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venerdì 19 ottobre 2018

Di Maio ha incontrato gli esodati

Notizie RadiocorNOTIZIE RADIOCOR - PRIMA PAGINA

LEGGE BILANCIO: DI MAIO AGLI ESODATI, LAVORO PER TROVARE SOLUZIONE

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 18 ott - Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, ha incontrato oggi le associazioni che rappresentano i lavoratori lasciati senza tutele dalla riforma Fornero
Di Maio, accompagnato dalle parlamentari della commissione Lavoro, Maria Assunta Matrisciano, Enrica Segneri, Barbara Guidolin e Jessica Costanzo, ha ascoltato le istanze degli esodati e "ha dato mandato ai suoi tecnici di lavorare ad una soluzione da portare in legge di bilancio".
Com-Dif
(RADIOCOR) 18-10-18 19:28:12 (0676) 3 NNNN

venerdì 12 ottobre 2018

Presidio confermato

A sostegno definizione nona salvaguardia


Piazza Montecitorio
giovedì 18 ottobre
dalle 9:30 alle 13



Una nutrita presenza potrebbe essere decisiva per le sorti di questa nona salvaguardia che, se non venisse inserita in Legge di Bilancio o approvata con altro decreto urgente del Ministro, difficilmente troverebbe le condizioni per essere riproposta in tempi successivi. La salvaguardia va decisa ora e per questo serve la massima partecipazione dei diretti interessati come di chi esodato lo è stato in passato. Ora è veramente indispensabile partecipare senza più delegare o pensare che “uno in più o in meno non cambia nulla”.

domenica 30 settembre 2018

Incrociato Di Maio

Abbiamo incontrato Di Maio Fuori dal Campidoglio Dove siamo andati dopo manifestazione a Montecitorio, ben riuscita , 300 presenti

Sentite il video alla fine del video per Nona salvaguardia 

Siamo invitati al ministero Da Di Maio Settimana prossima

Ci hanno preso nome e cellulare le segretarie 
1 per quota 41
1 per OD
1 per Esodati per Nona

Incrociamo le dita



APPELLO ESODATI A M5S

Dopo l’approvazione della Nota di aggiornamento del Def, si è parlato molto delle ipotesi di intervento di riforma delle pensioni che potrebbero entrare nella manovra con un deficit/Pil al 2,4%. Sembra che ci sarà Quota 100, forse Quota 41 e un blocco dell’aspettativa di vita, ma oltre al destino di Opzione donna non si sa cosa accadrà agli esodati ante-Fornero ancora in attesa di una salvaguardia. Per questo Elide Alboni, dal Comitato esodati licenziati e cessati, si rivolge ad alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedendo un rapido intervento. “Gent.mi Claudio Cominardi, Enrica Segneri, Nunzia Catalfo: voi per il ministro Di Maio dopo l'esultanza del Def, date risposte concrete a queste persone che dopo 7 anni non ne possono più di subire tanta ansia e iniqua diseguaglianza!”, sono le sue parole in un post sulla Facebook del Comitato.
(Leggi su Il Sussidiario)

mercoledì 22 agosto 2018

Al ribasso

Pensioni 2018/19, il punto ad oggi 21/8 su esodati, Quota 41/100 e opzione donna
Autore dell'articolo: Erica Venditti
21/8/2018Continua a far discutere la futura riforma delle pensioni anche oggi 21 agosto 2018, la legge di bilancio 2019 si avvicina ed in tanti inizino davvero a chiedersi quanto delle parole pronunciate in campagna elettorale e in piazza dai due leader del M5S e della Lega dopo la formazione del Governo, si tramuterà in fatti concreti per i pensionandi. Che da tempo sono in attesa, e molti per questa ragione hanno votato per il cambiamento, di una controriforma Fornero che permetta loro di uscire anticipatamente dal lavoro e dalla rigidità dell’attuale sistema previdenziale.

