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venerdì 15 luglio 2016

Comitato Esodati di Lodi; istruzioni per la 7^ salvaguardia

venerdì 15 luglio 2016

Istruzioni per la settima salvaguardia...

 
A seguito dei recenti incontri avuti dal coordinamento dei comitati esodati della Lombardia con enti e istituzioni, sono state chiarite alcune interpretazioni della legge 208 del 2015  (avente per oggetto la messa in salvaguardia del settimo contingente diesodati) che nel corso delle scorse settimane hanno portato al DINIEGO della domanda di salvaguardia presentata da alcune tipologie di esodati. In particolare ci si riferisce a lavoratori il cui rapporto di lavoro si è interrotto a seguito di:
●  accordo sindacale di esubero
●  accordo individuale di esubero
●  licenziamento unilaterale da parte dell’azienda  
E’ importante ricordare che tali lavoratori devono ora presentare, con la massima urgenza, domanda di RIESAME, e conseguente RICORSO, al fine di non perdere l’eventuale diritto, rivolgendosi al patronato presso cui la domanda iniziale è stata presentata. Va ricordato che tale domanda di RIESAME deve esser presentata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di DINIEGO. Il comitato esodati di Lodi è a disposizione, come sempre in questi anni seguiti alla legge Fornero-Monti, per vagliare con gli interessati ogni situazione. Per un contatto è sufficiente inviare una mail a comitatoesodatilodi@gmail.com, ma ricordiamo che il comitato esodati di Lodi si riunisce puntualmente tutti i mercoledì alle ore 9,30 presso la sede della Camera del Lavoro di Lodi, via Lodivecchio, 31. 

giovedì 14 luglio 2016

L'appelo degli esodati alle istituzioni

PENSIONI, LE NOVITÀ AL 13 LUGLIO CON L'APPELLO DEGLI ESODATI ALLE ISTITUZIONI
Le ultime novità sulle pensioni per gli esodati ad oggi 13/07 vedono la diffusione di un nuovo comunicato diretto all'Inps e al Governo.
Pubblicato il:13 luglio 2016
STEFANO CALICCHIO - Esperto di Lavoro

I Comitati territoriali degli esodati lanciano un nuovo appello alle istituzioni, ed in particolare all'Inps e al Governo, al fine di chiudere definitivamente la questione della contabilità relativa alla settima salvaguardia parlamentare. Dopo quattro mesi dalla data di chiusura dei termini per la presentazione delle domande da parte dei lavoratori, i Comitati lamentano la situazione di stallo davanti cui si trovano decine di migliaia di pensionandi in virtù della mancanza di una riposta da parte dell'istituto pubblico di previdenza. Una vicenda definitiva come grave soprattutto per via della situazione di disagio che molti dei pensionandi si trovano ad affrontare, visto che di fatto continuano ad essere non salvaguardati nonostante le tutele già previste e approvate con lalegge di stabilità 2016. Tanto che i lavoratori definiscono il tutto come "inaccettabile, perché condanna migliaia di persone e le loro famiglie ad ulteriori e pesanti mesi di attesa, nell'ansia e nell'incertezza sul loro futuro".
Pensioni e 7ma salvaguardia: i problemi in essere
Stante lo scenario appena descritto, gli esodati lamentano due gravi problemi sorti proprio a seguito della situazione appena descritta. Come già anticipato, da un lato si condannano migliaia di ex lavoratori (e le loro famiglie) ad un'angosciosa attesa verso il futuro. Dall'altro lato diviene impossibile chiudere la Conferenza dei Servizi che si è aperta lo scorso 23 giugno 2016, con la quale ci si poneva l'obiettivo di accertare gli effettivi risparmi derivanti dalle sette precedenti azioni di salvaguardia parlamentare, al fine di avviare l'ottavo e definitivo provvedimento in favore degli oltre 34mila lavoratori rimasti ancora esclusi.
Riforma pensioni: falso che l'ottava salvaguardia sia troppo onerosaProprio in merito all'8va salvaguardia i lavoratori esodati esprimono il loro appoggio al dispositivo presentato alla Camera a firma degli On. Damiano e Gnecchi, evidenziandone la sostenibilità. "È falso che l'ottava salvaguardia sia troppo onerosa in quanto sarebbe chiaramente a costo zero per lo Stato, potendo contare sui risparmi conseguiti nel fondo esodati". Chiare quindi le aspettative dei lavoratori, che chiedono all'Inps di chiudere al più presto l'istruttoria delle istanze riguardanti la settima salvaguardia e di procedere conseguentemente a definire la contabilità di tutti gli interventi precedenti. Mentre al Governo si chiede una pronta verifica sulla situazione di stallo appena descritta, al fine di sbloccare i conteggi e procedere all'approvazione urgente del DDL A.C.3893 depositato alla Camera, "assegnando la sede legislativa alla Commissione, per la sua approvazione nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il mese di settembre". I lavoratori si riservano di mettere in campo ogni altra iniziativa al fine di tutelare gli esodati ancora non salvaguardati e dare attuazione agli ultimi provvedimenti di tutela.
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Cassano: La speranza di vita si applica anche agli esodati

