LAVORO
Sciopero generale, Angeletti frena: "- 0,5% Pil"
Camusso: "Calcolo strano, prospettiva resta"
Il leader della Uil si dice contrario a una mobilitazione totale, ma la numero uno della Cgil replica: "Se il governo non cambia, ipotesi da mantenere". Per Bonanni (Cisl), invece, si tratta di estrema ratio. Napolitano scrive a Marcegaglia: "Lavoro e persona valori primari della Costituzione"
ROMA - La Uil è contraria all'ipotesi di sciopero generale contro la riforma delle pensioni e le questioni legate al lavoro, alla crescita e al fisco. Lo dice il leader
Luigi Angeletti, secondo il quale una giornata di sciopero, se riuscisse completamente, porterebbe un calo di Pil di quasi lo 0,5%. "Sta andando molto male - ha detto - sciopero generale? Dovremmo augurarci che non ci sia e se ci fosse davvero dovremmo sperare che vada molto male senno si avrebbe un calo del Pil di quasi lo 0,5%". Un calcolo che, però, non convince il leader della Cgil
Susanna Camusso, che ribadisce la volontà del suo sindacato di "mantenere la prospettiva dello sciopero" generale sulle questioni legate alla crescita, il fisco e il lavoro. La Camusso, replicando al numero uno della Uil ha detto:"Non so come abbia fatto il conto,mi sembra un po' strano. Resta aperta la discussione con Cisl e Uil, credo che vada mantenuta la prospettiva di sciopero perché il governo non cambia passo". Di estrema ratio parla, invece, il segretario generale della Cisl,
Raffaele Bonanni, secondo il quale "gli scioperi servono, ma come diceva Wojtyla è uno strumento estremo, quando ci vuole ci vuole, ma tutti i giorni no. Lo sciopero è un'estrema ratio". Rispetto alla previsione di Luigi Angeletti sul calo del Pil prodotto dallo sciopero, Bonanni ha commentato: "Angeletti ha detto una cosa concreta cioè quanto vale sul Pil", e comunque "sappiamo quanto pesa sulle buste paga".
Esodati. Il problema degli esodati resta un punto sul quale, secondo Angeletti, il governo "deve trovare una soluzione perché l'unica alternativa che non ha è quella di lasciare le cose come stanno", ha detto intervenendo a
La telefonata di Maurizio Belpietro. Secondo il leader della Uil,
l'esecutivo deve rispettare gli accordi: fino ad ora, intanto, oltre alla lettera del ministro Fornero in cui annunciava l'intenzione di incontrare i sindacati, Angeletti ha ricordato che non ci sono stati contatti con il Governo. La soluzione "ragionevole" prospettata da Angeletti "è molto semplice": si deve innanzitutto valutare se ci siano casi in cui i lavoratori possano tornare al lavoro, ma dove ciò non possa avvenire, "l'unica soluzione è mandarli in pensione con le vecchie regole perché quelli erano gli accordi".Anche Susanna Camusso è tornata a parlare del nodo degli esodati: "Serve una soluzione per tutti i lavoratori e le tipologie di lavoro", ha ribadito e ha proposto di "ritornare ai criteri in essere al momento della riforma per tutti coloro che non avevano una prospettiva di lavoro, per chi è in mobilità, in esodo incentivato individuale, per chi stava contribuendo volontariamente per raggiungere quella condizione, per i lavoratori pubblici per i quali sono state applicate norme poi cambiate". In merito alla lettera inviata dal ministro del Lavoro, Camusso replica: "Una lettera di risposta a una richiesta di incontro senza data è un modo di prendere tempo". "Se il ddl viene ulteriormente modificato sulla precarietà si fa poco o niente e per certi aspetti si rischia di peggiorare la situazione". E ha concluso: "Dopo tre anni persi del governo precedente, ora si sommano manovre recessive. Si sceglie di comprimere l'economia e non di investire nulla sulla crescita e sul lavoro".
"Quella di tornare in azienda non è una cosa nella disponibilità del governo, ma delle imprese", è la posizione di Bonanni, che così stronca l'ipotesi di riportare al lavoro gli esodati. Quella degli esodati, sottolinea il leader della Cisl, è un "fatto simbolico che non mandiamo giù" sia perché "le persone aspettano risposte" e perché "da questo si capisce il rispetto nei confronti dei sindacati. Abbiamo apprezzato- dice- la lettera del ministro ma vorremmo sapere quando sarà possibile incontrarci e trovare soluzioni".
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