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domenica 16 ottobre 2016

Esodati? Ce ne saranno anche dopo l'8^ salvaguardia

Gli esodati ci saranno anche dopo l'ottava salvaguardia promessa da Renzi e Poletti
Giorgio Cremaschi
Militante nei movimenti sociali e coordinatore del Forum Diritti Lavoro
Pubblicato: 14/10/2016Nonostante gli sforzi del governo Renzi e dei suoi alleati Marchionne e Confindustria, i salari non sono ancora precipitati così in basso. Un ferroviere, una maestra d'asilo, un operaio edile che abbiano accumulato almeno 35 anni di contributi regolari non portano a casa, per fortuna, meno di 13000 euro netti all'anno. Eppure Renzi ePoletti hanno messo proprio quel tetto come condizione per accedere al famigeratoanticipo pensionistico, l'Ape, che scatterebbe dopo i 63 anni di età. Anche così, comunque, non pare che sia gratis l'operazione, visto che si dovrà accedere a un mutuo ventennale e pagare una polizza che assicuri la banca contro i rischi di morte o insolvibilità del pensionato. Non è ancora chiaro in che misura il governo contribuisca a questa "porche...", comunque pare che per tre anni di anticipo pensionistico si dovrebbe vedere decurtata la pensione del 15%, cioè 1000 euro mensili diventerebbero 850!

Ma ripetiamo l'Ape è costruita per essere praticamente inaccessibile anche a chi volesse farsi del male.

Intanto però Renzi e Poletti suonano la grancassa sul fatto che sarebbero riconosciute a fini pensionistici le condizioni diverse di chi fa un lavoro usurante. E lo stesso fanno per i lavoratori "precoci", cioé coloro che sono andati a lavorare prima dei 19 anni e che quindi dovrebbero continuare per molti anni ancora. Per costoro, gorgheggia Poletti, basteranno 41 anni di contributi per accedere all'Ape. Peccato però che per poter usufruire di quel dono sopraffino chi ha maturato 41 anni di contribuiti debba essere disoccupato! Anche qui si costruisce un requisito che è semplicemente una truffa. Soprattutto se si ricorda che prima della Fornero con 40 anni e 6 mesi di contributi si andava in pensione, senza essere stati licenziati.

La Fornero come sappiamo ha anche prodotto la disgraziata categoria degli esodati, cioé di coloro che son stati fregati per l'improvviso innalzamento della età pensionabile, avendo già concluso il rapporto di lavoro proprio in vista della pensione. Per centinaia di migliaia di persone lasciate dalla Fornero senza lavoro e senza pensione sono già state effettuate 7 "salvaguardie", cioè provvedimenti che permettessero l'accesso a un reddito. Apposite voci di bilancio sono state stanziate allo scopo, solo che poi i governi le hanno utilizzate per altri scopi di spesa sociale, o per mance elettorali. Così gli esodati ci sono ancora e ci saranno anche dopo l'ottava salvaguardia promessa da Renzi e Poletti, che non copre tutti gli aventi diritto.

Ma il massimo di clamore della propaganda renziana sarà sicuramente dedicato all'aumento e all'estensione della platea della quattordicesima. Qui i trucchi li scopriremo tutti quando vedremo le cifre e i requisiti esatti. Sicuramente gli 80 euro lordi mensili, si sa Renzi ama quella cifra, toccheranno molte meno persone di coloro che se li aspettano. E saranno anche ridotti ad una cifra minore.

Questo lo possiamo dire già ora, visto che il governo annuncia per tutte queste operazioni uno stanziamento di 2 miliardi all'anno per tre anni. Cifra assolutamente insufficiente a fare giustizia, se consideriamo che la legge Fornero ha tolto ai pensionati sinora 30 miliardi. E che almeno 15 di essi vengono dalla mancata indicizzazione delle pensioni. La Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale il taglio, ma come suo solito, il governo ha sfacciatamente ignorato la sentenza e non ha restituito i soldi. Soldi con i quali ora finanzia la quattordicesima. Dunque sono gli stessi pensionati che pagano gli aumenti per i più poveri tra loro.
Cgil, Cisl, Uil che ora lamentano di essere state truffate, solo pochi giorni fa avevano firmato un protocollo che autorizzava il governo a tutti questi raggiri. E ora beffardamente Renzi e Poletti fanno partire le loro misure dal 1 maggio 2017!