Pensioni, La speranza di vita si applica anche agli esodati
Venerdì, 08 Luglio 2016 11:32
Scritto da Valerio Damiani
Lo ricorda il sottosegretario Massimo Cassano rispondendo ad una interrogazione parlamentare sollevata dal Partito Democratico.La speranza di vita per i lavoratori salvaguardati non può essere eliminata. Lo ha precisato ieri il sottosegretario al welfare Massimo Cassano rispondendo ad una interrogazione parlamentare sollevata alla Camera dall'Onorevole Maria Luisa Gnecchi (5-03774). Con riferimento all'atto parlamentare degli onorevoli Gnecchi ed altri concernente l'applicazione degli adeguamenti dei requisiti pensionistici all'aspettativa di vita nell'ambito dei provvedimenti di salvaguardia, in primo luogo, il sottosegretario ha ricordato che I'INPS – con circolare n. 76 del 2013 – ha evidenziato come il meccanismo dell'adeguamento agli incrementi della speranza di vita determina per alcuni lavoratori collocati in mobilità ordinaria l'esclusione dalla cosiddetta salvaguardia. Ciò in quanto l'adeguamento alla speranza di vita applicato ai requisiti pensionistici determina il perfezionamento dei requisiti stessi oltre il periodo di fruizione della mobilità con conseguente esclusione di tali lavoratori dalla «salvaguardia».
La medesima problematica si pone con riferimento all'innalzamento del requisito anagrafico per le lavoratrici che accedono alla pensione di vecchiaia. Anche in tale caso, infatti, lo spostamento in avanti del raggiungimento dell'età anagrafica richiesta può comportare che il perfezionamento dei requisiti pensionistici si collochi al di fuori del periodo di fruizione della mobilità ordinaria.
Allo stato, le disposizioni relative all'adeguamento agli incrementi della speranza di vita non si applicano ai soggetti beneficiari della «salvaguardia» che accedono al trattamento pensionistico in presenza di una anzianità contributiva di quaranta anni, indipendentemente dall'età anagrafica.  Tanto premesso, il Governo ha mostrato una particolare attenzione nei confronti delle donne mediante la sperimentazione della cosiddetta opzione donna che – a determinate condizioni – riconosce alle lavoratrici la possibilità di anticipare l'uscita dal mondo del lavoro di diversi anni rispetto alle regole ordinarie per il pensionamento. Occorre, tuttavia, evidenziare come anche tale istituto preveda l'adeguamento agli incrementi della speranza di vita oltre che l'applicazione della cosiddetta «finestra mobile». In conclusione – sebbene l'eliminazione del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita nella ipotesi evidenziata dagli interroganti appare di difficile attuazione, a causa dell'incidenza che tale intervento avrebbe sulla sostenibilità del sistema previdenziale – occorre tuttavia far presente che la questione è all'attenzione del Governo e che sulla stessa potranno emergere interessanti spunti di riflessione anche nell'ambito del confronto avviato con i sindacati sulle tematiche previdenziali.
Gnecchi: l'adeguamento penalizza soprattutto le donne. Risposta non soddisfacente per la Gnecchi che ha sottolineato come si tratti dell'ennesima previsione che penalizza le donne, in quanto queste, a differenza degli uomini, accedono al pensionamento prevalentemente attraverso il canale della pensione di vecchiaia, i cui requisiti, invece, sono incrementati sulla base dell'evoluzione della speranza di vita (si veda tavola a fondo articolo). Per la Gnecchi, infatti, sarà necessario che il Parlamento approvi un ottavo provvedimento che consenta l'accesso al pensionamento a tutti coloro che, a causa del repentino innalzamento dei requisiti disposto dal decreto-legge n. 201 del 2011, si sono trovati senza stipendio e senza pensione, ma è altrettanto necessario che tale provvedimento, non lasciando margini di incertezza sia quello definitivo.

