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sabato 6 aprile 2019

Presidio in Via Fornovo 8 il 10 aprile 2019

IMPORTANTE PRESIDIO a ROMA 
MINISTERO del LAVORO 
Via Fornovo 8 (Metro LEPANTO) 
10 aprile dalle ore 10 - 13

battiamo il ferro quando è caldo.

Abbiamo i permessi della questura di Roma .

Andremo a chiedere a Durigon / Fontana i motivi per cui non si è inserita la soluzione per gli ESODATI ESCLUSI nel decretone .

Si chiederà che il Governo indichi la soluzione che intende adottare per chiudere la vicenda degli esodati in modo definitivo.

Per conoscenza riporto un estratto da un articolo

Il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” si dichiara d’accordo ad un utilizzo degli strumenti previdenziali attualmente disponibili per le pensioni anticipate, quali Ape social, Quota 100 ed Opzione Donna per risolvere la crisi degli esodati non salvaguardati i cui requisiti si collocano oltre la data del 31/12/2021, pur rilevando che tale soluzione richiederebbe degli adattamenti per superare l’ostacolo delle carenze contributive ed anagrafiche.

Viceversa ritiene che gli esodati che raggiungono i requisiti entro il 31/12/2021 abbiano diritto ad un equo transitorio al pari dei mobilitati con accordo governativo, ai quali l’Ottava salvaguardia, derogando il termine mobilità di 36 mesi, ha di fatto concesso nei loro confronti un transitorio sui requisiti di dieci anni, fino al 31/12/2021.

FACCIAMO PARTECIPARE ALMENO 30 - 50 ESODATI 
anche con aiuto dei  già salvaguardati e di TUTTI i comitati.

SE SAREMO in POCHI PRESENTI in via Fornovo sarà difficile ottenere qualsiasi soluzione da questo Governo .

Inviteremo TUTTI i comitati a segnalare almeno 1 nominativo per la delegazione.

mercoledì 27 marzo 2019

Appello al rispetto dei termini

Nel chiedere aiuto a chiunque abbia potere di intervento...
RIPRENDIAMO IL POST pubblicato da Paolo Alfieri sulla pagina Facebook "Stop al furto delle buonuscite dei lavoratori di poste italiane".
Lo facciamo per aggiornare sugli sviluppi di quanto condiviso 10 giorni fa sperando che qualcuno (politici e sindacalisti) istituzionalmente si attivi quanto più tempestivamente.
CRONISTORIA DI UNA " STORIA INFINITA".
Buongiorno colleghi.
1)- Le procedure per la liquidazione dei dipendenti pubblici (valide anche nel nostro caso di dipendente di Poste Italiane) in base a quanto previsto dai commi 22 e 23 della legge 148/2011. i 27 mesi scadono a fine marzo;
2)- In data 21/03/2019 il MISE ha firmato il decreto (mise.AOO_COM.REGISTRO UFFICIALE.U.0019939) con cui è autorizzato l’impegno e contestuale pagamento della somma di € 43.579.302,93 a favore della Gestione Commissariale Fondo Buonuscita per i Lavoratori delle Poste Italiane –Codice Fiscale: 80034880411 – sede legale Via Carlo Spinola, 11 - 00154 ROMA, con versamento sul conto di tesoreria dello stato n. 20289;
3)- Nella stessa data (21/03/2019) è stato inoltrato, all'Ufficio centrale di bilancio, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l'ordine di pagamento 4453 / 1 / 2019 1 LIQUID.GEST.BUONUSCITA IPOST di € 43.579.302,93;
4)- questa mattina sono riuscito a parlare con la Ragioneria Generale dello Stato che dopo avergli comunicato il nr di protocollo del decreto firmato dalla Gentilissima Sig.ra Scandaliato ( che via mail mi ha inoltrato il tutto) mi ha risposto che loro hanno 30 giorni di tempo,rassicurandomi (????) che per la prossima settimana manderanno il tutto alla Tesoreria, la quale dovrà successivamente accreditare la somma, sul conto corrente del nostro Fondo, il quale ci rimanda di settimana in settimana ( 30 marzo - i primi di aprile - entro il 15 aprile e a me questa mattina - massimo fine mese di arile).
PS: come si dice da noi CORNUTI E MAZZIATI !!!
SE NON ALTRO PER ORGOGLIO...
L'immagine può contenere: scarpe e cielo
A nessuna organizzazione sindacale interessa seguire la fase finale di questo iter, accelerandone la sua conclusione nei tempi massimi previsti?
La norma prevede che la somma sia messa in pagamento 24 mesi dopo la cessazione del rapporto di lavoro con Poste.
Prevede anche ulteriori 90 giorni per "lavorare la pratica" tempo non necessario perché la cifra è la stessa fissata nel 1998
I 3 mesi aggiuntivi sono diventati di fatto "la norma" e si sta ulteriormente procrastinando questo limite massimo.

