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giovedì 12 luglio 2018

Quali le priorità ha il Governo?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni all’11 luglio 2018 e nello specifico sulle intenzioni del Governo sulle pensioni anticipate, opzione donna ed esodati, continuano a basarsi sulle indiscrezioni dei media o sulle dichiarazioni rilasciate da esponenti politici. Ma allo stato attuale dalle Commissioni Lavoro, che sono l’organo preposto, non si sente nulla in merito,  come ricorda Orietta Armiliato del Comitato opzione donna social, sebbene la legge di Bilancio sia alle porte e si rischi di non avere nulla da portare in Parlamento. La domanda che molti lavoratori basiti iniziano a farsi, è: ma le pensioni sono davvero la priorità di questo Governo o flat tax, migranti e taglio ai vitalizi avranno la precedenza sui provvedimenti maggiormente sentiti come prioritari dalla popolazione che li ha votati? Ecco le prime considerazioni fatte dai lavoratori e dagli amministratori dei gruppi facebook.

Pensioni 2018, oltre agli slogan, non vi è nulla di concreto

Così Armiliato del CODS: “È tutto un gran parlare da parte dei tecnici e degli esponenti politici che propagandano questo o quel provvedimento pensionistico ma, dalle Commissioni Lavoro che sono l’organo preposto…non si sente pronunciare in proposito neppure una parola. la LdB è alle porte e non c’è nulla di concreto da portare in Parlamento“, fa eco Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni che conferma: “Finora non è stato messo nulla all’ordine del giorno inerente le pensioni, in nessuna delle due commissioni”. Elide Alboni, del Comitato esodati licenziati e cessati, precisa preoccupata, rimarcando l’urgenza di salvaguardare 6.000 esodati ancora senza reddito e pensione: “Se le Commissioni non partono rimaniamo ai comunicati e tutto resta fermo MENTRE,,, tutte , ma la tematica dei 6000 esodati a cui dare la necessaria indispensabile equa e giusta NONA SALVAGUARDIA è URGENTISSIMA E #PRIORITARIA . Anche diversi cittadini iniziano ad essere basiti dall’atteggiamento del nuovo Governo, che, in campagna elettorale, aveva detto che l’abolizione della riforma Fornero era assolutamente prioritaria
Cosi il signor Roberto“Salvini non si è ancora espresso, e questo non è un fatto positivo. La questione migratoria lo sta assorbendo in modo assoluto, ed anche questo non è un fatto positivo. La questione pensioni è stata parimenti determinante nel consenso, come quella migratoria ma questa materia è completamente diversa . I paletti non sono solo quelli dei campi di sci. Stiamo per assistere ad un peggioramento complessivo della questione pensioni. Sicuramente Salvini si giustificherà dicendo che tutte le riforme, necessitano di un tempo per essere realizzate. Ma il contratto di governo parlava di 41 anni contributivi e non 42 rimandando il provvedimento tra 2 anni. E’ una presa in giro !

Pensioni 2018/19: nessuna smentita da Salvini e Di Maio, solo voci giornalistiche o tutto vero?

Poi vi è chi come il Signor Franco, che commentando sul nostro sito ancora vorrebbe credere al Governo del cambiamento, sebbene il dubbio che talune misure enunciate ad esempio da Brambilla e mai smentite dai diretti interessati possano vedere la luce peggiorando la situazione attuale, inizi ad insediarsi: “Salve a tutti. Credo che tutto questo vociare di paletti penalizzazioni trasformazioni di quote bonus prelievo di solidarietà ecc.ecc. provengano, già comunque ben condite da giornalisti e opinionisti , dall’esperto economista della lega Sig.Brambilla che a mio parere sta facendo più danni al movimento di Salvini che l’intera storia dei rimborsi elettorali che secondo la magistratura sono stati usati impropriamente.
Ora i casi sono 2 : questo Signore parla a titolo personale ed esprime il suo punto di vista sul tema previdenziale e allora sarebbero auspicabili correzioni da parte dell’esecutivo ( magari proprio da Salvini visto che e’ della stessa famiglia) oppure è proprio il portavoce dello stesso e allora sono guai e molto grossi .Per il momento smentite alle sue dichiarazioni non ce ne sono state! Settembre non è poi così lontano cari Signori (vedi legge stabilità )

