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lunedì 28 luglio 2014

Fornero: "Dovevo stare zitta..."

Elsa Fornero: “Dovevo stare zitta mentre Monti faceva campagna elettorale”Elsa Fornero: “Dovevo stare zitta mentre Monti faceva campagna elettorale”
L'ex ministro del Lavoro racconta la sua sofferenza dopo la fine dell'esperienza di governo: "Ho gestito il mio tempo per non andare da uno psicologo". Di quel periodo la professoressa ha solo ricordi negativi: "Nessuno mi proteggeva. Io sanguinavo come San Sebastiano" e del presidente del Consiglio che la chiamò e poi fondò Scelta Civica dice: "Ho votato quel movimento, però ritengo che Mario abbia sbagliato"
di | 27 luglio 2014
Il calendario appeso è fermo, indica novembre 2011, il giorno 15 è cerchiato di nero. Ha la scrivania invasa da fascicoli, le pareti ricoperte di fotografie. Dietro, c’è un detergente per vetri. Il terzo piano affianca lo Stadio Olimpico di Torino, la torcia è spenta: “Intravedo le montagne, i rumori del parcheggio mi fanno compagnia”. Il davanzale di questa morigerata stanzetta universitaria in corso Unione Sovietica ha un po’ di piante grasse e una coppia di melograni essiccati. Cose da socialismo reale. Butta giù un pezzo di salatino e stringe la confezione con la mano destra. Con la sinistra strappa un foglietto bianco, e lo mostra: “Questa era la mia vita appena finito il governo: il vuoto, il niente. E pensare che la giornata di un ministro era scandita dai minuti. Sono scesa da una giostra e ho continuato a girare senza motivo”. Elsa Fornero non lacrima, ma le pupille sono arrossate (per la congiuntivite): “Devo molto a una telefonata di Enrico Letta, era il 3 maggio 2013, era un venerdì, circa le 21 e 30. Io mi ricordo i particolari. Tornava dal primo viaggio da presidente del Consiglio. Mi disse: Elsa, se siamo ancora in Europa lo dobbiamo alle tue riforme. Non mi doveva quella gentile chiamata. Mi ha aiutato”.
Per cosa?A fare la differenza: quella che non ti fa prendere il sonnifero per dormire.
Quando è sveglia, che fa?Io mi alzo presto, mai dopo le 6:45. Insegno, faccio ricerca, scrivo commenti su riviste straniere. E viaggio molto per le conferenze, mi fa staccare, mi dà equilibrio. Ho gestito il mio tempo per non andare da uno psicologo o da uno psichiatra.
La capitale trasmette la nostalgia dei salotti.Io non li frequentavo, e forse ne ho pagato le conseguenze. Soltanto una volta sono stata da Anna Fendi. C’era anche Emma Bonino.
Roma è romantica di notte.Ma io stavo in ufficio a montare o smontare i testi di legge. La mia casa era una caserma. Una foresteria. Rientravo ogni sera entro le otto e mezza: c’era la cena, mi piaceva essere puntuale.
Anche questo è rigore.La mensa chiudeva presto. Il carabiniere Pasquale, però, mi lasciava sempre un piattino di prosciutto o di bresaola, una pagnottella di pane, la cicoria romana: adoro quella verdura.
Molto sobri, poco amati.Io l’ho fatto per spirito di servizio, la nazione era in discredito. Ho conosciuto bene la Grecia, il pugno duro della Troika. Noi ogni giorno dobbiamo rinnovare prestiti per un miliardo di euro: il rischio l’abbiamo toccato da vicino.
Questo l’ha fatta piangere?Anche in Patagonia mi hanno deriso. Ho diverse lettere.
Era il debutto in conferenza stampa, una mazzata per gli italiani.Ho sofferto tanto, ma era necessario. Un giorno ero abbattuta, poi entusiasta, poi di nuovo abbattuta. L’economista tedesco Daniel Gros mi mandava messaggi: devi salvare la moneta unica. Ho interpretato anche dei segnali.
Scaramantica?Le coincidenze sono importanti. Atterro a Caselle, a Torino, e incontro padre Enzo Bianchi. Mi avvicino, in silenzio.
