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sabato 18 aprile 2015

Salvaguardie: cosa resta?

Pubblicato il 17 aprile 2015 da Agostino Bertolin
Esodati e Riforma Pensioni 2015: ecco cosa resta delle salvaguardie
Tutte le ultime novità su esodati e Riforma Pensioni 2015. Buone notizie sulle salvaguardie e uno spiraglio per l’Opzione Donna 
Importanti novità per gli esodati. Il ministro Giuliano Poletti, in un intervento alla Camera, ha infatti garantito che lesalvaguardie rimarranno a disposizione degli esodati per eventuali altri interventi in loro favore. Gli impegni rimangono quindi immutati, anche se inciderà pure il risultato dell’indagine avviata dallaCommissione Lavoro al Senatocongiuntamente con l’Inps e che è volta a verificare quante persone hanno perso il lavoro entro il 2011. Tuttavia, a meno di improbabili sviluppi, le risorse riservate agli esodati saranno confermate anche nellaRiforma Pensioni 2015.
Infatti è alta l’attenzione verso tutti quei lavoratori che, avendo perso il lavoro entro il 2011, non hanno accesso alla salvaguardia pensionistica e i suoi vantaggi. Usufruiranno della sesta salvaguardia anche i lavoratori agricoli a tempo determinato.
Sempre alla Camera il ministro Poletti ha toccato la spinosa questione della cosiddetta Opzione Donna. Il ministro ha affermato che “‘l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sta verificando la situazione su questo argomento con lo scopo di affrontare il tema a seguito delle domande che perverranno presso l’Istituto. Vedremo se si potranno verificare le condizioni per la risoluzione della problematica, ormai in piedi da molto tempo e che necessita di una soluzione immediata”. Ricordiamo che “Opzione Donna” è il dicitura con cui si indica la possibilità per le donne che lavorano sia nel pubblico che nel privato di andare in pensione a 57 anni e 3 mesi (o a 58 anni e 3 mesi se si tratta di lavoratrici autonome) con 35 anni di contributi, qualora questi siano stati calcolati attraverso il metodo contributivo.

venerdì 17 aprile 2015

Michele scrive alle segreterie dei sindacati di Poste

Michele scrive alle segreterie dei sindacati di Poste
Inviato: mercoledì 15 aprile 2015
A: segrge@slp-cisl.it; segrag@slp-cisl.it; segrsi@slp-cisl.it; slc.nazionale@slc.cgil.it; nfo@fnpcislbari.it; bari@slp-cisl.it; slccgilbari@gmail.com; info@uilpost.net; info@uilpensionati.it; spi.bari@puglia.cgil.it; segreteria.nazionale@slc.cgil.it; nazionale@spi.cgil.it; info@uglcomunicazioni.it; ugltelecomunicazionipuglia@hotmail.it
Oggetto: Interrogazione On. M.L. Gnecchi
Spett/li Segreterie, di seguito, vi invio un'Interrogazione Parlamentare dell'On. Gnecchi, da sempre al fianco degli Esodati, con il quale chiede al Ministro del Lavoro il numero dei Colleghi di Poste ed altre Aziende, esodate entro il 31/12/2011, che hanno una decorrenza pensione oltre il 2018, così da quantificare la spesa (minima, dovendo esserne un centinaio) e valutare gli interventi relativi alle salvaguardie.
A tal fine, chiediamo anche un vostro cortese intervento , nel sollecitare il Ministero del Lavoro a mettere a disposizione il numero dei suddetti colleghi, inoltre chiediamo anche, che vi attiviate  presso la DCRU di Roma, affinchè l'Azienda collabori.
Con Cordialità
Michele Costantino
http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0403&tipo=atti_indirizzo_controllo&pag=allegato_b#sed0403.allegato_b.attiControllo.60