Riforma pensioni 2018: non se ne sente più parlare

Sulla questione Mauro D’Achille scrive un lunghissimo post in cui analizza l’attuale operato, o forse sarebbe meglio dire NON operato del Governo, interrogandosi sulle reali priorità dello stesso: Mi chiedo come mai l’attuale Governo continua ad evitare ogni riferimento sulle pensioni. A parte l’economista della Lega, prof.Brambilla, sicuramente molto esperto in materia, non si è mai sentito un commento del Presidente Conte o del ministro specifico On.Di Maio. Peraltro quelle proposte circolate finora non hanno trovato alcuna smentita dal titolare del dicastero, però di critiche ne hanno ottenute tantissime: dai Sindacati,dalle opposizioni e da tutti i gruppi social specializzati nel settore, compresi quei gruppi che pure si erano spesi senza alcun pudore ed alcuna remora a favore del “Governo del cambiamento”.
Poi l’amministratore del gruppo lavoro e pensioni: problemi e soluzioni aggiunge, facendo notare come sia stato facile parlare per slogan in campagne elettorale senza preoccuparsi dei soldi necessari che sarebbero poi stati utili per mantenere quelle promesse, e come invece sia molto più difficile concretizzare quelle proposte : “Quindi, a proposito delle opinioni/proposte del prof. Brambilla, possiamo finora dire che: nessuno dei due partiti attualmente al Governo si era preoccupato di elaborare un pacchetto pensioni da presentare già nella prima riunione del Consiglio dei Ministri. Non si erano fatti studi sui costi delle varie proposte, non si erano sentiti i pareri dell’INPS… Sembra, al momento, che siano stati usati slogan di facile presa nell’elettorato Slogan che hanno funzionato per acquisire consensi, ma che ora si stanno ritorcendo contro chi li ha lanciati”.

Pensioni 2018, la rabbia: si eviti di fare danni

Poi D’Achille fa notare come a patire tale incertezza restino i lavoratori, i precoci, gli esodati, le donne e i disoccupati che confidavano in cambiamenti concreti e non solo in parole per conquistare il voto:  “Nel mezzo ci siamo noi, i lavoratori, specialmente quelli più prossimi alla pensione.  Ci sono gli esodati, ovvero i truffati dal madornale errore della prof.Fornero, che non tutelo’ coloro che avevano già raggiunto un’intesa con azienda,sindacati e Inps basandosi sulla normativa vigente. Ci sono le donne, che non si vedono tutelate il loro lavoro di cura familiare, vere agenti del welfare. Ci sono i disoccupati, che stanno pagando i versamenti volontari con non so quali fondi, se non con la vendita dei gioielli di famiglia quando non addirittura della casa!
 Ci sono i lavoratori gravosi, i caregivers, gli invalidi! Poi un plauso al Governo precedente e il dubbio che si possano peggiorare le cose, avendo le idee parecchio confuse al riguardo: “Ovvero tutte quelle categorie che la normativa varata dai governi Renzi e Gentiloni, con l’attenta regia dei proff. Nannicini e Leonardi, avevano cercato di tutelare.
Adesso sembra che si voglia navigare a vista, lanciare delle proposte con l’obiettivo di individuare quelle che possano riscuotere maggiore successo nei social o minori critiche da parte degli altri aventi diritto di parola sull’argomento. Se c’è una linea politica, e ribadisco se, sembrerebbe rivolta esclusivamente agli antipodi di quella precedente. Vuole premiare le carriere continuative, con stipendi più alti, chi ancora ha un lavoro, chi non ha mai avuto bisogno di indennità di disoccupazione, fino ad arrivare all’ultima proposta: premiare chi continuerà a lavorare nonostante potrebbe andare in pensione trasferendo in busta paga l’importo dovuto all’INPS. Ulteriore dimostrazione che ad essere “puniti” debbano essere coloro che svolgono i lavori più umili e faticosi.

