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mercoledì 25 aprile 2012

Quale equità?

LAVORO: PRESIDIO CISL TORINO, DA GOVERNO MISURE PIU' EFFICACI
15:53 24 APR 2012  
(AGI) - Torino, 24 apr - "Ci siamo mobilitati per chiedere al Governo Monti, la cui azione finora e' risultata troppo debole per quanto riguarda la crescita e poco equa sul piano sociale, misure piu' efficaci ed incisive. C'e' bisogno di creare nuove opportunita' di lavoro per giovani e adulti e di risolvere il grave problema degli esodati". Cosi' Nanni Tosco, segretario della Cisl torinese spiega il senso del presidio organizzato dal sindacato, questa mattina, a Torino. La Cisl torinese chiede il rilancio degli investimenti, la realizzazione delle opere pubbliche anche piccole con il superamento del patto di stabilita'; una politica industriale orientata all'innovazione di prodotto, la riduzione delle tasse su lavoro e pensioni, un'imposta pluriennale sui grandi patrimoni, la vendita dei beni demaniali e la riduzione dei costi della politica. Questi ultimi, ha detto Tosco, "vanno ridotti da subito, destinando le risorse che si recuperano alla spesa per le politiche sociali, come il Fondo per la non autosufficienza, che e' scomparso dopo le varie manovre". Ed ancora per il segretario della Cisl torinese "la nuova riforma del mercato del lavoro, va innanzitutto difesa e consolidata in Parlamento per quanto riguarda le norme di contrasto alla cattiva flessibilita' e la possibilita' di reintegro per chi e' licenziato senza giusta causa per motivi economici: e va rafforzata - ha concluso - sul piano degli ammortizzatori sociali per i precari e i lavoratori delle piccole imprese".
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25 aprile e 1 Maggio: non esodiamoli

Mobilitazione: sì, nì, no... MA GLI ACCORDI DEVONO ESSERE RISPETTATI

LAVORO
Sciopero generale, Angeletti frena: "- 0,5% Pil"
Camusso: "Calcolo strano, prospettiva resta" 

Il leader della Uil si dice contrario a una mobilitazione totale, ma la numero uno della Cgil replica: "Se il governo non cambia, ipotesi da mantenere". Per Bonanni (Cisl), invece, si tratta di estrema ratio. Napolitano scrive a Marcegaglia: "Lavoro e persona valori primari della Costituzione"
ROMA - La Uil è contraria all'ipotesi di sciopero generale contro la riforma delle pensioni e le questioni legate al lavoro, alla crescita e al fisco. Lo dice il leader Luigi Angeletti, secondo il quale una giornata di sciopero, se riuscisse completamente, porterebbe un calo di Pil di quasi lo 0,5%. "Sta andando molto male - ha detto - sciopero generale? Dovremmo augurarci che non ci sia e se ci fosse davvero dovremmo sperare che vada molto male senno si avrebbe un calo del Pil di quasi lo 0,5%". Un calcolo che, però, non convince il leader della Cgil Susanna Camusso, che ribadisce la volontà del suo sindacato di "mantenere la prospettiva dello sciopero" generale sulle questioni legate alla crescita, il fisco e il lavoro. La Camusso, replicando al numero uno della Uil ha detto:"Non so come abbia fatto il conto,mi sembra un po' strano. Resta aperta la discussione con Cisl e Uil, credo che vada mantenuta la prospettiva di sciopero perché il governo non cambia passo". Di estrema ratio parla, invece, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale "gli scioperi servono, ma come diceva Wojtyla è uno strumento estremo, quando ci vuole ci vuole, ma tutti i giorni no. Lo sciopero è un'estrema ratio". Rispetto alla previsione di Luigi Angeletti sul calo del Pil prodotto dallo sciopero, Bonanni ha commentato: "Angeletti ha detto una cosa concreta cioè quanto vale sul Pil", e comunque "sappiamo quanto pesa sulle buste paga".
Esodati. Il problema degli esodati resta un punto sul quale, secondo Angeletti, il governo "deve trovare una soluzione perché l'unica alternativa che non ha è quella di lasciare le cose come stanno", ha detto intervenendo a La telefonata di Maurizio Belpietro. Secondo il leader della Uil, l'esecutivo deve rispettare gli accordi: fino ad ora, intanto, oltre alla lettera del ministro Fornero in cui annunciava l'intenzione di incontrare i sindacati, Angeletti ha ricordato che non ci sono stati contatti con il Governo. La soluzione "ragionevole" prospettata da Angeletti "è molto semplice": si deve innanzitutto valutare se ci siano casi in cui i lavoratori possano tornare al lavoro, ma dove ciò non possa avvenire, "l'unica soluzione è mandarli in pensione con le vecchie regole perché quelli erano gli accordi".Anche Susanna Camusso è tornata a parlare del nodo degli esodati: "Serve una soluzione per tutti i lavoratori e le tipologie di lavoro", ha ribadito e ha proposto di "ritornare ai criteri in essere al momento della riforma per tutti coloro che non avevano una prospettiva di lavoro, per chi è in mobilità, in esodo incentivato individuale, per chi stava contribuendo volontariamente per raggiungere quella condizione, per i lavoratori pubblici per i quali sono state applicate norme poi cambiate". In merito alla lettera inviata dal ministro del Lavoro, Camusso replica: "Una lettera di risposta a una richiesta di incontro senza data è un modo di prendere tempo". "Se il ddl viene ulteriormente modificato sulla precarietà si fa poco o niente e per certi aspetti si rischia di peggiorare la situazione". E ha concluso: "Dopo tre anni persi del governo precedente, ora si sommano manovre recessive. Si sceglie di comprimere l'economia e non di investire nulla sulla crescita e sul lavoro".
"Quella di tornare in azienda non è una cosa nella disponibilità del governo, ma delle imprese", è la posizione di Bonanni, che così stronca l'ipotesi di riportare al lavoro gli esodati. Quella degli esodati, sottolinea il leader della Cisl, è un "fatto simbolico che non mandiamo giù" sia perché "le persone aspettano risposte" e perché "da questo si capisce il rispetto nei confronti dei sindacati. Abbiamo apprezzato- dice- la lettera del ministro ma vorremmo sapere quando sarà possibile incontrarci e trovare soluzioni".
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STOP NONSENSE