giovedì 16 aprile 2015

Poletti: siamo al lavoro, aspettiamo esito monitoraggio

Esodati, Poletti: siamo al lavoro, aspettiamo esito monitoraggio
La Lega: serve una settima e conclusiva salvaguardia
15 aprile 2015 fonte ilVelino/AGV NEWSÈ in corso un monitoraggio, che coinvolge l’Inps, per conoscere il numero esatto degli esodati. Una volta portata a termine la verifica il governo “conferma l’intenzione di affrontare quella parte di problematiche non ancora risolte”. Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti rispondendo durante il question time alla Camera a un’interrogazione della Lega sugli esodati che, ha detto Roberto Simonetti, “per colpa di uno stato patrigno si trovano da più di mille giorni a non percepire né lo stipendio né la pensione, né usufruiscono di ammortizzatori sociali a causa della riforma Fornero”. Il Carroccio ha chiesto al ministro se “non convenga sull'opportunità di emanare con urgenza provvedimenti di propria competenza che contemplino una settima e conclusiva salvaguardia per tutti gli esclusi dalle precedenti sei salvaguardie”, attingendo se necessario al “tesoretto” da 1,6 miliardi annunciato dal premier Renzi nel presentare il Def. “Siamo molto attenti ai temi delle persone che hanno subito effetti negativi dalla riforma Fornero” ha assicurato Poletti sottolineando la necessità di “avere a disposizione ancora un po’ di tempo per verificare nei fatti” l’entità della platea coinvolta. Alla conclusione del monitoraggio e conclusi i tempi per la presentazionedelle domande "confermiamo la nostra intenzione di mantenere le risorse per affrontare quella parte di problemi eventualmente ancora irrisolti".
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Pensioni, le ultime su esodati 15 aprile 2015: migliaia di lavoratori riammessi alla sesta salvaguardia
Pensioni, ultime su esodati oggi 15 aprile 2015: migliaia di lavoratori riammessi a sesta salvaguardia
Da Francesca Donnarumma de Luca
15 aprile 2015
PENSIONI ULTIME SU ESODATI – “Grazie al lavoro svolto dalla Uila e dall`Ital-Uil, alcune migliaia di lavoratori agricoli, in precedenza esclusi a causa di una erronea interpretazione della legge da parte del ministero del lavoro, potranno accedere alla pensione con i requisiti ante riforma Fornero. Si tratta di un atto di giustizia a favore di persone impegnate in lavori particolarmente pesanti”. Così, secondo quanto riporta l’agenzia askanews, dichiara il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza, commenta gli esiti di una vicenda che ha visto la Uila molto impegnata in questi ultimi mesi.
PENSIONI ULTIME SU ESODATI – “La Legge n. 147/2014 e la circolare del ministero del Lavoro n. 27/2014 hanno disciplinato l’accesso alla sesta salvaguardia che rappresenta, forse, l`ultima opportunità per i lavoratori esodati di andare in pensione con i requisiti precedenti alla riforma Fornero”, spiega Mantegazza. “Tra i lavoratori salvaguardati ci sono quelli con contratto a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato (art. 2, comma 1, lettera e). Oltre agli stagionali dell`industria, quindi, hanno potuto presentare domanda anche gli operai a tempo determinato (Otd) agricoli”. Il ministero del Lavoro, però, ricorda, “con una nota successiva, interpretando erroneamente la legge, aveva escluso gli Otd agricoli, perché non ricompresi dal D.Lgs. n. 368/2001 (il tempo determinato in agricoltura è previsto in apposita normativa). Un equivoco che ha comportato il non accoglimento delle istanze presentate dai lavoratori agricoli da parte di molte Direzioni territoriali del lavoro (Dtl)”.
PENSIONI ULTIME SU ESODATI – “La Uila e il patronato Ital-Uil si sono tempestivamente attivati per segnalare e correggere l`errore interpretativo e – aggiunge il segretario – finalmente il dipartimento competente ha emanato la nota di rettifica 10/04/2015, con la quale riconsidera e ammette l`inclusione dei lavoratori agricoli tra i beneficiari dell`ultima salvaguardia, dando disposizione alle Dtl di riesaminare le domande già presentate alla luce del nuovo orientamento”.