INPS boccia ottava salvaguardia esodati

INPS boccia ottava salvaguardia esodati

La bocciatura da parte dell'INPS all'ottava salvaguardia per i lavoratori esodati rimasti esclusi dalle tutele dalla Riforma delle Pensioni Fornero: misura iniqua e costosa.
Francesca Vinciarelli - 12 luglio 2016
Bocciata da parte dell’INPS l’ipotesi di un’ottava salvaguardia dalla Riforma delle Pensioni Fornero per i 20-30 mila lavoratori esodati rimasti esclusi dalle precedenti tutele, secondo l’Istituto è invece necessaria una soluzione strutturale al problema della flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Illustrando alla Camera il rapporto annuale dell’Istituto e parlando dei problemi del sistema previdenziale italiano, il presidente INPSTito Boeri aveva fatto riferimento alla questione dei lavoratori esodati: le 7 salvaguardie a favore degli esodati rappresenterebbero secondo Boeri degli interventi molto costosi e inadeguati perché:
«Le salvaguardie rappresentano, di fatto, una soluzione di pensionamento flessibile senza penalizzazioni dedicata a specifiche categorie di lavoratori. Deroghe di questo tipo possono essere giustificate solo per particolari categorie di lavoratori (come, ad esempio, gli usuranti)».
Con specifico riferimento all’ottava salvaguardia l’INPS dichiara:
«I primi interventi di salvaguardia potevano apparire come necessari perfezionamenti della riforma, sollevavano problemi operativi relativamente limitati e rispondevano a un chiaro obiettivo di politica economica: introdurre aggiustamenti al margine dopo un intervento drastico e urgente per fronteggiare la crisi, adottati una volta superata la fase acuta e tenuto conto delle nuove condizioni dell’economia e del bilancio pubblico».
«Se la sequenza degli interventi di salvaguardia dovesse protrarsi, emergerebbe con sempre maggiore chiarezza il progressivo cambiamento di obiettivo di queste misure: non un esonero indirizzato in maniera specifica ai lavoratori che si trovano in difficoltà economica negli anni tra la cessazione dell’attività e la percezione della prima pensione a causa delle modifiche introdotte dalla legge n. 214 del 2011 (gli esodati in senso stretto), ma un surrogato di politiche passive del lavoro o di altri istituti di welfare oggi sottodimensionati o assenti per tutelare platee più ampie e non necessariamente, o non tutte, danneggiate in maniera diretta dalla riforma».
In Parlamento Boeri aveva quindi incitato il Governo ad attuare un intervento organico volto ad introdurre una reale flessibilità di uscita, evitando però interventi estemporanei e parziali. Secondo Boeri:
Ci sono «forme di flessibilità sostenibile alla nostra portata» e «perpetrare il ritardo neltrovare soluzioni sostenibili rischia di alimentare ancora il ricorso a soluzioni inique ovvero a soluzioni estemporanee e scarsamente efficaci».
=> Ddl ottava salvaguardia esodati
Intanto il Disegno di legge sull’ottava salvaguardia, sostenuto dall’Ex ministro del Lavoro Cesare Damiano con l’obiettivo di risolvere definitivamente il problema generato dalla Riforma delle Pensioni Fornero, è pronto e dovrà essere discusso nei prossimi mesi in Parlamento.
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L'incontro tra Nannicini e precoci: il punto

