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giovedì 14 febbraio 2019

L'on. Rizzetto interroga il Governo

L'on Rizzetto interroga il Governo sulla mancata salvaguardia dei residui 6.000
Interrogazione 5/1481
Esodati e pensioni, 2019.
Ancora, ed ancora una volta, chiedo al Governo una giustizia per gli esodati residui, esclusi da tutte le salvagiardie e che, a mio parere, devono essere trattati al pari di altri senza strane ”finestre” che si apriranno e che non garantiranno a tutti un equo trattamento.
Qui il video girato stamani in Commissione Lavoro.
Si abbia il coraggio di una soluzione definitiva: non costa molto e permetteremmo a gente ormai stremata di poter godere di un diritto innegabile.


mercoledì 13 febbraio 2019

Solo la NONA salvaguardia!

Lo afferma il COMITATO ESODATI LICENZIATI e CESSATI
Il giornale di Firenze: Firenze PostDecretone: I 6.000 esodati esclusi dall'ottava salvaguardia chiedono la nona per rimediare ai guasti della Fornero

DI REDAZIONE - MARTEDÌ, 12 FEBBRAIO 2019

ROMA – «I 6.000 esodati esclusi dalla ottava salvaguardia non chiedono assistenzialismo, ma hanno diritto ad una soluzione previdenziale». Lo afferma il Comitato Esodati Licenziati e Cessati, chiedendo al governo una nona salvaguardia che includa tutti coloro finora esclusi dalle precedenti operazione di salvaguardia per vizio di data di decorrenza pensione o di requisito e conceda uguali diritti
indipendentemente dalla categoria esodati di appartenenza. «Nell’ottava salvaguardia, spiega in una nota il comitato dopo le notizie su un eventuale intervento nel decretone su reddito e pensioni, erano incluse gravi discriminazioni nell’assegnazione della deroga penalizzando gravemente tutte le categorie di esodati senza accordi sindacali. Discriminazione inconcepibile ed inaccettabile che si vorrebbe perpetuare con questa ipotesi di soluzione dell”attuale Governo. Ma le risorse finanziarie per salvaguardare anche tutti gli ultimi 6.000 esodati ci sono – rivendica ancora il comitato – Infatti i soli risparmi dell”ottava salvaguardia, riversati al Fondo per l’Occupazione Sociale e Formazione (FOSF) con la precedente legge di stabilità, ammontavano a circa 776,6 milioni, ben sufficienti a garantire, in misura pressoché doppia, al fabbisogno economico della Nona Salvaguardia valutato in 339,9 milioni».
(Leggi)

domenica 10 febbraio 2019

No a soluzioni assistenziali

COMUNICATO STAMPA
Comitato Esodati Licenziati e Cessati
L'immagine può contenere: 1 persona
NO A SOLUZIONI ASSISTENZIALI !!!
NONA SALVAGUARDIA PER TUTTI I 6.000 ESODATI ESCLUSI


Dai vari incontri con delegazioni di Esodati, non ultimo quello del 10 gennaio scorso, e da diverse dichiarazioni del Sottosegretario Durigon e dall’articolo de Il Sole 24 Ore dell’8 febbraio, emerge chiara la volontà politica di questo Governo di
a) non mantenere le promesse formalmente fatte dal Ministro del Lavoro di risolvere l’annoso dramma degli Esodati;
b) non approvare una Nona Salvaguardia (prevista al Capitolo 5, punto 9 del programma elettorale della Lega);
c) disconoscere la platea dei 6.000 esclusi adducendo la circostanza che l’INPS non certifica tale platea quantificata in meno di 100 interessati, individuati non si sa bene con quali criteri, quando al Sottosegretario Cassano (del precedente Governo) la stessa INPS ne certificava oltre 3.000. Interrogazione, risposta e tabella, sono reperibili sul Bollettino delle Giunte e delle Commissioni del 15 settembre 2016, da pag. 125 a pag. 129 (scaricabile a questo link:
http://documenti.camera.it/…/html/2016/09/15/indiceGenerale…)
d) riconoscere la figura di Esodato esclusivamente a coloro che avevano firmato accordi sindacali per concordarne la fuoriuscita dal posto di lavoro. Non si capisce francamente tale posizione e da quale assunto giuridico derivi, stante la circostanza che ben 8 LEGGI DELLO STATO APPROVATE DAL PARLAMENTO, E SPESSO COL VOTO FAVOREVOLE DELL’ATTUALE MAGGIORANZA, prevedano ben 5 categorie di esodati espulsi dal posto di lavoro, antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di riforma Monti-Fornero, con e senza accordi;
e) si vorrebbe trovare una adeguata soluzione previdenziale solo ed esclusivamente per quel centinaio di privilegiati lasciando a tutti gli altri un’altra soluzione (non previdenziale) non ben definita né nei numeri né nella forma, ma di natura assistenziale e onerosa per i medesimi.