Poletti: le risorse non utilizzate serviranno per una settima salvaguardia

Esodati, Poletti: le risorse non utilizzate serviranno per una settima salvaguardia
Mercoledì, 15 Aprile 2015
Scritto da redazione
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha aperto alla possibilità di estendere le attuali salvaguardie in favore degli esodati ma solo in esito al monitoraggio avviato dal Senato e dall'Inps.I fondi destinati alle salvaguardie rimarranno a disposizione per ulteriori interventi in favore dei cd. lavoratori esodati. Lo ha dichiarato oggi pomeriggio il ministro del Lavoro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso del question time alla Camera dei Deputati.
"Rispetteremo gli impegni assunti" ha detto il Ministro "ma prima dobbiamo attendere l'esito del monitoraggio avviato dall'Inps e dalla Commissione Lavoro di Palazzo Madama volto a censire il numero esatto dei lavoratori che hanno perso il lavoro entro il 2011; "alla conclusione del monitoraggio, confermiamo la nostra intenzione di mantenere utilizzate le risorse che sono all'interno del Fondo Esodati per affrontare quella parte di problemi che siano ancora eventualmente irrisolti" ha detto il ministro. Si potranno quindi utilizzare "le risorse date – prima di aprire un tema riguardante quali altre eventuali risorse possano essere necessarie per un intervento – come è stato fatto l'anno precedente" in occasione della sesta salvaguardia.
Il Titolare di Via Veneto ha ribadito comunque che il Governo sta studiando un apposito strumento per accompagnare alla pensione tutti coloro che hanno perso il lavoro anche successivamente al 2011 e che, pertanto, non possono essere destinatari della normativa sulla salvaguardia pensionistica neanche in caso di una sua estensione. "L'altro punto su cui stiamo lavorando è una verifica della possibilità di intervenire nei confronti di quei cittadini che, vicini al pensionamento, perdono il lavoro e non raggiungono la maturazione dei requisiti, nonostante gli ammortizzatori sociali. Quindi, con questi due interventi, pensiamo di essere in grado di affrontare il tema che qui ci è stato proposto" ha detto Poletti.
Gnecchi: estendere di un anno le tutele. Secondo l'Onorevole Gnecchi (Pd) "risulta particolarmente urgente spostare di un anno, dal 6 gennaio 2016 al 6 gennaio 2017, i termini di decorrenza per fruire delle tutele previste dalla legge 147/2014" e come sia necessario ricomprendere anche i lavoratori edili e coloro che non hanno potuto siglare un accordo con il datore di lavoro per via del fallimento della stessa azienda. "Si tratta di situazioni che generano una profonda iniquità di trattamento" ha ricordato la Gnecchi.
Sempre sul tema degli esodati Poletti ha ricordato che, a seguito di una istruttoria avviata dal Ministero del Lavoro, i lavoratori agricoli a tempo determinato potranno comunque partecipare alla sesta salvaguardia: "la direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative ha ritenuto plausibile estendere a questi lavoratori questo beneficio. Quindi, si sta lavorando con le direzioni interregionali per mettere in atto ogni azione volta a riconsiderare le domande presentate dagli interessati nei termini previsti e a predisporre tutti i necessari adempimenti".
Poletti apre sulla rivisitazione del regime sperimentale delle lavoratrici. Qualche spiraglio anche sull'opzione donna, un'altra questione sollevata dagli onorevoli interroganti durante il question time: "l'INPS sta raccogliendo le domande (di coloro che maturano i requisiti nel corso del 2015, ndr) e sta monitorando la situazione che di fatto si sta producendo, nella volontà di affrontare questo tema e verificare se, a fronte delle domande che vengono presentate, si possano produrre le condizioni per risolvere questo nodo, che, come è noto, è pendente da un po’ di tempo" ha detto Poletti.
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mercoledì 15 aprile 2015

