Indirizzo mail

Puoi contattarci scrivendo a: cumpustela@gmail.com

giovedì 29 marzo 2012

Rimoldi: «Spiego perché»

PENSIONI/ Esodati e ricongiunzioni. Rimoldi (Fnp-Cisl): vi spiego perché saremo in piazza il 13 aprile
mercoledì 28 marzo 2012
PENSIONI/ Esodati e ricongiunzioni. Rimoldi (Fnp-Cisl): vi spiego perché saremo in piazza il 13 aprilePENSIONI ESODATI - MANIFESTAZIONE DI CGIL, CISL E UIL IL 13 APRILE Per i lavoratori esodati questo è un periodo particolare. Dopo la riforma delle pensioni e l’approvazione del Decreto Milleproroghe per molti di loro non si è trovata una soluzione e rischiano così di trovarsi per qualche anno, in alcuni casi anche più di cinque, senza i necessari requisiti per accedere alla pensioni e senza nemmeno un posto di lavoro. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in un recente convegno aveva fatto sapere che l’esecutivo sarebbe intervenuto con un provvedimento entro la fine di giugno. Ma evidentemente queste rassicurazioni non bastano, dato che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di scendere insieme in piazza il 13 aprile a Roma per chiedere a Governo e Parlamento di intervenire sul tema. Una mobilitazione che il sindacato di Susanna Camusso aveva già previsto per il 17 aprile, ma che è stata poi anticipata in modo da far sfilare insieme le tre confederazioni. «Per noi quella degli esodati è una priorità assoluta», ci spiega Attilio Rimoldi, Segretario nazionale della Fnp-Cisl. «Ci sono infatti circa 350.000 persone che resteranno senza stipendio e senza pensione e che non possono aspettare i tempi promessi dal Governo. Questa gente ha fatto una scelta, spesso forzata dalle situazioni aziendali, e adesso si trova veramente in difficoltà. C’è chi per sei anni dovrà fare a meno di stipendio e pensione».
La soluzione che il sindacato chiede è semplice: «Per queste persone non deve valere il momento della maturazione del diritto ad andare in pensione, ma la data in cui hanno sottoscritto l’accordo con il datore di lavoro e le parti sociali sull’esodo forzato. Quindi se l’hanno firmato prima che entrasse in vigore la riforma prevista dal decreto “salva-Italia” devono avere il diritto di andare in pensione con il vecchio sistema». Certamente bisognerà trovare una copertura economica perché venga approvato un provvedimento del genere. Tuttavia, spiega Rimoldi, «anche se non si tratta di 50.000 persone, come aveva previsto all’inizio la Fornero, ma di un numero sette volte superiore, non credo che dal punto di vista economico ci possano essere ostacoli insormontabili».
I sindacati scenderanno in piazza anche per chiedere un intervento sul costo delle ricongiunzioni tra i diversi contributi previdenziali versati nella vita lavorativa, che in alcuni casi si rivela essere esorbitante. «La ricongiunzione - spiega Rimoldi - deve avere un onere sostenibile. Cioè ci deve essere un beneficio superiore al costo pagato, altrimenti viene a mancare un diritto. Faccio un esempio: un giovane che ha lavorato per anni con contratti atipici ha versato i contributi alla gestione separata. Se poi trova un lavoro stabile e la ricongiunzione dei contributi è troppo onerosa, questo si traduce nella perdita dei contributi già versati».
Il 13 aprile quindi i tre principali sindacati si troveranno insieme in piazza sul tema delle pensioni, un’unità che è venuta a mancare sul riforma del lavoro. «Anche in questo secondo caso - spiega Rimoldi - c’erano degli orientamenti comuni. Poi l’articolo 18 è diventato un problema più ideologico che di sostanza e ci ha portato ad avere posizioni un po’ diverse. Anche noi crediamo che sia meglio che per il licenziamenti economici ci possa essere il reintegro nel caso in cui la motivazione addotta dal datore di lavoro risulti non reale. Però la Cisl ha puntato in questa riforma a tutelare maggiormente i giovani e non a far perdere tutti i diritti essenziali a chi già oggi lavora».

