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mercoledì 28 agosto 2013

Incontri tra e per esoadi in Lombardia

 Qui si parla tra esodati e di esodati
28 agosto:  a LODI  ore 17 in via Capanno - Festa Democratica di Lodi Incontro  dedicato agli esodati  - Maria Luisa Gnecchi, parlamentare PD capogruppo Commissione Lavoro della Camera e Cinzia Fontana, parlamentare PD membro Commissione Lavoro 
(ci troviamo 2 ore prima  per un coordinamento tra esodati lombardi)    
 
28 agostoSpazio dibattiti della Festa Democratica ore 21 presso il Podere di Ombrianello  in via Milano a CREMA
“Tra il lavoro e la pensione. Cosa vogliamo cambiare. Se ne parla con Maria Luisa Gnecchi, parlamentare PD capogruppo Commissione Lavoro e Cinzia Fontana, parlamentare PD membro Commissione Lavoro

Gli Esodati al Governo:non solo IMU

COMUNICATO ESODATI al  Governo: 
NON SOLO IMU
Mercoledì 28-8 il consiglio dei Ministri è convocato per deliberare sul superamento dell'Imu sulla prima casa .   
 
I comitati degli esodati rilevano che nei primi 100 giorni questo Governo NON HA VOLUTO e SAPUTO sciogliere 5 punti dichiarati fondamentali anche dai partiti di questa "strana" maggioranza BIS.
 
Nella cabina di REGIA tra Governo e capigruppo di maggioranza a metà luglio è stato deciso di destinare le risorse " recuperate  " per  risolvere 5 punti ritenuti fondamentali da tutti finanziandole in parti uguali :  per il superamento dell'Imu sulla prima casa nell'ambito di una revisione della tassazione sugli immobili, a individuare le coperture per evitare l'aumento dell'Iva che scatterebbe dal 1 ottobre, ad attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali , cassa in deroga da rifinanziare  e questione esodati. Il tutto per definire strategie che saranno contenute nella legge di Stabilità del 2014 o in appositi decreti ».    
I 5 punti:
IMU    
IVA
ESODATI
Cassa in deroga
Ammortizzatori sociali    
Ora mercoledì 28-8  il governo ne consiglio dei Ministri si appresta a affrontare SOLO il nodo dell'IMU.
Limitarsi a questo risultato -nel consiglio dei Ministri di mercoledì 28-8  - significa  - che ci sarà un forte rischio di andare rapidamente ad elezioni anticipate  - non affrontare più la risoluzione della ingiustizia creata a 400.000 esodati - derubati e vittime da parte di un governo Monti  e che da oltre 21 mesi attendono la soluzione dei drammi creati da una assurda riforma delle pensioni votata a dicembre 2011 da tutti i partiti di questa strana maggioranza .
I comitati degli esodati chiedono di affrontare insieme TUTTI i 5 punti e di rinviare a dopo il 9 settembre la risoluzione di tutti i punti e sospendere e/o  rinviare  il pagamento del IMU previsto per il 16 settembre .  
Gli esodati ancora da salvare sono oltre i 20.000 dichiarati dal Ministro Giovannini - che - come Letta - NON riceve i comitati degli Esodati per esaminare le reali consistenze numeriche degli esodati da salvare e trovare le necessarie coperture finanziarie.
Non affrontare questo tema insieme agli altri 4 punti significa VOLER DERUBARE ANCORA GLI ESODATI.   Lanciamo  grida di allarme per la "tenuta sociale" di tutto il variegato popolo degli esodati.
INTANTO CONTINUANO I SUICIDI !!!!
Tutte le promesse elettorali di rimediare agli errori della riforma Fornero SONO RIMASTE PRATICAMENTE INEVASE,   ANZI TRA GLI STESSI MEMBRI DEL GOVERNO e DALLO STESSO MINISTRO GIOVANNINI,  STANNO USCENDO PROPOSTE ADDIRITTURA PEGGIORATIVE  con ipotesi di :  "penalizzazioni" ; calcolo "tutto contributivo" con solo sugli anni di effettivo lavoro ; anticipare l'applicazione dell'ASPI per cancellare da subito CIGS che molti hanno già in corso da prima della riforma Fornero.
 
