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mercoledì 1 ottobre 2014

Il ddl che salvaguarda 32.100 persone è legge


Esodati, è legge il ddl per la sesta salvaguardia a 32.100 persone
Esodati, è legge il ddl per la sesta salvaguardia a 32.100 persone
È legge il ddl esodati contenente la sesta salvaguardia del governo. La commissione Lavoro al Senato ha approvato all’unanimità in sede deliberante (senza il passaggio in aula) il provvedimento, già approvato dalla Camera, senza apportare modifiche in modo da evitare un nuovo passaggio alla Camera. La norma riguarda la salvaguardia di 32.100 persone. “In questo modo si è evitato che per alcuni esodati scattasero i termini per non poter andare in pensione dall’anno prossimo, ma avrebbero dovuto aspettare un altro anno”, ha spiegato Mario Mauro (PI), relatore del testo. La commissione ha anche approvato un ordine del giorno che impegna il governo a definire esattamente il numero di esodati per risolvere definitivamente il problema “a margine della legge di Stabilità“. Il voto a favore del provvedimento da parte delle opposizioni, ha aggiunto Mauro, non è stato di appoggio al governo ma solo nell’interesse della tutela delle persone coinvolte.
Il testo è frutto di un emendamento del governo, depositato a fine giugno in commissione Lavoro alla Camera dallo stesso ministro Giuliano Poletti, che ha sostituito per intero il testo unico concordato fra tutte le forze politiche in commissione, che non aveva però ricevuto l’ok dalla Ragioneria dello Stato. La cosiddetta sesta salvaguardia del governo, come aveva spiegato lo stesso Poletti in occasione della presentazione dell’emendamento, prolunga di dodici mesi le misure di salvaguardia già previste estendendole al 31 dicembre 2016. Gli ex lavoratori e lavoratrici che rientreranno in quest’ultima salvaguardia saranno 32.100.
Le coperture individuate derivano da fondi risultanti dalla riduzione delle platee della seconda e della quarta salvaguardia e – per la parte residuale – dalle risorse del ministero del Lavoro per la cassa integrazione in deroga. La salvaguardia riguarda lavoratori in mobilità ordinaria, lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi, lavoratori cessati, familiari di disabili, lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Per Poletti la soluzione individuata era – come si legge dai resoconti di fine giugno in commissione Lavoro alla Camera – “la migliore possibile per affrontare d’urgenza le questioni più spinose, considerati anche i ristretti vincoli di bilancio“.
In merito alle risorse provenienti dalla cassa integrazione in deroga Poletti aveva spiegato che la “riduzione del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione non avrà luogo prima dell’anno 2015″ e che le risorse verranno ripristinate “già nella prossima legge di Stabilità”. “Qualsiasi altra misura strutturale, che il Governo intende realizzare – aveva spiegato Poletti la settimana scorsa depositando l’emendamento in commissione Lavoro – sarà assunta nell’ambito della prossima legge di Stabilità, all’interno un piano di intervento più complessivo, per la realizzazione del quale sono già in corso verifiche di natura tecnica”.
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VI salvaguardia. Adesso la parte burocratica