Pensioni, ultimissime novità oggi 12 luglio 2016: il Punto dell’incontro tra Nannicini e precociAutore: Francesca Donnarumma de Luca - 12 luglio 2016
PENSIONI, ULTIMISSIME NOVITA’ OGGI 12 LUGLIO 2016: INCONTRO TRA NANNICINI ED I PRECOCI – Ieri è avvenuto l’incontro tra Nannicini ed una delegazione del gruppo Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti. Al termine dell’incontro, Roberto Occhiodoro, uno dei delegati del gruppo dei precoci ha postato un post, per sintetizzare i punti trattati, ed ha riferito che Nannicini ha chiesto loro di rendersi disponibili per un nuovo incontro da convocare all’inizio del mese di agosto.
Di seguito il post: “1) ABBIAMO DETTO CHE PER NOI QUOTA 41 PER TUTTI E’ LA NOSTRA STELLA POLARE. Ne hanno preso atto e si sono detti disponibili a farla PREZZARE dalla Ragioneria Generale dello Stato.2)Per quanto riguarda l’APE ci è stato riconfermato che NON INTERESSA LA QUOTA 41 e ci hanno anche spiegato il meccanismo: per i disoccupati e le altre categorie SVANTAGGIATE il prestito se lo accollerebbe per il 99,5% lo Stato; per quanto riguarda le aziende che intendono ristrutturare il prestito sarebbe a carico delle aziende stesse; per i lavoratori che decidono di uscire dal mondo del lavoro prima della scadenza questi si accollerebbero il prestito ed eventuale penalizzazione.3) ASPETTATIVA DI VITA: si può studiare una soluzione che porti da 2 a 5 anni le variazioni con un aggravio massimo di 3 mesi ogni 5 anni appunto
 .4) RICONGIUNZIONI ONEROSE: stanno già studiando come eliminare l’onerosità perché anche loro giudicano SBAGLIATO il pagamento supplementare che talvolta tocca anche centinaia di migliaia di Euro.
Ed ancora aggiunge Occhiodoro al tre punti: “5) CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’: sono disponibili a chiedere tale contributo a chi ha redditi superiori ai 100.000 Euro e quindi non solo sulle cosiddette PENSIONI D’ORO.6) Stanno studiando un modo per permettere ai titolari di assicurazioni pensionistiche di poterle riscattare fino a 3 anni prima della scadenza e quindi della pensione.7) Per quanto riguarda i buchi contributivi dei 41 si sono detti disponibili a trovare una soluzione ( tipo contributi figurativi o una sanatoria) anche se hanno aggiunto che non sarà facilissimo”.Infine ci hanno chiesto la nostra disponibilità ad un nuovo incontro da tenere ai primi di agosto per verificare i risultati ottenuti dalla Ragioneria Generale dello Stato, disponibilità accordata.Sono inoltre d’accordo che SI DEVE FARE TUTTO ENTRO LA FINE DI SETTEMBRE.Scusate la estrema sintesi ma vi assicuro che tradurre dal ” politichese” ( anche se stavolta è stato usato poco a dire la verità) non è mai semplice.Se sfogliando gli appunti presi dovesse venire fuori qualcosa d’altro ve ne daremo immediatamente conto”.
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venerdì 1 luglio 2016

