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mercoledì 13 giugno 2012

Mastrapasqua: numeri chiesti dal dicastero


Esodati, Mastrapasqua tranquillo: «I numeri chiesti dal dicastero»
di Luca Cifoni
Mercoledì 13 Giugno 2012 - 09:06
ROMA I vertici dell’Inps, a partire dal presidente Mastrapasqua, scelgono la linea del silenzio nel giorno dell’attacco frontale da parte del ministro. Un silenzio che nonostante tutto è anche espressione di tranquillità: l’idea delle dimissioni non viene nemmeno presa in considerazione. E di fronte alla specifica accusa di aver voluto divulgare il documento con la stima dei 390 mila esodati, a Via Ciro il Grande ci si limita a far notare che quel testo, richiesto dallo stesso dicastero, era in possesso di molti uffici, non solo del Lavoro ma anche dell’Economia.
Del resto che interesse avrebbe avuto l’istituto a far uscire ora un testo datato 22 maggio? Il sospetto è che la sua diffusione in questo momento sia piuttosto funzionale alla manifestazione dei sindacati di sabato prossimo: la questione degli esodati sarà uno dei temi forti della giornata. O addirittura, l’operazione potrebbe avere una valenza politica, nel momento in cui il Pd cerca di riaprire la partita con il ministro.
Di certo la relazione tecnica della discordia è stata sollecitata dagli uffici di Elsa Fornero: le 390 mila persone indicate sono la platea potenzialmente interessata dalla norma di salvaguardia contenuta nel decreto salva Italia (poi parzialmente corretto con il cosiddetto milleproroghe). Ma la legge oltre ad elencare le varie tipologie, dalla mobilità al fondo dei bancari ai lavoratori autorizzati ai versamenti volontari, poneva anche un ben preciso limite quantitativo, ispirato non dall’Inps ma dalla Ragioneria generale dello Stato.
Un limite che nell’ultima versione del decreto è stato espresso non in termini di teste, di persone da salvare (65 mila) ma di soldi a disposizione, poco più di 5 miliardi di euro dal 2013 al 2019. Questa scelta, diversa da quella fatta in occasione di precedenti riforme previdenziali, si giustificava con la volontà di mantenere un minimo di flessibilità al momento del monitoraggio. Ma era chiaro che per la Ragioneria quei 5 miliardi significavano 65 mila salvati, ammessi a lasciare il lavoro con le regole in vigore fino al 31 dicembre 2011. Così quando è arrivato il decreto congiunto Lavoro-Economia, certo deludente per gli interessati, nessuno tra gli addetti ai lavori è rimasto sorpreso nel ritrovare, come in un gioco dell’oca, la stessa cifra da cui si era partiti.

D’altra parte lo stesso testo del salva-Italia conteneva alcuni punti deboli, di cui l’Inps era ben a conoscenza. Ad esempio a Elsa Fornero era stato suggerito di non inserire la clausola sui versamenti volontari. Per lo meno, non nella formulazione in cui è stata scritta nella legge, che di fatto coinvolgeva centinaia di migliaia di persone, anche relativamente giovani, dunque con effetto su anni molto lontani: alla sola condizione di aver ottenuto l’autorizzazione alla prosecuzione.

Paradossalmente, l’attacco frontale del ministro nei confronti dell’istituto può avere l’effetto di mettere la sordina al contrasto interno, che pure esiste, tra il presidente Mastrapasqua e il direttore generale Nori; una divergenza a cui contribuisce anche la particolare governance dell’Inps in cui non c’è un consiglio di amministrazione a fare da filtro tra le due figure. Quindici giorni fa alla presentazione del rapporto annuale dell’istituto proprio Elsa Fornero aveva confermato la propria volontà di affrontare e sciogliere questo nodo, affidandosi ad una commissione di studio. Ieri il nodo pareva piuttosto propensa a tagliarlo con la spada, ma la sua linea dura non trova il sostegno del premier Monti, a maggior ragione in una fase così delicata per il Paese.
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16 commenti:

  1. Il sig.Monti tace sulla situazione dei numeri degli esodati.E naturalmente chi tace acconsente...Tutto cio' e'scandaloso anche perche' 400000 persone piu'famiglie vivono in una angosciosa incertezza.Speriamo che prima o poi questi disumani professori provino le nostre pene.esodati poste