Mastrapasqua non ne è certo

Pensioni: Inps, esodati non quantificati

Pensioni: Inps, esodati non quantificatiC'è un tavolo a ministero. Spero e credo decreto entro giugno

28 marzo, 16:46
(ANSA) - ROMA, 28 MAR - Il numero degli ''esodati'' ovvero di coloro che con la riforma della previdenza rischiano di restare senza lavoro e senza pensione a causa dell'aumento dell'eta' pensionabile non e' ancora definito. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua ricordando che c'e' un tavolo al ministero del Lavoro al quale partecipano anche l'Inps e la Ragioneria generale dello Stato che sta elaborando i dati sulla platea e sulle decorrenze delle pensioni per questi soggetti.
(Leggi)

Pensioni/ Inps: Difficoltà definire platea esodati, c'è tavolo
"Spero e credo decreto entro 30 giungo, c'è impegno Fornero"
Inserito 17 ore fa da TMNews
Ci sono delle "difficoltà" a definire la platea dei cosiddetti esodati, ma c'è un "tavolo" al ministero del Welfare che "sta lavorando" e a cui "l'Inps partecipa". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, nel corso di un'audizione alla Camera. "C'è un impegno che pubblicamente il ministro Fornero ha preso - ha continuato - di emanare il decreto interministeriale. Spero e credo che il decreto sarà emanato entro il 30 giugno e che conterrà tutte le garanzie. Il fatto certo è che c'è un tavolo che sta lavorando. Sarà rispettato il mandato del Parlamento".
(Leggi)



INPS: TURCO (RADICALI), SE NON DATI IN TEMPI BREVI CHIEDIAMO COMM. INCHIESTA
(AGENPARL) - Roma, 28 mar - "A precisa richiesta di poter conoscere l'entità dei contributi silenti il Presidente Mastrapasqua, audito dalla Commissione lavoro, ha risposto "sono su internet". E' la stessa risposta che, nella stessa sede, alla stessa domanda, mi diede circa un anno fa. Ma tante altre richieste dei colleghi sono rimaste senza risposta. Al Parlamento, quindi, non resta che mandare i Carabinieri per ottenere i dati che i parlamentari vogliono conoscere per essere messi in condizione di legiferare. Se in tempi brevissimi non ci saranno forniti i dati che abbiamo chiesto proporremo una Commissione d'inchiesta con i poteri giudiziari finalizzata unicamente ad acquisire le informazioni che il Presidente Mastrapasqua considera cosa sua". Lo dichiara in una nota Maurizio Turco, deputato radicale.
(Leggi)

Una soluzione o LA soluzione?

Mercoledì 28 Marzo 2012 19:44

LAVORO: CODURELLI (PD), GOVERNO SI RENDA CONTO DEL DISASTRO

On. Lucia Codurelli - PD
(AGENPARL) - roma, 28 mar - "Dopo un'infinità di richieste e numerosi atti ispettivi al ministro da parte del Pd commissione lavoro, apprendiamo che, ha dichiarato il Presidente della Repubblica, dopo l'annuncio della manifestazione di CGIL, CISL e UIL, il Governo sta lavorando ad una soluzione. Ci auguriamo che sia una soluzione vera e non pasticciata come è stato fatto sin'ora".
Lo dichiara l'On. Lucia Codurelli - Commissione Lavoro.



Mastrapasqua, l'INPS e l'ex IPOST

Registrazione dell'audizione del Presidente dell'INPS Mastrapasqua
Dal Sito web della Camera
Interessanti gli interventi degli onorevoli Gnecchi, Damiano (dalle ore 14:17 a 15:03) che ribadisce la necessità di conteggiare i 24 mesi ai fini del DIRITTO alla pensione, ordine del giorno votato unanimemente in commissione. Mastrapasqua "risponde" (dalle 15:30 alle 15:30)
Anche l'On. Lucia Codurelli (dalle ore 15:09 a 15:11) interviene su ex IPOST. Su questo il Dott. Mastrapasqua, pur essendo stato messo al corrente della situazione, glissa.



Testo della lettera recapitata direttamente nelle mani del Presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua il giorno 19-03-2012 al convegno de il Sole 24 ORE sulle pensioni.
Sullo stesso argomento (ex IPOST) sono stati sollecitati con lettere ad hoc anche Sarmi e Picucci (Poste), le Oo.Ss. ed i loro patronati allegando a tutti copia dell'interrogazione dell'On. Lucia Codurelli - PD.
Al Dott. Mastrapasqua
Presidente dell’INPS
19-03-2012
Oggetto: ex IPOST

Buongiorno Dottor Mastrapasqua,
siamo "esodati" di Poste Italiane che si tengono in contatto attraverso la rete web.

Come già segnalato al sottosegretario Polillo il 14-02-2012 e ad alcuni parlamentari, vogliamo sottoporre anche alla Sua attenzione la disastrosa situazione nella quale versa l’ex IPOST.

La centralizzazione a Roma di tutte le posizioni assicurative dei dipendenti postali, fisicamente impedisce di beneficiare della capillare presenza delle sedi INPS sul territorio per verificare lo stato della propria pratica.