Migliaia di mobilitati  dal primo semestre 2013 -  extra lotteria dei 10.000  della legge 122-2010 -  attendono  ancora il Decreto 5 bis per il sostegno al reddito  :  è immorale ed inaccettabile che un decreto rivolto al sostegno al reddito debba ancora trovare attuazione da diversi mesi a questa parte , con ciò si dimostra ancora una volta il disinteresse verso coloro che in assoluto hanno pagato di più in questa infame situazione.
NON CI STIAMO. SAPREMO PROTESTARE CON PRESIDI  e AZIONI VOLTE A COMUNICARE ALLA STAMPA E ALLA OPINIONE PUBBLICA IL DRAMMA di centinaia di migliaia  di ESODATI ancora da SALVARE.
 Claudio Ardizio -    claudio.ardizio@libero.it 329-4206516 (COMITATO ESODATI E PRECOCI D’ITALIA)
Alessandro Costa - alessandro.costa@alice.it 335-6308273 (COMITATO DIRIGENTI ESODATI)
Emilio De Martino - d.emilio@fastwebnet.it 366-1570104 (COORDINAMENTO ESODATI ROMANI)
Maurizio Vitale - tedesco40@libero.it 328-7639173 (COMITATO MOBILITATI MILANO)
Claudio Nigro - comitato.degli.esodati.bancari@gmail.com 320-3485348 (COMITATO ESODATI BANCARI)
Enzo Cozzolini - mobilita.livorno@gmail.com (COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LIVORNO)
Alberto Maddeo - alberto.maddeo@fastwebnet.it (COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI)
Antonio Perna -    perna.antonio@fastwebnet.it  335-6842999 (“COORDINAMENTO MOBILITATI ESODATI ” MILANO)
Marcello Luca - stluca@libero.it  338-3182418 (COMITATO FONDI DI SOLIDARIETA' di SETTORE FERROVIERI)
Elide Alboni e Luigi  - comitato.licenziati@libero.it 333 -1252113 (COMITATO  LICENZIATI )
Giovanni Zappalà - gianniza55@gmail.com 333-9519575 (COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI)
Pietro Braglia ilguardianodelfaro92@libero.it 333-2944657 (COMITATO ESODATI DI REGGIO)

martedì 27 agosto 2013

La solidarietà degli esodati di Reggio

Dal comitato di Reggio Emilia
Sabato, 24 Agosto 2013
Anche stamattina (sabato) il Comitato Esodati di Reggio si è recato con una delegazione a Formigine, per portare un piccolo contributo di solidarietà a tutti i lavoratori della FIREN, la fabbrica che produce resistenze elettriche, che in questi giorni è passata alla ribalta delle  cronache, in quanto il proprietario, dopo aver mandato in ferie tutti i dipendenti i primi di Agosto, ha trasferito in POLONIA "nottetempo" tutte le attrezzature ed i macchinari della FIREN , per poi poter chiudere, senza "nessun preavviso alle proprie maestranze", lo stabilimento di Formigine.
E' una situazione VERGOGNOSA..
Tutti i dipendenti coinvolti, da 10 giorni si sono organizzati con un presidio permanente davanti ai cancelli della loro fabbrica, sperando che le istituzioni, i sindacati ed i politici locali e lo stesso ministro Giovannini, siano in grado di trattare con la proprietà  e trovare rapidamente una soluzione al dramma di queste 50 famiglie.. che si sono trovate IMPROVVISAMENTE durante le ferie, senza una fabbrica, senza un posto di lavoro e senza nessun reddito ...
Il Comitato Esodati di Reggio continua a denunciare a tutte le forze politiche, la gravità della situazione che non risparmia più nessuna provincia della ns. regione.
In questa situazione drammatica del mercato del lavoro, sono state disattese, anche dall'attuale governo , le promesse fatte in campagna elettorale quando  si dichiarava che il problema esodati sarebbe stato definitivamente risolto entro i primi 100 giorni di governo.
Così non è stato e non si vedono ANCORA atti seri e concreti,  finalizzati a risolvere definitivamente il problema esodati...
Non si vogliono risolvere i problemi causati dalla riforma Fornero a centinaia di migliaia di lavoratori , espulsi dalle aziende con accordi collettivi che li avrebbero dovuti accompagnare a maturare una pensione; accordi che la Fornero però si è "dimenticata" di inserire nelle deroghe alla sua legge.
Mentre chi deve decidere.. perde tempo... sulle vicende Berlusconiane, un altro disoccupato si è suicidato proprio in questi giorni, nella ns. città
In questo scenario, unico caso in Europa, i ns politici riescono addirittura ad aumentare le truppe degli esodati, vedi i recenti provvedimenti che riguardano circa 8000 esuberi del pubblico impiego, ai quali verrà probabilmente concessa la pensione con le vecchie regole, quindi con speciali deroghe alla riforma Fornero, deroghe che molti di noi, già esodati dal 2008, 9 , 10...  aspettiamo da Dicembre 2011 ..  !!!
COMITATO ESODATI DI REGGIO