Riforma pensioni, appello al Governo:  subito piano dettagliato e fatti concreti

Il post conclude lanciando un appello al Governo: “ Così non va! Pretendiamo che si elabori un piano dettagliato di interventi e che sia sottoposto ad una discussione tecnica e politica, senza preclusioni di sorta verso i Sindacati ed i politici di opposizione ma con vero spirito di collaborazione affinché il prodotto finale possa essere ben accetto da tutti. Ben vengano quindi tutte le opinioni che giornalmente vengono rilanciate dai vari Roberto Ghiselli, Ivan Pedretti e Cesare Damiano. Aspettiamo fatti concreti, noi degli slogan non sappiamo cosa farcene!”
Cosa ne pensate delle parole di Armiliato e di D’Achille e dei lavoratori che si sono espressi al riguardo? Avete ancora fiducia in questo Governo o temete che le priorità dello stesso non siano più le pensioni? Diteci la vostra nella sezione commenti.

domenica 8 luglio 2018

Rizzetto: Basta con la discriminazione per 6.000 esodati

Esodati e Opzione donna, Rizzetto non molla
Riforma pensioni 2018, oggi 7 luglio. La Confederazione italiana agricoltori avanza una richiesta. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali 

07 LUGLIO 2018 LORENZO TORRISI
Walter Rizzetto non ha intenzione di indietreggiare rispetto ad alcune richieste riguardanti la riforma delle pensioni. “Non è possibile che nel 2018 esista ancora la sfortunata categoria degli esodati. Seimila persone escluse dalle precedenti salvaguardie, che, oltre a vivere da anni senza reddito, hanno subito un`evidente discriminazione rispetto a chi con pari diritto è rientrato nelle precedenti salvaguardie. Molte di queste persone stanno vivendo una situazione di grave disagio sociale, poiché non hanno i soldi per arrivare a fine mese”, ha detto il deputato di Fratelli d’Italia secondo quanto riportato da Askanews. Rizzetto ha anche ricordato di aver sollecitato “la proroga di Opzione donna, poiché credo in questo regime che deve diventare a mio parere strutturale, anche in una visione più ampia per gli effetti positivi che si otterrebbero sul welfare e sul tasso di natalità, riconoscendo la possibilità di andare in pensione in anticipo alle lavoratrici, a fronte di particolari esigenze familiari per svolgere il ruolo di nonne e di supporto domestico”....

mercoledì 4 luglio 2018

Per definitiva salvaguardia risoluzione dell'on. Rizzetto (FdI)

04/05/2018
Risoluzione in commissione
L'XI Commissione, ​
premesso che:
in materia pensionistica è prioritario concludere il percorso delle salvaguardie attuato, a partire dall’anno 2012, con diversi provvedimenti legislativi al fine di tutelare tutti coloro che, hanno sottoscritto accordi per uscire dal mondo del lavoro facendo affidamento sui criteri pensionistici ante legge 28 giugno 2012, n. 92 (cosiddetta legge Fornero) e si sono poi ritrovati vittime di una riforma normativa, assolutamente non prevedibile, che ha spostato il diritto alla pensione di ben sei o sette anni;
tuttavia, le otto manovre di salvaguardia fin ad oggi introdotte, non sono state sufficienti, poiché hanno escluso circa 6.000 esodati, pertanto, è prioritario procedere alla nona salvaguardia per consentire l’accesso all’assegno pensionistico a questa platea di persone, che oltre ad essere rimaste da anni senza alcun reddito, hanno subito anche delle discriminazioni determinate da criteri e paletti temporali posti per l’accesso alla salvaguardia, che hanno avuto l’effetto di escluderle dal diritto alla pensione;
si ritiene, quindi, opportuno portare a definitiva soluzione il fenomeno degli esodati, prevedendo un'ulteriore salvaguardia delle circa 6.000 persone sopra citate, con un urgente provvedimento normativo posto in essere ad hoc; detto provvedimento non dovrà imporre criteri o limiti temporali che comportino un’irragionevole esclusione degli aventi diritto in questione, considerando, tra l’altro, che le risorse finanziarie per coprire la manovra esistono e avanzano anche dalle precedenti salvaguardie, che come risulta dai report riepilogativi dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, hanno interessato un numero molto inferiore a quello previsto. Al riguardo, infatti, è stato accertato che anche nell’ottava salvaguardia, sebbene il provvedimento abbia previsto una platea di 30.700 soggetti, in concreto hanno avuto accesso all’assegno pensionistico solo 14.938, dunque, meno della metà delle posizioni inizialmente attese;
partendo dai dati forniti dall’INPS per salvaguardare le circa 6.000 persone interessate, in base ai criteri adottati nell’ottava salvaguardia, si stima un costo totale per attuare la manovra di 329 milioni di euro, risorse finanziarie che, si ribadisce, esistono in bilancio e vanno destinate per riconoscere l’assegno previdenziale agli esodati ancora privi di tutele;
la nona e definitiva salvaguardia, oltre ad essere un provvedimento dovuto per fare giustizia nei confronti di queste persone, che hanno pari diritto rispetto a quelle già salvaguardate, è una manovra urgente e necessaria posto che molti dei soggetti interessati stanno vivendo una condizione di grande disagio sociale poiché rimasti da tempo senza alcun reddito