E Bianchi?Ministro, deve sapere che preghiamo per lei.
Le preghiere non bastano.Eh no, ho passato settimane tesissime . Ricordo una riunione, una cabina di regia, con dei professori bocconiani e un direttore di Bankitalia:terribile. Io illustravo il piano e loro mi dicevano: non è ancora sufficiente, così non basta.
Aveva ingoiato tante lacrime.Davanti ai giornalisti non mi sono trattenuta più. Dovevo pronunciare il termine “sacrifici”, mi sono venuti in mente i miei genitori. Questa è la solitudine di un tecnico.
E perché ha accettato di entrare nel governo?Era il 15 novembre, intorno alle 18, ero in partenza da Bruxelles. Non conosco complotti.
Prosegua.Squilla il cellulare, è Monti. Comincia così: Elsa, puoi fare qualcosa per me. Io gli faccio gli auguri.
Educazione.Mario replica: vuoi essere il ministro per il Lavoro? Hai due ore per decidere.
Fa le consultazioni?Sì, rapide. Mio marito Mario (Deaglio) mi lascia libera: vorrei dirti di no, ma non posso. Mia figlia: non puoi rispondere no. Una mia cara amica di Torino, che aveva fatto politica, mi mette in guardia: finirai stritolata, stai attenta.
Chi ha avuto ragione?Forse la mia amica.
Non era meglio votare nel 2011?La situazione era drammatica. Il Parlamento aveva paura. Anche Pier Luigi Bersani era consapevole di non poter fare le riforme da Palazzo Chigi, il Pd l’avrebbe mollato. I partiti li abbiamo protetti noi.
E chi proteggeva Elsa Fornero?Nessuno. Io sanguinavo come San Sebastiano, mi colpivano ovunque, e dovevo stare zitta, mentre Mario Monti faceva campagna elettorale.
Voleva correre in Scelta Civica?No, un ministro impopolare non si può candidare. Ho votato quel movimento, però ritengo che Mario abbia sbagliato.
Perché l’ha fatto?Io l’ho letto sui giornali. Avrà ricevuto pressioni internazionali e sperava di poter recuperare l’azione iniziale di un esecutivo che poi s’è perso.
Ascolti: e-so-da-ti. Cosa prova?La ferita per un uso strumentale di un problema che va seguito negli anni. Questo vocabolo racchiude quelli che sono usciti con incentivi e quelli che sono in mobilità. Il mio auspicio era creare un mercato del lavoro per giovani, donne e cinquantenni.
I disoccupati aspettano.Io ho modificato l’articolo 18 per livellare il rapporto tra le generazioni, per ridurre le cause di lavoro. Non l’ho ucciso. Adesso vogliono maggiore flessibilità, adesso le critiche non esistono.
Quando c’erano i tecnici, il Cavaliere non era ancora ex, non era pregiudicato.Non mi stupisco che Renzi sia alleato con Berlusconi per riscrivere la Costituzione.
Perché?I partiti fissano un obiettivo e lo raggiungono con chiunque: i politici sono cinici.
Com’è riformare con Berlusconi?Ora è stato assolto per il processo Ruby, ma quella telefonata in Questura per liberare una prostituta minorenne lo rende inadeguato per sempre.
Parla spesso con Monti?Due volte in due anni, stesso ritmo per Corrado Passera e Paola Severino. A volte mi confronto con Fabrizio Barca, Piero Giarda e con il presidente Giorgio Napolitano.
E cosa vi dite?Lo stimo molto. È un po’ seccato dai politici che vanno al Quirinale, gli promettono tante cose e poi vanno fuori e si smentiscono. Accadeva anche a me.
Con chi?L’elenco è lungo.
Il primo?Luigi Angeletti della Uil. Era affettuoso: “Sei bravissima, perfetta”. Poi mi salutava e mi demoliva con i giornalisti.
Buone vacanze.A settembre ho il foglio pieno, non più bianco. Ho rinunciato alla pensione da ministro, mi mancano quattro anni all’Università.
E fra quattro anni?Vorrei avere meno affanno. Ho cinque nipoti, una casa in campagna che divido con mia sorella. Voglio leggere e coltivare l’orto.
Da Il Fatto Quotidiano del 27 luglio
 

