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martedì 1 maggio 2012

Da VareseNews

Riccardo Trotta
Varese
Io, esodato, vivo con l'incubo della disoccupazione
Riccardo Trotta è uno dei 500 prepensionati della nostra provincia a cui il Governo ha cambiato le carte in tavola. In mancanza di accordo, non avrà entrate per ben due anni
1/05/2012
Riccardo Trotta, 59 anni, pensava di essere ormai a posto quando, a luglio dello scorso anno, la sua azienda gli propose di prepensionarsi: « Dopo 39 anni di lavoro alle Poste potevo finalmente smettere di lavorare. L’azienda mi pagava i contributi necessari per arrivare a 40 anni di servizio e in più mi davano 30 mensilità per raggiungere la finestra della pensione. Ero a posto». Un bel giorno, però, Riccardo scopre dalla televisione che il suo accordo è carta straccia: « Non ci potevo credere. Il nuovo Governo mi aveva cambiato le carte in tavola e mi trasformava da prepensionato a disoccupato». Oggi come oggi, in mancanza di soluzione dell’ultimo’ora, Riccardo rimarrà senza lavoro e retribuzione per due anni: « Con la riforma del sistema pensionistico io dovrei andare in pensione non più nel 2014 ma nel 2016. E in quei due anni che faccio?» Il tentativo nazionale di chiedere alle imprese di rimangiarsi gli accordi di prepensionamento non è andato a buon fine. Ora, ogni speranza è legata al prossimo incontro Governo sindacati in programma il 10 maggio prossimo: « Se non troveranno una soluzione non so proprio a chi rivolgermi. Anche se non ho famiglia, ho sempre un mutuo da pagare, le spese normali. Una vita intera di lavoro e mi ritrovo senza nulla…. Dovrò andare a rubare?».
Nelle condizioni di Riccardo che sino almeno 2000 persone nella sola provincia di Varese: le stime parlano di 500 prepensionati le cui posizioni sono aperte all’Inps, ma, secondo i sindacati, ci sono almeno altri 1500 lavoratori a cui stanno arrivando a maturazione lo stesso tipo di accordo.
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Lo dice anche il Presidente della Repubblica

NAPOLITANO, DA RISOLVERE ALL0INTERNO DI INELUDIBILI RIFORMENAPOLITANO, DA RISOLVERE ALL0INTERNO DI INELUDIBILI RIFORME
(ANSA) – ROMA, 1 MAG – All’interno delle “ineludibiliriforme” avviate il tema degli esodati “resta da chiarire erisolvere”. E’ quanto ha chiesto il presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, in un lungo discorso oggi al Quirinale inoccasione della festa dei lavoratori.
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Le preoccupazioni in sicilia

La fabbrica degli esodati
(30 aprile 2012)
di Angela Di Marzo
Palermo. La preoccupazione cresce e spinge a tornare in piazza le tute blu della ex Fiat di Termini Imerese. In duemila hanno sfilato oggi per il centro del paese del palermitano, per sollecitare il Governo a rispettare gli impegni per la reindustrializzazione dell'area e chiedere risposte immediate per i 600 esodati. Il corteo ha attraverso il centro per concludersi in piazza. Gli operai hanno espresso la loro ansia per un futuro che appare ancora incerto. Una vertenza, quella dell'ex stabilimento Fiat che coinvolge tutto il paese, così molti commercianti hanno abbassato le saracinesche dei loro negozi in segno di solidarietà con i manifestanti.
"Siamo ancora in attesa di una convocazione al ministero dello Sviluppo Economico - hanno affermato Armando Zanotti, segretario provinciale Cisl Palermo e Giovanni Scavuzzo, segretario Fim Cisl Palermo -, la tensione fra i lavoratori sale, torniamo dunque a chiedere l'impegno del governo regionale a fare fronte unico affinché si chiarisca, una volta per tutte, qual è la volontà del Ministero sul progetto di Dr Motor".
"Il lavoro fatto lo scorso anno per la definizione dell'accordo quadro per Termini Imerese non deve andare disperso - continuano Zanotti e Scavuzzo -, vogliamo chiarezza per una vicenda che sembra rasentare il bluff". Il ministero dovrà sciogliere i nodi sul finanziamento delle banche necessario all'imprenditore molisano, Di Risio, ad avviare il piano. E si attendono risposte anche sul possibile ingresso nel capitale Dr da parte della Regione siciliana. Il pericolo temuto dai sindacati è che i tempi si allunghino, e se lo stabilimento non verrà riaperto entro l'anno con il riavvio a lavoro del 30% della forza lavoro, a rischio c'è la cassa integrazione straordinaria per il secondo anno consecutivo.
"Servono un fronte compatto e forti alleanze per una diversa reindustrializzazione - ha commentato il segretario della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava -. La manifestazione di Termini è il Primo Maggio di lotta per i lavoratori ex Fiat in piazza, arrabbiati, esasperati, con la speranza al minimo, con meno fiducia. Questa volta, la lotta ha un significato molto più rilevante che nel recente passato, perché mette a nudo una realtà di bluff, di incapacità e malefatte politiche a danno di una terra che sta perdendo anche il minimo tessuto industriale". Con la manifestazione di Termini i sindacati chiedono una accelerazione perché la "situazione rischia di precipitare" e sollecitano un intervento della Regione e del ministero dello Sviluppo. Situazione ancora più pesante per alcuni lavoratori dell'indotto, che dal primo gennaio sono senza stipendio e senza cassa integrazione. E mentre Invitalia ha reso noto che si stanno valutando altre quattro manifestazioni di interesse, i sindacati sollecitano anche l'avvio delle altre attività attese a Termini e che dovevano insediarsi entro l'anno: Medstudios, Newcoop, Biogen e Lima corporate. "Partendo dalla norma approvata in finanziaria regionale - ha affermato Mimmo Milazzo, segretario generale Cisl Palermo - che esemplifica le procedure burocratiche in modo da sbloccare appalti e progetti di industrializzazione, chiediamo alle istituzioni regionali e nazionali di accelerare sul piano di riconversione di Termini, sciogliendo al più presto i nodi e dando così certezze ai lavoratori".
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Paola: in pensione solo nel 2017