(Leggi)

venerdì 8 marzo 2019

Agnelli sacrificali

Riforma Pensioni esodati
Riportiamo per intero un post scritto da Elisabetta Rombolà una esodata rimasta ancora esclusa da qualunque salvaguardia, che ben chiarisce la frustrazione delle 6.000 persone che attendono da ormai 7 anni un provvedimento risolutivo, da parte del Governo, degno di essere chiamato tale.

Inaccettabili le ultime proposte messe in campo per ‘salvare’ gli esodati. Gli esodati, ricorda Luigi Metassi, non hanno bisogno di essere ‘salvati’ da nessuno, ma necessitano di essere ‘salvaguardati’, ossia ‘tutelati da’….
Pensioni, esodati: ultimo appello al Governo

Così Elisabetta: “Pasqua per gli esodati è arrivata con un po’ di anticipo quest’anno e il “pranzo” siamo noi 6000. Noi distrutti da anni di inutile attesa, noi rimasti fuori dall’8ava salvaguarda, noi che ci stanno condannando a scegliere tra la povertà che viviamo attualmente e la povertà a vita. L’attuale governo crede fermamente che la “soluzione” per gli esodati siano i provvedimenti che stanno varando attualmente, un governo i cui esponenti si sono chiusi a qualunque dialogo e confronto.

NON è vero che il problema si risolve con q100, OD e Ape, e men che meno con la “pace contributiva”, tocca capirla bene questa cosa! La dobbiamo capire bene noi interessati per riavere una vita di dignità! Soprattutto le donne! Chi di voi 6000 arriva a 38 anni di contributi? Un po’ forse, ma soprattutto uomini e quante donne arrivano a 35 anni di contributi? e a 38? quasi nessuna. In ogni caso vi siete fatti i conti? La maggioranza dei 6000 è a regime contributivo misto (meno di 18 anni di contributi nel 1995) ed essendo uscita dal lavoro tra il 2007 e il 2011, a qualunque titolo, non ha un mensile lordo elevato, vi siete informati di quanto prendereste di pensione? bene, a quell’importo lordo togliete le tasse (30% circa) e poi togliete anche un ulteriore 30% (anche di più), di passaggio dal sistema contributivo misto al contributivo puro, poi controllate quanto vi resta per campare voi e le vostre famiglie”

Pace contributiva per gli esodati: soluzione inaccettabile
Poi prosegue: “Per non parlare della “pace contributiva” che si propone di farci PAGARE per arrivare agli anni previsti da q100 e/o OD in modo da accedervi e avere quindi la pensione con il contributivo puro (pagare ben 2 VOLTE quindi!).