Le ultime considerazioni oggettive provengono dagli amministratori Elide Alboni, del Comitato Esodati licenziati e cessati, e da Orietta Armiliato, Comitato Opzione Donna social, a seguito di un lungo post fatto da Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni, e da loro condiviso ed approvato, in cui si evidenzia il detto ma il non fatto dall’attuale Governo. Il punto su esodati, pensione anticipata con quota 100, che a suo dire, dato i paletti sarà un flop, e la scomparsa della quota 41, e donne.
Riforma pensioni 2018, la sintesi su quanto fatto ad oggi dal Governo

Le parole di D’Achille: “Cari amici, dopo questa pausa che avrebbe voluto essere ferragostana ma che invece è diventata luttuosa per i noti fatti di Genova, torno a fare una breve considerazione su quello che è lo stato attuale delle cose e, basandomi su queste, una previsione su quelle future.
Nessuna novità da parte del ministero del lavoro, con Di Maio che in questi giorni si è sostituito al ministro delle infrastrutture, On. Toninelli.
Salvini tra una cena e una nave della nostra Marina militare da respingere, tra un selfie in chiesa durante i funerali delle vittime di Genova e un tweet su come non tutto andasse male essendo riuscito a respingere Aquarios, ha detto anche che quello di smontare la Fornero è un “sacro” impegno che ha preso e lo manterrà.
Nel frattempo sono state depositate due proposte di legge, una dai due capigruppo di movimento e lega, ed un’altra dalla Lega da sola: entrambe sono finalizzate non a migliorare la Fornero ma a diminuire l’importo delle pensioni già in essere,per poter così portare le pensioni più basse a 780€.
Peccato per loro che i pensionati quella pensione non l’hanno rubata, quale che sia l’importo, visto che fu calcolato a norma di legge vigente al momento.
Dal radar è scomparsa quota 41, forse e chissà quando, diverrà quota 42 e quindi con uno sconto risibile (tre soli mesi) per le donne, come al solito penalizzate oltre misura invece che premiate come erano con ape social.
la famosa quota cento è talmente cosparsa di paletti che, probabilmente, sarà un flop viste le penalizzazioni”

Pensioni 2018, per il welfare solo briciolePoi D’Achille procede nella sua lucida analisi aggiungendo dettagli relativi alla problematica delle risorse che sono ovviamente legate alla possibilità di fare eventuali riforma in campo pensionistico come in altri settori: “A queste considerazioni se ne può tranquillamente aggiungere un’altra: i fondi per qualunque provvedimento di modifica della Fornero dovranno essere non in quota Inps bensì, essendo welfare, a carico della fiscalità generale. Finora gli ultimi due governi hanno beneficiato del quantitative easing per l’acquisto dei titoli di stato da parte della BCE, con lo spread assestato stabilmente a 100 e quindi un costo per il rifinanziamento relativamente basso.

Con il prossimo anno la legge finanziaria dovrà tener conto che i titoli di Stato avranno un peggioramento di tale costo dovuto alla maggiorazione dello spread, causato dalla sfiducia dei mercati nei confronti del nostro Governo (questa non è una mia ipotesi ma un dato reale), quindi i miliardi a disposizione del bilancio diminuiranno non poco: dando per assodato che il costo di tutto l’apparato statale difficilmente sarà inferiore, anzi, visti i rinnovi contrattuali del pubblico impiego che erano congelati da nove anni, sarà sicuramente maggiore degli scorsi anni, se ne deduce che per il welfare resteranno poche briciole. Spero di essere pessimista, oggi, e che mi stia sbagliando. Ma motivi di essere ottimista, oggi proprio non ne vedo.”

A queste considerazioni hanno fatto eco quelle di Elide Alboni e Orietta Armiliato che vi riproponiamo, data l’importanza delle richieste a cui ambiscono le due amministratrici nei rispettivi comitati, la prima si batte da tempo per una nona e definitiva salvaguardia degli esodati rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardie, la seconda punta al riconoscimento del lavoro di cura per le donne, che troppo spesso per aiutare le proprie famiglie e sostituirsi ad un welfare poco presente hanno accumulato buchi contributivi e avendo carriere discontinue faticano ad accedere alla pensione.
Pensioni 2018: a che punto la nona salvaguardia ?