impegna il Governo
ad assumere urgenti ed idonei provvedimenti normativi per attuare la nona e definitiva salvaguardia dei circa 6.000 esodati rimasti, garantendo l’accesso a tutti gli aventi diritto alla pensione, senza porre alcun criterio o limite temporale che possa determinare l’esclusione di qualcuno, come purtroppo avvenuto nelle precedenti manovre di salvaguardia.
Rizzetto

Se ne parla e se ne parla, ma...?

Pensione: In arrivo la nona salvaguardia per gli esodati?
By Redazione NotizieOra 3 Luglio 2018
Con il cambio di governo si sono riaccese anche le speranze degli ultimi seimila esodati che sperano in una nuova salvaguardia per poter finalmente accedere alla pensione.
E sono di nuovo in pressing gli esodati per chiedere l’ultima definitiva salvaguardia che permetta agli ultimi 6mila lavoratori rimasti fuori dalle precedenti 8 salvaguardie di poter, tramite una nona salvaguardia di poter finalmente lasciare il limbo in cui la legge Fornero li ha gettati.
Molti gli appelli lanciati per sondare l’umore della nuova maggioranza con l’obiettivo di risolvere definitivamente il vergognoso problema degli esodati che si trascina ormai da 7 anni. Secondo la Rete dei Comitati le risorse ci sarebbero anche state ma i precedenti governi hanno deciso di drenarli per altri scopi mentre dovevano essere utilizzati per gli esodati.
I Comitati chiedono a gran voce una nona salvaguardia poichè l’ottava copre soltanto coloro che avrebbero maturato la decorrenza alla pensione entro il 6 gennaio 2018 o 2019 (in base ai profili di tutela).
Si chiede, quindi una proroga di almeno 3 o 4 anni poichè fino ad ora i beneficiari delle salvaguardie precedenti sono sempre stati sovrastimati dalla Ragioneria dello Stato producendo una sovrabbondanza di risorse che potrebbe essere utilizzate per la nona salvaguardia.
(Leggi)

martedì 3 luglio 2018

Altro appello per la NONA salvaguardia

Pensioni, esodati, nona salvaguardia: l’appello ed il video diffuso dal Comitato Esodati Licenziati e Cessati!

Il Comitato Esodati Licenziati o Cessati nel video richiama l'attenzione sulle gravi condizioni in cui versano gli esodati esclusi dalle tutele, e sull'urgenza di approvare una nona salvaguardia.

In questi ultimi giorni, il Comitato Esodati Licenziati e Cessati si sta adoperando nell’opera di diffusione di un video, che ha l’obiettivo di richiamare ancora una volta l’attenzione sulla questione dei 6000mila esodati rimasti esclusi dalle tutele.

Esodati: sempre più urgente l’emanazione di un decreto di salvaguardia per esodati esclusi dalle tutele.

Ha sottolineato il Comitato con una didascalia a corredo del video: “Sette anni, quattro governi e 6.000 esodati restano ancora senza reddito. Urge un decreto di salvaguardia per questi ex lavoratori da quasi sette anni ormai privati del reddito a causa degli incostituzionali effetti retroattivi di una legge dello stato“.
I fondi residui della ottava salvaguardia sono più che sufficienti per coprire gli esodati ancora esclusi. Si può emanare un decreto immediato a costo zero!”

Le dichiarazioni di intenti di Luigi di Maio sulla questione esodati.

All’interno del video sono riportate anche le dichiarazioni di intenti del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che interpellato a Radio 1 sulla questione esodati e sulla possibilità di inserire la nona salvaguardia nel decreto dignità, ha dichiarato che ci proverà ma che se non dovesse riuscire vi procederà nel prossimo decreto.
Ha ribadito, anche, di aver consultato tecnici e professori universitari allo scopo di affrontare la questione del superamento della legge Fornero, della quota 100 e 41, la tutela degli esodati e l’opzione donna.
“I diritti sociali – ha rimarcato Di Maio – sono al centro del contratto di governo”.

