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giovedì 26 maggio 2016

Salvaguardati in ritardo: domande aperte

Esodati salvaguardati in ritardo: domande aperte, cosa fare
24 maggio 2016, di Alessandra Caparello
Superare le criticità della legge Fornero: con questo obiettivo si è aperto il tavolo di confronto tra il governo e i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, indetto il 24 maggio dal ministro del lavoro Giuliano Poletti. Al centro delle discussioni le ipotesi di riforma previdenziale annunciate dal Premier Renzi e che hanno come fulcro centrale la flessibilità in uscita con l’introduzione del cosiddetto Ape, acronimo di anticipo pensionistico.
C’è da dire subito che al tavolo di confronto del 24 maggio non si è accennato al prestito e per il momento si è discusso solamente sul metodo da seguire, rinviando ad altri due successivi incontri l’approfondimento su due temi importanti, da una parte la previdenza e dall’altra il cuneo fiscale, come ha sottolineato lo stesso ministro Poletti.
“L’incontro tra governo e sindacati sulle pensioni e sulle politiche del lavoro si è tenuto in un clima molto positivo (…) il confronto prosegue nei prossimi giorni nel merito con due distinti incontri su pensioni e politiche del lavoro”.
Settima salvaguardia: numeri e scadenze
Ma se da una parte si preme per l’introduzione di nuove misure sulle pensioni che dovranno confluire nel prossimo disegno di legge di Stabilità 2017, dall’altra i sindacati mettono sul tavolo delle trattative quelle situazioni rimaste in sospeso, tra cui la quota 96, l’opzione donna e soprattutto gli esodati.
Proprio per gli esodati, il Governo nel corso delle legislature succedutesi in seguito all’entrata in vigore della riforma lacrime e sangue dell’ex ministroElsa Fornero, ha previsto una serie di interventi di salvaguardia, finora sette in totale. L’ultimo in ordine temporale ha tutelato 26.300 lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione per l’allungamento dell’età pensionabile.
In particolare si tratta nello specifico di:
6300 lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile
9mila lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione
5mila lavoratori licenziati o cessati per accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo
2mila lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave
3000 lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e in somministrazione con contratto a tempo determinato.
Tali soggetti avevano tempo fino al 1° marzo scorso per presentare domanda di accesso alla settima salvaguardia.
Esodati senza salvaguardia in 24mila
Rimangono per ora fuori dalla salvaguardia 24mila esodati. Da qui l’appello dei comitati all’attuazione da parte del Governo dell’ottava procedura di salvaguardia che sarà oggetto anch’essa della discussione nell’agenda del governo. Proprio nelle ultime ore sono arrivati i primi dati ufficiali dell’Inps in merito alle domande accolte per quanto riguarda l’accesso alla salvaguardiaalla data del 20 maggio 2016. In un report pubblicato sul suo sito istituzionale, l’istituto nazionale di previdenza sociale afferma che sono oltre 125mila le pensioni certificate ed oltre 98mila quelle liquidate nell’ambito delle sette salvaguardie. Dai numeri pubblicati emerge che il numero delle domande pervenute risulta ampiamente al di sotto della capienza numerica prevista dalla legge 208/2015. Da qui la possibilità che la proposta di legge sull’ottava salvaguardia possa essere presentata in tempi molto brevi e potrebbe portare la firma del presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano.
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martedì 24 maggio 2016

Si allontana la buonuscita per prepensionati P.I.

PENSIONE D'UFFICIO IN ANTICIPO PER STATALI IN ESUBERO, MA CON BUONUSCITA DOPO 4 ANNI?
Si allontana la buonuscita per i dipendenti del pubblico impiego collocati d’ufficio in prepensionamento per i casi di esubero.


