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martedì 28 luglio 2015

7^ salvaguardia esodati: la Camera al lavoro


Novità precoci, settima salvaguardia esodati, Opzione Donna, Quota 96: la Camera al lavoro
Pensioni, ultime notizie: alla Camera c'è attività su esodati, Opzione Donna e altro, qualcosa si muove.
Riforma pensioni 2015, ancora notizie e aggiornamenti sullasettima salvaguardia esodati, i Quota 96 scuola, lepenalità sulle pensioni anticipate liquidate prima del 2015 e la proroga dell'Opzione Donna: le novità arrivano direttamente dalla Camera dei Deputati e indicano attività dell'aula di Montecitorio nell'analisi dei ddl proposti da onorevoli di diversi schieramenti. Per quel che riguarda l'Opzione Donna, o Opzione Contributivo per la pensione anticipata delle lavoratrici, giunge l'ennesima interrogazione da parte di due deputati al Ministro del Lavoro per ottenere chiarimenti circa le intenzioni dell'esecutivo; per la settima salvaguardia esodati si segnala finalmente che da giovedì 30 luglio partirà la discussione di tre ddl, uno della minoranza DEM del PD a firma Damiano-Gnecchi, due della Lega Nord. I ddl contengono anche proposte di misure per i Quota 96, le penalizzazioni sulla pensione anticipata per i precoci e ancora l'Opzione Donna.

Ultime pensioni oggi 27 luglio: Opzione Donna, richieste di chiarimenti sulla proroga

I due onorevoli Merlo (PD) e Borghese (gruppo misto, Movimento Associativo Italiani all'Estero) hanno presentato una formale interpellanza parlamentare a Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, per avere notizie sulle iniziative del governo Renzi sull'Opzione Donna, a che punto è l'esame della situazione per la possibilità diproroga al 31 dicembre 2015 della validità delle domande di pensione anticipata con ricalcolo contributivo presentate dalle lavoratrici.
Ricordiamo che con due circolari l'INPS ha anticipato al 2014 il termine per la maturazione dei requisiti, previsto inizialmente per la fine del 2015, a causa dell'applicazione della finestra mobile e del calcolo sull'aumento dell'aspettativa di vita. Urgono chiarimenti e iniziative governative perchè a marzo è partita una class action contro l'INPS presso il TAR del Lazio, avviata dal Comitato Opzione Donna, mentre risalgono al 2013 le risoluzioni delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato per sollecitare il governo (allora era in carica Enrico Letta) a ripristinare gli originali termini per requisiti e domanda, fissati al 31 dicembre 2015 dalla riforma delle pensioni firmata Roberto Maroni nel 2004.

Notizie pensioni su esodati, Quota 96, preoci: tre ddl in discussione alla Camera

Finalmente partirà l'esame di tre ddl per interventi sugli importanti temi della settima salvaguardia esodati, dei Quota 96 scuola, le penalità per la pensione anticipata se chiesta prima del 2015. Purtroppo la pausa di agosto fermerà praticamente subito i lavori, ma alla ripresa di settembre le questioni in esame avranno la priorità.
Uno dei tre ddl è quello di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi, entrambi della minoranza DEM del Partito Democratico: si chiede di estendere al 6 gennaio 2017 le tutele della sesta salvaguardia, anche per i lavoratori edili, i titolari di indennità di mobilità ordinaria esodati dal 30 settembre 2012 con accordi non governativi, chi non ha usufruito della mobilità per il fallimento dell'azienda. Il ddl contiene anche proposte di risoluzione per i Quota 96 della scuola e di cancellazione delle penalità per le pensioni anticipate richieste da precoci e non prima del 1 gennaio 2015.
Gli altri due ddl sono della Lega Nord: per la settima salvaguardia esodati non c'è alcun limite temporale e sono quindi più "generosi" di quello Damiano-Gnecchi, anche perchè la platea dei lavoratori interessati è più ampia, aggiungendo ilavoratori e lavoratrici quindicenni (quelli che dopo 15 anni di contributi non hanno più potuto lavorare) e gli autorizzati ai contributi volontari prima del 20 luglio 2007. Inoltre si chiede l'abolizione della finestra mobile e del calcolo sull'aspettativa di vita per l'Opzione Donna, ovviamente da prorogare (fino al 2018) con i requisiti originali.