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, dice un vecchio proverbio. Che vale anche per le pentole che vende Renzi e che oramai nessuna persona onesta o di buonsenso dovrebbe più comprare. Con lo sciopero e il NoRenziDay del 21 e 22 ottobre abbiamo una prima occasione per far sentire a questi imbroglioni cosa pensiamo di loro e della loro Ape.

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mercoledì 12 ottobre 2016

Due mozioni approvate da Regione Emilia Romagna

Risultati immagini per piacenza seraSalvaguardia esodati, ok in Regione. Soddisfazione dei consiglieri piacentini
10 ottobre 2016
Sì unanime della Commissione Politiche sociali dell’Assemblea Legislativa a due risoluzioni – una presentata dal PD con primo firmatario il Consigliere Gian Luigi Molinari e sottoscritta anche dalla collega Katia Tarasconi, l’altra da Fratelli d’Italia – sulla questione ancora non definitivamente risolta degli esodati.
I lavoratori esodati, coloro che dopo la legge Fornero hanno subito retroattivamente l’innalzamento dell’età pensionabile restando così senza stipendio né pensione, sono stati al centro, dal 2012 ad oggi, di sette provvedimenti del Governo, le cosiddette salvaguardie, che hanno permesso loro di andare in pensione con le regole vigenti prima della riforma.
“Dopo l’ultimo provvedimento inserito nella Legge di stabilità del 2015, le persone messe in sicurezza sono state complessivamente oltre 172mila, per una spesa stimata di circa 9 miliardi di euro. – spiegano Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi – Il problema non è risolto però, visto che altre 23mila persone si trovano ancora escluse dai provvedimenti sino a qui approvati”.
“L’Emilia-Romagna chiede quindi al Governo di individuare le risorse necessarie per garantire l’intervento definitivo di salvaguardia affinché coloro che sono risultati esclusi anche dall’ultimo provvedimento vedano risolta la loro situazione. Insieme alla Giunta regionale – sottolineano i Consiglieri piacentini – ci impegniamo a continuare a seguire con attenzione i lavori parlamentari”.
“Dare il giusto riconoscimento anche agli ultimi lavoratori rimasti fuori pensiamo sia una questione fondamentale perché risponde ad un diritto. L’Assemblea Legislativa è compatta, come dimostra il voto unanime di oggi a due distinti documenti presentati uno dalla maggioranza e l’altro dall’opposizione, di fianco alla Giunta regionale nel sollecitare il Governo nazionale a compiere gli ultimi passi che mancano per dare risposta a chi ancora la sta aspettando” concludono Molinari e Tarasconi.
Piena soddisfazione da parte di Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega Nord, primo firmatario di una risoluzione a sostegno degli esodati e contro la riforma Fornero, approvata oggi dalla commissione Sanità e Politiche Sociali di via Aldo Moro.
“Finalmente – spiega Rancan – si prende coscienza di un problema. Con l’approvazione della mia risoluzione alla quale è stata abbinata una del Pd, si torna a parlare di un problema reale, quello degli esodati, che il Pd stesso ha contribuito a creare con il voto a favore della scellerata riforma Fornero”.
“Alla Lega Nord – continua – il merito di avere riportato l’attenzione dei riflettori su un tema delicatissimo che non può essere dimenticato. 
E’ il momento che Bonaccini si faccia sentire a Roma affinché le Commissioni lavoro di Camera e Senato accelerino l’iter per l’approvazione delle due proposte di legge messe a punto per sanare la questione dei lavoratori rimasti all’improvviso senza stipendio, assegno di pensione ed ammortizzatori sociali”.
Due le richieste contenuto della risoluzione approvata: in primo luogo, l’onere di invocare un accorciamento dei tempi di chiusura della Conferenza dei servizi sulle precedenti sette salvaguardie, in corso per la verifica delle risorse disponibili. Infine, la promesso di fare appello ai presidenti delle Commissioni lavoro di Camera e Senato per l’assegnazione urgente della sede legislativa della Commissione lavoro, allo scopo di varare un provvedimento autonomo sull’ottava salvaguardia a sostegno degli esodati non ancora tutelati.
“Si tratta – conclude Rancan – di un impegno che il presidente della Regione può assumere immediatamente. È improrogabile e doveroso porre rimedio quanto prima alla scellerata legge Fornero che ha creato quest’anomalia”.
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martedì 11 ottobre 2016

