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mercoledì 23 luglio 2014

Dadone M5s: “Il Pd non fa nulla per gli esodati”

22/07/2014 lettera ai giornali     
Dadone, deputata M5s: “Il Pd non fa nulla per gli esodati”
Critiche anche per il mancato smantellamento di Equitalia
cuneo
Scrive ai giornali la deputata monregalese del Movimento 5 stelle per parlare di esodati e Equitalia e di quello che ha proposto a riguardo il suo gruppo. 
“A poche settimane dalla cosiddetta pausa estiva di agosto restano due questioni che il Governo e il Pd hanno bellamente snobbato e rimandato - scrive la parlamentare -. Due questioni che toccano, che fanno di luglio 2014 il mese nero per le tasche dei cittadini: la prima è quella di Equitalia e l’altra è quella degli esodati.
Per quanto riguarda l’emergenza degli esodati, quelli della ‘quota 96’ vittime dell’ormai famoso “errore tecnico” dell’allora ministro Fornero (parliamo di circa 4000 insegnanti bloccati in un limbo di non pensionamento e di non lavoro) il Movimento 5 Stelle ha chiesto più volte, sia in Commissione Lavoro che in Aula, di affrontare la questione nel corso dei lavori del provvedimento che disciplina le deroghe per l’accesso alla pensione (AC 224).
Era l’occasione migliore per risolvere adeguatamente il problema targato Monti-Fornero invece, a partire dal Presidente della Commissione, Cesare Damiano, passando per la relatrice Gnecchi, il 3 luglio scorso il Pd e il Governo hanno preferito rimandare la soluzione (il provvedimento votato ora è al Senato).
Tanto a loro non importa di permettere ai 4.000 insegnanti esodati di andare in pensione. 210 deputati democratici hanno votato a favore del provvedimento rigettando le nostre proposte ma abbiamo deciso di inchiodarli alle loro responsabilità presentando un emendamento al Decreto PA (il n. 90/2014, AC 2486 al momento in esame in Commissione Affari Costituzionali) al fine di riportare la questione al centro del dibattito.
Vedremo cosa faranno nelle prossime settimane.
Al Governo e al Pd non è bastato il totale disinteresse di 4.000 insegnanti esodati e, in compagnia dei loro alleati, nello stesso mese (il 10 luglio) hanno deciso di affondare anche la proposta di legge a firma Movimento 5 Stelle per la soppressione di Equitalia (AC 2299).
Una legge semplice con cui si proponeva di trasferire all’ Agenzia delle Entrate le funzioni di Equitalia. Riportare sotto il controllo parlamentare, quindi pubblico, l’attività esattoriale della tanto amata società per azioni attualmente in parte privata.
Equitalia riscuote denari con un sistema che si è dimostrato vessatorio e del tutto inutile tanto che dei 300 miliardi che avrebbe dovuto recuperare ai grandi evasori, è riuscita a malapena raggiungere quota 10 miliardi.
Ai cittadini, in tutta sincerità, non serve un pachiderma parastatale fuori dal controllo pubblico che si arrende di fronte all’ evasione milionaria dei cittadini di “serie A” mentre rincorre i cittadini di “serie B” con il pugnale tra i denti.
A noi, ovvero alle persone comuni, un ente di riscossione così non interessa. Ai 271 deputati del Partito Democratico, del Nuovo Centro Destra e di Scelta Civica invece sembra che Equitalia Spa sia simpatica e quindi debba restare in vita, così come è “senza se e senza ma”.
Mi chiedo a questo punto se i loro elettori a Cuneo, in Piemonte e nel resto d’Italia semplicemente siano a conoscenza di questi fatti. Io non ne sono sicura”.
(Leggi)
 