Renzi difende la Fornero, Boeri bocciato dai tecnici

Riforma pensioni 2015, news 27-07: Renzi difende la Fornero, Boeri bocciato dai tecnici

Renzi difende la legge Fornero e Boeri viene 'bocciato' dai tecnici: ultime news 2707 riforma pensioni 2015.
La situazione previdenziale italiana sarebbe una delle più sostenibili d'Europa e una delle più moderne, questo il senso delle ultime dichiarazioni del premier Matteo Renzi all'interno della sua Enews settimanale. La riforma pensioni 2015sembra allontanarsi sempre più, ma tutto sembrava già essersi chiarito con le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio all'Expo, quando aveva annunciato il taglio di 50 miliardi al fisco da compiersi nei prossimi 5 anni. La riforma delle pensioni Fornero avrebbe il pregio di essere sostenibile e di rispondere ai criteri di efficacia ed efficienza per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti dello Stato, così come viene richiesto dall'Unione Europea. Che non vi fosse una vera intenzione di portare avanti un processo riformatore sull'ambito delle pensioni sembrava oramai palese soprattutto dopo le ultime dichiarazioni di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, che, dopo aver 'promesso' un intervento di riforma della previdenza per giugno, aveva poi dichiarato che le proposte sono ancora allo studio del ministero e che ci sarebbe voluto ancora un po' di tempo per attuare le dovute analisi e previsioni.
Intanto, sempre sul versante della riforma pensioni 2015, arrivano bocciature alla proposta del professore bocconiano e presidente dell'Inps Tito Boeri da parte di alcuni tecnici di una certa rilevanza. Cesare Damiano attende e continua la sua battaglia con il governo Renzi e all'interno del Partito Democratico, ma è chiaro che la sua Quota 100 non sia ammissibile all'interno di un quadro politico che guarda all'Europa e che ritiene la Fornero, di fatto, 'intoccabile'.
Il triangolo Renzi-Fornero-Boeri: riforma pensioni 2015, ultime notizie 27-07
Se, dunque, il premier Matteo Renzi difende la riforma pensioni Fornero, il bocconiano Tito Boeri è andato incontro ad una sonora bocciatura da parte di alcuni colleghi 'tecnici' di una certa rilevanza: la sua proposta di riforma delle pensioni per il 2015, il cui fondamento è il passaggio al contributivo e il prelievo di solidarietà sugli assegni più alti, sarebbe eccessivamente penalizzante. A sollevare dubbi sul piano di Tito Boeri (intorno al quale Renzi ha mostrato 'interesse', ma non si è mai 'sbilanciato') è stata innanzitutto Antonietta Mondo, ex Coordinatore Generale Statistico Attuariale dell'Inps, che ha sottolineato due criticità: la prima è il taglio del 20-30% sugli assegni pensionistici, la seconda è l'impoverimento dell'intero sistema previdenziale con un livello di contribuzione più basso da parte dei giovani. Sulle pagine del Corriere della Sera è intervenuta, insieme alla Mondo, anche la professoressa di Economia e Consigliere di Sorveglianza Ubi, Alessandra Del Boca, la quale ha sottolineato altri elementi di criticità: il contributo di solidarietà dalle pensioni più alte rischia di creare scompensi nel rapporto tra pensione e contribuzione, mentre la proposta di reddito minimo per gli ultra 55enni sarebbe troppo costosa. Insomma, si tratta di critiche da leggere in una chiave molto particolare: la proposta di Tito Boeri, anche questa, sarebbe troppo 'salata' per le casse dello Stato.
La morale della favola sembra essere che la riforma delle pensioni Fornero risulta inattaccabile, proprio come ha detto il premier Renzi.