Poletti conferma: vicini all'ottava salvaguardia

Pensioni 2016 esodati: vicini all'ottava salvaguardia, arriva la conferma di Poletti
Il Ministro Poletti conferma l'ottava misura di salvaguardia: 'farà parte del pacchetto pensioni'.
10 ottobre 2016
DOMENICO FERLITA

"Siamo pronti all'ottava misura di salvaguardia. Nella Legge di Stabilità ci sarà spazio anche per gli #esodati", lo ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali #Giuliano Polettia margine di un'intervista su "Il Corriere della Sera". Numerose sono state le polemiche sul definitivo provvedimento di salvaguardia che fino ad adesso non ha ricevuto nessuna risposta concreta.
Poletti conferma: 'Si all'ottava salvaguardia'

Circa 32 mila esodati, infatti, attendono una copertura previdenziale dopo essere stati esclusi nelle precedenti clausole di salvaguardia. Un problema che si ripercuote ormai da anni e, nonostante le numerose proteste da parte della minoranza Dem e il disegno di legge promosso dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, l'esecutivo non riesce a concentrarsi sull'argomento. A nulla sono servite, quindi, le manifestazioni da parte dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che, nonostante l'emergenza sociale non sono riusciti tuttora ad arrivare ad una soluzione.

Molto probabilmente, il Governo Renzi induce a temporeggiare per l'insufficienza di risorse finanziarie ma a rassicurare ci pensa il Ministro Poletti, il quale ricorda che le risorse potrebbero essere reperito attraverso i risparmi generati nell'apposito fondo creato dalla legge 228/2012. "Le leggi sulla salvaguardia le ha fatte il Parlamento e vanno puntualmente applicate", ha spiegato. Lo stesso Poletti ha poi ricordato che, l'ottava e definitiva misura di salvaguardia verrebbe estesa ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria, ai cessati dal servizio ed ai lavoratori in mobilità.

32 mila esodati avranno la pensione, rassicura DamianoSul fronte esodati, interviene anche il deputato del Partito Democratico Cesare Damiano: "L'ottava salvaguardia deve far parte del pacchetto sulle #Pensioni, definito con i sindacati, come chiesto dalla piattaforma e ribadito da Cgil, Cisl e Uil ", ha affermato ricordando anche gli 11 miliardi e 600 milioni di euro stanziati nel Fondo Esodati per la tutela previdenziale di questa categoria di lavoratori. Circa172 mila esodati sono stati già salvaguardati ma altri 32 mila attendono il trattamento pensionistico ma Damiano rassicura che al più presto riceveranno la pensione.(Leggi)


Nuovo appello della "Rete" dei Comitati al Presidente Renzi

ULTIMO APPELLO DELLA RETE DEI COMITATI DEGLI ESODATI AL PRESIDENTE RENZI : CHIUDIAMO LA VERGOGNOSA PAGINA DEGLI ESODATI CON UNA 8’ SALVAGUARDIA PER TUTTI GLI ESCLUSI !!!