Se cade il governo nessuna riforma per esodati e pensioni

Welfare 26 agosto 2013
enrico-lettaEsodati e pensioni 2013: ore decisive, se cade il governo nessuna riforma
Le chance sulle pensioni: ma prima, il governo deve decidere se Berlusconi è diverso di fronte alla legge 
Proprio quando sembrava alle porte il momento delle pensioni, il governo Letta affronta il passaggio più critico della sua breve esistenza, che potrebbe anche portare alla dissoluzione della maggioranza, nel caso il Pdl togliesse definitivamente l’appoggio.
Si deciderà tutto nelle prossime ore: dopo la sentenza in Cassazione per Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, con quattro anni di condanna e l’interdizione certa dai pubblici uffici da ricalcolare, il Popolo della Libertà, secondo “azionista” del governo insieme al Pd, minaccia di far chiudere bottega a Enrico Letta.
Le condizioni per proseguire il cammino dell’esecutivo, a detta degli esponenti Pdl, sarebbero quelle di eliminare una volta per tutte – e per tutte le fasce di reddito - l’Imu, nel periodo in cui finisce sotto osservazione la fiscalità immobiliare per effetto del rinvio di giugno. Naturalmente, però, il vero casus belli all’interno delle forze di governo è rappresentato dalla questione che si troverà sottoposta la Giunta per le elezioni del Senato il prossimo lunedì 9 novembre, quando potrebbero essere decise le sorti del Cavaliere.
A pendere sul suo futuro politico, infatti, oltre all’interdizione, c’è anche la legge Severino del 2012, approvata anche dallo stesso Pdl, che prevede a tutti i condannati per reati al di sopra dei due anni l’esclusione dalle cariche elettive e la non candidabilità: nel caso l’organismo di palazzo Madama si pronunci per la decadenza di Berlusconi, allora, il Pdl potrebbe decidere di staccare la spina al governo.
Questo, naturalmente, scatenerebbe un terremoto politico, ma, soprattutto, bloccherebbe sul nascere tutti i tentativi di riforme in campo welfare, finora quello più ignorato dai decreti governativi delle larghe intese.
Sul banco, c’è, innanzitutto, il rinnovo della Cassa integrazione, il cui miliardo di plafond messo a disposizione a maggio è già da tempo prosciugato. Soprattutto, a livello generale, però si attendono alcuni ritocchi più o meno sostanziosi alla legge Fornero sulle pensioni, che, se il governo andasse in crisi, resterebbe di fatto immutata.
In primis, è in cantiere un nuovo decreto per altri 20-30mila esodati, finora esclusi dai piani di rientro varati dal precedente esecutivo di Mario Monti (130mila le posizioni in via di lento salvataggio da ormai un anno).
Quindi, rischia di fermarsi sul nascere anche il tentativo di riportare la flessibilità in ottica pensionistica, senza però stravolgere l’impianto della normativa vigente. Secondo le parole del ministro Giovannini, infatti, non è pensabile una rivoluzione della legge Fornero che garantisce decine di miliardi di risparmi di spesa previdenziale fino al 2020, ma un’oliata per agevolare i meccanismi di ritiro dal lavoro, magari calmierando le faraoniche pensioni d’oro di alcuni manager pubblici e cercando, insieme, di innalzare le minime.
Dunque, al momento la situazione sembra questa: migliaia di esodati potranno essere salvati e la legge sulle pensioni rivista, se e solo se Berlusconi otterrà un salvacondotto dal Parlamento. Se la classe politica dovesse arrivare ad ammettere una volta per tutte che un cittadino di fronte alla legge è “più uguale degli altri”, poi potrà varare provvedimenti per alcune delle categorie più bistrattate dallo stato sociale. In alternativa, si prospetta già il desolante statu quo per nuovi, logoranti mesi di campagna elettorale. Ecco il vicolo cieco in cui l’Italia è prigioniera da vent’anni e da cui, in ogni caso, pare destinata a un’uscita ben poco onorevole.
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Imu/ Fassina, intervento ok ma pensare anche a cig, esodati e iva