Alboni riproponendo il post di Mauro d’Achille scrive: “Sintesi tutta da leggere perché comprende totalmente la situazione previdenziale ed economica ad oggi 20 agosto . “Per quello che riguarda il nostro specifico tema della nona salvaguardia , sapete che tanto sta “cuocendo” per settembre ( i tanti incontri istituzionali tutti rassicuranti ma poi le decisioni messe in standby causa il protrarsi del decreto dignità, l’ approvazione del sindacato a non continuare con il leitmotiv di amalgamare la nona salvaguardia per gli esodati rimasti esclusi in legge di bilancio ma di perseguire un decreto ministeriale il prima possibile, ecc) ci vede già pronti a riprendere le note azioni di sensibilizzazione perché almeno questo grave vulnus abbia , (almeno lui, viste le risorse già presenti e solo accantonate ) una pronta definizione alla riapertura delle Camere “.
Quando l’incontro con i sindacati?

Così Orietta Armiliato: “Condivido l’ottima ed esaustiva sintesi elaborata dall’amico Mauro D’Achille amministratore del gruppo FB”Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni”, che fotografa perfettamente la situazione al momento; aggiungo solo che ad oggi non ci risulta che alcuna risposta sia pervenuta alle organizzazioni sindacali, a seguito della richiesta di incontro dagli stessi inviata lo scorso fine luglio al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.”

Al momento se si escludono le ultime frasi di Salvini in cui ribadisce l’intento di smontare la Fornero pezzo a pezzo, senza però che il Governo abbia ancora specificato chiaramente come, nulla di definitivo è stato detto sulla proroga dell’ opzione donna, misure promessa in campagna elettorale e che molte si aspettano di veder mantenuta, sulla quota 41 senza se e ma, a cui ambiscono precoci ed quarantunisti , sulla quota 100 , avrà i paletti come scritto ormai in ogni dove ed annunciati da Brambilla, esperto previdenziale della Lega, o resteranno ‘sulle piste da sci’ come detto da Salvini? Si arriverà prima della Ldb alla risoluzione del dramma degli esodati attraverso un decreto ministeriale ? Quel che è certo è che volente o nolente il Governo a breve sarà costretto a scoprire le proprie carte, la Ldb è effettivamente alle porte, solo allora Mauro D’Achille e tanti altri potranno comprendere se saranno stati eccessivamente pessimisti, ce lo auguriamo tutti, specie i pensionandi, o se ci avevano visto lungo.

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venerdì 10 agosto 2018

8^ salvaguardia: in arrivo le lettere INPS

Esodati, arrivano le certificazioni per il biennio 2020-2021Giovedì, 09 Agosto 2018
Scritto da Bruno Franzoni
L'Inps sta concludendo l'invio delle lettere di certificazione del diritto a pensione per i beneficiari dell'ottava salvaguardia nel profilo "mobilità".Si sblocca l'ultimo gruppo di certificazioni del diritto a pensione nell'ambito dell'ottava salvaguardia. Dopo una lunga attesa molti lavoratori stanno ricevendo dalla fine di luglio la comunicazione da parte dell'Inps in cui viene loro certificata la possibilità di fruire del beneficio del mantenimento delle regole di pensionamento ante-fornero.
Si tratta prevalentemente di lavoratori che hanno fruito dello scivolo della mobilità dopo la cessazione del rapporto di lavoro e che con le vecchie regole avrebbero maturato la decorrenza della pensione nel biennio 2020-2021. La loro data di uscita era, infatti, influenzata dal prossimo adeguamento alla speranza di vita Istat che scatterà il prossimo 1° gennaio 2019 (pari a cinque mesi) e, pertanto, la certificazione non è stata inviata subito. Nella lettera, come di consueto, l'Inps indica anche la prima data di decorrenza utile e formula l'invito a presentare la domanda di pensione entro il mese antecedente la data di decorrenza.