Entro il 31 dicembre del 2016 l Amministrazioni Pubbliche e gli Enti possono utilizzare il prepensionamento per il personale in esubero. Non si tratta di una scorciatoia offerta ai lavoratori per scavalcare i pesanti inasprimenti della Legge Fornero, ma solo di un provvedimento che agevola gli Enti che si trovano, nell’ottica della spending review e del taglio di spesa, a ridurre il personale che quindi risulta essere in esubero. Un caso eclatante è quello delle Province, che con le nuove norme sul loro riordino e sulla loro chiusura, hanno numerosi dipendenti in esubero da ricollocare in altri Enti o da prepensionare. La pensione d’ufficio quindi è un istituto sfruttabile entro fine anno ma questo, crea il problema del TFS, la liquidazione da dare ai lavoratori che cessano il servizio.
Ricollocazione dei lavoratori in esubero e quiescenza in anticipo

Il mondo dei lavoratori statali è un universo a se stante, diverso dagli altri e quindi spesso ci si trova a ragionare con interventi legislativi e provvedimenti vari che riguardano solo questi soggetti. La data del 31 marzo scorso è stata molto importante perché è concisa con la pubblicazione degli elenchi di posti di lavoro vacanti e quindi disponibili, da parte degli Enti pubblici, che dovevano riassorbire i lavoratori fuoriusciti dalle province e dalle città metropolitane. A dire il vero, i posti disponibili sono risultati essere maggiori dei dipendenti da ricollocare, ma la necessità dei tagli alla spesa pubblica e le problematiche di trasferimento dei dipendenti, spingono a considerare per molti lavoratori il cosiddetto prepensionamento.




Le regole attive oggi per la pensione degli statali, sono state modificate da nuove norme previste dai DL 101/2013 e 90/2014 nonché da una circolare del Ministero della Funzione Pubblica. Viene soppressa la possibilità del mantenimento in servizio offerto dalla Fornero ed utilizzato dai dipendenti per far salire il montante contributivo e quindi la pensione e viene data la possibilità a coloro che hanno raggiunto i quota 96 al 31 dicembre 2011, di essere collocati in prepensionamento anche a 62 anni qualora l’Ente per cui lavorano lo consideri necessario. In definitiva un lavoratore potrebbe essere messo a riposo prima dei 66 anni e 7 mesi attualmente necessari o ai 65 anni del limite ordinamentale di trattenimento in servizio se si sono già raggiunti i requisiti contributivi.
Il problema è che il Trattamento di Fine Servizio si allontana

Da un lato il prepensionamento potrebbe essere una specie di “manna dal cielo” per gli Enti bisognosi di tagliare la spesa e per i lavoratori che vedrebbero scongiurato il pericolo che, essendo in esubero presso un Ente, verrebbero trasferiti in altri posti di lavoro magari a diversi km da casa. Un problema però sarebbe la buonuscita dei lavoratori, il TFS (trattamento di fine servizio), la liquidazione che tocca ai dipendenti quando lasciano il lavoro. Le regole per l’incasso del TFS infatti restano le stesse di prima e cioè la buonuscita viene erogata dopo 6, 12 o 24 mesi a seconda che si maturi un diritto alla pensione di vecchiaia prima o dopo il 2013 o a quella anticipata per raggiunto limite massimo contributivo. Il nodo della questione sta nel fatto che nonostante si possa ottenere la pensione anticipata in maniera unilaterale, cioè voluta dall’Ente, l’erogazione del TFS non prevede anticipo.

Infatti la data di inizio da cui partiranno i 6, 12 o 24 mesi non sarà quella della uscita dal lavoro, ma quella in cui si sarebbe usciti senza prepensionamento. In definitiva, significa che in lavoratore in esubero dalle province, che nel 2016 venga collocato a riposo d’ufficio con due anni di anticipo rispetto al 2018 (quando avrebbe maturato i requisiti per l’uscita normale), non percepirà la buonuscita nel 2018, ma nel 2020. Anzi, percepirà solo una rata delle tre con cui è prevista l’erogazione. Le altre due le percepirà nel 2021 e nel 2022.

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domenica 22 maggio 2016

Occorre dare una risposta a 23mila persone

Tarasconi e Molinari del PdPiacenza
Esodati, Molinari e Tarasconi (Pd): "Occorre dare una risposta a 23mila persone”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Gian Luigi Molinari e Katia Tarsconi (Pd) sulla questione esodati.

La nota stampa - Questione esodati, Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi (Pd): “Occorre dare una risposta a 23mila persone” La risoluzione all’attenzione dell’Assemblea legislativa il prossimo 25 maggio.