Imu/ Fassina, intervento ok ma pensare anche a cig, esodati e iva
Martedi, 27 Agosto 2013 - 09:40
E' giusto trovare una soluzione sull'Imu ma si presti attenzione anche ad altre priorita' come il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, il problema degli esodati e l'aumento dell'Iva. Lo ha detto il vice ministro dell'Economia, Stefano Fassina, a Radio Anch'io. "Mi convince l'obiettivo di aiutare le famiglie italiane in difficolta' con l'eliminazione dell'imposta sulla casa - ha spiegato -. Abbiamo indicato in campagna elettorale questo obbiettivo e siamo determinati a portarlo avanti. Non mi convince non portare avanti altre priorita' altrettanto importanti come il rifinanziamento della Cig, l'aumento dell'Iva, che scattera' l'1 ottobre e che comportera' effetti negativi sui consumi", e dimenticare gli esodati "rimasti senza pensioni e senza reddito".
Leggi anche: La Repubblica

Bitonci (LNP): Letta prepensiona 10mila dipendenti ed esodati?

P.A.: Bitonci (Ln), Letta prepensiona 10mila dipendenti ed esodati?
26 Agosto 2013 - 16:29
ASCA - Roma, 26 ago - ''Il Governo Letta manda in pensione anticipata 10.000 dipendenti pubblici con regole ante riforma Fornero. I 350.000 esodati ringraziano''. Lo scrive su Twitter il capogruppo della Lega Nord al Senato, Massimo Bitonci, in riferimento ad alcune norme sulla pubblica amministrazione che sarebbero all'esame del Consiglio dei ministri di questo pomeriggio. com/sgr/mau
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Governo Letta e leggi da fare a breve

Imu, esodati, pensioni, blocco aumento iva settembre, economia:Governo Letta e leggi da fare a breve
Le prossime priorità del governo Letta: si attendono le misure annunciate per agosto e settembre
Per rilanciare l’economia il governo Letta si sta rimettendo a lavoro per affrontare le questioni urgenti che devono trovare necessariamente soluzione entro fine mese o al massimo per settembre.
Si tratta delle cosiddette ‘urgenze sociali’, come nuova riforma Imu, questione esodati e nuove pensione, e blocco dell’aumento dell’Iva al vaglio attualmente dell’esecutivo. Sull'Imu, il governo ribadito che entro il 31 agosto saranno rese note le novità prevista per il pagamento della tassa che dovrebbe scomparire sulla prima casa.
Entro la stessa data, poi, dovrebbe arrivare un nuovo impulso ai pagamenti della pubblica amministrazione, per i quali sono stati sbloccati i primi 40 miliardi sui 90 totali da saldare. E dovrebbero arrivare novità sulla questione esodati.
In particolare, è stato confermato l’impegno, entro il termine del 31 agosto, ad imprimere un’accelerazione al pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, a fornire soluzioni strutturali per il superamento dell’Imu sulla prima casa nell’ambito di una revisione della tassazione sugli immobili, a individuare le coperture per evitare l’aumento dell’Iva che scatterebbe dal 1 ottobre, ad attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali e questione-esodati.
Si attendono, invece, per inizio di autunno una serie di misure per pensionati, lavoratori ed esodati. Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha ribadito che “Nel corso del mese di settembre concluderemo il lavoro e valuteremo se inserire qualche elemento nella legge di stabilità”, ma senza portare stravolgimenti alla legge sulle pensioni già in vigore, che dovrebbe portare risparmi elevati alla spesa previdenziale nei prossimi 10 anni.
Sempre entro fino settembre, dovrebbe arrivare il nuovo decreto esodati, che dovrebbe consentire di allargare la salvaguardia ad altri 20 o 30 mila esclusi dal sistema di welfare, mentre a fine anno potrebbero arrivare nuovi correttivi alla legge sul lavoro. Nel caso in cui, però, il governo cadesse, come da molti paventato in queste ultime settimane, sarebbero diversi i temi che resterebbero insoluti.
Se lo stesso ministro del lavoro, Enrico Giovannini, nei giorni scorsi ha dichiarato che il decreto per rifinanziare la Cassa integrazione in deroga “è pronto un provvedimento che costerebbe circa 1,5 miliardi” e pensa di varare a settembre anche la norma per chiudere definitivamente la vicenda degli esodati salvaguardando gli ultimi 20-30 mila che finora erano rimasti fuori dalle tutele, la caduta del governo si tradurrebbe in una forte battuta d’arresto nella messa in atto di tali misure.
Stesso discorso per quanto riguarda la possibilità di scongiurare l’aumento dell’Iva a ottobre. Per evitarlo, infatti, servirebbe 1 miliardo fino a dicembre e la paura per gli italiani è che senza intervento si avrebbe un’ulteriore contrazione dei consumi.
Autore: Marianna Quatraro
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Serve legge definitiva per pensioni e non solo intervento tampone

