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venerdì 15 gennaio 2016

Damiano torna sul flessibilità in uscita ed esodati

RIFORMA PENSIONI: DAMIANO SU FLESSIBILITÀ IN USCITA E ESODATI
Damiano è tornato a parlare della riforma pensioni e in particolare dell'argomento flessibilità in uscita e del problema degli esodati.


É sempre il tema riforma pensioni a tenere banco, e il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, ha voluto ricordare le promesse fatte da Renzi e il governo sul discorso relativo allaflessibilità in uscita. Non solo, ha parlato anche degli esodati, dichiarando che, se fosse necessario, sarebbe pronto a mettere in atto una ottava salvaguardia: "Renzi ha elencato ciò che Governo ed Europa in generale dovranno superare individuando le priorità nella riforma della Pubblica Amministrazione, nella riforma costituzionale e nella mozione di sfiducia prevista per il prossimo 19 gennaio. Non vorrei che Renzi si fosse dimenticato della promessa sulla flessibità in uscita".
Riforma pensioni, le parole di Damiano

Per Cesare Damiano è necessario introdurre i pensionamenti flessibili dai 62 anni e 7 mesi a condizione che si siano raggiunti i trentacinque anni di contribuzione con penalizzazione massima dell'8%. Proposta molto simile a quella fatta dall'Inps tempo fa, come ha voluto ricordare lo stesso Damiano nei giorni scorsi. Queste le parole del presidente della Commissione Lavoro: "É vero che per i primi quattro anni c'è un costo, ma i nostri calcoli dimostrano che per i diciannove successivi si potranno avere dei risparmi che sono causati dal taglio definitivo della pensione. Per Boeri questo provvedimento costerà 8 milioni, noi siamo pronti a dimostrare che è a costo zero".

Cesare Damiano, poi, ha voluto continuare in questo modo: "La riforma pensionidarà opportunità ai lavoratori. Coloro che svolgono un'attività faticosa e che non dà soddisfazioni, avrà la possibilità della flessibilità in uscita, a condizione di poter sostenere una decurtazione del proprio assegno pensionistico. La riforma pensioni è una riforma finalizzata all'occupazione. Se il Presidente del Consiglio vuole fare occupare i giovani non può avere aziende composte da settantenni".
Cesare Damiano torna sugli esodati

Il presidente della Commissione Lavoro Damiano è tornato anche sull'argomentoesodati e sulla questione ricongiunzioni onerose: "Chi ha il problema di dover sommare sia Inps che Inpdap è costretto a pagare due volte i contributi. Sia maggioranza che opposizione sono d'accordo, bisogna trovare l'accordo anche del governo. Renzi ha promesso di affrontare il problema nel corso dell'anno, speriamo mantenga l'impegno. Damiano, poi, tornando sull'argomento esodati: "Siamo pronti a preparare un'ottava salvaguardia se dovesse essere necessario, a meno che la flessibilità non ponga fine a questo problema".
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L’accesso alla pensione solo a chi fa la richiesta

La Provincia di LeccoFinestra salva esodati
L’accesso alla pensione solo a chi 
fa la richiesta
Legge Fornero è scattata la “settima salvaguardia”
Il primo marzo il termine per presentare le domande
La Cgil: «Resta l’incertezza sulle cifre del fenomeno»

Il tema degli esodati è stato al centro della conferenza stampa organizzata dalla Cgil di Lecco. Il segretario generale Wolfango Pirelli e Cinzia Gandolfi hanno tracciato il quadro di una questione che si va trascinando dal 2011, anno di quella legge Fornero che ha messo in una sorta di limbo privo di redenzione molti lavoratori rimasti senza lavoro e senza la possibilità di accedere alla pensione.

Il 30 dicembre 2015 si è arrivati a quella che in gergo è chiamata la «settima salvaguardia»; dal 2012 ad oggi, per la settima volta, si è intervenuti per salvare una fetta di esodati. Quest’ultima fase dovrebbe interessare 24.300 posizioni per un totale di 172mila e pare debba mettere la parola fine alla questione, anche se il condizionale, in questa diatriba, è obbligatorio.