Lavoratori in mobilitàCome si ricorderà l'articolo 1, co. 212 e ss della legge 232/2016, istitutiva dell'ottava salvaguardia pensionistica, ha indicato che per i lavoratori in mobilità il termine per maturare il diritto a pensione, con le vecchie regole pensionistiche risulta pari a 36 mesi dopo la scadenza dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile. Per accedere alla tutela il rapporto di lavoro deve essere cessato entro il 31 dicembre 2014 a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 2011. Nel caso dei lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale l'accordo entro il 2011 non è necessario ma il lavoratore deve esibire la documentazione attestante la data di avvio della procedura concorsuale. A tutti gli interessati è stata concessa la possibilità di maturare il diritto a pensione anche attraverso il versamento dei contributi volontari ma solo con riferimento ai 36 mesi successivi al termine della fruizione dell'indennità di mobilità o dello speciale trattamento edile. La domanda di salvaguardia doveva essere presentata, a pena di decadenza, entro lo scorso 2 marzo 2017.
Rapporti con l'ape socialeAppare utile ricordare che se è stata fatta domanda di Ape sociale (spesso i lavoratori in mobilità soddisfano i requisiti per l'ammissione anche a questo trattamento) e l'Inps ha accertato la sussistenza dei relativi requisiti il lavoratore dovrà scegliere per quale trattamento optare. La questione interessa quei soggetti che sono risultati beneficiari sia della salvaguardia pensionistica sia dell'ape sociale e avrebbero voluto teoricamente optare per l'ape sociale ove la decorrenza della pensione in regime di salvaguardia pensionistica fosse risultata successiva alla prima decorrenza dell'ape sociale. L'Istituto ha precisato con il messaggio numero 1481/2018 che non è possibile cumulare i due strumenti ma occorre operare una scelta.
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lunedì 30 luglio 2018

Cosa dicono gli ex postali del Comitato Over218

Riceviamo da Comitato Over2018 <comitato.over2018@gmail.com>
e volentieri pubblichiamo

Gentile Onorevole Alberto Brambilla

Con la presente intendo esternare la grande preoccupazione, avvertita da un gruppo di esodate postali, parzialmente giustificata per alcune sue affermazioni ma immotivata per altre, sempre da lei espresse durante l'intervista sulla questione esodati, nella trasmissione "Stasera Italia" andata in onda Sabato 28 luglio su Mediaset.

La Sua dichiarazione " Esodati non ce ne sono più, o meglio, c'è qualcuno che dice che ce ne sono ancora..." sembrerebbe trascurare la presenza di 74 esodate postali che vivono sulla propria pelle tale condizione a causa dell'applicazione retroattiva di norme inesistenti al momento degli accordi con Poste Italiane; accordi sottoscritti nel 2011 prima dell'inasprimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia determinati dalle leggi Sacconi/Fornero.

Nonostante l'aver appreso, nel corso della stessa intervista, la sua "fondamentale contrarietà a qualsiasi legge retroattiva" la loro preoccupazione non si è attenuata e per tale motivo, al fine di fugare ogni dubbio, la invitiamo ad un chiarimento.

L'innegabile constatazione oggettiva dell'esistenza di esodati postali, avallata anche da una sua autorevole conferma, sarà infatti indispensabile per condizionare positivamente l'atteso decreto ministeriale .

La sua condivisione rafforzerà anche le rassicurazioni ricevute e gli impegni manifestati da esponenti istituzionali altrettanto autorevoli, alcuni dei quali a lei particolarmente vicini.

L'attenzione sulla specifica condizione di tale categoria consentirà di rilevare la loro vera natura di "esodate", non omologabile alla condizione, anch’essa difficile, di altre categorie sociali, ma con uno status diverso da quello di esodato di cui impropriamente alcuni, nelle loro richieste si avvalgono, incuranti delle ripercussioni negative sui principi di equitá e uguaglianza a cui tutti gli esclusi, postali o di altre categorie, si appellano.

In relazione ai postali, oltre la testimonianza, documentabile, delle dirette interessate, la veridicitá sul persistere della questione esodati è garantita principalmente dalle certificazioni di due organismi correlati al Ministero del Lavoro:

1) gli Ispettorati Territoriali del Lavoro le cui funzioni sono esercitate sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro.

2) l'INPS, principale ente pubblico previdenziale.

Infatti, dopo la preliminare certificazione dello status di esodato da parte degli Ispettorati citati, l'INPS ha provveduto ad aggiornare il fascicolo previdenziale di ciascuna delle 74 unità apponendo la dicitura " potenziale salvaguardato".