Ci vorrebbero far pagare per grarantici la povertà a vita! Siamo gli unici esodati cui viene chiesto questo! Tutti gli altri hanno avuto la pensione che gli spettava, senza tagli e senza dover pagare! Sveglia signore e signori!”

giovedì 14 febbraio 2019

L'on. Rizzetto interroga il Governo

L'on Rizzetto interroga il Governo sulla mancata salvaguardia dei residui 6.000
Interrogazione 5/1481
Esodati e pensioni, 2019.
Ancora, ed ancora una volta, chiedo al Governo una giustizia per gli esodati residui, esclusi da tutte le salvagiardie e che, a mio parere, devono essere trattati al pari di altri senza strane ”finestre” che si apriranno e che non garantiranno a tutti un equo trattamento.
Qui il video girato stamani in Commissione Lavoro.
Si abbia il coraggio di una soluzione definitiva: non costa molto e permetteremmo a gente ormai stremata di poter godere di un diritto innegabile.


mercoledì 13 febbraio 2019

Solo la NONA salvaguardia!

Lo afferma il COMITATO ESODATI LICENZIATI e CESSATI
Il giornale di Firenze: Firenze PostDecretone: I 6.000 esodati esclusi dall'ottava salvaguardia chiedono la nona per rimediare ai guasti della Fornero

DI REDAZIONE - MARTEDÌ, 12 FEBBRAIO 2019

ROMA – «I 6.000 esodati esclusi dalla ottava salvaguardia non chiedono assistenzialismo, ma hanno diritto ad una soluzione previdenziale». Lo afferma il Comitato Esodati Licenziati e Cessati, chiedendo al governo una nona salvaguardia che includa tutti coloro finora esclusi dalle precedenti operazione di salvaguardia per vizio di data di decorrenza pensione o di requisito e conceda uguali diritti
indipendentemente dalla categoria esodati di appartenenza. «Nell’ottava salvaguardia, spiega in una nota il comitato dopo le notizie su un eventuale intervento nel decretone su reddito e pensioni, erano incluse gravi discriminazioni nell’assegnazione della deroga penalizzando gravemente tutte le categorie di esodati senza accordi sindacali. Discriminazione inconcepibile ed inaccettabile che si vorrebbe perpetuare con questa ipotesi di soluzione dell”attuale Governo. Ma le risorse finanziarie per salvaguardare anche tutti gli ultimi 6.000 esodati ci sono – rivendica ancora il comitato – Infatti i soli risparmi dell”ottava salvaguardia, riversati al Fondo per l’Occupazione Sociale e Formazione (FOSF) con la precedente legge di stabilità, ammontavano a circa 776,6 milioni, ben sufficienti a garantire, in misura pressoché doppia, al fabbisogno economico della Nona Salvaguardia valutato in 339,9 milioni».
(Leggi)

domenica 10 febbraio 2019

No a soluzioni assistenziali

COMUNICATO STAMPA
Comitato Esodati Licenziati e Cessati
L'immagine può contenere: 1 persona
NO A SOLUZIONI ASSISTENZIALI !!!
NONA SALVAGUARDIA PER TUTTI I 6.000 ESODATI ESCLUSI


Dai vari incontri con delegazioni di Esodati, non ultimo quello del 10 gennaio scorso, e da diverse dichiarazioni del Sottosegretario Durigon e dall’articolo de Il Sole 24 Ore dell’8 febbraio, emerge chiara la volontà politica di questo Governo di
a) non mantenere le promesse formalmente fatte dal Ministro del Lavoro di risolvere l’annoso dramma degli Esodati;
b) non approvare una Nona Salvaguardia (prevista al Capitolo 5, punto 9 del programma elettorale della Lega);
c) disconoscere la platea dei 6.000 esclusi adducendo la circostanza che l’INPS non certifica tale platea quantificata in meno di 100 interessati, individuati non si sa bene con quali criteri, quando al Sottosegretario Cassano (del precedente Governo) la stessa INPS ne certificava oltre 3.000. Interrogazione, risposta e tabella, sono reperibili sul Bollettino delle Giunte e delle Commissioni del 15 settembre 2016, da pag. 125 a pag. 129 (scaricabile a questo link:
http://documenti.camera.it/…/html/2016/09/15/indiceGenerale…)
d) riconoscere la figura di Esodato esclusivamente a coloro che avevano firmato accordi sindacali per concordarne la fuoriuscita dal posto di lavoro. Non si capisce francamente tale posizione e da quale assunto giuridico derivi, stante la circostanza che ben 8 LEGGI DELLO STATO APPROVATE DAL PARLAMENTO, E SPESSO COL VOTO FAVOREVOLE DELL’ATTUALE MAGGIORANZA, prevedano ben 5 categorie di esodati espulsi dal posto di lavoro, antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di riforma Monti-Fornero, con e senza accordi;
e) si vorrebbe trovare una adeguata soluzione previdenziale solo ed esclusivamente per quel centinaio di privilegiati lasciando a tutti gli altri un’altra soluzione (non previdenziale) non ben definita né nei numeri né nella forma, ma di natura assistenziale e onerosa per i medesimi.