Lo stesso Pirelli su questi numeri è piuttosto scettico: «Abbiamo sempre detto che i numeri indicati non ci convincevano. In base anche ai dati forniti dall’Inps, il numero degli esodati dovrebbe aggirarsi intorno ai 250mila». Un’altra questione, questa dei numeri, che si aggiunge alle tante generate dalla legge Fornero. Resta il fatto che i 24.300 posti apertisi con la «settima salvaguardia», permetteranno agli aventi diritto di andare in pensione a partire dal 6 gennaio 2017. Ed a questo proposito c’è un aspetto tecnico di grande importanza: il pensionamento non avviene automaticamente. I lavoratori che rientrano nella possibilità di accedere a questa opportunità devono fare specifica domanda entro il 1 marzo 2016. In caso contrario ogni loro diritto decade.

L’Inps, in proposito, ha già emesso la circolare n.1 dell’8 gennaio e l’ha pubblicata sul suo sito, ma la materia è quanto mai ostica. «Per questo – sottolinea Wolfango Pirelli – consigliamo a tutti di rivolgersi agli uffici competenti per esaminare le singole posizioni. I lavoratori che hanno dei dubbi devono rivolgersi al patronato onde evitare spiacevoli sorprese. Ricordo solo che stiamo parlando di persone che dovevano andare in pensione con i regolamenti precedenti alla legge Fornero e sono rimasti senza lavoro e dunque senza la possibilità di raggiungere le nuove scadenze pensionistiche».

Come si può capire siamo di fronte ad una sorta di ginepraio legislativo, a cui si sta cercando di rimediare con non poche difficoltà Un dato positivo di quest’ultima «salvaguardia» coinvolge i lavoratori edili che si sono trovati senza lavoro tra il 2011 ed il 2014. È, infatti, la prima volta che si spostano sino al 2014 i tentativi di rimediare agli effetti negativi della legge Fornero.

«Questa legge – ha precisato ancora Wolfango Pirelli – ha introdotto elementi di rigidità in un percorso, quello pensionistico, che era molto individualizzato. Per questo da parte nostra si chiede che vengano ripristinati percorsi di flessibilità. In caso contrario il rischio evidente è quello di continuare a gestire solo l’emergenza. E’ chiaro, poi, che occorrano risorse aggiuntive per consentire uscite flessibili senza penalizzazioni».

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giovedì 14 gennaio 2016

Con la Legge di stabilità salvaguardia per altri 26.300

LEGGE DI STABILITÀ 2016: ECCO TUTTE LE NOVITÀ PREVISTE SULLE PENSIONI
Pubblicato il:14 gennaio 2016
DENISE DI MATTEO
La nuova normativa è ormai entrata in vigore con l'inizio del nuovo anno
È entrata in vigore lo scorso 1 gennaio la legge di stabilità 2016, ossia la manovra politico finanziaria del governo Renzi. Le novità previste dal ddl sono tante ma quelle che hanno fatto discutere maggiormente e sulle quali tutt’ora è concentrata l’attenzione, sono quelle inerenti la tematica delle pensioni. Dunque, scopriamo insieme quali sono le misure approvate con la nuova normativa.

Pensioni, le novità del 2016Le principali novità del 2016 entrate in vigore dopo l’approvazione della legge di stabilità riguardano determinate categorie. Più specificamente si tratta di esodati, lavoratrici, pensionati no tax area e part-time per la pensione. Entriamo nel dettaglio per capire quali sono i cambiamenti apportati dal ddl di stabilità. Per quanto riguarda gli esodati è stata messa in atto la settima salvaguardia. Con tale manovra di fatto vengono tutelati 26.300 lavoratori suddivisi così: 6.300 tra lavoratori in mobilità ed edili; 9.000 contributori volontari autorizzati prima del 4/12/2011; 6.000 tra esodati e licenziai; 2.000 lavoratori con figli disabili che hanno usufruito nel 2011 del congedo straordinario; 3.000 lavoratori che hanno perso il lavoro tra gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011. La categoria delle lavoratrici viene tutelata mediante l’opzione donna che permette alle lavoratrici autonome e dipendenti di 58 o 57 anni di andare in pensione anticipatamente, a patto che abbiano maturato 35 anni di contributi. Suddetta opzione con la legge di stabilità 2016 viene ampliata ed applicata alle lavoratrici che maturano il diritto dopo il 31 novembre 2014 ed entro il 31 dicembre 2015. Per i pensionati no tax area le novità riguardano l’innalzamento della soglia di esenzione per i pensionati over 75 che sale a 8.000 euro. Il part-time, invece, permette ai lavoratori a cui mancano meno di tre anni al raggiungimento della pensione e che hanno maturato il requisito entro il 31 dicembre 2018, di ridurre l’orario di lavoro dal 40 al 60% senza che la sua busta paga e il suo assegno pensionistico subiscano detrazioni.



