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mercoledì 11 settembre 2019

Continua la battaglia degli esodati non salvaguardati

Pensioni, continua la battaglia degli esodati non salvaguardati
9 Settembre 2019 / News, Pensioni / Di Antonella Viviano


Dopo le travagliate vicende politiche che hanno caratterizzato l’estate siamo arrivati al Governo Conte bis che quest’oggi, 9 settembre 2019, chiederà la fiducia. Dopo aver atteso invano che le proprie istanze fossero accolte dai precedenti Governi, gli esodati rimasti esclusi dalle otto salvaguardie pensionistiche varate hanno rivolto un appello al nuovo Esecutivo, affinchè vengano riaperti i termini dell’Ottava Salvaguardia per gli Esodati che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021 oppure un apposito nuovo provvedimento di pari contenuti.
“Un Governo che nasce con l’obiettivo operare nell’interesse e per il bene di tutti i cittadini
con l’obiettivo della giustizia e che miri a rimuovere le diseguaglianze di ogni tipo”, come proclamato dal Presidente Conte, non si deve macchiare dello scandalo di lasciare ancora 6.000 famiglie a subire le conseguenze di un torto inflitto dallo Stato in quel nefasto dicembre 2011. Gli ultimi Esodati sono circa 6.000 ex-lavoratori rimasti esclusi dall’ultimo provvedimento di sanatoria (la cosiddetta Ottava Salvaguardia) per inique ed ingiustificabili discriminazioni fra le diverse categorie di lavoratori contenute nella medesima.
Chiediamo con fermezza che a questa ingiustizia venga definitivamente posto rimedio subito nella Legge di Bilancio attualmente in preparazione dal momento che la sanatoria della nostra situazione è stata colpevolmente accantonata e non risolta dal Governo Gentiloni nella Legge di Bilancio 2018, accantonata e non risolta (nonostante le solenni promesse) dal primo Governo Conte nella Legge di Bilancio 2019 e non compare neppure nei 29 punti dell’attuale Programma del secondo Governo Conte”, dichiara il Comitato 6.000 Esodati Esclusi.
Senza reddito né pensione da oltre 8 anni
“Siamo Cittadini traditi dallo Stato e dai passati Governi; siamo allo stremo, ostaggi di questa assurda situazione e stiamo pagando un prezzo inaccettabile trovandoci senza reddito né pensione da oltre 8 ANNI! Abbiamo diritto al ripristino del nostro diritto alla pensione ed al futuro delle nostre famiglie. Non possiamo attendere oltre! QUELLA DEGLI ESODATI E’ UNA VERA EMERGENZA SOCIALE ALLA QUALE IL NUOVO GOVERNO DEVE SOLLECITAMENTE DARE RISPOSTE!”, prosegue il Comitato 6.000 Esodati Esclusi.
L’appello al Ministro del Lavoro, Nunzia CatalfoIl Comitato 6.000 Esodati Esclusi chiede al nuovo Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, “che si faccia interprete e portavoce della nostra richiesta di giustizia di cui è già a conoscenza”. “Noi Esodati “dopo un anno di fatiche e anche di speranza” (come aveva affermato recentemente il Ministro Di Maio) non ci meritiamo di essere ancora qui a attendere giustizia. Prima dell’attuale repentino cambio di Esecutivo negli ultimi incontri avuti al Ministero del Lavoro ritenevamo di avere finalmente aperto uno spiraglio di dialogo costruttivo con il Ministero stesso in merito alla riapertura dei termini della Ottava Salvaguardia che avrebbe finalmente dato la possibilità anche a noi ultimi 6.000 Esodati di andare in pensione con le stesse regole degli altri 144.000 Esodati già salvaguardati”, ha dichiarato la coordinatrice del Comitato 6.000 Esodati Esclusi, Gabriella Stojan, in una lettera inviata al Ministro Catalfo.
Il Comitato 6.000 Esodati Esclusi rivolge dunque un appello al neo Ministro del Lavoro:”Le rivolgiamo pertanto un forte ed accorato appello affinché il nostro dramma sia posto quale punto prioritario del Suo Ministero al fine di ristabilire legittimi diritti costituzionali, che garantiscano di condurre finalmente al traguardo pensionistico quanti come noi attendono giustizia da più di 7 anni, vivendo ormai nella disperazione e spesso nell’indigenza. Come Le rappresentiamo l’urgenza, per il Governo che ora metterà mano alla stesura della Legge di Bilancio, dell’inserimento di una apposita norma che consenta la riapertura dei termini dell’Ottava Salvaguardia per gli Esodati che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021 oppure l’emanazione un Decreto d’urgenza apposito di pari contenuti”.
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martedì 13 agosto 2019