Appello della Rete di Comitati degli Esodati
al Presidente Renzi
Chiudiamo la vergognosa pagina degli Esodati con una 8^ salvaguardia per tutti i 34.000 esclusi!!!
In queste ultime settimane abbiamo preso atto, dalle dichiarazioni del Ministro Poletti, e da quelle di altri esponenti del Governo, che sarà inserito un nuovo provvedimento di salvaguardia per gli Esodati in Legge di Bilancio in fase di presentazione al Parlamento.
Un Ottavo provvedimento che, nelle intenzioni governativa, dovrebbe, finalmente,  chiudere la “vertenza Esodati”. Dall’altra, invece, emergono i primi parziali elementi che darebbero un provvedimento, ancora parziale, limitato ad un bacino di 20/25.000 e con un allungamento del riconoscimento  alla salvaguardia per un solo anno.
LA "RETE DEI COMITATI" E TUTTI GLI ESODATI AD ESSA AFFILIATI DICONO NO !!
NO AD UN PROVVEDIMENTO PARZIALE ED INSUFFICIENTE CHE LASCIA NEL LIMBO MIGLIAIA DI FAMIGLIE ITALIANE STREMATE DA QUASI 5 ANNI DI ANGOSCIANTE ATTESA!!
I numeri degli esclusi emergono chiaramente dalle risposte del Governo a 3 interrogazioni parlamentari alle quali il Ministero del Lavoro (su dati forniti dall’INPS) certifica che gli Esodati esclusi dai precedenti sette provvedimenti sono 34.000 con decorrenza del diritto alla pensione fino al 31.12.2019. Data da tutti ritenuta quale equo riconoscimento di quel regime transitorio nella applicazione delle nuove norme disconosciuto illegittimamente da quella infausta manovra del 2011.
Oggi emerge che l’INPS abbia stimato in 25.000 gli Esodati con decorrenza pensionistica di un solo anno; dato che appare assolutamente non in linea e coerente col precedente dato, consegnato sempre al Ministero del Lavoro, di 34.000 per tre anni!!. Ci pare che questo Istituto continui a “dare i numeri” sugli Esodati e continui a sballare tutte le stime su tale grave fenomeno circostanza, questa, che ha impedito finora al legislatore, ed a distanza di quasi 5 anni dal misfatto!,  di adottare i giusti provvedimenti legislativi per risolvere definitivamente l’ingiustizia sociale degli Esodati.
Basta verificare l’ultimo Report dell’INPS sulle sette salvaguardie: per la settima salvaguardia sui 26.300 posti per gli aventi diritto stimati dall’INPS (e considerati in Legge dal Governo) ne sono stati accolti 11.525; un errore che supera il  50%  come si potrà evincere dal Report dell’Istituto allegato!
Da tale Report risultano, nella Tabella Riepilogativa, 172.000 aventi diritto  stimati (e finanziati dai sette provvedimenti di legge)  contro 132.000 domande accolte con una differenza di 42.000.
Una Legge dello Stato, la N. 228 del 2012, prevede che le risorse stanziate per restituire il diritto alla pensione (con lo strumento della salvaguardia) a quei 172.000 Esodati DEVONO essere esclusivamente utilizzate per tale fine.
Emerge con chiarezza, dai dati pubblicamente diffusi dall’INPS, che dai sette precedenti provvedimenti avanzano 42.000 posti disponibili per l’Ottavo provvedimento che il Governo si accinge ad inserire nella Legge di Bilancio 2017.
Riteniamo pertanto che ci siano risorse risparmiate e posti disponibili per risolvere definitivamente l’emergenza sociale Esodati.
Chiediamo pertanto al Presidente Renzi, al Governo ed al Parlamento di CHIUDERE DEFINITIVAMENTE LA VERTENZA ESODATI assicurando esclusivamente, in questo Ottavo provvedimento, la salvaguardia per tutti gli ex lavoratori (chiamati impropriamente Esodati) che :
1. Non erano più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure avevano entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale prevedevano il futuro licenziamento.
2. Maturavano il requisito pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018 escludendo, per il riconoscimento del diritto alla salvaguardia, l’applicazione dell’aspettativa di vita ai requisiti anagrafici e contributivi, e portando per tutti a 15 mesi la finestra di attesa per la decorrenza pensionistica come già avviene per i cosiddetti “quarantisti”   e permettendo ai mobilitati la maturazione del “requisito pensionistico” entro i 36 mesi dal termine della mobilità.
Questi lavoratori avevano sottoscritto un Patto con lo Stato, cancellato da quella iniqua manovra del 2011,  che lo Stato ha il dovere di ripristinare.
Un Patto sancito anche negli art. 3, 38 ed 81 della nostra Costituzione che questo Governo e questo Parlamento hanno il dovere di rispettare ponendo fine all’Emergenza Sociale degli Esodati. 
Come “Rete dei Comitati degli Esodati” chiediamo al Presidente Renzi un urgente incontro per esporre compiutamente le nostre ragioni prima della definitiva stesura del preannunciato 8°provvedimento e della sua presentazione in Parlamento.
La “Rete dei Comitati”, in assenza di adeguate risposte all’appello di tutti gli Esodati, si riserva ogni utile e doverosa iniziativa volta al ripristino del diritto alla pensione ed alla sopravvivenza dei suoi affiliati. 