Damiano conferma il ddl 857 per la Legge di stabilità

Riforma pensioni, novità 26 luglio: precoci tirano un sospiro di sollievo
I lavoratori precoci più ottimisti dopo le parole di Damiano: le ultime sulla riforma delle pensioni.Ora c'è l'ufficialità. Ammesso ce ne fosse bisogno. Il ddl 857, che contiene quota 41 per i lavoratori precoci, verrà presentato e discusso in sede di approvazione della prossimaLegge di stabilità in vista della nuova riforma pensioni 2015. Le ultime novità sembrerebbero dunque confermare quanto si pensava all'indomani delle dichiarazioni bomba diMatteo Renzi della scorsa settimana, quando il premier aveva rilanciato l'azione di governo presentando il maxi piano per la riduzione delle tasse e la modifica del sistema previdenziale. Nessun slittamento quindi al 2018, come invece era stato affermato da più parti inizialmente. Quindi la deadline per le pensioni degli italiani è fissata per settembre-ottobre. Sarà un autunno caldissimo, sopratutto per il governo. Prendere la scelta sbagliata, come vaticinato da Lamberto Dini qualche giorno fa, significherebbe la fine dell'esecutivo a maggioranza Pd. La trappola del sistema contributivo, per Renzi e Padoan, è dietro l'angolo. Caderne vittima equivarrebbe alla fine. In tutti i sensi.

Notizie riforma pensioni Renzi ad oggi: Damiano conferma il ddl 857 per la Legge di stabilitàUna conferma importante. Desiderata e voluta in primis dai lavoratori precoci. Teatro dell'ultimo affondo di Damiano è stata l'assemblea tenutasi a Torino due sere fa, dove era presente per l'appunto l'esponente dem. Si è parlato, era inevitabile, dellariforma pensioni del governo Renzi. Il presidente (riconfermato) della Commissione Lavoro ha sottolineato come la minoranza dem porterà il disegno di legge numero 857. Come saprete, il ddl include quota 41 e quota 97, che consente di andare in pensione a 62 anni con almeno 35 anni di contributi e unapenalizzazione massima dell'8 percento. Sono questi i due strumenti per laflessibilità in uscita dal lavoro più apprezzati dai lavoratori italiani. In un Paese normale la sovranità popolare dovrebbe 'illuminare' le scelte del governo o quanto meno indirizzarle. In un Paese normale, appunto.

Ultime notizie riforma pensioni precoci ad oggi 26 luglio: il triangolo Boeri, Damiano, BrunettaFattore B contro fattore D. Boeri e Brunetta da una parte, Damiano dall'altra. No, il triangolo no. In tanti parlano della futura riforma pensioni, a volte senza avere un'idea precisa di quale sia, ad oggi, la situazione italiana. Chi invoca il ricalcolo delle pensioni col sistema contributivo vive forse sull'ultimo pianeta scoperto dalla Nasa. Tradotto, lontano anni luce. Nei giorni scorsi abbiamo parlato dei tagli che le pensioni piccole e medie riceverebbero qualora passasse la linea Boeri e Brunetta. Tra i più colpiti, come ricorderete, gli stessi lavoratori precoci, che a ragione fanno il tifo per Damiano e la quota 41. Starà adesso a Renzi decidere quale vertice del triangolo preferire. Una scelta neanche tanto difficile, se vogliamo dirla tutta. La volontà del popolo da una parte, l'irrealtà politichese dall'altra. Inoltre il Premier deve fare i conti con i sondaggi. Perché raccontare le favole inerenti il 40% delle preferenze può andare bene a fine luglio. Fare i conti invece con la realtà del Paese nei prossimi mesi è un'altra. Secondo voi Renzi prenderà la scelta giusta?Restituirà dignità ai lavoratori precoci? In un Paese normale queste domande non esisterebbero. L'Italia, purtroppo, non lo è più da tempo.
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Tre ddl in discussione per la settima salvaguadia