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  2. Sia Mastropasqua che il Ministro sono bravissimi nel rimbalzarsi la palla. Peccato per noi che non vada mai a canestro.Paola

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  3. Ma come si fa a non ammettere i propri errori? Volevano risolvere il problema italia approvando quell'infame riforma sulle pensioni, come se i pensionati erano gli unici ricchi in italia, ma se stiamo morendo di fame! Magistrati, Procure della Repubblica intervenite a fare chiarezza sul massacro sociale degli esodati, fate presto perche' non ce la facciamo più, fate il vostro dovere come sempre lo avete fatto per risolvere situazioni molto delicate.
    Esodato52poste

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  4. Ai vertici delle Poste comanda la CISL, ai vertici dell'INPS comanda la CISL, quel semianalfabeta di Ialongo spinge fuori i postali e Mastrapasqua li accoglie... E Bonanni? Fa finta di arrabbiarsi, si schiera, lui padre-padrone, dalla parte dei poveracci palleggiati da LorSignori... Gioco tra compari, tutt'e tre abbruzzesi. L'onda lunga che parte da Remo Gaspari. Arrosticini e ferree cordate tra compaesani... Andate a vedere chi c'è ai vertici di Poste...

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    1. Nn puoi mescolare dati ed opinioni (Bonanni fa finta di arrabbiarsi). Altrimenti è tutta un'opinione. Legittima, ma opinione resta.
      A me non interessano le targhe, mi interessano le posizioni e su quello cerco alleanze per la nostra battaglia.
      O ti fa schifo che Bonanni abbia quella posizione?

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    2. IN RISPOSTA A MAURIZIO S. E ANONIMO. AL DI LA' DI TUTTO SI DEVE AMMETTERE CHE CHI FORSE POTEVA FARE, OLTRE A TANTE PAROLE NON HA FATTO NULLA. DI FATTO MAURIZIO NON FA UN'ANALISI COSI' CAMPATA IN ARIA. GIUSTAMENTE PERO' NOI ABBIAMO BISOGNAO DI QUALCUNO CHE CI APPOGGI. COMUNQUE , A QUESTO PUNTO, SE NON SI PASSA AI FATTI SI PUO' TRANQUILLAMENTE FARE DI OGNI ERBA UN FASCIO. PURTROPPO LA STRADA MI SEMBRA QUELLA PERCHE' CONTINUANO TUTTI A PRENDERCI IN GIRO. ESODATA POSTE 53

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  5. Mastrapasqua andava sostituito da molto tempo. 25 incarichi e come giustificazione (Report) ha detto che lui lavora molto. Arrivato a quel posto dopo una vita di intrighi, anche questa partita l'ha giocata con l'auricolare attaccato al suo mentore (Bonanni). I numeri non potevano saperli dall'INPS (che NON è in possesso del nostro contratto di esodo) e che al massimo ha in mano (all'IPOST altro feudo di Bonanni la cui OS si è giocata anche la nostra liquidazione giacente in un fondo gestito da Ialongo fino a qualche tempo fa) una richiesta di riscatto volontario di contributi. Così vale per tutte le altre Aziende. Ma non tutti quelli che hanno fatto questa istanza all'INPS/IPOST sono esodati... Mi sembra chiaro, no? E i numeri chi li sapeva? Ma Bonanni sicuramente che COMANDA alle Poste, che DECIDE tutto, che è il vero PADRONE delle Poste. Quindi i numeri degli esodati li sanno solo: 1) le singole Aziende; 2) le DPL e le Associazioni Industriali e 3) i singoli lavoratori. Bastava aprire un sito web (come per gli extracomunitari) e oplà il numero sarebbe saltato, bastava l'autodichiarazione degli esodati(quelli veri, perché si parla di esodati per indicare TUTTI quelli che restano senza stipendio e senza pensione, ma non tutti questi sono esodati stricto sensu) incrociata con quella delle Aziende e delle DPL. Insomma: foglio excel, access, data base semplicissimi. Tornando ai tre compari abruzzesi. Ma voi cosa credete che hanno aperto le gabbie per farci uscire senza un loro tornaconto? Non ne sapevano nulla, o avevano altre persone da assumere, altri posti da spartirsi e altre deleghe da aggiungere a quella dei neo-pensionati esodati? La CISL tiene in un pugno di ferro la P.A. Senza di essa non esisterebbe come sindacato,anche se adesso sta "diversificando" aprendo agenzie di viaggio. Vive di puro potere, e questo potere per i 3/4 si forma nella P.A (con le Poste al primo... posto). Infine: Ialongo che parte recita in commedia? Non sapeva nulla della massiccia "retata" di poveracci che i LORO vertici aziendali stavano facendo?