Perché la salvaguardia da potenziale possa diventare definitiva sarebbe necessario che l'attuale Governo estendesse loro la stessa tutela ad oggi riservata soltanto alle nate sino a luglio 1956, ex lavoratrici postali sottoscrittrici di identici e contestuali accordi con Poste Italiane.

Come potrà rilevare dalla tabella allegata, predisposta dall' INPS, su richiesta del MDL, la consistenza numerica della platea delle esodate postali da salvaguardare, pari a 74 unità, rappresenta un dato certo, non stimato e come tale idoneo a ricevere, senza ulteriori accertamenti, la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato.

Il passato e irragionevole pretesto di una consistenza numerica della platea suscettibile di ampliamento rispetto alle 74 unità che hanno presentato istanza di salvaguardia non giustifica la privazione di tutela per le stesse, soprattutto in considerazione del fatto che alcune di queste ex lavoratrici hanno già raggiunto I 60/61 anni e in assenza di reddito e pensione rischiano di essere relegate ai margini della società.

Sono certa che l' obiettivo di tutela della categoria postale incontrerà anche la Vostra approvazione e in attesa di un Suo gradito riscontro la saluto cordialmente.

Anna Orrú, portavoce esodate postali.


sabato 28 luglio 2018

Flessibilità a 62 anni e Quota 41

RIFORMA PENSIONI 2018/ Flessibilità a 62 anni e Quota 41, la Cgil non molla
Riforma pensioni 2018, ultime notizie. Flessibilità a 62 anni e Quota 41, la Cgil non molla. 
Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali


27 LUGLIO 2018 

RIFORMA PENSIONI, IL RILANCIO DELLA CGIL
Sul suo profilo Facebook, Roberto Ghiselli ha condiviso un manifesto della Cgil riguardante le richieste di risposte concrete in tema di riforma delle pensioni. Al Governo e al Parlamento vengono chiesti interventi per varare Quota 41 senza vincoli, ampliare la flessibilità per poter andare in pensione già a 62 anni, introdurre la pensione di garanzia per i giovani, prorogare Opzione donna e valorizzare il lavoro di cura delle donne, superare il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, riconoscere in maniera più estesa ed efficace la diversa gravosità dei lavoratori, separare la spesa previdenziale da quella assistenziale, rafforzare la previdenza complementare, tutelare il potere d’acquisto delle pensioni in essere. Perché si possano raggiungere questi obiettivi, la Cgil chiede che venga riaperto il confronto tra Governo e sindacati sulla previdenza.

QUOTA 41, IL MALUMORE DEI PRECOCI
La Cgil chiede al Governo di riaprire il tavolo di confronto sulla riforma delle pensioni che era stato avviato nella scorsa legislatura. Tra i lavoratori precoci c’è però chi si chiede dove fosse il sindacato di Susanna Camusso mentre veniva approvata la Legge Fornero che ora viene contestata anche dall’organizzazione di corso d’Italia. Non manca anche qualcuno convinto che l’obiettivo della Cgil sia quello di danneggiare il Governo Conte cercando di farlo cadere in modo da poter mantenere intatti i privilegi dei sindacati. C’è anche chi critica il Governo, perché intenzionato ad approvare la Quota 100, mentre non parla più della Quota 41, che invece è quel che i lavoratori precoci chiedono da tempo e che Lega e M5s avevano promesso in campagna elettorale.

COTTARELLI ANCORA CONTRO IL GOVERNO
Carlo Cottarelli commenta un articolo di Gianfranco Polillo, che è stato sottosegretario al Tesoro nel Governo Monti, sulle pagine di Business Insider Italia. E non risparmia critiche a quella che sembra essere la strategia dell’attuale esecutivo, “secondo cui un aumento del deficit porterebbe a una riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil (e magari anche a risorse per finanziare flat tax, reddito di cittadinanza e controriforma delle pensioni)”. In altre occasioni l’ex commissario alla spending review aveva criticato le misure economiche contenute nel contratto di Governo e anche l’ipotesi di smontare la Legge Fornero, mediante l’introduzione della Quota 100 e di Quota 41. Interventi che, secondo quanto si legge nelle ultime settimane, potrebbero non entrare nella prossima Legge di bilancio o quanto meno non insieme.