Rete dei Comitati degli Esodati                                                 Roma 10 ottobre 2016
Portavoce: Francesco Flore Tel.0784 203888 – 3389976878      Mail retecomitatiesodati@tiscali.it

I COMITATI IN RETE:


1) COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
Francesco Flore 3389976878 contributore@tiscali.it

2) COORDINAMENTO ESODATI ROMANI
Emilio De Martino 3661570104 demartino-emilio@virgilio.it

3) COMITATO ESODATI LIGURI

4) COMITATO DIRIGENTI ESODATI
Daniele Martella 3484520007 daniele716@alice.it

5) COMITATO MOBILITATI MILANO
Maurizio Vitale 3287639173 tedesco40@libero.it

6) COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI

7) COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO Antonio Perna 335684299  perna.antonio@fastwebnet.it     

8) COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI

9) COMITATO ESODATI PARMA
Claudio Bernardini 3487319914 cbernardini4@gmail.com

10) COMITATO FONDI DI SETTORE FERROVIE
Marcello Luca  e-mail: comitato.fondisettoreferrovie@gmail.com

11) COMITATO MOBILITATI ROMA NAPOLI

12) COMITATO LICENZIATI E CESSATI SENZA TUTELE
Elide Alboni e-mail: elidealboni@alice.it

