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venerdì 16 marzo 2012

Cazzola: gli stanziamenti per gli esodati? Palesemente insufficienti

Riforma annacquata, rispunta il sereno
di Giuliano Cazzola - deputato PDL
On. Giuliano Cazzola - PDL
IERI, USCENDO dal palazzotto di via Veneto intestato alla memoria di Marco Biagi (dove ha sede il ministero del Lavoro) i leader sindacali non hanno rilasciato dichiarazioni. La loro espressione, però, era simile a quella di un bel gattone soriano che ha appena inghiottito il topolino e che non è tanto soddisfatto per la qualità del cibo (essendo ormai abituato a manicaretti più gustosi e adatti ad un felino benestante ed accasato), ma si compiace di aver dimostrato la natura di animale predatore. Persino la severa Susanna Camusso ha disseminato le agenzie di valutazioni lusinghiere, dopo che, il giorno prima, non aveva esitato a recitare il de profundis per un negoziato ritenuto inconcludente.
E’ CONVINZIONE di chi scrive che il tema cruciale del confronto sia uno solo: rivedere la disciplina del licenziamento individuale ora regolato dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Gli altri temi – assolutamente importanti – fungono da contorno, perché è evidente (ce ne siamo accorti da ben tre legislature) che non si attuano roboanti riforme degli ammortizzatori sociali, in bolletta; soprattutto quando le scarse risorse disponibili devono servire a tappare qualche ‘buco’ in materia di pensioni, visto che gli stanziamenti disposti per la tutela degli esodati (coloro che hanno sottoscritto patti di uscita con le imprese di ammontare ragguagliato ai previgenti requisiti pensionistici e che si trovano spiazzati dallo spostamento in avanti delle soglie di accesso) sono palesemente insufficienti. Se sulla trattativa, dunque, è tornato il sereno, la spiegazione va cercata prima di tutto ‘là dove il dente duole’: che cosa succederà dell’articolo 18? A stare alle indiscrezioni si profila un percorso alla tedesca, magari re-interpretato all’italiana.
IN SOSTANZA, in caso di licenziamento ritenuto illegittimo, il giudice non sarà più obbligato, come adesso, a sanzionare il datore con la reintegra nel posto di lavoro, ma potrà valutare se, nelle singole fattispecie, non sia sufficiente limitarsi ad un risarcimento economico. Questa possibile opzione sembra essere consentita solo per il licenziamento per motivi economici; negli altri casi di recesso sanzionabile rimarrebbe confermato l’obbligo di reintegra. Come si vede, il cambiamento è veramente di modesta portata. Più interessante — considerando i tempi lunghi della giustizia — sembra essere, invece, un altro aspetto: verrebbe posto un massimale di 24 mensilità all’eventuale risarcimento del danno. E’ sufficiente tale revisione delle regole del licenziamento ad equilibrare il giro di vite che si annuncia sulle forme di flessibilità in entrata? Nell’insieme rimane l’impressione che il mercato del lavoro si caricherà di ulteriori rigidità.
(Leggi)


2 commenti:

  1. ESODATI,ESODATI,QUELLI IN USCITA AL 31.12.2011 VANNO TUTTI SALVATI. ALTRIMENTI I VOTI VOI DEL PDL VE LI SOGNATE

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    1. GIUSTISSIMO VANNO TUTTI SALVATI !! DEVONO VALERE LE REGOLE AL MOMENTO DEL LICENZIAMENTO - CHI POTEVA SAPERE CHE CI SAREBBE STATO UNA RIVOLUZIONE PENSIONISTICA PER "SALVARE L'ITALIA". Ti sembra giusto? allora perché non si potrebbe pensare ad una RIVOPLUZIONE "patrimoniale"? Altri che voti questi PDL PD E QUANT'altro se ne devono andare tutti!!! A CASA

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