Dalle (non) risposte che gli ex dipendenti ricevono dall’Ente, per lo più solo attraverso il numero verde (col quale ovviamente non si può interloquire ed entrare nel merito di una questione), rileviamo che ad oggi il numero di pratiche da evadere, l'incasso dei contributi previdenziali, le risposte che tantissimi pensionandi attendono determinano una elevatissima criticità.

Tantissimi ex dipendenti di Poste hanno chiesto dallo scorso gennaio 2011 ed addirittura dal 2010 di poter effettuare il versamento dei contributi volontari al fine di maturare il diritto e quindi beneficiare della relativa pensione.

Ad oggi non riescono a versare i predetti contributi perché l'INPS non ha rilasciato la relativa autorizzazione ma soprattutto non ha comunicato il numero di conto corrente dove poter versare questi contributi.

Sappiamo che il prossimo mese di aprile diversi ex dipendenti dovrebbero percepire la pensione per aver raggiunto il diritto, se avessero potuto versare i relativi contributi. Data la criticità evidenziata, invece, questi potrebbero non percepire la pensione a seguito del mancato versamento dei contributi che peraltro non dipende dalla loro volontà.

Altri ex dipendenti sono in attesa delle delibere di ricongiunzione e computo.

A causa dell’elevata criticità, il personale che è transitato dall'ex IPOST all'INPS di Via Beethoven, 11 a Roma non riesce a stabilire la priorità alle pratiche da evadere, anche per effetto del non corretto allineamento informatico delle procedure ex IPOST con INPS.

Sembra assurdo, ma l'INPS che dovrebbe incassare tantissima liquidità (soldi) non riesce a rilasciare le relative autorizzazioni.

Il perdurare di questa anomalia determinerà l’avvio di numerosi contenziosi da parte di chi ha chiesto l'autorizzazione al versamento e non l’ha ottenuta nei tempi compatibili con il diritto alla pensione, perché da questo deriva il danno della sua mancata liquidazione.

La situazione dell’ex IPOST rappresentata dall’INPS ai Sindacati confederali dei pensionati di CGIL-CISL-UIL il 15-2-2012 seppur grave è ampiamente inferiore alla realtà delle cose.

Chi vi scrive, ad esempio, ha potuto verificarlo di persona il 9-2-2012 e il 15-3-2012.

La situazione non è critica, ma semplicemente tragica. Abbiamo saputo che ci sono 2.500 pratiche in sospeso, da lavorare ed un’ulteriore mole di lavoro rappresentata dai solleciti che arrivano per queste stesse pratiche. Alcune non risultano istruite o, quanto meno, non ci sono a terminale.
Di questa situazione abbiamo informato alcuni onorevoli coi quali siamo in contatto e da ciò è nata l’interrogazione dell’on. Lucia Codurelli specifica sull’IPOST (allegato).

Dottor Mastrapasqua, La preghiamo di intervenire subito perché il bubbone rischia di esplodere.

Gradiremmo essere informati di come agirà, anche per tranquillizzare gli altri esodati postali. Siamo disposti alla collaborazione, finanche manuale.

Ringraziamo dell'attenzione.
Distinti saluti
MB-GZ-EDM

La UIL


COMUNICATO STAMPA
Esodati: dichiarazione di Luigi Angeletti, Segretario generale UIL
È inaccettabile ed ingiusto che vi siano centinaia di migliaia di persone che non hanno più il lavoro e che, a causa dei nuovi provvedimenti previdenziali, non possono ancora fruire della loro pensione. Queste persone hanno fatto una scelta fidandosi delle regole esistenti. Un qualunque Governo decente deve garantire la validità di patti precedentemente sottoscritti: si pone un problema di credibilità. Noi lo sollecitiamo ad onorare impegni che lo Stato si è assunto nei confronti di tanti suoi cittadini. Per questi motivi, abbiamo deciso di organizzare, insieme alla Cgil e alla Cisl, una manifestazione che si svolgerà il prossimo 13 aprile a Roma.
Roma, 28 marzo 2012
 
Segreteria Generale UIL
UIL, mobilitazione e iniziative di lotta per reddito e occupazione