Le altre manovre per i pensionati

Quelle sopraelencate sono le misure più importanti adottate nella legge di stabilità 2016 ma ve ne sono tante altre. Tra queste spicca quella a favore dei lavoratori esposti all'amianto, più specificamente il raggio di tutela è stato esteso a ex lavoratori di imprese che hanno svolto attività di coibentazione e bonifica, che hanno smesso di lavorare per effetto della chiusura, dismissione o fallimento dell’impresa presso cui lavoravano e il cui sito è interessato da piano di bonifica da parte dell’ente territoriale, anche qualora non abbiano maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti per accedere alla pensione e che risultano ammalati con patologia asbesto.

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Le dichiarazioni di Elsa Fornero su riforma pensioni 2016

Pensioni oggi 13 gennaio 2016: ultime novità e tutte le dichiarazioni di Elsa Fornero su riforma pensioni 2016
Autore: Giulio Napoli -
13 gennaio 2016
Pensioni oggi 13 gennaio: ultime novità e tutte le dichiarazioni di Elsa Fornero su riforma pensioni 2016. Le ultime novità in tema di pensioni di oggi 13 gennaio sono sicuramente contraddistinte da tutte le dichiarazioni fatte ieri sera nella puntata di Ballarò da parte di Elsa Fornero firmataria della omonima legge sulle pensioni che tanto ancora oggi fa parlare ed in previsione della riforma delle pensioni 2016 che a quanto pare arriverà quest’anno.
Pensioni oggi 13 gennaio: ultime novità e dichiarazioni di Elsa Fornero su riforma pensioni 2016.”Il contratto tra le generazioni era sbilanciato sulle generazioni giovani e future”. Elsa Fornero ha parlato a Ballarò riguardo gli effetti della sua legge e rispondendo alle critiche ha detto:”Il contratto tra le generazioni era sbilanciato sulle generazioni giovani e future. Il debito nei confronti dei giovani è stato fortemente ridotto. La spesa pubblica per le pensioni sarebbe stata molto più alta. Siamo sicuri che non vogliamo spendere per gli asili nido? Siamo sicuri non vogliamo lavorare sulle persone anziane con disabilità?” Effettivamente in studio si parlava delle strumentalizzazioni politiche che vengono fatte quotidianamente della sua legge. La professoressa Elsa Fornero ha infatti voluto sottolineare come nonostante le critiche alla sua legge, questa garantisca risparmi alle casse dello stato, in un momento di grave crisi e ha sottolineato come favorisca i giovani garantendo loro delle future pensioni migliori di quelle che avrebbero percepito senza la succitata legge. E sugli esodati Elsa Fornero ha difeso ancora la sua legge e continua:” Il problema degli esodati è reale. Quello che è inaccettabile è la strumentalizzazione continua. Credo che sia un problema in via di soluzione, grazie alle salvaguardie del governo, senza pensare ai 15000 esodati provenienti dal governo Berlusconi. La riforma è stata fatta per sottarre oneri alle generazioni future. Il problema oggi è il lavoro, non solo di chi è giovane ma anche di chi ha compiuto più di 50 anni. Quella riforma è servita per sottrarre oneri alla generazioni successive ed è ricordato anche a livello internazionale”.
Pensioni oggi 13 gennaio: ultime novità e dichiarazioni di Elsa Fornero su riforma pensioni 2016. Ricongiunzioni e totalizzazione e contributo di solidarietà. Invece sulle ricongiunzioni e sulla totalizazione, che ricordiamo è un meccanismo che permette di unire le contribuzioni fatte in diversi istituti a fronte di un minore assegno pensionistico e di un calcolo fatto esclusivamente su base contributiva, Elsa Fornero ha spiegato di aver tralasciato questo aspetto per lasciarlo ai tecnici della ragioneria di stato e dell’INPS e ha detto:”Quando fu fatta la norma sulle ricongiunzioni onerose il calcolo era fatto in modo vessatorio. Ho provato a risolverlo, misi in una stanza funzionari della Ragioneria Generale e dell’Inps e dissi che non saremmo usciti finché non si trovava una quadra. L’abbiamo trovata in parte. Abbiamo risolto per un certo numero di casi prevedibili”. Infine sul contributo di solidarietà Elsa Fornero:”penso sia doveroso. Non possiamo pensare di risolvere tutto con le pensioni. Ad esempio sul fronte della disabilità, dovremmo iniziare a pensare più a servizi di cura che ad una pensione”.
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martedì 12 gennaio 2016

