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lunedì 20 novembre 2017

Un fantasma


A 60 anni senza lavoro né pensione:
"Sono un’esodata, un fantasma"
Gabriella, l’ex Pr colpita dalla legge Fornero mentre era in ospedale
Pubblicato il 19 novembre 2017 


 Gabriella Stojan è nata e cresciuta a Milano (Newpress)di SIMONA BALLATORE simona.ballatore@ilgiorno.net
Milano, 19 novembre 2017 - - «Siamo stati i bancomat dello Stato e ora non abbiamo più voce in capitolo, si sono dimenticati di noi». Gabriella Stojan, milanese dalla nascita, ha 60 anni ed è ancora nel limbo: un lavoro non lo trova più e dal 2012 si è vista spostare la pensione di anno di anno. Secondo gli ultimi calcoli le mancano ancora sette anni. «Sette anni di inferno», ricorda lei. Ha perso il lavoro nel 2010 per colpa di un incidente stradale che la catapultò fuori dall’ufficio per più di sei mesi: malattia lunga, lettera di licenziamento. Nel 2011 è finito l’unico anno di disoccupazione, la Legge Fornero passò l’anno successivo, dalla notte alla mattina, mentre lei era sdraiata in un letto aspettando l’ennesimo intervento. «Quella legge mi ha portato via ogni cosa», sottolinea Stojan che ha iniziato a lavorare nel 1977 per aziende che si occupavano di pubbliche relazioni, organizzazioni di eventi e fiere.
«Quando ho cominciato io, le donne andavano in pensione a 55 anni, oggi ne ho 60 e sono qui senza reddito, non ho un lavoro né la pensione. Mi sento tradita dallo Stato», ripete. Di anni ne ha accumulati 27, dovrebbe arrivare a 35, ma senza impiego deve sperare nella pensione di vecchiaia. Di curriculum ne ha mandati parecchi. Aveva sperato anche in impieghi temporanei e nell’’Expo. Lei che conosce tre lingue si aggrappava a quella promessa: posti riservati a disoccupati, a over 50. «Ma chi li ha visti?», scuote la testa davanti alle porte chiuse in faccia. «Non ha più mercato, mi sono sentita dire, per forza, dovrei essere in pensione». Anche l’ultima operazione di «salvaguardia», l’ottava dalla legge Fornero, si è chiusa con due parole dell’Inps: «domanda respinta». Rabbia e disperazione negli occhi di chi ha dovuto bussare alla mensa dei poveri, chiedere pacchi viveri in parrocchia. Di chi ogni mese deve fare i conti con le bollette scadute.
«La mia generazione fa da ponte fra i figli da accudire e i genitori anziani, ma quel perno, su cui ruota l’impalcatura è venuto giù. Ed è stato un massacro sociale. È una vita insostenibile: se esci dal lavoro non rientri più e non voglio vivere tutta la vita sulle spalle di altri». Mai e poi mai avrebbe pensato di finire nel limbo: «Hanno in ostaggio i nostri soldi, mi sento come se avessi davanti il bastone con la carota, io continuo a camminare ma la carota si sposta sempre più in là. La gente non pensa più agli esodati, pensa che la situazione sia risolta e, con alcune salvaguardie, hanno spaccato il fronte, ma c’è sempre chi resta fuori. Abbiamo la sensazione di essere invisibili, ma eccoci qua».
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Controlla la data di pensionamento con la salvaguardia