La Segreteria nazionale della Uil ha deciso di avviare uno stato di mobilitazione e una serie di iniziative a livello territoriale e nazionale per sollecitare interventi a tutela dell’occupazione e del reddito dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Lunedì 2 aprile saranno definite, al termine di una nuova riunione di Segreteria, anche le modalità e le tempistiche delle prime manifestazioni.
Mentre il governo vorrebbe costringerci a parlare solo di articolo 18, i lavoratori e i pensionati, proprio in queste ore, si trovano a dover fare i conti con un’accresciuta e ormai insostenibile pressione fiscale che sta ridimensionando considerevolmente il potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni. Le addizionali Irpef hanno avuto il loro effetto negativo sulle buste paga di marzo e un ulteriore peggioramento si prospetta, nei prossimi mesi, quando entrerà in vigore l’Imu. Si profilano, inoltre, ulteriori possibili incrementi delle aliquote Iva che finiranno col pesare, soprattutto, sui redditi reali medio-bassi.
Anche sul fronte occupazionale, la situazione è decisamente preoccupante. Le stime per il 2012 fanno prevedere un’accentuazione della disoccupazione o dell’insicurezza dell’occupazione che farà il paio con una riduzione della produzione industriale e del Pil. La conclamata situazione di recessione è il segno evidente che il Paese è prostrato da anni di mancati progetti di sviluppo.
E’ necessario, dunque, mettere in campo azioni di contrasto agli effetti recessivi delle politiche economiche del governo. In questo quadro, in attesa di una sempre più improcrastinabile riforma fiscale che riequilibri il carico della tassazione a favore dei redditi fissi, è urgente un provvedimento attuativo per la detassazione strutturale degli incrementi salariali derivanti dalla produttività. Così come, occorre porre rimedio, subito, alla condizione di quelle persone che non hanno più un lavoro e che, però, non sono ancora in grado di fruire della pensione. I cosiddetti “esodati” sono molte centinaia di migliaia e per essi si pone l’urgenza di soluzioni che garantiscano la continuità tra salario e pensioni.
Vanno affrontate, inoltre, con decisione le tante vertenze per crisi aziendali: occorrono soluzioni concordate con i competenti livelli istituzionali che riaprano prospettive industriali e occupazionali per tante realtà produttive e per tanti lavoratori. Al contempo, c’è bisogno anche di un sostegno al tavolo aperto per le questioni che riguardano l’efficienza e la valorizzazione del lavoro pubblico. Occorre, infine, sollecitare a livello parlamentare una modifica della riforma del mercato del lavoro secondo le indicazioni già emerse nel corso della Direzione nazionale della Uil.
A un diffuso e crescente disagio è necessario dare risposte concrete nella direzione della crescita e dello sviluppo. La mobilitazione e le iniziative di lotta della Uil avranno questo segno chiaro e inequivoco.
(Leggi)
 
 
 

Si parla di Esodati al TG3 del 28-03-2012 - ore 19:00

Al TG3 del 28-03-2012 si parla dell'iniziativa unitaria CGIL-CISL-UIL+UGL sulle pensioni e c'è anche un servizio sugli esodati.
Il servizio suilla percezione che del problema NON hanno alcuni parlamentari è quanto meno imbarazzante
(frame da 9:28 a 15:53)

Lettera al Ministro Fornero


Il Fatto Quotidiano, 28 Marzo 2012
Gentile ministro Fornero, è bastato riportare su Il Fatto le frasi incredibilmente sprezzanti che lei ha scelto per parlare del dramma degli “esodati”, perché le nostre caselle email fossero intasate di lettere e richieste di aiuto.
Ci sono 350 mila persone (con le famiglie, un milione) che per effetto della sua riforma sono oggi senza stipendio né pensione. Nel limbo: espulsi dal mercato del lavoro, rifiutati da quello previdenziale. Se non ci crede, legga le storie che pubblichiamo: c’è chi ha venduto la macchina, chi non riesce più a pagare il mutuo della casa, chi non mangia più carne e fa spesa solo al discount, chi ha detto al figlio (all’estero) a un passo dalla laurea: “Torna indietro, non ho più soldi”. Lei, di fronte a questo problema, ha detto a Report, forse senza rendersi bene conto del dramma: “Non ci hanno chiamato a distribuire caramelle”. Ha aggiunto che queste persone dopotutto non hanno tutti i contributi in regola. Ha concluso – ma non è sicuro nemmeno questo – che potrebbero usufruire di un “sussidio” (con la sua riforma, per non più di 18 mesi). Hanno tutti grande anzianità lavorativa, lavoratori e lavoratrici con più di trent’anni di contributi, ora finiti a 3-4-5-6 anni dalla pensione. Non si può dire loro: ci spiace, il patto che abbiamo stipulato non vale più, niente caramelle, bimbo. Questi uomini e queste donne avevano accettato la mediazione dello Stato che lei rappresenta e sottoscritto patti.
Sono gli “esodati” della Ibm, delle Poste, di tante aziende private. Sono padri che hanno ceduto il posto ai figli per alleggerire i bilanci. Padri e madri che ora vengono messi contro i figli. Sono persone lasciate sole da tutti – a cominciare dalla politica, per proseguire con i tecnici – nel momento più critico della loro vita. “È come se – dice l’ex ministro Cesare Damiano – dopo aver costruito un ponte tra un sistema e l’altro, ci si rifiutasse di costruire l’ultima campata”.
Eppure, con la sua riforma, si risparmiano 14 miliardi di euro fin dal 2014: questa spietatezza non è necessaria, né comprensibile. Si può spendere un miliardo per questi cittadini? E si può chiederle come mai, dopo aver promesso liberalizzazioni mirabolanti su banche, servizi e corporazioni, l’unica libertà che questo governo ha realizzato è quella di licenziare? Ci piacerebbe che lei rispondesse, anche con una email. Non tanto a noi. A loro.