Le parole dell’on. Barbara Saltamartini sulle risorse per la nona salvaguardia.

Nel video si da spazio anche alle parole pronunciate nella recente trasmissione RAI1 Parlamento Settegiorni, dall’onorevole della Lega Barbara Saltamartini, con cui ha ribadito l’impegno di “fare ancora una salvaguardia per gli esodati”, precisando anche che esisterebbero già i fondi pregressi accantonati sufficienti alla copertura.

Elide Alboni ribadisce l’urgenza di procedere ad una nona salvaguardia.

Intanto, pochi giorni fa, Elide Alboni, amministratrice del gruppo Facebook Comitato Esodati Licenziati e Cessati, ha ribadito, ancora una volta la necessità di prevenire il dramma sociale che, a causa delle drammatiche condizioni economiche di parte degli esodati già si paventa.
La Alboni ha rimarcato anche l’urgenza di procedere ad una nona salvaguardia per decreto urgente da approvarsi prima dell’inizio dei lavori parlamentari sulla Legge di Stabilità, recuperando risorse che residuano abbondanti dalle precedenti salvaguardie nonostante le redeterminazioni a capestro dal 2015 ad ora ecc .

Il video diffuso in rete dal Comitato Esodati Licenziati e Cessati.

sabato 30 giugno 2018

Incontri

MyMagazine.news
Pensioni, esodati, nona salvaguardia: il punto di Elide Alboni alla luce degli incontri degli ultimi giorni!
Il punto sulla questione esodati viene fatto da Elide Alboni, amministratrice del Comitato "Esodati Licenziati e Cessati", che ha fatto un bilancio degli incontri con diversi rappresentanti politici, con cui si è discusso dell'urgenza di procedere ad una nona salvaguardia.
Elide Alboni, amministratrice del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati“, sulla pagina del gruppo ha pubblicato gli aggiornamenti ed il punto sul capitolo esodati e nona salvaguardia.
Ha scritto la Alboni: «Prosegue incessante l’attività degli #Esodati anteFornero nel “gruppo lavoro” del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati”, fieramente caratterizzato da una prevalente componente “rosa” di Roma».

Capitolo esodati: il punto di Elide Alboni del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati.

Ha raccontato la Alboni: «Nello spazio di due giorni, il 26 e 27 giugno c.m. abbiamo avuto incontri alacremente preparati nelle settimane precedenti per potere illustrare a diversi importanti esponenti politici le ragioni del Comitato e i punti salienti sui quali si attestano le richieste dei nostri ormai tanti iscritti:
-necessitá di prevenire il dramma sociale che, a causa delle drammatiche condizioni economiche di parte degli esodati giá si paventa;
nona salvaguardia per decreto urgente da approvarsi prima dell’inizio dei lavori parlamentari sulla Legge di Stabilità;
-recuperare risorse che residuano abbondanti ( e abbiamo dimostrato) dalle precedenti salvaguardie nonostante le redeterminazioni a capestro dal 2015 ad ora ecc».

Il colloquio con l’onorevole Polverini.

«Mentre Roberta Zangrilli, Elena Fulgeri , Gabriella Raffa , attendevano l’on Rizzetto con cui era l’appuntamento di martedi 26, un fortuito ritardo del suo treno è stato occasione per potersi intrattenere qualche minuto anche con la On. Polverini che, annoverando il loro dramma, lo conosce da anni in modo particolarmente approfondito e per anni nella precedente legislatura si è adoperata alla destra della on. Gnecchi in Commissione Lavoro della Camera.
Entrambi i colloqui, con gli Onn. Walter Rizzetto e #Polverini, hanno sortito esiti positivi e soddisfacenti.
Pur considerando la fugacità della circostanza, la On. Polverini, nel chiederci di recapitarle la nostra documentazione, si è detta perfettamente al corrente della situazione e, dicendosi disponibile a farsi carico della problematica, si è ripromessa, nei prossimi giorni, di riprendere l’argomento con lo stesso On. Rizzetto».

Le dichiarazioni di intenti di Walter Rizzetto sulla questione esodati.