Esodati, Controlla la data di pensionamento con la salvaguardia
Domenica, 19 Novembre 2017
Aggiornato il programma di Pensionioggi.it per controllare la data di pensionamento per i lavoratori che hanno diritto alla salvaguardia pensionistica.La comunicazione Istat relativa al prossimo adeguamento alla speranza di vita che scatterà dal 1° gennaio 2019, come noto, ha effetti anche per parte dei lavoratori salvaguardati. In particolare per i lavoratori in mobilità che maturano il diritto a pensione, secondo le vecchie regole pensionistiche, successivamente al 31 dicembre 2018 e che, pertanto, saranno interessati dal prossimo adeguamento alla speranza di vita pari a cinque mesi.
Per tenere conto di tali effetti PensioniOggi.it ha aggiornato il programma, già disponibile da inizio anno, per controllare gli effetti sulla data di pensionamento e sulla relativa salvaguardia pensionistica per tali soggetti in conseguenza del nuovo parametro diffuso dall'Istat. La vecchia versione del programma contemplava, invece, un aumento di quattro mesi (secondo lo scenario demografico istat 2007) che si è rilevata ormai inferiore, da qui dunque la necessità di effettuare l'integrazione. Si rammenta che, come in passato, è possibile anche neutralizzare gli effetti della speranza di vita Istat per controllare gli effetti dell'adeguamento sulla data di pensionamento.
Lo strumento consente di verificare la data di pensionamento anche per chi cumula contribuzione da lavoro dipendente nell'assicurazione generale obbligatoria con periodi di contribuzione nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (Artigiani, commercianti e Coltivatori Diretti); e le deroghe previste in favore dei cd. quindicenni (cioè di quei lavoratori e lavoratrici che possono pensionarsi con un requisito contributivo di 15 anni anzichè 20 anni) e di coloro che possono mantenere i requisiti agevolati di cui alla legge Dini, 57 anni e 35 di contributi (si tratta soprattutto di autorizzati ai volontari entro il 20 luglio 2007 ex art. 1, co. 8 della legge 243/04). Nel programma è possibile, infine, anche determinare la data di pensionamento, con le vecchie regole, a prescindere dalla salvaguardia sino al 31 dicembre 2023, una funzionalità utile per comprendere anche la ragione per la quale si risulta fuori dal perimetro di tutela (ad esempio per maturazione del diritto alla pensione oltre i 36 mesi dal termine della mobilità o del trattamento edile, oppure a causa della maturazione della decorrenza della pensione oltre il 6 gennaio 2019 o 6 gennaio 2018 per gli altri profili di tutela previsti dalla normativa).
Per accedere alla tutela gli interessati dovevano presentare istanza di accesso all'Inps o alla Direzione Territoriale del Lavoro a seconda del proprio profilo di tutela, a pena di decadenza, entro lo scorso 2 marzo 2017. Dunque chi, per qualsiasi ragione, non abbia prodotto l'istanza in tempo utile è fuori dal perimetro di tutela salvo il legislatore non decida di intervenire nuovamente sulla materia in occasione del disegno di legge di bilancio per il 2018.
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mercoledì 8 novembre 2017

Esodati oggi in piazza con Precoci e Opzione Donna

Pensioni, ultimissime ad oggi 7 novembre su lavori gravosi, precoci ed esodati
Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 7 novembre: tutto sui lavori gravosi, i lavoratori precoci, Opzione Donna ed esodati.

"Vuoto pneumatico". Così Susanna Camusso, segretario della Cgil, al termine dell'incontro con il governo avvenuto nelle ore centrali della giornata di ieri, lunedì 6 novembre. La numero uno del sindacato ha commentato con tale espressione il tavolo tecnico e le misure messe in campo dall'esecutivo sul capitolo #Pensioni. Le risposte attese sui cardini della cosiddetta fase 2 sono mancate, nonostante fossero state messe in primo piano dalle sigle sindacali nei giorni scorsi. Parti distanti anche sull'aspettativa di vita. Sull'argomento è tornata a parlare anche Elsa Fornero, con l'ex ministro del Lavoro che ha affermato in un'intervista a Repubblica come l'età della pensione vada alzata [VIDEO].