Esodati, sesta salvaguardia: 60 giorni di tempo per le domande

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Secondo il disegno di legge i lavoratori dovranno presentare domanda di ammissione ai benefici entro 60 giorni dalla pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.
Il ddl sulla sesta salvaguardia viaggia verso il via libera definitivo del Senato. Nella giornata di domani la Commissione Lavoro di Palazzo Madama potrebbe infatti già dare il disco verde alla proposta di legge che tutela 32.100 lavoratori. I prossimi passi? Il testo dovrà arrivare in Gazzetta Ufficiale e quindi i lavoratori avranno 60 giorni di tempo dalla sua entrata in vigore, presumibilmente sino ai primi di Dicembre, per presentare apposita istanza di accesso.
Insomma gli interessati non dovranno attendere la pubblicazione di un nuovo decreto ministeriale (il sesto) come è accaduto in passato ma potranno presentare subito le istanze di accesso alla DTL o all'Inps, non appena avverrà la pubblicazione in GU della legge, sulla base di quanto già previsto dalla precedente tornata.
L'articolo 2, comma 4 del progetto di legge recita infatti che "ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia (...) da ultimo stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014". In pratica i lavoratori dovranno presentare istanza o alla DTL o all'Inps secondo quanto era previsto dalla quinta salvaguardia
Ad ogni modo sarà oppportuno attendere la pubblicazione (praticamente inevitabile) di una Circolare del Ministero del Lavoro che avrà modo di fissare puntualmente l'iter da seguire per la presentazione delle istanze di accesso al regime derogatorio.
Presentate le domande l'Istituto nazionale della previdenza sociale Inps provvederà al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro.
L'Inps sarà inoltre tenuta a pubblicare nel proprio sito internet, in forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccolti a seguito dell'attività di monitoraggio, avendo cura di evidenziare le domande accolte, quelle respinte e le relative motivazioni. Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione previsto per la salvaguardia in oggetto l'Inps non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefìci.
Sulla base dei dati del monitoraggio effettuato dall'INPS, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro il 30 giugno di ogni anno, trasmetterà inoltre alle Camere una relazione in ordine all'attuazione delle disposizioni di salvaguardia, con particolare riferimento al numero di lavoratori salvaguardati e alle risorse finanziarie utilizzate.

Via libera definitivo alla sesta salvaguardia per 32mila persone

Esodati, via libera definitivo alla sesta salvaguardia per 32mila persone
Via libera definitivo del Senato, all'unanimità, al Ddl contenente la sesta salvaguardia per i lavoratori esodati, ossia rimasti senza stipendio né pensione dopo la legge Fornero. La misura di tutela riguarda 32mila persone. Lo ha riferito il relatore, Mario Mauro (Pi). Il disco verde è stato dato dalla commissione Lavoro riunita in sede deliberante, dunque senza necessità di passaggio del provvedimento in Aula. Approvato all'unanimità anche un Ordine del giorno che impegna il Governo a definire esattamente la platea degli esodati e a «chiudere la partita - ha detto Mauro - a margine della legge di Stabilità». L'ok dell'opposizione, ha riferito ancora il relatore, non è stato espresso come voto a favore del Governo ma nell'interesse della tutela delle persone coinvolte. Il testo licenziato oggi in via definitiva è stato approvato nella versione arrivata da Montecitorio.
La sesta salvaguardia per le 32mila persone mette sul tavolo nuove risorse per 8mila unità e recupera risorse per altre 24mila persone dalle somme che non sono state utilizzate nelle precedenti salvaguardie. Le posizioni tutelate raggiungono ora le 170mila unita' per 13 miliardi di euro complessivi.
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Approvata la VI salvaguardia