«Da parte sua l’On. Rizzetto, che è molto competente in materia, ha molto apprezzato la documentazione presentatagli dal Comitato e la linea di presentazione della problematica assunta da noi , soffermandosi poi con attenzione sull’istogramma dei conti economici delle otto salvaguardie.
Presente anche la sua valida collaboratrice dott.ssa Paola De Majo, gli è stata ribadita la vitale importanza di procedere per decreto urgente, possibilmente ancora all’interno dello stesso Decreto “Dignitá”.
Nel riguardo, l’On. Rizzetto si è detto intenzionato a presentare intanto una “risoluzione” e, per questo, ha dato subitanea disposizione affinchè siano formalmente verificati, al piú presto, i numeri di budget con la RdS onde ottenere una bollinatura preventiva dei fondi necessari. A seguire, presenterá una risoluzione alla Camera. Nel merito siamo in contatto per seguirne gli sviluppi.
A completamento della giornata, abbiamo ricevuto conferma dalla On. Enrica Segneri della Commissione lavoro della Camera, ormai indispensabile straordinaria mentore delle nostre “ragazze” di Roma , della sua partecipazione al nostro incontro con la Sen. Catalfo del giorno successivo 27 giugno , con la quale avevamo giá concordato un incontro».

L’incontro con la senatrice Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato.

Ha proseguito la Alboni nel racconto degli incontri importanti per gli esodati realizzati in questi ultimi giorni:«Nella serata del 27, ieri, siamo stati infine ricevuti dalla Sen. Nunzia Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato. All’incontro, che si è rivelato alquanto cordiale e positivo, come detto, era presente anche la On. Segneri oltre le nostre impavide esodate Gabriella, Elena, a cui si era oggi affiancata l’ esodata Pia Maria Savoia .
Nella circostanza è stata esposta la ormai grave problematica arrivata ad oltre sei anni e le ancor più gravi diseguaglianze di data subita dai 6000 Esodati e per questa causa rimasti esclusi dalla precedente ottava salvaguardia.
La Sen. Catalfo, alla quale abbiamo consegnato la nostra cartelletta dei documenti , molto preparata sull’argomento ed altrettanto interessata al #raggiungimento della #soluzione del problema. Ha esordito confermandoci la bontà del percorso che il nostro comitato sta seguendo al fine di tenere alta l’attenzione.
Ci ha anche consigliato di parlarne con l’On. Claudio V Cominardi, sottosegretario al Ministero del Lavoro.
Pur ritenendo improbabile l’inserimento della nona salvaguardia nell’imminente #Decreto #Dignità in corso di definizione, essendo il suddetto decreto indirizzato a dare soluzione a problemiatiche di ordine sociale, piú che previdenziale, si è tuttavia impegnata a riscontrare attraverso la RGS l’effettiva esistenza e consistenza dei fondi necessari a copertura del provvedimento nonchè di chiedere la verifica, in ambito INPS, dell’effettivo numero degli esodati rimasti».

L’urgenza di un decreto ad hoc per la tutela degli esodati esclusi dalle salvaguardie.

La Alboni ha concluso: «In chiusura di ogni incontro, ai convenuti sono stare ribadite le ragioni dell’#urgenza evocata dal Comitato; urgenza che induce il Comitato ad auspicare, quale alternativa di ordine subordinato al Decreto Dignitá, l’emanazione di un #decreto ad hoc #prima della Legge di Stabilità.
Su questa proposta alternativa abbiamo riscontrato la generale, sostanziale disponibilità ad approfondirne velocemente la percorribilitá stante l’ emergenza sociale di alcuni iscritti e la trascorsa maturazione del requisito per altri, cogliendo nel contempo, con soddisfazione, una esplicita volontá di dare seguito alla positiva e proficua collaborazione avviata con il nostro Comitato».

lunedì 25 giugno 2018

Appello a Salvini e Di Maio: fate chiarezza

Appello a Salvini e Di Maio ‘fate chiarezza’

Risultati immagini per salvini e Di MAioLe ultime novità sulla riforma pensioni al 23 giugno 2018 giungono dalle ultime dichiarazioni del ministro Di Maio che parlando su La 7 dei prossimi step prioritari del Governo non ha menzionato le misure di pensione anticipata, quota 100 e 41, né la salvaguardia per gli esodati, né la proroga dell’opzione donna. L’unico riferimento sul fronte pensione è stato al taglio delle pensioni d’oro e all’aumento delle minime, che dovrebbe derivare, a detta del Ministro del Lavoro, dal taglio precedente. Preoccupati dal silenzio nel neo Ministro sulle misure proposte in campagna elettorale, arrivano i primi appelli accorati dei pensionandi, che invitano alla chiarezza.