Aspettativa di vita, governo vuole confermare le categorie dell'Ape social
Il resoconto del tavolo di confronto tenutosi ieri a Palazzo Chigi arriva direttamente dal segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli. Il sindacalista ha confermato le difficoltà emerse durante l'incontro con il governo, su diversi aspetti del capitolo previdenziale. I sindacati si aspettavano risposte anche sulle pensioni dei giovani e la valorizzazione dei lavori di cura per le donne, ma l'attesa è stata vana. In questo momento, la fase 2 della riforma delle pensioni appare riposta in un cassetto. Se possa riaprirsi o meno, non è dato saperlo. Ad oggi però, è difficile pensare ad un cambiamento della situazione, data la complessità della materia e i tempi strettissimi imposti dall'esecutivo.
L'accordo, se ci sarà, fra governo e sindacati dovrà essere formalizzato entro lunedì prossimo, il giorno 13 novembre. Quasi impossibile, per quella data, riaprire il discorso su pensioni giovani, Ape donna [VIDEO] e le altre misure previste quando manca meno di una settimana al lunedì della prossima settimana.
Il blocco dell'aspettativa di vita resta l'unico argomento in discussione. Durante il confronto di ieri, il governo ha proposto ai sindacati il mantenimento della pensione a 66 anni e 7 mesi per i lavoratori addetti a mansioni gravose individuati con il decreto attuativo dell'Ape social. Oltre a loro, potrebbe esserci l'ampliamento anche agli agricoli e marittimi, per un totale complessivo di 17 mila persone. Rimarrebbe confermato anche, come requisito d'accesso, il paletto dei 6 anni di occupazione in attività gravose negli ultimi 7 anni di carriera lavorativa. Di fronte alla proposta dell'esecutivo, la Cgil si è mostrata fredda. Ghiselli, a margine del confronto, ha definito "improprio riferirsi esclusivamente all'ultima fase del periodo lavorativo, tanto più - ha concluso il segretario confederale - al modello Ape social e precoci".
I sindacati chiedono poi che la discussione sulla revisione dell'aspettativa di vita riguardi un numero consistente di lavoratori. Anche su questo punto però è palese la divergenza con l'esecutivo, non disposto a ragionare su platee ampie, citando problemi di sostenibilità e vincoli comunitari (Unione Europea ndr).

Manifestazione Opzione Donna, lavoratori precoci ed esodati domani 8 novembreMancano meno di 24 ore alla manifestazione che domani, mercoledì 8 novembre, dalle ore 9 vedrà le lavoratrici di #Opzione Donna, i precoci e gli esodati protestare contro il governo. Alla mobilitazione prenderà parte anche Walter Rizzetto, onorevole di Fratelli d'Italia. Non è da escludere che i lavoratori possano contare sull'appoggio di altri politici influenti (ricordiamo che Rizzetto è vice presidente della commissione Lavoro alla Camera). Per Opzione Donna, sono attese oltre 100 lavoratrici.
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venerdì 3 novembre 2017

Per il film “L’esodo”, prima nazionale al Rosebud

“L’esodo”, prima nazionale al RosebudIl film di Formisano racconta la ferita degli esodati. In sala anche regista e attrice

2/11/2017
REGGIO EMILIA. Il ritratto di una ferita enorme, una ferita che ha segnato centinaia di migliaia di persone. Mercoledì 8 novembre il cinema Rosebud ospiterà la prima assoluta de “L’esodo”, il film di Ciro Formisano con protagonista Daniela Poggi dedicato alla vita di un’esodata, una delle tantissime persone rimaste senza lavoro e ancora lontane dalla pensione, quella pensione a cui credevano di aver diritto in tempi brevi. 

Una situazione che ha coinvolto oltre 350mila italiani, lavoratori sopra ai 50 anni finiti in un limbo oscuro: il diritto alla pensione è lontanissimo, la possibilità di trovare un lavoro quasi nulla. Formisano ha realizzato un libro su questa pagina dolorosa dell’Italia contemporanea, coinvolgendo un nome noto come la Poggi. Mercoledì a Reggio ci sarà la primissima proiezione in assoluta, in una serata ad ingresso gratuito organizzata con il comitato Pro Esodati di Reggio Emilia a cui prenderanno parte anche la Poggi e Formisano, per un dialogo conclusivo con gli spettatori.