Esodati: serve una legge definitiva per pensioni e non solo intervento tampone Governo Letta
Necessario salvaguardare esodati per non lasciare lavoratori senza pensione e lavoro. I problemi
Nonostante sia stato rimandato e non si riesca ad approvarlo entro settembre, è necessario approvare al più presto il nuovo decreto esodati  volto a risolvere una questione aperta che crea decisamente troppe discussioni e senza il quale si rischia di ‘lasciare in mezzo alla strada’ migliaia di lavoratori che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.
“Gli esodati sono una categoria particolare, sono quelli che avevano perso il posto di lavoro e aspettavano di andare in pensione prima dell'entrata in vigore dell'ultima riforma, quindi si è cercato di mandarli in pensione con le regole vecchie, sono circa 140.000 persone e vanno trovate le risorse per poter effettuare questi prepensionamenti di ulteriori lavoratori”, come sostenuto da Carlo Dell'Aringa, sottosegretario al ministero del lavoro.
Secondo Dell’Arringa, “Rimarrà il problema di tutti quelli che quest'anno e l'anno prossimo si potrebbero trovare in difficoltà, cioè licenziati dalle loro imprese e con un pensionamento ancora molto lontano nel tempo. Anche per costoro che non saranno più definiti esodati ma lavoratori anziani in difficoltà, bisognerà trovare qualche soluzione.
Bisognerà andare da un uso esteso degli ammortizzatori sociali o rivedere anche alcune norme della stessa riforma sulle pensioni per dare una soluzione strutturale e non continuamente di emergenza come si sta facendo con gruppi progressivi di esodati che vanno salvati.
Sono tanti i lavoratori che hanno bisogno di interventi di sostegno al reddito, quindi le risorse che erano disponibili fino a poco tempo fa dovranno essere messe in gioco ancora per dare la possibilità di prolungare la cassa integrazione almeno fino alla fine dell'anno”.
Ma un decreto risolutivo entro la fine di agosto è impossibile considerando che mancano ormai anche i tempi per definire nuove soluzioni concrete alla questione, dalla definizione precisa di coloro che necessitano di tutela, e che ora sono stimati in 200mila persone, al problema delle coperture necessarie da reperire per la salvaguardia.
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha confermato: “Abbiamo già salvaguardato oltre 130 mila persone, altre sono ancora in difficoltà. E' stato forse un problema di valutazione complessiva della dimensione di questo problema. Non c'erano dati che ci dicevano quante persone avevano fatto accordi con le società. Ci stiamo lavorando”.
Autore: Marianna Quatraro
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