Depositata in Regione la risoluzione a targa piacentina, primo firmatario il consigliere del Pd Gian Luigi Molinari e sottoscritta anche da Katia Tarasconi (Pd) sul destino degli esodati. “La loro vicenda – affermano - non è stata ancora risolta del tutto e come consiglieri regionali abbiamo accolto l’appello di questi lavoratori, tra i quali ci sono anche una ventina di piacentini così come molti altri emiliano-romagnoli, per sostenerli e dare voce a chi è stato privato di dignità e diritti”.

Con l’intenzione di monitorare l’attività del Ministero competente sul tema, nella risoluzione si chiede che la Giunta si attivi presso il Governo affinchè vengano individuate le risorse necessarie per garantire una soluzione definitiva a tutela degli esodati esclusi dall’ultimo provvedimento legislativo. “Sono 23mila – spiegano Molinari e Tarasconi - coloro che si ritrovano ancora senza stipendio né pensione e occorre dare loro una risposta  tempestiva”.

Dal 2012 ad oggi sono stati sette i provvedimenti cosiddetti “salvaguardie” che hanno consentito progressivamente a questi lavoratori di poter andare in pensione con le regole in vigore prima della legge Fornero. In particolare l’ultima misura è stata inserita nella legge di Stabilità (208/2015) con la quale sono state tolte dall’incertezza oltre 172mila persone, per una spesa di circa nove miliardi di euro.

“È passato più di un anno e mezzo dall’ultima dichiarazione del Ministro dell’economia – osservano i consiglieri –; e diamo atto di quanto fatto, dal momento che originariamente si parlava di quasi 50mila italiani in questa situazione. È tuttavia un dovere trovare un rimedio per quei 23mila che sono rimasti fuori dalle misure, attraverso un ottavo ed ultimo intervento”.  
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sabato 21 maggio 2016

Report INPS su salvaguardie al 20-5-2016

Come promesso oggi (e nell’incontro del 4 scorso)  dai dirigenti dell'INPS è stato appena pubblicato il Report(che vi allego) sulle sette salvaguardie compresi i dati (parziali) della Settima che trovate a questo indirizzo:
 
Facendo il seguente “conticino della serva” risulterebbe una eccedenza di posti disponibili per una Ottava salvaguardia pari a 32.000 unità che potrebbero diventare 40.000 se continua il trend delle bocciature delle domande finora adottato sulla settima.
POSTI A DISPOSIZIONE

172.466



DOMANDE ACCOLTE         
125.452

GIACENTI (AL LORDO DELLE RESPINTE)                           
15.009

TOTALE                                                 

140.461



POSTI LIBERI (LORDI !) PER L'OTTAVA:

32.005




Ci pare che ora non vi siano più alibi per adottare una Ottava in tempi brevi ed abbiamo già iniziato a sollecitare i nostri interlocutori in Commissione Lavoro alla Camera.. e con molta più veemenza.
Attenderemo qualche settimana e poi valuteremo, con tutti i Comitati della Rete,  un presidio urgente alla Camera ed al Ministero del Lavoro per rivendicare, con maggiore determinazione, l’Ottava entro settembre !!
Francesco


5° AGGIORNAMENTO ISTRUTTORIE SULLA SETTIMA SALVAGUARDIA
Sentiti oggi 3 interlocutori della Direzione Generale dell'INPS che ci danno questa situazione:
CONTRIBUTORI VOLONTARI: Nessun problema di graduatoria ed hanno superato l'istruttoria dell'80'% delle istanze pervenute provvedendo all'invio delle certificazioni agli aventi diritto. Contano di concluderle entro la prossima settimana.
CESSATI: Hanno concluso il monitoraggio delle pratiche giacenti presso le DTL che hanno portato ai noti ritardi nell'esame delle istanze. Dati i numeri delle istanze pervenute ed il trend fra quelle accolte e respinte non prevedono sia necessaria alcuna graduatoria e da lunedì partirà un consistente numero di lettere di certificazione in preparazione nella giornata odierna (avrò conferma nel pomeriggio della loro spedizione). Contano di chiudere l'esame di tutte le istanze entro fine mese. Già da domani gli interessati è bene che verifichino costantemente la loro Cassetta Postale sul loro profilo INPS.
MOBILITATI: anche per questa categoria si stanno sbloccando le certificazioni ed anche per loro ne partiranno un consistente lotto entro lunedì. Si prevede che l'esame delle istanze si protrarrà più a lungo delle altre categorie ma anche per i mobilitati non si prevedono seri problemi di graduatoria.
Non oltre lunedì l'INPS fornirà un primo parziale Report sulla situazione con parziali numeri sulle istanze della Settima.