13) COMITATO ESODATI BANCARI



venerdì 7 ottobre 2016

Lettera di un esodato

Esistenze precarie tra gli (inspiegabili) ostruzionismi del governo. Lettera di un esodatoEsistenze precarie tra gli (inspiegabili) ostruzionismi del governo. 
Lettera di un esodato
Mercoledì, 5 ottobre 2016
Michele Papa
Pubblicato in Politica
Siamo in piena discussione politica su possibili soluzioni alle difficoltà che la Riforma Fornero ha determinato in una platea di italiani molto ampia. Purtroppo questa riforma delle pensioni (fatta in soli venti giorni) ha determinato un brusco e inatteso sconvolgimento nella vita di tantissime persone che si trovavano più o meno vicine al momento di lasciare il lavoro. Uno dei drammi più evidenti di questa riforma è stata la creazione di quel fenomeno che ormai tutti conoscono sotto il nome di “esodati”.
Chi sono gli esodati? Sono tutti coloro che hanno firmato accordi con le aziende o sono fuoriusciti dal mondo del lavoro entro il 31 dicembre 2011. Costoro hanno accettato di essere licenziati, a volte con un incentivo economico, poiché la legge in vigore nel momento della firma prevedeva che essi potessero andare in pensione nell’arco di pochi anni. Anni che con la legge Fornero si sono dilatati improvvisamente estendendosi a volte anche a periodi di 6/7 anni, rompendo così  un patto che lo stesso stato aveva firmato con queste persone. Gli esodati sono quindi rimasti senza più reddito e senza pensione.
I governi hanno cercato di ovviare a queste vere ingiustizie sociali mettendo a punto delle salvaguardie, (allo statto attualò se ne contano sette), stanziando un fondo per la copertura di 172000 persone circa, pari a 11,6 miliardi di euro, in modo da risolvere definitivamente il problema. A causa di paletti posti in particolar modo dal Governo in carica, però, sono state salvaguardate soltanto 130000 persone. Restano fuori dunque ancora 42000 persone, lavoratori che le coperture di questo fondo consentirebbero di mandare in pensione con le vecchie regole. Dal canto loro, l’onorevole Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro della camera, e l’onorevole Luisa Gnecchi si sono fatti portavoce del disagio e del dramma di questi esodati, promuovendo un disegno di legge (il ddl 3893) che inserisce nell’ottava salvaguardia definitiva tutti coloro che sono rimasti fuori, prolungando di 36 mesi oltre la fine della mobilità il termine per maturare i requisiti pensionistici.
Il Governo aveva promesso di risolvere la problematica entro settembre 2016 ma, ufficialmente per motivi di contabilizzazione di coperture, la eventuale soluzione sta slittando verso la Legge di Stabilità con presupposti e intenzioni non tanto tranquillizzanti. Parte dei fondi previsti per gli esodati infatti già da tempo sono stati stornati verso altre tematiche con il risultato che ora si parla di 25000 persone, non più 42000, come possibili beneficiari (la cifra stanziata nel 2012 consentirebbe di salvare tutti) e comunque non c’è nemmeno certezza che questa ottava salvaguardia non venga snaturata completamente, soprattutto nella definizione dei tempi utili alla copertura. La proposta Damiano-Gnecchi prevede infatti un lasso di tempo di 36 mesi dalla fine della mobilità, mentre il governo ora sembra intenzionato a lasciare i 12 mesi (non si capisce bene se i 12 mesi vanno dalla fine della mobilità come nella VII salvaguardia o vanno aggiunti ai dodici mesi prima previsti). In entrambi i casi la salvaguardia non coprirà tutti coloro che sono ancora fuori.
Il comitato degli esodati chiede a gran voce che si proceda in termini brevissimi alla promulgazione della salvaguardia definitiva per tutti gli aventi diritto secondo la pdl di Damiano e Gnecchi, possibilmente prima della Legge di Stabilità o che almeno la proposta venga approvata così come presentata. Non si riesce a capire questa vera e propria ostruzione del governo: i fondi ci sono (a meno che non siano stati dirottati dal governo verso altre iniziative,in questo caso in maniera scorretta visto che i fondi erano stati stanziati per gli esodati), la volontà politica anche. Per quale motivo lasciano ancora tante persone in un dramma esistenziale? E’ la domanda che tutti noi ci facciamo e alla quale vorremmo una risposta.
Michele Papa - Comitato degli esodati



giovedì 6 ottobre 2016

La "Rete" incontra dirigenti del Ministero su 8^ salvaguardia

Resoconto sintetico dell'incontro di martedì 4-10-2016 tra una delegazione della RETE dei Comitati ed i dirigenti del Ministero del Lavoro sulla Ottava Salvaguardia