Esodati, Bonanni: "Il rientro al lavoro non ha senso"
23 aprile 2012 13:24
ROMA – ''Un'idea campata in aria pensare di far rientrare in azienda gli esodati. In realta', il governo ha fatto un errore e ora deve rimediare con una norma ad hoc''. Lo afferma al Mattino il leader della Cisl Raffaele Bonanni che aggiunge: ''Non voglio credere che il ministro parli senza avere elementi concreti. Sta di fatto che tutti gli accordi dei mesi scorsi hanno lasciato vuoti dei posti utilizzati, con il turn over, da altre persone, soprattutto giovani. Quindi, non mi sembra assolutamente facile il rientro''.
''Il pasticcio originario – osserva – e' una riforma pensionistica fatta senza discutere con nessuno. L'effetto deleterio e' stato questo esercito di persone abbandonate a se' stesse, gli esodati, che stanno pagando un costo enorme. L'unica soluzione e' mandarli in quiescenza. Il governo ha infatti il dovere di sostenere coloro che hanno fatto accordi con le proprie aziende''.
''Ora il governo – chiede Bonanni – deve stabilire con un nuovo provvedimento che quegli accordi sono validi ai fini della pensione. In pratica, l'esecutivo, non avendo fatto nessun confronto per varare la riforma delle pensioni ha dimenticato l'esistenza di questi accordi. E adesso deve rimediare al proprio errore. Una nuova norma dovrebbe mettere in salvo chi ha fatto accordi collettivi, resi poi vani dalla riforma entrata in vigore quest'anno''.
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La CGIL Sicilia avvia il censimento esodati nell'isola


Esodati: Cgil Sicilia, Governo rispetti regole su accordi sottoscritti
24 Aprile 2012 - 14:05

(ASCA) - Palermo, 24 apr - La Cgil Sicilia ha dato il via a un censimento degli esodati nell'isola. Dopo un primo screeneng che ha evidenziato l'esistenza nella regione di 2.077 persone coinvolte in accordi collettivi o individuali di esodo incentivato e mobilita', il sindacato ha avviato un'indagine dettagliata per fare emergere la gravita' delle varie situazioni individuali. Per fare questo ha istituito un coordinamento regionale e ha aperto (sara' attiva dal 25 aprile) una finestra di dialogo sul proprio sito Internet.
Cliccando su www.sicilia.cgil.it si potra' accedere a ''Sos esodati'', una sezione dedicata nella quale sara' possibile registrarsi, aggiungendo cosi' il proprio nome e la propria peculiare situazione, a quelli gia' censiti dal sindacato.
''Tra i 400 postali esodati e tra i 500 bancari - dice Ferruccio Donato, segretario regionale d'organizzazione della Cgil - ne abbiamo gia' individuati, chi da gennaio, chi da aprile senza stipendio ne' pensione. E si tratta di dati per difetto: anche in Sicilia i numeri sono ben piu' ampi di quelli indicati dal governo''.
''Le soluzioni prospettate dall'Esecutivo sono impraticabili - aggiunge Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia -, l'unica strada percorribile e' l'applicazione per queste persone delle vecchie regole pensionistiche, quelle che erano in vigore al momento della sottoscrizione degli accordi. Il governo - sottolinea Maggio - deve essere del resto il primo a rispettare le regole e a non fare venire meno la certezza del diritto, se vogliamo un paese in cui tutti rispettino le regole e contribuiscano al bene comune''.
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martedì 24 aprile 2012

Timori, non caramelle, per il decreto in gestazione

Esodati, ipotesi di un decreto I timori su «200mila persone»
LAVORO. Assedio dei sindacati. Incertezza sulle misure, difficili protezioni e rientro al lavoro
L'Italia patria delle casalinghe: 5 milioni le donne senza lavoro