venerdì 20 maggio 2016

Settima Salvaguardia: chiarimenti per i lavoratori in mobilità

Settima Salvaguardia: chiarimenti per i lavoratori in mobilità
L'Inps richiede chiarimenti al Ministero del Lavoro sull'ammissione alla Settima Salvaguardia dei lavoratori in mobilità: intanto alcune domande restano in stand by. Ecco quali e perché
Per quanto concerne l’ammissione degli esodati alla Settima Salvaguardia, resta ancora aperta e da chiarire la questione che coinvolge i lavoratori in mobilità, in particolare per quelli che provengono da aziende cessate o sottoposte a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria). Per loro si attendono chiarimenti da parte del Ministero del Lavoro.

Settima Salvaguardia lavoratori in mobilità aziende cessate: cosa prevede la legge
L’articolo 1, comma 265 della Legge 208/2015, per questi lavoratori non prevede necessariamente un accordo (governativo o non governativo) stipulato entro il 2011 per poter accedere alla mobilità (condizione che invece viene richiesta per tutti gli altri lavoratori in mobilità).
Di questo avviso anche la Circolare Inps 50/2016.
Questa interpretazione però potrebbe avere conseguenza sul numero delle domande idonee ad essere accolte: queste ultime infatti potrebbe aumentare fino a rendere insufficiente il plafond disponibile (che può coprire 6.300 domande). La graduatoria per l’ammissione alla Settima Salvaguardia è unica e si basa sulla data di cessazione del rapporto di lavoro: questo significa che persone idonee, inclusi lavoratori in mobilità non provenienti da aziende cessate o sottoposte a procedure concorsuali, potrebbero restare fuori dalla tutela. Discriminazioni che non sono sfuggite ai gruppi che rappresentano gli esodati.
 
Settima Salvaguardia lavoratori in mobilità: l’Inps chiede chiarimenti
Proprio per questo motivo l’Inps ha messo le mani avanti chiedendo il parere del Dicastero del Lavoro circa l’esatta interpretazione da dare al requisito dell’accordo precedente al 31 dicembre 2011. Nel frattempo verosimilmente le domande pervenute da lavoratori in mobilità da aziende cessate o sottoposte a procedure concorsuali, saranno verosimilmente tenute in stand by.
 

sabato 14 maggio 2016

Lavoratori precoci ed esodati hackerati

Riforma pensioni news oggi: lavoratori precoci ed esodati hackerati, intervista a un amministratore13/5/2016
Riforma pensioni Cristina Brigida Ardito amministratore dei gruppi Facebook

In seguito ai sabotaggi da parte di ignoti hacker di alcuni gruppi di lavoratori su Facebook, abbiamo ascoltato uno degli amministratori, Brigida Cristina Ardito
Su Facebook un altro gruppo di lavoratori è stato hackerato da ignoti sabotatori. Con tutta la solidarietà possibile per i lavoratori iscritti, UrbanPost ha raggiunto, Brigida Cristina Ardito, una delle amministratrici dei gruppi “Pensioni Lavoratori Precoci ed Esodati” e “Giovani Lavoro e Pensioni” che sono stati oggetto dei furti informatici. L’amministratrice di entrambi i gruppi ha sottolineato: “Che hanno provveduto a segnalare formalmente quanto accaduto agli Organi competenti, per i provvedimenti del caso. Verosimilmente gli autori dell’hacheraggio sono in fase di identificazione. Il nostro neonato gruppo di chiama “GIOVANI, LAVORO, PENSIONI”.

Abbiamo rivolto a Brigida Cristina Ardito alcune domande sui fatti accaduti e sull’attualità per quanto riguarda il tema delle pensioni in vista della manifestazione nazionale del 19 maggio a Roma, denominati “A testa alta” organizzata da Cgil, Cisl, Uil.