Pensioni 2018, l’appello a Di Maio e Salvini: occorre chiarezza

Vincenzo De Santis, lavoratore precoce, preoccupato scrive rivolgendosi ai 2 Ministri: “Cari ministri, e vice premier ,mi rivolgo a voi, si proprio a voi , ON. Salvini e On Di Maio è vero che non si deve credere a tutto quello che si legge sui giornali in questi giorni sul nostro futuro di pensionandi , ma proprio perchè si tratta del nostro futuro vorremmo un po’ di chiarezza, abbiamo sentito tutto è il contrario di tutto, ma su una cosa noi non transigiamo , qualunque sia la decisione “quota 100, 41 o altro” nessuno e dico nessuno deve lavorare 1 giorno in più rispetto la Fornero o guadagnare un euro in meno”.
Poi l’avvertimento al Governo: “Sappiate che non ci fermeremo sino al raggiungimento di quello che voi in campagna elettorale avete continuamente promesso ,ovvero cancellare la Fornero. Non siamo nemmeno dei poveri ingenui ,sappiamo che per poterlo fare ci vogliono le coperture finanziarie ,questo deve essere il vostro impegno principale .Vedere che in questi giorni i vostri i vostri pensieri sono rivolti ad altro ,ci preoccupa“. Preoccupati di eventuali paletti anche gli esodati, Elide Alboni, amministratrice del Comitato esodati, licenziati e cessati commentando il parere di Galasso, docente di Economia alla Bocconi, che ha espresso sincera preoccupazione per una controriforma Fornero che potrebbe addirittura danneggiare le fasce maggiormente deboli delle popolazioni, ha così puntualizzato:

Pensioni, subito risoluzione dramma esodati

“L’ economista Galasso non nomina gli esodati anteFornero rimasti in 6000 in “graticola” ma sono coloro che più pagherebbero il danno “, poi aggiunge rivolgendosi al Governo: “Questo ESIGE chiare precise assunzioni di responsabilità e programma per i ~ 6000 che sono fuori dal lavoro ed ancor senza pensione da prima del 2011 convinti essere in un paese che rispettasse i suoi #PATTI ed invece lottano strenuamente disperatamente annualmente da 6 anni per vederli #RISPETTATI. Devono essere esentati , per civiltà e #DIRITTOdiDIGNITA’ , da altri vergognosi paletti !!!!!—-> #DECRETO DI #NONA #SALVAGUARDIA  ●●●●●●S U B I T O●●●●●●.
Preoccupate del loro destino previdenziale anche le donne, che confidano nella proroga dell’opzione donna e che temono che per l’ennesima volta il loro obiettivo possa non raggiungersi, se non con eventuali restrizioni e/o paletti differenti rispetto a quanto detto in campagna elettorale.

Pensioni 2018, opzione donna al 2018 e/o strutturale

Le donne, proprio per scongiurare questo, stanno continuando nella loro campagna quotidiana via tweet nei confronti Di Salvini e Di Maio confidando che il Governo mantenga le promesse fatte nei mesi scorsi, ossia che venga realmente concessa la proroga dell’opzione donna al 2018 con i medesimi requisiti della legge 243/2004, ossia 57/58 anni e 35 di contributi. perché altre soluzioni, come l’ape rosa, a detta di molte non sarebbero risolutive, ma soprattutto non sarebbero rispettose del programma elettorale e del contratto del Governo.
Sebbene, lo ricordiamo, al punto 17 si faccia già riferimento ad una proroga tenendo conto delle risorse disponibili. Che sia già in questa frase una sorta di ‘ridimensionamento’ rispetto alle promesse iniziali? Vi è poi chi ambisce all’opzione donna ma strutturale, perché non avendo ad oggi i requisiti vedrebbe comunque come una disparità tra donne il permettere l’uscita con l’opzione donna solo fino al 2018.

sabato 23 giugno 2018

In funzione le commissioni lavoro di Camera e Senato

Risultati immagini per salvaguardiaRiforma Pensioni 2018 ultime ad oggi: il punto su quota 100, esodati e commissione lavoro