Fornero: uso strumentale di un problema che va seguito negli anni

Elsa ForneroElsa Fornero: "Mentre Mario Monti faceva campagna elettorale io dovevo tacere e sanguinare"
A volte ritornano. Pur senza piangere, ma ritornano. Fortunatamente non al governo. Lei è Elsa Fornero, la donna della riforma delle pensioni nel governo Monti, la signora che ha creato il dramma degli esodati. Intervistata dal Fatto Quotidiano, quando le chiedono che cosa viene in mente quando sente la parola "esodati", lei risponde così: "La ferita per un uso strumentale di un problema che va seguito negli anni". Insomma, a Elsa dalla lacrima facile non vengono in mente le persone che ha rovinato (senza contare quelle che si aspettavano una pensione, pur misera, e da un giorno all'altro hanno visto le loro vite stravolte perché avrebbero dovuto aspettare anche sette anni in più).
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sabato 26 luglio 2014

Esodato = Evasore?

File:Logo 1 Agenzia Entrate.svgEsodato = Evasore?
Come accaduto a Nino Montixi, del quale fu portato il caso a Mi Manda RAI 3, l'Agenzia delle Entrate ha inviato ad altri esodati richiesta di spiegazioni di come facciamo a vivere senza redditi.
Della cosa sono stati informati gli onorevoli Stefano Fassina, ML Gnecchi, Massimiliano Fedriga e Titti Di Salvo (quest'ultima farà interrogazione parlamentare). Fassina ha chiesto di segnalare i nominativi delle persone interessate che andranno ad aggiungersi a quelle, numerose, giunte attraverso i comitati. 
Se sei tra questi, segnala il tuo nominativo a chi si è già attivato per queste segnalazioni: 
Daniele Martella daniele716@alice.it
Claudio Ardizio claudio.ardizio@libero.it 
 