23/04/2012
Antonio Pennacchioni ROMA In attesa che il ministro Elsa Fornero convochi il tavolo sugli esodati parte il fuoco di sbarramento dei sindacati contro l'ipotesi di un rimpiego degli esclusi dalle garanzie del decreto Salva-Italia e del Milleproroghe. La soluzione contestata non riguarda 65mila lavoratori che, in base ad accordi stipulati entro il 4 dicembre 2011, usufruiscono di trattamenti di integrazione al reddito in vista di una pensione che la riforma previdenziale ha rinviato i qualche anno rispetto alle previsioni. E per i quali esiste una copertura totale di 5 miliardi di euro in sette anni. Ma altre 200mila persone, secondi calcoli dei tecnici, la cui sorte resta appesa a un filo. Nel frattempo l'Italia si scopre un Paese di casalinghe. Dai calcoli dell'Istat emerge un esercito di quasi 5 milioni di donne occupato nelle faccende di casa in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni. Le under 35 sono ben 800mila. Una curiosità: i casalinghi non superano le 63mila unità. DRAMMA SOCIALE. Alla vigilia dell'incontro tra Fornero e i lavoratori dell'Alenia, si accende la polemica. «Il ministro deve assolvere certi doveri che non vuole assolvere. Stiamo ancora aspettando di essere convocati per gli esodati, un vero dramma sociale», attacca il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che accusa la titolare del Welfare di tenere «la testa sotto la sabbia» negando alle parti sociali il confronto su un tema così controverso. La soluzione individuata, far tornare al lavoro chi lo ha lasciato in base ad accordi aziendali o a vertenze individuali, non convince il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, che vede delle difficoltà oggettive confermate dal no a procedere giunto da Poste Italiane o dall'impossibilità a farlo come nel caso di Termini Imerese: «Bisogna conoscere la realtà e non avere la presunzione di avere a priori delle soluzioni miracolistiche, che non sono possibili». L'impegno del governo a valutare l'adozione di interventi specifici non basta neanche alla Cgil, che alza i toni. «Serve un vero tavolo di confronto per affrontare con serietà il tema dei lavoratori in esodo, mobilità, cassa integrazione straordinaria, licenziati in prosecuzione volontaria, ai quali tutti va data una risposta che restituisca certezze e serenità», rincara la segretaria confederale Vera Lamonica. «CORSIA VERSO IL NULLA». Dal Welfare sotto assedio non filtra alcuna anticipazione sullo strumento in cui far confluire le norme per regolarizzare le situazioni a scadenza più lontana: decreto legge o altro. Entrando nel merito delle «nuove opportunità occupazionali» eventualmente legate «all'auspicata ripresa economica», evocate dal ministro Fornero nella ultima lettera ai sindacati, si pensa a diverse opzioni: il part-time, l'incasso di una parte dell'assegno previdenziale, il ricorso ad incentivi fiscali per l'assunzione degli over 50. Una strada in salita per i sindacati. La Cgil parla di «propaganda e improvvisazioni» e accusa il governo di indicare soluzioni impraticabili in assenza di accordi con il sistema delle imprese e in presenza di piani di ristrutturazione già operativi. Bocciata dallo stesso sindacato anche la proposta di fare degli esodati una categoria protetta: «Significa innescare pericolose guerre tra poveri e far prendere a decine di migliaia di lavoratori una corsia verso il nulla».
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Camusso: tornare a criteri prima di riforma

Pensioni: Camusso, su esodati tornare a criteri prima di riforma
24 Aprile 2012 - 11:22
(ASCA) - Roma, 24 apr - ''Serve una soluzione per tutti i lavoratori e le tipologie di lavoro che si sono trovati lasciati in mezzo a una strada da una riforma fatta senza clausole di salvaguardia''. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ribadisce che sugli esodati servono misure concrete per la salvaguardia dei lavoratori.
Conversando con i giornalisti a margine di un convegno in Confindustria, Camusso propone di ''ritornare ai criteri in essere al momento della riforma per tutti coloro che non avevano una prospettiva di lavoro, per chi e' in mobilita', in esodo incentivato individuale, per chi stava contribuendo volontariamente per raggiungere quella condizione, per i lavoratori pubblici per i quali sono state applicate norme poi cambiate''.
In merito alla lettera inviata dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che ha invitato i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl a un incontro proprio sugli esodati, Camusso replica: ''Una lettera di risposta a una richiesta di incontro senza data e' un modo di prendere tempo''.
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Angeletti: non c'è la convocazione

Lavoro: Angeletti, su 'esodati' ricevuto lettera ma non convocazione
ultimo aggiornamento: 24 aprile, ore 10:46
Roma, 24 apr. (Adnkronos) - ''Il governo deve trovare una soluzione'' sul problema degli esodati ''persone che hanno applicato leggi esistenti'': lo afferma il leader Uil Luigi Angeletti che, a 'La telefonata' su Canale 5, spiega che finora i sindacati non sono stati convocati per discutere la questione ma hanno ricevuto ''una lettera del ministro che ci propone un incontro; tuttavia- prosegue - non e' stato fissato un giorno''.
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