Riforma pensioni 2015, esodati e Quota 96: tre ddl in discussione per la settima salvaguadia
Riprende alla Camera la discussione sulla riforma pensioni: da giovedì inizierà il dibattito sui tre disegni di legge in materia di pensioni, esodati e Quota 96 che mirano a correggere alcune situazioni create dall’eccessiva rigidità della legge Fornero. Il primo ddl (il numero 2958) è quello presentato dal PD e prevede l’estensione della sesta salvaguardi fino al 6 Gennaio 2017.
Il ddl del PD: soluzioni per esodati e Quota 96
Oltre all’estensione temporale, la proposta mira ad allargare i profili tutelati, includendo anche i lavoratori destinati al trattamento speciale edile, i titolari si indennità di mobilità ordinaria che sono senza lavoro dal 30 Settembre 2012 e coloro che, per via del fallimento dell’impresa per cui lavoravano, non hanno beneficiato della mobilità.
A queste misure, pensate specificamente per gli esodati, si aggiungono i provvedimenti per superare la questione legata ai Quota 96 della scuola, per rivedere i requisiti per la pensione dei macchinisti ferrovieri e per bloccare le penalizzazioni agli assegni liquidati prima del 2015. Gli altri due disegni di legge (ddl 2514 e ddl 3002) invece sono proposti dalla Lega e prevedono una tutela più ampia.
Le proposte della Lega: estensione della salvaguardia
Innanzi tutto c’è la proposta di eliminare ogni vincolo temporale per l’accesso alla salvaguardia (in pratica l’unico limite sarebbe rappresentato dalle risorse destinate al Fondo Esodati) e poi quella di estendere la tutela ad ulteriori categorie che non vengono menzionate nel ddl firmato da Gnecchi e Damiano. In più è prevista la possibilità di pensioni a 64 anni anche per i lavoratori pubblici (al momento questa opportunità è riconosciuta solo ai dipendenti privati).
Con l’inizio delle discussioni fissato per giovedì 30 Luglio e nella speranza che non si presentino nuovi ostacoli imprevisti, l’obiettivo è quello di arrivare ad un accordo che consenta la redazione di un testo base entro l’Autunno, in modo da poterlo proporre in Aula per l’approvazione definitiva prima della legge di Stabilità.
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lunedì 27 luglio 2015

Tre ddl per la settima salvaguardia

Pensioni / Esodati, Tre ddl per la settima salvaguardia
Scritto da  Federico Pica
Tra le proposte all'esame della Commissione c'è anche la questione dei Quota 96 della scuola, dei ferrovieri e delle penalizzazioni per i lavoratori che sono andati in pensione prima del 2015.
Sono tre i disegni di legge che saranno discussi alla Camera a partire da giovedì prossimo per risolvere alcune criticità della Legge Fornero. Il primo è proposto dal Pd (ddl 2958) ed intende estendere gli attuali profili di tutela della sesta salvaguardia sino al 6 gennaio 2017 ricomprendendo anche i lavoratori destinatari del trattamento speciale edile, i lavoratori titolari di indennità di mobilità ordinaria cessati dal servizio dopo il 30 settembre 2012 ancorchè con accordi di tipo non governativo, nonchè coloro che non hanno potuto fruire della mobilità a causa del fallimento dell'impresa.
A queste misure, specificamente indirizzate agli "esodati", cioè coloro che avevano perso il lavoro entro il 2011, si aggiunge la soluzione della vicenda dei quota 96 della scuola, la revisione dei requisiti pensionistici dei macchinisti ferrovieri e lo stop alle penalizzazioni per gli assegni liquidati ante 2015.
Le misure della Lega. Gli altri due ddl sono a firma della Lega (ddl 2514 e ddl 3002) ed intendono garantire una tutela piu' ampia rispetto al progetto dei Dem eliminando qualsiasi vincolo temporale per accedere alla salvaguardia (resta il solo argine del completo utilizzo delle risorse messe a disposizione nel Fondo Esodati). Ed includendo alcune categorie di lavoratori "dimenticati" nel ddl Damiano-Gnecchi. Ad iniziare dalla salvaguardia ai cd. lavoratori quindicenni per passare agli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007 (articolo 1, comma 8 della legge 243/04) sino a riconoscere, e questa è una novità significativa, la possibilità di accedere alla pensione a 64 anni anche ai lavoratori del pubblico impiego (la misura riconosciuta attualmente solo ai lavoratori dipendenti del settore privato). Da segnalare poi che nel ddl della Lega Nord c'è la proposta di mandare in soffitta la finestra mobile e la speranza di vita nell'opzione donna. I lavori parlamentari, come detto, inizieranno giovedì prossimo. L'obiettivo è quello di raggiungere un accordo politico su un testo base (che sarà probabilmente adottato in autunno) e poi di farlo approdare in Aula prima della legge di stabilità per l'approvazione definitiva. Sempre che non ci siano nuovi ostacoli.
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domenica 26 luglio 2015