Pronti all'ottava salvaguardia

Pensioni / Esodati, Pronti all'ottava salvaguardia
Mercoledì, 29 Giugno 2016
L'Ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, fiducioso sui tempi per approvare l'ultimo provvedimento in favore di altre 30mila lavoratori È positivo il fatto che il Ministero del Lavoro abbia convocato, nei giorni scorsi, la Conferenza dei Servizi che vede, oltre al Ministero del Lavoro, la presenza di Inps e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’apertura della Conferenza ha avuto per oggetto il tema delle salvaguardie degli ‘esodati’. È noto che occorre rapidamente esaminare lo stato dell’arte per quanto riguarda le prime sette salvaguardie al fine di verificare quanti lavoratori sono stati positivamente coinvolti e quante risorse si sono finora utilizzate rispetto agli 11,6 miliardi di euro complessivamente stanziati nell’apposito Fondo”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
“Noi – spiega – prevediamo significativi risparmi con i quali intendiamo realizzare l’ottava salvaguardia (è noto che è stata depositata dal PD una specifica proposta di legge), con la quale intendiamo risolvere definitivamente il problema. In questa prima convocazione l’INPS ha dichiarato di non avere ancora i dati a disposizione e la Conferenza verrà nuovamente convocata a metà luglio”. “Noi – prosegue – insistiamo sulla necessità di velocizzare il confronto per evitare sorprese dell’ultima ora e per non avere ‘scippi’ di risorse dal Fondo esodati”. “Chiediamo dunque all’Inps di velocizzare la presentazione dei dati delle precedenti sette salvaguardie al fine di poter concludere definitivamente il problema degli esodati prima del Referendum costituzionale e della legge di Stabilità”, conclude.
L'ottava salvaguardia sarà dunque appuntamento importante che potrebbe riaprire i termini di ammissione ad un altro contingente di 20-30 mila lavoratori che, per varie ragioni, sono rimasti fuori. In attesa che arrivino chiarimenti sulla portata del provvedimento appare utile comunque ricordare chi dovrà prestare attenzione alla misura. Innanzitutto ci sono coloro che hanno perso l'appuntamento con la settima salvaguardia per non aver prodotto l'istanza di accesso entro la scadenza del 1° marzo 2016. Diversi lavoratori, infatti, pur avendo già sulla carta i requisiti per accedere alla tutela si sono accorti in ritardo, una volta spirato il termine per la produzione dell'istanza di accesso, di avere la possibilità di farne parte e, quindi, hanno perso il treno.
Particolare attenzione deve essere prestata, anche da coloro che non hanno potuto fruire del beneficio di cui articolo 24 comma 15 bis del decreto legge 201/2011 convertito con legge 214/2011 ossia della possibilità di pensionarsi a 64 anni, per il fatto di trovarsi disoccupati alla data del 28 dicembre 2011. Questi lavoratori, infatti, avendo perduto il lavoro prima del 31 dicembre 2011 e maturando il diritto alla pensione, secondo le regole previgenti al dl 201/2011 entro il 2012 hanno spesso le carte in regola per partecipare alla salvaguardia pensionistica.
A tenere d'occhio il nuovo disegno di legge sono anche quei lavoratori che avrebbero maturato il diritto alla pensione con le vecchie regole entro 36 mesi dalla scadenza dell'indennità di mobilità, gli autorizzati ai volontari e i cessati dal servizio con risoluzione unilaterale o per accordi anche incentivanti che maturano la decorrenza della prestazione pensionistica successivamente al 6 gennaio 2017. Sono proprio questi soggetti i principali destinatari del ddl depositato da Damiano alla Camera. Attenzione anche ai caregiver dato che la Commissione Lavoro potrebbe rimettere in pista, seppur parzialmente, il prepensionamento di coloro che nel 2011 hanno assistito (anche con le 104) un familiare con disabilità o che erano disabili. Si porrebbe così rimedio ad una restrizione introdotta con l'ultima salvaguardia che ha tagliato fuori gran parte dei parenti che assistono familiari con disabilità.
Obiettivo della Commissione Lavoro della Camera è di chiudere il provvedimento prima della legge di stabilita', dunque entro fine settembre. Non a caso la minoranza dem sarebbe favorevole ad una approvazione del provvedimento presso le Commissioni di Camera e Senato riunite in sede deliberante cioè che escluda il passaggio del testo dall'Aula. Un'opzione a cui si potrebbe arrivare però solo con l'assenso delle opposizioni e dello stesso Governo. Troppo presto, quindi, per ora fare previsioni.
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mercoledì 29 giugno 2016