martedì 22 luglio 2014

Gle esodati romani saranno con loro

Protesta sindacati per il mancato finanziamento cigd
Manifestazione sotto Montecitorio in programma il prossimo 24 luglio
Riceviamo e pubblichiamo
A fine agosto cesserà la Cassa Integrazione in Deroga, il Governo non ha intenzione di rifinanziarla, il ministro Poletti afferma che manca 1 miliardo di euro, e centinaia di migliaia di persone in Italia, rimarranno definitivamente fuori dall’azienda, e ad ingrossare le fila dei disoccupati.
Per questo a fine luglio sono stati organizzati due presidi unitari di Cgil Cisl e Uil  che si articoleranno in due giornate il 22 luglio con tutte le regioni del nord e il 24 luglio le regioni del centro e del sud, compreso il Lazio.
Non mancherà la nostra presenza da Viterbo che il 24 luglio andremo con i pullman a protestare sotto Montecitorio, un pullman partirà da Civita Castellana, un pullman da Viterbo, visto che il problema come si può immaginare è veramente sentito dalle oltre 3 mila persone uomini e donnedella nostra provincia che si trovano nella condizione di perdere quell’ultimo filo di speranza che li lega alle rispettive aziende.
Più volte abbiamo affermato e lo ribadiamo, che sicuramente la cassa integrazione non è la soluzione per il futuro se le aziende non ripartono con la propriaattività, non è la soluzione per quei lavoratori che quotidianamente vedono il proprio destino lavorativo incerto e senza prospettive.
Ma è la condizione meno peggiore per affrontare un’emergenza , e se non ci sarà nemmeno quel minimo di garanzia per quel poco e tardivo reddito che arriva dalla CIGD, sarà ancora più pesante e improbabile il sostentamento di ogni famiglia.
E’ il ‘cane che si morde la coda’, per dirla con una frase che rende l’idea, sul quale è avvitata l’economia italiana; se non c’è il lavoro e reddito, non c’è chi consuma, se non c’è chi consuma, l’economia non riparte. E se chi Governa, l’uomo solo al comando come il Presidente del Consiglio, non ha ben chiaro che spendere bene i soldi pubblici, vuol dire fare investimenti per aiutare ad uscire da questo pantano in cui in molti siamo costretti a stare, se chi governa non ha capito che è urgente una politica industriale e fermare la deriva delle delocalizzazioni e delle svendite di aziende eccellenti italiane, come per ultime, la Indesit e l’Alitalia, allora vuol dire che al di là della tante riforme che si annunciano, non c’è concretezza , non c’è volontà politica di mettere un punto allo sfascio sociale al quale stiamo assistendo, vissuto e sofferto da tante famiglie e che inevitabilmente trascinerà con se un problema di tenuta democratica.
Per questo diciamo al Governo che c’è intanto, l’emergenza assoluta di prorogare e rifinanziare la Cassaintegrazione in deroga, per dare una speranza ai tanti lavoratori e aziende di poter riprendere il cammino da troppo tempo atteso.

Miranda Perinelli
Segretaria Generale CGIL Viterbo

Per chi volesse partecipare alla manifestazione può rivolgersi alle sedi di Cgil Cisl e Uil Viterbo.

lunedì 21 luglio 2014

Verifica se fai parte della sesta salvaguardia

Esodati, verifica con Pensioni Oggi se fai parte della sesta salvaguardia
Scritto da 
Con l'approvazione alla Camera del disegno di legge in materia di sesta salvaguardia il legislatore estende le vecchie regole di pensionamento in favore di ulteriori 32.100 lavoratori
L'intervento, come già anticipato da Pensioni Oggi nei giorni scorsi, allunga di un anno i vari profili di tutela aperti spostando il paletto della decorrenza, dal 6 gennaio 2015 al 6 gennaio 2016. Per aiutare i lettori a districarsi in questo continuo divenire di norme, Pensioni Oggi ha realizzato il nuovo programma per verificare la possibilità di entrare nella sesta salvaguardia con l'individuazione della corretta data di decorrenza della rendita previdenziale. Ovviamente nel rispetto di quanto indicato nel disegno di legge approvato, per l'appunto, in prima lettura dalla Camera dei Deputati (unico testo che possiamo utilizzare al momento).

La precisazione è importante in quanto il Senato potrebbe apportare delle modifiche al testo uscito da Montecitorio e, pertanto, si consiglia di verificare il risultato nei prossimi giorni. Senza contare che potrebbero sopravvenire delle Circolari applicative in materia da cui potrebbero scaturire risultati diversi da quelli indicati. Vai al programma: Controlla se sei salvaguardato
Si ricorda che potranno accedere alla sesta salvaguardia le seguenti categorie di lavoratori.