I 6.000 Esodati Esclusi dalla Ottava Salvaguardia NON CHIEDONO ASSISTENZIALISMO (tra l’altro numerosi di loro non potranno neanche accedere alle misure ipotizzate!) MA HANNO DIRITTO AD UNA SOLUZIONE PREVIDENZIALE!!!

Nell’Ottava Salvaguardia erano incluse gravi discriminazioni nell’assegnazione della deroga penalizzando gravemente tutte le categorie di Esodati senza accordi sindacali. Discriminazione inconcepibile ed inaccettabile che si vorrebbe perpetuare con questa ipotesi di soluzione dell’attuale Governo!!!
E’ il caso di sottolineare che le riforme pensionistiche negli altri Paesi UE hanno previsto un periodo di transizione medio di 10 anni.
Sostanzialmente si sono considerate (e si vorrebbe perseverare nel grave errore!!!) platee di Esodati di serie A e di serie B non considerando che sono TUTTI lavoratori gravemente penalizzati dalla riforma e TUTTI lavoratori espulsi dal mondo del lavoro PRIMA dell’entrata in vigore della infame riforma e TUTTI ad un passo dalla pensione e TUTTI senza alcuna possibilità di ricollocamento per evidenti motivi anagrafici.

Le risorse finanziarie per salvaguardare anche gli ultimi 6.000 Esodati CI SONO!!
Infatti i soli risparmi dell’ottava salvaguardia, riversati al Fondo per l’Occupazione Sociale e Formazione (FOSF) con la precedente legge di stabilità, ammontavano a circa 776.6 Mln, ben sufficienti a garantire, in misura pressoché doppia, al fabbisogno economico della Nona Salvaguardia valutato in 339.9 Mln.

Ricordiamo che il Parlamento dell’attuale Legislatura si è espresso favorevolmente in merito alla emanazione di una Nona Salvaguardia per i 6.000 ESODATI con
 la Risoluzione congiunta 8-00004 votata all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera lo scorso 30/10/18 e approvata anche dal Sottosegretario On. Durigon presente in seduta (http://documenti.camera.it/…/leg.18.bol0083.data20181030.co…)
 l’ Ordine del Giorno G/981 sez I/3/11 al DDL n. 981 della Commissione Lavoro del Senato accolto dal Governo lo scorso 14/12/18
(http://www.senato.it/…/18/Emendc/1095592/1084960/index.html…)
 l’ Ordine del Giorno 9/1334-B/78 accolto dalla Camera dei Deputati come Raccomandazione lo scorso 30/12/1 8
(https://documenti.camera.it/…/leg.18.sed0106.allegato_a.pdf…)

Nel respingere con fermezza ogni e qualsiasi paventata “soluzione” NON PREVIDENZIALE, i 6.000 Esodati chiedono al Governo UNA NONA SALVAGUARDIA che :
• includa tutti coloro finora esclusi da precedenti salvaguardie per “vizio di data” di decorrenza pensione o di requisito;
• conceda uguali diritti indipendentemente dalla categoria esodati di appartenenza;
• comprenda tutti ed esclusivamente coloro che siano in possesso degli specifici requisiti che connotano la condizione di esodato così come riconosciuto dalle 8 Leggi precedenti;
• in cui sia applicato, a TUTTI i 6.000 interessati, il regime dei requisiti vigente prima dell’entrata in vigore del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, modificato dalla Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, come nelle precedenti salvaguardie.
Riteniamo le ipotesi di soluzione emerse in questi giorni INACCETTABILI e riteniamo che il Governo POSSA e DEBBA trovare una soluzione PREVIDENZIALE equa, equilibrata e definitiva per tutti i 6.000 ESODATI tuttora rimasti ESCLUSI.