"Si è tenuto oggi alle 12,30 il preannunciato incontro ottenuto dalla Rete dei Comitati degli Esodati.   .
Siamo stati ricevuti dal Capo di Gabinetto del Ministro Dr. CASO, dal Responsabile della Segreteria Tecnica Dott. Bruno Busacca.
La   delegazione della Rete (composta dai Coordinatori Fabio Cerruti, Daniele Martella, Elide Alboni e dai NON salvaguardati Walter Colombo, Loredana Ruggini e Maurizio Malta) ha ribadito ai dirigenti del Ministero i contenuti e le rivendicazioni oggetto dell'ultimo appello inviato al Ministro Poletti ed in particolare che, con l’Ottava Salvaguardia,  si vada a restituire il diritto alla pensione agli esodati con maturazione del diritto fino a tutto il 2019 ed all'estensione ad almeno 36 mesi della maturazione dei mobilitati.
I rappresentanti della La Rete hanno ribadito che il Governo, anche alla luce dei dati diffusi con il Report INPS di agosto, non ha più alibi per non approvare un ottavo provvedimento di salvaguardia per almeno i 34.000 esodati esclusi certificati in Parlamento.
Hanno poi denunciato la confusione ingenerata dal tavolo di trattativa con i sindacati sulla flessibilità pensionistica, sostenendo che occorre dare priorità a risolvere i problemi pregressi, quali appunto gli esodati.
I dirigenti del Ministero Caso e Busacca (stretti collaboratori del Ministro in nome e per conto del quale si sono espressi) hanno evidenziato e ribadito le difficoltà nell'individuare i numeri delle platee e le note problematiche connesse alla contabilità dello Stato che impediscono opportuni spazi di manovra.
I dirigenti del Ministero Caso e Busacca affermano anche che  l’ inserimenti e le richieste di platee di soggetti non esodati che creano confusione e difficoltà nella individuazione dei veri aventi diritto, così come individuati dalle norme di partenza, creano una ulteriore difficoltà.
I due ritengono che nel nuovo provvedimento di salvaguardia in esame si potrà accettare l'estensione del termine di maturazione del requisito dopo la mobilità da 12 a 36 mesi
Aggiungono che da una prima valutazione dell’INPS sulle platee individuate dal DDL 3893, e sulla base delle risorse finora individuate,  si arriva ad estendere il provvedimento di soli altri 12 mesi rispetto alla settima salvaguardia.
Evidenziano che sono in corso ulteriori verifiche con l’INPS ed una analisi sulla possibilità di estensione di ulteriori altri 12 mesi qualora vi fosse una revisione dei numeri da parte dei loro tecnici.
I rappresentanti della Rete hanno sollevato forti dubbi sulla “affidabilità” delle valutazioni fatte dall’ INPS, facendo notare come sia per la VI che per la VII salvaguardia lo scostamento tra il numero degli aventi diritto alla  salvaguardia preventivato e quello accertato a consuntivo si avvicini al 50%.
Ritengono pertanto che nell’Ottavo provvedimento di salvaguardia  debba essere data priorità alla restituzione del diritto alla pensione a tutti gli Esodati (Contributori Volontari, Cessati con o senza accordo, Mobilitati e Licenziati  tutti ante 2011)  che maturano il requisito pensionistico entro , almeno, il 2018.
I dirigenti del Ministero Caso e Busacca ci hanno confortato condividendo le nostre richieste e il principio che le risorse del Fondo Esodati devono essere impiegate ed impegnate tutte ed esclusivamente per gli Esodati così come previsto dalla L.228/2012.
E’ stata ribadita e condivisa la differenza fra “esodati” ed “esodandi” dichiarandosi fermamente contrari ad inserire nel nuovo provvedimento categorie estranee a quella degli ESODATI che genererebbero la esigenza di reperire nuove risorse per finanziare l’Ottava Salvaguardia che creerebbe forti problemi alla sua approvazione.
In questo senso e solo in questo senso, il MLPS prende le distanze dai Progetti di Legge (pdl) presentati in commissione lavoro.
I dirigenti del Ministero Caso e Busacca hanno anche concordato con noi sul fatto che agli Esodati occorre dare risposte con le salvaguardie, che l’APE in tutte le sue declinazioni, non è uno strumento che li riguarda e che ad ogni categoria penalizzata dalla legge Monti Fornero occorre dare risposte con strumenti diversi.
I dirigenti del Ministero Caso e Busacca sottolineano che gli approfondimenti sul testo finale, che sarà inserito in Legge di Bilancio, sono ancora in atto, ed hanno assicurato la loro massima disponibilità, e quella del Ministro, per tentare di sanare il problema, si ripete, per tutte le platee degli Esodati veri.
I rappresentanti del MLPS hanno sostenuto che l’ottava debba provare ad essere la conclusiva, non è possibile un rilancio reiterato nel tempo.
Le parti concludono l’incontro rinviando il proseguo dell’esame di quanto discusso ad un nuovo incontro che sarà concordato per le vie brevi.”

Un grazie di cuore ai nostri sei colleghi per il loro prezioso impegno.
Nelle prossime settimane continueremo i contatti e gli incontri con i rappresentanti del Governo per convincerli delle nostre buone ragioni e per convincerli a scrivere, ed inserire il Legge di Bilancio, una Ottava salvaguardia equa, e che ripristini la giustizia sociale agli Esodati ai quali è stata negata con quella nefasta manovra del 2011.
Riteniamo il dialogo, che la Rete e le OO.SS hanno aperto con il Governo, prezioso per trovare una adeguata e giusta soluzione al dramma degli Esodati e speriamo di riuscirci anche con il prezioso sostegno dei parlamentari della Commissione Lavoro della Camera che ci accompagnano sin dal primo giorno in cui abbiamo denunciato l’Emergenza Sociale degli Esodati.
Non escludiamo ulteriori e determinate iniziative di mobilitazione dei nostri affiliati ( che invitiamo a tenersi pronti e disponibili !) qualora Governo e Parlamento si dimostrino sordi alle nostre buone e sacrosante ragioni. Ci riserviamo ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.
Francesco