La storia è quella di Francesca, una 60enne romana esodata che si trova senza un soldo e con una nipote adolescente da crescere. Finisce a fare l’elemosina per strada, trovandosi poi costretta ad affrontare il giudizio dei parenti, che non accettano questa “umiliazione”.

«Questa vicenda ha colpito tantissime persone – racconta Formisano – per fortuna molte salvaguardate ma tante altre no. Io sono partito da un romanzo, poi diventato un film: durante la scrittura pensavo che quando il film sarebbe stato finalmente pronto la situazione degli esodati sarebbe stata una memoria di una delle conseguenze più immediate delle scelte del governo Monti. Invece, è ancora una situazione molto attuale. E gli autori vogliono ancora avere ragione, rivendicano la loro scelta convinti di aver avuto ragione, e questa è una situazione ancora aperta, è incredibile».

Il lavoro è partito da un approccio sul campo: «Ho intervistato tante persone – spiega – una delle quali compare anche nel film. Non ho certo dovuto inasprire nulla, ci siamo semplicemente adeguati ad alcune regole sceniche della narrazione, e ci sarebbe stato da raccontare anche peggio di così». Un film duro che si appoggia su un’attrice come Daniela Poggi: «Diverse attrici mi hanno detto di no, e dopo se ne sono pentite, mi hanno fatto sapere. Daniela invece ha accettato al volo. Le ho portato la sceneggiatura una sera, il giorno dopo aveva già letto tutto e ha accettato, con gli occhi lucidi. E si è affidata completamente a me». (adr.ar.)

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sabato 28 ottobre 2017

Il punto

L'articolo è stato rimosso per dar seguito alla precisa richiesta di Luigi Metassi:
«.. nel rimarcare che mai e in nessun modo siete stati da me autorizzati a pubblicare, integralmente o in parte, le interviste da me rilasciate a terzi, vi chiedo, con cortesia pari alla fermezza, la pronta rimozione dell'articolo in questione».
E anche dalla redazione di Contatto News:
«Vi chiediamo di rimuovere interamente il contenuto dal vostro sito, di cancellare anche altri nostri articoli presenti e di non copiare altri nostri articoli, anche in forma ridotta.

Attendiamo un vostro riscontro al più presto e ci riserviamo in caso contrario di intraprendere ulteriori azioni legali a difesa del nostro lavoro».


Ecco perché abbiamo rimosso il contenuto del post.

Risultati immagini per esodatiQuesto blog prende vita il 18/12/2011. In quel terribile dicembre 2011, molti di noi avevano bisogno di un punto di riferimento per non sentirsi soli. Questo è stato uno dei primi strumenti di contatto ed informazione in quel momento di sbandamento generale.
Da allora non abbiamo mancato di dar voce a singole storie, a momenti di lotta e nel replicare/diffondere ciò che nel bene e nel male veniva detto e scritto su di noi.
Lo abbiamo pensato come strumento di servizio ed a questo ci siamo attenuti.
Abbiamo accuratamente evitato qualsiasi pubblicità, diretta o indiretta proprio perché non c'era altro scopo.
Tale è rimasto nel tempo.
Coscienti di cosa vuol dire lavorare e per onestà intellettuale abbiamo sempre citato la fonte, sicché tutti potessero risalirvi e attraverso quei link verificare direttamente chi dice cosa, come e dove lo dice.
Ad oggi sono stati pubblicati 4774 post, che sono stati occasioni di dibattito, sfogo, lagnanza, proposta... 
Per farlo abbiamo impiegato moltissimo tempo alla ricerca di informazioni, ci abbiamo passato i giorni e le notti, le feste comandate e quelle no... Insomma un impegno preso sul serio con sé stessi e con gli altri.