Proietti (Uil): la sua organizzazione è con chi attende risposte

Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, mini pensioni ulteriore ostacolo nuovi migliaia esodati
Le ultime notizie raccontano di 50.000 esodati da salvaguardare. Quali conseguenze per la riforma pensioni? Nuove spese per il governo.
L'annuncio è di quelli che mettono in discussione il faticoso impegno di riforma della pensioni: ci sarebbero ancora 50.000 esodati da salvare, tutti certificati dal governo e per cui non è stata prevista alcuna forma di tutela. Si prospetta allora la novità della settima salvaguardia, destinata ad avere ripercussioni sulle varie ipotesi di quota 100, assegno universale e mini pensioni
Da parte loro, i sindacati promettono battaglia. Come spiegato da Domenico Proietti della Uil, la sua organizzazione "è al fianco dei lavoratori che attendono ancora una risposta. Chiediamo al Governo e al Parlamento di completare l'opera avviata positivamente in questi anni a seguito dell'iniziativa e della mobilitazione del sindacato dando una risposta definitiva ai lavoratori coinvolti".Il governo, già alle prese, con la necessità di trovare oltre 2 miliardi di euro per dare seguito alle sentenze dell'Alta Corte sulla reindicizzazione delle pensioni e lo sblocco del contratto statali, si trova quindi nella necessità di fare e rifare i conto. Le vere insidie arriveranno nel 2016, anno nel quale sono già previsti aumenti di Iva, accise sui carburanti e altre imposte per un punto di Pil, oltre 16 miliardi in valore assoluto, per garantire il raggiungimento del pareggio di bilancio, qualora le altre misure non funzionassero. Ma il premier Matteo Renzi ha garantito che "le clausole di salvaguardia saranno totalmente eliminate" e sostituite da tagli strutturali alla spesa corrente fino a dieci miliardi.
La nuova revisione della spesa avrà un obiettivo di risparmio di 10 miliardi di euro l'anno a regime. E diventerà per il futuro, ed in modo sistematico, una parte integrante della manovra di bilancio annuale. Nel mirino, in questa nuova tornata, finiscono anche le tax expenditures, cioè agevolazioni, detrazioni, sconti e regimi fiscali di favore. In parallelo, anche la spesa previdenziale potrebbe essere rivista a suon di tagli agli assegni di reversibilità e di invalidità e di revisione dei criteri per il cumulo.
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Ancora 50mila lavoratori da salvaguardare

Esodati e riforma Pensioni, ancora 50mila lavoratori da salvaguardare
Sono ancora 50mila i lavoratori da salvaguardare. Si attendono risposte da parte del governo Renzi.
La notizia che giunge in queste ore mette in risalto una situazione davvero drammatica relativa a 50mila lavoratori ancora da salvaguardare. Questa situazione, ne siamo certi, influenzerà negativamente la riforma del sistema previdenziale italiano e la possibile applicazione di quei sistemi di uscita flessibile destinati all'abbassamento dell'età pensionabile. Si prospetta, così, una settima salvaguardia a tutela di questa categoria di persone.
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Domenico Proietti: 'Il sindacato è a fianco dei lavoratori che attendono risposte'