Edizione: 01/05/2012   testata: Giornale di Brescia   sezione: la città
LA STORIA/2
Paola, «esodata» delle Poste:
in pensione soltanto nel 2017

n Paola ha lavorato per oltre vent'anni alle Poste. A giugno 2013 sarebbe dovuta andare in pensione. E invece le carte in tavola sono drammaticamente cambiate. Perché Paola, che ha lasciato l'Ufficio postale di Bedizzole il 27 dicembre 2011 con la formula del licenziamento consensuale e un incentivo equivalente a uno stipendio di 13 mesi - che l'avrebbe traghettata fino alla pensione -, si è ritrovata nel limbo degli «esodati». Senza lavoro e con il traguardo della pensione spostato più in là nel tempo rispetto alle previsioni del periodo pre-riforma: «Ho calcolato non potrò andare in pensione prima del 2017. Avevo accettato di lasciare il lavoro prima perché dovevo assistere mia madre disabile. Nel frattempo, per problemi personali, ho dovuto vendere la casa in cui abitavo e acquistarne un'altra, accendendo un mutuo».

Il 1 maggio di un esodato

Il 1 maggio di un esodato: “Costretto a un’economia quasi di guerra”
Martedì 1 Maggio 2012
“Per chi come me è costretto a inventarsi un’economia quasi di guerra, quello di quest’anno sarà soprattutto un primo maggio di lotta”.
Alla vigilia della Festa dei Lavoratori Panorama.it ha incontrato uno dei 300mila cosiddetti “esodati”, lavoratori che hanno fatto accordi per l’uscita dal lavoro contando di andare in pensione nel giro di poco tempo e che con l’allungamento dell’eta’ previsto dalla riforma Fornero rischiano di restare senza lavoro e senza assegno. Il Governo al momento prevede di salvaguardarne 65.000. E tutti gli altri?
Emilio De Martino, dipendente delle Poste Italiane, 60 anni il prossimo dicembre, finora ha mantenuto da solo moglie, figlia di 24 anni e nipotino. Nel novembre del 2011 aveva firmato l’accordo con l’azienda per l’esodo incentivato convinto di poter andare in pensione dal 1 gennaio del 2014. Speranza sfumata quando il suo orizzonte pensionistico si è spostato al luglio del 2017, lasciandolo “scoperto” per circa tre anni.
Signor De Martino, alcuni istituti bancari hanno potuto far rientrare i proprio lavoratori grazie ai fondi di solidarietà. Esiste una possibilità del genere anche nel suo caso?
Tra tutti gli istituti di credito, uno solo ha potuto farlo per circa 60 unità. Poste Italiane, che in tre anni ha fatto uscire già 11.800 persone, si appresta a lasciarne a casa altre 12mila e non credo proprio che pensi di far rientrare i suoi 2.800 esodati rimasti fuori dalle deroghe del decreto milleproroghe.
Il prossimo 9 maggio è previsto un incontro tra il ministro Fornero e i sindacati proprio sulla questione “esodati”. Cosa si aspetta?
Mi aspetto che il ministro prenda altro tempo, che sposti in avanti la questione per arrivare al 2013, alla scadenza del governo Monti, senza doversi occupare lei di quei 300mila che da quel momento in poi si troveranno senza alcun reddito. Quando la Fornero parla di 65mila esodati, parla solo di quelli “salvi”, che prenderebbero la pensione dal 2013 e per i quali sono state trovate le risorse. Ma la soluzione, volendo, ci sarebbe per tutti.
Quale?