I 6.000 Esodati Esclusi dalla Ottava Salvaguardia NON CHIEDONO ASSISTENZIALISMO (tra l’altro numerosi di loro non potranno neanche accedere alle misure ipotizzate!) MA HANNO DIRITTO AD UNA SOLUZIONE PREVIDENZIALE!!!

Nell’Ottava Salvaguardia erano incluse gravi discriminazioni nell’assegnazione della deroga penalizzando gravemente tutte le categorie di Esodati senza accordi sindacali. Discriminazione inconcepibile ed inaccettabile che si vorrebbe perpetuare con questa ipotesi di soluzione dell’attuale Governo!!!
E’ il caso di sottolineare che le riforme pensionistiche negli altri Paesi UE hanno previsto un periodo di transizione medio di 10 anni.
Sostanzialmente si sono considerate (e si vorrebbe perseverare nel grave errore!!!) platee di Esodati di serie A e di serie B non considerando che sono TUTTI lavoratori gravemente penalizzati dalla riforma e TUTTI lavoratori espulsi dal mondo del lavoro PRIMA dell’entrata in vigore della infame riforma e TUTTI ad un passo dalla pensione e TUTTI senza alcuna possibilità di ricollocamento per evidenti motivi anagrafici.

Le risorse finanziarie per salvaguardare anche gli ultimi 6.000 Esodati CI SONO!!
Infatti i soli risparmi dell’ottava salvaguardia, riversati al Fondo per l’Occupazione Sociale e Formazione (FOSF) con la precedente legge di stabilità, ammontavano a circa 776.6 Mln, ben sufficienti a garantire, in misura pressoché doppia, al fabbisogno economico della Nona Salvaguardia valutato in 339.9 Mln.

Ricordiamo che il Parlamento dell’attuale Legislatura si è espresso favorevolmente in merito alla emanazione di una Nona Salvaguardia per i 6.000 ESODATI con
 la Risoluzione congiunta 8-00004 votata all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera lo scorso 30/10/18 e approvata anche dal Sottosegretario On. Durigon presente in seduta (http://documenti.camera.it/…/leg.18.bol0083.data20181030.co…)
 l’ Ordine del Giorno G/981 sez I/3/11 al DDL n. 981 della Commissione Lavoro del Senato accolto dal Governo lo scorso 14/12/18
(http://www.senato.it/…/18/Emendc/1095592/1084960/index.html…)
 l’ Ordine del Giorno 9/1334-B/78 accolto dalla Camera dei Deputati come Raccomandazione lo scorso 30/12/1 8
(https://documenti.camera.it/…/leg.18.sed0106.allegato_a.pdf…)