10 febbraio 2019
Comitato Esodati Licenziati e Cessati

domenica 3 febbraio 2019

Ricalcolo Tassazione Separata. Serve univocità

La lettera di Michele Costantino pubblicata sulla pagina FB stop al furto delle buonuscite dei lavoratori di poste italiane
Buonasera a tutti, ho preparato una relazione in collaborazione con Daniele Del Corso, circa la questione del "Ricalcolo Tassazione Separata" la invierò al Direttore Centrale dell'Agenzia delle Entrate Dott. Antonio Maggiore, così vediamo come reagiscono, se ciò non dovesse bastare, beh allora, coinvolgeremo giornali e TV (...)
Risultati immagini per direttore agenzia delle entrate Antonio MaggioreQuesta è la relazione
Buongiorno Dott. Antonio Maggiore, sono Michele Costantino di Bari, un comune pensionato-contribuente di Poste S.p.A.
Mi rivolgo a lei in quanto persona più che qualificata a dirimere una questione che coinvolge tutte le Direzioni Provinciali delle Agenzie delle Entrate d'Italia.
Questo è il punto: Noi di Poste eravamo fino al 28/02/1998 Dipendenti Pubblici, e di conseguenza eravamo soggetti economicamente alla Indennità di Buonuscita ( DPR n. 1032 del 29.12.1973), dal 01/03/1998
Poste diventa S.p.A. ( legge n. 71/94 ) e di conseguenza siamo sottoposti al regime del TFR (legge n. 297 del 29 maggio 1982) questa trasformazione non ha implicato "assolutamente" un'interruzione del nostro rapporto di lavoro con Poste, bensì solo un cambio di natura giuridica, non vi sono stati atti formali o sostanziali, tant'è che anche la Buonuscita viene liquidata solo al momento del pensionamento o all'uscita per altri motivi, quindi al momento della cessazione , Poste liquida il dipendente sulla base di queste 2 indennità, il TFR viene liquidato dopo 2 mesi dall'uscita del lavoro, mentre
la Buonuscita viene riconosciuta al 27° mese dopo, inoltre con l'avvento della Previdenza Complementare i Dipendenti di Poste fecero confluire una parte del loro TFR nel Fondo-Poste, il quale a sua volta liquida il
lavoratore entro i 6 mesi (o anche prima, dipende) dopo.
Ora, l'Agenzia delle Entrate, come stabilisce la Legge Fiscale, interviene sui trattamenti di fine rapporto che sono soggetti a tassazione separata con il ricalcolo, entro il quarto anno dall'uscita dalle aziende, nel nostro caso però di Poste, l' AdE è indotta a commettere un errore che penalizza tutti i dipendenti in presenza soprattutto di "Incentivi all'Esodo", Poste S.p.A infatti nel suo mod.770 dichiara il TFR erogato, mentre la Gestione Commissariale la Buonuscita, che il dipendente incassa 2 anni dopo ma che di fatto è un'unicum con il TFR.
Un nostro collega, Daniele Del Corso, nell'agosto scorso ha ricevuto da AdE di Pisa il ricalcolo sugli emolumenti di fine rapporto, notando che questo teneva conto solo del TFR, come se il suo rapporto di lavoro fosse iniziato il 01/03/1998, (data di trasformazione in S.p.A e non quella della nostra assunzione) e di conseguenza l'incentivo all'esodo ricevuto era ripartito nelle quote ante e post 2001 in maniera non corretta. Del Corso sapeva che alcuni colleghi singolarmente avevano contestato questa irregolarità ed avevano ottenuto riconoscimento, nel 2017 lui stesso aveva dato indicazioni ad un collega di Siena e ad un'altro di Arezzo ricevendo entrambi il riconoscimento dell'errore e conseguentemente il rimborso o il ricalcolo, e a distanza di poco tutta la Toscana, a questo punto pensava anche grazie al suo interessamento che il problema si fosse risolto per tutti, si sbagliava, in quanto a parte tutta la Toscana e in alcune altre città d'Italia, quali: Perugia, Latina, Monfalcone, Cagliari, e Treviso, il resto delle AdE non si sono uniformate, cosi che il nostro Del Corso tramite social invitava gli ex colleghi a produrre Istanza di Autotutela o di Rimborso all'AdE. Da noi invece a Bari l'AdE forse ha scelto la prerogativa del silenzio-rifiuto, a distanza di 70 g. non ha ancora risposto.
Pertanto, Dott. Maggiore, ripongo in lei quella fiducia che contraddistingue una persona rappresentante lo Stato, chiedendole, se mi permette, di intervenire a livello nazionale, affinchè tutte le Direzioni Provinciali seguano un'unica linea, ricordandole che, siamo contribuenti onesti che hanno sempre onorato ogni obbligo fiscale, ma che, come in questo caso, hanno anche diritto a veder riconosciuto un mal tolto.
Le ricordo infine che, quelle AdE che citavo prima, hanno ricalcolato correttamente gli emolumenti di fine rapporto spalmando l'incentivo all'esodo come stabilisce la vostra Circ. n. 29/2001, inoltre, hanno riconosciuto il rimborso a tutti coloro che hanno prodotto istanza entro i 48 mesi dalla richiesta di pagamento dell'AdE.
La ringrazio anticipatamente, anche a nome di tutti gli altri miei colleghi per quanto farà di sua competenza, e le invio i miei auguri di un Buon lavoro