Tutti i dettagli della sesta salvaguardia

Esodati, tutti i dettagli della sesta salvaguardia
Scritto da 
I tempi per l'approvazione del disegno di legge sulla sesta salvaguardia non saranno rapidi. E' quanto si apprende dal calendario dei lavori di Palazzo Madama secondo il quale l'Undicesima Commissione Lavoro non ha ancora iniziato l'esame del documento.
Possibile quindi, complice anche la pausa estiva e i fitti impegni che vedono l'Emiciclo bloccato nell'approvazione della Riforma Costituzionale e del Decreto sulla Pa (che arriverà la prossima settimana dalla Camera), che il testo sia licenziato a Settembre.
Il sesto provvedimento, com'è noto, estende la deroga in materia pensionistica in favore di cinque i profili di tutela: mobilità, autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, cessati dal servizio (con accordi o senza accordi); lavoratori in congedo per assistere soggetti con disabilità; lavoratori cessati dal servizio per la scadenza naturale di contratto a tempo determinato.
Quanto al primo profilo, quello dedicato ai soggetti che hanno fruito della mobilità, il disegno di legge salvaguarda 5.500 lavoratori collocati in mobilità ordinaria a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e che perfezionano, entro il periodo di  fruizione dell’indennità di  mobilità, ovvero, anche mediante il  versamento di contributi volontari,  entro dodici  mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31.12.2011. Si tratta questo di un contingente del tutto simile alle precedenti salvaguardie nelle quali si prevedeva per l'appunto che i lavoratori dovessero maturare un diritto a pensione entro la fruizione dell'indennità di mobilità. Il ddl ora schiudere leggermente la porta anche a coloro che perfezionano il requisito contributivo, mediante i volontari, successivamente alla scadenza della mobilità, cioè entro i 12 mesi successivi. In ogni caso la mobilità in deroga resta esclusa da questo provvedimento; vengono resi validi anche gli accordi siglati in sede non governativa e viene però previsto che il lavoratore deve aver cessato dal lavoro entro il 30 settembre 2012, un vincolo per molti lavoratori comporterà l'esclusione.
Per quanto riguarda gli autorizzati ai volontari, i cessati dal servizio (con o senza accordi con il datore) e i lavoratori fruitori dei congedi o dei permessi per assistere parenti in disabilità l'intervento si limita ad operare uno spostamento al 6 gennaio 2016 (dal 6 gennaio 2015) dei termini per maturare la decorrenza della prestazione pensionistica. Per l'individuazione delle predette categorie il ddl richiama infatti per intero le norme dedicate alla quinta e alla quarta salvaguardia.
Per quanto riguarda gli autorizzati ai volontari i profili ammessi alla tutela sono quelli già disciplinati con la quinta salvaguardia (lettere a) ed f) dell'articolo 1, comma 194 della legge 147/2013).
Si tratta pertanto dei lavoratori dei lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivita', non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (lettera a); e i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorche' al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attivita' lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attivita' lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (lettera f).
Come indicato i lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016. E sono previste 12mila posizioni complessive disponibili (cioè non ripartite tra le varie lettere).
Per i cessati dal servizio il ddl richiama le lettere b), c) e d) dell'articolo 1, comma 194 della legge di stabilità 2014. Si tratta pertanto: dei lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (lettera b);  i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (lettera c); i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (lettera d).
Come già detto i lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016. E sono previste 8.800 posizioni complessive disponibili (cioè non ripartite tra le varie lettere).
Per il profilo dei lavoratori "in congedo" il ddl richiama la lettera e-ter) del comma 14 dell'articolo 24 del Dl 201/2011 convertito con legge 214/2011. E' questo un profilo di tutela aperto con la quarta salvaguardia (2500 soggetti) che interessa i lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni.
A differenza della quarta salvaguardia anche per questo profilo il ddl sposta la data limite entro cui maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016. In totale saranno tutelabili ulteriori 1.800 posizioni.
Come annunciato il ddl introduce un nuovo profilo, quello dei lavoratori cessati dal servizio per scadenza naturale di un contratto a a tempo determinato. Si tratta di lavoratori esclusi dai precedenti provvedimenti in quanto il loro rapporto di lavoro non è stato risolto in anticipo (ad esempio mediante licenziamento o dimissioni). Ora il provvedimento estende anche a loro la salvaguardia a condizione che il rapporto sia giunto a scadenza naturale tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011 e che non siano stati rioccupati a tempo indeterminato successivamente.
Anche tali soggetti devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016. Il ddl prevede 4mila posizioni disponibili per questo profilo.
Pensioni Oggi ha messo a disposizione dei lettori un programma gratuito, qui disponibile, per verificare in anteprima la propria posizione previdenziale alla luce della sesta salvaguardia con la corretta data di decorrenza della prestazione pensionistica e l'eventuale inclusione nella tutela.
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venerdì 25 luglio 2014