Per la prima volta ci viene intimato di rimuovere un post, minacciando azioni legali.

Qui nessuno vuole "rubare informazione" e questo nella risposta è scritto:
«... Se però il Vostro lavoro è talmente preziosa da essere custodito in esclusiva anziché diffuso tra la mia modestissima platea alla quale presto un servizio gratuito di conoscenza e riconoscenza per chi parla di esodati... pazienza. 
Non sono un ladro di informazione ed assicuro di stare alla larga del Vostro sito, sicché non possiate avere neppure il sospetto che possa rubarvi... chissà cosa.
Mi rattrista essere considerato un ladro di notizie, perché non è nella mia indole, né nella mia intenzione, credetemi. Avrei preferito non essere esodato.
In ogni caso se per il passato ho pubblicato qualcosa di vostro (sinceramente non lo so) l'ho fatto con queste intenzioni e se mi chiederete di rimuovere altri articoli che vorrete segnalarmi, lo farò immediatamente...».

Come in questo caso.

Resta il titolo del post. Se ci verrà chiesto di togliere anche quello lo rinomineremo MESTIZIA.


mercoledì 18 ottobre 2017

Aggiornato il Report dell'Ottava Salvaguardia

Esodati, Aggiornato il Report dell'Ottava Salvaguardia17 Ottobre 2017
Alla data del 10 Ottobre risultano accolte poco più di 13mila domande su un totale di oltre 35mila pervenute.
Procedono le operazioni di certificazione per l'accesso all'ottava salvaguardia. Il report diffuso in settimana dall'Inps, contenente i dati aggiornati al 10 ottobre (il quinto aggiornamento), certifica ben 35.182 istanze pervenute a fronte delle quali solo 13.837 sono state accolte di cui 11.842 già inviate agli interessati. Cala il numero delle domande giacenti pari a solo 1.199 unità. Nel profilo dedicato ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dell'assicurazione IVS ante 2012 che non hanno versato un contributo volontario si registra l'attivazione dei cd. vasi comunicanti per consentire l'accoglimento di un numero di domande superiori a quello previsto dalla legge per questo profilo di tutela (1.270 contro 1.200 posti disponibili).
Complessivamente la lettura del rapporto conferma il sottoutilizzo dei posti a disposizione (30.700) una sponda alle richieste dei sindacati e dei Comitati degli Esodati che chiedono una ulteriore estensione delle tutele sino almeno al 2021/2022.
L'ottava salvaguardia tutela, infatti, coloro che con le vecchie regole pensionistiche, vigenti prima della Riforma Fornero, avrebbero maturato la decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2018 o il 6 gennaio 2019 (a seconda dei diversi profili di tutela) oppure il diritto a pensione entro tre anni dalla scadenza dell'indennità di mobilità ordinaria o dello speciale trattamento edile. Restano ancora fuori dal perimetro, secondo i sindacati, poche migliaia di lavoratori, spesso donne del settore privato, già disoccupati o che avevano già siglato accordi per l'uscita dal posto di lavoro prima del 31 dicembre 2011 e che, dunque, contavano di pensionarsi con le regole ante fornero entro pochi anni. Questi soggetti non possono fare istanza per l'Ape sociale o la quota 41 per i lavoratori precoci perchè strumenti con maggiori vincoli sia oggettivi che soggettivi rispetto alla salvaguardia pensionistica.
Maria, ad esempio, è una lavoratrice del settore privato che ha siglato un accordo con incentivo all'esodo per risolvere il rapporto di lavoro prima del 2012 e che, in assenza della Legge Fornero, avrebbe maturato il diritto a pensione nel maggio del 2019 (con decorrenza nel 2020). E' disoccupata dal 2012 ma non può accedere all'ottava salvaguardia perchè la decorrenza della prestazione pensionistica è successiva al 6 gennaio 2019 nè può chiedere l'Ape sociale in quanto la sua disoccupazione non è frutto di un licenziamento da parte del datore di lavoro. L'Ape social, infatti, non contempla chi si è dimesso, chi ha risolto il rapporto di lavoro in modo consensuale, i contratti a tempo determinato, nè tutela coloro che hanno un maturato contributivo inferiore a 30 anni. A Maria non resterebbe altra strada che l'Ape volontario (cioè un prestito con penalità sulla pensione) sempre che venga prorogato oltre il 2018. Per evitare tali conseguenze, i Comitati chiedono di allungare la data di scadenza della salvaguardia di almeno altri due o tre anni. Una decisione che tuttavia non è stata presa con la legge di bilancio appena approvata da Palazzo Chigi.