Gli esodati scrivono a Boeri

Riprendiamo un post dalla pagina FB della Rete dei comitati degli esodati
Scambio di mail fra alcuni "esodati" ed il Presidente dell'INPS Boeri sul quale siamo intervenuti con questa nota
Gentile Dott. Boeri,
La ringraziamo per la sua cortese precisazione ma riteniamo doveroso obiettare ravvisando nelle sue parole un mal celato tentativo di associare il riconoscimento di un diritto, di tipo costituzionale, alla situazione patrimoniale e reddituale di un soggetto circostanza che riteniamo francamente inaccettabile.
Disquisire sulla situazione di un intera categoria di persone (e di famiglie), quale quella dei cosiddetti “esodati”, citando ed accomunandoli ad una decina di casi su 172.000, è un'operazione che oggettivamente manca sia di professionalità che di rigore metodologico, infatti ci permettiamo domandarle quale sia la fonte o lo studio su cui lei basa le sue affermazioni
Lei è ben consapevole dell'impatto mediatico che creano, ogni volta, le sue dichiarazioni; pertanto quanto da Lei espresso a Sky TG 24 comporta una conseguenza molto spiacevole: una comprensione distorta dell'ingiustizia "esodati" da parte della "gente comune". Tale risultato poi è naturalmente potenziato dalla mancanza di un contraddittorio, perché Lei è ben consapevole che la Rete dei Comitati ed altri portavoce degli "esodati" non vengono poi invitati per replicare, pertanto al cittadino comune arriva e rimane, di fatto, un'informazione di parte che riteniamo fuorviante.
Il suo pensiero per cui un diritto Costituzionale, quale quello della pensione previdenziale, debba essere riconosciuto ed elargito in base al censo, è decisamente un bel ritorno al passato, e pregno di ben poca giustizia sociale. Non neghiamo che ci possano essere dei casi di persone che percepiscano gli importi da lei citati per la loro pensione, ma con fermezza e determinazione dichiariamo invece che trattasi di un gruppo sparuto, e che in ogni caso sono calcolati sulla base di corrispettivi contributi previdenziali, o volontari, versati per decenni alle casse dell'istituto da Lei presieduto, quindi assegni frutto di effettiva attività lavorativa.
Son ben altri gli assegni pensionistici di quel livello che occorrerebbe contestare anche se Le dobbiamo dare atto che Lei ha iniziato contestando, ad esempio, i vitalizi dei nostri cari Onorevoli.
Con tutto il rispetto che le si deve, ribadiamo che con quell’intervista Lei abbia trasmesso, consapevolmente od inconsapevolmente, una immagine degli “esodati” ingiusta, scorretta, distorta e fuorviante che potrebbe arrecare serio danno alle ipotesi di soluzione del loro dramma ed alle ipotesi di soluzione di questa emergenza sociale che dura da oltre 4 anni.
Sui numeri dichiarati dall’INPS sugli “esodati” in questi 4 anni, non ci sono parole per commentare è meglio stendere un velo pietoso e ci limitiamo ad evidenziarle alcune circostanze che, a nostro parere, ma anche di qualche parlamentare, hanno chiaramente fuorviato le decisioni del legislatore:
- 1) le platee degli “esodati” da salvaguardare sono sempre state definite dall'INPS, gli oneri a copertura dei singoli provvedimenti legislativi dall’INPS e dalla Ragioneria dello Stato; ci chiediamo: come è possibile che la VI e la VII salvaguardia siano state attuate totalmente con i risparmi, quindi siano la dimostrazione dei calcoli sbagliati sia dall’INPS che dalla RGS. Tale circostanza ha provocato la sofferenza delle persone interessate oltre ad aver bloccato per mesi i lavori parlamentari sulle due proposte, ci chiediamo ancora oggi il perché nessuno paghi per gli errori fatti ne che la competenza di li abbia elaborati venga pubblicamente posta in discussione.
- 2) sulla seconda salvaguardia dagli iniziali 55.000 contati dall’INPS si è passati ai finali e veri 35.000 senza che nessuno si sia sentito in dovere di giustificarsi;
- 3) i familiari che hanno assistito disabili son passati dagli iniziali 2.500 ai 4.300 finali con una differenza di 1.800 aventi diritto contati in meno. Errore che ha causato il grave bailamme dei “vasi comunicanti” con gravi ritardi nelle risposte agli aventi diritto. Si chieda a qualcuno di loro cos’ha sofferto per oltre un anno davanti alla totale incertezza sul loro diritto prima riconosciuto e poi negato.
Tutti noi, e con noi numerosi parlamentari, siamo convinti che se sin dall’inizio, l’INPS avesse fatto correttamente il suo dovere (non citiamo, per pudore, la nota querelle tra la Fornero e Mastrapasqua sul numero iniziale dei 55.000 “esodati” diventati poi 389.800 “) assistendo doverosamente e più puntualmente il Parlamento, oggi non saremo ancora qui a parlare dei 24.000 “esodati” esclusi dalle 7 “pezze” poste a quell’iniqua manovra del 2011.
La divisione dei poteri è un elemento fondamentale di garanzia della nostra democrazia, per cui spetta solo al Parlamento legiferare e fare proposte di riforme.
A nostro avviso il miglior modo per servire il Parlamento non è sostituirsi a lui nelle scelte politiche; ma di fornirgli tutti i dati corretti e gli strumenti validi perché possa attuare le scelte politiche più avvedute, giuridicamente fondate e realmente eque.
Il dramma "esodati" perdura da 4 anni; ne restano ancora 24.000 non salvaguardati e questo dramma non lo si può affatto definire estinto ed auspichiamo che l’Istituto che Preside voglia dare un concreto e costruttivo contributo per porre finalmente fine a questa vergognosa pagina della legislazione previdenziale italiana.
Nel confermarle la nostra costruttiva disponibilità ad un incontro per un nuovo confronto in merito a quest’ultimo tema, Le porgiamo cordiali saluti.
la Rete dei Comitati degli Esodati