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    1. continui a pasticciare e se vuoi proseguire in strampalati assunti riuscirai a dimostrarti che Bonanni è il grande vecchio, il burattinaio del potere.
      Tutto fa brodo...?
      Se dici: "all'IPOST altro feudo di Bonanni la cui OS si è giocata anche la nostra liquidazione giacente in un fondo gestito da Ialongo fino a qualche tempo fa", non sai che la buonuscita è gestita da un commissario a causa di una restrittiva interpretazione della legge finanziaria dell'allore Governo D'Alema; che la Cisl ha intentato cause pilota per cercare di imporre una soluzione; che per 3 volte ha portato la questione all'attenzione del legislatore per chiederne una modifica.
      So che molti sindacalisti sono transitati ddirettamente ad altri incarichi (non solo cisl, vero?),ma questo attiene i singoli e non un'organizzazione, dei cui leader io continuo a guardare parole e azioni.
      Se continui nei tuoi teoremi, va a finire che riuscirai a dimostrare che anche CGIL e UIL sono ugualmente colpevoli perché hanno fatto qualcosa insieme a Bonanni.

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    2. La buonuscita è gestita da un fondo in cui spadroneggiano uomini CISL, lo sanno tutti. (Qualcuno è scappato pure con soldi della cassa). Questo fondo non è fruttifero, a differenza degli analoghi, ossia di Enti transitati nello stesso torno di tempo, o prima, a SPA (FFSS per esempio) per una "distrazione", diciamo così, del governo di allora (Prodi) essendo il fondo istituito dalla Legge 27 dicembre 1997, n. 449 art. 53, 6° comma, quindi NON il governo D'Alema I e II (21.10.1998 - 25.04.2000). C'è chi sussurra, ma il fatto non è dimostrabile se non in via giudiziaria, che anche a questo fondo l'IPOST attingeva per i piccoli prestiti dei dipendenti, altra grandiosa leva di clientelismo interno, creando quantomeno illecito arricchimento. E chi c'era nel board dell'IPOST? Metà sindacalisti (maggioranza CISL) e metà funzionari designati dall'Azienda. E l'Azienda chi designava per proprio conto? Altri uomini, diventati poi tutti dirigenti potentissimi, in quota CISL: dobbiamo fare i nomi? Quindi la CISL spadroneggiava per quota parte sindacale e per quota parte ... aziendale. Chi riesce a segnare il confine tra l'Azienda e il Sindacato alle Poste vince il premio speciale della Scienza delle Organizzazioni. (Ricordarsi che l'Azienda paga gli affitti delle sedi sindacali!). Quanto alle carriere è sotto gli occhi di tutti che l'80 % dei DF dell'ultima generazione viene direttamente da quadri sindacali CISL. E' vero, anche gli altri sindacati hanno partecipato, seguendo lo stile CISL - quello che paga di più evidentemente in termini di potere-, alla spartizione predatoria quando è stato il loro momento. Bruttissima pagina quella della CGIL ai tempi di Passera, e bruttissime pagine quelle della UIL da sempre. Non parliamo della UGL, o degli autonomi, perché ci sarebbe da piangere. La mia felicità di esodato, se non fosse intervenuta quella peste di Elsa Fornero, è proprio quella di essere uscito da un'Azienda in cui un Sindacato (e la CISL è i IL Sindacato), ventriloqua dentro il corpo di dirigenti che fingono strategie e metodologie di un'Azienda vera (budget, inventivazioni, meritocratica ah ah ah), mentre invece sono attaccati con l'auricolare ai diktat del sindacalista di turno, che ha un solo scopo: far vivere e prosperare la PROPRIA Azienda, ossia il Sindacato. Ci vorrebbe la penna di Orwell per descrivere le azioni di questo speciale "Inner party" e "Big Brother" che è il Sincacato (CISL soprattutto) alle Poste. Qualcuno prima o poi ci dovrà spiegare CHI con precisione ha architettato la strategia di esodare migliaia di lavoratori consegnandoli al terribile destino di una vecchiaia precaria.