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giovedì 12 ottobre 2017

On. Maestri: infranto il principio di uguaglianza di fronte alla Legge

Dal blog "Il volo della Fenice
L’attuale rinnovata attenzione alle problematiche degli esodati esclusi da tutte le salvaguardie finora approvate potrebbe preludere ad uno spiraglio in direzione di un provvedimento legislativo che renda finalmente giustizia a questa categoria di ex lavoratori. La posizione di RGS e MEF è purtroppo nota: da sempre inclini a negare disponibilità economiche alle salvaguardie non mutano indirizzo nemmeno in questa occasione, nonostante la Legge 228 del 24 dicembre 2012 avesse istituito e finanziato un apposito fondo. Nel merito, la nota al Documento di Economia e Finanza (DEF) da parte della Commissione Lavoro della Camera [stralcio tratto da investireoggi.it]chiede espressamente
on. Andrea Maestri
Interventi atti a considerare la presenza di una significativa differenza tra il numero stimato dei beneficiari della cosiddetta “ottava salvaguardia” e quello delle domande accolte o giacenti, si evidenzi l’esigenza di verificare la sussistenza e la consistenza di economie, anche in via prospettica, rispetto ai limiti di spesa previsti dai provvedimenti di salvaguardia, al fine di definire i contenuti di possibili interventi legislativi in materia sociale o previdenziale finanziati a valere sulle risorse destinate a confluire nel Fondo sociale per occupazione e formazione ai sensi dell’articolo 1, comma 211, della legge di bilancio 2017.
Per contro, in questi giorni, da parte di diversi esponenti della Commissione Lavoro si registra un crescendo di interviste in merito alla attuale complessa questione previdenziale e assistenziale, nel corso delle quali viene affrontato anche il tema delle salvaguardie e degli esclusi:
C’è ancora una parte di esodati che non possono accedere alle salvaguardie, per i “paletti” contenuti nelle norme: se ci sono ancora risorse disponibili, quei “paletti” non hanno ragione di essere.
On. Andrea Maestri (Possibile) – stralcio tratto da intervista apparsa su Blastingnews.com:
Anche per gli esodati i soldi ci sono. Il Governo tramite il sottosegretario ha confermato di non prevedere un’ulteriore salvaguardia. Questa posizione ottusa e rigida, dà la misura di quanto questo Governo consideri facoltativo il rispetto di regole basilari di uno Stato di diritto, come il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Particolarmente incisive appaiono le considerazioni dell’on. Andrea Maestri, laddove denuncia il perdurare di un danno costituzionale nei confronti della categoria degli esodati, stigmatizzando nel contempo la distanza del governo dai principi che regolano lo Stato di diritto.
La posizione espressa dall’on. Maestri è sostanziale, non tanto perché ribadisce le posizioni da sempre sostenute dagli esodati così come documenta anche il noto “Dossier Esodati” della Rete dei Comitati, bensì perché da tali considerazioni deriva la assoluta specificità della categoria e delle relative istanze. Il caso, così come lucidamente esposto, riconduce in tutta evidenza agli Artt. 3, 35 e 38 della Costituzione; di conseguenza, i diritti di tali soggetti non possono venire ulteriormente condizionati da mere speculazioni di carattere economico né l‘esiguo loro numero potrebbe giustificare un indirizzo che l’on. Maestri non esita a definire “ottuso e rigido”. Ma c’è di più.
Poiché l’intera vicenda origina da un grave vulnus causato dallo Stato, che tutt’ora permane nei confronti degli esodati esclusi dalla ottava salvaguardia, va da se che l’eventuale atto riparatorio, qualora venisse disposto, non potrebbe che riguardare la piena restituzione, in forma e sostanza, di quanto fino a qui negato. Ne consegue che non sarebbero adeguate ipotesi assistenziali né, tanto meno, sarebbero adeguate creative soluzioni previdenziali difformi dal quelle previste dal precedente regime loro spettante per diritto quesito.
Sanare definitivamente la questione esodati è un’esigenza ritenuta ormai inderogabile per diversi componenti la Commissione Lavoro e le interviste pubblicate, insieme alla nota al DEF, ne costituiscono l’evidenza. Le premesse ci sono e un partito di governo non può nascondersi dietro le ostinate pretese di qualche ministero. Si restituiscano i risparmi delle salvaguardie agli esodati (dall’ultimo report INPS dovrebbero superare abbondantemente il miliardo), con l’avvertenza che il beneficio non dovrà necessariamente andare a chi gli sia stata respinta una precedente istanza ma dovrà andare a chi è effettivamente in possesso dei dovuti requisiti; che il soggetto abbia o meno presentato domanda per una precedente salvaguardia non può valere ai fini del diritto. Il diritto si valuta sui requisiti, non sulle pregresse soggettive iniziative estemporanee. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Il film sugli Esodati al cinema da Novembre

