirando a rimuovere le diseguaglianze di ogni tipo”, come proclamato dal Presidente Conte, non si deve macchiare dello scandalo di lasciare ancora 6.000 famiglie a subire le conseguenze dell’INGIUSTIZIA SOCIALE perpetrata dalla legge Fornero alle quali chiediamo sia restituito il diritto di cittadinanza, il diritto alla pensione ed il diritto al futuro!!!

    Comitato 6.000 Esodati Esclusi