Dal dipartimento sindacale SLP-CISL

Pensiamo sia necessario fare un po’ di chiarezza sulla posizione della scrivente organizzazione sindacale circa la questione esodati alla luce anche di una mail che attribuisce alla scrivente il fatto di essere l’unica a non aver firmato l’avviso comune da inviare al Governo.

Il problema esodati oltre all’Azienda Poste riguarda un cospicuo numero di altre Aziende e un elevato numero di lavoratori: fonti del Governo dicono circa 300.000.

L’avviso comune che Poste ci ha proposto contiene, a nostro giudizio, alcuni aspetti sui quali ci siamo riservati di fare alcuni approfondimenti anche con la nostre confederazioni (posizione di SLp-Cisl UILPoste – CONFSALCom e UGLCom).

Innanzitutto occorre osservare che il Governo non è interlocutore diretto delle Aziende e delle Organizzazioni sindacali di categoria ma bensì delle associazioni datoriali (Confindustria) e delle confederazioni (CGIl-CISL-UIL-UGL-ecc). Ci sembrerebbe quindi più efficace se ognuno facesse pressioni sulle proprie associazioni/confederazioni per segnalare il problema e proporre soluzioni per tutti, altrimenti si rischia che ogni categoria cerchi di rappresentare se stessa e nella divisione l’interlocutore (Governo/Azienda) ne trae vantaggio.

La proposta di Poste di redigere un avviso comune da indirizzare direttamente al Governo, oltre ai limiti predetti, ha lo scopo di non assumersi le proprie responsabilità (almeno in questo momento) nel caso in cui l’interlocuzione con il Governo non dovesse produrre i risultati sperati.

Pertanto noi abbiamo proposto:

1. Ognuno, sia da parte Aziendale sia da parte sindacale, faccia tutte le dovute pressioni sui propri riferimenti per rappresentare una possibile soluzione che contempli tutto il personale esodato senza escludere nessuno;

2. La realizzazione di un verbale dal quale emerga chiaramente l’impegno aziendale (qualora la discussione con il Governo non approdi ai risultati sperati) a farsi carico di tutte le posizioni eventualmente fuori dai provvedimenti adottati e/o di prossima attuazione;

3. Che anche l’Azienda intervenga presso l’ex IPOST per risolvere la problematica relativa alla contribuzione volontaria;

4. Che vengano eliminate dai nuovi verbali di esodo le clausole che fanno ricadere le responsabilità unicamente sui lavoratori.

Ci siamo comunque riservati di fare le opportune valutazioni (anche con la CISL) sulla opportunità e sulla efficacia di un avviso comune, sul quale continuano a permanere i nostri dubbi circa la sua reale efficacia.

Chi poi sostiene che il Governo, a fronte del complessivo problema esodati, attuerà quanto contenuto nell’avviso comune lo fa, secondo noi, non considerando la capacità di valutazione dei colleghi interessati dal problema ed assumendosi la responsabilità di quello che dice.

Abbiamo voluto precisare la nostra posizione perché pensiamo che il problema sia reale e abbia bisogno di chiarezza ed azioni concrete, per questi motivi, oltre a comunicarvi che il giorno 3 aprile prossimo presso la sede di Unindustria in via Noale a Roma alle ore 10,00 ci sarà un ulteriore incontro sul tema esodati, vi invitiamo a partecipare TUTTI alla manifestazione NAZIONALE che unitariamente come C GIL - CISL e UIL abbiamo organizzato per evidenziare il problema esodati.

13 APRILE 2012

I LAVORATORI ESODATI D’ITALIA

MANIFESTANO CONTRO I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO

GRANDE MANIFESTAZIONE ALLE ORE 10,00

NON MANCATE

SEGUIRANNO DETTAGLI LOGISTICI SULL’INIZIATIVA

VI ALLEGHIAMO NOTA DELLA SEGRETERIA CONFEDERALE CISL