Micheli (PD): Per estendere la platea ci vogliono delle risorse

Pensioni, Esodati, Precoci. Ultime novità all’ 11 gennaio 2016
PENSIONI, ULTIME NOVITA’ – Le ultime novità riguardo agli esodati ed i lavoratori precoci vengono dall’intervista che ha rilasciato alla trasmissione “Mi manda Raitre” il sottosegretario all’economia ed alle finanze Paola de Micheli. Il sottosegretario, nel rispondere alla domanda di un rappresentante degli esodati sulle possibilità di estensione della platea dei salvaguardati, ha affermato:” Per estendere la platea ci vogliono delle risorse. Al Ministero dell’economia stiamo lavorando sulle analisi e le riflessioni offerte come spunto dal Ministero del lavoro, dove c’è un tavolo aperto con i sindacati e le rappresentanze dei comitati dei lavoratori che hanno subito una serie di penalizzazioni dall’applicazione della Legge Fornero“.
PENSIONI, ULTIME NOVITA’ – Ed ha proseguito affermando:”Vogliamo costruire una gerarchia di interventi da realizzare nel 2016. Le prime risposta ai cittadini su queste vicende saranno date da marzo in poi, quando saremo in possesso di tutta una serie di dati che ci vengono dall’applicazione di norme pensionistiche precedenti, in modo da avere chiaro la quantità di risorse a disposizione per intervenire secondo la gerarchia delle priorità”. In riferimento al tema degli esodati, nello specifico, ha affermato che un intervento, anche se non completo, è stato fatto  già nella Legge di Stabilità.
PENSIONI, ULTIME NOVITA’ – Per quanto riguarda i lavoratori precoci, l’obiettivo del Governo è quello di “fare una selezione delle categorie di lavoratori alle quali i garantire una certa flessibilità per potere andare in pensione con bassissime penalizzazioni”. Ed ha affermato che la proposta di pensione anticipata di Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, è una delle possibilità sul tavolo che offrirebbe una soluzione al problema dei precoci. Ma anche per questo argomento, non si farà nulla prima di marzo.
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lunedì 11 gennaio 2016