Mobilità
I lavoratori collocati in  mobilità ordinaria a seguito  di   accordi  governativi o  non  governativi, stipulati  entro  il 31   dicembre 2011,  cessati dal  rapporto di  lavoro entro il  30  settembre 2012   e  che   perfezionano, entro il periodo di  fruizione dell’indennità di  mobilità, ovvero, anche  mediante  il  versamento  di contributi   volontari,  entro  dodici  mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31.12.2011 (5.500 posizioni disponibili);
Autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi
a) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivita', non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
b) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorche' al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attivita' lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attivita' lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (12mila posizioni complessive disponibili);
Cessati dal servizio (con o senza accordi con il datore di lavoro).
a) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
b) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
c) i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (8.800 posizioni complessive disponibili);
Assistenza figli disabili
I lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (1.800 posizioni complessive disponibili);
A tempo determinato 
  Ilavoratori con  contratto di  lavoro a  tempo determinato  cessati  dal   lavoro tra  il  1° gennaio 2007   e  il  31  dicembre 2011,  non rioccupati a  tempo indeterminato.
I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (4mila posizioni complessive disponibili).
(Leggi)

domenica 20 luglio 2014

Contro governo Renzi: lettera-sfogo, dei quota 96

Pensioni, quota 96 scuola contro governo Renzi: lettera-sfogo, tutta la rabbia dei docenti
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I 'quota 96' non ce la fanno più e non hanno solo una ragione da spendere, ma infinite ragioni per quello che sta apparendo come un 'teatrino farsesco dell'estate 2014'. Prima l'illusione della buona notizia dell'emendamento che sarebbe stato incluso (sul filo di lana) al decreto della Pubblica Amministrazione; ora, la profonda delusione per i continui rinvii per l'approvazione, ultimo dei quali quello previsto per martedì prossimo, 22 luglio (come direbbe Nino Manfredi, 'fusse che fusse a vvorta bona'?)
Miur, scuola, la rivolta dei 'quota 96' contro le ingiustizie
I 'quota 96' hanno esternato la propria rabbia attraverso una lettera-sfogo, all'interno della quale si condanna anche il tentativo finale da parte del Governo di danneggiare la categoria attraverso il calcolo dei contributi degli ultimi due anni e il posticipo della liquidazione relativa al TFR.
'Andate in pensione ma prenderete il TFR (TFS) quando vi sarebbe spettato se non avreste rotto le scatole' è l'urlo dei 'quota 96' esasperati dalle forti penalizzazioni che pesano più che mai. Il timore è quello di prendere la 'buonuscita' addirittura nel 2021, ben nove anni dopo quella che doveva essere l'uscita dal lavoro se non fosse stata approvata la riforma montiana. 
I 'quota 96' (ormai quota 100 e più) hanno sfogato tutta la loro rabbia per l'ennesima farsa in atto.
Miur, scuola, i 'quota 96' sfogano la propria rabbia contro lo Stato
Sono passati tre anni pieni zeppi di interrogazioni, di presidi, di interrogazioni e risoluzioni parlamentari, ma fino alla fine continuano gli effetti malefici su tutti coloro che hanno la sola colpa di essere nati dal 1 gennaio del 1952. La loro rabbia è giunta al culmine: è l'Italia degli scandali, delle vendette dell'Inps e della Ragioneria dello Stato, dei ricatti sottaciuti come quello del pagamento di un 'piccolo pizzo' (la chiamano 'flessibilità) per chi chiede di andare in pensione prima dei 67 anni.
Lo Stato viene accusato di non tenere in considerazione il lavoro usurante delle maestre che oltre i 60 anni devono far crescere un bambino di 3 anni, sviluppare le sue potenzialità e farlo crescere intellettivamente.
Infine gli interrogativi più 'inquietanti', quelli che non trovano risposta o forse sarebbe meglio non conoscerla:
'I quattrocentotrenta milioni previsti a cosa servono? Le eventuali 4 mila assunzioni in sostituzione dei pensionandi quanto costano? - gridano i 'quota 96' - Se il TFR/TFS viene erogato alle scadenze “naturali” e quindi non ci sono spese aggiuntive, a chi verrano destinati, forse ai parlamentari che in questi anni hanno sprecato il loro tempo a trovare soluzioni improbabili?
Parole dure di chi ormai ha indurito il proprio cuore come se si fosse trasformato in una pietra nei confronti dello Stato.
 