La delusione degli esodati.

LA DELUSIONE DEGLI ESODATI

(...) Nelle sue dichiarazioni a pensionipertutti.it riguardo il destino della riforma pensioni dopo la crisi di Governo, Claudio Durigon ha spiegato che il “nodo esodati” verrà risolto dal prossimo esecutivo che uscirà dalle prossime elezioni. Su Facebook Gabriella Stojan, del Comitato 6.000 esodati esclusi, ricorda al sottosegretario al Lavoro che “gli esodati non sono ‘un nodo’, ma una categoria di ex-lavoratori traditi dallo Stato a cui i passati Governi non hanno reso giustizia e che attendono ormai da più di un anno dal “Governo del Cambiamento” che finalmente mantenga le promesse elettorali (Salvini – Lega) e Ministeriali (Di Maio – M5S) che garantivano una soluzione nella Legge di Bilancio dell’anno scorso! Per sanare la nostra ingiustizia è sufficiente un decreto di riapertura dei termini dell’ottava salvaguardia per tutte le categorie di Esodati che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021.#Dalleparoleaifatti non vale anche per noi? Dovremmo adesso attendere un ulteriore nuovo governo? Questa sarebbe la terza Legge di Bilancio che vedremmo passare senza che il nostro dramma abbia finalmente fine!” (...)

domenica 14 luglio 2019

Comitato Esodati di Reggio Emilia: non solo esodati


Gli esodati portano cibo e beni alla casa di carità
Risultati immagini per Gazzetta di reggioTerza donazione in pochi mesi da parte del comitato di Reggio Il tutto consegnato alla madre superiora dell’istituto di San Giovanni di Querciola

13 LUGLIO 2019
VIANO. Cibo e beni di prima necessità per la casa di carità di San Giovanni Querciola di Viano.
Sono stati donati pochi giorni fa dal comitato esodati Reggio Emilia, in una mattinata che ha visto il coinvolgimento di numerosi imprenditori e realtà economiche pronte, a propria volta, a contribuire con altre risorse per ampliare il pacchetto e sostenere ulteriormente il prezioso lavoro per la comunità portato avanti dalla struttura religiosa querciolese.
È la terza donazione dal dicembre 2018 ad oggi. Nelle varie occasioni, i volontari del comitato esodati hanno sempre portato cibarie e prodotti assortiti assieme ai loro sostenitori. Fra i partner vi sono Stefano Landi, presidente della Landi Renzo e della Camera di Commercio; Grissin Bon; Ferrarini; l’agriturismo il Papa di Maranello e i supermercati Conad di Albinea, Arceto, Casalgrande e Le Querce di Reggio Emilia. Inoltre, l’ex corniciaio scandianese Marco Corradini ha regalato sei quadri alla casa della carità.
La delegazione che si è recata alla casa di carità di san Giovanni, era formata da Stefano Landi, dall’avvocato Marta Verona, dal presidente del comitato esodati Pietro Braglia, dai volontari coordinati da Assunta Spadoni, dal consigliere comunale vianese Federico Predieri, dal responsabile del palasport reggiano Claudio Sarti, da Giordano Valentini dell’agriturismo del Papa di Maranello e da Mario Paolo Guidetti dell’associazione Stampa Reggiana.
Ad accogliere il gruppo, la madre superiora della casa della carità suor Maria Giovanna assieme alle consorelle suor Daria e suor Michela.
Sono loro a mandare avanti una delle principale realtà solidali della collina reggiana, attiva dal 1947, all’epoca voluta da don Mario Prandi, fondatore della congregazione mariana delle case della carità, che ha come sede centrale Fontanaluccia, nell’Appennino modenese. — Adr.Ar.
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venerdì 21 giugno 2019