Relativamente a questa drammatica situazione, i sindacati 'affilano le lame' e promettono battaglia su un campo che potrebbe provocare un vero e proprio dramma sociale. Il rappresentante della Uil, Domenico Proietti, sottolinea sulle pagine del quotidiano corriere.it, che 'il sindacato è a fianco di questo lavoratori. Si attende una risposta da parte del Governo Renzi e dal Parlamento al fine di poter completare quanto di buono è stato fatto in questi ultimi anni, grazie alla mobilitazione dei sindacati per risolvere le problematiche di tanti lavoratori'.

Il prossimo primo agosto rimborso una tantum per molti pensionati

Nel frattempo, l'esecutivo ha una problematica molto seria da risolvere a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale che hanno sancito il rimborso dei pensionati, che avverrà il prossimo primo agosto, e lo sblocco degli stipendi dei dipendenti statali. Una cifra approssimativa vicina ai 2 miliardi di euro che aggraveranno ancor di più le casse dello Stato. Ma i veri problemi, forse, cominceranno nel prossimo anno, quando l'aumento delle imposte, come l'Iva e l'accise sui carburanti, provocheranno un aumento del Pil pari all'1 percento. Tutto questo, quasi certamente, si concretizzerà con alcuni interventi negativi sulla previdenza già nella prossima Legge di Stabilità, con tagli agli assegni di reversibilità e di invalidità, così come evidenziato dal sito pensionioggi.it.
Aspettiamo le prossime mosse del governo Renzi che dovrà arrivare ad una modifica del sistema previdenziale italiano.
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Settima salvaguardia sempre più vicina?

Pubblicato il da Giuseppe Cubello
riforma pensioni 2015Riforma pensioni 2015 ultime notizie per gli esodati: settima salvaguardia sempre più vicina?
Riforma pensioni 2015: sembra sempre più vicina l’approvazione della settima salvaguardia per gli esodati da parte della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, in particolare, per coloro i quali sono rimasti senza l’accesso alla quiescenza e senza occupazione
ERTISEMENT
Sembra sempre più vicina l’approvazione della settima salvaguardia da parte della Commissione Lavoro della Camera dei deputati. Perciò, la riforma pensioni 2015 potrebbe introdurre questa buona novità per gli esodati che, fino ad ora, sono rimasti senza l’accesso alla quiescenza e senza occupazione. Come riportato da PensioniOggi, lo ha confermato ieri Maria Luisa Gnecchi del PD, mentre i Comitati degli esodati sono riscesi in piazza per chiedere a gran voce la riapertura dei lavori parlamentari sulle salvaguardie, dopo una pausa di quasi un anno. Di conseguenza, la situazione potrebbe sbloccarsi a breve.
=> LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2015
Grazie ad una nota diffusa dai Comitati, pare che l’Inps avrebbe finalmente elaborato la rendicontazione dei risparmi, ovvero il monitoraggio previsto dalla legge 228/2012 che, adesso, attende la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato. I risparmi e gli altri documenti tecnici verranno valorizzati e trasmessi al Parlamento nel breve periodo e rappresenteranno la base per la settima salvaguardia, il provvedimento che ci auguriamo sia finalmente l’ultimo.
Sempre i Comitati, infine, ricordano che i procedimenti per arrivare alla settima salvaguardia saranno ancora numerosi e non sarà semplice arrivare ad una conclusione definitiva ma l’indirizzo che sta prendendo la situazione costituisce sicuramente un passo determinante in avanti. Anche i destinatari della Legge 104 sperano: i posti disponibili, infatti, rispetto alle domande pervenute sono veramente troppo in minoranza perché l’Inps ha potuto salvaguardare solamente quelli che hanno maturato un diritto alle pensioni fino al 31 luglio 2013. Gli esclusi, adesso, sperano di essere inseriti per ottenere lo sblocco delle certificazioni anche per coloro i quali hanno maturato il diritto di pensione dopo quella data.
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