L'On. Luisa Gnecchi interroga Poletti su VII salvaguardia

GNECCHI, ALBANELLA, BARUFFI, BOCCUZZI, CASELLATO, DAMIANO, DELL'ARINGA, DI SALVO, CINZIA MARIA FONTANA, GIACOBBE, GREGORI, GRIBAUDO, INCERTI, MAESTRI, MARTELLI, MICCOLI, PARIS, GIORGIO PICCOLO, ROTTA, SIMONI, TINAGLI, ZAPPULLA, MARTELLA e BINI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che: 
il 7 maggio 2014, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si è tenuto un incontro con il Ministro interrogato e i capigruppo delle Commissioni lavoro di Camera e Senato per affrontare il tema delle salvaguardie che permettono ad alcune tipologie di lavoratori di accedere al trattamento pensionistico secondo le regole previgenti alla manovra sulle pensioni del 2011 della Ministra Fornero; l'incontro ha portato ad un emendamento del Governo sostitutivo delle proposte di legge in Commissione lavoro alla Camera dei deputati ed è stata approvata la sesta salvaguardia;
è ormai convinzione consolidata e condivisa che il tema previdenziale necessiti di una soluzione strutturale, in grado di consentire alle persone che si sono ritrovate senza lavoro a pochi mesi dal pensionamento secondo le vecchie regole di potervi accedere, così favorendo anche il naturale turn over e l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, a vantaggio delle esigenze delle aziende e per ridare fiducia ai giovani;
altrettanto indispensabile è affrontare anche le contraddizioni che si sono sin qui manifestate nell'applicazione pratica delle salvaguardie già approvate, quali, ad esempio, quelle riguardanti i lavoratori e le lavoratrici in mobilità da procedure concorsuali di fallimento o per cessata attività dell'impresa, a causa delle quali, nell'ovvia impossibilità di poter presentare un accordo di mobilità, non sono stati ammessi alle salvaguardie. Lo stesso dicasi per il diverso trattamento riconosciuto agli accordi sottoscritti in sede governativa o non governativa, facendone scaturire un'illogica discriminazione per i secondi e un'incomprensibile penalizzazione per lavoratori e imprese;
ancora, l'aspettativa di vita non viene considerata per i «quarantisti» in mobilità, a differenza di quanto si applica per i «quotisti» e per le pensioni di vecchiaia, penalizzando, quindi, in particolare le donne, che, per l'aspettativa di vita, non maturano il diritto a pensione entro la mobilità e quindi rimangono per anni senza alcun trattamento, una situazione che potrebbe ulteriormente aggravarsi a decorrere dal gennaio del 2016, quando dovrebbe scattare un ulteriore aumento legato all'aspettativa di vita;
i lavoratori agricoli ed edili sono stati trattati in modo diverso dagli altri lavoratori dipendenti;
ancora non sono state adottare le soluzioni amministrative relative alla conferma della sperimentazione della così detta «opzione donna» fino al 31 dicembre 2015 e all'applicazione della finestra mobile e dell'aspettativa di vita successivamente al 31 dicembre 2015, con la decorrenza del trattamento pensionistico come per tutti gli altri pensionandi. Si consideri che diverse lavoratrici che sono andate in mobilità o in esodo, soprattutto nel settore bancario, sono state licenziate contando sul pensionamento entro la fine del 2015 e, qualora venisse confermata questa opzione, rimarranno senza lavoro, senza ammortizzatore sociale e senza pensione fino all'età per la pensione di vecchiaia, per un periodo anche di 10 anni –:
quali iniziative il Governo intenda adottare con riferimento a quanto evidenziato in premessa, prevedendo a tal fine una sollecita apertura di un confronto tecnico con l'Inps, le Commissioni lavoro di Camera e Senato e le parti sociali, volto ad approfondire le molteplici situazioni rimaste ancora irrisolte e poter individuare le opportune soluzioni entro tempi programmati e congrui. (3-01439)
(14 aprile 2015)
VERBALE DI OGGI:
MARIALUISA GNECCHI. Grazie Presidente, caro Ministro, in attesa della riforma strutturale alla quale tutti vogliamo contribuire – e abbiamo all'ordine del giorno tutte le proposte di modifica della manovra Fornero e, quindi, proposte anche strutturali legate alle pensioni che speriamo ovviamente di potere discutere con lei –, vogliamo però segnalare alcune urgenze. 
È urgente una settima salvaguardia, che permetta quindi di arrivare alla decorrenza del trattamento pensionistico per le persone salvaguardate al 6 gennaio 2017; nonché di rimediare ad alcune contraddizioni presenti nelle prime sei salvaguardie. È giusto che chi è in mobilità da aziende fallite o cessate non sia salvaguardato, solo perché non può presentare un accordo firmato dalle organizzazioni sindacali ? No, è assolutamente sbagliato, perché è evidente che non si concorda il fatto di chiudere un'azienda. Così come non è giusto...
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Gnecchi.
MARIALUISA GNECCHI. Sto per concludere.
PRESIDENTE. Deve concludere, perché siamo oltre il tempo.
MARIALUISA GNECCHI. Dico anche che non è giusto che chi è in mobilità da aziende edili non sia salvaguardato, e ricordo sempre il problema delle donne e delle finestre, che non permettono di maturare la decorrenza del trattamento pensionistico...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gnecchi. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.
GIULIANO POLETTI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Grazie Presidente. Onorevole Gnecchi, naturalmente siamo pienamente consapevoli che questa situazione, lungo le salvaguardie e per una ragione di tipo generale, mantiene degli
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elementi di iniquità o comunque delle frange, delle aree e delle situazioni non pienamente risolte dalle stesse salvaguardie, che comunque sono da riprendere in considerazione.
Noi, in termini generali, stiamo sviluppando un'attività di verifica e monitoraggio sull'applicazione delle precedenti salvaguardie, per cercare di valutare a risorse date – prima di aprire un tema riguardante quali altre eventuali risorse possano essere necessarie per un intervento – di procedere, come è stato fatto l'anno precedente, ad una riverifica della piena e puntuale utilizzazione di queste risorse, per fare in modo che laddove ci sono delle situazioni che possono essere recuperate nel corso di questa condizione possa essere fatto. Quindi, noi siamo impegnati su questo versante per cercare di affrontare e risolvere i problemi relativi.
Rispetto alle specifiche questioni che sono state sollevate, vorrei dare un'informazione, che riguarda in particolare l'inserimento nella procedura della sesta salvaguardia dei lavoratori agricoli a tempo determinato. La direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative ha ritenuto plausibile estendere a questi lavoratori questo beneficio. Quindi, si sta lavorando con le direzioni interregionali per mettere in atto ogni azione volta a riconsiderare le domande presentate dagli interessati nei termini previsti e a predisporre tutti i necessari adempimenti.
Per quanto riguarda l'opzione donna, la situazione oggi è nella condizione per cui l'INPS sta raccogliendo le domande e sta monitorando la situazione che di fatto si sta producendo, nella volontà di affrontare questo tema e verificare se, a fronte delle domande che vengono presentate, si possano produrre le condizioni per risolvere questo nodo, che, come è noto, è pendente da un po’ di tempo. Comunque, in termini generali, accogliamo la sollecitazione che ci è stata proposta per mantenere un'attenzione a questo tema, per fare insieme all'INPS il monitoraggio di queste situazioni, verificare le specifiche condizioni che ci vengono segnalate e, per quanto possibile, recuperare tutti gli elementi di non pieno e non buon funzionamento che si sono verificati, proprio perché pensiamo che questo sia un tema che deve essere risolto, in connessione
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con quanto già detto in precedenza rispetto alla volontà di affrontare il tema dei lavoratori anziani che non raggiungono le condizioni di pensionamento.