27 giugno 2019 Presidio davanti al Ministero del Lavoro


I Comitati degli Esodati esclusi il prossimo 27 Giugno dalle ore 9 saranno davanti al Ministero del Lavoro per ottenere un incontro con il Ministro del Lavoro, Luigi di Maio. 
L'immagine può contenere: testo
Il Governo appoggi una nona salvaguardia pensionistica in favore degli ultimi 6mila lavoratori esclusi. E' il messaggio che i Comitati dei 6mila esodati esclusi intendono rilanciare in un presidio indetto per il prossimo 27 Giugno davanti al Ministero del Lavoro, in Via Veneto a Roma. Il comitato coordinato da Gabriella Stojan denuncia il silenzio in cui è caduta la questione dopo numerose promesse ed incontri a livello politico e governativo. Ben otto salvaguardie sino ad oggi hanno consentito di salvaguardare le vecchie regole pensionistiche, quelle vigenti prima della Legge Fornero, nei confronti di circa 150mila lavoratori che nel dicembre 2011 erano privi di occupazione o avevano siglato accordi con l'azienda per la risoluzione del rapporto di lavoro. Secondo i comitati restano però ancora 6mila lavoratori senza tutela ai quali la politica ha più volte promesso anche formalmente, con l'accoglimento di una risoluzione e ben due ordini del giorno alla Camera e al Senato, un intervento ristoratore senza poi dare alcun seguito.
"Ormai da mesi verifichiamo che l’attuale Governo stia pur valutando un nuovo provvedimento di sanatoria per questi 6.000 Ultimi Esodati ma, nonostante numerose interlocuzioni in ripetuti incontri, non si riesce a vedere la luce di un provvedimento che restituisca il diritto alla pensione loro sottratto e più volte promesso dai due partiti di maggioranza. Promesse rimaste purtroppo, a tutt’oggi, vane" si legge nel comunicato diffuso. Contro questa inerzia i Comitati hanno indetto un presidio il 27 Giugno dalle ore 9 davanti al Ministero del Lavoro per ottenere un incontro con il Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, o con il sottosegretario Durigon. I comitati sosteranno la riapertura dei termini previsti dalla L.11/12/2016, n. 232 comma 214 (Ottava Salvaguardia) e, per tutte le categorie in essa incluse, differendo al 31/12/2021 i requisiti necessari a maturare il diritto pensionistico con le norme ante L. 22 dicembre 2011, n. 214 oppure un nuovo provvedimento, una nona salvaguardia pensionistica. La mobilitazione, annunciano i promotori, proseguirà fino a quando il Governo non approverà un nuovo provvedimento di sanatoria per tutti gli esodati esclusi ai quali deve essere restituito il diritto alla pensione e con esso il diritto al loro futuro ed a quello delle loro famiglie".
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Pensioni, Presidio degli esodati per la nona salvaguardiaScritto da Eleonora Accorsi
Venerdì, 21 Giugno 2019

sabato 6 aprile 2019

Presidio in Via Fornovo 8 il 10 aprile 2019

IMPORTANTE PRESIDIO a ROMA 
MINISTERO del LAVORO 
Via Fornovo 8 (Metro LEPANTO) 
10 aprile dalle ore 10 - 13

battiamo il ferro quando è caldo.

Abbiamo i permessi della questura di Roma .

Andremo a chiedere a Durigon / Fontana i motivi per cui non si è inserita la soluzione per gli ESODATI ESCLUSI nel decretone .