sabato 19 luglio 2014

Al Presidente del Senato Sen. Pietro Grasso

Al Presidente del Senato Sen. Pietro Grasso
Al presidente della commissione Lavoro Sen. Maurizio Sacconi e ai Senatori della 11ª Commissione permanente.
Egregi Onorevoli Senatori,
...
La Rete dei Comitati di Esodati valuta necessario l'invio di questa email in considerazione del fatto che si constata la mancata calendarizzazione della discussione del Disegno di Legge AS 1558, ora attribuito in sede referente alla Commissione Lavoro del Senato, cui dovrà seguire l’approvazione in aula e la promulgazione con la firma del Presidente della Repubblica.
Tale provvedimento è ormai noto come "VI salvaguardia" nell’annosa “questione Esodati”, e considerata l’importanza del suo ambito d'intervento, la “Rete dei Comitati” Vi sollecita a far si che il suo esame e la sua approvazione in Senato avvengano PRIMA della chiusura estiva, in modo che l'angoscia e il patema di migliaia di persone e famiglie, da oltre due anni in drammatica attesa per il proprio presente e per il proprio futuro, possano finalmente trovare fine.
La Rete dei Comitati invita quindi alla rapida approvazione di questo disegno di legge, in quanto prima entrerà in vigore e prima potranno partire le varie operazioni di presentazione delle istanze e i relativi accertamenti, consentendo conseguentemente di monitorare e appurare l’eventualità di ulteriori risparmi che, se presenti, si rivelerebbero utili per essere utilizzati in ulteriori futuri quanto necessari interventi di salvaguardia per coloro ancora esclusi.
Nel ringraziare anticipatamente per l'attenzione riservataci e per la Vostra disponibilità, porgiamo distinti saluti.
Scriviamo anche noi a:
pietro.grasso@senato.it maurizio.sacconi@senato.it segreteriaministropoletti@lavoro.gov.it  segreteria.capogabinetto@tesoro.it  segreteria.baretta@tesoro.it  segrgabinetto@lavoro.gov.it 
annamaria.parente@senato.it  emanuela.munerato@senato.it  nicoletta.favero@senato.it  sara.paglini@senato.it giovanni.barozzino@libero.it'  alessandra.bencini@senato.it  hans.berger@senato.it  nunzia.catalfo@senato.it  franco.conte@senato.it  erica.dadda@senato.it  mario.ferrara@senato.it  mariagrazia.gatti@senato.it  rita.ghedini@senato.it  ichino@pietroichino.it  stefano.lepri@senato.it  alessandra.mussolini@senato.it  giuseppe.pagano@senato.it  enrico.piccinelli@senato.it  sergio.puglia@senato.it  giancarlo.serafini@senato.it  maria.spilabotte@senato.it  denis.verdini@senato.it  claudio.zin@senato.it

Ecco chi entra nella sesta salvaguardia

Esodati, ecco chi entra nella sesta salvaguardia
Scritto da 
Sono nata il 3 maggio del 1957 e sono una lavoratrice precoce. Sto versando dal 2010 i contributi per raggiungere, all'inizio i vecchi 40 anni di contributi, ora invece li sto versando per arrivare a 41 anni e mezzo. Non sono riuscita ad accedere alla quinta salvaguardia per via del paletto della decorrenza in quanto raggiungo le 2080 settimane proprio in questo mese e traguarderei la pensione alla fine del 2015. Ora volevo sapere se cambia qualcosa con questa nuova salvaguardia Giulia da Roma.
Si ritiene che la risposta sia positiva. Il disegno di legge in materia di sesta salvaguardia estende infatti di un anno i vari profili di tutela aperti, tra cui anche gli autorizzati ai volontari. Nello specifico l'intervento interessa:
a) (mobilità) i lavoratori collocati in  mobilità ordinaria a seguito  di   accordi  governativi o  non  governativi, stipulati  entro  il 31   dicembre 2011,  cessati dal  rapporto di  lavoro entro il  30  settembre 2012   e  che   perfezionano, entro il periodo di  fruizione dell’indennità di  mobilità, ovvero, anche  mediante  il  versamento  di contributi   volontari,  entro  dodici  mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31.12.2011 (5.500 posizioni disponibili);