Nel respingere con fermezza ogni e qualsiasi paventata “soluzione” NON PREVIDENZIALE, i 6.000 Esodati chiedono al Governo UNA NONA SALVAGUARDIA che :
• includa tutti coloro finora esclusi da precedenti salvaguardie per “vizio di data” di decorrenza pensione o di requisito;
• conceda uguali diritti indipendentemente dalla categoria esodati di appartenenza;
• comprenda tutti ed esclusivamente coloro che siano in possesso degli specifici requisiti che connotano la condizione di esodato così come riconosciuto dalle 8 Leggi precedenti;
• in cui sia applicato, a TUTTI i 6.000 interessati, il regime dei requisiti vigente prima dell’entrata in vigore del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, modificato dalla Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, come nelle precedenti salvaguardie.
Riteniamo le ipotesi di soluzione emerse in questi giorni INACCETTABILI e riteniamo che il Governo POSSA e DEBBA trovare una soluzione PREVIDENZIALE equa, equilibrata e definitiva per tutti i 6.000 ESODATI tuttora rimasti ESCLUSI.

10 febbraio 2019
Comitato Esodati Licenziati e Cessati

domenica 3 febbraio 2019

Ricalcolo Tassazione Separata. Serve univocità

La lettera di Michele Costantino pubblicata sulla pagina FB stop al furto delle buonuscite dei lavoratori di poste italiane
Buonasera a tutti, ho preparato una relazione in collaborazione con Daniele Del Corso, circa la questione del "Ricalcolo Tassazione Separata" la invierò al Direttore Centrale dell'Agenzia delle Entrate Dott. Antonio Maggiore, così vediamo come reagiscono, se ciò non dovesse bastare, beh allora, coinvolgeremo giornali e TV (...)
Risultati immagini per direttore agenzia delle entrate Antonio MaggioreQuesta è la relazione
Buongiorno Dott. Antonio Maggiore, sono Michele Costantino di Bari, un comune pensionato-contribuente di Poste S.p.A.
Mi rivolgo a lei in quanto persona più che qualificata a dirimere una questione che coinvolge tutte le Direzioni Provinciali delle Agenzie delle Entrate d'Italia.
Questo è il punto: Noi di Poste eravamo fino al 28/02/1998 Dipendenti Pubblici, e di conseguenza eravamo soggetti economicamente alla Indennità di Buonuscita ( DPR n. 1032 del 29.12.1973), dal 01/03/1998
Poste diventa S.p.A. ( legge n. 71/94 ) e di conseguenza siamo sottoposti al regime del TFR (legge n. 297 del 29 maggio 1982) questa trasformazione non ha implicato "assolutamente" un'interruzione del nostro rapporto di lavoro con Poste, bensì solo un cambio di natura giuridica, non vi sono stati atti formali o sostanziali, tant'è che anche la Buonuscita viene liquidata solo al momento del pensionamento o all'uscita per altri motivi, quindi al momento della cessazione , Poste liquida il dipendente sulla base di queste 2 indennità, il TFR viene liquidato dopo 2 mesi dall'uscita del lavoro, mentre la Buonuscita viene riconosciuta al 27° mese dopo, inoltre con l'avvento della Previdenza Complementare i Dipendenti di Poste fecero confluire una parte del loro TFR nel Fondo-Poste, il quale a sua volta liquida il lavoratore entro i 6 mesi (o anche prima, dipende) dopo.
Ora, l'Agenzia delle Entrate, come stabilisce la Legge Fiscale, interviene sui trattamenti di fine rapporto che sono soggetti a tassazione separata con il ricalcolo, entro il quarto anno dall'uscita dalle aziende, nel nostro caso però di Poste, l' AdE è indotta a commettere un errore che penalizza tutti i dipendenti in presenza soprattutto di "Incentivi all'Esodo", Poste S.p.A infatti nel suo mod.770 dichiara il TFR erogato, mentre la Gestione Commissariale la Buonuscita, che il dipendente incassa 2 anni dopo ma che di fatto è un'unicum con il TFR.
Un nostro collega, Daniele Del Corso, nell'agosto scorso ha ricevuto da AdE di Pisa il ricalcolo sugli emolumenti di fine rapporto, notando che questo teneva conto solo del TFR, come se il suo rapporto di lavoro fosse iniziato il 01/03/1998, (data di trasformazione in S.p.A e non quella della nostra assunzione) e di conseguenza l'incentivo all'esodo ricevuto era ripartito nelle quote ante e post 2001 in maniera non corretta. Del Corso sapeva che alcuni colleghi singolarmente avevano contestato questa irregolarità ed avevano ottenuto riconoscimento, nel 2017 lui stesso aveva dato indicazioni ad un collega di Siena e ad un'altro di Arezzo ricevendo entrambi il riconoscimento dell'errore e conseguentemente il rimborso o il ricalcolo, e a distanza di poco tutta la Toscana, a questo punto pensava anche grazie al suo interessamento che il problema si fosse risolto per tutti, si sbagliava, in quanto a parte tutta la Toscana e in alcune altre città d'Italia, quali: Perugia, Latina, Monfalcone, Cagliari, e Treviso, il resto delle AdE non si sono uniformate, cosi che il nostro Del Corso tramite social invitava gli ex colleghi a produrre Istanza di Autotutela o di Rimborso all'AdE. Da noi invece a Bari l'AdE forse ha scelto la prerogativa del silenzio-rifiuto, a distanza di 70 g. non ha ancora risposto.
Pertanto, Dott. Maggiore, ripongo in lei quella fiducia che contraddistingue una persona rappresentante lo Stato, chiedendole, se mi permette, di intervenire a livello nazionale, affinchè tutte le Direzioni Provinciali seguano un'unica linea, ricordandole che, siamo contribuenti onesti che hanno sempre onorato ogni obbligo fiscale, ma che, come in questo caso, hanno anche diritto a veder riconosciuto un mal tolto.
Le ricordo infine che, quelle AdE che citavo prima, hanno ricalcolato correttamente gli emolumenti di fine rapporto spalmando l'incentivo all'esodo come stabilisce la vostra Circ. n. 29/2001, inoltre, hanno riconosciuto il rimborso a tutti coloro che hanno prodotto istanza entro i 48 mesi dalla richiesta di pagamento dell'AdE.
La ringrazio anticipatamente, anche a nome di tutti gli altri miei colleghi per quanto farà di sua competenza, e le invio i miei auguri di un Buon lavoro