Cgil: il governo individui una soluzione strutturale

Esodati, Cgil: il governo individui una soluzione strutturale
Scritto da 
"Dall'esecutivo ci aspettiamo risorse del 2014 per la cassa in deroga, ma anche i meccanismi per sbloccare gli esodati e gli investimenti che si annunciano sempre e non partono".
E' quanto ha avvertito il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, rivolgendosi al ministro del Lavoro Giuliano Poletti dal palco del presidio a piazza Montecitorio per gli ammortizzatori organizzato dai sindacati. Il leader della Cgil chiede che il governo individui una soluzione strutturale alla questione esodati abbandonando l'idea di interventi una tantum. Se qualcuno dice ancora che non ci sono i soldi noi qualche idea ce l'abbiamo: si taglino davvero le consulenze nelle pubbliche amministrazione", sottolinea. "La svolta non può arrivare tra mille giorni, è un tempo infinito. Il problema è che cosa si fa avendo il coraggio di rompere gli equilibri e di stare dalla parte del lavoro e non dalla parte di qualcun altro. Non è vero - aggiunge - che questo paese esce dalla crisi e che arrivano gli investimenti perché invece si fanno solo ristrutturazioni e delocalizzazioni. Il banco di prova vero per il paese è il lavoro".
 I sindacati hanno posto l'accento in particolare sugli ammortizzatori sociali: "il Governo deve trovare le risorse per finanziare gli ammortizzatori in deroga a partire dalla mobilità e dalla cassa integrazione, finanziare il 2013 e preparare i finanziamenti per il 2014, non restringere i criteri perché non possiamo immaginare chiusure di imprese e licenziamenti come prospettiva".
"Quando mancano i soldi e l'economia non è gestita, i problemi si scaricano solo sui lavoratori", ha spiegato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni rinnovando la richiesta all'esecutivo di finanziamenti che coprano l'uso di cassa integrazione in deroga per tutto il 2014. "Abbiamo già costretto il governo a reperire 400 milioni ma serve ancora 1 miliardo per chiudere il 2013 e per finanziare interamente il 2014", spiega annunciando che in mancanza di risposte la mobilitazione dei sindacati andrà avanti. "Continueremo la nostra lotta perché loro potranno avere i giornali, le Tv ma mai il sindacato ed i lavoratori".
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giovedì 24 luglio 2014

Camusso: trovare subito le risorse per cig e esodati

Camusso: trovare subito le risorse per cig e esodati
Il segretario della Cgil si rivolge al ministro del Lavoro Giuliano Poletti dal palco del presidio in piazza Montecitorio per gli ammortizzatori organizzato dai sindacati. "La svolta non può arrivare tra mille giorni, è un tempo infinito"
       di rassegna.it
"Venerdì al Consiglio dei ministri ci aspettiamo risorse del 2014 per la cassa in deroga, ma anche i meccanismi per sbloccare gli esodati e gli investimenti che si annunciano sempre e non partono". A dirlo è il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, rivolgendosi al ministro del Lavoro Giuliano Poletti dal palco del presidio a piazza Montecitorio per gli ammortizzatori organizzato dai sindacati. "Se qualcuno dice ancora che non ci sono i soldi noi qualche idea ce l'abbiamo: si taglino davvero le consulenze nelle pubbliche amministrazione", sottolinea. "La svolta non può arrivare tra mille giorni, è un tempo infinito. Il problema è che cosa si fa avendo il coraggio di rompere gli equilibri e di stare dalla parte del lavoro e non dalla parte di qualcun altro. Non è vero - aggiunge - che questo paese esce dalla crisi e che arrivano gli investimenti perché invece si fanno solo ristrutturazioni e delocalizzazioni. Il banco di prova vero per il paese è il lavoro".
Il presidio odierno di Cgil Cisl Uil è stato convocato per sollecitare il governo al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e riguarda le regioni del Centro e del Sud Italia, dopo quello analogo di martedì quando sono giunte nella capitale delegazioni dalle regioni del Nord lanciando un messaggio chiaro al governo: "Deve cambiare il passo sui temi del lavoro, trovare le risorse per finanziare gli ammortizzatori in deroga a partire dalla mobilità e dalla cassa integrazione, finanziare il 2013 e preparare i finanziamenti per il 2014, non restringere i criteri perché non possiamo immaginare chiusure di imprese e licenziamenti come prospettiva".
      "Basta teatrini mediatici e lo scaricabarile delle responsabilità sulle risorse necessarie al rilancio dell'economia. Servono prospettive vere che garantiscano il lavoro a tutti e invece la politica si perde in chiacchiere sulla legge elettorale, che è una cosa che interessa solo loro. Intanto il Paese va a ramengo". Così dal palco il leader Cisl, Raffaele Bonanni. "Quando mancano i soldi e l'economia non è gestita, i problemi si scaricano solo sui lavoratori", spiega ancora rinnovando la richiesta all'esecutivo di finanziamenti che coprano l'uso di cassa integrazione in deroga per tutto il 2014. "Abbiamo già costretto il governo a reperire 400 milioni ma serve ancora 1 miliardo per chiudere il 2013 e per finanziare interamente il 2014", spiega annunciando che in mancanza di risposte la mobilitazione dei sindacati andrà avanti. "Continueremo la nostra lotta perché loro potranno avere i giornali, le Tv ma mai il sindacato ed i lavoratori".
Leggi anche: Contatto News
 