Due dei vostri gruppi di lavoratori su Facebook, a cui erano iscritti esodati e precoci sono stati rubati da hacker, quali sono i vostri sospetti?
“Un’ipotesi che quanto accaduto possa avere una motivazione di carattere politico, attese le prossime Amministrative, è verosimile: decine di migliaia di persone possono fare la differenza“.

C’è qualcuno a cui conviene fomentare le tensioni tra questo e quel gruppo organizzato? Perché non vi attivate per promuovere un coordinamento unitario di esodati e precoci?
“Non credo che questa sia la motivazione di quanto accaduto. Sicuramente un coordinamento sarebbe auspicabile per avere maggior forza contrattuale nei confronti della politica”.

In vista della manifestazione del 19 maggio a Roma in che modo vi state organizzando?
“Saremo tanti, decisi e determinati e andremo a sostenere con forza le nostre ragioni”.

Cosa pensate dell’Anticipo pensionistico annunciato dal premier Matteo Renzi? “Non condividiamo assolutamente in quanto iniquo e non risolutivo: riteniamo che siano sufficienti 41 anni di lavoro per accedere ad una meritata quiescenza.

Quali sono le vostre richieste al Governo?
“41 anni di lavoro senza alcuna penalità”.

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giovedì 12 maggio 2016

Rizzetto difende quota 41, 96 e opzione donna

Novità pensione anticipata 2016 per precoci: Rizzetto difende quota 41, 96 e opzione donna
Le ultime novità sulla pensione anticipata per precoci e non solo di oggi 11 maggio arrivano da Walter Rizzetto, che chiede una nuova riforma.
Ecco le ultime novità di oggi 11 maggio sulla pensione anticipata 2016, con particolare attenzione a quelle categorie di lavoratori come i precoci che chiedono quota 41, gli insegnanti chiamati quota 96 e gli esodati. Proprio ieri il Governo ha ribadito per voce del ministro Poletti la sua intenzione di trovare soluzioni "socialmente eque e sostenibili" per garantire la flessibilità in uscita. I piani di Renzi però non convincono a pieno, perchè come ricorda Walter Rizzetto vanno prima risolte situazioni critiche per aiutare le categorie più in difficoltà.

Pensione anticipata 2016, ultime novità da Poletti: Si a flessibilità
Il Ministro Poletti per quanto riguarda la pensione anticipata per il 2016 e le ultime novità, ha spiegato ancora una volta come la volontà del Governo debba andare di pari passo con i conti pubblici. Il debito pubblico molto elevato costringe il Governo a studiare soluzioni "quasi neutre" dal punto di vista finanziario. Poletti ha spiegato che "Stiamo lavorando a costruire una cosa complessa, che risponda a due parametri: deve essere economicamente sostenibile e socialmente equa". Si va quindi verso la famosa APE che prevederà meccanismi di penalizzazione in base al reddito e per consentire la pensione a partire dai 63 anni di età. Così facendo però lavoratori precoci, quota 41 e 96 e molti altri sarebbero esclusi.

Pensione precoci e quota 41, Rizzetto chiede intervento per loro, per quota 96 e per Opzione donna
In una recente intervista del collega Pietro Vernizzi sul sussidiario, il vice presidente della Commissione lavoro alla Camera Walter Rizzetto ha espresso le sue preoccupazioni su questa ipotesi di riforma voluta da Poletti. Rizzetto dice un forte no a ipotesi si prestito pensionistico e spiega che prima di parlare di flessibilità bisogna pensare ad alcune categorie: "Mi riferisco a Esodati, lavoratori Precoci (detti quota 41) e i quota 96, circa 1200 insegnanti della scuola che sarebbero dovuti andare in pensione nel 2018". Il vice presidente spiega anche che poi sarebbe necessario "una eventuale fase sperimentale di Opzione donna anche per quanto riguarda i maschi". L'intervista si conclude ribadendo la priorità di " un intervento risolutivo per esodati, e per le persone che lavorano da più di 41 anni". Cosa che invece il Governo con la sua proposta sembra nuovamente accantonare. Noi vi terremo informati sulle ultime notizie sulla pensione anticipata e sui precoci, voi potete cliccare segui per sapere quando ci saranno aggiornamento!
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Precoci, donne ed esodati in piazza il 19 maggio 2016