Accordi individuali sino al 2012 per la settima salvaguardia

Esodati, accordi individuali sino al 2012 per la settima salvaguardia
Scritto da  Franco Rossini
Sono un dirigente esodato in data 31/12/2012 a seguito di accordo individuale firmato il 12/12/2012 e non ho svolto successivamente alcuna attività lavorativa ma sto pagando i versamenti volontari per avere diritto alla pensione anticipata di anzianità. In settembre 2014 ho raggiunto 40 anni di contributi e quindi secondo la legislazione ante Fornero sono pensionabile dal 01/01/2016. A seguito della pubblicazione della Circolare n1 dell'INPS appare a me evidente che per coloro che hanno cessato la loro attività lavorativa tra il 30/06/2012 ed il 31/12/2012 a seguito di un accordo individuale non sussistano vincoli temporali di nessun tipo sulla data di stipula dell'accordo stesso come invece accade per quelli collettivi che devono necessariamente essere stati firmati entro il 31/12/2011. Un'interpretazione restrittiva dell'art.1 comma 194 lettera c) della legge 27 12 2013 n147 potrebbe portare a pensare che il vincolo sia presente anche per coloro che hanno cessato a fronte di accordi individuali. Vi sarei molto grato se poteste chiarire se tale vincolo sussiste o no per i lavoratori cessati a seguito di accordo individuale.
La risposta si ritiene sia positiva. La settima salvaguardia, nel profilo dei cessati dal servizio, include all'articolo 1, comma 194 lettera c) della legge 147/2013, sia i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro con un accordo individuale con il datore (accordo che può essere raggiunto anche a seguito di una procedura di conciliazione), sia con un accordo collettivo di incentivo all'esodo stipulato con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Ebbene fermo restando che, in entrambe le ipotesi, il rapporto di lavoro deve essere cessato entro il 31.12.2012 e che il lavoratore non deve essersi reimpiegato in contratti di lavoro a tempo indeterminato dopo la cessazione dal servizio, solo nella seconda ipotesi è richiesta l'ulteriore condizione che l'accordo (collettivo) sia stato siglato entro il 31.12.2011. Pertanto, nel caso di specie, posto che l'accordo di risoluzione è individuale ed è stato raggiunto nel 2012 e che, comunque, entro il 31 dicembre 2012 il rapporto è stato risolto con la cessazione dell'attività lavorativa, si ritiene possibile entrare nell'area di tutela della settima salvaguardia.  
ho 64 anni e due mesi ho 1880 sett. di contributi sono uscito dal lavoro per esubero nel 2013 febbraio con accordo sindacale del 12 2012 finsco la mobilità a febbraio 2016 ho usufruito dei permessi della legge 104 compreso il congedo di 24 mesi per mia nipote affidata disabile grave ho diritto ancora delle quote? rientro nella settima salvaguardia?. Si ritiene che qui invece la risposta sia negativa in quanto il rapporto è stato concluso a seguito di un accordo collettivo sindacale che prevedeva il ricorso alla mobilità. In tale circostanza è richiesto che l'accordo sia stato stipulato entro il 31.12.2011. Da quanto si comprende invece l'accordo è stato siglato nel 2012 e pertanto ciò determina l'impossibilità di accedere alla salvaguardia. Il discorso dei congedi non pare rimettere in carreggiata la salvaguardia in quanto secondo la legge di stabilità il congedo biennale deve essere stato fruito solo per assistere un figlio con gravi disabilità. L'assistenza alla nipote, per quanto data in affidamento, non sembra, secondo il tenore letterale della norma, integrare la fattispecie.
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sabato 9 gennaio 2016