Nell’articolo di oggi 22 giugno 2018 torniamo a parlare di Riforma delle Pensioni, partendo dalle importanti notizie che arrivano dalle commissioni Lavoro in Camera e Senato che nella giornata di ieri hanno eletto i loro presidenti. Inoltre torniamo a parlare di un tema troppo spesso dimenticato come gli Esodati, grazie ad un lavoratore che ha scritto una lettera ad Elsa Fornero. Infine ecco le ultime dichiarazioni di Barbagallo della Uil su quota 100 e sulla riforma del sistema previdenziale.

Pensioni 2018 ultime novità ad oggi: Ecco i presidenti delle Commissioni

Come c’era da aspettarsi Lega e M5S si sono divisi equamente anche le presidenze delle varie commissioni  e anche per quella relativa al Lavoro che tanto interessa i Pensionati non ci sono state eccezioni, con una presidenza a testa. Alla commissione Lavoro alla Camera il presidente è il leghista Andrea Giaccone, mentre al Senato va la 5 stelle Nunzia Catalfo (che nella scorsa legislatura è stata prima firmataria del disegno di legge sul reddito di cittadinanza). 
Per quanto riguarda la vicepresidenza poi alla Camera troviamo Davide Tripiedi del M5S e Renata Polverini di FI, mentre al Senato sono il leghista William De Vecchi e l’esponente del PD Annamaria Parente. Walter Rizzetto resta membro alla Camera, ma dobbiamo segnalare che la petizione per farlo presidente  non è servita a molto. Vi invitiamo come sempre a dirci la vostra e farci sapere se siete soddisfatti!

Riforma Pensioni, la lettera di un esodato

Riportiamo di seguito la lettera di Enzo Cerasoli, che ha scritto ieri nel gruppo Comitato Esodati licenziati e cessati e inviato ad Elsa Fornero: “Sig. Fornero sono un esodata dal 2008 per la sua riforma “salva Italia” lei ha condannato me e tanti altri alla morte sociale, non trovando più lavoro oltre i 50 anni. Le chiedo: sa cosa significa vivere con i pochi risparmi di una vita di lavoro? Sa cosa significa dire ai tuoi figli “non posso darti niente”? Sa cosa significa non potersi più curare? Di certo non risponderà… semplicemente perché non lo sa. Lei dice che avremmo sofferto di più senza la sua riforma, ma scusi lei cosa ne sa della sofferenza?
Si è mai ritrovata con 1 euro nel portafoglio? Si è mai ritrovata a chiedere 20 euro…20 euro ai suoi parenti per fare la spesa? Penso di no…quindi se proprio deve fare delle dichiarazioni nei talk televisivi (chiaramente dietro compenso) sia gentile, sprechi qualche parola per ammettere questa VERGOGNA DI STATO che porta la sua firma oppure ci risparmi retoriche e giustificazioni che non ci convincono e che aggiungono sofferenza a sofferenza. Si rivolga invece al Ministro Salvini e al Ministro Di Maio “pregandoli” di porre fine a questa disperazione da lei generata per noi ultimi 6000 ESODATI rimasti con una NONA SALVAGUARDIA a COSTOZERO con un DECRETO URGENTE e forse…forse… solo così potrebbe ritrovare il nostro rispetto”.

Riforma delle Pensioni 2018 su quota 100, parla Barbagallo

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo è tornato a parlare di Pensioni e di  Quota 100 e ha detto durante il congresso del sindacato: “La legge Fornero  è come un muro da smontare pezzo dopo pezzo, senza però soluzioni generalizzate”.  Sulla quota 100 vengono mostrate molte perplessita dalla Uil: “Può funzionare per i lavoratori che hanno un numero rilevante di anni di contributi . Rischia invece di essere una beffa per i giovani che, entrando tardi nel mondo del lavoro a tempo pieno e costante, vedrebbero paradossalmente aumentare la loro soglia per l’età pensionabile”.
Poi sul nuovo esecutivo preferisce non sbilanciarsi: “Il nuovo esecutivo Lega-M5S ora diamo il tempo di governare: lo sottoporremo alla prova dei fatti, perché esprimere adesso un giudizio, equivarrebbe a un pregiudizio ideologico”.