Si chiederà che il Governo indichi la soluzione che intende adottare per chiudere la vicenda degli esodati in modo definitivo.

Per conoscenza riporto un estratto da un articolo

Il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” si dichiara d’accordo ad un utilizzo degli strumenti previdenziali attualmente disponibili per le pensioni anticipate, quali Ape social, Quota 100 ed Opzione Donna per risolvere la crisi degli esodati non salvaguardati i cui requisiti si collocano oltre la data del 31/12/2021, pur rilevando che tale soluzione richiederebbe degli adattamenti per superare l’ostacolo delle carenze contributive ed anagrafiche.

Viceversa ritiene che gli esodati che raggiungono i requisiti entro il 31/12/2021 abbiano diritto ad un equo transitorio al pari dei mobilitati con accordo governativo, ai quali l’Ottava salvaguardia, derogando il termine mobilità di 36 mesi, ha di fatto concesso nei loro confronti un transitorio sui requisiti di dieci anni, fino al 31/12/2021.

FACCIAMO PARTECIPARE ALMENO 30 - 50 ESODATI 
anche con aiuto dei  già salvaguardati e di TUTTI i comitati.

SE SAREMO in POCHI PRESENTI in via Fornovo sarà difficile ottenere qualsiasi soluzione da questo Governo .

Inviteremo TUTTI i comitati a segnalare almeno 1 nominativo per la delegazione.

mercoledì 27 marzo 2019

Appello al rispetto dei termini

Nel chiedere aiuto a chiunque abbia potere di intervento...
RIPRENDIAMO IL POST pubblicato da Paolo Alfieri sulla pagina Facebook "Stop al furto delle buonuscite dei lavoratori di poste italiane".
Lo facciamo per aggiornare sugli sviluppi di quanto condiviso 10 giorni fa sperando che qualcuno (politici e sindacalisti) istituzionalmente si attivi quanto più tempestivamente.
CRONISTORIA DI UNA " STORIA INFINITA".
Buongiorno colleghi.
1)- Le procedure per la liquidazione dei dipendenti pubblici (valide anche nel nostro caso di dipendente di Poste Italiane) in base a quanto previsto dai commi 22 e 23 della legge 148/2011. i 27 mesi scadono a fine marzo;
2)- In data 21/03/2019 il MISE ha firmato il decreto (mise.AOO_COM.REGISTRO UFFICIALE.U.0019939) con cui è autorizzato l’impegno e contestuale pagamento della somma di € 43.579.302,93 a favore della Gestione Commissariale Fondo Buonuscita per i Lavoratori delle Poste Italiane –Codice Fiscale: 80034880411 – sede legale Via Carlo Spinola, 11 - 00154 ROMA, con versamento sul conto di tesoreria dello stato n. 20289;
3)- Nella stessa data (21/03/2019) è stato inoltrato, all'Ufficio centrale di bilancio, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l'ordine di pagamento 4453 / 1 / 2019 1 LIQUID.GEST.BUONUSCITA IPOST di € 43.579.302,93;
4)- questa mattina sono riuscito a parlare con la Ragioneria Generale dello Stato che dopo avergli comunicato il nr di protocollo del decreto firmato dalla Gentilissima Sig.ra Scandaliato ( che via mail mi ha inoltrato il tutto) mi ha risposto che loro hanno 30 giorni di tempo,rassicurandomi (????) che per la prossima settimana manderanno il tutto alla Tesoreria, la quale dovrà successivamente accreditare la somma, sul conto corrente del nostro Fondo, il quale ci rimanda di settimana in settimana ( 30 marzo - i primi di aprile - entro il 15 aprile e a me questa mattina - massimo fine mese di arile).
PS: come si dice da noi CORNUTI E MAZZIATI !!!
SE NON ALTRO PER ORGOGLIO...
L'immagine può contenere: scarpe e cielo
A nessuna organizzazione sindacale interessa seguire la fase finale di questo iter, accelerandone la sua conclusione nei tempi massimi previsti?
La norma prevede che la somma sia messa in pagamento 24 mesi dopo la cessazione del rapporto di lavoro con Poste.
Prevede anche ulteriori 90 giorni per "lavorare la pratica" tempo non necessario perché la cifra è la stessa fissata nel 1998
I 3 mesi aggiuntivi sono diventati di fatto "la norma" e si sta ulteriormente procrastinando questo limite massimo.