Siccome il ministro Fornero ha commesso un errore di valutazione - per usare un eufemismo - dovrebbe riconoscerlo e rettificare. Quando una riforma pensionistica non ha gradualità nella sua applicazione è scontato che crei dei buchi. A questo punto il governo andasse a prendere i soldi per tapparli da chi non ha mai pagato.
Voi “esodati” chi rappresentate? Una nuova categoria sociale?
Noi siamo un’aberrazione del mercato del lavoro in Italia. Siamo i dimenticati dalla riforma pensionistica, siamo quelli usciti in seguito a riorganizzazioni, ristrutturazioni o addirittura chiusure di aziende e che attualmente si ritrovano, o si ritroveranno a breve, senza reddito.
Se lo sarebbe mai aspettato che un governo tecnico combinasse un pasticcio del genere?
Assolutamente no, anzi, trattandosi di professori ne avevamo fiducia.
Che pensa di fare per mandare avanti la sua famiglia negli anni in cui in casa sua non entrerà più un euro?
Non lo so, anche perché è un po’ difficile tornare al lavoro come ci esorta a fare la Fornero. Di questi tempi è impossibile che un’azienda assuma qualcuno che, come me, nel 2012 avrà già 62 anni.
Come sarà il suo primo maggio da “esodato”?
Sarà un primo maggio di lotta. Mi farò sentire ovunque sarà possibile farlo. E nel frattempo inizierò riorganizzare la mia vita.
Come?
Come sto già facendo: ridimensionando tutte le spese, rinunciando ad acquistare prodotti di marca al supermercato, come fossi già un pensionato al minimo.
Vacanze ridotte all’osso?
Quali vacanze? Non ne faremo proprio. Quelli dell’incentivo sono soldi che ormai non possiamo più permetterci di utilizzare per spese superflue. Ci sono colleghi che hanno quasi finito di prenderlo che fanno già fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, che mangiano la pasta con il barattolo di pelati rovesciato sopra. Vanno a fare la cicoria per prati, riciclano tutto - compresa l’acqua - rinunciano alle scarpe nuove, alle vacanze. Abbiamo da mantenere i figli, noi. A loro dobbiamo pensare. E a come costruirci un’economia quasi di guerra. Questa è la realtà.claudiadaconto

La CISL Lombadia e il primo maggio

Lombardia/lavoro: Cisl, 1maggio rischia segnare inizio rivolta sociale
30 Aprile 2012 - 14:02

(ASCA) - Milano, 30 apr - ''Occorrono subito risposte certe e serie per i lavoratori esodati e per le imprese che lavorano con le pubbliche amministrazioni e non vengono pagate, servono risposte dalle banche che ancora negano il credito alle imprese, servono una coraggiosa detassazione della contrattazione e una revisione dei patti di stabilita', dei rincari delle tariffe e dell'insostenibile Imu. Se anche in questo caso si ascolteranno solo i mercati e i banchieri, pessimi esempi di iniqua redistribuzione del reddito, questo rischia di essere il Primo Maggio che segnera' l'inizio della rivolta sociale''. Cosi' il segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, alla vigilia delle celebrazioni della Festa del lavoro.

''In questo Primo Maggio straordinario - afferma Petteni - vogliamo avviare una riscossa sociale a partire dalla Lombardia, per una rinascita fondata su un rinnovato spirito di bene comune, liberata da corruzioni e infiltrazioni e animata da una rigenerazione composta da tante azioni che devono portare a far ripartire una crescita con il lavoro e a superare interventi sbagliati, per ridisegnare invece nuovi pezzi di protezione sociale''.