Damiano: tesoretto serva per esodati e ricongiunzioni onerose

Pensioni, Esodati, Tesoretto: le ultime di Furlan e Damiano del 14 aprile 2015
Da Francesca Donnarumma de Luca -
14 aprile 2015
PENSIONI, FURLAN – “Il tesoretto da 1,6 miliardi di euro dovrebbe andare a sostenere gli incapienti e i pensionati con pensioni molto basse”. A sottolinearlo è il leader della Cisl, Annamaria Furlan, a margine di un convegno. “Ci sono tanti bisogni nel nostro Paese – ha detto Furlan – e alla fine occorre fare una scelta. Abbiamo un problema di povertà e di sostegno a chi non è stato compreso nella platea degli 80 euro: in modo particolare gli incapienti e i pensionati con pensioni molto basse”. Secondo il numero uno della Cisl, “per far ripartire i consumi bisogna irrobustire le buste paga, attraverso la contrattazione, e sostenere le pensioni di chi sta peggio”.
DEF E LEGGE DI STABILITA’ – “Il governo farebbe davvero bene a consultare le parti sociali sul Def e poi sulla legge di Stabilità”. A sostenerlo è il leader della Cisl, Annamaria Furlan, a margine di un convegno. “Siamo convinti serva un grande patto sociale per uscire dalla crisi. Nessuno può fare da solo, tanto meno il governo”, ha concluso. In generale, secondo Furlan, nel Def “c’è poco per la crescita”. Sicuramente “vengono confermate alcune cose importanti come gli sgravi Irap e il bonus”, ha spiegato aggiungendo: “bisogna però puntare di più sulla crescita”. Per questo “il governo deve avere più coraggio e determinazione nel chiedere più flessibilità” all’Europa. “Abbiamo bisogno – ha concluso – di meno rigore e di più investimenti sulla crescita. Bisogna cambiare il Fiscal compact”.
DAMIANO TESORETTO – La ripresa c’è ma è “timida” e il governo dovrebbe sostenerla destinando il ‘tesoretto’ ai “redditi più bassi”. Lo dice Cesare Damiano, Pd, presidente della commissione Lavoro della Camera: “Bisogna che il Governo compia scelte oculate e incisive a sostegno dei timidi segnali di ripresa: l’uso del tesoretto deve quindi essere finalizzato. Se vogliamo incrementare i consumi delle famiglie sosteniamo i redditi più bassi”. “Lo si può fare – spiega Damiano – in molti modi: utilizzare le risorse che si sono rese disponibili per la settima salvaguardia degli esodati e risolvere il pasticcio delle ricongiunzioni pensionistiche causato dal Governo Berlusconi; oppure, distribuire il miliardo e 600 milioni annunciato dal Governo ai 5 milioni e 800 mila pensionati incapienti, quelli fino a 600 euro al mese. Si tratterebbe di un aumento di 21 euro mensili, un quarto del bonus destinato ai lavoratori dipendenti. Sarebbe comunque un passo avanti”.
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