(...)

RIFORMA PENSIONI, LA NONA SALVAGUARDIA DEGLI ESODATI
Gli esodati non mollano e continuano a lottare per far sì che venga approvata una nona salvaguardia in grado di comprendere i circa 6.000 ancora esclusi e che, in molti casi, non hanno più una fonte di reddito su cui far affidamento e hanno di fronte a loro anni di attesa prima di poter arrivare alla pensione. Paolo Papa ha raccontato, in diretta su Radio Cusano Campus, nel corso della trasmissione “Legge o giustizia” degli incontri avuti con diversi esponenti politici, specie dell’attuale maggioranza, e persino con il Presidente della Camera Roberto Fico. Sembra esserci una disponibilità a portare avanti le istanze degli esodati, ma c’è un problema difficile da sormontare per le forze politiche. Quello di cui parla Luigi Metassi, del Comitato esodati licenziati e cessati, in un post sul suo blog ilvolodellafenice.net: “Alla guida dei ministeri chiave, quelli ai quali l’articolo 81 della Costituzione affida l’ultima parola in tema di vincoli di spesa, non c’è alcuna disponibilità a derogare dalle politiche ‘lacrime e sangue’ che tanto hanno già inciso sulla qualità della vita del Paese”.

Difficile pensare si possano fare i grandi interventi di riforma delle pensioni sbandierati in campagna elettorale, come l’introduzione di Quota 100 o Quota 41. Si potrebbe però puntare a piccoli aggiustamenti che richiedono poche risorse o per i quali in parte dei risparmi esistono già. Come appunto è il caso della nona salvaguardia degli esodati. Dunque i partiti al Governo hanno una grande occasione: varare questo intervento, prima della Legge di bilancio, così da non perdere la fiducia dei cittadini. Vedremo se coglieranno tale occasione.
(Leggi)
Leggi anche: Blasting News Italia

sabato 21 luglio 2018

L'on. Walter Rizzetto insiste sulla nona salvaguardia

Nona salvaguardia esodati, richiesta al Governo
di Redazione PMI.It
scritto il 20 luglio 2018

Interrogazione parlamentare per chiedere la nona salvaguardia esodati a tutela di circa 6mila lavoratori rimasti fuori dai precedenti provvedimenti, fra cui gli esodati postali.
Tornano richieste per la nona salvaguardia esodati. A presentare la proposta, il deputato Walter Rizzetto, di Fratelli d’Italia, attraverso un’interrogazione parlamentare, nella quale chiede di inserire in un nuovo provvedimento di tutela per coloro che sono rimasti senza lavoro e senza pensione i lavoratori che sono rimasti esclusi dai precedenti provvedimenti.

Esodati esclusi dalle salvaguardie
Nel dettaglio, secondo Rizzetto:
L’ottava salvaguardia in materia di deroghe ai requisiti previdenziali introdotti dalla nota legge Fornero, non ha garantito una soluzione definitiva alla questione esodati.
A essere esclusi sarebbero stati circa 6mila persone, fra questi:
Un gruppo di esodati cosiddetti postali (quasi per la totalità donne), della cui categoria non vi è ancora una quantificazione certa, sebbene vi siano tutti gli strumenti per individuarla attraverso i dati in possesso dell’INPS -che hanno sottoscritto accordi di incentivi all’esodo nel 2011 n.d.r. – facendo affidamento alla normativa vigente alla data degli accordi che prevedeva il raggiungimento del diritto previdenziale al compimento dei 60 anni.
Dunque, la richiesta è quella di pensare a una nona salvaguardia esodati che appunto riguardi tutti coloro che fino a questo momento non sono stati tutelati, e che intervenga anche sul «pregiudicante meccanismo degli incrementi anagrafici relativi all’aspettativa di vita», che dal 2019 prevederà cinque mesi in più per andare in pensione (da applicare sia al trattamento di vecchiaia sia a quello anticipato).
(Leggi)