P.S. Questi sono i documenti che consegniamo alle AdE a supporto della domanda di rimborso o di autotutela:
1) Prospetto di Liquidazione della Buonuscita
2) Estratto Conto Previdenziale Inps
3) Modello CUD riferito all'anno di percepimento del TFR e Incentivo all'Esodo
4) Copia Comunicazione AdE con il Prospetto Irpef Tassazione Separata
5) Ricevuta Pagamento Irpef Tassazione Separata
6) Prospetto Liquidazione TFR Fondo-Poste
7) Copia Documento Identità

sabato 2 febbraio 2019

Presidio il 6 febbraio 2019

Abbiamo ottenuto l'autorizzazione per un nuovo Presidio degli Esodati
davanti al Ministero del Lavoro in Via Fornovo 8 - Roma
(metro A fermata Lepanto) il 6 febbraio 2019
Risultati immagini per presidio esodati
Se le parole spese avessero le gambe della coerenza
non sarebbe stato necessario questo nuovo presidio.
Vi invitiamo tutti ad aderire.

Vogliamo avere un incontro con il Sottosegretario Claudio Durigon ed il Dottor Raffaele Fontana per la nona salvaguardia e per soluzioni per esodati attraverso le risorse già disponibili dalle precedenti 8 salvaguardie".

Solo pochi lavoratori esodati possiedono i requisiti per accedere alla pensione attraverso la nuova quota 100 o le altre opzioni previste nel recente provvedimento in materia pensionistica, pertanto risulta ancora indispensabile procedere ad una nuova - NONA - salvaguardia.

sabato 19 gennaio 2019

Nove mesi di parole al vento

Pensioni, esodati non salvaguardati: la risposta del Governo è il Reddito di cittadinanza
Il Governo Conte ha individuato nel Reddito di cittadinanza una soluzione per gli esodati non salvaguardati. Sdegnato il Comitato "Esodati, Licenziati e Cessati".
Autore: Antonella Viviano
17 Gennaio 2019
Il Governo giallo-verde ha svelato la sua linea programmatica per risolvere la questione dei 6.000 esodati non salvaguardati, ieri a Stasera Italia. Dopo aver ascoltato la storia di Salvatore Bello, esodato che avrebbe maturato il diritto alla pensione antefornero nel 2018, ma che lo slittamento dovuto alla legge del 2011 porta al 2024, Roberta Lombardi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle alla regione Lazio, ha dichiarato: “Questo signore, appena entrerà in vigore il Reddito di cittadinanza, potrà avere un sostegno al reddito ed una partecipazione alle spese della casa”.
“Con il Reddito di cittadinanza avrà 780 euro al mese, un aiuto al reddito, che deve dare a quella persona la possibilità di riuscire ad avere, innanzitutto una tranquillità minima economica e poi riuscire a ritornare sul mercato. Le imprese ricominceranno ad assumere. La persona nel frattempo farà dei corsi di formazione. Ha anche un’esperienza lavorativa, che gli permette d’essere utile, magari in altra maniera, perché ci sono anche i lavori socialmente utili. Così si comincia a dare la possibilità alle persone di lavorare”, ha aggiunto l’esponente pentastellato.

