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mercoledì 10 ottobre 2012

La Ragioneria boccia il ddl

Politica
09/10/2012 - CRISI - LE MISURE E I conti
Esodati, la Ragioneria boccia il ddl
Altolà anche sull’accorpamento delle agenzie fiscali, la modifica su cui il governo era andato sotto
roma
La Ragioneria di Stato boccia il disegno di legge Damiano sugli esodati, che prevedendo l’allargamento dei garantiti ha provocato un duro scontro fra Fornero e maggioranza. «Troppo oneroso, costerebbe 30 miliardi», fanno sapere i tecnici del ministero.
 Il ddl all’esame dell’Aula «abbassa significativamente l’età media di accesso al pensionamento, determina oneri di rilevante entità compromettendo gli effetti della riforma» e dei precedenti interventi in materia: questo il giudizio espresso nella relazione tecnica della Ragioneria generale depositata in commissione Bilancio. Il testo ora è stato rimandato alla Commissione Lavoro perché venga modificato dopo che la commissione Bilancio ha constatato la mancanza di copertura, senza però esprimere parere negativo sul ddl.
 Ma non ci sono solo gli esodati. La Ragioneria, nella relazione inviata alla Commissione bilancio della Camera firmata da Canzio, boccia la maggior parte degli emendamenti sulla delega fiscale che dovrebbe andare all’esame dell’Aula da domani. Ora, riferiscono fonti parlamentari, non si esclude un rinvio. Forti dubbi, per esempio, all’ampliamento delle rateazioni dei debiti tributari. La misura, si legge nella relazione, «è suscettibile di determinare minori entrate». Muro anche all’emendamento che era stato presentato dal Pd che prevedeva «che i decreti legislativi in materia di revisione delle spese fiscali, siano improntati anche alla tutela dei redditi derivanti da lavoro dipendente, lavoro autonomo, imprese minori e pensioni». Dunque il taglio delle agevolazioni non potrà non tener conto della tutela dei redditi dei lavoratori e dei pensionati. «Si esprime parere contrario, in quanto suscettibile di determinare minori entrate». Nessuna misura premiale per quei contribuenti che chiedono il tutoraggio del fisco.
 La Ragioneria poi arriva in soccorso della “riforma Grilli”: il risparmio iniziale quantificato in 466mila euro dal taglio delle agenzie è superiore, così come previsto dal ministro dell’Economia. Per quanto riguarda l’incorporazione dell’Agenzia del Territorio nell’Agenzia delle Entrate «i risparmi di spesa - si legge - sono verosimilmente più elevati». «Il predetto accorpamento - si aggiunge - comporterà notevoli risparmi di spesa relativi sia agli emolumenti da corrispondere agli organi di vertice delle direzioni regionali e provinciali, sia alle spese di funzionamento delle medesime strutture territoriali».
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