Il DDL 1558 (VI salvaguardia) è diventato legge
Pubblichiamo lo stralcio dell resoconto della seduta di oggi in Commissione Lavoro del Senato che, "in sede deliberante" circa 4 ore fa  ha approvato il DDL.
Adesso vigiliamo affinché non si faccia melina con la pubbliazione sulla Gazzetta Ufficiale e sull'emanazione dei successivi decreti attuativi
(...)
Il PRESIDENTE ricorda che l'esame del disegno di legge n. 1558 e connessi si è già concluso in sede referente. Propone pertanto di dare per acquisite le fasi procedurali già svolte, ivi inclusa l'acquisizione dei pareri, di assumere come testo base il disegno di legge n. 1558, già assunto in sede referente, nonché di rinunciare alla fissazione di un termine per la presentazione di emendamenti.
La Commissione unanime concorda.
Presente il prescritto numero di senatori, la Commissione con distinte e successive votazioni approva quindi all'unanimità i singoli articoli del disegno di legge n. 1558.
Si passa alle dichiarazioni di voto finali.
Il senatore ICHINO (SCpI) si riporta ai contenuti dell'ordine del giorno G/1558/1/11 (testo 2), già accolto dal Governo nel corso dell'esame in sede referente, che impegna il Governo ad aprire finalmente la stagione delle misure finalizzate a promuovere l'invecchiamento attivo. Dichiara conclusivamente il voto favorevole del suo Gruppo.
Anche la senatrice CATALFO (M5S) esprime voto favorevole, nell'auspicio che le finalità dell'ordine del giorno vengano tradotte in pratica quanto prima, consentendo un immediato censimento del comparto degli esodati.
Il voto a favore del Gruppo Lega Nord è annunciato dalla senatrice MUNERATO (LN-Aut), che auspica una efficace soluzione complessiva della problematica. La sua parte è al fianco di questi lavoratori, vittime della legge Fornero, e si batterà perché tutti ottengano il giusto sostegno e riconoscimento.
Il senatore SERAFINI (FI-PdL XVII) ribadisce il voto favorevole del suo Gruppo, conformemente a quanto già dichiarato nel corso dell'esame in sede referente.
La senatrice PARENTE (PD) esprime soddisfazione per la tempestività dell'iter e per il clima di reciproca collaborazione tra i Gruppi, testimoniato dalla rinuncia anche in questa fase alla facoltà emendativa. Ci si trova di fronte alla sesta salvaguardia; è dunque auspicabile che il Governo tenga conto delle questioni rimaste ancora in sospeso e che, al contempo, la Commissione lavoro possa farsi garante di un'efficace risposta ai soggetti interessati. Dichiara conclusivamente il voto favorevole del suo Gruppo.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) annuncia voto favorevole, da intendersi non come un consenso al Governo, bensì come un rispettoso sostegno ai lavoratori esodati. Era stato infatti stipulato un patto tra lo Stato e i cittadini, a cui è stato lo Stato medesimo a contravvenire.
Il senatore PAGANO (NCD) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo, sottolineando che la Commissione ha operato in un clima di assoluta concordia, animata unanimemente dall'intento di raccogliere e soddisfare le istanze dei lavoratori interessati.
La senatrice BENCINI (Misto-ILC) coglie l'occasione per esprimere compiacimento per la felice conclusione della vicenda in esame, auspicando tuttavia che il Governo voglia farsi carico anche degli altri lavoratori che ancora si trovano in condizioni analoghe, individuando, attraverso una lotta doverosa all'evasione e alla corruzione, le risorse finanziarie necessarie.
Anche il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) annuncia il proprio voto favorevole, sottolineando che il disegno di legge viene incontro ad una forte attesa, consentendo così di correggere i disastri creati dalla legge 92 sul mercato del lavoro.
Il relatore Mario MAURO (PI) prende la parola per annunciare il voto favorevole del proprio Gruppo, ma altresì per ringraziare in modo non formale i Gruppi politici presenti in Commissione e il Governo: l'intesa che oggi si registra avviene infatti al di là del punto di vista di ciascuno e lo spirito che ha caratterizzato quell'intesa non è trascurabile. Senz'altro lo Stato ha commesso degli errori, che vanno corretti. In questo caso il Parlamento ha fatto dunque un lavoro di elevatissima qualità, riuscendo a concepirsi al servizio dei bisogni delle persone.
La sottosegretaria BELLANOVA ringrazia la Commissione per aver colto l'importanza e la delicatezza della questione, fornendo così un luminoso esempio di buona politica.
Il presidente SACCONI esprime un doveroso ringraziamento al relatore, che per primo ha sollecitato il rapido percorso parlamentare del disegno di legge, e a tutti i Gruppi che hanno a ciò contribuito. Il provvedimento che la Commissione si accinge ad approvare definitivamente conferma il grave limite della cosiddetta riforma Fornero, insito nel non aver previsto alcuna forma di transizione. La vicenda rappresenta dunque una sorta di vendetta della realtà. In questo senso sarà assai opportuna quella indagine relativa ai casi meritevoli di salvaguardia che l'ordine del giorno G/1558/1/11 (testo 2), precedentemente citato dal senatore Ichino, affida alla Commissione lavoro. Ricorda tuttavia che la questione degli esodati riguarda in gran parte aziende riconducibili all'area dei vecchi monopolisti pubblici, che hanno realizzato le loro ristrutturazioni caricando sul bilancio dello Stato le rispettive insufficienze. Occorrerà inoltre esaminare la rigidità del sistema previdenziale, individuando modalità più duttili anche per il recupero del periodo di laurea ed esaminando in profondità, quanto alla flessibilità per età, i meccanismi di penalizzazione in passato ipotizzati dal Governo.
Nessun altro chiedendo la parola, il presidente SACCONI mette quindi in votazione il disegno di legge n. 1558 nel suo complesso, che è approvato all'unanimità. Restano pertanto assorbiti i disegni di legge n. 217 e 1169.