Il vissuto psicologico degli esodati

Riceviamo e volentieri condividiamo questo post di Nazzareno Marinelli
Voglio mettervi a conoscenza dei contenuti espressi nel convegno che si è tenuto Venerdì 26 cm. a Pescara sul tema: Il vissuto Psicologico degli esodati. Relatore Dott. Lorenzo Aragione:” La condizione di esodato risvolti psicologici e prospettive d’intervento terapeutico”.
Come potete ricordare, soprattutto chi diede la disponibilità al Dott. Aragione (fu Lui a chiederlo tramite la Rete sulle pagine) a farsi intervistare tra il Dicembre 2013 l’Aprile 2014 sulla nostra vicenda di Esodati, uomini e donne colpiti dalla manovra Fornero per valutarne le conseguenze, i danni economici, sociali, emotivi psicologici, subiti a causa di quella ignobile manovra che ci vede in “prima causa coinvolti”. IL Dott. Aragione ne ha tratto materiale per la sua tesi, per il suo trattato scientifico,oggi ha voluto proporlo in un incontro pubblico con svariati soggetti ( potete vederli nella locandina) ,ne vuole fare oggetto di Pubblicazione Scientifica perché convinto che i risultati siano di “straordinaria importanza”. Dopo i saluti di rito dei soggetti, personalità presenti, il Dott. Aragione ha iniziato supportato da immagini visive a illustrarci il suo studio. Egli ha raccolto i pareri, le condizioni di Vita di 50 esodati ( salvaguardati dalle prime 65mila, 55mila) con altri non salvaguardati con parità di genere, cioè uomini e donne. Ha raccolto anche interviste di 50 lavoratori attivi e confrontato il tutto. Poi ha condiviso il suo studio ad altri suoi colleghi Psicologi per confrontarne dati, analisi, impressioni, riflessioni. Una volta fatto ciò li ha confrontati con i suoi e arrivato alle conclusioni, cioè con metodo di confronto e attento studio dei casi che si erano prestati alle interviste, alle analisi delle proprie personalità.
Egli ha esordito rilevando che: L’evolversi dalla vita di un soggetto” sia uomo o donna” si presume, che giunto alla età di 58/60 anni abbia compiuto tutto un percorso fatto di esperienze di vita, di affetti, lavorativo, sia arrivato ad una conoscenza “dell’Io dell’Essere”, che abbia ottenuto maturazione sicurezza dalla sua Personalità, della sua Identità. Di come la vicenda della manovra Fornero nel metodo nei contenuti ha Riportato indietro di 30/40anni questa Identità. Da ciò si evince la difficoltà nell’affrontare il danno psicologico subito, riportato sì economicamente ma soprattutto sociale, mentale psico-fisico. Lo svolgersi tutto in una notte, in così violenta maniera, non tenendo conto degli spazi temporali ha provocato un danno indelebile in Persone che hanno lavorato, versato contributi, che vedevano con l’età raggiunta di accedere alla pensione, ad un periodo in cui dedicarsi alle proprie soddisfazioni, agli hobby, alla famiglia, ai figli magari badando ai nipoti con serenità tranquillità economica. Dal materiale visivo dalla Sua voce abbiamo appreso che” Alto” è lo stato di confusione, di stress, di ansia, di malinconia, alterazione dell’umore, “della depressione è alto molto alto”, sì, ci sono dati statistici che variano da soggetto a soggetto, ma TUTTI lo hanno Tutti , certo i Salvaguardati ne hanno meno di chi ancora non è arrivato ad averne, ma ne mantengono dentro la memoria, la ferita di cui non ci si potrà liberare se non attraverso la Riconquista di Una IDENTITA. Che: “le Condizioni di tale malessere è molto più alto nelle Donne” c’ è stato ancora una volta una manovra di Genere”, sia perché la donna mantiene una considerazione diversa nella società, un trattamento lavorativo, di pensione inferiore a quello di un uomo, ma anche perché la donna vede capovolgersi in un attimo spazio tempo tutte le lotte sostenute per la propria Determinazione.