Le precisazioni di Elide Alboni
“Dopo le affermazioni di Lombardi non abbiamo alcuna remora ad affermare che da questo Comitato non si faranno sconti accettando trattative che non contemplino il DIRITTO . Il DIRITTO ha leggi ha articoli della Costituzione”, ha dichiarato Elide Alboni, amministratrice del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati”, nel commentare le parole di Lombardi.
“Valutato come nove mesi di attesa cortesia spiegazioni speranze e delusioni non siano serviti a ragionevolezza a far sì si documentassero come e perché erano rimasti Esodati cosa per cui avevamo dato loro ogni documento ogni opportunità. Politicamente stasera è stato compiuto davanti alle telecamere un flop gravissimo dal quale ci attendiamo rettifica e conclusione dignitosa di un calvario sociale che protratto oltre li fa complici degli errori di chi criticano. Come Comitato che segue gli esodati da 6 anni siamo sdegnati“, ha sottolineato Alboni, per la quale proporre il Reddito di cittadinanza è un nuovo tradimento verso “un cittadino provato da un Danno spaventoso come un furto di Stato nel 2011”.
Alboni ha proseguito: “Sovvertono un DIRITTO previdenziale con un provvedimento x loro iniquo assistenziale? Gente che ha LAVORATO UNA VITA risolverebbero con un rdc? Vergognoso davvero.
Si rileggessero l ‘art.1 del C.C. 822/88 e l’ art.38 della Costituzione suvvia …. Salvatore come tutti ha subito un TRADIMENTO quando la riforma Fornero ha reso retroattiva una nuova riforma #negando totalmente il transitorio dovuto che è contemplato in TUTTI i paesi d Europa e ha un raggio di 7/10/12 anni dipende dal paese”.
Il Reddito di cittadinanza e Quota 100 non sono la risposta attesa dagli esodati non salvaguardati“La legislatura precedente aveva commesso un errore pacchiano creando un 8ava salvaguardia satura di disuguaglianze ( una categoria salva fino a 120 mesi dalla riforma e le altre 5 categorie tra cui Salvatore bloccate a 55 e 67 mesi. Questo esecutivo aveva due jolly in tasca: sanare quel grave errore, prendersi il vanto di avere risolto un furto di Stato verso persone massacrate da 7 anni. Non saggio buttare via i jolly !!! Non saggio. Un ragionamento come quello di stasera della Lombardi ci se lo poteva aspettare solo dalla Fornero prima maniera, la Fornero dei choose”, ha osservato Alboni. Il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati”ritiene che il Reddito di cittadinanza e Quota 100 non siano le soluzione adatte a sanare un’ingiustizia “di Stato” e chiede, invece, “la giusta soluzione previdenziale come tutti i 145000 salvaguardati in 7 terribili anni di roulette russa del diritto”.
(Leggi)

mercoledì 16 gennaio 2019

A tutti gli ex dipendenti di Poste

L'immagine può contenere: testo

Previdenza e pensioni

ESODI INCENTIVATI. Ricalcolo dell'aliquota da parte Agenzia delle Entrate.