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    3. Vorresti dire che la CISL la fatto azioni contro "dove spadroneggia la CISL" non lo sapeva?
      Secondo me tu stai piegando la lettura della realtà davanti all'idea della tua CISL immaginaria.
      Spiegami un po' chi e cosa ha fatto qualcosa di diverso e con che esito (a meno che la tua CISL) ci sia anche nei tribunali e sia talmente diramata da esserci dappetutto e contro tutti i lavoratori, compresi i propri iscritti che, ignari di tutto, ne patirebbero le angherie contro le quali nessuno può alcunché).

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    4. I disegni di potere hanno il difetto di NON riuscire sempre, perché ai vertici del sindacato ci sono perlopiù semianalfabeti o piccoli mafiosi famelici e ossessionati dal loro potere "qui ed ora" tanto da non sapere calcolare l'esatta portata delle proprie azioni. Qualcosa scappa e qualche ciambella non viene sempre col buco. Quanto agli iscritti ci sono quelli deboli e disinformati, quelli furbi che hanno capito che è il Sindacato a distribuire le carte e si accodano zitti e pipa, ci sono quelli minacciati (se non ti iscrivi non avrai il posto da DUP, o l'A1), ci sono quelli organici al sindacato mafioso, che applica il "pizzo" della delega controllando tutta la struttura aziendale, talchè da una una parte infiltrano i propri uomini nei vertici aziendali, e dall'altra utilizzano questi cavalli di Troia per ampliare la propria rete d'influenza. Chiedete a un postelegrafonico: tu hai un bisogno qualsiasi, la necessità di un trasferimento, un figlio da assumere, vuoi "crescere" professionalmente (si dice così), vuoi una meritocratica, vuoi cambiare ufficio o mansione, a chi ti rivolgi? A un dirigente o a un sindacalista? Se si rivolge a un sindacalista (il 70% dei casi, statene certi, è un sindacalista CISL) vuol dire che è il sindacalista a comandare. La definizione sociologica di potere, neutra, è questa: "Quando un desiderio, una volizione, un bisogno del soggetto "A" dipendono dal soggetto "B", si dice che "B" ha potere su "A". O che "A" è nelle mani di "B". Punto. Alle Poste è così, dai tempi del collateralismo DC, della riforma Spataro su su fino al collasso (2000 miliardi di vecchie lire di debiti) del 1998. Venne Passera, arginò la CISL, fece un po' di Azienda e un po' di clientelismo a favore della CGIL, e portò i numeri a pareggio. Il resto è storia; dopo un tentativo di sganciamento dei "telefonici" (Sarmi &C.) la CISL impose i propri metodi (facendo sponda col potere politico, Gianni Letta e Marini) e alla fine regnò la pax CISL. Poi siccome non c'era più opposizione né interna né esterna (situazione parossistica di "strapotere") cominciarono a sbranarsi tra di loro, Petitto contro Ialongo, fino a una pax provvisoria, in attesa della prossima carneficina. Gli esodati sono scappati di mano a tutti, non fossero riusciti ad entrare nell'attenzione dei Media (grazie a Milena Gabanelli) sarebbero dimenticati da questi uomini violenti e cinici il cui unico scopo è mantenere intatto il loro potere (soldi) e prestigio. Il primo cellulare di valore, personalmente, lo vidi alla fine degli anni '90 in mano a un sindacalista CISL delle Poste. Mi dirai che era un uomo ricco di proprio o che aveva sposato bene. So che era proprietario di una fortuna immobiliare, parlava in stretto dialetto napoletano (su al Nord) e controllava tutto e tutti, compreso uno stuolo di "Articole 3" e "Articole 8" in stato di necessità ... Continuiamo?