mercoledì 23 luglio 2014

Dadone M5s: “Il Pd non fa nulla per gli esodati”

22/07/2014 lettera ai giornali     
Dadone, deputata M5s: “Il Pd non fa nulla per gli esodati”
Critiche anche per il mancato smantellamento di Equitalia
cuneo
Scrive ai giornali la deputata monregalese del Movimento 5 stelle per parlare di esodati e Equitalia e di quello che ha proposto a riguardo il suo gruppo. 
“A poche settimane dalla cosiddetta pausa estiva di agosto restano due questioni che il Governo e il Pd hanno bellamente snobbato e rimandato - scrive la parlamentare -. Due questioni che toccano, che fanno di luglio 2014 il mese nero per le tasche dei cittadini: la prima è quella di Equitalia e l’altra è quella degli esodati.
Per quanto riguarda l’emergenza degli esodati, quelli della ‘quota 96’ vittime dell’ormai famoso “errore tecnico” dell’allora ministro Fornero (parliamo di circa 4000 insegnanti bloccati in un limbo di non pensionamento e di non lavoro) il Movimento 5 Stelle ha chiesto più volte, sia in Commissione Lavoro che in Aula, di affrontare la questione nel corso dei lavori del provvedimento che disciplina le deroghe per l’accesso alla pensione (AC 224).
Era l’occasione migliore per risolvere adeguatamente il problema targato Monti-Fornero invece, a partire dal Presidente della Commissione, Cesare Damiano, passando per la relatrice Gnecchi, il 3 luglio scorso il Pd e il Governo hanno preferito rimandare la soluzione (il provvedimento votato ora è al Senato).
Tanto a loro non importa di permettere ai 4.000 insegnanti esodati di andare in pensione. 210 deputati democratici hanno votato a favore del provvedimento rigettando le nostre proposte ma abbiamo deciso di inchiodarli alle loro responsabilità presentando un emendamento al Decreto PA (il n. 90/2014, AC 2486 al momento in esame in Commissione Affari Costituzionali) al fine di riportare la questione al centro del dibattito.
Vedremo cosa faranno nelle prossime settimane.
Al Governo e al Pd non è bastato il totale disinteresse di 4.000 insegnanti esodati e, in compagnia dei loro alleati, nello stesso mese (il 10 luglio) hanno deciso di affondare anche la proposta di legge a firma Movimento 5 Stelle per la soppressione di Equitalia (AC 2299).
Una legge semplice con cui si proponeva di trasferire all’ Agenzia delle Entrate le funzioni di Equitalia. Riportare sotto il controllo parlamentare, quindi pubblico, l’attività esattoriale della tanto amata società per azioni attualmente in parte privata.
Equitalia riscuote denari con un sistema che si è dimostrato vessatorio e del tutto inutile tanto che dei 300 miliardi che avrebbe dovuto recuperare ai grandi evasori, è riuscita a malapena raggiungere quota 10 miliardi.
Ai cittadini, in tutta sincerità, non serve un pachiderma parastatale fuori dal controllo pubblico che si arrende di fronte all’ evasione milionaria dei cittadini di “serie A” mentre rincorre i cittadini di “serie B” con il pugnale tra i denti.
A noi, ovvero alle persone comuni, un ente di riscossione così non interessa. Ai 271 deputati del Partito Democratico, del Nuovo Centro Destra e di Scelta Civica invece sembra che Equitalia Spa sia simpatica e quindi debba restare in vita, così come è “senza se e senza ma”.
Mi chiedo a questo punto se i loro elettori a Cuneo, in Piemonte e nel resto d’Italia semplicemente siano a conoscenza di questi fatti. Io non ne sono sicura”.
(Leggi)
 