Precoci, donne ed esodati in piazza il 19 maggio: 'Noi non molliamo'
Ultime notizie al 10/5 su pensioni precoci, opzione donna ed esodati: il 19 tutti in piazza a manifestare per i propri diritti
10/05/2016
I lavoratori precoci, gli esodati e le donne non intendono arrendersi alle modifiche minime sulla riforma pensioni annunciate dal Governo Renzi. La direzione verso cui pare muoversi l'esecutivo è quella della misura ormai nota come APE, assegno anticipato. La flessibilità in uscita al momento sembrerebbe ideata per aiutare quei "poveri sfigati", come li ha definiti Renzi nel suo 'Matteo Risponde', nati tra il 51 e il 53 rimasti maggiormente colpiti dalla Riforma Fornero e dal brusco innalzamento dei requisiti richiesti per accedere alla quiescenza. Le penalizzazioni a vita sull'assegno pensionistico ultimo dovrebbero variare tra il 2-3% per coloro che hanno una pensione inferiore ai 1500 euro lordi mensili, del 5-8% per coloro che hanno una pensione superiore ai 1500 euro lordi mensili. La misura non soddisfa i lavoratori, tanto meno i precoci che il 19 maggio scenderanno in piazza a Roma per chiedere la Quota 41, gli esodati che si batteranno per ottenere l'ottava e definitiva salvaguardia e le donne, che vorrebbero l'opzione donna divenisse una misura strutturale.
 
La richiesta dei precoci
Moreno Barbuti iscritto al gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti' ha scritto sulla pagina ufficiale Facebook del partito democratico un lungo post a Renzi e all'esecutivo tutto: "41 anni di lavoro e dei relativi versamenti contributivi devono bastare per potersi ritirare, sono tanti, tantissimi, solo il pensiero di doverli lavorare tutti fa un certo effetto". Le risposte purtroppo non sono mai soddisfacenti, dice Moreno, il riferimento è ovviamente alle promesse non mantenute e all'APE da poco 'spacciata' come la nuova soluzione per la flessibilità in uscita. C’era comunque da aspettarselo, dice amareggiato il lavoratore precoce, in quanto, aggiunge si sta eludendo il vero problema con soluzioni marginali e l'età della pensione si allontana fino a coincidere quasi con quella della morte. La richiesta è chiara: i lavoratori precoci non accettano in alcun modo l'APE, anche Damiano si è detto favorevole alla flessibilità in uscita con penalizzazioni, ma contrario al prestito, e incalzano il Governo affinché passi il DDl 857 comprensivo della quota 41.

Esodati e donne in piazza per rivendicare i propri diritti
I lavoratori esodati chiedono invece venga concessa l'ottava ed ultima salvaguardia, solo questa misura inserita nella prossima legge di Stabilità, potrebbe risolvere definitivamente il loro dramma previdenziale. Mentre le donne confidano nel 'contatore' e bel fatto che i risparmi vengano poi realmente utilizzati per le successive proroghe. In attesa di sapere se potranno godere dell'opzione donna le lavoratrici dell'ultimo trimestre 57-58 rimaste beffate per pochi mesi dalla legge si stabilità e le iscritte al gruppo 'proroga opzione donna 2018' che chiedono, invece, l'opzione donna divenga una misura strutturale. Una libera scelta, pagata dalle lavoratrici, che andrebbero in pensione con un assegno calcolato interamente su base contributiva. Le lavoratrici pochi giorni fa hanno ottenuto l'appoggio anche dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero. Alcune rappresentanti del gruppo si sono recate al convegno “Incontro/dialogo con singoli e/o rappresentanti di associazioni sulla riforma pensionistica del 2011 e sulle possibilità di revisione della stessa”, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino, organizzato dalla Prof.ssa Fornero che ha affermato che, se disponibili le risorse economiche, sarebbe giusto effettuare interventi sulla flessibilità in uscita proprio su Opzione Donna e sui precoci, ma in modo temporale.