Vi è una forte percentuale di intervistati Laureati a fronte in percentuale più bassa di Diplomati, di altre fasce di scolarizzazione.
Chiaramente le condizioni di un lavoratore attivo sono inferiori, con differenze tra lavoro e compiti che svolge ma anch’egli è coinvolto da questo stato di confusione dell’identità vedendo che per lui si allontana il periodo di raccogliere il frutto del suo lavoro.
In valori considerati da 0 a 4 si andava ben oltre, si arrivava ai 10/12 espressi in grafici di diverso colore, evidenziava essendo ovviamente un Dottore come l’Ansia, lo Stress, la Nevrosi, la mancanza di tale Identità colpisca il Fegato, organo importante che controlla lo stato degli altri organi vitali dell’organismo umano, come un danno di simile portata possa cambiarne lo stato di efficienza e salute.
Che questa condizione obbligherà a chi ne è, chi ne sarà colpito il doversi sottoporre a cure, spese economiche difficili, proibitivi per le proprie tasche come per lo Stato.
Non mi dilungo più di tanto in analisi che non sono all’altezza di dare fare alle Sue argomentazioni, così come di un Suo collega esperto di Counseling dell’ASPIC ( associazione per lo sviluppo psicologico dell’individuo) Responsabile della Struttura di cui siamo stati ospiti.
Dal dibattito al seguito della presentazione sono emersi altrettanti analisi interessanti proposti dagli interventi al dibattito tra il pubblico che ha partecipato, ne voglio pronunciare una di interesse maggiore cioè: E’ possibile che chi ci amministra, chi ci governa che dovrebbe essere il garante Istituzionale Costituzionale non ha tenuto conto di ciò, di questo? Del Trattamento riservato a cittadini della Repubblica che hanno in essere tutti i diritti di altri come gli Art. 3/36738 della Costituzione prevedono? Che abbiano solo fatto un calcolo utile al momento senza prevederne i costi sulla società sul welfare negli anni a seguire? Se è questo che si chiede a chi ci governa, chi dovrebbe avere a cuore il mantenimento della salute, dello stato di benessere di una Nazione come del suo Popolo non hanno fatto, svolto in maniera democratica il lavoro per cui sono stati chiamati a fare.
Si è ciecamente obbedito a ciò che un Europa del mercato ha chiesto.
Oppure come un lavoratore di 38 anni una volta sentito conosciuto le argomentazioni ha detto: Come farò? Come faremo per altri 30anni di lavoro ad accettare tutto questo, come arriveremo ai 70anni previsti oggi per poter lasciare il Lavoro? In quale condizione fisica arriverò alla vecchiaia?
Ecco queste sono le risposte che le persone, che noi chiediamo a chi si è reso Colpevole di un simile atto di “TRADIMENTO FORZATO”!
Cosa fare? Penso che una simile iniziativa ( come tutte le altre già espresse dal Movimento) sia utile necessaria riproporla in altre città, in altri territori, che apra un'altra conoscibilità del dramma in cui viviamo, che va ad arricchire la necessità della visibilità, delle argomentazioni che proporremo a chi DOVRA’ ASCOLTARCI, in Parlamento, al Governo alle Commissioni, al Sig. Boeri come all’INPS tutta.