martedì 30 settembre 2014

Incontro coordinamento esodati ligurie parlamentari


 (foto: ANSA)Esodati: Vesco, governo trovi soluzione
Incontro in Regione con coordinamento e parlamentari
(ANSA) - GENOVA, 29 SET - Si è tenuta stamattina in Regione una riunione del coordinamento esodati liguri alla presenza dell'assessore al lavoro della Regione Liguria, Enrico Vesco e di una delegazione di parlamentari liguri per giungere ad una definitiva risoluzione della vicenda che riguarda decine di migliaia di lavoratori in tutta Italia. "Ci auguriamo che il Governo - ha detto Vesco - si assuma l'impegno di risolvere questa vicenda perché ci sono ancora molti lavoratori esodati non riconosciuti".
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lunedì 29 settembre 2014

A giorni il via libera alla sesta salvaguardia

esodatiEsodati, a giorni il via libera alla sesta salvaguardia
Ancora qualche giorno e la sesta salvaguardia per gli esodati non tutelati dalle precedenti operazioni di garanzia diventerà legge. La Commissione Lavoro del Senato approverà definitivamente in settimana la proposta già varata a fine luglio alla Camera.
Per evitare «navette» tra i due rami del Parlamento, con inevitabili rinvii e allungamenti di tempi, il pacchetto definito due mesi fa su iniziativa del governo non è stato modificato nel passaggio a Palazzo Madama. E, anzi, per fare più in fretta sarà licenziato direttamente in commissione, senza il voto dell’aula.
Ricapitoliamo, dunque, i termini della nuova salvaguardia che riguarderà ben 32.100 lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione in questi ultimi anni per effetto della stretta della riforma Fornero. Diciamo meglio: la sesta salvaguardia contempla, in realtà, 8.100 nuovi posti, con la riassegnazione di 24 mila posizioni avanzate nell'ambito della seconda e della quarta salvaguardia. La somma, come accennato, fa 32.100.
I lavoratori potenzialmente interessati alla nuova protezione, che permette di andare in pensione con i requisiti pre-riforma, appartengono alle seguenti categorie:
  1. a) lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i quali possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  2. b) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del Codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  3. c) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del Codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  4. d) lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  5. e) lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni;
  6. f) lavoratori con  contratto di  lavoro a  tempo determinato  cessati  dal   lavoro tra  il  1° gennaio 2007   e  il  31  dicembre 2011,  non rioccupati a  tempo indeterminato;
  7. g) lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorché al 6 dicembre 2011 non abbiano un contributo volontario accreditato o accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno un contributo accreditato derivante da effettiva attività lavorativa nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre 2013 e che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attività lavorativa riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  8. h) lavoratori collocati in  mobilità ordinaria a seguito  di   accordi  governativi o  non  governativi, stipulati  entro  il 31   dicembre 2011,  cessati dal  rapporto di  lavoro entro il  30  settembre 2012 e  che perfezionano, entro il periodo di  fruizione dell’indennità di  mobilità, ovvero, anche  mediante  il  versamento  di contributi  volontari,  entro  dodici  mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31.12.2011.
I lavoratori indicati fino alla lettera g) potranno ottenere il pensionamento secondo le vecchie regole a condizione che la data di decorrenza del loro trattamento previdenziale cada entro il 6 gennaio 2016.
Per i lavoratori individuati alla lettera h) la condizione richiesta è diversa: i precedenti requisiti previdenziali devono essere maturati entro la data di scadenza dell'indennità di mobilità. Anzi, il lavoratore potrà, attraverso il versamento dei contributi volontari, perfezionare il diritto a pensione anche entro i 12 mesi successivi alla scadenza dell'indennità stessa.
Chiarite le regole della sesta salvaguardia, si può osservare che tre sono le linee lungo le quali opera il nuovo intervento.
In primo luogo si stabilisce che sarà possibile maturare la decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2016 per alcune tipologie di lavoratori individuate dalle precedenti operazioni (lavoratori in congedo per assistere i figli disabili, lavoratori autorizzati ai contributi volontari e lavoratori cessati dal servizio con accordi o con risoluzione unilaterale).
In secondo luogo, si introduce per la prima volta una nuova categoria: quella dei lavoratori che hanno concluso un contratto a tempo determinato tra il 2007 e il 2011 e che non abbiano più trovato un’occupazione a tempo indeterminato.
In terzo luogo, si prevede la tutela anche di altri lavoratori collocati in mobilità ordinaria a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità ovvero, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i precedenti requisiti di pensionamento. E in questo caso si estende, per la prima volta, la possibilità di tutela anche a coloro che non sono riusciti a maturare il diritto entro gli stretti tempi della mobilità.
Vediamo ora i nuovi posti disponibili assegnati alle diverse categorie: 1.800 per i lavoratori in congedo per assistere parenti disabili; 12mila per i prosecutori volontari; 4mila per i lavoratori con contratto a tempo determinato; 8.800 per i cessati con risoluzione o accordo con il datore; 5.500 per lavoratori collocati in mobilità ordinaria.
Quanto alle posizioni eliminate e riassegnate, vengono eliminati 20mila dei 40mila posti che la seconda salvaguardia aveva previsto per i lavoratori destinati alla mobilità a seguito di accordi siglati in sede governativa entro il 2011: si stabilisce che la tutela è attivabile in favore dei lavoratori percettori di cassa integrazione guadagni che cessano dall'attività entro il 31 dicembre 2016 e di coloro che cessano entro il 31 dicembre 2014 i cui nominativi siano comunicati al Ministero del Lavoro entro il 31 dicembre prossimo. Fermo restando la condizione che tali soggetti maturino i requisiti per il pensionamento entro la fruizione dell'indennità di mobilità. 
Altri 4.000 posti vengono recuperati dal 6.500 indicati nella quarta salvaguardia 
per i lavoratori licenziati o dimessisi a seguito di accordi.
Per la copertura degli oneri il provvedimento attinge, in buona misura, alle risorse stanziate per le precedenti salvaguardie e in parte non utilizzate (in quanto le effettive richieste di pensionamento si sono rivelate inferiori alle attese), con conseguente riduzione, come abbiamo visto, delle platee ivi previste.
A conti fatti, il numero dei lavoratori complessivamente salvaguardati sale a 170.100 (a fronte dei 162.000 previsti a legislazione vigente).
Raffaele Marmo
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domenica 28 settembre 2014