Petteni ricorda anche che i dati dei Fondi di Solidarieta' di diverse chiese lombarde segnalano la crescente profondita' di questa crisi: ''Se a questo aggiungiamo i numeri crescenti della disoccupazione lombarda, mai cosi' alta negli ultimi 20 anni, e la ripresa della cassa integrazione - precisa - non possiamo non pensare che anche noi siamo sfidati a lavorare con piu' forza sui temi delle politiche attive, della contrattazione, del rendere massimamente efficaci gli investimenti quando ci sono, del rilanciare la contrattazione sociale nelle comunita'''.
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Gli esodati di Terni dal sindaco

GLI ESODATI TERNANI CHIEDONO IL SOSTEGNO DEL SINDACO
30 Aprile 2012 13.34 
di Giorgio Ciaruffoli - Fonte: Radio Galileo

La delicata questione dei cosiddetti "esodati", ovvero quei lavoratori over 50 espulsi dal mercato dal lavoro e non ancora ammessi alla pensione in conseguenza dell'innalzamento dell'età o dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico, approda anche all'attenzione delle istituzioni.
Il Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha infatti ricevuto quest'oggi, a Palazzo Spada, il responsabile del comitato locale degli esodati, Mauro Mammoli, che gli ha illustrato lo stato attuale della situazione che, a Terni, interessa circa 350 lavoratori.
Dopo essersi impegnato a fornire, già nei prossimi giorni, un quadro ancor più dettagliato, lo stesso Mammoli ha chiesto un intervento del primo cittadino ternano sia nei confronti dell'Inps che del Governo nazionale, ottenendo - da Di Girolamo - l'impegno, nei limiti delle competenze del Comune, per effettuare delle sollecitazioni in tutte le sedi istituzionali competenti, oltre che per verificare un eventuale sostegno nei casi più gravi.
Un prossimo incontro verrà anche chiesto alla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari di Palazzo Spada.
Il Comitato degli esodati "Per il rispetto dei patti stabiliti", ha sede in via Ippocrate 8, presso i locali della Polisportiva Boccaporco ed è aperto ogni giovedì dalle 9,30 alle 12 - tel. 329 0493175.
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Il sindaco di Terni incontra gli esodati. "Massimo impegno per il problema"
Lunedì 30 Aprile 2012 16:31 | Scritto da Redazione
Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha ricevuto stamani a palazzo Spada Mauro Mammoli, responsabile del Comitato cittadino Esodati ''Per il rispetto dei patti stabiliti'', che rappresenta circa 350 lavoratori ''esodati''.
Il sindaco ha ascoltato un resoconto sulla situazione che si sta verificando anche a livello locale ed il responsabile del comitato si è impegnato a fornire, nei prossimi giorni, un quadro ancor più dettagliato. Mammoli ha anche chiesto un intervento del sindaco sia nei confronti dell'Inps che del governo. Da parte sua - spiega una nota di palazzo Spada - Di Girolamo ha assicurato il massimo impegno, nei limiti delle competenze del Comune, per sollecitazioni in tutte le sedi istituzionali competenti, oltre che per verificare un eventuale sostegno nei casi più gravi. Il comitato, nei prossimi giorni, chiederà anche un incontro con la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari di Palazzo Spada.
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Briciole e buona volontà

"Ravvedimento operoso" della Margherita: 5 milioni del partito in aiuto agli esodati
30 aprile 2012
Donazione «immediata» di 5 milioni di euro a beneficio dei lavoratori 'esodati'. È quanto ha concordato con l'Inps la Margherita - partito centrista guidato da Francesco Rutelli poi confluito nel Pd nel 2007 - dando attuazione agli annunci seguiti allo "scandalo Lusi", l'ex tesoriere del partito Luigi Lusi sotto inchiesta per aver distratto fondi dei rimborsi elettorali.
Risorse destinate a finalità sociali
Una nota del partito spiega infatti che si tratta della «prima parte delle risorse nella disponibilità del partito che verranno assegnate per finalità sociali». Una sorta di "ravvedimento operoso", con un occhio alla crisi del lavoro e per rilanciare l'immagine di un partito che non c'è più, di cui beneficeranno 1.200 persone (800 euro al mese per cinque mensilità) individuate dall'istituto di previdenza tra quanti oggi sono senza reddito perché usciti dal lavoro ma senza pensione o altre risorse per la modifica delle norme previdenziali. I nomi dei prescelti non potranno essere comunicati al partito, cui verrà trasmesso un rendiconto con le indicazioni statistiche. Alla Margherita saranno addebitati i soli costi industriali (elaborazione elettronica del pagamento, stampa della comunicazione.
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