P.S. Questi sono i documenti che consegniamo alle AdE a supporto della domanda di rimborso o di autotutela:
1) Prospetto di Liquidazione della Buonuscita
2) Estratto Conto Previdenziale Inps
3) Modello CUD riferito all'anno di percepimento del TFR e Incentivo all'Esodo
4) Copia Comunicazione AdE con il Prospetto Irpef Tassazione Separata
5) Ricevuta Pagamento Irpef Tassazione Separata
6) Prospetto Liquidazione TFR Fondo-Poste
7) Copia Documento Identità

sabato 2 febbraio 2019

Presidio il 6 febbraio 2019

Abbiamo ottenuto l'autorizzazione per un nuovo Presidio degli Esodati
davanti al Ministero del Lavoro in Via Fornovo 8 - Roma
(metro A fermata Lepanto) il 6 febbraio 2019
Risultati immagini per presidio esodati
Se le parole spese avessero le gambe della coerenza
non sarebbe stato necessario questo nuovo presidio.
Vi invitiamo tutti ad aderire.

Vogliamo avere un incontro con il Sottosegretario Claudio Durigon ed il Dottor Raffaele Fontana per la nona salvaguardia e per soluzioni per esodati attraverso le risorse già disponibili dalle precedenti 8 salvaguardie".

Solo pochi lavoratori esodati possiedono i requisiti per accedere alla pensione attraverso la nuova quota 100 o le altre opzioni previste nel recente provvedimento in materia pensionistica, pertanto risulta ancora indispensabile procedere ad una nuova - NONA - salvaguardia.