200mila ancora fuori dalle salvaguardie

Esodati, in 200mila ancora fuori dalle salvaguardie


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Il Comitato degli esodati di Roma denuncia che restano fuori dalle tutele circa 200mila lavoratori nonostante l'approvazione della sesta salvaguardia. "I governi attuali devono porre fine e chiudere con equità" la vicenda.
"Dopo la sesta salvaguardia non si intende più salvaguardare nessuno, questo è quanto dice l'odg presentato al senato dal SEN. Ichino e compagnia bella, ebbene in base ai dati inps all'epoca del dramma eravamo 398.000 con tutte e sei le salvaguardie si arriva a poco piu' di 170mila, rimangono fuori dalle salvaguardie la bellezza di 228 mila padri e madri di famiglia, derubati e condannati a morte certa se non si rimedia a questo atroce delitto di stato, a meno che non ci si diventa malavitosi, tanto le persone oneste pagano i delinquenti no!"
E' quanto si legge in una nota diffusa dal Coordinatore del Comitato Esodati di Roma Giuliano Colaci con cui si ribadisce la necessità che il governo tenga in considerazione tutti coloro che sono ancora rimasti fuori dalle tutele.
"Ichino dice che ormai gli esodati rimasti devono essere ricollocati a lavoro, ma quale lavoro? Noi abbiamo i nostri figli a casa disoccupati come pretende Ichino che gli esodati vengano reinseriti? Si è parlato di patto negato dallo stato e si è parlato e promesso di dare una soluzione a tutti gli esodati, allora mi domando dove stà la giustizia in questo paese?
Con la giustizia non si scherza ed è giusto che chi sbaglia paghi, pertanto il governo Monti con la Fornero hanno sbagliato, è chiaro che loro non pagheranno mai, ma i governi attuali devono porre fine e  chiudere con equità e legalità questa sporca pagina della storia della repubblica. La cosa buffa e umiliante per noi, tutte persone sulla soglia dei 60 anni e su di lì, che abbiamo versato tutto ciò che ci stava da versare, e dopo il danno anche la beffa da parte della Fornero dove ha dichiarato e riconosciuto l'errore. Dopo tre anni di lotterie siamo arrivati al traguardo, chiuse le lotterie chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato".