mercoledì 5 ottobre 2016

Un film racconta la storia degli esodati

pensioni esodati nel film L'EsodoLa vicenda degli esodati arriva sul grande schermo, attraverso il film L’Esodo in cui si racconta la storia di Francesca rimasta come molti italiani senza reddito e senza pensione, ulteriore momento di sensibilizzazione e di protesta per riuscire a chiudere la dolorosa vicenda degli esodati con l’ottava salvaguardia
La vicenda difficile e complicata degli esodati, quella categoria di lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione subito dopo l’entrata in vigore della legge Fornero, è diventata il tema di un film a sfondo social, molto atteso nelle sale cinematografiche. Dopo tre anni di lavorazione la Farocinema produzioni ha pubblicato il trailer del film intitolato “L’Esodo”. “Un film importante e necessario” recita la didascalia della breve anticipazione, nato dall’idea del regista Ciro Formisano, L’Esodo è un film denuncia di innegabile attualità. 
La trama del film parte dalla drammatica vicenda degli esodati, rivissuta attraverso la protagonista del film, Francesca, lavoratrice esodata di 58 anni, interpretata da Daniela Poggi. Il dramma di Francesca, dunque non è altro chela trasposizione  della vita reale di centinaia di migliaia di esodati che dall’oggi al domani si sono ritrovati senza un reddito. Il film no profit, è stato sostenuto grazie alla partecipazione volontaria tramite internet. L’opera si propone come strumento di protesta contro il fatto che le tutele per questi lavoratori non sono ancora sufficienti per garantire tutti, poiché ancora circa 30mila lavoratori rimangono in attesa dell’ottava salvaguardia.
Il regista Formisano ha poi arricchito il film con la testimonianza di molti lavoratori ridotti alla fame con l’avvento della riforma Fornero, mettendo in evidenza la capacità di molti italiani di sopravvivere tirando fuori risorse di ogni genere.


domenica 2 ottobre 2016

Il governo apre a una nuova salvaguardia

logoEsodati, il governo apre a una nuova salvaguardia
30-09-2016
Per i cosiddetti “esodati” è in arrivo l’ottava operazione di salvaguardia da quando è stata varata la riforma Fornero. Le persone interessate sarebbero quelle rimaste senza lavoro ed impossibilitate ad accedere alla pensione dopo l’innalzamento dei criteri a seguito della riforma del 2012. L’intervento sarebbe destinato a circa 25 mila persone. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Nannicini ha dichiarato: ”La legge di bilancio tirerà le fila e senz’altro ci sarà un intervento che usa le risorse che ci sono per andare incontro a quelle platee”.
Anche se nel verbale firmato mercoledì scorso dai sindacati non è menzionato, il tema riguarda una delle rivendicazioni poste sul tavolo di confronto. A sostenere il nuovo intervento ci sarebbe anche il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che ha dichiarato: “Per chiudere definitivamente il cerchio pensiamo che si tratti di includere almeno altri 25mila lavoratori”. Si punterebbe ad utilizzare i fondi di salvaguardia precedentemente stanziati che hanno visto una adesione dei lavoratori inferiore al previsto. Nel fondo sono stati stanziati complessivamente 11,6 miliardi di euro per salvaguardare 172mila lavoratori ai quali si applicherebbero le regole ante-Fornero. Di questi lavoratori, al momento, circa 100mila sono già pensionati, 30mila sono già stati certificati ed otterranno la pensione. Ora verrebbe offerto un paracadute ad altri 25mila lavoratori. Mancherebbero ancora 17mila lavoratori da includere. Per questi ultimi bisognerà auspicare che dalle buone intenzioni di governo e sindacati si possa trovare a breve una dignitosa soluzione.
Salvatore Rondello