L'Esodo, il film sugli Esodati al cinema da Novembre
Il film affronta il tema degli esodati, quei lavoratori prepensionati che non percepiscono uno stipendio e neanche un assegno previdenziale.


Nato due anni fa da un'idea del regista Ciro Formisano, il film-denuncia L'Esodo, tratto da una storia realmente accaduta, arriva nelle sale italiane il 9 novembre. Attraverso la storia di Francesca, cinquattottenne esodata, il film affronta uno dei temi italiani più attuali e drammatici: gli esodati, quei lavoratori prepensionati che non percepiscono uno stipendio e neanche un assegno previdenziale.
Il progetto cinematografico L'Esodo è no profit, sostenuto attraverso partecipazioni volontarie tramite il web, e si propone come strumento uno di protesta contro misure ancora insufficienti per salvaguardare persone senza alcun reddito, a causa della riforma Fornero.
Ad interpretare Francesca, sessantenne "esodata" che finirà ad elemosinare per necessità e protesta, è un'inedita Daniela Poggi, che festeggia 40 anni di carriera con un ruolo delicato e complesso. Tra gli interpreti anche Rosaria De Cicco e Kiara Tomaselli.
Ciro Formisano con L'Esodo debutta in un lungometraggio. e nella sceneggiatura ha incluso testimonianze di persone ridotte alla miseria a causa della riforma dell'ex Ministro Fornero. L'inizio riprese del film ha coinciso, a fine 2015, con la discussione della settima salvaguardia nella legge di stabilità.
Formisano ha sposato la causa di quel numero sempre crescente di uomini e di donne che, con l'entrata in vigore della Legge dell'ex Ministro Fornero e il suo innalzamento dell'età pensionabile, si sono improvvisamente trovati troppo vecchi per il lavoro e troppo giovani per la pensione, senza reddito e senza ammortizzatori sociali.
Una causa su cui vanno riaccesi i riflettori perché, ancora oggi, 5.000 esodati attendono di essere salvaguardati e sperano nella prossima Legge di Stabilità, che proprio a ridosso dell'uscita del film dovrebbe essere approvata.
Il film, distribuito da Stemo Production, uscirà al cinema il 9 novembre.