sabato 27 settembre 2014

Quota 96 in piazza

Riforma pensioni Renzi 2014: basta tutele per gli esodati, i Quota 96 in piazza
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Riforma pensioni Renzi 2014: Ichino e la fine delle tutele per gli esodati, i Quota 96 scendono in piazza con i Cobas.
Nel vasto ambito della riforma pensioni Renzi per il 2014, le questioni più calde sono state indubbiamente quelle riguardanti gli esodati e i Quota 96. Sul fronte esodati giungono delle novità, se da un lato è in via di approvazione la sesta salvaguardia, dall'altro è comparso un emendamento a firma Ichino che invita a non utilizzare più lo strumento delle salvaguardie. Il problema resta come verrà affrontata la questione in maniera alternativa. Intanto, i Quota 96 non si arrendono e lanciano un paio di appuntamenti per il 30 settembre e il 10 ottobre, in questo articolo discuteremo il comunicato dei Cobas per la prima manifestazione. 

Riforma pensioni Renzi 2014: basta tutele per gli esodati, ci vogliono altre misure

Come abbiamo già accennato, è in dirittura d'arrivo l'iter parlamentare che sancisce la sesta salvaguardia per gli esodati. Il provvedimento tutelerà circa 32mila lavoratori. Intanto, però, come avevamo avuto modo di discutere più di una volta, la questione "esodati" non è per nulla risolta. E così giunge un po' inaspettata l'approvazione di un emendamento di Ichino del PD che suggerisce di "voltar pagina rispetto a una prassi che ha visto troppo diffusamente utilizzato il sistema pensionistico come strumento di politica del lavoro, per risolvere problemi di disoccupazione con l'espulsione precoce dei lavoratori interessati dal mercato del lavoro; è necessario, per altro verso, evitare che l'attesa di provvedimenti ulteriori di salvaguardia induca una parte dei potenziali interessati ad astenersi da possibili opportunità di occupazione; è invece tempo di incominciare a operare in modo efficace e incisivo per l'aumento del tasso di occupazione della popolazione italiana in età superiore ai 50 anni".
La soluzione prospettata da Ichino risulta essere pienamente in linea con le intenzioni di governo, ed è probabile che uno dei temi per la riforma pensioni Renzi per il 2014/2015 riguarderà proprio l'active ageing, un insieme di misure volte a permettere il reinserimento dei cinquantenni e sessantenni senza lavoro. 

Riforma pensioni Renzi 2014: i Quota 96 tornano in piazza

La riforma pensioni Renzi 2014 non ha assolutamente toccato la questione delle pensioni Quota 96 scuola. Inutile sottolineare ancora una volta che si tratta di un qualcosa di mai visto nella storia repubblicana, il fatto che, a causa di un errore tecnico, un intero gruppo di lavoratori veda negata la possibilità della pensione. Il 30 settembre, però, i Q96 saranno in piazza e il comunicato dei Cobas è piuttosto duro ma preciso: viene attaccata in primo luogo la battaglia mediatica che i Q96 hanno subito, si sottolinea poi come le cifre stimate per il provvedimento in 430 milioni di euro siano assolutamente gonfiate (la stessa Giannini aveva parlato di 100 milioni), si invita a connettere la questione dei Q96 con la riforma scuola 2014. Insomma, è chiaro come i Quota 96 vogliano portare allo scoperto non soltanto la propria vertenza ma tutti i problemi che gravano sulle scuole.
E se la riforma pensioni Renzi 2014 tarda a decollare probabilmente per mancanza di volontà politica, i Quota 96 ricordano che "Aspettiamo una risposta! Ci è dovuta, in quanto, come lavoratori della Scuola, abbiamo sempre educato i giovani al rispetto delle regole di uno Stato di diritto! Diversamente, non ci resterà che pensare che ormai nel paese vige la legge della giungla e che la Democrazia è un puro flatus vocis!".
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