martedì 22 luglio 2014

Gle esodati romani saranno con loro

Protesta sindacati per il mancato finanziamento cigd
Manifestazione sotto Montecitorio in programma il prossimo 24 luglio
Riceviamo e pubblichiamo
A fine agosto cesserà la Cassa Integrazione in Deroga, il Governo non ha intenzione di rifinanziarla, il ministro Poletti afferma che manca 1 miliardo di euro, e centinaia di migliaia di persone in Italia, rimarranno definitivamente fuori dall’azienda, e ad ingrossare le fila dei disoccupati.
Per questo a fine luglio sono stati organizzati due presidi unitari di Cgil Cisl e Uil  che si articoleranno in due giornate il 22 luglio con tutte le regioni del nord e il 24 luglio le regioni del centro e del sud, compreso il Lazio.
Non mancherà la nostra presenza da Viterbo che il 24 luglio andremo con i pullman a protestare sotto Montecitorio, un pullman partirà da Civita Castellana, un pullman da Viterbo, visto che il problema come si può immaginare è veramente sentito dalle oltre 3 mila persone uomini e donnedella nostra provincia che si trovano nella condizione di perdere quell’ultimo filo di speranza che li lega alle rispettive aziende.
Più volte abbiamo affermato e lo ribadiamo, che sicuramente la cassa integrazione non è la soluzione per il futuro se le aziende non ripartono con la propriaattività, non è la soluzione per quei lavoratori che quotidianamente vedono il proprio destino lavorativo incerto e senza prospettive.
Ma è la condizione meno peggiore per affrontare un’emergenza , e se non ci sarà nemmeno quel minimo di garanzia per quel poco e tardivo reddito che arriva dalla CIGD, sarà ancora più pesante e improbabile il sostentamento di ogni famiglia.
E’ il ‘cane che si morde la coda’, per dirla con una frase che rende l’idea, sul quale è avvitata l’economia italiana; se non c’è il lavoro e reddito, non c’è chi consuma, se non c’è chi consuma, l’economia non riparte. E se chi Governa, l’uomo solo al comando come il Presidente del Consiglio, non ha ben chiaro che spendere bene i soldi pubblici, vuol dire fare investimenti per aiutare ad uscire da questo pantano in cui in molti siamo costretti a stare, se chi governa non ha capito che è urgente una politica industriale e fermare la deriva delle delocalizzazioni e delle svendite di aziende eccellenti italiane, come per ultime, la Indesit e l’Alitalia, allora vuol dire che al di là della tante riforme che si annunciano, non c’è concretezza , non c’è volontà politica di mettere un punto allo sfascio sociale al quale stiamo assistendo, vissuto e sofferto da tante famiglie e che inevitabilmente trascinerà con se un problema di tenuta democratica.
Per questo diciamo al Governo che c’è intanto, l’emergenza assoluta di prorogare e rifinanziare la Cassaintegrazione in deroga, per dare una speranza ai tanti lavoratori e aziende di poter riprendere il cammino da troppo tempo atteso.

Miranda Perinelli
Segretaria Generale CGIL Viterbo

Per chi volesse partecipare alla manifestazione può rivolgersi alle sedi di Cgil Cisl e Uil Viterbo.