Il vademecum di Angelo

Riprendiamo una pagina FB della Rete dei Comitati degli esodati

VADEMECUM PER LA COMPILAZIONE DELLA ISTANZA DI SALVAGUARDIA ON-LINE ALL'INPS... da seguire attentamente...
di Angelo Moiraghi... che ringraziamo vivamente...
Prima di tutto ti devi collegare al sito INPS con il tuo PIN "dispositivo" nella sezione "Servizi per il cittadino", poi dal menù di opzioni che si presenta entra nella sezione <Domanda di Prestazione Pensionistica (Pensione, Ricostituzione, Ratei) e Certificazione (salvaguardia, diritto a pensione >, nella schermata che si presenta scegli la voce "Cerca/Compila domanda" (a sinistra, circa a metà schermo), clicca sul tasto azzurro "avanti" che si presenta in alto a metà schermo, nella nuova schermata seleziona "Nuova domanda" che trovi in basso a sinistra dello schermo, entrato nella procedura come primo passo compila la sezione <Anagrafica> e salva i dati mediante il pulsante azzurro che trovi in fondo alla procedura in basso a sinistra dello schermo, poi di seguito; se hai lasciato un indirizzo e-mail ti verrà comunicato che tutte le comunicazioni relativamente alla domanda verranno inviate all'indirizzo mail che hai lasciato; procedi cliccando su "avanti" e compilando di seguito la sezione <dichiarazioni>; ti si presenterà una maschera che per prima cosa ti chiederà di selezionare il <gruppo>: seleziona "certificazione" dal menù a tendina che si presenta cliccando sulla freccia in basso alla destra del campo "gruppo"; procedi nello stesso modo selezionando "diritto a pensione" nel campo <Prodotto>, "Salvaguardia Legge 208/2015" nel campo <Tipo>, e la categoria di "esodato" a cui appartieni nel campo <Tipologia> (tieni presente che devi comunque selezionare una delle opzioni con "modalità automatica", come specificato nella circolare INPS appena emessa), seleziona dai rispettivi menù a tendina la tipologia di <Gestione> e di <Fondo> pensionistico in cui hai versato i contributi da lavoro, e prosegui selezionando il tasto "continua" in basso a sinistra dello schermo; il quadratino C.I. è riservato alle domande che riguardano Convenzioni Internazionali e non va spuntato se non interessati; ti verrà specificato che 'per completare l'inserimento della domanda è necessario effettuare l' INVIO della domanda stessa dal pannello quadri": prosegui selezionando "avanti" per tornare al pannello "Quadri" da cui, PRIMA di inviare la domanda mediante il tasto "invia e presenta domanda", RICORDATI di entrare nel quadro <Documenti> per allegare I DOCUMENTI CHE TI VERRA' RICHIESTO DI ALLEGARE in funzione della categoria di Esodati a cui appartieni (Attenzione: il quadro <Documenti> è marcato come "non obbligatorio" e chiede una serie di documenti che non tutti gli appartenenti a tutte le categorie possono/devono produrre: infatti, p.e., sarebbe perlomeno curioso chiedere a un mobilitato proveniente da aziende cessate o fallite, o a un c.v. "puro" la copia dell'accordo di mobilità o di incentivazione all'esodo, piuttosto che la copia del contratto di lavoro che ha invece senso per gli ex lavoratori a tempo determinato; mentre ha un senso un po' per tutti chiedere la copia della lettera di licenziamento, oppure, per i cessati con accordi individuali o collettivi, la copia dell'accordo stesso! Ognuno, sapendo a quale categoria appartiene e facendo riferimento anche alle indicazioni delle precedenti salvaguardie DEVE capire quali sono i documenti che DEVE allegare!). FATTO TUTTO CIO' torna nella sezione "Quadri" e invia la domanda: ma mi raccomando .... l'invio fallo solo quando sei certo di aver compilato correttamente tutte le richieste e allegato tutti i documenti necessari (fino a quando non "invii" la domanda essa resta nella tua sezione <Domanda di Prestazione Pensionistica (Pensione, Ricostituzione, Ratei) e Certificazione (salvaguardia, diritto a pensione > e la puoi ritrovare e modificare in tutti i suoi aspetti, o eliminarla completamente per poi riscriverla daccapo) !! Ultima cosa: entrando in ogni quadro compilato, prima di inviare la domanda, puoi cancellarlo e ricompilarlo dall'inizio !! Sperando di essere stato chiaro ti auguro "buona compilazione" e auguri (in ogni caso, se hai dubbi e o non sei troppo avvezzo alla modalità di lavoro con il P.C. e temi di sbagliare ... puoi sempre rivolgerti ad un patronato di tua fiducia, sapendo però bene di cosa hai bisogno e di quale tipologia di domanda devi fare)!!