16 GENNAIO 2019
Al momento della collocazione in esodo dei lavoratori, Poste Italiane calcola sugli importi erogati una tassazione separata del 23%.
L’Agenzia delle Entrate, entro 4 anni dalla chiusura del rapporto di lavoro, opera un controllo sull’imposta trattenuta alla fonte e versata dal datore di lavoro sulle competenze di fine rapporto, determinando la corretta aliquota da applicare e richiedendo (o restituendo) l’eventuale differenza a conguaglio.
L’importo erogato a titolo di incentivo all’esodo, al pari del TFR e della Buonuscita, è un’indennità che ha carattere di formazione pluriennale, commisurato cioè all’intera durata del rapporto di lavoro ed assoggettato alle stesse regole di tassazione del TFR.
Deve quindi essere determinata, come per il TFR, la quota ante e post 01/01/2001, in quanto tali periodi hanno differenti metodi di calcolo dell’imposta dovuta.
L’Agenzia nel fare la “spalmatura” dell’importo erogato a titolo d’incentivo, suddividendolo pro quota come sopra descritto, prende in considerazione solo il TFR, che com’è noto viene accantonato soltanto dal 01/03/1998 data di trasformazione di Poste Italiane in S.p.A., tralasciando il periodo dall’assunzione al 28/02/1998, per il quale ai dipendenti di Poste spetta la Buonuscita.
Negli atti dell’Agenzia risulta quindi, per tutti i dipendenti di Poste Italiane, come data di assunzione il 1° marzo 1998 anziché quella reale. Questo determina che l’incentivo “spalmato” nel periodo ante 01/01/2001 (al quale si applica la tassazione più bassa) sia una parte minima (circa il 10/15% del totale), mentre tutto il resto va a sommarsi all’importo del TFR dal 01/01/2001 in poi che è assoggettato alla tassazione in vigore per quel periodo.
Tale anomalia provoca, con chiara evidenza, un ricalcolo errato e talvolta molto oneroso, avverso il quale gli interessati possono fare opposizione richiedendo il riesame mediante la presentazione del modulo di richiesta di autotutela.
Tale diritto può essere esercitato anche sugli importi già pagati a meno che non siano trascorsi più di 48 mesi dalla ricezione della cartella da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Cordiali saluti
IL SEGRETARIO GENERALE SLP-CISL LUCA BURGALASSI
IL RESP.LE NAZ.LE PENSIONATI SLP-CISL ALBERTO FERRARI 
In allegato:
a) Modulo di RICHIESTA DI ESERCIZIO DI AUTOTUTELA
b) Esempio di compilazione della richiesta di esercizio di autotutela
c) Nota esplicativa della richiesta di esercizio di autotutela (da allegare)
d) Esempio di ricalcolo di un dipendente assunto il 14/05/1981 e cessato il 31/12/2014
e) Cartella dell’Agenzia delle Entrate inviata allo stesso dipendente con ricalcolo (errato) degli importi dovuti
f) Istanza di rimborso Irpef tassazione separata (per coloro che hanno già pagato)

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domenica 6 gennaio 2019

Primo presidio del 2019 per la NONA salvaguardia

IL COMITATO ESODATI LICENZIATI E CESSATI 
STANTE LA COLPEVOLE LATITANZA DEL GOVERNO SULLA 
APPROVAZIONE DELLA NONA SALVAGUARDIA PER I 6.000 ESCLUSI 
INDICE UN 

P R E S I D I O 

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ROMA 10 GENNAIO 

GIOVEDÌ

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in Via Molise, 2 (traversa di Via Veneto) 
sotto il MISE Ministero dello Sviluppo Economico 
 dalle ore 10 alle 13
Per rivendicare il Nono provvedimento di Salvaguardia i 6.000 Esodati esclusi, e tutti gli altri già salvaguardati, il 10 Gennaio dalle ore 10 presidieranno il Ministero dello Sviluppo Economico fino a quando non verranno ricevuti dal Ministro Di Maio dal quale pretendiamo l’inserimento della Nona Salvaguardia per tutti i 6.000 esclusi o nel redigendo “Decreto Milleproroghe” o nel redigendo decreto sulla previdenza previsto dalla Legge di Bilancio 2019
Tutti i 6.000 esodati non salvaguardati sono sollecitamente invitati ad assicurare la loro presenza e tutti i 142.000 esodati salvaguardati sono invitati ad affiancare i loro colleghi ancora esclusi come sempre hanno fatto in questi 7 anni di sofferenza!!!

In quella sede pretenderemo un incontro con il Ministro Di Maio per chiedergli di onorare il suo impegno verso l’approvazione della nona salvaguardia, incontro al quale parteciperà esclusivamente una delegazione dei 6.000 esodati non salvaguardati.