Non vi nascondo come ne sia stato coinvolto, ne sono ancora dal sapere, essere venuto a conoscenza delle argomentazioni dello studio del Dott. Aragione,( non che non lo sapessimo) dei paragoni che ho fatto con la mia situazione, dopo 43 mesi non ne sono ancora a capo, non sono fuori dalla sofferenza che ciò a causato a me alla mia famiglia alle vostre. Penso che anche per questo oltre agli impegni abbia lasciato trascorrere tre giorni prima di riuscire, tentare a scrivervi il resoconto di quel pomeriggio.
Capisco anche come si possa( a causa di stress, ansia, rabbia, delusione, aspettative) arrivare a scrivere postare quello che ho letto in questi giorni sulle nostre pagine, sui commenti ai vari Link pubblicati dalla Rete e Non, come tale trattamento ha reso noi rabbiosi, astiosi, diffidenti verso gli altri,( concedetemi lo scritto) è difficile comunicare essere Empatici dal vivo immaginiamo su FB, ha i suoi pregi ci ha messo in contatto, ci mantiene in contatto, ma anche i limiti di un social ! Devo dirvi che al di là di tutto non ne condivido i toni i metodi usati. Sì, si è diversi, allora? si hanno percezioni diverse della realtà come dei fatti che avvengono che coinvolgono il nostro stato di Esodati, con o senza Salvaguardia ma di una cosa sono certo: ABBIAMO TUTTI LA NECESSITA DI RITROVARE QUELLA” EMPATIA”, quella capacità di leggere di far propria l’esigenza dell’altro, capire, quella considerazione di amicizia di scambio che ha caratterizzato la nostra lotta in questi 43 mesi dalla applicazione della manovra Fornero, COME LEGGO sulle pagine, sui siti sembra, intravedo un migliore atteggiamento degli uni sugli altri, CI SI VEDA CI SI INCONTRI TRA RESPONSABILI DELLA RETE DEI COMITATI SI FACCIA SINTESI, altrimenti AVRANNO VINTO, ancora una volta ci hanno diviso per fregarci meglio, ABBIAMO TUTTI BISOGNO DELL’ALTRO, per portare a casa la possibilità di RIACQUISTARE QUELLA IDENTITA CHE CI HANNO SOTTRATTO CON LA FORZA DELLA PREPOTENZA!
TUTTI, TUTTI A ROMA AL PROSSIMO PRESIDIO MANIFESTAZIONE,- UNO PER TUTTI TUTTI PER L’ALTRO-!
Probabilmente ci saranno errori imprecisioni, me ne dolgo, sono stato più un Portatore di Lettere che uno scrittore, Nazzareno.

martedì 28 giugno 2016

Ricongiunzioni onerose discriminatorie, da superare-Boeri

Pensioni, ricongiunzioni onerose discriminatorie, da superare-Boeri
lunedì 27 giugno 2016
MILANO, 27 giugno (Reuters) - Il sistema previdenziale italiano penalizza i lavoratori con carriere "mobili" ed è quindi opportuno discutere il superamento del regime delle ricongiunzioni onerose, secondo il presidente dell'Inps Tito Boeri.
Intervenendo con un video a un convegno all'Università Bocconi di Milano, Boeri ha spiegato che il sistema "discrimina" i soggetti che, nella loro carriera lavorativa, si trovano ad esempio a passare tra pubblico e privato o da gestioni pensionistiche differenti.
"Il nostro sistema contempla delle penalizzazioni, perché a pagare i costi di queste ricongiunzioni, che sono onerose, sono i lavoratori", afferma il numero uno dell'Inps. "È sicuramente qualcosa che va cambiato, abbiamo bisogno di avere più mobilità del lavoro in Italia".
Boeri ha dunque auspicato che "nel dibattito in atto tra governo e sindacati sulla flessibilità in uscita sia introdotto anche il tema del superamento delle ricongiunzioni onerose".