b) (prosecuzione volontaria) i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivita', non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorche' al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attivita' lavorativa nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attivita' lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (12mila posizioni complessive disponibili);
c) (cessati dal servizio) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;  i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (8.800 posizioni complessive disponibili);
d) (in congedo) i lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (1.800 posizioni complessive disponibili);
e) (a tempo determinato) i lavoratori con  contratto di  lavoro a  tempo determinato  cessati  dal   lavoro tra  il  1° gennaio 2007   e  il  31  dicembre 2011,  non rioccupati a  tempo indeterminato. I lavoratori in questione devono maturare la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 6 gennaio 2016 (4mila posizioni complessive disponibili).
La lettrice maturando un diritto a pensione nel luglio 2014 (con 40 anni di contributi) avrebbe conseguito la rendita pensionistica dal novembre 2015, entro la deadline del 6.1.2016.  Si avverte tuttavia che il disegno di legge attende il via libera del Senato e dunque è necessario attendere. La lettrice dovrà presentare apposita istanza di accesso al beneficio entro 60 giorni dalla conversione in legge del provvedimento.
(Leggi)


Slitta al Senato l'approvazione della sesta salvaguardia

Esodati, slitta al Senato l'approvazione della sesta salvaguardia
Scritto da 
Si allungano i tempi per l'approvazione definitiva del disegno di legge in materia di sesta salvaguardia, approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati all'inizio del mese di luglio. Il testo è stato infatti assegnato alla Commissione Lavoro ma non è stata ancora indicata una data per la sua trattazione. Difficile quindi che il testo sbarchi in Aula per il via libera definitivo in tempi brevi, entro Luglio.

Peraltro, secondo il calendario dei lavori dell'Aula, Palazzo Madama sarà impegnato ad oltranza nella discussione (almeno sino al 25 Luglio) sul ddl sulla Riforma Costituzionale e sul decreto legge competitività (Dl 91/2014). La settimana successiva e sino all'8 Agosto il Senato lavorerà al Decreto legge sul turismo e su quello della Pa (attualmente in trattazione alla Camera). I tempi dunque rischiano di slittare.
Com'è noto il testo, che non dovrebbe subire variazioni sostanziali rispetto alla versione licenziata da Montecitorio prevede la tutela di ulteriori 32.100 lavoratori appartenenti ai seguenti profili: a) lavoratori in mobilità (5.500 soggetti); b) prosecutori volontari (12.000 soggetti); c) lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi, licenziati individuali (8.800 soggetti);  d) lavoratori in congedo per la cura di parenti disabili (1.800 soggetti). Ed estende inoltre la platea dei beneficiari anche ad una nuova categoria: e) i cessati da un rapporto di lavoro a tempo determinato (4mila soggetti).
Intervento che viene attuato attraverso 8.100 nuove posizioni da finanziarie e 24mila già finanziate ma non utilizzate. Si tratta nello specifico di 20mila posizioni derivanti dalla seconda salvaguardia che viene pertanto ridotta da 55mila a 35mila posizioni (con un intervento chirurgico sull'articolo 22, comma 1, lettera a) del Dl 95/2012 che riduce la capienza del contingente da 40mila a 20mila posti) e da 4mila posizioni rese disponibili nella quarta salvaguardia che vede ridursi la capienza del contingente dei cessati unilaterali da 6.500 posizioni a 2.500 (l'intervento opera sull'articolo 11, comma 2 del Dl 102/2013).