(...) La riforma delle pensioni di dicembre deve essere modificata
La riforma delle pensioni di dicembre deve essere modificata perché é intervenuta «in modo insostenibile e iniquo sui diritti di milioni di persone senza nessuna gradualità». Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, osserva che di quella riforma ci sono «code, anzi un codone», rappresentate dai «lavoratori incappati in una decisione rigidissima e ingestibile». Si tratta di quei lavoratori che non sono ancora «pensionati e non hanno più il lavoro. Diciamo al governo che vanno aiutati» (...)
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Lo stralcio del documeto che ci riguarda
SEGRETERIE CGIL CISL UIL
NAZIONALI
Roma, 17 gennaio 2012
Previdenza
La sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico resta
legata alle dinamiche future di crescita e sviluppo del Paese e all'andamento
dell'occupazione. Le recenti misure contenute nel provvedimento varato nello
scorso mese di dicembre devono essere modificate perchè sono intervenute in
modo insostenibile ed iniquo sulla struttura dei diritti previdenziali di
milioni di persone senza nessuna gradualità.
Si è realizzato un intervento volto solo a fare “cassa”, prelevando
ingenti risorse dai lavoratori e dai
pensionati, determinando così gravi ripercussioni anche sul mercato del lavoro,
stante l’attuale situazione di difficoltà occupazionale. Siamo, infatti, di fronte ad una vera e propria emergenza per cui è necessario, da subito, prevedere deroghe ed esenzioni per sostenere chi espulso dai sistemi produttivi rimane senza lavoro e senza alcuna fonte di reddito.
E’ necessario monitorare e stimare se le risorse per la copertura delle esenzioni e delle deroghe dall’applicazione della nuova disciplina previdenziale (comma 14 e 15 articolo 24) risulteranno idonee a coprire tutte le esigenze che si porranno per i lavoratori disoccupati che concluderanno il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali, per i lavoratori collocati in mobilità, mobilità lunga, in esodo (anche volontario), a carico dei fondi di solidarietà di settore, autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione e in esonero ex art. 72 c. 1 D.L n. 112/2008. Va data una risposta ai lavoratori che abbiano sottoscritto la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per effetto di accordi che tenevano conto dei requisiti pensionistici previgenti e che oggi si vedono, di colpo, posticipare i requisiti per l’accesso al pensionamento.
Al tempo stesso ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato con il requisito contributivo è necessario eliminare, qualsiasi forma di penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni, così come l’aggancio del medesimo requisito all’aumento dell’aspettativa di vita.
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