Gabanelli: "il Ministro faccia un sacrificio"
Milena Gabanelli: "Il Ministro deve dare il buon esempio"
Fornero faccia un sacrificio sulla sua pensione
Siamo almeno 5.000 dipendenti postali colpiti, vittime del decreto Monti-Fornero del 6-12-2011. Siamo PERSONE in carne ed ossa, cittadini italiani, lavoratori che si sentono TRATTATI COME SCORIE. Adesso abbiamo uno strumento in più per far sentire la nostra voce. Usiamolo con intelligenza.
(ASCA) - Roma, 28 mar - ''Le ragioni della manifestazione
unitaria sulle pensioni promossa dai sindacati per il 13 aprile sono piu' che
condivisibili''. Lo afferma il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero,
commentando l'annuncio della mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil per
risolvere il nodo dei lavoratori cosiddetti ''esodati'' e delle ''ricongiunzioni
onerose''.| E dopo la battaglia dell'articolo 18 scoppia la guerra delle pensioni Sindacati in piazza per "esodati" e ricongiunzione WALTER PASSERINI Non si è ancora attutita l'eco dello scontro sull'articolo 18 che parte un secondo affondo, questa volta sulle pensioni. E così il 13 aprile le confederazioni sindacali unitariamente scenderanno in piazza contro la riforma della previdenza targata Monti-Fornero. Non l'avevano fatto allora, di fronte a una riforma dura e incisiva, lo fanno ora, in particolare su due questioni di grande rilevanza, attualizzate da alcuni media: la questione degli esodati e quella della ricongiunzione onerosa. Per le organizzazioni sindacali, il rischio è infatti quello di un abbassamento dell’attenzione sulla questione previdenziale, proprio mentre il sistema contributivo inizia a macinare, riducendo il valore delle pensioni. A cui si accompagna la battaglia intorno alla riforma del lavoro e dell'articolo 18 e a cui non è indifferente, sostengono diversi commentatori, l'avvicinarsi della campagna elettorale per le amministrative del 6 maggio. La questione previdenziale più urgente, intanto, vedrà l’approvazione di un decreto a giugno, promesso dal governo, sulla odissea dei cosiddetti esodati. Va affrontata da subito, infatti, la risoluzione dell’ingiustizia che ha creato una terra di nessuno per chi aveva sottoscritto accordi di mobilità. In attesa del decreto che dovrà essere approvato entro tre mesi per affrontare e risolvere una questione che riguarda oltre 200mila persone (coloro che si sono trovati in mobilità e che oggi non lavorano né hanno una pensione, che alcune stime fanno ammontare a 350mila), va affrontato anche il tema della ricongiunzione onerosa, che rischia di far pagare a molti lavoratori l'integrazione di diversi regimi previdenziali, fino al luglio 2010 a titolo gratuito, ma da allora a pagamento con cifre da capogiro. Vanno inoltre ripresi e avviati alcuni provvedimenti ineludibili. 1. Il primo è quello dell’informazione diffusa ai cittadini. Con il sistema contributivo forse si è raggiunta la sostenibilità finanziaria degli enti, superInps compreso, ma non quella dei cittadini e soprattutto dei giovani. E’ quindi urgente avviare un processo di sensibilizzazione e di informazione che spieghi che cosa è cambiato con il sistema contributivo e quale futuro ci aspetta. 2. Il secondo è l’effettiva introduzione della più volte promessa “busta arancione”, che non può contenere solo l’estratto conto con i contributi versati dai cittadini, ma la simulazione del valore della futura pensione. E’ un fatto di democrazia, più volte promesso ma mai realizzato. 3. Il terzo è il concreto avvio di un programma di educazione previdenziale, a partire dalle scuole, ma esteso ai 20-30enni sul quale si è steso un imbarazzante silenzio. 4. Il quarto è l’avvio di un programma di incentivazione della previdenza complementare integrativa, attraverso anche la bilateralità, senza la quale l’assegno pensionistico futuro coprirà solo una parte ridotta del reddito, rischiando di creare un esercito di nuovi poveri. (Leggi) | |
In piazza il 13 aprile. Fornero convochi tavolo
Pur essendo quasi tutti concordi che la riforma del lavoro del governo Monti sia quella giusta, pochi tra i nostri onorevoli la conoscono. Francesco Nucara, leader dei Repubblicani, ai nostri microfoni su l’interrogativo: “Chi sono gli esodati? Non ci sono esodati. Se un’azienda è pronta per fallire, licenzia, mi pare normale”; per Doris Lo Moro del Pd “sono domande strane, non è un termine giuridico esodati è gente coinvolta nella vicenda”, ma non si sa di quale vicenda parli. Per Francesco Paolo Disto del Pdl invece “allorquando si dovesse porre il problema io sarò in condizione di risponderle puntualmente e consulterò la Treccani”. Capitolo ASPI (l’Assicurazione Sociale per il Lavoro): un acronimo sconosciuto a Montecitorio. “Non ho le idee chiare sul punto” confessa ancora l’onorevole Sisto, ma c’è anche chi risponde correttamente come l’ex ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini del Pdl di Manolo Lanaro e Tommaso Rodano