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    5. Continua pure, più parli più si capisce il tuo delirante pregiudizio e le tue fgarneticanti associazioni mentali.
      Io sarò il 16 in piazza a Roma con CGIL-CISL e UIL e quindi ci sarà anche Bonanni. Che fai ci vieni ugualmente o per non aver a che fare con l'obbrobrio che hai descritto te ne starai da qualche parte con un'altra pastiglia?
      Bonann, Camusso e Angeletti sono con gli esodati.
      Galbiati (cisl poste) fu tra i primi a scendere in piazza contro il decreto pensioni. Non mi permetterei mai di dire che gli altri erano collusi o colpevolmente in ritardo.
      Report diede la svolta alle posizioni nel mondo dell'informazione, ma seguiva manifestazioni sindacali o dei soli esodati.
      Tu c'eri al Pantheon il 9 febbraio? Hai setito Bonanni, angeletti e Camusso? Sono ancora sulle stesse posizioni.

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    6. Ho descritto una struttura di potere cinica e famelica, ancora attiva e operante che ha mangiato il futuro a migliaia di lavoratori, alcuni complici (come forse te, e allora ben ti sta) e altri inconsapevoli. Non una sola parola di questa struttura di potere è stata contestata. Chi comanda alle Poste? La domanda è questa. E la risposta è: il Sindacato, ossia la CISL. E loro hanno creato gli esodati per puro calcolo di potere: per poter assumere altri dirigenti amici o raccomandati o per assumere nepotisticamente i figli dei tesserati dipendenti. (Quella dell'assunzione dei figli è una porcheria comunque la si giri. Grazie a dio i miei figli, educati da me a combattere la raccomandazione e il nepotismo, sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato senza dover pietire nulla ai Galbiati di turno). Non parteciperò a nessuna manifestazione con i miei carnefici. La questione sarà risolta in Parlamento e dal Governo (i prossimi) se ci saranno i soldi. Nel frattempo vivrò del mio accumulato con i sacrifici di una vita. Grazie dell'invito, proprio no, solo sentire Bonanni mi farebbe venire un attacco di bile. E non sono così masochista di andare a leccare chi mi ha bastonato. L'unica che è sincera è Camusso, ma lei crede che il Sindacato sia quello delle fabbriche del Nord, poco sa o vuole sapere di questa specie di mafia che è il sindacato del Pubblico Impiego, dove sgoverna la CISL.

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    7. E finalmente è uscito tutto il tuo livore antisindacale.
      Nascondersi dietro un dito non ti fa fare bella figura.
      Non vai alle manifestazioni dove c'è la CISL, ma oggi non sei stato neanche dove c'era la FIOM, non sarai parte delle iniziative "senza sindacato" degli esodati nei vari territori, soprattutto a Roma. Non sarai stato al presidio dei ministeri o delle prefetture, non avrai inseguito i politici sotto casa, davanti o dentro la sede del loro partito, non avrai mai preso la parola per inrloquire con loro.
      C'è chi lo fa e si dà da fare, altri fanno la politica del tacchino: una bella ruota e... "pole-pole-pole-pole-po".
      La politica del "Self-godeur" non dà frutti.
      Il mondo reale è un altro.
      IO STO COL SINDACATO, tu stai pure sul fico.

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    8. Mi pare che abbite espresso chiaramente le rispettive posizioni.
      Si è capito che ciascuno rimarrà della propria opinione.
      Grazie per il vostro contributo.

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  6. Ops... Mastrapasqua NON è abruzzese, ma romano (forse di origine abruzzese). In ogni caso è stato suggerito da quel bel tomo di Gianni Letta, abruzzese anche lui. La filiera CISL-Abruzzo non è una mia fisima, ma attualmente una delle CENTRALI di potere più forti in Italia, alle Poste sicuramente: Marini (figlio assunto alle Poste); Bonanni; Ialongo; Letta che sta dietro tutte le nomine delle Poste; il Capo Divisione Pasquale Marchese; e altri ancora... e questa gente fa e disfa alle Poste, si muove in cordata ed è spietata...
    Leggete qui: http://www.lettera43.it/economia/macro/mastrapasqua-re-dell-inps_4367554390.htm

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