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venerdì 8 marzo 2019

Agnelli sacrificali

Riforma Pensioni esodati
Riportiamo per intero un post scritto da Elisabetta Rombolà una esodata rimasta ancora esclusa da qualunque salvaguardia, che ben chiarisce la frustrazione delle 6.000 persone che attendono da ormai 7 anni un provvedimento risolutivo, da parte del Governo, degno di essere chiamato tale.

Inaccettabili le ultime proposte messe in campo per ‘salvare’ gli esodati. Gli esodati, ricorda Luigi Metassi, non hanno bisogno di essere ‘salvati’ da nessuno, ma necessitano di essere ‘salvaguardati’, ossia ‘tutelati da’….
Pensioni, esodati: ultimo appello al Governo

Così Elisabetta: “Pasqua per gli esodati è arrivata con un po’ di anticipo quest’anno e il “pranzo” siamo noi 6000. Noi distrutti da anni di inutile attesa, noi rimasti fuori dall’8ava salvaguarda, noi che ci stanno condannando a scegliere tra la povertà che viviamo attualmente e la povertà a vita. L’attuale governo crede fermamente che la “soluzione” per gli esodati siano i provvedimenti che stanno varando attualmente, un governo i cui esponenti si sono chiusi a qualunque dialogo e confronto.

NON è vero che il problema si risolve con q100, OD e Ape, e men che meno con la “pace contributiva”, tocca capirla bene questa cosa! La dobbiamo capire bene noi interessati per riavere una vita di dignità! Soprattutto le donne! Chi di voi 6000 arriva a 38 anni di contributi? Un po’ forse, ma soprattutto uomini e quante donne arrivano a 35 anni di contributi? e a 38? quasi nessuna. In ogni caso vi siete fatti i conti? La maggioranza dei 6000 è a regime contributivo misto (meno di 18 anni di contributi nel 1995) ed essendo uscita dal lavoro tra il 2007 e il 2011, a qualunque titolo, non ha un mensile lordo elevato, vi siete informati di quanto prendereste di pensione? bene, a quell’importo lordo togliete le tasse (30% circa) e poi togliete anche un ulteriore 30% (anche di più), di passaggio dal sistema contributivo misto al contributivo puro, poi controllate quanto vi resta per campare voi e le vostre famiglie”

Pace contributiva per gli esodati: soluzione inaccettabile
Poi prosegue: “Per non parlare della “pace contributiva” che si propone di farci PAGARE per arrivare agli anni previsti da q100 e/o OD in modo da accedervi e avere quindi la pensione con il contributivo puro (pagare ben 2 VOLTE quindi!).

Ci vorrebbero far pagare per grarantici la povertà a vita! Siamo gli unici esodati cui viene chiesto questo! Tutti gli altri hanno avuto la pensione che gli spettava, senza tagli e senza dover pagare! Sveglia signore e signori!”

giovedì 14 febbraio 2019

L'on. Rizzetto interroga il Governo

L'on Rizzetto interroga il Governo sulla mancata salvaguardia dei residui 6.000
Interrogazione 5/1481
Esodati e pensioni, 2019.
Ancora, ed ancora una volta, chiedo al Governo una giustizia per gli esodati residui, esclusi da tutte le salvagiardie e che, a mio parere, devono essere trattati al pari di altri senza strane ”finestre” che si apriranno e che non garantiranno a tutti un equo trattamento.
Qui il video girato stamani in Commissione Lavoro.
Si abbia il coraggio di una soluzione definitiva: non costa molto e permetteremmo a gente ormai stremata di poter godere di un diritto innegabile.